CAPITOLO 1
BIOTECNOLOGIE FITOPATOLOGICHE
La patologia (dal greco pathos “sofferenza” e logos “studio”) vegetale è la scienza che
studia:
1. gli organismi viventi e le condizioni ambientali che causano le malattie nelle piante;
2. i meccanismi attraverso i quali questi fattori producono alterazioni nelle piante;
3. le interazioni tra le piante e gli agenti delle malattie;
4. i metodi per prevenire o controllare le malattie.
Quando una pianta si definisce sana?
Quando è capace di svolgere le normali funzioni fisiologiche ad un livello accettabile.
Tra le normali funzioni fisiologiche abbiamo: divisione e differenziazione cellulare;
assorbimento di acqua e minerali; fotosintesi e accumulo dei prodotti fotosintetici;
riproduzione.
CONCETTO MALATTIA
La malattia è un “alterazione dannosa dei processi di crescita o un danno alle strutture
della pianta in maniera molto pronunciata e permanente da produrre sintomi visibili e
capace di diminuire la qualità e il valore economico del prodotto”.
Altra definizione “ogni disturbo della pianta che interferisca con la sua normale
crescita e sviluppo, valore economico, o qualità estetica”.
LO SVILUPPO DELLA MALATTIA
Le malattie conducono ad un danno fisiologico e strutturale e portano a perdite
qualitative del prodotto.
La malattie è causata dall’interazione di questi 3 fattori:
1. PIANTA SUSCETTIBILE (ospite)
2. PATOGENO VIRULENTO (patogeno)
3. CONDIZIONI FAVOREVOLI (ambiente)
Il cosiddetto “triangolo della malattia”.
CONCETTI
MALATTIA è il risultato di una costante reciproca influenza tra la pianta e il patogeno
LESIONE improvvisa alterazione della struttura di una pianta causata da un fattore
irritante discontinuo
DANNO e PERDITAsono gli stadi finali dell’evoluzione dei sintomi
AGENTI DI DANNO tutti i fattori biotici e abiotici dannosi alle piante
TIPI DI “MALATTIA”
Le malattie vengono distinte in base a:
1. INFETTIVITA’ ossia la trasmissione da pianta malata a pianta sana;
2. DISTRIBUZIONE NELLA PIANTA DELLE MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE che possono
essere: localizzate (macchie nelle foglie) o sistemiche;
3. SINTOMATOLOGIA INDOTTA (non è correlata alla causa). I principali sintomi sono:
giallumi, maculature, ticchiolature, avvizzimenti, marciumi, cancri.
4. MECCANISMI PATOGENETICIepifitiche, tossiche o necrotiche, auxoniche o dello
sviluppo, trofiche, vascolari, litiche, ipnochereutiche.
a) MALATTIE TROFICHE O DEL RICAMBIO ALIMENTARE (TROPS= ALIMENTO)
In questo caso il patogeno ruba alla pianta ospite gli elementi nutritivi, quindi la pianta
è debole e non riesce a produrre bene. Il patogeno è dotato di un organo detto
austorio che gli permette di stabilire dei rapporti con l’ospite.
Nei funghi l’austorio ha una sola cellula che penetra nell’ospite e vi si adatta e vive in
simbiosi per un determinato periodo di tempo.
b) MALATTIE DELLO SVILUPPO O AUXONICHE
Il termine auxina deriva da greco e vuol dire “crescita” in cui i patogeni sottraggono
alle piante gli ormoni di crescita. Influenzano lo sviluppo e i sintomi sono nanismo,
gigantismo ecc…
c) MALATTIE NECROTICHE o TOSSICHE
Queste malattie sono causate da patogeni che uccidono subito l’ospite che hanno
colpito.
Questi patogeni si dividono in saprofiti che attaccano i tessuti in decomposizione;
biotrofi che attaccano i tessuti della pianta ancora in vita.
