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Appunti completi di Geografia, ambiente e paesaggio Appunti scolastici Premium

Unione completa e revisionata di tutte le lezioni del corso del primo anno: Geografia, ambiente e paesaggio tenuto da Marco Santangelo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. dell’università degli Studi del Politecnico di Torino - Polito. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Geografia, ambiente e paesaggio docente Prof. M. Santangelo

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E.V. Politecnico di Torino 2015

Configurazione del rilievo: Spesso in alta collina e in montagna i centri sono compatti, a causa del

poco spazio e del clima (il terreno va conservato per l’agricoltura). In pianura e a fondo valle avremo

centri più estesi.

Come classificare gli insediamenti rurali? Tramite la forma e la struttura dei nuclei e grazie ai siti e

luoghi d’insediamento.

Forma e struttura:

 Casa isolata: Si trova normalmente dentro al proprio terreno coltivato

 Forma unitaria: Abitazione rustica unita in unico fabbricato (Es: cascine)

 Forma complessa: Le case si articolano in più edifici, con agglomerati con corte chiusa o

aperta

Corti monoaziendali: Grande azienda commerciale condotta da un unico proprietario, che lavorava

con un buon numero di salariati che alloggiavano nella cascina. (Es: cascina la Colombara a Vercelli)

Corti pluriaziendali: quando più famiglie vivono nello stesso nucleo e la cascina viene frazionata

Sito e posizione

Il sito mi dà un’informazione verticale, mentre la posizione è orizzontale.

Posizione: relazione tra più centri. La maggior parte dei centri sono di strada (detto centro di

“crociglio” se è all’incrocio tra due strade principali), mentre centro di ponte è il punto d’incrocio di

una strada con un fiume, spesso le case si stabilivano lì perché i ponti un tempo erano rari.

Lezione 8

Sito: Abbiamo molte più definizioni:

 Centri di pianura

 Centro di fondovalle: normalmente nella valle scorre un fiume a carattere torrentizio,

l’insediamento viene fatto più su un versante o su un conoide, per evitare le piene stagionali.

 Centro di terrazzo fluviale: (Es: Carignano) quando troviamo centri storici molto vicini al

fiume, essi si trovano a ridosso del terrazzo fluviale. Spesso non notiamo nemmeno le curve

di livello (perché sono troppo distanti) ma possiamo avere delle linee parallele per intendere

le scarpate. Rientrano in questa categoria i centri di pianalto.

 Centri di pendio: sorgono su pendii non troppo ripidi e rivolti a solatio, normalmente sono

lì proprio per una migliore insolazione.

 Centri di ripiano orografico: in alcune grosse valli possiamo avere ad una certa altezza, dei

depositi che creano delle piccole pianure sui pendii, è una condizione ottima, e viene

utilizzata se a solatio

 Centri di poggio/di sommità: in caso di colline argillose o di rilievi nel fondovalle, spesso gli

insediamenti si creano in sommità.

 Centri di sella/di valico: centri vicini ad un valico montano, spesso questi insediamenti sono

legati alla comunicazione e al controllo del territorio 13

E.V. Politecnico di Torino 2015

 Centri di sprone: vale per territori con colonizzazione più antica, in presenza di sproni

rocciosi, normalmente ci si insediava sopra (Es: Castello di Moncalieri)

 Centri di dorsale/di crinale: in casi di colline argillose si costruiva sulla cresta della collina

dato che era la parte più stabile

Componenti delle matrici territoriali:

Maglie e orditure: Il modo in cui si organizza lo spazio, questo ha la sua importanza, ad esempio

alcuni parcellari romani vengono usati tutt’ora, importanti sono anche i confini politici-

amministrativi.

Reti infrastrutturali: viabilità principale, secondaria e ponderale; ferrovia, stazioni, canali irrigui…

Telai e trame insediative storiche: distribuzione centri, le loro relazioni, le forme…

Capitale fisso: Si fa riferimento a strutture/infrastrutture permanenti che costituiscono il patrimonio

di una comunità: piantagioni, vigneti, vecchi stabilimenti industriali e strutture di servizio.

