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nuove e l’organizzazione è fatta tramite assi ortogonali che tengono conto delle con-

dizioni fisiche; fondazione di colonie che avviene secondo due modalità diverse:

• Colonie romane: Ostia, 380 a.C. è la più antica colonia romana. Sono quelle che

si trovano più vicine alla città e sono fondate appena intorno alla città di Roma e si

fondano quando occorre un insediamento appena fuori Roma, quando occorre

controllare un nuovo territorio. Ostia controlla l’acceso dal mare al fiume che por-

ta in città e lì si sviluppa il porto principale di Roma. Le colonie hanno una forma

quadrata o rettangolare con incrocio di cardo e decumano, sono piccole perchè

sono formate da circa 300 coloni, 300 nuclei familiari con un capofamiglia che ha

moglie, figli e servi, ma le teste sono una, il maschio cittadino dotato di diritti. I

coloni romani hanno i pieni diritti dei cittadini che abitano in città e votano per

tutto, partecipano alla vita politica di Roma. 300 coloni sono troppo pochi per po-

ter permettere ai cittadini di sopravvivere perchè basta un problema di qualche ge-

nere per mettere in crisi l’operazione urbanistica. Il tempio principale è il capito-

lium.

• Colonia latina: il numero di coloni è elevato, tra i 4000 e i 6000 e i coloni non

sono cittadini romani a tutti gli effetti perchè non votano per eleggere i magistrati

di Roma e il modello segue quello greco per strigas, con isolati allungati e deriva

ai romani dalla conoscenza delle città della Magna Grecia. Cosa, fondata nel 273

a.C in Toscana meridionale, ha una forma del perimetro non regolare, ci sono assi

principali, assi secondari che creano isolati con un’altura destinata ai culti che non

sono però il Capitolium. Lo spazio pubblico centrale è il foro e la colonia conser-

va molto bene i caratteri iniziali della sua fondazione.

!

Roma, dopo la sconfitta di Annibale, può pensare alla riorganizzazione dei suoi terri-

tori e la conquista dell’Italia settentrionale. In seguito si privilegiano isolati quadrati e

il Foro si trova stavolta più al centro.

Roma si è sempre sviluppata in maniera caotica e quello che rende le città simili a

Roma sono i soggoli elementi come gli spazi pubblici e i monumenti principali.

• Il foro è lo spazio pubblico in cui si svolge la parte commerciale della vita sociale,

sul foro si affacciano le sedi della magistrature locali, si affaccia il tempio princi-

pale della città ed è il luogo dove si tengono le assemblee popolari.

• Il teatro è il luogo che permette di riunire seduti il maggior numero possibile di

cittadini, è un luogo per comunicare alla popolazione, per le assemblee e permette

di mostrare ai cittadini le statue delle divinità e della famiglia imperiale. La statua

dell’imperatore è sempre sullo sfondo di qualsiasi cosa si faccia in teatro e assume

un ruolo fondamentale nell’identificazione della comunità.

• Sempre in età imperiale diventano fondamentali le terme, l’anfiteatro, edificio

molto costoso e ingombrante che può essere collocato all’esterno dello spazio ur-

bano. I monumenti pubblici sono quelli che si notano anche per l’altezza e l’obi-

ettivo principale di una città romana è l’immagine urbana che ne emerge, caratte-

rizzata dallo spazio del foro, le terme o il teatro. Le comunità locali possono così

vivere alla romana inserendo le classi dirigenti locali i quella romana.

!

! ! 3

augusto promuove la fondazione di ettari per dare un forte segno indennitario alla

comunità stessa in quanto il teatro è luogo di riunione. Costantinopoli verrà pensata

come seconda Roma.

!

Lezione 3, 29 settembre 2015

!

Originalità e superiorità tecnica perchè utilizza materiali migliori; ha prodotto edifici

grandiosi e ancora oggi utilizzabili, con piante molto complesse e dai volumi molto

grandi e il tutto è stato possibile attraverso la consonanza tra progetto e costruzione e

l’aspetto teorico e pratico hanno raggiunto una sintesi equilibrata. Questi risultati

sono stati resi possibili grazie all’utilizzo di materiali particolari e soluzioni tecniche

innovative.

L’architettura greca è di tipo trilitico con un sistema costruttivo avente due elementi

verticali che reggono un’architrave orizzontale e lo spazio tra colonne e pilastri può

raggiungere al massimo una certa larghezza. Esistono anche gli edifici circolari

chiamati toloi, difficili da realizzare e si conoscono infatti poche unità di edifici di

questo tipo.

!

L’architettura romana supera i limiti facendo ricorso a:

• materiali artificiali come i laterizi (ottenuti attraverso un processo di trasformazio-

ne dell’argilla) e il calcestruzzo (sabbie e scaglie di pietra che creano una struttura

compatta, un blocco di cemento). Sia i mattoni sia il calcestruzzo permettono di

ottenere qualsiasi forma e non limitano la costruzione attraverso soluzioni che

prevedono solo pareti rettilinee. Nell’ambito di un cantiere romano la rifinitura è

l’ultimo passaggio e l’uso di materiali così flessibili apre la strada a sperimenta-

zioni progettuali vastissime.

Tempio di Minerva medica è un edificio di età tardo antica e nella parte inferiore è

quei completamente vuoto ed era coperto da un’enorme cupola e la copertura è stat

possibile perchè le parti alte sono alleggerite con l’inserimento di anfore vuote. Più si

sale più i materiali diventano leggeri, come il travestino e la pietra pomice. Si speri-

mentarono soluzioni tecniche nuove e i vantaggi sono la possibilità di costruire in al-

tezza e di coprire grandi superfici; altro elemento sfruttato dai romani è l’arco.

!