Questi patogeni rilasciano anche delle tossine che sono tossiche per la pianta e
portano a necrosi.
d) MALATTIE LITICHE
Queste malattie sono provocate dalla demolizione delle pareti cellulari con
conseguente formazione di marciumi molli e gommosi.
e) MALATTIE IPNOCHEREUTICHE
Il termine ipnochereutiche deriva da ipno che significa “dormiente” e chereusi che
significa “distruzione”.
Queste malattie sono causate da basidiomiceti che attaccano il legno non più attivo
degli alberi. Nel legno si hanno 3 tipi di alterazioni: carie bianche, carie brune e
colorazione anomala del legno.
f) MALATTIE EPIFITICHE
Queste malattie si hanno con lo sviluppo di funghi sulle foglie degli alberi in seguito
all’attacco di alcuni insetti.
La pianta per proteggersi dall’attacco degli insetti produce un liquido zuccherino per
impedire all’insetto di infettarla. In questo liquido zuccherino si formano dei funghi che
bloccano la fotosintesi causando una diminuzione della produzione
5. PROCESSO FISIOLOGICO ALTERATO marciumi molli e malattie dei semi, marciumi
radicali, tracheopatie, necrosi o clorosi fogliari, neoplasie.
6. NATURA E POSIZIONE TASSONOMICA DEL PATOGENO. I principali patogeni possono
essere: virus e virus simili, da fitoplasmi, batteri, funghi, alterazioni non parassitarie
PRINCIPALI MALATTIE DELLE PIANTE CAUSATE DA PATOGENI NEL
CORSO DELLA STORIA
FUNGHI (ruggine dei cereali; segale cornuta e l’ergotismo; la peronospora della patata
e la carestia irlandese; malsecco degli agrumi)
BATTERI(colpo di fuoco batterico delle pomacee)
VIRUS (virus del mosaico del tabacco; Citrus Tristeza virus)
FITOPLASMI (scoperti negli anni ’70 appartenenti alla classe dei Mollicutes)
VIROIDI (Cadang-cadang della palma da cocco)
EMERGENZA DI UN NUOVO PATOGENO
- SPECIAZIONE SIMPATRICA quando un nuovo patogeno emerge tramite la
specializzazione dell’ospite. E’ il processo attraverso il quale una nuova specie
si sviluppa da specie ancestrali che abitano nella stesso zona geografica.
- SPECIAZIONE ALLOPATRICA avviene tramite l’introduzione e lo stabilimento di
un patogeno in nuovo ambiente che è separato dalla zona di origine. Avviene
tra popolazioni che sono separate geograficamente (es: viaggio globale).
PATOGENICITA’= è la capacità di causare la malattia.
VIRULENZA = è il grado di patogenicità.
PARASSITISMO
Relazioni tra gli organismi
Le relazioni possono essere:
1) RELAZIONI ECOLOGICHE (senza contatto fisico tra i bionti) che si dividono in:
relazioni sinergiche e relazioni antagonistiche.
Le relazioni sinergiche sono caratterizzate dal vantaggio per almeno uno dei due
bionti o entrambi. Alcuni esempi sono:
- emissioni di composti chimici o modificazioni dell’ambiente e del substrato;
- trasformazione di un substrato da parte di un organismo che ne rende possibile la
successiva utilizzazione da parte di un altro organismo;
Le relazioni antagonistiche sono caratterizzate da una competizione per l’acqua,
luce, elementi nutritivi e spazio. Un esempio è lo sviluppo limitato delle piante dovuto
da eccessivi addensamenti oppure improprie consociazioni colturali.
Un altro tipo di relazioni antagonistiche è il rilascio di composti chimici, in questo caso
si parla di allelopatie e antibiosi che sono dei fenomeni provocati a distanza mediante
composti chimici. Un esempio è la produzione di sostanze tossiche di una specie nei
confronti di un’altra.
La competizione e antibiosi sviluppata dalla microflora ha un ruolo nel contenimento
dei patogeni delle piante, infatti la disinfezione totale del terreno provoca il fenomeno
del vuoto biologico ad esempio nel terreno sterile c’è un vuoto biologico perché
l’introduzione del patogeno è devastante in quanto non ci sono organismi che ne
controllano lo sviluppo.