Ambiente urbano

Uno spazio urbano è un insediamento umano caratterizzato da una concentrazione

sufficientemente elevato di edifici e di popolazione e distinto da spazio rurale, esso s’intende come

area coltivata a supporto dell’insediamento urbano.

Le città sono diverse da paese a paese per densità edilizia e abitativa.

E’ inoltre caratterizzata da attività culturali, sociali, economiche (diversificata) e politiche

(amministrazione e governo) che non si svolgono nell’ambiente rurale. La città è anche uno stile di

vita, diverso da quello rurale.

Oggi però questa distinzione non è più attuale per due motivi:

1. Le città non sono più nettamente separate dalla campagna

2. Lo stile di vita urbano è utilizzato anche da chi vive in campagna

Fondazione e crescita della città

Ci sono diverse teorie che spiegano le formazioni delle città:

1. Idraulica

2. Militare

3. Economica

Negli anni ’50 Childe distingue tra caratteristiche primarie e secondarie per la fondazione delle città:

Primarie:

 Dimensione e densità insediamento

 Produzioni specializzate

 Possibilità di conservare il surplus prodotto

 La società dev’essere divisa in classi

 L’organizzazione politica dev’essere fondata sulla residenza e non sulla consanguineità 14

E.V. Politecnico di Torino 2015

Secondarie:

 Monumenti e infrastrutture pubbliche (si auto-rappresenta e si auto-gestisce)

 Capacità di commerciare con centri limitrofi o distanti

 Forme standardizzate di artigianato (stili architettonici e stili di oggetti)

 Avere documenti scritti su come la città è cresciuta, la sua storia

 Capacità di sviluppare forme di conoscenza scientifica (Es: università)

Le città hanno spesso una forma urbana differente, scelta sempre per motivazioni e non a caso,

come a scacchiera, radiocentrica e lineare. La morfologia è la forma assunta dall’insediamento

urbano nel tempo.

Lezione 9

Urbanizzazioni recenti

Sono le nuove espansioni urbane, che avvengono dopo la rivoluzione industriale: Cambiano i

trasporti, la crescita delle città e della popolazione, migliora la tecnologia, che diventa anche più

disponibile (Es: diffusione orologi). Ma come cambiano le città?

Le varie teorie parlano di:

 Distinzione tra insediamento stabile e generico a città vera e propria

 Presenza di fattori ambientali favorevoli

 Necessità di organizzare scambi e commerci tra aree diverse e ragioni di difesa e/o di

avamposto commerciale

Sub-organizzazione: La città si espande verso i sobborghi, cambiando la loro dimensione, mentre

per centinaia di anni queste espansioni sono molto lente e interne alle mura. Avviene dopo la

rivoluzione industriale.

N.b: L’urbanista nasce dopo la rivoluzione industriale perché serviva uno strumento per gestire la

rapida crescita delle città.

Per l’italia la sub-organizzazione si ferma negli anni ‘70 e inizia la periurbanizzazione.

Sub-urbanizzazione:

 Caratteristiche: L’espansione avviene nella campagna circostante, fino ad inglobare altre

municipalità, formando un continuum urbanizzato.

 Forma: Città compatta e continua, con un margine esterno abbastanza netto dopo il quale

iniziava la campagna (espansione a macchia d’olio)

 Modalità principali: Conurbazione e agglomerazione

 Elemento innovativo: Periferie

Gli elementi chiave di questa fase (osservabili):

1. Compattezza e continuità dell’edificato a partire dal centro storico

2. Distinzione netta tra città e campagna 15

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3. Presenza all’interno del tessuto urbano di: aree industriali (le fabbriche si spostano in città

per manodopera e così si attirano i lavoratori), servizi pubblici, piazze e parchi pubblici,

tessuto urbano residenziale abbastanza regolare (grazie alla pianificazione, seguendo anche

il tessuto storico), tessuto viario sufficientemente regolare (non sempre seguendo l’impianto

storico), aree delle infrastrutture (stazioni…)

