CAPACITA’ GIURIDICA
Con la capacità giuridica si è titolare di diritti e doveri. La capacità giuridica la assume chi nasce: concetto
difficile di vita: prima il nostro ordinamento prevedeva la vita da quando un soggetto usciva dalla pancia
della madre, poi, con l’introduzione della legge per determinare la morte in cui si prevede la morte quando il
soggetto non ha più attività celebrale, la vita è considerata da quando c’è attività celebrale.
ORDINAMENTO GIURIDICO
L’ordinamento giuridico è “il modello organizzativo di uno Stato”, dà le regole di convivenza civile. Esso è
determinato dall’ETICA, è etico prendersi cura dei soggetti più deboli.
L’ordinamento giuridico si distingue in diversi macro-modelli:
• Pubblicistico: si divide a sua volta in:
• Amministrativo: regola il rapporto tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione
• Penale: si occupa di reati e illeciti penali
• Privatistico: quello da noi analizzato. Ci interessa sapere:
1. Soggetto (di diritto): persone fisiche e giuridiche (associazioni, enti, comitati), il soggetto è un centro
d’imputazione degli effetti giuridici, positivi o negativi: chi è
3 gradi di giudizio: responsabile.
1. Tribunale Famiglia: istituzione, modelli di relazione familiare.
2. Corte Successioni
d’appello Diritti reali, I diritto di proprietà
3. Cassazione Contratti
Obbligazioni
Responsabilità civile
23/02/2017
FONTI DEL DIRITTO
“Perché fonti del diritto?” Il diritto privato sono delle regole che disciplinano i rapporti tra i privati. Dietro
le regole ci sono scelte di politica legislativa. Chi decide le regole? Nel passato, a in alcuni casi anche oggi,
re e dittatori. Le fonti del diritto nascono dall’esigenza di riconoscere gli individui come soggetto portatore
d’interessi diversi da altri: riconoscimento della diversità. In alternativa si impone con violenza (es.
dittatura).
Nel nostro ordinamento il potere legislativo è del parlamento, nominato con elezioni politiche.
Fonti del diritto significa “da dove nasce il diritto”.
1. COSTITUZIONE EUROPEA-TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA:
la fonte primaria è il trattato sul funzionamento dell’unione europea (1957) e la costituzione europea
(dal trattato di Nizza riconosciuto dall’Italia come costituzione. Il trattato sul funzionamento dell’UE
è messo al primo posto perché l’Italia ha ceduto parte della sua sovranità a favore dell’Europa.
La normativa comunitaria ha 3 livelli:
Trattati; costituzione europea
Regolamenti (immediatamente esecutivi)
Direttive Dalla costituzione del ‘48
2. COSTITUZIONE ITALIANA
3. LEGGI COSTITUZIONALI
4. LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE
5. LEGGI REGIONALI: dalle regioni. Sono di applicazione alla Costituzione oppure riguardano
materie su competenze regionali. La regione non può legiferare contro norme primarie (costituzione
e norme comunitarie primarie).
REGOLAMENTI COMUNITARI Dall’Unione Europea
6. DIRETTIVE COMUNITARIE
Si hanno due tipi di direttive: le self executing e la direttiva. La direttiva self executing è talmente precisa e
poco modificabile che il recepimento non può cambiarla. La direttiva deve essere recepita dal nostro
parlamento con legge di recepimento della direttiva; lo stato membro ha una certa discrezionalità. La
differenza tra i due tipi. Se sono titolare della self-executing, anche se non ancora riconosciuta dallo Stato,
posso chiedere l’applicazione della stessa da un giudice. Con direttiva normale non potrei finché non venga
ricevuta con legge dallo Stato.
Se c’è contrasto tra norma costituzionale e comunitaria, si decide quale prevalga con 2 criteri:
- Prima la fonte primaria, poi la secondaria
- A parità di fonti prevale l’ultima legge, in ordine cronologico.
7. LEGGI ORDINARIE (per esempio il Codice Civile)
8. DECRETI LEGGE: sono sospesi per la loro efficacia, su necessità e urgenza. Poi il Parlamento ha il
tempo per decidere se fare legge o no.
9. DECRETI DELEGATI: su delega del Parlamento che dà le linee generali
10. REGOLAMENTI (AUTORITHIES): I regolamenti possono essere comunali, provinciali e regionali,
o anche per esempio condominiali. Le autorithies provengono da autorità non politiche, quali energia
e gas, concorrenza del mercato; istituite per legge con potere di decidere su materie assegnate.
