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Appunti completi di Psicologia clinica e applicazioni, Docente Martine Vallarino Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Psicologia Clinica- Applicazioni, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati dalla docente :
Sanavio E.; Cornoldi C. Psicologia clinica, 2° edizione, Il Mulino, 2010
Miklowitz D. Il disturbo bipolare. Una guida per la sopravvivenza. Fioriti Editore, 2005.
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Esame di Psicologia clinica docente Prof. M. Vallarino

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Modello sociale: Origina dall'avvento di teorie sistemiche, secondo le quali l'individuo non

• può essere trattato in maniera isolata dal contesto sociale in cui vive. Perciò questo

modello nasce dall'interazione di più discipline, incorporando visioni provenienti da

sociologia, antropologia e psicologia sociale. Di conseguenza, la società e le norme che la

compongono sono la causa del disagio psichico.

Esempio schizofrenia: Le cause prendono in considerazione gli stati psicopatologici che

caratterizzerebbero alcune aree sociali svantaggiate.

Modello bio-psico-sociale: Questo modello nasce negli anni '80 ed è in accordo con la

• definizione di salute mentale dell'OMS. Perciò, presta attenzione a:

Componenti fisiche: Funzioni e strutture organiche

◦ Componenti psicologiche: Variabili legate ai processi cognitivi, aspetti di personalità, la

◦ gestione delle emozioni e i comportamenti.

Componenti sociali: Legate a contesti familiari, lavorativi, e al sistema valoriale

Di conseguenza, la malattia della persona viene valutata in chiave sistemica, prendendo in

considerazione più livelli di osservazione, ovvero le caratteristiche genetiche, quelle di

personalità e quelle del contesto socio-economico, culturale e politico in cui la persona vive.

L'interazione di tutti queste dimensioni porta ad una definizione più completa delle cause

e della natura del disturbo. Una visione di questo tipo mette in luce sia i fattori di rischio

che quelli di protezione. La persona non viene più vista infatti solo in termini di cosa non

ha ma anche in termini di cosa ha ancora e cosa può migliorare.

Fattori di rischio individuali: Rigidità di pensiero, instabilità emotiva, intolleranza

◦ dell'incertezza e della frustrazione, attaccamento insicuro e disorganizzato, bassi livelli

di autostima, presenza di ritardo mentale, presenza di malattie fisiche croniche, abuso di

sostanze, obesità.

Fattori di rischio ambientali: Difficoltà economiche, scarsa rete sociale, migrazione,

◦ disoccupazione, abusi e maltrattamenti in famiglia, malattia mentale in famiglia,

dissapori famigliari, lutti e divorzi di parenti e genitori.

Fattori protettivi personali: Attaccamento sicuro, creatività, buone abilità cognitive e

◦ di problem solving. Alti livelli di autostima, comportamento prosociale.

Fattori protettivi ambientali: Presenza di rete sociale, buon legame con la famiglia,

◦ buone condizioni socio-economiche.

Reti sociali e salute mentale

Vi sono diverse ricerche in letteratura che dimostrano una relazione positiva tra supporto sociale e

stato di salute. Nello specifico, si associano a diversi benefici psicologici:

Capacità di fronteggiare lo stress

• Abilità di coping adattive

• Empowerment

Inoltre comportano anche benefici sociali:

Maggiore assistenza

• Accesso a risorse cognitive e affettive

Reti sociali troppo piccole spesso sono collegate a presenza di malattia. La rete sociale di una

persona sana si aggira in media a 40 persone, mentre quella apparentemente a quella malata

solitamente comprende in media 8 persone.

Le reti sociali possono essere distinte in 2 tipologie, le quali si susseguono secondo un continuum:

Reti sociali naturali (reti primarie): Comprendono le relazioni familiari e amicali. Si

• basano su principi di reciprocità.

Reti promosse dai servizi (reti secondarie): Comprendono le relazioni con figure

• professionali, come il medico di base, l'assistente sociale, gli psicologi, educatori, ecc.

Spesso implica anche la dimensione economica.