A livello di organizzazione territoriale:

1. Presenza di gerarchia urbana: ci sono città più grandi e più piccole; la grandezza conta

2. Conurbazione e agglomerazione

Conurbazione: Area urbana continua che si forma dall’espansione di due (o più) centri che si

uniscono

Agglomerazione: Riguarda un solo centro che espandendosi ingloba nuclei rurali limitrofi e case

sparse

Precondizioni della suburbanizzazione:

Cambiamenti sociali, economici, tecnologici, culturali e politici.

Relazione tra protestantesimo, capitalismo e nuova etica del lavoro: La religione protestante non

demonizza l’accumulazione e il reinvestimento del denaro. Si crea una società basata sul profitto,

non c’è niente di moralmente sbagliato a farlo. Grazie a questo l’Inghilterra diventerà un grande

impero coloniale/commerciale.

Il luogo dove notiamo questo fenomeno è la città: qui si accumulano capitali e attività produttive. I

proprietari delle fabbriche fanno anche costruire anche case per i salariati (Es: Manchester passa in

50 anni da 71.000 abitanti a 338.000). Dickens spiega com’erano le città dell’epoca con il suo libro

“Tempi difficili”: le città erano di mattoni rossi sporchi di carbone, con ciminiere che continuamente

facevano fumo, le case non avevano servizi igienici.

Le logiche della suburbanizzazione sono di espansione: si creano addizioni di spazi e spesso si creano

quartieri-ghetti (segregazione spaziale). Nascono le reti di trasporto che separano ancor più le zone,

stessa cosa accade con i porti.

N.b: Ricucire le città oggi è quindi molto costoso e complicato (Es: passante ferroviario a Torino,

sopraelevata di Genova).

In base ai paesi cambiano le densità edilizie e anche il rapporto con le matrici territoriali, per

esempio negli USA la suburbanizzazione ha una forma simile alla diffusione urbana europea (molto

più sparsa). Capiamo comunque che è un fenomeno di sub-urbanizzazione grazie alla gerarchia

urbana.

Le periferie

Sono aree non centrali pur essendo a contatto con il centro.

Crescono adattandosi alle nuove tecniche e tecnologie ma ripropongono modelli urbani tradizionali

(piazze etc.). Il loro compito è dare ospitalità in breve tempo a masse storiche sempre crescenti.

Rimane comunque il rapporto passivo con il centro. 16

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Inoltre la periferia accetta ciò che il centro rifiuta: poveri, industrie, scarsa qualità edilizia e

dell’abitare, conflittualità. La situazione rimane tale almeno fino agli anni ’80 del ‘900.

Lezione 10

Negli anni ’70, dopo la seconda guerra mondiale e il boom economico la società cambia. Da quel

periodo ogni nucleo familiare avrà la possibilità di avere la proprio automobile, per il basso costo.

La diffusione dell’automobile cambia l’urbanizzazione: prima questa era stata di massa ma aveva

seguito i canoni tradizionali, ora non più. Per esempio in America si sviluppa un’enorme megalopoli

(Asse BoWash: Boston-Washington).

In quegli anni esce il libro “Edge city” in cui viene osservato ciò che stava accadendo: ad esempio in

campagna si iniziano a costruire edifici alti. Questa nuova urbanizzazione avviene appunto sul bordo,

le città crescono come a Los Angeles: si sviluppano su più centri. I nuovi centri città sono collegati

non più con treni e metropolitane, ma da strade e superstrade. La gente si trasferisce in campagna

mantenendo lo stile di vita cittadino, e pretende di poter fare ciò che faceva in città anche fuori da

essa. Queste città non hanno né inizio né fine.

Periurbanizzazione

Dagli anni ’70 e continua tutt’ora.

