1 di 85
GENERALITÀ SUL PHYLUM ARTHROPODA
A questo phylum appartengono gli insetti invertebrati, provvisti di appendici articolate.
Questo phylum comprende 4 subphyla:
1. Chelicerata: acari, ragni, scorpioni o altri organismi dotati di appendici dette cheliceri
2. Myriapoda: millepiedi, centopiedi e altri organismi con un alto numero di segmenti del tronco
portanti 1 o 2 paia di zampe
3. Crustacea: aragoste, granchi, gamberi e altri organismi acquatici
4. Hexapoda: tutti organismi portanti 3 paia di zampe
1. Entognatha (appendici boccali nascoste all’interno della cavità boccale): collemboli, proturi
e dipluri;
2. Ectognatha:insetti
CARATTERISTICHE GENERALI DELLA CLASSE INSETTI
Gli insetti sono invertebrati segmentati dotati di uno scheletro esterno (esoscheletro)
Gli adulti degli insetti sono, di norma, caratterizzati dalla presenza delle ali (Pterigoti);
esiste però un gruppo primitivo di insetti batteri (Apterigoti).
Per quanto riguarda la divisione del corpo (metameria), questo è composto da 3 grande
regioni:
Capo Torace Addome
Occhi Zampe Organi riproduttori
Antenne Ali
Appendici boccali
Capo
La capsula cranica presenta due aperture: una posteriore diretta verso il protorace (foro
occipitale) e un’altra per l’apparato boccale.
Occhi composti e ocelli
Gli insetti sono caratterizzati dall’avere un capo oloptico, ossia interamente rivestito da
occhi.
Gli organi visivi pirincipali negli insetti sono gli occhi composti (occhi veri e propri),
presenti in tutti gli adulti e nelle ninfe degli eterometaboli.
Questi occhi sono formati da un numero elevato di unità individuali identiche chiamate ommatidi.
Il campo visivo di ogni ommatidio differisce da quelli dei vicini, e l’insieme di queste unità fornisce
all’insetto una visione panoramica del mondo che lo circonda.
Gli ocelli sono gli “occhi semplici/primitivi” e sono di supporto per gli occhi composti. Si trovano
sul corpo di molti adulti e di alcune ninfe, solitamente 3 posti a triangolo sul vertice.
Sono fotorecettori incapaci di percepire le immagini, ma estremamente sensibili a basse intensità
luminose (luce polarizzata), infatti la loro visione è a bassa risoluzione.
La percezione della luce a bassa intensità permette, però, di localizzare la posizione de sole,
anche in condizioni di nuvolosità, perciò molto importante per quanto riguarda l’orientamento.
Gli stemmata, o ocelli larvali, sono i soli organi di visione delle larve degli insetti olometaboli;
collocati lateralmente sul capo, singoli o riuniti in gruppi.
2 di 85
Antenne
Sono appendici mobili e segmentate (segmento = antennomero).
L’antenna è divisa generalmente in 3 antennomeri:
- Scapo
- Pedicello
- Flagello: parte filamentosa e multisegmentata (flagellomeri)
Sulle antenne si trovano numerosi organi sensoriali detti sensilli con diverse funzioni: olfattiva,
gustativa, meccanico-recettiva, termo-recettiva.
Solitamente i maschi hanno antenne più elaborate con un aumento dell’area superficiale
disponibile per percepire i feromoni sessuali delle femmine.
Apparato boccale
APPARATO BOCCALE MASTICATORE
Ci sono 5 componenti fondamentali:
1.Labbro superiore, la cui superficie ventrale è
detta epifaringe
2. Ipofaringe: divide la cavità orale in due canali:
cibario (da cui entra il cibo) e salivari (da cui
esce la saliva)
3.Mandibole: dotate di un bordo apicale
tagliante con cui tagliano il cibo e una parte
molare per la macinazione. Si articolano al capo
in due punti tramite un sistema condilo-
acetabolo regolato da muscoli
4.Mascelle: formate da un cardine e uno stipite
a cui sono legati due lobi, lacinia e galea, e un
palpo mascellare. Le mascelle si articolano al
cranio tramite un unico condilo, per cui sono
dotate di un maggiore movimento rispetto alle
mascelle. Da un punto di vista funzionale
servono per agevolare la manipolazione del
bolo
5.Labbro inferiore: diviso in post-mento e pre-
mento, che porta un paio di palpi labiali e due
paia di lobi detti glosse e paraglosse.
3 di 85
4 di 85
Durante l’evoluzione si è sviluppata una serie di apparati boccali modificati a partire da quello
masticatore.
La struttura dell’apparato boccale viene di solito classificata in base al sistema di alimentazione.
