Storia delle relazioni internazionali
Il significato della storia delle relazioni internazionali
Cosa vuol dire: "storia di tutto ciò che ha attraversato un confine", più precisamente "storia dei rapporti politici internazionali", dal 1870 al 1970, ovvero da quando gli Stati hanno iniziato a raccogliere i documenti necessari per avere delle fonti attendibili, ovvero dalla fine della guerra dei trent'anni (1618-1648), in cui l'impero Asburgico aveva il sogno di dominare in tutta Europa in nome di Dio, contro il Papato che aveva il sogno di un controllo cattolico in Europa.
La pace di Vestfalia e le relazioni internazionali
Il passo fondamentale: è stata la pace di Vestfalia, da dove si può iniziare a parlare di relazioni internazionali, contemporaneamente inizia la convivenza religiosa in Europa. La pace infatti dà una serie di regole alle relazioni internazionali, ad esempio i trattati prima erano tutti in lingua latina, e non nelle lingue degli stati che li stipulano.
Con il trattato di Vestfalia ci sono diverse novità:
- Il trattato è stato scritto nelle lingue nazionali, volgari, es. anche in svedese, poiché la Svezia aveva avuto un ruolo importante nella guerra;
- Istituzione dei mediatori internazionali ufficiali, non di parte, 'super partes', incaricati, e sono stati es. in questo caso Venezia (Contarini) e lo Stato della Chiesa, (Fabio Chigi);
- Da quel momento esiste una codificazione nel ruolo delle relazioni;
- Prima volta che si organizza una conferenza internazionale;
- Norme di gerarchia vengono istituite;
- Diplomazia multilaterale per la prima volta, es. no paese sopra ad altri.
Ma soprattutto:
- Archivi con carte originali del tempo ordinate (inizialmente cartacee, al giorno d'oggi molte sono on-line): per questo si inizia a studiare la storia delle relazioni internazionali a partire da questo momento. Ma il fatto di esserci non significa nulla: bisogna che ci sia una catalizzazione delle carte (riordinarle negli archivi, sono tantissime) e soprattutto devono essere aperte, e questo accade dopo circa 30 anni.
Le potenze e il limite delle documentazioni
Di conseguenza, da questo momento (fine 1600, inizio 1700, dopo la guerra dei trent'anni):
- Le maggiori potenze hanno regolari ambasciatori negli stati esteri;
- Sistema di diplomazia equiparabile a quello odierno.
Ma qual è il limite?
Quando non ci sono le carte, i verbali, si tratta di cronaca: non si può parlare di storia finché non si ha le fonti, poiché ciò che viene dichiarato non corrisponde sempre alla realtà.
Esempi:
- Papato carte accesso molto tardi, il Vaticano è molto prudente (a differenza ad esempio degli Stati Uniti), ha un ritardo la pubblicazione perché rendere di pubblico dominio materiali su cui si sta operando può essere molto pericoloso;
- Gli archivi nazionali più aperti sono quelli anglosassoni: Inghilterra cuore democratico.
Nessun paese fa vedere i documenti appena prodotti ma dopo circa trent'anni, perciò non si può parlare di storia delle relazioni internazionali sotto questo limite di tempo. Perciò si parla di storia finché ci sono delle fonti, altrimenti si parla di cronaca.
Il fatto che i documenti siano resi noti dopo un limite di tempo, che è di 50 anni in Italia (prorogabile a 70 in alcuni casi, es. segreti di stato troppo rilevanti, colpi di stato di un altro governo, argomenti e scelte che possano destare danno d'immagine, alla credibilità dello stato stesso), non ha nulla a che vedere con la 'classifica di segretezza' del documento, che è valida nel momento in cui esso viene prodotto (es. secret può essere visto da una certa cerchia, confidenziale, restricted, indicano quanto può essere ampia la cerchia che può accedervi all'interno dell'amministrazione, dal momento in cui viene prodotto).