La rete sociale può anche essere misurata grazie alla mappa di Todd. Essa permette di misurare

graficamente la rilevanza relazionale della rete sociale. Può essere utilizzata in sede di

valutazione e intervento.

Stigma e salute mentale

Con stigmatizzazione si intende un fenomeno sociale per cui viene attribuita una connotazione

negativa ad un membro del gruppo della comunità. Lo stigma determina la creazione di

stereotipi e discriminazione. Secondo Goffman vi sono 4 fasi che portano all'attribuzione dello

stigma sociale:

1. Scelta delle differenze che saranno oggetto della discriminazione: Queste possono essere

di natura biologica, psichica, sociale. Ad esempio, colore della pelle, orientamento sessuale,

genere, essere affetti da un disturbo mentale

2. Attribuzione di stereotipi negativi alle categorie create

3. Creazione di una distinzione tra stigmatizzati e non-stigmatizzati

4. Perdita di status sociale per l'individuo stigmatizzato

Estendendo questa visione alla malattia mentale, lo stigma nei suoi confronta si fonda su

stereotipi legati alla pericolosità, l'imprevidibilità, alla desocializzazione e alla mancanza di

volontà che spesso vengono attribuite a persone affette da malattia mentale. Nonostante vi siano

ricerche che affermano che le persone con malattia mentale sono più violente e pericolose, bisogna

tenere presente che gran parte di queste ricerche sono state svolte su crimini effettivamente

commessi da persone con disturbi mentali, confermando qualcosa che era implicitamente già

determinato. Ricerche più approfondite, dimostrano invece che spesso persone con malattia

mentale hanno più probabilità di essere vittime di violenza piuttosto che esserne i

responsabili. Di conseguenza, in realtà, non sono più violenti della popolazione generale.

Auto-stigma

Spesso in presenza di pregiudizi e stereotipi si instaurano delle minacce da stereotipo che portano

alla creazione di profezie che si auto-avverano. In questo modo la persona interiorizza i

pregiudizi e costruisce credenze su di sé che portano ad un decremento dell'autostima e

dell'auto-efficacia. Di conseguenza, la persona metterà in scena comportamenti di auto-

discriminazione e di discriminazione anticipata. Nel dettaglio i comportamenti saranno:

Perdita dell'identità personale sostituendola con un sé definito solo dalla malattia

• Pensieri di svalutazione della propria intelligenza

• Bassa autostima al punto di non aderire al trattamento

• Solitudine, rabbia, senso di abbandono, colpevolizzazione nei confronti della famiglia

• Evitamento sociale

• Rischio di suicidio

L'auto-stigma può essere misurato grazie ad alcuni strumenti come la self stigma of mental

illness scale, oppure la discrimination stigma scale.

Alcune ricerche si son dedicate al rinforzo che possono portare gli operatori nei confronti

dell'auto-stigma. Nel dettaglio, i comportamenti da evitare sono:

Espressioni offensive: Lei non vuole cambiare

• Messaggi demoralizzanti: Dalla schizofrenia non si guarisce, la malattia peggiora col

• tempo

Eccessiva difesa del ruolo professionale: Lo psicologo sono io e so cosa è meglio per lei

• Comportamenti di scarsa considerazione

Psicofarmaci – Classificazione e utilizzo clinico

Con psicofarmaci si intende farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. Si possono

classificare in base all'effetto terapeutico:

Ansiolitici

Si tratta di farmaci con un effetto tranquillante rapido. La loro durata si misura in emivita che

può essere breve o lunga e si riferisce alla durata del principio attivo nel sangue. Si utilizzano sia

in modo regolare oppure anche al bisogno. I più famosi sono valium, En, Xanax, ecc. Nel

dettaglio si dividono in:

Ansiolitico: Abbassa il livello di attivazione

• Ipnotico: Induce il sonno

• Miorilassante: Rilassa i muscoli

Gli effetti collaterali sono:

Eccessiva sedazione

• Astenia: Spossatezza profonda

• Atassia: Perdita della coordinazione muscolare e dei movimenti

• Prestazioni cognitive e psicomotorie ridotte

• Dipendenza: Questi farmaci sono gli unici che creano abituazione, tolleranza e

• dipendenza. Dopo assunzioni prolungate nel tempo, sono necessarie quantità maggiori

per ottenere gli stessi effetti. Inoltre, occorre ridurli in maniera graduale in modo che il

cervello possa abituarsi all'interruzione.

