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Università degli studi di Milano – Scuola di scienze della mediazione linguistica e culturale

[Cultura tedesca I – Valerio Furneri - A.A. 2015-2016]

1 B IBLIOGRAFIA

- Marc Bloch, La natura imperiale della Germania, Roma: Castelvecchi, 2015.

- Barnaba Maj, Heimat. La cultura tedesca contemporanea (2001), Roma: Carocci, 2015.

- Heinrich Böll, Die verlorene Ehre der Katharina Blum (1974), München: DTV, 2002 o sgg. [trad.

it. di Italo Alighiero Chiusano, L’onore perduto di Katharina Blum, Torino: Einaudi, 2005].

- Joseph Zoderer, Das Glück beim Händewaschen (1976), Innsbruck: Haymon, 2009 [trad. it. di

Umberto Gandini, La felicità di lavarsi le mani, Milano: Bompiani, 2005].

- Film: Kaiser Barbarossa. Die Legende im Kyffhäuser di Otto Dirk (2008), Deutschland im Herbst

di Rainer Werner Fassbinder, Et al. (1978) e Die Schweizermacher di Rolf Lyssy (1978).

A PPUNTI COMPLETI DEL CORSO

MODULO 1 - La natura imperiale della Germania – Marc Bloch

L’istituzione imperiale

Impero = Stato governato dagli Hohenstaufen dal 1138 al 1250.

1. Origini carolinge: la formazione territoriale dell’Impero

Tra il VIII-IX secolo, il regno franco aveva sottomesso gran parte dell’Europa occidentale e il 25

dicembre 800 Carlo Magno ricevette dal Papa la corona imperiale. Oltre agli imperatori di lingua

greca (che esistono ancora dato che l’Impero bizantino finisce nel 1453), con capitale

Costantinopoli, eredi degli imperatori latini, in Occidente c’è un nuovo Imperatore, che si pone in

continuità con Roma.

L’I però non durò a lungo e dopo la morte di Carlo Magno (814); gli successe

MPERO CAROLINGIO

Ludovico il Pio, il quale però morì nell’840. A questo punto ci fu il Trattato di Verdun tra i suoi tre

figli, che si spartirono il regno Franco:

1. a ovest il regno di Carlo II il Calvo = Francia occidentale

2. a est il regno di Ludovico II il Germanico = Francia orientale, i cui abitanti però usavano

parlate tedesche, la cosiddetta theodisca lingua, “lingua del popolo” -> questi abitanti

iniziano ad essere chiamati diutischiu liute e il paese diutischiu lant, da cui deriverà la

denominazione odierna Deutschland

3. al centro lo Stato di Lotario = striscia dal Mare del Nord fino a oltre il Tevere, e comprende

sia Roma sia Aquisgrana (Aachen, in

Germania) -> Lotario è il primogenito e

quindi mantiene il titolo di Imperatore.

Successivamente, dall’880 all’887, uno dei figli

di Ludovico il Germanico, Carlo III il Grosso,

riuscì a raccogliere i differenti Stati risultati

dalla separazione del Trattato di Verdun ->

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renovatio imperii -> effimera perché dopo la sua morte i due regni di Francia orientale e Francia

occidentale si ricostituiscono.

Nello spazio intermedio le sorti sono controverse, in quanto Lotario non aveva discendenti. Questo

spazio si spartisce in aree geografiche:

- l’Italia : disputata perché diventando Re d’Italia ci si candidava al grado di Imperatore;

Ottone I, Re della Francia orientale, sposa Adelaide, ex moglie di Lotario I, e diventa così Re

degli Italiani (o Re dei “Longobardi”) e si fa Oncoronare imperatore dal Papa.

- la regione del Rodano: qui si esano costituiti due regni, quello di Provenza a sud e quello di

Borgogna a nord -> dall’epoca di Ottone I, sotto il “protettorato” tedesco

- Lorena : nell’888 non vi si crea un potere indipendente, resta costantemente disputata tra le

due France -> nel 987, grazie a un complotto, si fonde alla Francia orientale

- i Paesi situati a nord dei rilievi che separano il bacino della Saona da quello della Mosa e

della Mosella -> regno a parte

2. L’elezione regia

Costituzione territoriale dell’Impero - L’Impero del tempo degli Hohenstaufen era stato costituito

territorialmente con l’unione allo Stato di Ludovico il Germanico dell’insieme dei Paesi spettanti a

Lotario.