Protagonisti della politica estera
Chi sono i protagonisti, gli attori della politica estera delle relazioni internazionali: prima della prima guerra mondiale sono stati gli stati sovrani, dopodiché le organizzazioni governative e non governative sono le vere protagoniste della vita politica internazionale:
- Es. ONG che recupera i naufraghi riguarda e tocca la politica internazionale;
- Es. NATO, ONU influenzano le scelte di tutto il mondo, seppure queste non abbiano alcuna sovranità, condizionano la politica internazionale;
- Es. invenzione motori, camion, aerei, sfruttamento petrolifero diventa un business a livello internazionale all'inizio del 1900, grandi gruppi potentati industriali che influenzano la politica internazionale pur non avendo sovranità es. FIAT;
- Es. religioni, le confessioni religiose, non in quanto stati sovrani (unico riconosciuto: Vaticano), ma si tratta della capacità del Papa di cambiare il corso degli eventi, com'è successo col califfato islamico e la sua propaganda ai musulmani in giro per il mondo. Ma agire in nome di Dio ha spesso portato a delle conseguenze disastrose es. 'io agisco per opera di Dio' per giustificare ingiustizie, oggi dovrebbe essere separato dalla politica;
- Es. grandi organizzazioni criminali hanno un business enorme es. commercio droga tra Sud America (America Latina) e America settentrionale: condizionavano le scelte di politica;
Ma soprattutto: le forze profonde sono indirettamente la geopolitica, che condiziona gli attori, seppur non siano attori es. l'inverno russo ha sfavorito l'esercito tedesco, epidemie.
Perciò la politica estera oggi non è dominio esclusivo dei governi: lo era nel passato ma ormai non lo è più, perciò non bastano le carte dei governi ma servono altre fonti, oltre alle documentazioni ufficiali dei governi chiamati a fare la politica internazionale.
Le fonti della storia
La storia si tramanda scrivendo su un certo tema, e per scrivere di una certa materia bisogna che ci siano delle fonti, degli indicatori sicuri e affidabili che ci permettano di ricostruire una trama di considerazioni e di situazioni, perché se non ci sono delle fonti dimostrabili, non si può 'fare storia', ovvero ci si sposta nella categoria dei romanzi, non della ricerca scientifica.
Fonti primarie e secondarie
Fonti primarie: fonti che utilizziamo così come sono state prodotte direttamente dagli attori (anche es. ONU, anche se non è uno stato sovrano), dagli artefici primi di politica internazionale.
- Possono essere anche private, e in quel caso i proprietari decidono se e quando pubblicare;
- Archivi dei grandi archivi delle aziende non vengono spesso pubblicate: prudenza.
Il problema delle fonti primarie: le fonti primarie sono molto difficili da trattare e non bisogna utilizzare solamente i documenti, bensì bisogna leggere anche l'interpretazione e la contestualizzazione (es. stampa contemporanea) di qualcuno, ovvero le fonti secondarie, anche per avere una giusta contestualizzazione, ci vuole un 'miscuglio' di materiali da reperire.
È quindi impossibile informarsi solo su fonti primarie perché si cadrebbe nel nichilismo conoscitivo: non si crederebbe a niente, si metterebbe tutto in dubbio.
Fonti secondarie: fonti mediate, ovvero interpretate e studiate da qualcuno es. storico che scrive su un argomento, lo interpreta e dà un resoconto dello stesso, si tratta quindi di delle sintesi di qualcuno che ha deciso di studiare un determinato tema.
- Es. oggi sono fondamentali i media (il potere mediatico è enorme) come i giornalisti che raccolgono le informazioni e danno un resoconto. Ma i giornalisti di norma non hanno fonti riservate, bensì ha fonti primarie pubbliche.
Quindi tutte le fonti sono fondamentali (es. media).
Scientificità della ricerca storica
Allora dove sta la scientificità di una ricerca di tipo storico o giornalistico?
Problema: non sono discipline di scienze esatte, ovvero che ammettono la perenne riproduzione di un esperimento che darà sempre gli stessi effetti, come ad esempio la fisica, in cui c'è la riproducibilità di un esperimento con sempre gli stessi risultati.
Allora dove sta la scientificità nelle ricostruzioni?
Ci possono essere delle sfumature, perché non c'è niente di oggettivo, esistono solo interpretazioni storiografiche, non esiste una e una sola verità, ci sono solo delle ricostruzioni che per avere una loro dignità scientifica (pur non potendo mai arrivare all'oggettività perché non è implicita alla natura umana), ovvero risultare scientificamente rilevanti.