APPARATO BOCCALE LARVE LEPIDOTTERI
Le larve dei lepidotteri possiedono un apparato dotato di un complesso maxilo-labiale a cui
appartiene una struttura detta filiera composta da ghiandole salivari modificate, atte alle
produzione di filamenti di seta.
APPARATO BOCCALE LEPIDOTTERI ADULTI
I Lepidotteri adulti si nutrono aspirando i liquidi tramite un apparato boccale succhiante dotato di
spiritromba (derivante dall’unione delle due galee mascellari, estremamente allungate).
Questa proboscide si allunga in seguito ad un incremento di pressione dell’emolinfa provocata
dalla contrazione dei muscoli del cranio e, una volta ottenuto il nutrimento, i muscoli tornano ad
una posizione rilassata e anche la spiritromba torna alla posizione di partenza (arricciata su se
stessa).
Fanno eccezione alcuni nottuidi che portano delle spinescenze apicali alla spiritromba che gli
permettono di incidere la superficie dei frutti per poi succhiare i liquidi zuccherini.
5 di 85
APPARATO BOCCALE DEGLI EMITTERI/RINCOTI
Questi insetti presentano un apparato boccale modificato per perforare e succhiare. Infatti
mandibole e mascelle assumono una forma allungata a stiletti, dove:
• I due stiletti mascellari presentano due rientranze in modo che quando si avvicinano formano
due canali: uno di suzione (più grosso e dorsale) e uno salivare (più piccolo, ventrale). Per cui
svolgono in compito di provvedere alla suzione dei liquidi nutritivi
• I due stiletti mandibolari si trovano esternamente a quelli mascellari e servono per dare una
maggiore robustezza e per effettuare il buco sull’epidermide della pianta in cui penetreranno gli
stiletti mascellari
In questo apparato il labbro inferiore ha lo scopo di contenere gli stiletti, stringendoli tra loro così
da favorirne l’ìingresso nella pianta.
Il labbro inferiore ha la funzione di avvolgere gli stieletti quando a riposo, mentre durante la
suzione si piega a gomito per favorirne l’entrata nel tessuto vegetale.
In alcuni Emitteri gli stiletti possono essere più lunghi del rostro e per cui si trovano ripiegati al suo
interno o in una tasca detta crumena.
6 di 85
Torace
Il torace è composto da 3 segmenti:
1. Protorace
2. Mesotorace
3. Metatorace
ALI
Le ali sono completamente sviluppate
solo nell’insetto adulto e inserite nel 2 e
3 segmento.
Sono espansioni cuticolari sostenute da
nervature e articolate al torace tramite
scleriti (parti corporee indurite) e sono
collegate a dei muscoli che rendono
possibili variazioni di velocità e di direzione
del volo.
In numerosi ordini ali anteriori e posteriori
possono essere accoppiate durante il volo
per migliorarne l’efficacia; i meccanismi di
accoppiamento più comuni sono gli amuli, fila
di uncini disposti sull’ala posteriore che si
incastrano su una piega dell’ala anteriore ,
oppure una o più setole sull’ala posteriore,
dette frenuli, che si incastrano ad una struttura
di aggancio, detta retinacolo, presente sull’ala
anteriore.
ZAMPE
Le zampe si trovano in ciascuno dei tre
segmenti toracici e tipicamente ciascuna
zampa è caratterizzata da 6 segmenti:
1. Coxa
2. Trocantere
3. Femore
4. Tibia
5. Tarso: porzione segmentata. Sul lato
inferiore dei tarsomeri possono essere
presenti delle strutture dette pulvilli, che
favoriscono l’adesione alle superfici,
mentre all’estremità un paio di unghie
laterali e un arolio mediano.
6. Pretarso (o Post-tarso)
7 di 85
Addome
In linea generale è formato da 11 segmenti anche se il 1 può essere ridotto o incorporato
al torace (come negli imenotteri) e i segmenti terminali possono essere variamente
modificati.
Ogni segmento presenta una parte dorsale, ventrale e laterale ed è diviso degli altri da
una membrana inter-segmentale.
La parte terminale dell’addome (8-9 urite) porta i genitali; il segmento 10 solitamente è
privo di appendici mentre l’11 può portare delle appendici modificate dette cerci.
Gli organi dedicati all’accoppiamento o alla deposizione delle uova vengono detti genitali
esterni.