La formazione dell’architetto romano avviene nell’esercito e il suo compito principa-

le è quello di realizzare in tempi molto brevi e con i materiali a disposizione un ac-

campamento militare o un ponte per superare il fiume. Risolvere in tempi brevi dei

problemi complessi non certo per finalità estetiche, ma per far alloggiare degli uomi-

ni; l’architetto doveva anche risolvere problemi di altro tipo, come la costruzione del-

la recinzione del campo, la realizzazione di acquedotti o luoghi per gli animali. Le

situazioni logistiche erano spesso difficili perchè lui si trovava in luoghi non cono-

sciuti. L’aspetto estetico era secondario e risolto con altre soluzioni; gli edifici romani

vengono costruiti perchè sono necessari (la maggior parte delle volte). La porta di

Adriano ad Atene sintetizza l’architettura romana sotto e quella greca sopra fatta da

un sistema trilitico e il monumento rappresentava il confine tra l’Atene greca e quella

romana. Ponte del diablo di Segovia, acquedotto che portava l’acqua in città; gli ac-

! ! 4

quedotti sono realizzati sopra terra sfruttando le possibilità dell’arco e l’acqua passa

nella parte alta sorretta da arcate doppie che fanno mantenere un percorso costante al

canale dove passa l’acqua.

!

Le creazioni dei romani non venivano mostrate così come sono oggi, ma il tutto era

rivestito con elementi decorativi degli ordini greci e nei teatri romani i diversi ordini

sono utilizzati per i piani; l’ordine è definito finto perchè l’edificio è costruito secon-

do principi romani e l’ordine architettonico greco incornicia la parte romana.

Il Pantheon era concepito affinché la parte del pronao mascherasse la parte retrostante

con la cella e la cupola e la piazza antistante era più bassa rispetto ad adesso. La fac-

ciata del tempio si rifà ad una tradizione antica greca.

Infine abbiamo una cura delle soluzioni decorative che porta all’uso di materiali poli-

cromatici con l’impiego di marmi colorati; ricostruzione della facciata della basilica

Ulpia con elementi in bronzo e marmo. Per marmo intendiamo una pietra lucidabile; i

marmi sono sia bianchi che colorati e sono il materiale più costoso e ricavato da gia-

cimenti che si trovano nel deserto egiziano e che devono percorrere molti chilometri

prima di arrivare a Roma. Ogni cava da’ un marmo di qualità e colore diverso.

!

Gli edifici romani sono pensati per essere vissuti all’interno, diversamente da quello

che accadeva per i greci e dentro la cella dei templi c’era solo la statua del Dio e solo

i sacerdoti vi potevano entrare. Nel caso dell’architettura romana si pensa prima alle

funzioni dell’edificio e alla costruzione delle opere in qualsiasi luogo, ci sono ville

sopra le montagne e ci sono edifici che potevano ospitare moltissime persone (circo

Massimo ne poteva ospitare 200mila).

!

L’uso di colori molto forti è caratteristico delle decorazioni interne romane, mentre

spesso i nostri ambienti sono bianchi; una camera da letto totalmente nera era fanta-

stica e si aveva-

no forti contra-

sti tra pareti e

pavimenti. Sala

dei Misteri a

Pompei ha le

pareti decorate

in maniera su-

blime, ma la

pittura giunta

sino a noi è solo

decorativa. La

decorazione de-

gli interni crea

degli spazi di-

versi, illusioni-

sti e il tutto è

pensato per vive-

! ! 5

re dentro; negli edifici privati gli esterni sono spesso deludenti e la luce veniva presa

dall’alto perchè non c’erano finestre. Anche i fori imperiali erano privi di finestre, ma

permettevano alla luce di entrare dall’alto.

!

Lezione 4, 1 ottobre 2015

!

IL TEMPIO è l'edificio più importante perché rappresenta la casa della divinità, vi si

dedicava maggiore attenzione e venivano utilizzati i materiali più importanti.

Il tempio romano è un'evoluzione di quello messo a punto in ambito italico.

Come è formato?

Scalinata che porta all'atrio ampio e profondo in cui si trovano le celle. L'elevato del-

la costruzione (quelli etrusche specialmente) è costruito con materiale non partico-

larmente solido mentre le coperture sono eseguite in terracotta con lo scopo di pro-

teggere i materiali di costruzione.

La facciata è costituita da colonne sempre di numero pari .

Scopo ---> OSPITARE LA STATUA DEL DIO, le cerimonie non avvengono all'in-

terno ma all'esterno.

- collocato su un podio che lo innalza rispetto agli edifici circostanti rendendolo più

visibile

- colonnato solo sulla parte anteriore

- spazi molto ampi fra le colonne per via dei materiali di costruzione molto

leggeri

- entrata collocata nel lato più corto

L'edificio templare più antico che si conosca a Roma è il TEMPIO DI GIOVE

ed è etrusco.

- costruito in cima al Campidoglio

- realizzato dai Re etruschi dell'ultima dinastia di Tarquinio il Superbo

- 3 celle perché ospitava 3 divinità ---> al centro la più importante

aveva infatti uno spazio maggiore

- Il colonnato avvolge l'edificio su tre lati --> tranne nel lato posteriore

-

entercolumnio = spazio tra due colonne (quelle centrali hanno uno

spazio più ampio)

-

TEMPIO di PORTUNO (dedicato al dio dei porti)

- ordine ionico

- realizzato in tufo e travertino, pietre che soffrono le intemperie, rivestito in

stucco

- Pseudo peripetro --> colonnato su tutti e 4 i lati ma in realtà 3 finti perché le

colonne sono

addossate al muro

! ! 6

TEMPIO DI MARTE nel foro di Augusto

- ottastilo --> 8 colonne nella facciata

- costruito per lo più in marmo

- imponente

- edificio non destinato ad ospitare le cerimonie se non in occasioni del tutto partico-

lari (come

riunioni del senato)

Esistono però templi con forme diverse, anche se più rare:

- EDIFICIO A CELLA TRAVERSA = ingresso collocato sul lato lungo, co-

lonne limitate solo all'ingresso

monumentale, una cella che occupa tutto lo spazio disponibili. Scopo? Non ci

sono implicazioni

di carattere religioso, si vuole solo sfruttare al meglio uno spazio che è limita-

to: invece di avere un

tempio profondo lo si ha molto largo. ( es. tempio della Concordia e di Veio-

-

ve )

A PIANTA CIRCOLARE = Tempio di Ercole Vincitore --> arriva a Roma pre-

fabbricato perché realizzato in un marmo ateniese ed ogni elemento reca delle

lettere per il montaggio. Nel medioevo venne apportata una modifica che per-

mise la conservazione, manca l'architrave originale e la copertura.