11. USI E CONSUETUDINI: sembrano superati ma ci sono 2 casi in cui possono essere applicate:
Quando la legge fa rinvio a usi e consuetudini
Nel caso in cui ci sia vocazione di fare qualcosa in un modo per il quale nessuna legge
regola comportamenti purché non vada contro le leggi sovrastanti.
I SOGGETTI DEL DIRITTO
Parlare di soggetti del diritto fa pensare agli oggetti del diritto (beni o cose).
I soggetti sono i centri di imputazione di effetti giuridici.
Tutto il sistema del diritto privato, essendo basato sulle regole tra persone, si basa sull’individuazione di chi
sono i soggetti a cui si applicano le regole e sul principio di chi si assume le responsabilità della società per
comportamenti virtuosi o non. La logica dell’individuazione dei soggetti è anche finalizzata
all’individuazione delle responsabilità, nel caso dei soggetti l’individuazione delle responsabilità è a tutela
stessa delle persone.
PERSONE FISICHE*
Ci sono delle caratteristiche identificative della persona: sesso e nome.
Capacità giuridica e capacità d’agire.
L’articolo 1 del codice civile dice che “la capacità giuridica si acquista al momento della nascita” ---appunti
cartacei--- ; mentre la capacità di agire si acquista al compimento dei 18 anni. Dire che una persona ha
capacità giuridica significa che questa è titolare di diritti e doveri ed è capace di esercitarli, e che fino ai suoi
18 anni, essendo minorenne, egli abbia un’incapacità LEGALE, quindi prevista per legge.
*TIPI DI INCAPACITA’
• LEGALE (minorenne) responsabilità genitoriale tutoriale
• GIUDIZIALE (interdizione; inabilitazione; amministratore di sostegno)
• NATURALE (norma di protezione)
Incapacità legale
L’incapacità LEGALE prevede che si è titolare di diritti ma finché non si ha la capacità d’agire si deve
essere rappresentato da un tutore legale o un genitore. Si hanno delle eccezioni (es1. selezionati per essere
volto di un film, con contratto si possono esercitare dei diritti. Es2. Se si vuole sposarsi prima dei 18 anni, si
può dimostrare con valide ragioni di doversi sposare. Es3. L’erede riconosciuto dal tribunale capace
d’intendere e di colere di diventare un imprenditore di un’impresa familiare: minore emancipato.
EMANCIPAZIONE: capace di intendere e di volere prima dei 18 anni).
Altri due tipi di incapacità: giudiziale e naturale
GIUDIZIALE: anche questa prevista dalla legge, quindi legale, ma si dice così perché INTERDIZIONE e
INABILITA’, strumenti di tutela dei patrimoni delle persone incapaci e AMMINISTRATORE DI
SOSTEGNO, strumento di tutela della persona; sono degli elementi che provano che una persona, a causa
per esempio di malattia, sia incapace di intendere e di volere. Questi soggetti devono essere protetti.
Normalmente si parla della tutela di patrimonio con INTERDIZIONE (il soggetto non può porre nessun
tipo di atto, neanche di ordinaria amministrazione, e deve avere un tutore) e con INABILITAZIONE (si ha
un CURATORE, quindi il soggetto può porre in essere attività di ordinaria amministrazione ma non può
stipulare contratti senza curatore); di questa tutela bisogna far atto di pubblicità, ovvero far conoscere alle
persone che il soggetto è incapace. L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO è una figura di sostegno a
una persona che ha avuto incidente o con bisogno di assistenza, e normalmente è un familiare che ha diritto
di assisterla come tutela di una persona che capisce ciò che succede ma non riesce a farlo.
NATURALE: l’incapace naturale è un soggetto la cui incapacità non è ancora stata accertata giudizialmente
(es. sotto l’effetto di sostanze stupefacenti). La legge dice che se ci si trova nella condizione d’essere
incapace di intendere e di volere, gli atti che si sono posti in essere sono annullabili, quindi invalidi, a queste
condizioni:
- Si dimostri incapacità (bisogna dimostrare a un giudice di esser stato in stato di incapacità naturale)
- Se c’è un PREGIUDIZIO (un danno)
- Se c’è la MALAFEDE (nel caso in cui si parli di contratti).