Costituzione politica dell’Impero - La tedesca, e anche degli altri paesi, era vista nei

MONARCHIA

secoli X e XI come un regime misto, elettivo ed ereditario: il “popolo” (grandi signori) eleggeva il

Re, che però apparteneva ad una stirpe già regale. Così accadeva anche nelle tribù germaniche,

che eleggevano i capi sempre dalle stesse famiglie.

Al tempo degli H , la situazione cambia ovunque: in Francia e in Inghilterra scompare

OHENSTAUFEN

il principio elettivo, mentre in Germania scompare l’ereditarietà. Questo accade dopo la morte di

Enrico V, che non lascia figli: gli elettori (che potevano eleggere i nipoti di Enrico V) scelgono il

duca di Sassonia Lotario, che non aveva alcun legame con il suo predecessore.

- La stessa situazione si verifica con Lotario, dopo la cui morte viene eletto Corrado di

Hohenstaufen, al posto dell’erede designato.

- Dopo la morte di Corrado (1152) -> non al figlio ma al nipote (stavolta il regno resta agli

Hohenstaufen) Federico Barbarossa (o Federico I Hohenstaufen)

- Federico Barbarossa assicura la successione a uno dei figli, ma viene preferito Enrico VI al

primogenito

- Alla morte di Enrico VI segue una duplice elezione: i nemici degli Hohenstaufen scelgono

Ottone IV, mentre i partigiani degli Hohenstaufen scelgono Filippo di Svevia, fratello di

Enrico VI -> Filippo muore assassinato -> candidano Federico Ruggero, figlio di Enrico VI

scartato inizialmente perché troppo piccolo

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3 - Dopo la morte di Federico II si apre il periodo del grande interregno: la Germania aveva due

sovrani alla volta, ma entrambi erano deboli -> dura fino al 1273, con una nuova elezione si

assegna la corona a Rodolfo d’Asburgo.

I principi sono d’accordo con questo metodo elettorale, in quanto temono l’ereditarietà, che può

portare a una monarchia forte. Anche Papa Innocenzo III era ostile all’ereditarietà monarchica in

Germania, e lo afferma quando esprime la sua preferenza per Ottone IV -> i P si oppongono

API

all’ereditarietà, perché volevano indebolire la monarchia tedesca e perché nella Chiesa medievale

l’elezione era l’unica fonte legittima del potere.

Perché la monarchia tedesca evolve nel senso dell’elezione (e non in quello dell’ereditarietà come

la sua vicina monarchia francese)?

Ci sono stati una serie di fatti che hanno operato nella stessa direzione:

1. combinazione fisiologica : estinzione successiva senza eredi maschi delle tre dinastie

(carolingia, sassone, salica)

2. circostanze politiche : l’unione del regno tedesco con l’Impero, in virtù delle idee risalenti

all’epoca romana (elezione); la lotta dei sovrani tedeschi contro i Papi, conseguenza

dell’acquisizione dei sovrani della dignità imperiale

Gli del Re tedesco sono i principi (Fürsten), ma partecipano all’elezione anche

ELETTORI

arcivescovi, vescovi, abati, duchi e gran parte dei conti -> questo collegio elettorale numeroso

crea disagi e quindi viene stabilita nel 1125 la designazione preliminare di elettori di secondo grado,

incaricati di fare una scelta iniziale tra i candidati -> tumulti

Non si seguiva un diritto elettorale ben regolato fino al 1230, quando è stato introdotto il primo

trattato di diritto tedesco (Sachsenspiegel), che attribuiva il diritto di votare per primi (diritto di Kur) a

sei principi tedeschi e un vassallo dell’Impero.

Costituzione di un collegio di elettori privilegiati, al di sopra dei principi.

3. Titolo e poteri regi: l’Impero (Re ≠ Imperatore)

Una volta eletto, il principe scelto dai suoi pari diventa R e per ricevere la dignità regale c’era una

E

cerimonia religiosa, il sacro, ovvero l’unzione con l’olio consacrato e la consegna delle insegne

regali.

Il principe diventa Re del territorio chiamato Imperium Romanorum e prende il titolo di Romanorum

Rex, Romanischer Kunig. Il Re dei romani non è Imperatore titolare, ma già governa l’Impero.

Il titolo di Re dei Romani implica un’idea di aspettativa, il Re è il futuro Imperatore, solo a lui può

spettare la dignità imperiale. Anche i Papi lo accettano e soltanto il Papa può consacrare un

Imperatore, e può farlo in un’unica città, Roma, ritenuta la caput (“capitale”) dell’Impero romano.