PANTHEON ---> nel XVIII secolo venne convertito in chiesa e lo è tutt'ora. Edificio

eretto da Grippa, collega e genero di Augusto, per poter avere un luogo di culto impe-

riale.

Il nome è poco chiaro perché pantheon significa "tempio dedicato a tutti gli dei" ma

di fatto non era così perché le statue all'interno erano dedicate a Venere, Marte e Giu-

lio.

- otto colonne

- tempio collocato su un podio che ora è scomparso

- pianta circolare

- lo spazio interno ha un'unica fonte d'illuminazione: loculo che sta al centro della

-

cupola L'interno inoltre contiene una sfera perfetta --> costruzione molto avanzata

- scelta decorativa interna --> marmo, bronzo scomparso nei lacunari della cupola

!

IL FORO

Nella civiltà romana, il foro era il punto d'incontro ufficiale dei cittadini di tutti i ter-

ritori della Repubblica e poi dell'Impero: lì essi si recavano per partecipare ‒ o sem-

plicemente per assistere ‒

agli affari politici, amministrativi ed economici che riguardavano la comunità di cui

facevano parte. Il più monumentale e importante era ovviamente quello di Roma, che

costituiva il centro del mondo allora conosciuto.

Spazio intorno alla piazza --> durante l'età imperiale l'intero spazio è occupato da edi-

fici di carattere pubblico

! ! 7

- basilica

- comizio

- Curia = sede del senato locale

- case private

Il foro romano ( piazza più antica e principale di Roma ) prima non aveva una

piazza di forma geometrica ma prendeva la forma del luogo che lo ospitava.

Nasce come uno spazio in origine paludoso e poi sistemato per edificare, gli

edifici sorgono in maniera libera senza badare a ciò che gli sta intorno.

Il foro è uno spazio con degli edifici che lo circondano ---> può assumere for-

me diverse.

- Foro di Pompei

- Fori provinciali ---> da Cesare in poi hanno la forma di piazza chiuse con

portici. Il modello è dal

foro di Cesare a Roma. Forma rettangolare, portici su tutti i lati, lato corto oc-

cupato da un tempio, differenziazione altimetrica.

!

Lezione 5, 5 ottobre 2015

!

IL TEATRO ROMANO

Edificio funzionale ma che si impone nel panorama urbano con significato di simbolo

della romanizzazione del paesaggio.

Teatro greco ---> cavea che supera il semicerchio, dimensioni ridotte, appoggiato ad

una collina.

Teatro romano ---> la cavea è esattamente una semi circonferenza, spazio teatrale ri-

dotto a metà perché tutta l'azione si svolge sul palcoscenico, l'orchestra ospita solo i

posti dei personaggi illustri, edificio che chiude lo spazio.

TEATRO ROMANO DI MARCELLO in Campo Marzio

Soggetto ad allagamenti per la piena del Tevere viene costruito un muro per prevenire

il problema.

TEATRO ORANGE nella Francia Meridionale

L'edificio scenico è molto ben conservato ( mancano solo le decorazioni ) come an-

che la cavea che appoggia alla collina retrostante. Manca però tutta la parte posteriore

del portico che permetteva agli spettatori di riposarsi e mangiare durante le rappre-

sentazioni.

Le decorazioni dell'edificio scenico erano rappresentate da tre differenti piani archi-

tettonici, da marmi colorati e da fregi di centauri.

Nella nicchia centrale è rimasta una statua di un imperatore ( si pensa molto amato )

con corazza.

Il teatro è l'edificio più importante per riunire il maggior numero di persone possibili

---> fondamentale per la propaganda politica.

TEATRO DI ASPENDOS in TURCHIA

meno.

È caratterizzata da tre porte ( di derivazione greca ), a volte anche 5 porte, che per-

mettono agli

! ! 8

attori di entrare ed uscire dalla scena. Non si tratta di un muro rettilineo ma è compo-

sto da nicchie di vario genere, con statue o fontane.

Uno degli edifici scenici migliori arrivati fino ad oggi ---> TEATRO DI SABRATHA

IN LIBIA

I teatri potevano essere parzialmente coperti da veli provvisori per proteggere spetta-

tori e attori dal sole.

TEATRO ...

Teatro con portico ben conservato ( post scenam ) più precisamente un quadri portico

con due navate con al centro "un'edicola" dedicato al culto imperiale.

Molto ben conservato perché trasformato dai locali in un castello.

Conserva la galleria in summa cavea destinata agli spettatori di rango inferiore.

La cavea è divisa in settori da alcune scale in modo da dare delle indicazioni rispetto

ai posti da occupare.

Il corridoio permette di percorrere in tutta la sua lunghezza il teatro.

La scena è stata spogliata di

tutte le decorazioni, questa parte è quella che normalmente si conserva

A Roma tutti gli edifici di spettacolo arrivano tardi per motivi politici perché conside-

rati luoghi dove i

cittadini potevano perdere tempo.

Fin dall'età più antica però troviamo il CIRCO MASSIMO ---> collocato in una valle

naturale quindi la costruzione dell'intero edificio è più tarda rispetto all'area che veni-

va utilizzata "al naturale" ovvero gli spettatori si sedevano per terra sulla collina.

61 - 55 a.C. --> TEATRO DI POMPEO fu il primo ed il più grande teatro costruito a

Roma ( 25mila spettatori ). Non più esistente.

I teatri più antichi sono quelli costruiti in campagna come:

- TEATRO DI CAPUA108 a.C. ---) è il teatro più antico autonomo ovvero non ap-

poggiato ad un pendio naturale

-

TEATRO DI POMPEI + teatro piccolo esterno coperto ( Odeion )

!

I TEATRI COPERTI

L'esempio di Pompei è sempre il più antico che conosciamo.

Sono teatri rari perché molto costosi, considerati un lusso perché si aggiungono ai

veri teatri della città.

