Gestione della qualità
Prof. Rolle
Il suo corso è di 30 ore ed è coadiuvato con quello di Rolle (corso totale di
120 ore e dunque 12 cfu).
Nel secondo semestre ci farà la parte di laboratorio ed analisi sensoriale (30
ore lui e 10 ore Giacosa Simone).
È presidente del corso di laurea magistrale.
L’esame
Il peso dell’esame di Gerbi vale il 75% del voto.
Il suo esame scritto: tra 3 e 6 domande aperte.
In ESSE3 compare solo l’esame di enologia e gestione: si possono dare
nell’ordine in cui si preferisce.
Per dare solo la sua parte gli mandiamo una mail.
Prima di Natale mette un esonero di gestione della qualità.
L’esame dovrebbe essere ad Alba.
Il materiale didattico
Al massimo in una settimana ci sarà sul sito.
Non ci sono libri di testo.
12 Novembre orientamento sulle lauree specialistiche a Grugliasco alle ore
14, lui alle 16 20.
luca.rolle6@unito.it
0116708558 Grugliasco
0116703990 Alba
20 Dicembre Esonero 15 Ottobre 2019
Che cos’è il mondo della ricerca?
Per ricercare le pubblicazioni: www.scopuspreview.it
le pubblicazioni gratuite per quest’anno, altrimenti
Su questo sito io ho tutte
si pagano quasi tutti gli articoli.
Basta cercare la parola chiave.
Le Riviste scientifiche e non
La pubblicazione scientifica rappresenta la principale forma di
comunicazione ufficiale della comunità scientifica, tramite la quale i singoli
ricercatori o i gruppi di ricerca rendono pubblici i metodi ed i risultati dei
journal of grape and wine
propri lavori scientifici (“australian
research”→rivista più importante al mondo). Si differenzia rispetto agli
altri scritti su argomenti scientifici in quanto viene diffusa, in formato
cartaceo o digitale, dai gruppi editoriali di riviste scientifiche o da altri
editori specializzati, quali per esempio editori accademici.
un articolo di giornale, un testo divulgativo (quale l’enologo)
Esempio: o
scolastico.
Le pubblicazioni di questi gruppi editoriali, in generale, sono regolamentate
da procedure di accettazione e di valutazione dei lavori presentati; tali
procedure sono mirate a stabilire quali lavori scientifici posseggano i
requisiti necessari per essere pubblicati. I lavori scientifici che superano tali
procedure vengono pubblicati, divenendo così pubblicazione scientifica.
Una delle procedure di accettazione maggiormente diffuse è la revisione
paritaria (peer review).
“l’enologo”→ differenze: la lingua, sistema peer review (revisione alla
pari): il mio lavoro verrà mandato al giornale che ha una serie di colleghi
nel mondo che lo gestiscono e valuteranno se l’argomento è di interesse, poi
ricercatori del mondo (sconosciuti all’autore)
prende e manda il lavoro a 3-5
che valuteranno se degno o meno.
sono sia autori che reviewer per l’australian
Rolle-Gerbi-Segade-Giacosa
journal.
IF impact factor
Numero di citazioni dell’articolo di una rivista degli ultimi due anni / n°
articoli pubblicati negli ultimi 2 anni.
L’australian ha 2.79, mentre food chemistry 5,6.
La ricerca scientifica nel mondo enologico è molto attiva, nel mondo si
occupano di enologia 300 ricercatori.
22 Ottobre 2019
Tre parole hanno segnato il mondo del vino
TIPICITA’
Concetto risalente agli anni ‘90.
Non se ne sente più parlare ne leggere sulle riviste divulgative.
È difficile definire questo concetto perché sebbene il vitigno possa essere
unico le tecniche enologiche sono diverse.
Nel mondo ormai c’è più attenzione al vitigno rispetto alla zona: in Nuova
Zelanda fanno Sauvignon Blanc e se ne fregano che sia del Nord o di altre
zone.
La definizione di zonazione è annuale pertanto significa che posso trovare
delle caratteristiche particolari effettivamente, ma l’anno successivo non si
sono mai riscontrate le stesse caratteristiche.