Se un Re dei Romani non riusciva ad andare a Roma, restava Re per tutta la vita (es. Corrado III

Hohenstaufen); di norma però il Re diventava “Imperatore sempre augusto dei Romani”

(Romanorum Imperator semper augustus, Römischer Kaiser zu allen Zeiten Mehrer des Reiches).

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L’idea imperiale (prima parte)

L’Impero è stato concepito in modo diverso secondo le epoche e i differenti ambienti sociali. Inoltre,

la testimonianza spesso è distorta, soprattutto nel Medioevo, e sospetta di insincerità per

l’impiego di stereotipi letterari e per interessi politici o personali.

1. Le memorie storiche: tradizioni romane e carolinge

Una parte del prestigio dell’Imperatore derivava dalle memorie storiche che evocava: anche

all’epoca, la storia nutriva l’immaginazione degli uomini. La monarchia imperiale si ricollegava a due

memorie, quella dei Carolingi, soprattutto di Carlo Magno, e degli antichi Imperatori romani.

T :

RADIZIONE CAROLINGIA

- luogo abituale delle consacrazioni regie: Aquisgrana, la cui chiesa conteneva la tomba di

Carlo Magno

- nel 1166 Carlo Magno è stato addirittura canonizzato (dichiarazione ufficiale della santità di

una persona defunta) dall’antipapa Pasquale III, sotto richiesta di Federico I Barbarossa

- in Germania, piano piano si è affievolita: in Francia la letteratura epica rese popolare la

leggenda carolingia, mentre in Germania c’era soltanto una letteratura di riflesso, in quanto

la sua epopea andava in altre direzioni

T :

RADIZIONE ROMANA

- continuità di tradizione: gli uomini dei secoli XII e XIII credevano alla nozione dei quattro

Imperii, che dipendeva dalla profezia di Daniele -> in ordine di tempo, il quarto è quello

romano, dopo di che doveva avvenire la fine del mondo -> non era ancora arrivata -> verso il

1200 si crede di essere ancora sotto l’Impero romano

- ritorno al classicismo anche in ambito politico: due movimenti

1. nel 1143: rivolta della popolazione della città contro il Papa -> ricostituzione quasi

archeologica. Chiedevano di trovare sostegno in un Impero veramente romano,

invece Federico Barbarossa aiuta il Papa a domare la rivolta romana

2. era l’Impero, non il Senato, che essi volevano ristabilire nella sua antica grandezza.

C’è una continuità anche nel diritto, in quanto i maestri del diritto applicavano agli atti

contemporanei il medesimo procedimento che si utilizzava per quelli della legge di

Giustiniano (Codice Giustinianeo = costituzione imperiale), “attaccandoli” ad essa

- Costantino era ritenuto l’autore della celebre Donazione, attraverso la quale avrebbe

ceduto al Papa l’autorità su Roma e sulla maggio parte dell’Italia -> concessione sgradevole

agli occhi degli imperiali -> Costantino è nominato meno rispetto a Giustiniano

2. L’imperatore personaggio sacro: il messianismo (sia il Re che l’Imperatore erano “sacri”)

L’idea di una regalità sacra non si applicava soltanto alla monarchia imperiale, anzi, risaliva alle

dinastie dell’antica Germania e più tardi questa concezione religiosa è stata cristianizzata.

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Rito dell’ : dall’unzione con l’olio santo il Re (anche i Re avevano diritto all’unzione) può

UNZIONE

trarre un carattere quasi sovrannaturale -> con gli Hohenstaufen i Gregoriani riuscirono ad

attenuare questa sacralità.

Secondo l’antico rituale della il futuro Imperatore riceveva dal Papa le vesti

CONSACRAZIONE

sacerdotali -> sotto gli Hohenstaufen questa cerimonia perdura ma le si dà un senso affievolito, si

cerca di dare all’Imperatore un rango superiore a quello di semplice laico ma non a livello dei

sacerdoti: lo si colloca a livello dei diaconi (ministro che ha ricevuto il primo grado dell'Ordine

sacro).

Sotto Federico Barbarossa, Enrico VI o Federico II sono i momenti in cui si fa più largo uso delle

parole “sacro” e “santo” (es. espressione Sacrum Imperum) -> erano reminiscenze che

esprimevano una concezione elevata della dignità imperiale.

Tema della fine del mondo : nel Medioevo molto diffuso; il Grande Giudizio doveva essere

preceduto dalla venuta e dal trionfo dell’Anticristo. Tutto sarebbe partito dalla venuta del Re dei

Franchi, il quale avrebbe riunito sotto la sua dominazione tutto l’Impero romano, e poi sarebbe

andato a Gerusalemme, dove sarebbe comparso l’Antictisto.