- più piccoli rispetto ai teatri

- non sono adatti a tutti i tipi di spettacolo perché hanno una scena piccola --> spetta-

coli musicali, conferenze, riunioni

-

Tetti con tronchi d'albero che avevano quindi delle dimensioni massime

-

coperti per una questione di clima ---> il teatro di Aosta

! ! 9

Se ne conoscono molto pochi nel mondo romano, circa una decina ---> il più grande

viene costruito da Domiziano. Importanti sono quelli di Pompei e l'Odeion di Agrippa

in Atene

Dove troviamo questi teatri? Atene, Cartagine, Corinto, Lione, Vienne

GLI ANFITEATRI

L'anfiteatro è un edificio completamente romano, a differenza del teatro che derivava

da quello greco, perché destinato a spettacoli romani ovvero violenti e di caccia di

animali esotici ma anche battaglie navali.

Questi spettacoli, cacce e duelli, avevano bisogno di uno spazio adeguato con un'are-

na molto grande in più la visibilità doveva essere ampliata ---> Viene così messo a

punto un edificio molto elaborato con una forma complessa: un'ellissi.

Molto spesso sono collocati al di fuori dalla città o all'estrema periferia per evitare il

formarsi di traffico data la grande mole di persone che posso ospitare.

Famosi sono gli anfiteatri di Pozzuoli e di Capua ma quello per eccellenza, il più

grande ed il più tardo ---> L'ANFITEATRO FLAVIO costruito da Vespasiano dal 69

a.C. e finito dopo l'80 a.C. e inaugurato da Tito con una festa di 100 giorni con spet-

tacoli ininterrotti.

- 76 ingressi che permettevano il flusso e il deflusso degli spettatori per evitare ingor-

ghi

- sistema di scale che permetteva di accedere ai diversi settori

- arena collocata più in basso rispetto ai vari posti e divisa da un muro oltre che da

una balaustra che non permette agli animali di raggiungere il pubblico è previsto un

sistema di coperture che erano manovrate da alcuni militari marinai

nell'area circostante vi erano 4 caserme per i gladiatori Anfiteatro di El jem in Tunisia

--> al centro della città moderna.

!

Lezione 6, 6 ottobre 2015

!

Il circo è un edificio prettamente romano, pensato per la corsa dei carri, ha un model-

lo ben preciso che è il circo Massimo, molto antico perchè nasce con la città e in esso

è ambientato il ratto delle Sabine. In origine è uno spazio tra l’Aventino e il Palatino,

al centro passava un ruscello che segnava il percorso della gara e nel corso del tempo

quelli che erano gli spazi destinati agli spettatori sono trasformati in strutture fisse

(con l’inizio dell’età imperiale). L’edificio viene più volte distrutto dagli incendi, si

svolgevano le corse dei carri che portavano alle scommesse e alle rivalità tra le 4 fa-

zioni del circo e sotto palazzo Farnese abbiamo una sede di un fazione. Il circo Mas-

simo poteva accogliere circa 200mila persone.

Con l’età tardoantica si legano alla sede imperiale e così l’imperatore può usare il

palco imperiale per mostrarsi a tutti gli spettatori; la figura dell’imperatore diventa

sempre più distante dai sudditi, si mostra in rare occasioni per creare intorno a sè

un’aurea divinizzante e il circo è il luogo più appropriato per queste apparizioni per-

chè ha la possibilità di riunire un numero molto alto di sudditi. Il circo diventa anche

un luogo politico.

! ! 10

!

Di tutti i circhi romani il modello è sempre il circo Massimo, perchè il suo modello è

quello di riferimento; gli elementi di base sono:

• La struttura legata alla partenza = i carri che partono devono poter raggiungere la

linea di partenza in corsa tutti insieme. Il magistrato che dà il segno di inizi della

gara occupa una costruzione collocata al centro e fa cadere un pezzo di stoffa

bianco. Nel momento in cui la stoffa tocca la pista, allora vengono aperte le porte.

• Il muro che divide la pista in due corsie per permettere ai carri di circolare intorno

alla spina, per tante volte quanto è lunga la gara. Lungo il muro sono disposti dei

monumenti e dei coni chiamati mete. Inoltre abbiamo dei contagiri che sono pesci

tridimensionali e delle uova che vengono ruotate alla fine di ogni giro.

• Grande obelisco collocato al centro della spina, di età faraonica e portato da Au-

gusto a Roma. L’obelisco è parte del culto di Ra, dio del sole egizio e la sua collo-

cazione è appropriata perchè le gare del circo vengono utilizzate per rappresentare

l’eternità dello stato romano che viene assimilata al moto dei pianeti.

!

Domiziano istituisce delle gare atletiche e musicali di tipo greco e lo stadio ha un’a-

rena centrale completamente libera, la pista viene attrezzata a seconda delle gare e

non è necessario avere una separazione centrale. La forma dell’edificio prevede una

struttura rettilinea, due lati lunghi che ospitano le gradinate per gli spettatori e ciò

permette a loro di avere una visione complessiva e senza fastidi di ciò che avviene

nella pista. “Stadio di Afrodisia, Turchia”

!

Terme

Sono una componente fondamentale della vita romana, andare alle terme significa

occuparsi dell’igiene personale e avere la possibilità di riposarsi dopo una giornata di

lavoro, incontrare gli amici e mangiare comperando il cibo all’interno dell’edificio.

Centro polifunzionale che veniva frequentato dai romani alla conclusione della gior-

nata lavorativa che finiva presto e avevano a disposizione gran parte del pomeriggio

per dedicarsi a tutto ciò. Questo è il modello delle terme pubbliche che si afferma a

partire dall’età augustea con la nascita degli edifici pubblici, ma che nasce prima con

gli edifici privati di dimensioni molto ridotte rispetto a quello che avverrà in seguito.

Quelle private ospitavano pochi frequentatori per volta, mentre l’età augustea rappre-

senta l’arrivo di questi edifici, ma l’esempio di edifici così grandi nasce in Campania,

luogo dove molte forme edilizie vengono messe a punto. La Campania è il punto di

contatto con la parte greca e raccoglie quello che è avvenuto in ambito magno greco e

arriva ad un’elaborazione di forme adeguate prema che trovino applicazione definiti-

va a Roma.