La “tipicità” era uno strumento relativamente debole, soprattutto perché in
quegli anni la tipicità è passata da essere basata su aree geografiche ad essere
basata sulle diverse cantine.
di selezione clonale all’epoca volgevano verso la produttività ed
I criteri
elevato grado zuccherino. QUALITA’
Concetto sviluppatosi tra 2000 e 2015.
Dentro questo concetto si possono declinare gli altri due.
Quando si parla di qualità si intende primariamente che il vino non è
difettoso. consumatore → “insieme
La qualità dipende dal delle proprietà e delle
caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la
capacità di soddisfare le esigenze espresse o latenti del consumatore”.
Soddisfacimento delle esigenze (bisogni):
sicurezza: la parte di cui ci occupiamo in questo corso.
•
• idoneità organolettica
• idoneità nutrizionale
idoneità legale: fa parte delle esigenze del consumatore ed è
•
garantita dalla denominazione.
Il disciplinare è un insieme di regole e limitazioni.
È uno strumento nato nel 1960 che assicura al consumatore che un vino è
derivato da una determinata varietà che arriva da una determinata zona e che
risponde ad una serie di regole scritte nel disciplinare stesso.
L’azienda sfrutta questo per valorizzare i propri prodotti.
idoneità del servizio
•
Nell’ambito della visione della qualità relativa ad un prodotto è successo
qualcosa che ha cambiato tutto: la mucca pazza.
La necessità di dire che il mio vino è di qualità, non è nata per dire che il
mio vino è unico, ma per dire che io non appartengo alla categoria di
produttori di mucca pazza.
La priorità dell’UE era quello di prevenire ogni tipo di scandalo /
intossicazione alimentare.
Tutte le disposizioni, emanate da allora, riferite alle industrie alimentari ci
interessano.
Questo è un vantaggio perché siamo soprattutto consumatori e tutto ciò che
mangiamo è sottoposto a tutto quello che concerne la gestione della qualità
enologica → compresa la sicurezza alimentare.
È stato rivisto completamente il concetto di selezione clonale: non si punta
più sulla quantità, bensì sulla qualità.
SOSTENIBILITÀ’
Concetto sviluppatosi dopo il 2015.
L’importante è formulare con un lessico appropriato i concetti che abbiamo
in testa.
Sta diventando prepotentemente una prerogativa del cliente.
Se la nostra azienda produce in quest’ottica, può essere un valore aggiunto.
Devi avere ben chiaro il vino che vuoi produrre: per essere sostenibile devi
provare a mettere in atto un ciclo produttivo che ti consenta di arrivare al
vino voluto utilizzando energia, acqua, prodotti e coadiuvanti il meno
possibile, senza anteporre questo al vino voluto.
Bisogna poi però dover dimostrare che stiamo facendo il possibile per essere
sostenibili.
Esigente implicite: prodotto eseguito in massa per il mercato.
Esigenze esplicite: prodotto eseguito specificatamente per un cliente che ne
stabilisce le caratteristiche.
Ogni grande distribuzione può chiedere ad un’azienda produttrice di
etichettargli una partita di vino diventando produttore.
In questi casi chiedono determinate caratteristiche nel contratto (di norma
chimiche).
Il consumatore muta le proprie abitudini.
Bisogna tenere a mente con non è corretto affermare che un vino uguale ogni
anno è sintomo di un buon lavoro perché appunto i gusti mutano.
Ci sono due tipi di norme: quelle cogenti, che sono obbligatorie, e poi ci
sono quelle volontarie: norme che noi possiamo scegliere di seguire o meno
per valorizzare il prodotto.
Sempre più spesso nei decreti legge si fa riferimento a standard e norme del
mondo volontario. 29 Ottobre 2019
Ha caricato due pagine da vitenda di un articolo che elenca una serie di
opportunità che un’azienda può cogliere.
Ti permettono di avere una serie di “certificati” che puoi sfruttare per la tua
immagine.
Le normative che riguardano uno specifico prodotto (o settore) si chiamano
verticali.
Quelle orizzontali riguardano tutte le industrie, qualunque cosa tu produca
ti riguarda in quanto produttore di food & beverage.