PERSONE GIURIDICHE
La denominazione PERSONA GIURIDICA “non ha senso”, è una convenzione giuridica che consente di
individuare un unico centro d’imputazione, malgrado siano più persone.
La fondazione e il comitato
Se parlo di fondazione, si parla di un modello organizzativo che nasce per tutelare la volontà di una persona
fisica che destina un PATRIMONIO (elemento oggettivo), di una persona fisica o giuridica, che viene
amministrato da qualcuno secondo determinati fini (es. fondazione Nobel). L’elemento dirimente della
fondazione è l’esistenza di un patrimonio destinato a uno scopo, dato dal fondatore e amministrato da
qualcuno che sopravvive al fondatore. Un altro elemento importante della fondazione è la STABILITA’, che la
distingue dal comitato che è occasionale e muore una volta raggiunto un obiettivo prefissato, ragione per cui
nasce; ci si presenta in modo organico e unitario per effettuare una richiesta.
L’associazione 1
L’associazione è disciplinata dal codice civile (nella costituzione c’è solo il principio fondamentale che la
libertà di associarsi: ciò significa che il legislatore con una legge ordinaria non può impedire un fenomeno
associativo). Il legislatore ha riconosciuto che la disciplina delle associazioni del codice civile non si cambia
purché il principio sia quello della libertà.
Rimangono in vigore le regole dell’associazione RICONOSCIUTA O NON RICONOSCIUTA.
L’associazione:
1. RICONOSCIUTA: posso decidere di farmi riconoscere dallo stato, e ottengo due benefici:
• La personalità giuridica: divento autonomo centro d’imputazione
• L’autonomia patrimoniale perfetta: il singolo associato risponde nei limiti della quota
conferita, perché il nostro ordinamento prevede l’OBBLIGAZIONE SOLIDALE (se si
assume un’obbligazione da solo si risponde dell’obbligazione con tutti i beni presenti e
futuri). Attribuire questo diritto alle associazioni (ovvero quello di non correre il rischio che i
singoli associati rispondano a debiti superiori alla quota che hanno conferito) consente a chi
volesse perseguire un fine che condivide con l’associazione riconosciuta di versare la quota
voluta e di essere responsabili, nei confronti dei creditori, solo nella misura della quota
versata.
Parentesi importante: In Italia le associazioni riconosciute sono pochissime, meno di 1 milione, le non
riconosciute sono circa 25 milioni.
Per ottenere questi due benefici lo stato esercita un CONTROLLO (non finalizzato a impedire il
diritto di associarsi, perché sarebbe illecito, ma finalizzato a far sapere ai cittadini chi sono le persone
costituenti) su:
• la liceità dei fini
1 Codice civile: nasce nel 1942, dopo un periodo di gestazione nato dal 1937. In quegli anni in
Italia c’era il fascismo. L’impostazione del codice civile del 1942 del fenomeno associativo è
un’impostazione che tradisce la logica di uno stato fascista con intenzione di controllare le realtà
associative. Il modello è travolto dai principi fondamentali della carta costituzionale che dice che
tutti hanno il diritto di associarsi liberamente e di farlo come si vuole. Questo diritto incontra dei
limiti:
- esplicito (scritto nella costituzione): non si deve ricostituire il partito fascista;
- implicito (si ricava dai principi generali): si è liberi di creare associazione purché i fini siano leciti
• la congruità del patrimonio
IMPORTANTE: Un’associazione riconosciuta premette l’esistenza della pubblicità (possibilità di
rendere pubblici dei dati o delle informazioni): si può controllare chi sono i soci, e lo possono fare tutti i
cittadini. Ma il regime della pubblicità manca alle associazioni NON RICONOSCIUTE. 2
2
2. NON RICONOSCIUTE : Lo stato non può impedire il fenomeno associativo non riconosciuto , ma
il problema principale è che loro non hanno autonomia patrimoniale perfetta : la domanda di base
è “Chi risponde delle obbligazioni assunte da un’associazione non riconosciuta?” La logica è di
tutelare i creditori che fanno affidamento su un impegno assunto, quindi non possono rispondere tutti
gli associati perché essi non sono pubblici. La legge dice che rispondono delle obbligazioni
assunte da un’associazione non riconosciuta quelli che hanno assunto l’obbligazione , gli unici
che il creditore ha riconosciuto. La tutela prevista è molto razionale: il tema della pubblicità. Si può
agire solo contro chi ha assunto l’obbligazione, lui potrà poi agire contro gli altri, ma questo non può
farlo direttamente il creditore. Il creditore può comunque verificare se esiste un patrimonio
dell’associazione, chiamato FONDO COMUNE costituito dall’insieme delle quote degli associati.