I criteri della ricostruzione storiografica
La ricostruzione storiografica deve seguire 3 grandi criteri:
- Criterio di coerenza logica, ovvero attraverso tesi e sintesi es. testata farà male. Bisogna ragionare con un pensiero lineare in maniera che sia riconosciuto come coerente;
- Criterio di coerenza cronologica, perché non è necessariamente vero che ciò che è avvenuto prima influenza ciò che succede dopo: potrebbe, ma non è sicuro. In molti casi, inoltre, manca la conoscenza di ciò che è avvenuto, perché la maggior parte dei dati della diplomazia sono segreti. Perciò ci sono cose che non si sanno, oppure che si sanno solo parzialmente. Quindi non è necessariamente vero che ciò che è avvenuto prima influenza ciò che è successo dopo;
- Criterio di non appartenenza ideologica, il più difficile da rispettare: lo storico non può intraprendere la sua ricerca avendo già un obiettivo prefissato ('io voglio dimostrare che...') ma giungerà a dei giudizi anche non in sintonia con le posizioni personali. Quindi non deve essere prigioniero del proprio giudizio, seppur sia inevitabile avere dei quadri mentali, dei pregiudizi, ma bisogna superarli, e non esserne prigionieri, e l'insidia è enorme, perché soprattutto in alcuni periodi della storia la situazione è considerata negativa, quindi c'è la tentazione di operare per seguire la corrente principale. Ma lo scopo dello storico non è quello di seguire la 'mainstream', ma di fare chiarezza su determinati problemi a prescindere dalla sua posizione, altrimenti si tratta di giornalismo o di dibattito politico.
Se questi tre criteri vengono rispettati, si può parlare di scientificità.
Le epoche della storia delle relazioni internazionali
Se l'età contemporanea inizia nel 1815 con il Congresso di Vienna, si possono individuare diverse epoche della storia delle relazioni internazionali, ma questi periodi non devono essere considerati separatamente, ma ci sono alcune problematiche che si protraggono in più epoche, seppur si possano considerare 'epoche' perché hanno delle proprie specificità, e sono divise tra loro da episodi periodizzanti, ovvero avvenimenti che fanno finire un'epoca e ne fanno iniziare un'altra.
- La restaurazione, iniziata con il Congresso di Vienna, ovvero il tentativo di azzerare l'esperienza rivoluzionaria/napoleonica precedente, e c'è un sovvertimento dei valori di base su cui si basa l'Europa. Napoleone viene messo a tacere e si ricostruisce un'Europa rigidamente monarchica come prima, con i valori precedenti al 1789 (artefice: principe di Metternich). Lo scopo è di contenere i movimenti rivoluzionari in tutta Europa, che tira verso l'età del nazionalismo, mentre lo scopo della restaurazione è quella di contenerli.
- 1830, rivoluzione borghese: i Borbone vengono cacciati dalla Francia, e si rimpiazza la monarchia con una monarchia borghese (famiglia D'Orléans);
- 1848, data della fine della Restaurazione, delle rivoluzioni di natura economica;
- Metternich si dimette, cambia qualcosa in Europa.
- 1848-1871: età delle unità nazionali (italiana e tedesca)
- Italia con Cavour;
- Prussia si libera da Asburgo che controllavano la confederazione germanica e nel 1871, con il Trattato di Francoforte, si raggiunge l'unità tedesca.
- 1871-1890 l'età bismarckiana, di pace e sviluppo.
- 1890-1914: dimissioni di Bismarck, che se ne va perché l'impero è troppo invadente. Cambia la politica mondiale e la Germania viene presa in mano da una classe inefficiente.
- Sistema di alleanze diviso e riallineamento delle potenze allo stesso tempo;
- 1914: prima guerra mondiale.
- Prima guerra mondiale (1914-1918).
- 1918-1939: 'vent'anni fra le due guerre', ovvero una fase temporale fra due eventi intimamente congiunti (infatti la seconda guerra mondiale è un tentativo di rivincita dei perdenti della prima guerra mondiale).
- Età delle illusioni (1920-1930) di pace, di stabilità;
- 1933: Hitler va al potere a Berlino, e nel frattempo l'Italia è diventata un solido regime fascista (Mussolini al potere da 11 anni), uno stato autoritario e non più democratico, e Giappone ha conquistato la Manciuria cinese, politica di espansione: si capisce che non si sta andando verso la pace in realtà.
- 'Ritorno alla realtà (1930-39)'.
- Età delle illusioni (1920-1930) di pace, di stabilità;
- Seconda guerra mondiale (1939-1945).
- Guerra fredda, fino al patto di Varsavia (1955) che segna l'età della coesistenza pacifica
- 1991 fine dell'URSS;
- 'Seconda guerra fredda': si parla oggi di una nuova guerra fredda tra Cina e America.