Per la vacca pazza furono abbattuti 20 milioni di capi bovini per tutela
attraverso un decreto legge importantissimo: 155/1997.
Questo decreto è composto da 4 articoli:
–
Articolo 1 campo di applicazione
È una normativa orizzontale che prevede le norme generali di igiene dei
dell’osservanza di tali norme.
prodotti alimentari e le modalità di verifica
ma la frase “fatte salve le disposizioni
Questa è una legge orizzontale,
norme specifiche” intende che chi sia sottoposto a leggi
previste da
verticali continua a seguirle insieme a queste.
Articolo 2 - definizioni
Le misure previste dalla legge interessano tutte le fasi del processo,
compresa la fase primaria e poi da due definizioni:
igiene dei prodotti alimentari: comprende tutte le misure necessarie
◦ per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti alimentari in
tutte le fasi di produzione, dalla raccolta alla vendita
◦ industria alimentare: lo sono tutti i soggetti pubblici o privati che
esercitano una o più delle seguenti attività: preparazione,
trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto,
distribuzione, manipolazione, vendita o fornitura, compresa la
somministrazione, dei prodotti alimentari.
responsabile dell'industria alimentare: il titolare dell'industria
◦ alimentare ovvero il responsabile specificatamente delegato. Si deve
stabilire chi sia il responsabile dell’industria alimentare, perché
l’unione europea vuole essere certa di poter trovare un responsabile
nel caso di eventuali scandali.
–
Articolo 3 autocontrollo
Il responsabile dell'industria deve garantire che la preparazione, la
trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il
trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura,
compresa la somministrazione, dei prodotti alimentari siano effettuati in
modo igienico, sapendo che le tre categorie di problemi più rilevanti sono:
particellari, microbiologici e chimici. (per noi l’uva) ora invece tutte
fase primaria
Una volta era esclusa la le fasi sono
e alla vendita.
comprese: dalla raccolta allo stockaggio
Pertanto il responsabile deve individuare nella propria attività ogni fase
che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza alimentare e deve
garantire che siano individuate, applicate, mantenute ed aggiornate le
adeguate procedure di sicurezza avvalendosi di principi su cui è basato
il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici (HACCP).
Il responsabile deve avere a disposizione delle autorità competenti tutte
le info concernenti le misure attuate .
Qualora a seguito dell'autocontrollo di cui al comma 2, il responsabile
dell'industria alimentare constati che i prodotti possano presentare un rischio
immediato per la salute provvede al ritiro dal commercio dei prodotti in
questione e di quelli ottenuti in condizione tecnologiche simili informando
le autorità competenti sulla natura del rischio e fornendo le informazioni
relative al ritiro degli stessi.
Deve richiedere il budget adeguato.
Il responsabile deve attuare un manuale di autocontrollo.
Prima del 97 c’erano degli organismi deputati che analizzavano il prodotto
e nel caso non andasse bene si sanzionava. Oggi oltre a questo c’è anche una
denuncia penale per omesso controllo.
Definizione: “Autocontrollo è quell’attività, che il responsabile di
“un’industria alimentare” deve porre in essere, per tramite di un
laboratorio esterno, munito di riconoscimento Ministeriale, al fine di
garantire la salubrità dei prodotti alimentari destinati al circuito del
consumo”. Tutte le procedure necessarie per la sicurezza alimentare
costituiscono il manuale di autocontrollo aziendale.
–
Articolo 4 manuale di corretta prassi igienica
Ci sono diversi manuali per le regole sanitarie da seguire ancora in vigore
dal 1997. Una volta c’era il “linee guida per la realizzazione di un sistema
di autocontrollo aziendale per il settore enologico”. Il ministero della sanità
lo ha semplificato in “manuale di corretta prassi igienica per il settore
enologico”: ci permette di scrivere un corretto MAA.
Il nostro settore è sfortunato perché i nostri prodotti durano molti anni quindi
i controlli ci devono essere sempre.