2 Principali associazioni non riconosciute: partiti politici e sindacati, nessun partito politico o
movimento ha mai cercato di far parte di un’associazione riconosciuta. Perché pensano che il
controllo dello Stato possa essere usato contro di loro per finalità politiche, costruendo dossier da
usare contro. Questo è stato indotto dall’esperienza dello stato fascista che non metteva in
condizioni ottime alcuni partiti.
DIRITTI DELLA PERSONA* DIRITTI DELLA PERSONALITA’
Diritti fondamentali e inviolabili
ART. 2 COSTITUZIONE: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come
singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
ART. 3 COSTITUZIONE: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e
sociali.”
DIRITTI PERSONALISSIMI: nome, immagine, onore, reputazione/privacy, riservatezza, identità
personale, oblio.
1. INDISPONIBILI-INALIENABILI
2. INTRASMISSIBILI
3. IRRINUNCIABILI
4. IMPRESCRITTIBILI
È evidente che dietro le regole ci sono delle scelte importanti su principi e valori. Le ragioni sono evidenti.
*DIRITTI DELLA PERSONA: Sia di persona fisica che di persona giuridica. Alcuni diritti della persona
possono non essere facilmente diritti anche delle persone giuridiche, ma quest’ultime ne hanno il diritto. La
legge tutela i diritti della persona, sia fisica che giuridica.
Quali sono i diritti della persona? E chi ha stabilito che sono diritti inviolabili??
Si può sostenere di avere un diritto in qualche situazione. Quello che conta è “chi fa le leggi”, se noi
considerassimo che qualcuno si può unire in un progetto politico finalizzato a creare una norma che dicesse
“che è ammissibile l’eutanasia” questo sarebbe un modo legittimo di creare la legge. Ma questa legge
potrebbe prevedere qualcosa di contrario a dei diritti considerati inviolabili, [per esempio le leggi razziali
fasciste].
La domanda fondamentale è: “COSA SONO I DIRITTI DELLA PERSONA?” Ci sono due chiavi di lettura.
3
1. Prima, nel codice civile e penale i diritti tutelati erano solo nome, immagine e onore. Il nome è
tutelato come diritto della personalità. Il diritto all’immagine, che all’epoca aveva un’accezione
statica e oggi è gravissimo con la diffusione delle tecnologie… (?)
L’art. 2 è una tecnica legislativa, perché avrebbe potuto semplicemente elencare i diritti, ma ha scelto di dire
“riconosce” e “garantisce” e si parla di diritti “inviolabili”, non fondamentali e non dice quali sono secondo
il legislatore.
RICONOSCE: 1). I diritti inviolabili non sono stabiliti dalla Repubblica e sono naturali;
2). Nessun legislatore può togliere i diritti con legge ordinaria, perché preesistono al singolo modello
organizzativo dello Stato.
Quale diritto può essere considerato fondamentale? Vita, difesa…
Esempio 1: caso di una segretaria di uno studio legale che si è voluta colorare i capelli di viola. Legittimo o
no? Il datore di lavoro l’ha licenziata. Chi ha ragione? È un diritto della personalità?
3 Le domande fondamentali sono: “Quali sono i diritti della persona e che tutela hanno?”
Riflessione delicata. Quelli del codice civile sono i primi 3.
Esempio 2: tre amiche si mettono d’accordo per farlo innamorare e gli fanno la corte. Un giorno gli dicono
che non è vero e lo comunicano pubblicamente. Lui tenta il suicidio e la famiglia va dall’avvocato per far
causa a queste ragazze? Comportamento lecito o no?
Esempio 3: voglio decidere su una determinata situazione, cioè che tutti i miei beni, dopo la morte, vadano a
un animale. La legge non tutela il diritto del testatore di dare tutti i beni a un animale. Tutela il diritto del
testatore di legare a una persona il compito di prendersi cura di un animale finché questo sia in vita. Posso
sostenere questo possa essere un diritto fondamentale?
Ma rimane il problema di base. Se si parla di diritti della persona bisog
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