Caratteristiche:

 L’automobile diventa necessaria

 Le infrastrutture e i servizi si spostano dal centro, in modo diffuso, dove serve

 C’è una netta discontinuità con il passato: ci sono gravi fenomeni di frammentazione sociale,

inversione dei gradienti di centro periferia, indebolimento della gerarchia urbana, nasce la

centralità frammentata

Notare che si usa periurbanizzazione per indicare il processo, la città diffusa è usato per indicare la

città che si presenta dopo.

Forme:

 Non possiamo più delimitare i limiti e i confini della città

 Compresenza di elementi urbani, rurali e suburbani, mescolati fra loro

 Minore densità degli edifici

 Generale indebolimento (o perfino inversione) dei gradienti negativi centro-periferia (costi

immobili etc.): man mano che mi allontano i valori delle case ai bordi salgono molto, così

come la qualità edilizia

 Minore polarizzazione sociale: cioè una minore concentrazione della popolazione ricca e

povera, grazie all’espandersi della classe media e dell’espandersi dell’imprenditorialità

 Il modello di questa periurbanizzazione è ispirato a quello sub-urbano americano (villetta

singola con giardino, auto, spesa settimanale in gradi centri commerciali…) 17

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Si rilocalizzano gli abitanti, industrie: c’è un abbandono del centro e delle periferie. Questa

espansione “a esplosione” si organizza prevalentemente su strade e su villaggi.

Si passa da uno spazio polarizzato ad uno reticolare, cioè città senza centri.

Le novità quindi sono:

1. Si conservano alcune forme del paesaggio di campagna

2. Ci sono nuovi stili di vita e di abitare

3. Nuova organizzazione e distribuzione delle attività produttive e dei servizi, questo è anche

l’inizio della delocalizzazione dell’industria

Criticità:

1. Alti costi sociali (mancanza di identità per mancanza del centro)

2. Consumo di suolo: il più grande problema, anche perché aumenta in zone come la pianura

che sono più fertili. Vengono abbandonate le aree agricole meno appetibili (colline e

campagne).

3. Crescente importanza della rendita urbana a scapito di quella agricola

I vari tipi di periurbanizzazione sono: A corona (intorno a grandi città, segue i vari assi viari e centri

circostanti), zonali e a nastro (conformazione territorio e infrastrutture).

Il Veneto è stata una delle prime zone in Italia che ha subito le periurbanizzazione, ad esempio

seguendo le vecchie centuriazione romane. Si dispone in questo modo anche perché c’era una

società basata su piccoli agricoltori, che costruiscono nella loro aree.

Principi organizzativi:

La città si diffonde seguendo la presenza di matrici storiche territoriali (si appoggia a centri esistenti,

strade, strutture agrarie…): queste matrici funzionano come attrattori e organizzatori

dell’espansione urbana. Spesso anche gli interventi infrastrutturali (autostrade, aeroporti…)

svolgono una importante funzione di attrattori.

Cambia il rapporto tra spazi privati e pubblici: non troviamo più le piazze, i parchi, spesso non ci

sono marciapiedi e mezzi pubblici, cambia radicalmente l’idea di città.

Tipologie residenziali: Normalmente troviamo piccole villette (staccate o a schiera) con giardino

che normalmente troviamo in prossimità di piccoli centri rurali per necessità di servizi.

Tipologie produttive:

Strada industriale: s’intendono assi viari sul quale si siano organizzate spontaneamente edifici

produttivi, perché questi assi sono comodi per motivi logistici. Sono quindi attirati dall’accessibilità.

Aree pianificate industriali: troviamo un’area che l’amministrazione ha dedicato e pianificato a

scopo produttivo, spesso ci sono servizi condivisi tra le varie industrie.