La sicurezza si basa sull’:
efficacia: qualunque elemento per la sicurezza deve essere efficace per
tenere a bada il pericolo.
deve essere calzata a misura per l’azienda, non devono esserci
Efficienza:
sprechi. Se il metodo di analisi mi costa più del vino che produco→no
efficienza. L’autocontrollo deve essere semplice per aziende semplici, è in
le dimensioni dell’azienda ed
proporzione. Deve essere compatibile con
essenziale.
Considerazioni
Il decreto 155/97 fu attutato in tutti gli stati membri dell’Europa, seppur con
qualche minima differenza.
Questo decreto è la legge italiana, ma tutti gli stati europei si adeguarono
perché due direttive della comunità europea sostenevano di dover risolvere
il problema della sicurezza alimentare.
I problemi di sicurezza alimentare non riguardano la perdita di qualità,
ma l’insorgere di potenziali problemi dannosi per la salute.
Pertanto il trasporto dell’uva che marcisce non è un problema di sicurezza
alimentare, mentre il trasporto del latte lo è.
Tutti quanti sono soggetti a questo decreto, dalla nestlè al bar cristallo e alla
castagnata in parrocchia.
L’UE non vuole più che avvengano scandali alimentari senza sapere chi è il
responsabile.
La sicurezza si basa su episodi che avvengono e sulla ricerca della soluzione
affinché non succeda più.
Gli errori umani sono la più grande causa di problemi alimentari (a Roma
hanno servito soda ad un cliente →operato d’urgenza).
Le tre categorie di problemi sono particellare, microbiologici e chimici.
Autocontrollo dal ‘97?
Cosa è cambiato radicalmente
Prima del 97 c’erano degli organismi deputati tipo il NAS che vi
dichiaravano conformi o non conformi + sanzione.
Oggi oltre alla sanzione c’è anche la denuncia per omesso controllo.
Pertanto si parla dunque di autocontrollo.
Il responsabile deve avere a disposizione degli organi di controllo tutte le
informazioni concernenti le misure che sono attuate in azienda.
Se mi delegheranno responsabile specificatamente delegato devo pretendere
dell’autocontrollo.
il budget necessario perché sono io che poi rispondo
Bisogna tenere a disposizione i risultati del controllo.
14 Novembre 2019
Oggi vedremo cos’è un metodo HACCP
Significa Hazard Analysis Critical Control Point(s)
Non è la stessa cosa del manuale di autocontrollo il quale è deve essere
costituito applicando un sistema HACCP.
Le prime persone ad usarlo sono stati gli scienziati della NASA per
assicurare la salubrità del cibo degli astronauti.
È un metodo preventivo di governo del processo produttivo finalizzato a
garantire la sicurezza dei prodotti alimentari.
Si basa sull’individuazione e sull’analisi dei rischi connessi→è un modo di
lavorare.
Definizioni pericolo od evento dannoso → contaminazione da
• Hazard:
salmonella.
Ogni Hazard ha una certa severity.
qualcosa che non diciamo noi, ma i medici → stabilisco se
• Severity:
quel pericolo è grave / gravissimo / lieve.
Stabilisce pertanto quanto sia grave un eventuale danno / pericolo.
Ce lo deve dire la medicina.
è la probabilità che l’evento dannoso si verifichi.
• Risk:
Lo stabiliamo noi in funzione di come produciamo.
Es: il fatto che un cantiniere che lavori alla ricezioni delle uve sia punto da
un’ape→rischio alto; severità altissima solo per gli allergici altrimenti lieve.
Es: passeggio per la città e c’è un po’ di vento: che rischio c’è che un vaso
mi caschi in testa? Basso, mentre la severità è altissima per tutti, ma non per
questo giro col casco da lavoro in testa, perché il rischio è praticamente nullo.
Es: nel vino potrebbero esserci dei pericoli con severità altissima, ma con
rischio minimo.
Hazard = severity x risk
Non basta un’elevata gravità, ma è necessario anche un elevato rischio
(probabilità) affinché un pericolo sia importante.
Es: il metanolo ha severity altissima, ma ha rischio basso perché i valori
sono molto bassi e controllati.
• CCP: punto oltre al quale se non controllo può avvenire la non
conformità.
Sarebbe il controllo dei punti critici.<
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