Sotto Federico II (immutator saeculi “colui che cambierà il secolo”) si decide il destino dell’Impero:

da tutte le parti circolano profezie, e per i Papi Gregorio IX e Innocenzo IV Federico era il

precursore dell’Anticristo (infelix prenuntius Antichristi). Anche i fedeli di Federico II ci credevano.

L’idea imperiale (seconda parte)

3. La potenza imperiale degli Imperatori; la monarchia universale

Dal tempo di Federico Barbarossa i servitori dell’Impero moltiplicano le formule che affermavano

l’onnipotenza del Principe: queste erano stereotipi, che però venivano ripetuti più spesso attorno

agli Imperatori, e Federico II (Imperatore e Re di Sicilia) così trova nel suo patrimonio un nuovo

esempio di -> chiunque disobbediva all’Imperatore commetteva sacrilegio.

ASSOLUTISMO

L’Imperatore addirittura era considerato dominus mundi: si considerava il superiore dei Re di

territori come i regni d’Occidente o i nuovi Stati fondati nelle terre scandinave e slave. I popoli al di

fuori dell’Impero erano sottomessi all’Impero romano.

La letteratura e le opere giuridiche proclamavano i diritto dell’Imperatore al .

DOMINIO UNIVERSALE

Queste non sono vane parole, in quanto effettivamente l’Imperatore riuscì a far riconoscere la sua

autorità al Re del nord e ai Re o principi slavi, attraverso la prestazione dell’omaggio vassallatico

e feudale.

Con Federico II l’atteggiamento del governo dell’Impero cambia un po’, non rinuncia alla monarchia

universale, ma evoca molto meno questi sogni grandiosi. L’Imperatore è infatti impegnato in una

lotta contro il papato, contro il quale avrebbe raggruppato dei sovrani = per questo non voleva

spaventarli -> il tema del dominio universale si attenua davanti a quello della solidarietà dei Re.

4. Il potere su Roma e sulla Chiesa

I sovrani tedeschi dall’eredità romana e carolingia hanno attinto, oltre ai sogni di monarchia

universale, due ambizioni precise:

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6 1. il potere su Roma

2. il potere sul papato.

Roma non faceva parte del regno d’Italia (erede del regno longobardo che non era mai riuscito a

sottometterla), ma il sovrano tedesco faceva valere su di essa il diritto che gli derivava

evidentemente dalla qualità di I o Re dei Romani.

MPERATORE

Ma a Roma altri due poteri si opponevano a quello dell’Imperatore: la romana e il P . La

NOBILTÀ APA

situazione giuridica era mal definita, la supremazia dell’Imperatore non era contestata ma faceva

fatica a esercitare un’autorità effettiva.

La lotta degli Imperatori e dei Papi occupa l’epoca degli Hohenstaufen -> conseguenza dell’idea

imperiale stessa. Il contrasto è dovuto al fatto che gli interessi in gioco erano di natura differente:

mentre i Re di Francia o d’Inghilterra volevano restare signori del loro clero e non pensavano affatto

a sottomettere il papato, l’Imperatore credeva di avere tutti i diritti sulla sede papale e allo stesso

modo il Papa credeva di averli sull’Impero, e entrambi su Roma.

Questo è giustificato dal fatto che il Papa è il vescovo di Roma e facendo Roma parte dell’Impero,

l’elezione del Papa dovrebbe essere sotto il controllo dell’Imperatore; il papato però voleva la sua

indipendenza e il Papa a sua volta credeva di avere il controllo sulla scelta degli Imperatori, in

quanto “colui che benedice è più grande di colui che è benedetto”.

Infatti, il voto dei principi non è sufficiente a creare il Re, il futuro Imperatore: l’assenso del Papa è

necessario.

5. L’idea imperiale e il patriottismo tedesco

L’Imperatore nel medesimo tempo era il sovrano di Germania e, tra l’altro, dal 962 al 1257 egli fu

sempre di famiglia tedesca -> più tardi apparirà l’espressione di Santo Impero romano di nazione

germanica (Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation) -> . Gli altri popoli

ORGOGLIO PATRIOTTICO

avevano piena coscienza che l’Impero, a dispetto delle sue aspirazioni di universalità, fosse una

cosa tedesca.

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MODULO 1 – Deutschland über a

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariaepasto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura tedesca I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Furneri Valerio.
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