Tessuto misto: troviamo attività produttive o commerciali che sono derivati da vecchi edifici, c’è

quindi un misto tra questi e edifici residenziali. 18

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Tipologie del commercio:

Strade mercato: assi viari sul quale si localizzano attività commerciali, ad esempio su assi che

collegano due centri. Spesso si trovavano attività come piccole rivendite di lampade, vestiti,

elettrodomestici…

Aree pianificate del commercio: Quando troviamo grandi centri commerciali, essi hanno la

necessità di avere parcheggi e viabilità, le aree vanno quindi pianificate. Si trovano spesso a posizioni

baricentriche a grandi città, in luoghi comodi da raggiungere (grazie a svincoli etc.), se sono molto

grandi l’amministrazione creerà svincoli apposta per raggiungerli. (Es: Ikea, Outlet Mondovicino, le

Gru…).

Lezione 11

Lettura carta IGM:

Il Cuore verde è una zona agricola intorno alla quale si creano città (non intaccandola).

I canali e navigli indicano una grande presenza d’acqua. Possiamo anche notare i canali di torba

estratta. Si può anche notare la dimensione e forma del parcellare agrario (questo ci mostra la

morfologia del terreno, la tipologia di colture). Più cascine ci sono (case sparse) e più piccoli

proprietari ci sono.

Lezione 12

N.b: Si definisce “ferroviario” un controllo o capitalismo preciso e programmato (come il

comunismo). Invece il capitalismo ferroviario era un modo di pensare le città: quelle più importanti

avevano una gerarchia in base a quanti binari c’erano.

Forme di crescita urbana

Diverse forme di sub-urbanizzazione

Negli USA l’urbanizzazione è diversa dall’Europa: le città si espandono come se fosse una

periurbanizzazione, ma dipendono sempre dal centro (infatti parliamo di suburbanizzazione).

In Italia l’inizio della periurbanizzazione è negli anni ’70 perché viene fatta coincidere con la

globalizzazione.

Osserviamo vari fenomeni della globalizzazione:

 Indebolimento strutture e economie su base nazionale: si mostra la debolezza dello stato

nazionale, un singolo paese non può fare niente da solo (per questo nasce la CEE)

 Diviene più importanti la logica di localizzazione delle attività economiche (Es: per costo

manodopera) che sono però scollegate dalle caratteristiche dei luoghi (materie prime ed

energia)

 Sempre maggiore facilità di trasporto privato e di comunicazione 19

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Questi fattori velocizzano il declino del settore secondario tradizionale (in particolare manifatture,

Es: Torino), a favore del terziario, si passa più recentemente, all’economia della conoscenza (Es:

Silicon Valley). Abbiamo processi di diffusione urbana e periurbanizzazione.

Frammentazione: riguarda sia la città suburbana che l’esterno (la campagna); le forme insediative

si mischiano con lo stile di vita urbano: la neo-urbanità, unione tra urbanizzazione (costruzione città)

e urbanità (stile di vita urbano).

Abbiamo altri due fenomeni che riguardano il centro urbano: Controurbanizzazione e

riurbanizzazione.

Cosa succede nei centri storici? Si nota che il fenomeno di concentrarsi in città si inverte e si parla

di controurbanizzazione: molti si spostano e acquistano importanza i centri minori, anche lontani

dai centri principali.

Circa 20 anni dopo (anni ’80), abbiamo il ritorno al centro: la riurbanizzazione, quindi le persone

tornano ai centri originari e ci sono fenomeni di riqualificazione urbana.

Ciclo di vita delle città:

Viene ipotizzata una ciclicità e una vita delle città. S’individua il modello di città formato dal core

centro) e il ring (anello), tutt’attorno. Si ragiona poi i movimenti delle persone tra questi due

elementi. Le fasi sono:

1. Urbanizzazione: crescita del core a discapito di campagna

2. Suburbanizzazione: crescita della corona attorno al core, a discapito di esso

3. Contro-urbanizzazione (o disurbanizzazione): quando la perdita di popolazione nel core

supera l’aumento della popolazione della corona, avendo quindi una diminuzione della

popolazione generale

4. Riurbanizzazine: Aumenta di nuovo la popolazione nel core a discapito del ring

Manca però la visione dello spazio reticolare allargato. Inoltre manca anche l’attenzione

all’urbanesimo (diffusione dello stile di vita urbana).