Antidepressivi

Si tratta di farmaci utilizzati in caso di depressione, DOC, terapie di cessazione dal fumo e con

cautela nel caso di disturbo bipolare. Si possono suddividere in IMAO, triciclici e SSRI. In

questi ultimi, l'acronimo che sta per inbitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Sono

quelli più prescritti. Alcuni esempi sono: Zoloft, Fluoxetina, Paroxetina, Cipralex. Il loro

funzionamento rallenta il riassorbimento della serotonina. Gli effetti comportano controllo del

tono dell'umore e degli impulsi e riduzione del rimuginio. Dal punto di vista temporale hanno

effetto dopo diversi giorni dalla somministrazione, circa dopo 2/3 settimane.

Gli effetti collaterali possono essere:

Vomito

◦ Nausea

◦ Tremori

◦ Disturbi sessuali

◦ Rallentamento generalizzato o intorpidimento

Antipsicotici

Si tratta di farmaci che agiscono sui sintomi positivi, controllano gli impulsi e comportano una

forte sedazione. Si suddividono in:

Antipsicotici di prima generazione: Antipsicotici tipici o neurolettici (Aloperidolo,

• Clozapina)

Antipsicotici di seconda generazione: Olanzapina, Risperidone, Aripiprazolo, Quietiapina

Gli effetti collaterali possono essere:

Alterazioni metaboliche: Sindrome metabolica, diabete

• Disforia: Oscillazioni del tono dell'umore

• Sintomi neurologici: Rigidità muscolare, tremori, stati mentali alterati

• Stabilizzanti dell'umore

Si tratta di farmaci che stabilizzano stati emotivi intensi prevenendo la ricomparsa di sintomi

depressivi o maniacali. Si utilizzano maggiormente contro la depressione maggiore e nel

disturbo bipolare. I suoi effetti principali sono antidepressivi e antimaniacali. Alcuni esempi

sono: Depakin, Litio, Lamatrigina, ecc.

Gli effetti collaterali possono essere:

Tremori

• Sete

• Ipotiroidismo

• Disturbi a livello renale

• Sonnolenza

• Debolezza muscolare

Approfondimento: Farmaci depot

Questi farmaci hanno delle formulazioni particolari per cui consentono l'accumulo nei tessuti e il

rilascio graduale nel tempo della sostanza. Nel dettaglio, il farmaco è disciolto in particolari

veicoli oleosi che consentono lo stoccaggio nel tessuto muscolare. La somministrazione è mensile

e spesso vengono utilizzata nei casi di scarsa adesione al trattamento caratterizzati da alto tasso

di ricadute e di riospedalizzazione.

Dubbi dei pazienti

I pazienti possono avere delle perplessità riguardo l'assunzione e l'efficacia degli psicofarmaci che

stanno assumendo. In questi termini, una buona alleanza terapeutica con il paziente, una sua

motivazione intrinseca al trattamento, una buona comunicazione tra il clinico e il paziente ed

un supporto psicologico combinato alla terapia, sono elementi essenziali al fine di chiarire

dubbi e proseguire in maniera soddisfacente la terapia.

Recovery

Il termine recovery sta alla base di un processo attivo personale che ha il fine di ripristinare un

certo grado di controllo sulla propria vita e di recuperare potenzialità e aspettative di

realizzazione personale, tutto questo nonostante siano presenti dei sintomi.