2) RELAZIONI SIMBIONTICHE in cui vi è un contatto fisico tra i bionti e vi è la
convivenza di due o più organismi in stretto contatto fisico. Queste si dividono in:
- Mutualismo in cui si ha un reciproco beneficio tra i due bionti. Un esempio è il
mutualismo che si ha tra le leguminose e il Rhizobium (batterio).
- Commensalismo in cui un bionte ricava dalla pianta supporto, nutrimento e riparo
senza danneggiare la pianta. Gli organismi commensali possono risiedere sulla
superficie delle piante (epifiti ossia gli organismi che risiedono sulla superficie delle
piante) o al loro interno (endofiti) e sono patogeni cioè capaci di causare la malattia.
- Parassitismo (patoidismo) è un organismo o virus che sta dentro o attaccato o
in intimissima associazione con un altro organismo vivente senza conferire alcun
beneficio in cambio e senza di esso non potrebbe vivere.
La PATOGENICITA’ è riferita al parassita e si misura come virulenza.
La SUSCETTIBILITA’ si riferisce all’ospite e si misura come resistenza.
RAPPORTI TROFICI
I parassiti di solito sono eterotrofi e si distinguono dai saprofiti per la capacità di
insediarsi nei tessuti vivi. Si possono dividere in base:
1. ECOLOGIA in:
- PARASSITI FACOLTATIVI capaci di vivere come saprofiti in natura o crescere su mezzi
di laboratorio;
- PARASSITI OBBLIGATI sono obbligati a vivere come parassiti (non possono vivere
senza ospite);
- PARASSITI ECOLOGICAMENTE OBBLIGATI riescono a crescere e vivere in laboratorio.
2. FISIOLOGIA in:
- PARASSITI BIOTROFI sono parassiti obbligati e dipendono dall’attività metabolica
cellulare per il loro nutrimento
- PARASSITI NECROTROFIsono parassiti facoltativi e traggono il nutrimento dalle
cellule dopo averle uccise.
- PARASSITI EMIBIOTROFI che inizialmente vivono da biotrofo ma nella seconda parte
della loro vita si comportano come necrotrofi.
3. SPECIALIZZAZIONE D’ORGANO in: parassiti che infettano TUTTA LA PIANTA;
quelli che infettano le parte ipogee ed epigee e quelli che infettano determinati organi
(foglie, frutti e fiori).
SINTOMATOLOGIA
E’ lo studio dei sintomi e, se presenti, delle tracce del patogeno.
Distinguiamo:
SINTOMI ogni manifestazione macroscopica interna o esterna di malattia.
SINDROME insieme dei sintomi di una malattia.
SEGNI qualsiasi parte osservabile dell’agente responsabile della malattia (es:
strutture vegetative o riproduttive dei funghi (es. muffe, struttura riproduttiva dello
sclerozio a forma di corno; essudati batterici che si manifestano con elevata umidità).
CLASSIFICAZIONE DEI SINTOMI
I sintomi si possono classificare secondo:
1. MODIFICAZIONE CROMATICHE (cioè del colore) in generale possiamo avere la
parziale o totale scomparsa della clorofilla con clorosi e giallumi. Altre modificazioni
cromatiche sono: imbrunimenti, arrossamenti, macchie e striature dei petali, rotture di
colore, mosaico.
2. NECROSI ED ALTRE ALTERAZIONI DEGENERATIVE possiamo avere: macchie
necrotiche, marciumi molli e secchi, picchiettatura, antracnosi, cancro (spaccatura nel
fusto delle piante erbacee come nel pomodoro oppure una degenerazione del legno
sotto la corteccia nelle colture arboree), ticchiolatura (mela), marciume radicale,
sgabbia (patata).