Condizioni della diffusione urbana: il cambiamento con la periurbanizzazione è fisico-territoriale

ma anche socio-economico. Ci sono costi ambientali e consumo di suolo notevole, la

infrastrutturazione è diseguale e insufficiente e ci si sono problemi di qualità dell’ambiente urbano.

Alcuni studiosi quindi pensano che sarebbe auspicabile un ritorno al costruito e alla

riorganizzazione intera del costruito.

Esempio chiave è Detroit: si parla di deurbanizzazione controllata. Detroit era una città basata

sull’automobile, con la crisi di essa la città è crollata e ha dichiarato bancarotta. La città si spopolò

molto e quelli che rimanevano erano poveri e lontani dal centro. Si decise così di raggruppare gli

abitanti e radere al suolo interi quartieri rimasti vuoti.

Spesso la diffusione urbana ha esigenze legittime, ma ha costi ambientali e sociali elevati.

Ragioni di una crescita: le ragioni di questa crescita sono legate a tre fattori:

 Spostamento di capitali dall’investimento imprenditoriale alla rendita fondiaria (“mattone”

come bene rifugio) 20

E.V. Politecnico di Torino 2015

 Investimento immobiliare per riciclaggio di denaro di provenienza illecita

 Importanza degli oneri di urbanizzazione come strumento di cassa da parte dei comuni (che

hanno sempre meno soldi)

Governo della diffusione urbana:

Ormai la città è già costruita, in base a ciò che già c’è dovremo cercare di adottare soluzioni

“sostenibili”. Bisogna riqualificare vecchie periferie e aumentare la qualità della vita urbana. Va

anche ripensato il sistema dei trasporti e infrastrutture.

Oggi i centri città stanno riprendendo funzioni l’eccellenza che un tempo erano propri del centro

(costruzione di centri di ricerca e cose che solo lì avrebbero senso).

Il modello monocentrico sembrerebbe ormai perso, ma ogni tanto ritorna, ad esempio con le city-

regions.

Si parlò molto di megalopoli e fusioni di grandi città, come la Bo-Wash, o la Blue Banana (che va dal

nord Italia a Londra), in Europa. Nel ‘67 si parlò perfino di Ecumenopoli, cioè una enorme rete di

città mondiale.

Si parla di policentrismo quando abbiamo più centri che hanno funzioni complementari, per creare

uno sviluppo sostenibile e pianificato (Es: Randstad, nei paesi bassi). Queste pianificazioni

andrebbero bene anche da noi, nella Pianura Padana.

Lezione 13

Perec dice che non bisogna trovare velocemente una definizione di città: è troppo grande e ci si può

sbagliare. L’autore si riferisce a Parigi.

Città, cittadino, comunità e società…

La città è ovunque, e il riferimento all’urbano è parte di molte attività quotidiane.

Abbiamo perciò sia chiarezza che confusione nella definizione, che comunque è legata

all’esperienza individuale e collettiva.

C’è anche un’esperienza pubblica, sociale e politica che riguarda tutti e forma la convivenza

comune. La città è un insieme astratto e concreto: è sia un luogo dello stile di vita urbano che

insediamento fisico.

Città definisce elementi molto diversi tra loro (Es: Mosca, Shangai, Torino…). Weber dice che ci sono

molte definizioni, ma tutte hanno in comune che la città sia comunque un insediamento

circoscritto.

Weber da importanza alla città per come si è consolidata nella storia, ha un significato immediato,

rappresentabile sullo spazio fisico, anche se questo non basta a definire le città.

Mumford più avanti definirà la città come un’organizzazione economica, il ruolo del mercato e i

rapporti esterni, sia un centro amministrativo, che possa rappresentarsi. Il ruolo dell’economia è

quindi fondamentale. 21

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Esiste perciò una relazione tra la città e lo spazio esterno, il cosiddetto “territorio”. Per Weber non

si può parlare di città senza ambiti territoriali controllati dalla città, alla forza politico-militare.