A Roma ci sono gli esempi più monumentali, ma già compiuti dal punto di vista della

forma, invece in Campania ci sono le forme di sperimentazione.

!

La necessità di riscaldare gli ambienti e grandi volumi d’acqua ha richiesto un’elabo-

razione lunga che ha portato alla creazione di sistemi di riscaldamento che si basano

sulla circolazione di aria calda generata da forni collocati a ridosso delle strutture

termali e attraverso delle intercapedine sotto i pavimenti e lungo le pareti, l’aria calda

! ! 11

circola all’interno delle intercapedini e riscalda tutto salendo. Questo sistema è anche

collocato sotto le vasche e mantiene la temperatura costante. Gli ambienti che devono

essere più caldi sono quelli più vicini alla fonte di calore, l’aria circola e man mano

che si allontana perde calore e quindi ci saranno ambienti con temperatura meno ele-

vata.

!

La progettazione di questi edifici richiede una cura particolare e gli edifici potevano

ospitare centinaia di persone contemporaneamente; si devono studiare percorsi e si

hanno accessi differenziati nel caso in cui non ci siano percorsi doppi per uomini e

donne. Esempi di terme ce ne sono moltissimi: terme suburbane di Ercolano o terme

di Leptis Magna. Vi era la palestra, ambiente aperto,un cortile o porticato che veniva

destinato agli esercizi fisici.

Nelle terme imperiali romane, quelle di Agrippa costruite nel campo Marzio, identifi-

chiamo l’edificio più antico e fin dall’inizio si prevedono una serie di elementi. Per

eredità di Agrippa verranno donate al pubblico ed ad esse erano collegate una grande

piscina all’aperto per nuotare, un grande giardino e le opere d’arte che decoravano

l’edificio stesso, come sculture di Lisippo e altri quadri. Queste terme furono le prime

terme pubbliche romane. Inoltre Agrippa fece costruire un acquedotto (acqua Vergine,

ancora funzionante) fatto apposta per alimentare le terme; i forni funzionano notte e

giorno senza mai fermarsi.

Il modello delle terme di Agrippa viene seguito dalle terme di Nerone, aventi una

forma più evoluta perchè si cincia a intravedere un percorso interno e questa soluzio-

ne arriverà come esito fino all’edificio che è considerato quello che rappresenta la

fine della ricerca evolutiva del modello delle terme imperiali, ossia le terme di Traia-

no, costruite in cima ad un colle, l’Esquilino, al posto della domus aurea. La parte

della domus aurea attualmente conosciuta si trova sotto le terme di Traiano e la solu-

zione adottata è quella di avere una struttura centrale di grandi ambienti con le fasce

all’aperto o al chiuso, rappresentati dalla natatio, dal frigidario con le vasche fredde,

da un ambiente di passaggio che è il tiepidarium e infine il calidarium con le vasche,

collocate lungo i muri sotto le finestre. Ai due lati sono disposti ambienti destinati

agli spogliatoi, situati all’ingresso e vi sono poi una serie di sale destinate ai massag-

gi, sale con bagni turchi, palestre interne e tutto intorno all’edificio c’è la palestra

vera e propria. Il blocco centrale è tutto all’interno di un gigantesco cortile con sale di

vario genere, biblioteche e luoghi di incontro. Il calidarium è l’ambiente che emerge

rispetto agli altri edifici e fa in modo da esporre la maggiore superficie muraria a sud-

ovest, punto di massima irradiazione solare.

Il frigidario delle terme di Diocleziano di trova all’interno della Basilica di Santa Ma-

ria degli Angeli.

!

Le case

!

Casa ad atrio, modello tipicamente romano destinato ad una sola famiglia, di superfi-

cie ampia e avente uno o due piani. Familia: capofamiglia, moglie, figli e tutto il per-

sonale di servizio. Questa non è l‘abitazione delle classi più indigenti, perchè questa

parte della popolazione vive in abitazioni chiamate insulae.

! ! 12

La struttura delle famiglie più agiate è accessibile da un ingresso principale con delle

aperture verso l’esterno limitate perchè la luce viene ricevuta dall’alto: abbiamo l’atr-

io e il peristilio. Questa abitazione è pensata per uno spazio accessibile per i frequen-

tatori e uno spazio destinato ai soli abitanti della casa; la prima parte (quella pubbli-

ca) della casa è organizzata in modo tale che gli spazi principali possono essere visti

anche dall’esterno e gli spazi sono l’atrio e il tablino, con un’immagine del giardino.

Questa è la parte dove vengono ricevuti i clienti ed è lo specchio della famiglia all’in-

terno della società; l’atrio è l’ambiente più grande e più decorato della casa e trovia-

mo l’arario e le immagini degli antenati da esibire per mostrare l’antichità della fa-

miglia.

Il tablino è lo spazio dove il padrone di casa riceve gli ospiti più importanti e gli am-

bienti che si aprono sul tablino sono cubicola, camere da letto o piccoli studi. Anche

dal punto di vista dell’impegno decorativo sono adeguate alla posizione. Inoltre vi

sono le ale, due appendici dell’atrio dove l’attività dell’atrio può essere localizzata in

un ambiente un po’ più ristretto.

Questo tipo di casa è di tipo repubblicano, quando le case non sono allacciate agli ac-

quedotti e devono raccogliere acqua piovana; la situazione cambierà in età imperiale,

quando si potrà chiedere di collegarsi agli acquedotti all’imperatore in persona. Le

cisterne si trovavano sotto il pavimento dell’atrio, l’acqua veniva raccolta nella vasca

e la faceva defluire nella cisterna sottostante.

Nel caso in cui vi sia l’acqua corrente, questa vasca perde la sua funzione principale e

diventa decorativa, fa parte dell’arredo dell’ambiente e diviene una fontana con statue

(casa del fauno di Pompei).

!

Lezione 7, 12 ottobre 2015

!