Nelle femmine adulte è presente una struttura tubulare, utilizzata per la deposizione delle
uova, detta ovipositore e può essere di due tipi:
- Morfologico: derivante dalle appendici dei segmenti addominali 8 e 9 e composto da
tre paia di valve
- Di sostituzione: derivante da un allungamento dei segmenti addominali terminali
- Aculeo
8 di 85
Tegumento
La cuticola è uno strato importantissimo in quanto da origina all’esoscheletro che riveste
corpo e arti difendendoli da agenti esterni, prevenendo la disidratazione e impedendo
l’ingresso ad individui estranei, inoltre assicura l’attacco ai muscoli e l’ancoraggio agli
organi interni. Questo strato si divide in:
• Epicuticola: strato sottile che assicura l’impermeabilità al tegumento
• Procuticola: strato più spesso che a sua volta si divide in:
• Esocuticola, destinata a subire un processo di sclerificazione
• Endocuticola
Al di sotto della cuticola si trova l’epidermide,formata da un singolo strato di cellule, il cui
compito è quello di secernere la cuticola.
lamina basale
E sotto l’epidermide si trova la , strato molto fine, che separa l’epidermide
dall’emocele, agendo dunque come un filtro tra le cellule epidermiche e l’emolinfa
Apparato digerente e digestione
La conformazione dell’apparato digerente è in funzione del cibo che viene ingerito.
Gli insetti che si nutrono di cibi solidi hanno
un tubo digerente ampio, dritto, breve e
provvisto di una robusta muscolatura oltre
che di un evidente sistema di protezione
contro l’abrasione. Mentre gli insetti che si
nutrono di linfa-sangue-nettare hanno un
9 di 85
tubo digerente lungo,stretto, convoluto, che garantisce il massimo contatto con il liquido
Il tubo digerente si divide in:
Stomodeo Mesentero Proctodeo
ingestione, accumulo, Produzione e secrezione degli Vi arrivano i materiali rimasti nel
sminuzzamento e trasporto del enzimi digestivi e assorbimento tubo insieme alle urine derivanti
cibo nella regione successiva dei prodotti della digestione del dai tubi malapighiani. In questo
cibo tratto avviene l’assorbimento di
acqua, sali e altre molecole utili
prima che vengano eliminate
insieme alle feci dall’ano.
Caratterizzati da un rivestimento rivestimento cuticolare assente Caratterizzati da un rivestimento
cuticolare cuticolare
- - -
faringe Ventricolo ileo
- - -
Esofago Ciechi gastrici: diverticoli a Colon
- -
Ingluvie (aree di accumulo del fondo cieco che servono per Retto
cibo) aumentare la superficie
- Ventriglio (o stomaco assorbente
masticatore, presente negli
insetti che si nutrono di cibo
solido che ne consente un
ulteriore sminuzzamento) L’epitelio mesenteriale è separato
dal cibo da una guaina detta
membrana peritrofica (formata da
fibrilla di chitina); questa
costituisce un filtro che consente
il passaggio degli elementi
nutritivi derivanti dalla digestione
verso l’epitelio, dove verranno
assorbiti. Impedendo che i
succhi gastrici entrino in diretto
contatto con l’epitelio e con i
prodotti della digestione che
andrebbero a rovinare.
Per quanto riguarda gli insetti che si
nutrono di linfa tipiche strutture sono
camere filtranti
le necessarie in
quanto una dieta a base di linfa è
squilibrata in quanto ricca di glucidi
ma povera di sostanze azotate, per
questo motivo, per dover rispondere
alla richiesta di azoto, questi insetti
devono ingerire enormi quantità di
linfa che scarteranno per la maggior
parte sotto forma di acqua e zuccheri
che non devono, però, entrare in
diretto contatto con l’emolinfa per
evitare che diluisca troppo.
Queste camere sono formate da un
10 di 85
ripiegamento del mesentere che pone a contatto le sue due estremità e per un
assottigliamento dei due epiteli contrapposti consente di riversare direttamente nel
proctodeo l’eccesso di acqua e zuccheri che verranno espulsi sotto forma di melata.
Apparato respiratorio e
respirazione
Negli insettti, a differenza dei vertebrati, il trasporto dell’ossigeno non è affidato
all’emolinfa ma avviene tramite scambi gassosi.
Tutti gli insetti sono organismi aerobi, dunque per sopravvivere devono assorbire
l’ossigeno presente nell’ambiente in cui vivono, ed eliminare l’anidride carbonica respirata
dalle loro cellule. Questo fenomeno è detto scambio gassoso (diverso dalla respirazione
che si riferisce ai processi metabolici che consumano ossigeno).
In quasi tutti gli insetti lo scambio gassoso si verifica attraverso le trachee (invaginazioni
epidermiche con struttura simile a quella del tegumento , con uno strato di cellule
epiteliali che secernano una membrana basale verso l’esterno e un’intima cuticola verso
l’interno; quest’ultima presenta dei rilievi detti tendi che prevengono il collassamento delle
trachee, preservandone l’elasticità. Alcune porzioni di trachea possono però perdere
completamente o parzialmente i tenidi e dilatarsi a formare dei sacchi aerei atti a
migliorare la distribuzione dell’aria all’interno del sistema tracheale e/o a consentire lo
svolgimento di altre importanti funzioni vitali.