C’è anche un significato simbolico, che rimanda all’idea di città come ordine nel caos.

 Polis: Città greca, dalla sua definizione deriva “politica”, pratica di governo della società

umana

 Urbs: nella città romana indica il costruito

 Civitas: nella città romana indica la dimensione culturale, la civiltà

Secondo Aristotele (e Botero) la dimensione sociale è legata allo star bene. Nell’Illuminismo invece

prevale la concezione fisica dell’urbano, concezione che dura fino ai giorni nostri.

Possiamo definire le città in modo scientifico:

Pacione cerca di classificare i vari tipi di città, utilizzando degli indicatori, come:

 Numero di abitanti

 Densità di popolazione

 Percentuale di popolazione addetta al settore secondario (o terziario)

 Presenza di produzioni economiche innovative

 Presenza di centri di ricerca

 …

Si può quindi definire quindi un indice di urbanità, che divide cosa è urbana e cosa è rurale.

Classificare però non ci permette di capirne la concentrazione e definirne la qualità. A che livello

però un insediamento inizia a definirsi la città e finisce la campagna?

In Giappone un insediamento con più di 30.000 abitanti è definito città, in Svezia invece è definito

urbano un insediamento con più di 200 abitanti.

La dimensione sociale è importante sia per sociologi che per architetti e urbanisti. Quali

caratteristiche deve avere la città per essere vivibile? Louis Wirth cerca di dare una definizione

sociologica alle città, e definisce tre elementi chiave: Numero abitanti, densità di insediamenti e

eterogeneità sociale.

L’eterogeneità è un “mosaico di mondi sociali”, che favorisce la tolleranza delle differenze, ma che

va controllata per essere mantenuta. Non posso non tenere conto di questo fenomeno.

Wirth riceverà delle critiche, in primis che non tiene conto della nuova urbanizzazione che stava

iniziando in quel periodo. Alcuni autori inoltre spiegano che alcuni fenomeni legati all’economia

capitalista, trascendono alla specificità di città.

Wirth parla anche di una città con relazioni di prossimità (face-to-face); ma che senso ha questa

lettura della città quando ormai ci sono legami virtuali, dati dallo sviluppo di trasporti e delle

comunicazioni?

Concezione organicista della città 22

E.V. Politecnico di Torino 2015

Wirth, come altri studiosi come Mumford o Geddes, considerano la città come organismo vivente

(ovviamente è una metafora, ma è molto forte). Si definisce come un organismo che ha una sua

evoluzione stabile con relazioni sempre stabili con componenti naturali.

Questo linguaggio organicista di città avrà grande fortuna nel XX secolo: la città è fatta di tessuti,

cellule, arterie e spiegazioni fisiologicamente (flussi…) e termini eziologici e patologici

(degradazione…). Il linguaggio viene anche adottato da chi a cuore gli aspetti ecologico-

ambientalisti: città sostenibile dell’ecologia urbana.

C’è anche l’idea di città come se fosse un personaggio.

Questa visione organicistica nasce nel XIX secolo, durante la Rivoluzione industriale, che fa apparire

la città come “malata” e la diagnosi è fatta da medici ingegneri, che saranno i primi urbanisti: è

l’origine dell’urbanistica moderna.

Il valore d’uso viene sostituito dal valore di scambio. Si allarga quindi la concezione economica dei

prodotti.

Lezione 14

Città come luogo di degrado

La prima idea di città industriale moderna è quella di degrado e che l’evoluzione porta a questo

fenomeno: le città sono luoghi dove vive chi non può farne a meno (poveri etc.) e che la città è

inquinata e con una bassa qualità della vita.

Utopie

In questo periodo ritornano le utopie, che sono laiche o religiose, filantropiche, socialistiche e/o

anarchiche, tecnologiche ed estetiche.