A Pompei troviamo case molto grandi come la casa del Fauno, avente una superficie

di 2000 metri quadri e due atri; un settore della casa è riservato agli abitanti e questo

comprende i cubicola, la cucina, la latrine e le stalle. Oltre gli ambienti di rappresen-

tanza abbiamo un ambiente che può essere raggiunto dagli ospiti e può essere rag-

giunto attraverso il giardino; questa è la sala da pranzo. Abbiamo inoltre degli am-

bienti di lusso che sono sale di ricevimento, luoghi per conversare in un ambiente

lussuoso e per mostrare agli ospiti il gusto della famiglia. Triclini, aeci ed esedri sono

situati nella parte interna della casa; uno dei più noti esempi è la casa dei Vettii di

Pompei, versione che appartiene all’ultima fase di vita della città, dopo il terremoto e

la decorazione appartiene all’età ne-

roniana. L’edificio ha un grande pe-

ristilio verde con una notevole quan-

tità di mobili di marmo che hanno

solo la funzione di essere mostrati; il

giardino era diviso in alcune aiuole,

pieno di fontane e tavoli marmorei,

vasche utili per abbeverare gli uc-

celli. Gusto di mostrare le capacità

economiche della famiglia, al punto

! ! 13

da non possedere più spazio per camminare. La casa ha l’acqua corrente perchè ha un

numero molto elevato di fontane e c’è uno spreco di acqua, visto che viene usata per

le fontane; far vedere che l’acqua era talmente abbondante, mostrava il potere eco-

nomico e politico di questa famiglia ed esibire un numero di oggetti preziosi non fa

che sottolineare questo aspetto.

!

Giardino concepito per imitare in piccolo una sorta di Nilo domestico ossia la capaci-

tà di avere dentro casa un fiume; abbiamo due lunghi pergolati per passeggiare dopo

il pranzo e lungo le rive erano esibite una serie di sculture e il punto in cui è stata

scattata la foto era un triclinio, una sala da pranzo in cui mangiare d’estate. Il giardi-

no apparteneva ad un momento in cui la casa viene ristrutturata come una sorta di

piccola villa che inizialmente era pensata per stare all’esterno della città. Il tutto av-

viene miniaturizzando ciò che nella villa esterna poteva essere fato in grande, le scul-

ture son grandi come i nanetti che si trovano nei giardini di adesso.

!

Un cubiculum è un ambiente di piccole dimensioni che può essere utilizzato come

piccoli studi, luoghi in cui conversare oppure come delle camere da letto; quelli che

si trovavano nella parte della casa più pubblica avevano una decorazione adeguata

perchè potevano essere visti dagli ospiti. Il pavimento ha un’assenza di decorazione

perchè il tutto veniva coperto da un letto e le pareti hanno tra loro una decorazione

differente; tutto è clorato e

più i colori sono accesi, più

sono apprezzati perchè gli

ambienti avevano pochissi-

me finestre. Si tratta di una

pittura di illusione e spesso

non c’è coordinazione tra la

pittura del pavimento e quel-

la della parete; i pavimenti

sono pensati di solito come

grandi tappeti, i mobili era-

no molto pochi, oggetti ab-

bastanza costosi e poche

cose contenute nella casa.

Bastava una cassapanca per

contenere gli abiti e tutto era molto più ridotto. I pavimenti erano spesso in marmo e

arricchiti dai disegni elaborati.

! ! 14

Poche volte una famiglia poteva permettersi

anche un secondo piano.

!

Oltre alle domus esistono altri tipi di case:

case a giardino di Ostia, villette a schiera,

abitazioni monofamiliari, ma con pianta

ripetuta in modo seriale. Si tratta di un ten-

tativo di rispondere alle esigenze di chi può

permettersi una domus, ma in un contesto

dove si ha un gran numero di abitanti che

porta ad un’edilizia intensiva. Troviamo

abitazioni ad un solo piano che sono quasi

indipendenti e offrono quello che può offri-

re la domus eliminando una serie di ele-

menti; sono un misto tra domus e insula.

!

Il modo più diffuso di abitare in città affol-

late è quello delle insulae, presenti a Ostia e meno a Roma; gli esempi di Ostia sono

quelli che si sono meglio conservati. L’insula è un condominio a più piani o una casa

d’affitto a più piani. Al piano terreno troviamo i negozi e le botteghe, mentre quelli

superiori sono abitazioni che ospitano famiglie intere; gli spazi sono molto ridotti, ci

sono servizi in comune, l’acqua non arriva negli appartamenti e più si abitava in alto

più si stava male perchè non esistevano gli ascensori, l’acqua andava portata e più si

saliva più c’era materiale meno resistente come il legno. Quando scoppiava un incen-

dio gli edifici erano delle trappole, bastava una scintilla per incendiare i piani alti e

questi erano quelli meno costosi.

!

Le ville

!

Le ville erano destinate ad una classe sociale ristretta e si trovavano fuori dalla città;

la villa nasce all’inizio come una struttura di una proprietà agricola, parte destinata

all’abitazione del fattore che comprende un settore per il proprietario del fondo agri-

colo e degli spazi destinati alla trasformazione e all’immagazzinamento dei prodotti.

! ! 15

Nel II secolo a.C. subisce una tra-

sformazione importante e diventa il

luogo in cui potere sfruttare al me-

glio alcune novità come far costrui-

re dei grandi giardini perchè alcune

cose erano vietate in città.

In campagna non ci sono regole ri-

gide, si possono mettere le opere

d’arte che si vogliono; è un luogo

dove non si parla di politica, si pra-

tica un’attività di tipo culturale, si

parla di filosofia e questo è l’otium,

il riposo del romano. Gli edifici

vengono costruiti in luoghi partico-

lari come alle pendici degli Appen-

nini, presso i colli Albani o di fron-

te al golfo di Napoli.

Le vile sono organizzate in maniere

diverse; la villa dei Misteri di

Pompei era affacciata sul mare ed è

un esempio di villa compatto dal punto di vista dell’organizzazione in quanto è un

blocco unico. Simile ad una domus,ma con variazioni: si entra subito nel peristilio e

oltre si trova l’atrio e oltre questo si trova il tablino che si affaccia sul portico che

guarda il panorama. Con l’età augustea la villa viene riorganizzata e arricchita da un

ambiente panoramico, una ecuus

con parete curvilinea a finestre, abo-

lendo il grande portico anteriore.

!