Questo termine ha guadagnato maggiore importanza negli ultimi anni, questo a causa della

tendenza a prendere in considerazione la persona prima della malattia. Facendo entrare la

famiglia come parte integrante dell'equipe terapeutica, vengono presi in considerazione i punti di

forza del paziente, mettendo alla luce non solo quello che non sa più fare ma il suo ventaglio di

possibilità e potenzialità. Di conseguenza, nascono approcci bio-psico-sociali che danno più

dignità e responsabilità al paziente. Esso sarà coinvolto nelle scelte terapeutiche, ad esempio

nella terapia farmacologica. Vengono previste delle ricadute ma viene enfatizzata la speranza

al fine di promuovere il benessere e la maggior capacità di affrontare i problemi.

Approfondimento: Utenti esperti

Gli utenti esperti forniscono un notevole supporto alle azioni orientate alla recovery. Essi offrono

un aiuto alle persone affette da malattia mentale ponendosi come esempi alla pari e quindi più

vicini alla realtà del paziente. Essi si possono porre come un modello ideale che farà sentire i

pazienti più motivati al trattamento.

Processo di ricerca

Vi sono diversi tipi di progetti di ricerca nel mondo della psicologia clinica. Esse si differenziano

sulla base del livello di coinvolgimento da parte degli utenti e dalle loro famiglie. Da un punto di

vista operativo, il processo di ricerca si può susseguire secondo un continuum:

1. Identificazione delle domande di ricerca

2. Definizione del disegno di ricerca

3. Reclutamento dei soggetti

4. Raccolta e analisi dei dati

5. Interpretazione e restituzione dei risultati

Modelli di ricerca

Vi sono diverse modalità di coinvolgimento degli utenti nei progetti di ricerca:

User led research: Si tratta di una ricerca condotta dagli utenti. Questi gestiscono infatti

• tutti gli aspetti metodologici della ricerca. Ricercatori professionisti vengono reclutati solo

se la loro partecipazione è ritenuta necessaria da parte degli utenti-ricercatori. Un

esempio di studio di questo tipo è stato il seguente: “Patients' perspectives on

electroconvulsive therapy: systematic review”. Esso consisteva in una revisione dal punto di

vista degli utenti depressi sottoposti a terapia elettroconvulsiva. I risultati misero in evidenza

la differenza tra i giudizi dei ricercatori professionisti e degli utenti. I primi erano molo

più favorevoli al trattamento e meno attenti agli effetti collaterali della terapia.

Partnership working: Si riferisce ad una modalità più diffusa e consiste in una

• collaborazione tra utenti e ricercatori professionisti.

Consultazione di utenti da parte di ricercatori professionisti: Questa modalità prevede la

• consultazione preliminare degli utenti in modo che forniscano spunti e contributi utili a

formulare ipotesi operative che diano un valore aggiunto allo studio. I ricercatori

mantengono comunque il controllo sugli obiettivi e sulla conduzione della ricerca.

Maltrattamento e abuso nell'infanzia

Bambini vittime di violenze non presentano caratteristiche psicologiche omogenee, inoltre non

vi sono indicatori che permettono di differenziare tra un bambino maltrattato fisicamente da uno

abusato sessualmente. Ciò che però accomuna i minori vittime sono:

Carenze nelle relazioni con le figure di riferimento

• Immagine negative di sé

• Sfiducia

• Incertezza

• Fragilità emotiva

Differenze nei tipi di maltrattamenti

Trascuratezza: Si riferisce ad una grave o persistente negligenza verso il minore, oppure

• il fallimento nel proteggerlo dalla esposizione a forme di pericolo. Solitamente, la vittima

mostra un ritardo nella crescita nonostante non siano presenti cause organiche.

Maltrattamento fisico: Si riferisce a percosse, avvelenamento, soffocamento, sindrome

• da shaker, sindrome di Munchhausen e omicidio infantile

Maltrattamento psicologico: Si riferisce a rifiuto, svalutazione, denigrazione.

• Abuso sessuale: Si riferisce allo sfruttamento sessuale di un bambino o di un adolescente,

• oppure alla prostituzione infantile.