La politica internazionale in Europa nel 1871
Le dinamiche della politica internazionale in Europa nel 1871:
- Agli inizi dell'anno si è ufficialmente formata la Germania come grande stato nazionale, cacciando gli austriaci (seppur appartenessero alla stessa stirpe d'origine, la stessa dimensione etica) con il Trattato di Francoforte, che crea la Germania, mentre prima vi era la confederazione tedesca, fatta di staterelli autonomi, ma formalmente sotto la corona d'Asburgo;
- Un'altra potenza europea ormai consolidata è l'Italia (da marzo del 1861), che è sufficientemente unitaria, seppur manchino alcuni territori:
- Il Veneto, insieme a Trieste, Trento, Gorizia, ...
- Roma: che Regno d'Italia può pensare che nella sua parte centrale non ci sia il suo controllo? L'Italia non freme perché questi territori appartenessero all'Italia in realtà, e in quelle terre austriache i numeri maggiori della popolazione erano appunto austriaci, ma esiste una corrente di irredentismo di queste fasce. Questo assetto rimarrà almeno fino alla prima guerra mondiale.
Le principali tensioni della politica estera nel 1871
Gli attori sono ancora gli stati sovrani nell'aprile del 1871, dalla nascita della Germania unita (principalmente):
- Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda (Inghilterra) sta perseguendo una politica di isolamento: è un impero potente, grande (India, penisola arabica, Canada, Sud Africa), il più grande impero mondiale, non accettano politiche di alleanze con il continente europeo e stanno solo attenti che l'Europa non cada sotto un'unica dominazione: per loro, l'Europa dominata da una sola potenza, rende invivibile la situazione nel loro paese. Battaglia definitiva per eliminare Napoleone: Waterloo, punto più vicino alla Manica, grande vincitore è il duca di Wellington, perché la situazione è invivibile. Inglesi vogliono il Belgio perché è un ponte per la Gran Bretagna in Europa: lo vogliono neutrale (es. prima guerra mondiale i tedeschi entrano in Belgio e l'Inghilterra attacca la Germania) perciò si parla di astensione dall'Europa, se non è dominata da nessuno.
- Tensioni con la Francia per il controllo del continente africano;
- Tensioni con la Russia per questioni asiatiche. La Russia era una potenza asiatica, gran parte dell'Asia sotto il controllo russo, ma la Gran Bretagna ha il cuore dell'impero in India, la fetta più preziosa dell'impero inglese era l'India, e poteva sempre essere minacciata perché sopra c'era l'impero russo: possibile allargamento dell'impero degli zar a sud, quindi conflitto persistente.
- Russia, la più decadente, arretrata, delle potenze europee (es. fine dell'800: abolita la schiavitù), monarchia 'distaccata', ma la Russia è immensa e può muovere tantissimi uomini, quindi è scossa da possibili tensioni nazionali (troppi popoli messi insieme come nell'impero asburgico).
- Tensioni con l'Inghilterra per questioni asiatiche;
- Tensioni con l'Impero asburgico per il ruolo dei due imperi nell'area balcanica. I Balcani (gli 'slavi del sud') sono per lo più nelle mani degli austriaci e sono per lo più abitati da popolazioni slave. La Russia è il paese slavo più grande e sente una naturale dovere di controllo di quell'area. Ma soprattutto;
- Plurisecolare tensione con l'impero ottomano per una ragione specifica: il controllo degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, sotto il controllo della mani turche, quindi i russi non possono accedere al Mediterraneo. Obiettivo: controllo degli stretti soprattutto, per poter accedere al Mediterraneo.
- Italia, nasce nel 1861 'a sorpresa' grazie a Garibaldi, guerra di stabilizzazione delle conquiste nel sud Italia. Due grandi obiettivi: Venezia o Roma (le vittorie prussiane hanno dato prima Venezia). Roma: Napoleone III umiliato a Sedan, la Francia deve cedere Roma e l'Italia annette la capitale. Ha quindi avuto un balzo in avanti straordinario
- Tensioni: No Gran Bretagna, buon vicinato perché governavano i mari, rispetto
- Potenziale conflittualità con la Francia, scontro coloniale con la Francia (es. Tunisia)
- Territori irredenti del nord-est italiano (Trieste, Trento) contenzioso con l'Austria
- No Germania (ha dato Venezia).
- Impero Ottomano, plurisecolare (dal 1300) nel Medioriente, dal 1453 spazzano via l'impero romano d'oriente da Costantinopoli che diventa la capitale dell'impero ottomano e dell'islam, opera di allargamento.
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Appunti riassuntivi del corso di storia delle relazioni internazionali (proff. Georg Meyr e Giulia Caccamo)
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