Diversi edifici collocati nella pro-

prietà anche a livelli differenti per

sfruttare un terreno che non è tutto

pianeggiante. Villa di torre Astura,

struttura collocata sulla spiaggia,

collegata con un ponte alla zona

delle peschiere, grandi vasche per

l’allevamento die pesci e nella mag-

gior parte dei casi non sono strutture sfruttate dal punto di vista commerciale. spesso

le peschiere sono grandi acquari di lusso per mostrare la ricchezza del proprietario.

Casi significativi sono le costruzioni di ville su isole italiane come a Capri; abbiamo

ville costruite a livello del mare o ville costruite a 300 metri d’altezza sul mare. La

villa Jovis venne costruita portando tutto a dorso di mulo e la parte centrale della

struttura è un’immensa cisterna destinata a contenere l’acqua.

!

Gli imperatori potevano permettersi di chiamare gli architetti migliori e le residenze

imperiali sono difficilmente classificabili rispetto allo standard delle altre ville. Caso

! ! 16

di villa Adriana, esempio più grande di residenza imperiale che dà l’idea di quello

che può un imperatore (120 ettari).

La grotta azzurra di Capri venne trasformata in un ninfeo perchè vennero trovate del-

le statue, divinità marine, che emergevano dall’acqua e dovevano sorprendere i visita-

tori quando vi entravano.

!

Lezione 8, 13 ottobre 2015

!

Arti figurative

!

Il rilievo storico è uno dei generi più rappresentativi. Il fregio del tempio di Atena

Nike ha come soggetto la rappresentazione della battaglia di Platea e questi sono dei

precedenti in età classica ed età antica. A Pergamo abbiamo un’unica striscia di rilie-

vo con una narrazione continua, non ci sono interruzioni e questo è un modo di rac-

contare che nasce in questo periodo e arriva al capolavoro romano che è la colonna

traiana. Il genere diventa rappresentativo del potere e rappresenta gli episodi legati

all’autorità massima ed esistono anche dei rilievi che raccontano le storie di perso-

naggi privati che raccontano ciò che facevano durante la loro vita.

!

Abbiamo poi alcune gemme di grandissime dimensioni, Grandi Cammei, che si sono

conservate attraverso i passaggi nei vari tesori imperiali; la gemma augustea si trova

a Vienna e viene realizzata in un materiale differente rispetto al marmo. Il rilievo

deve mostrare le caratteristiche dei personaggi e nell’ambito romano abbiamo due fi-

loni:

• Quello di raccontare fatti reali, come la battaglia di Pidna.

• Quello di raccontare storie di personaggi come l’imperatore o i magistrati che fan-

no qualcosa che è rappresentativo del proprio ruolo senza che vi siano elementi da

poter attribuire quel gesto ad un fatto storico realmente accaduto.

Monumento di Lucio Emilio Paolo a Delfi venne costruito per celebrare la vittoria di

Pidna dei romani sui macedoni e i modi sono fortemente legati all’arte greca, vedono

un certo numero di protagonisti che combattono, ma si tratta di duelli, mentre nella

piena arte romana abbiamo romani contro nemici e non singoli duelli. Abbiamo qui

l’elemento del fondo neutro, quindi non sappiamo dove ci troviamo in particolare e

l’unica cosa che interessa è l’azione.

!

Ara di Domizio Enobarbo: Vittoria marina del personaggio che ha dedicato il mo-

numento e questo doveva essere un ammiraglio, rilievo che fa riferimento ad un re-

pertorio già sperimentato, condotto con estrema maestria e sul terzo lato abbiamo un

fregio avente una scena storica che rappresenta un censimento legato al pagamento

delle tasse in cui i singoli cittadini romani dovevano andare dal censore a registrarsi e

l'operazione veniva fatta ogni tanto. Si tratta della rappresentazione di un fatto ben

preciso che però si ripete nel tempo e il singolo cittadino si reca dal funzionario che

registra i dati; l’operazione veniva fatta da parte del censore quando si dovevano ag-

giornare le liste e in quell’occasione c’era un grande sacrificio pubblico a Marte. Il

sacrificio si chiama suovetaurilia, che comporta l’uccisione di un maiale, una pecora

! ! 17

e un toro e due terzi del rilievo rappresentano la scena del sacrificio. Il personaggio

più alto è proprio Marte ed essendo il dio titolare dell’altare assiste al sacrificio; lo

stile è diverso dal rilievo sull’altro lato, quello con Poseidone, ma l’artista è lo stesso.

!

Fregio della Basilica Emilia: racconta della costruzione delle mura di Roma, ma il

fregio è giunto a noi a pezzi e appartengono ad una delle diverse fasi della storia della

basilica. Gli episodi sono storici.

!

Tomba di famiglia: siamo in Provenza, a Glanum e troviamo una tomba di una fami-

glia importante, quella dei Giulii perchè legati a Cesare; la struttura comprende un

arco quadrifonie e un tempietto ad area circolare con le statue dei membri della fami-

glia e sulla base troviamo quattro rilievi che raccontano storie con soggetti mitologi-

ci, ma anche episodi reali anche se non sappiamo quali. Sarebbero episodi legati alle

guerre di conquista in Oriente e il modo di raccontare i fatti della vita di un uomo

sono raccontati come se fosse un personaggio pubblico.

!

Ara Pacis: monumento dell’età auguste e complesso dal punto di vista della rappre-

sentazione dei soggetti; il monumento è inaugurato nel 9 a.C. e doveva ringraziare

l’imperatore in seguito alle conquiste e il tutto è illustrato nella parte esterna del re-

cinto con due lunghi fregi con scene di processione. I pannelli sono con soggetto mi-

tologico legato alle origini della città come il lupercale e dall’altro lato abbiamo delle

divinità che sono la Terra con di fianco Aria e Acqua e la dea Roma. Terra potrebbe

anche essere stata confusa con la Pace in quanto nel monumento non si trova. Inoltre

abbiamo anche una processione di uomini, aperta da una figura togata e con il capo

velato (Agrippa) e tra essi troviamo anche personaggi illustri come Germanico, il pa-

dre di Nerone e altri. Augusto sta cercando di legittimare la scelta degli eredi e l’ope-

razione viene promossa dal senato perchè esso è quello che dedica l’opera. I perso-

naggi rappresentati sono veri, ma la processione non si è mai svolta perchè nel 13

a.C. Druso era sul confine germanico e non è mai stato a Roma; Agrippa muore inve-

ce nel 12 a.C.