Genitorialità disfunzionale

Con il termine genitorialità disfunzionale si vuole intendere genitori violenti, abusanti o

trascuranti che spesso nutrono sentimenti contraddittori verso i figli i quali diventano a volte

oggetto di odio e a volte oggetto di attenzioni. Il bambino perciò progressivamente si adatta a

questa dimensione di violenza familiare, apparendo normale e compensato.

Nel corso dello sviluppo però emergeranno gravi difficoltà scolastiche, mentre in età

adolescenziale e adulta compariranno comportamenti antisociali, disturbi dell'alimentazione,

sintomi depressivi, tentativi di suicidio, promiscuità, disturbi di personalità (borderline),

abuso di sostante e sindromi dissociative.

Nonostante questi comportamenti però l'adolescente non riuscirà a collegare la propria sofferenza

alle esperienze infantili traumatiche, perciò questi nuovi sintomi assumeranno un'autonomia

propria.

Dati quantitativi sui maltrattamenti

Le vittime sono prevalentemente femmine, e la fascia di età più colpita è quella tra i 7 e i 9 anni.

Le tipologie di maltrattamento più frequenti sono il maltrattamento fisico e l'abuso sessuale.

L'autore della violenza il più delle volte è il padre o entrambi i genitori. In casi di abusi sessuali

le vittime sono prevalentemente bambine tra i 4 e i 6 anni, e il più delle volte si è verificato un

allontanamento dalla famiglia d'origine, questo perché anche il genitore non abusante risulta

disinteressato affettivamente, trascurante sul piano educativo ed emotivo, instaurando perciò

legami insicuri e precari.

Interventi di protezione del minore

Gli interventi consistono principalmente in:

Valutazione psicologica delle risorse familiari

• Accoglimento dei minori in comunità

• Psicoterapia

• Interventi di socio-assistenza

• Affidamento

Approfondimento: Maltrattamento psicologico e attaccamento

Consiste nella reiterazioni di modelli relazionali disfunzionali che attivano nel bambino la

convinzione di valere poco, di non essere amato e desiderato. A livello concreto consiste in

critiche, preferenze verso i fratelli che generano disparità, isolamento e minacce verbali. I

sintomi tipicamente comportano:

Impulsività

• Iperadattamento

• Tentativi di suicidio

• Tendenza all'antisocialità

• Disturbi del sonno

• Auto-distruttività

Il bambino arriverà ad attribuire a se stesso la causa del conflitto questo perché non possiede le

risorse per risalire alle cause che elicitano la violenza. Il senso di colpa perciò porterà a

vergogna e a bassa autostima per il non riuscire a far star meglio l'adulto che per colpa sua è

costretto a maltrattarlo.

Attaccamento

L'attaccamento consiste nella relazione che si instaura tra il bambino e il caregiver all'interno dei

primi 2 anni di vita. Da essa il bambino costruirà dei propri modelli operativi interni che faranno

da guida per poter interpretare e mettersi in relazione con sé stesso e le altre persone.

Dal punto di vista dell'attaccamento questi bambini maltrattati, già nel primo anno di vita sono

accomodanti, tolleranti e non si lamentano nei confronti delle madri maltrattanti. Mostrano una

compiacenza compulsiva caratterizzata da iper-vigilanza per le richieste dell'adulto e rapida

accondiscendenza.

Questa difficoltà nell'accesso ai ricordi del trauma può essere intesa all'interno di una

fenomenologia post-traumatica e quindi maggiormente compresa se inserita nella cornice

teorica della teoria dell'attaccamento.

Nel dettaglio, esperienze di attaccamento disorganizzato caratterizzato da trascuratezza,

mancanza di sintonizzazione emotiva, maltrattamento e abuso sessuale, possono portare in età

adulta e adolescenziale manifestazioni psicopatologiche che non sarebbero comprensibili

unicamente all'interno del disturbo post-traumatico da stress. Per questo, è importante tener

conto anche dell'attaccamento sviluppato durante l'infanzia.