3. SOLUZIONI DI CONTINUITA’ E DISTACCO DI PARTI (cioè un buco che interrompe
la continuità) questi processi non sono dovuti all’attacco del patogeno ma alla
reazione della pianta. Alcuni sintomi di questi sono: la spaccatura, filloptosi, antoptosi
(caduta dei fiori), carpoptosi, vaiolatura.
4. MODIFICAZIONE DI FORME E DIMENSIONI alcuni sintomi di questi sono:
bollosità, arrotolamento, epinastia (piegamento del picciolo verso il basso in seguito a
risposta da stress idrico), tumore (iperplasia e ipertrofia di organi dovuta a batteri A.
tumefaciens), galle (bolle nelle foglie); enazioni (proliferazione a carico delle
nervature), butteratura del legno (riguarda la corteccia), virescenza (i fiori diventano
verdi), nanismo, filloidia, scopazzi e fasciazioni (cioè steli molto lunghi).
ALTERAZIONI FISIOLOGICHE E FUNZIONALI
Le alterazioni del metabolismo della pianta comportano reazioni che coinvolgono un
intero metabolismo. Le principali alterazioni riguardono:
1. BILANCIO DEL CARBONIO in cui si ha sottrazione dei carboidrati oppure
interferenza esercitata dai parassiti per quanto riguarda le fasi di sintesi e utilizzazione
dei carboidrati che hanno effetto su fotosintesi, trasporto dei carboidrati
erespirazione.
Nella fotosintesi si ha un’ interferenza con la fase non luminosa e con la fase
luminosa. In quest’ultima si ha la distruzione del sistema in cui si realizza la fase
luminosa poiché si ha la chiusura degli stomi, si ostacola il passaggio della luce
(fumaggini) e si riduce la superficie attiva in quanto l’area fogliare destinata ad
assorbire la luce diminuisce perché si hanno ad esempio clorosi che diminuiscono di
numero e dimensione i cloroplasti.
Nel trasporto dei carboidrati vi è un’alterazione della destinazione e ripartizione dei
fotoassimilati tra i diversi organi dovuta a condizioni patologiche, ad esempio il
trasporto dei fotoassimilati viene inibito da virus, fitoplasmi, carenza di K con
conseguente accumulo di zucchero nelle foglie, oppure si può avere la mobilizzazione
dei carboidrati nei tessuti colonizzati dai patogeni.
Nella respirazione , essa aumenta quando si ha una richiesta di energia poiché la
pianta è attaccata da patogeni, è coinvolta nell’attivazione dei processi ad azione anti-
microbica e deve diffondere nuove strutture o tessuti con funzione di difesa (es. sintesi
della lignina).
Quando la pianta è infetta si attiva il ciclo dei pentosi fosfati in cui i carboidrati
vengono utilizzati come funzione di mantenimento (reazione di difesa).
2. METABOLISMO FENOLICO la più comune manifestazione patologica è
l’imbrunimento dei tessuti che può essere causata da fattori biotici e abiotici. Questo è
dovuto all’ossidazione dei fenoli in chinoni e questi in pigmenti di melanina.
3. CRESCITA E DIFFERENZIAZIONE queste funzioni influenzano negativamente lo
sviluppo e la crescita e sono dovuti ad un ridotto assorbimento di acqua e nutrienti e i
processi di differenziazione cellulare e crescita sono disturbati dagli ormoni.
4. ALTERAZIONE DEL BILANCIO IDRICO le variazioni della quantità di H2O assorbita
dipendono dalle interferenze in senso positivo o negativo esercitate dai patogeni sulle
resistenze, quest’ultime sono cellule della guaina e del mesofillo che sono inspessite.
Si parla di deficit idrico quando l’attività traspiratoria eccede la capacità di
assorbimento di acqua. Alcuni sintomi dovuti ad alterazioni di bilancioidrico sono:
marciumi radicali che causano la difficoltà di assorbimento e trasporto dell’acqua delle
radici; tracheopatie che sono alterazioni dello xilema dovute allo sviluppo di patogeni
che occludono i vasi, la pianta in risposta produce gomme che occludono i vasi, e i
patogeni disperdono dei materiali viscosi.