Un esempio è l’idea di New Lanark, che voleva creare una città intorno a delle fabbriche, ma dove

si vive bene. O il Falansterio di Charles Fourier: enorme edificio dove abitavano tutti i lavoratori e

si trovavano servizi etc.

Altra utopia è quella delle città giardino (Ebezener Howard), che ha l’idea che la città ormai sia

perduta e consiglia quindi di fondarne altre.

L’utopia resta tale perché non sarà mai realizzata e comunque si associa all’idea di degrado, perché

si pensa che bisogna abbandonare le esistenti.

Città come libertà

La città viene anche vista come luogo di libertà, diversità, della modernità. E’ l’idea di

emancipazione della servitù: infatti la parola cittadini è stata coniata dalla rivoluzione francese che

intendeva i “citoyen” come chi si era liberato da schiavitù, monarchia etc.

Simmel, tedesco, definisce l’abitante delle metropoli come “blasè”, cioè individualista,

indifferente, distaccato, questo a causa delle vorticosità della vita moderna. Inoltre insieme ad altri

distingue la comunità e la società: la comunità è basata su qualcosa di concreto, organico. La società

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invece trova posto soprattutto nella città moderna, è associata alla vita ideale e meccanica, da cui

deriva l’idea di ordine e progresso.

Ordine e progresso

L’Ideologia spaziale dell’800 è quella di regolarizzare e ordinare l’urbano, nato dall’illuminismo e

rafforzato dalla rivoluzione industriale. Si tende a creare nuove città e quartieri, eliminando i

problemi. Dall’800 ci si dota di servizi pubblici: pubblica, acqua corrente, tram e metropolitane,

grande gallerie coperte, parchi…

C’è anche l’idea che l’espansione controllata e pianificata sia la forza della città (Es: Barcellona). E’

anche una rivoluzione il fatto di modificare molto la città per motivi igienici, estetici etc. (Es: Parigi,

o a Napoli, la legge del “risanamento”, o Torino).

In altri luoghi la sperimentazione urbanistica è di altro tipo, come nelle colonie con la “teoria della

separazione” che consiste nel costruire a fianco della città vecchia la nuova città.

Movimento moderno

Tutte queste trasformazioni hanno molto influenzato l’urbanistica successiva, nel 1941 viene

pubblicata infatti a Parigi la “Carta di Atene”, che rappresenta il gruppo di persone che si

muovevano verso la città contemporanea, formata da:

 95 principi: per mettere ordine nel caos

 4 funzioni: abitare, lavorare, circolare e tempo libero

 1 logica: zonizzazione

La funzione che prevale è quella residenziale e quindi ci saranno molte critiche, come chi preferisce

l’auto-organizzazione e chi pensa che questa carta spinga verso una standardizzazione dei modelli

urbani.

L’esempio di applicazione di questi principi è Chandigarh, disegnato da Le Corbusier. Egli progetta

anche delle espansioni per Algeri, che non fu mai realizzata.

Abbiamo altri due gruppi di studiosi: chi si interessa alla città di per sé e chi non si limita alla città

vera e propria e studiano la geografia delle città. Queste saranno le ultime avanguardie che

tratteremo nel corso.

La scuola di Chicago

Il loro approccio è quello dell’ecologia urbana: vedono la città come un ambiente in cui ci sono

soggetti in competizione tra loro e importante è la capacità d’adattamento. Scrivono un libro: “The

city”, basata su Chicago. Hanno influenze di Simmel; nascono le idee di ghetto, homeless, gang e

melting pot (capacità degli USA di convivenza delle culture senza che si mischiano).

Scelgono quella città perché lì ci sarà un enorme espansione urbana portata da persone di tutto il

mondo. Questa ecologia urbana individua della regioni naturali (aree omogenee) e regioni morali

(che hanno stile di vita comune), entrambe parte del mosaico urbano. 24


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo_Boo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia, ambiente e paesaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino - Polito o del prof Santangelo Marco.

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