A volte può succedere che adulti che hanno vissuto esperienze traumatiche irrisolte, nel momento

in cui si trovano di fronte alle richieste di attaccamento del figlio, riattivino questi episodi

traumatici generando a loro volta modelli operativi interni nel bambino contenenti elementi

traumatici. Da questi maltrattamenti psicologici possono generarsi traumi che non

rappresentano una minaccia all'integrità fisica ma che colpiscono la rappresentazione del sé.

Conseguenze

Raramente, i bambini esposti a questi maltrattamenti in età adulta presentano una diagnosi di

disturbo post-traumatico da stress. Possono però presentare:

Alterazioni nella regolazione emotiva: Disperazione

• Alterazioni nella percezione di sé: Impotenza, vergogna

• Disturbi relazionali: Tendenza all'isolamento sociale

• Alterazioni nella percezione delle figure maltrattanti: Idealizzazione del maltrattante

• Sintomi somatoformi

• Difficoltà nel controllo degli impulsi: Autolesionismo, aggressività

• ADHD

• Difficoltà nel linguaggio e nel controllo della motricità fine

• Sintomi dissociativi: Depersonalizzazione e derealizzazione

Le relazioni interpersonali che instaureranno saranno connotate dal tentativo di evitare l'intimità

emotiva nelle relazioni. Nel dettaglio, la vicinanza con persone importanti attiverà bisogni e paure

di estrema intensità che porterà a costruire relazioni affettive caotiche, sofferenti caratterizzate

da rotture improvvise e superficialità dei sentimenti. Oppure, relazioni stabili ma troppo

incentrate sulla competizione o l'accudimento eccessivo dell'altro, arrivando a precludere la

vera intimità e sostegno reciproco.

Interventi

Con pazienti che hanno subito traumi è importante non attivare inopportunamente il sistema di

attaccamento. Bisogna invece concentrarsi sul sistema interpersonale cooperativo, potenziando

perciò capacità meta-cognitive basate sulla riflessione e la mentalizzazione. Tuttavia, è bene

specificare che non sarà semplice attivare questo sistema, rendendo difficile la costruzione

dell'alleanza terapeutica. L'obiettivo finale è quello di riuscire a spostare le dinamiche

relazionali costruite grazie al sistema interpersonale cooperativo a quello dell'attaccamento

riuscendo a trasformare il modello operativo interno dell'attaccamento disorganizzato in

quello di un attaccamento sicuro.

Approfondimento: EMDR – Eye Movement Desensitization and Reprocessing

Questa tecnica si basa sulla stimolazione alternata dei due emisferi cerebrali, e agisce sulle

reazioni stressanti provocante dal ricordo traumatico del disturbo post-traumatico da stress.

La patologia viene vista come una serie di ricordi non elaborati. L'elaborazione tramite

stimolazione bilaterale porterà a una riduzione o a una eliminazione della sintomatologia, la quale

consiste in:

Immagini traumatiche

• Cognizione negativa su di sé

• Emozioni disturbanti

• Sensazioni fisiche associate

Più specificamente, il miglioramento è il risultato di un'espansione delle reti neurali, questo

porterà ad un cambio di prospettiva sul ricordo traumatico riuscendo a vederlo più distante, in

questo modo modificherà la cognizione di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione

ed eliminando sensazioni fisiche disturbanti.


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Lavir

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia Clinica- Applicazioni, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati dalla docente :
Sanavio E.; Cornoldi C. Psicologia clinica, 2° edizione, Il Mulino, 2010
Miklowitz D. Il disturbo bipolare. Una guida per la sopravvivenza. Fioriti Editore, 2005.
Gli argomenti trattati sono:
Definizione della psicologia clinica, Sintomi psicotici: deliri e allucinazioni, Modelli di salute mentale, Sistemi di classificazione diagnostica, Modello di stadiazione - Clinical staging model, Evoluzione storica dei modelli di salute mentale, Reti sociali e salute mentale, Stigma e salute mentale, Psicofarmaci - Classificazione e utilizzo clinico, Recovery, Processo di ricerca, Maltrattamento e abuso nell'infanzia, Disturbi dell'umore, Disturbo bipolare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Vallarino Martine.

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