CAPITOLO 2
CICLO DELLA MALATTIA
Ogni malattia infettiva prevede una serie di eventi più o meno distinti che avvengono
in successione e conducono allo sviluppo della malattia e alla sopravvivenza del
patogeno.
Il ciclo della malattia (funghi, batteri) prevede:
- INOCULAZIONE ossia il primo contatto del patogeno con l’ospite;
- PENETRAZIONE del patogeno nell’ospite;
- COLONIZZAZIONE o invasione;
- COMPARSA DEI SINTOMI; INFEZIONE
- EVASIONE o riproduzione del patogeno;
- SOPRAVVIVENZA DEL PATOGENO in assenza dell’ospite.
INOCULAZIONE
E’ il contatto tra il patogeno e l’ospite.
Il patogeno che si posa o arriva a contatto con la pianta prende il nome di inoculo.
L’inoculo è anche l’insieme dei propaguli o elementi infettivi di un patogeno.
Per quanto riguarda i virus l’inoculo è rappresentato dalle particelle virali.
Per i batteri l’inoculo è rappresentato dalle cellule batteriche, mentre per i funghi dal
micelio, conidi, spore, sclerozi.
I tipi di inoculo possono essere:
- inoculo primario ossia i propaguli che sopravvivono in inverno o in estate e
causano le infezioni originali in primavera e autunno; ed esso causa le infezioni
primarie.
- inoculo secondario ossia i propaguli che sono prodotti durante le infezioni primarie,
ed esso causa le infezioni secondarie.
Le fonti di inoculo si possono trovare nei residui di piante infette o nel terreno di
coltura; l’inoculo può arrivare alla pianta tramite seme, tuberi o altri organi di
propagazione; può arrivare da piante o campi vicini o da piante infestanti ecc..
Funghi e batteri possono produrre l’inoculo sulla superficie della pianta oppure
l’inoculo raggiunge la superficie della pianta quando i tessuti infetti si rompono per
consentirne la fuoriuscita dell’inoculo.
Virus, viroidi e fitoplasmi producono l’inoculo (elementi infettivi) all’interno della
pianta ed esso da solo non riesce ad uscire e raggiungere un’altra pianta.
L’inoculo può essere liberato ovvero immesso nell’ambiente in maniera:
- Passiva tramite gravità, vento, acqua e animali, ma anche da spore tramite
acqua e vento.
- Attiva quando propiziato da un parassita.
(Penetrazione, colonizzazione, comparsa dei sintomi ed evasione)
INFEZIONE
E’ un processo mediante il quale un organismo o un virus stabilisce o tenta di stabilire
un rapporto trofico con cellule o tessuto dell’ospite.
FENOMENI DI PRE-PENETRAZIONE
I fenomeno di pre-penetrazione comprendono:
- MIGRAZIONE E CONTATTO CON L’OSPITE Il contatto con l’ospite, per quanto
BATTERI
riguarda i si ha poiché essi sono attratti dagli essudati radicali prodotti dalla
Ralstonia solanacearum
pianta ospite, ad es. il batterio è attratto dalle radici delle
piantine di pomodoro e forma degli aggregati soprattutto nella zona di allungamento
radicale. Una volta avvicinatisi all’ospite, i batteri tramite forze attrattive fra cariche
elettriche di segno opposto oppure tramite le fimbrie lo ancorano alla superficie
dell’ospite.
Nelle foglie ci sono delle vere e proprie oasi che sono aree dov’è possibile ritrovare
protezione contro i raggi UV, ma anche nutrienti e acqua per la crescita del batterio.
Queste oasi si trovano alla base dei tricomi (peli della foglia), idatodi (aperture laterali
nelle foglie) e stomi. BATTERI, FUNGHI e PIANTE PARASSITE
- ANCORAMENTO DEL PATOGENO ALL’OSPITE
sono di solito portate sulla superficie della pianta, e pr
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