I sacchi aerei sono quindi dilatazioni di tratti tracheali solitamente privi di tenidi. Sono
serbatoi di aria di ausilio, spesso, ai muscoli delle ali).
Le trachee si biforcano e si diramano in tutto il corpo, in prossimità dei tessuti diventano
di un diametro inferiore a 1 micrometro e vengono dette tracheole, tubicini a fondo cieco,
sono in contatto con tutti gli organi e tessuti interni e sono particolarmente numerosi nei
tessuti che hanno una maggiore richiesta di ossigeno.
L’aria entra nelle trachee (inspirazione) tramite delle aperture cuticolari dette stigmi/
spiracoli ,disposti lateralmente sui segmenti addominali e toracici, che dopo vengono
chiusi permettendo all’aria di diffondere all’interno del corpo e di arrivare ai tessuti tramite
le tracheole.Qui deve raggiungere i mitocondri per poter svolgere i processi ossidativi.
Contemporaneamente all’ingresso di O, dall’apertura degli stigmi, si ha anche la
fuoriuscita della CO2.
Gli stigmi internamente sono formati dal peritrema e da una camera, o atrio, tappezzato
interamente da apparati di filtrazione (peli, setole…atti a mantenere il sistema pulito) e
possono essere dotati o meno (sistema aperto) di un dispositivo di apertura e chiusura
detto valva.
Gli insetti possono presentare 10 paia di spiracoli, 2 toracici e 8 addominali; in alcuni casi
possono essere di numero inferiore a 10 ma sempre superiore a 0.
• Olopneustici: 2 coppie di spiracolli toracici e 8 addominali funzionali
• Anfipneustici: solo la prima e l’ultima coppia di spiracoli aperti
• Propneustici: solo la prima coppia
• Metapneustici: solo l’ultima coppia
11 di 85
• Apneustici: no spiracoli aperti e la respirazione avviene attraverso la superficie
corporea o attraverso branchie. Caratteristico degli insetti acquatici o di
endoparassitoidi.
Gli insetti che vivono in ambiente acquatico si distinguono in:
- Acquaioli: se vincolati dalla respirazione atmosferica. Necessitano di un contatto semi-
permanente con la superficie; devono, infatti, fare scorta di bolle di aria, prelevate dalla
superficie e immagazzinate in diverse parti del corpo per poi utilizzarle nel tempo di
permanenza sott’acqua. Sono dotati di spiracoli localizzati; alcune tipologie di insetti
inseriscono questi spiracoli all’interno dell’aerenchima di piante acquatiche, altri sono,
invece, dotati di strutture specializzate (peli o setole), atte a mantenere un film
permanente di aria sulla superficie corporea (piastrone respiratorio), a cui sono
connesse le trachee per consentire il passaggio di ossigeno ai tessuti.
- Acquatici: se in grado di respirare l’ossigeno disciolto nell’acqua tramite delle
pseudobranchie, branche spiracolari o branche rettali. Tutte queste sono ricoperte da
una cuticola molto fine , al di sotto della quale si estende una fitta rete di trachee e
tracheole. Tranne poche eccezioni, il sistema tracheale degli insetti acquatici viene
definito “chiuso” in quando l’ossigeno disciolto nell’acqua non entra attraverso gli
spiracoli che, anche quando sono presenti non sono funzionali, ma tramite la finissima
cuticola, e tramite il ricco sistema tracheale viene trasportato ai tessuti.
Un caso particolare di scambio gassoso è quello degli insetti parassitoidi, che devono
compiere parte del loro sviluppo immersi nell’emolinfa dell’ospite.
Per far cio vengono adottate due soluzioni:
1. Respirare l’ossigeno disciolto nell’emolinfa della vittima per via cutanea o tramite
espansioni tegumentali
2. Respirare l’ossigeno atmosferico penetrando la cuticola dell’ospite e ponendo i propri
spiracoli o il peduncolo del proprio uovo all’esterno, oppure forando un ramo del
sistema tracheale dell’ospite, ponendolo a contatto con il proprio.
Apparato circolatorio e
circolazione
L’emolinfa è il fluido corporeo di un insetto che circola intorno agli organi interni, nella
cavità corporea, detta emocele, divisa in tre seni (pericardiale - periviscerale - perineurale)
da:
• Diaframma dorsale: formato da tessuto connettivo dal quale si originano i muscoli alari
&bu
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Entomologia
-
Appunti Entomologia
-
Entomologia - Appunti
-
Riassunto e appunti di Entomologia Generale