I bambini ci sono perchè era necessario legittimare il loro ruolo futuro e ci sono an-

che le donne che rappresentano i legami di sangue perchè l’eredità del sangue Giulio

avviene solo attraverso i legami femminili.

!

Arco di Tito: i due pannelli collocati all’interno del passaggio rappresentano il trionfo

di Tito conquistatore di Gerusalemme e fu colui che concluse la guerra per il padre

Vespasiano che qui non compare. La città viene distrutta e lui porta a casa tutti i teso-

ri; il pannello sulla destra rappresenta la quadriga vincitrice e il carro è guidato da

una figura femminile che viene identificata come Roma. Tito è il dedicatario dell’ar-

co.

!

Lezione 9, 15 ottobre 2015

!

I rilievi dell’arco di Tito hanno soggetti più ancorati ad avvenimenti storici, anche se

la rappresentazione comporta l’inserimento di personaggi non reali come le divinità.

! ! 18

Abbiamo due momenti del corteo trionfale e il modo di rappresentare le scene è rap-

presentativo perchè le figure in primo piano sono in alto, lo sfondo, pur essendo neu-

tro, è mosso dall’andamento delle lance dei militari che creano profondità e danno

illusione del movimento del corteo che avanza. La posizione della quadriga in primo

piano vede i cavalli disposti in modo che stiano per svoltare; essi sono tirati dalla dea

Roma che tiene le redini del primo cavallo a destra.

Nell’altro rilievo abbiamo un’ambientazione e la processione sta per passare sotto un

arco che si intravede con uno spigolo che fuoriesce sulla destra in alto; inoltre abbia-

mo coloro che stanno portando gli oggetti che rappresentano gli oggetti del tempio di

Salomone come il candelabro a sette braccia. Nella parte bassa sono disposti i perso-

naggi che compongono il corteo, caratterizzati da un atteggiamento diverso e la parte

alta è lasciata libera per mostrare le tabelle di legno in cui vi era scritto che cosa si

trasportava in questo settore della processione.

!

Rilievi della cancelleria, dell’età di Domiziano, che rappresentano la partenza per la

guerra dell’esercito e il ritorno con dei modi che sono diversissimi. Abbiamo un ri-

torno al classicismo che è più accademico, più di maniera, ma che è voluto; l’impera-

tore che guida la spedizione esce dalla città seguendo un movimento da destra verso

sinistra, mentre il ritorno è rappresentato in senso opposto e tutto ciò avviene alla

presenza dei militari e di una serie di personaggi di carattere simbolico, come le divi-

nità. Il personaggio a sinistra con la barba e i capelli lunghi è la personificazione del

Senato e rappresenta il corpo dei senatori, organismo statale più importante; l’altro

personaggio di fianco a lui è giovane e a torso nudo, porta il coro in mano ed è il ge-

! ! 19

nio del popolo romano, la sua perso-

nificazione. Queste rappresentazioni

si troveranno anche in seguito; non

abbiamo un’ambientazione, abbia-

mo l’uso del basso rilievo per le fi-

gure di secondo piano e le teste sono

ideali, non sono ritratti.

I due modi di realizzare un rilievo

vennero forse preparati per la morte

di Domiziano, ma mai utilizzati per-

chè vennero trovati accatastati nella

bottega di una scultore. Non c’è un

unico stile per i rilievi di età Flavia,

ma si ricorre a stili diversi anche

pensando al pubblico; per l’arco ab-

biamo i rilievi nella collocazione originaria, mentre quelli della cancelleria si trovano

in un altro posto.

!

L’opera successiva è la colonna Traiana che rappresenta un punto importante nello

sviluppo dell’arte romana e fu la prima di questo genere, colonna coclide cioè com-

posta da una colonna alta 100 piedi attorno alla quale corre un rilievo che avvolge

dalla base sino alla sommità la colonna stessa con un racconto per immagini. Il rilie-

vo è continuo, gli episodi non sono separati, ma si utilizza il sistema della narrazione

continua e si passa da una scena all’altra attraverso sovrapposizioni come se si leg-

gesse un racconto senza interrompersi.

Rispetto ai rilievi precedenti il protagonista non è solo l’imperatore, ma anche l’ese-

rcito perchè la conquista di nuovi territori è la vocazione principale del regno di Tra-

iano. Crescono le scie dedicate a feste e cerimonie e il repertorio è molto più ampio;

il monumento è inaugurato nel 113 d.C. e illustra le due guerre daciche del 101-102

d.C. e del 105-106 d.C. e viene costruita grazie al bottino portato a Roma dell’impe-

ratore. Il rilievo serve anche per mostrarci le armi e l’abbigliamento dell’esercito per-

chè tutto era ricco di particolari, vi sono momenti di umanità ed episodi di estrema

barbarie che è un atteggiamento mai apparso prima: c’è attenzione al singolo, all’in-

dividuo e il re dei Daci, dopo essere fuggito, pur di non cadere in mano al nemico de-

cide di suicidarsi.

! ! 20

Si adotta un rilievo basso aiutato dal colore, è impossibili per chiunque leggere tutta

la storia dall’inizio alla fine e questo monumento si

leggeva sinteticamente per gruppi di episodi. Colonne

di Marco Aurelio, Teodosio e Arcadio prendono come

modello la colonna di Traiano.

!

Otto grandi tondi in marmo di Adriano, riutilizzati

nell’arco di Costantino; essi utilizzano la modalità del

racconto storico-narrativo, ma non sappiamo da quella

emolumento provengano e quale fosse la motivazione

della loro realizzazione. Rappresentano scene di cac-

cia e di culto e si identificano:

•La partenza per la caccia.

•Episodi di caccia a fiere diverse come il cinghiale, il

leone e l’orso.

•Scene di culto di divinità campestri, come Diana e

Apollo.

•Scena di ritorno dalla caccia.

La caccia con l’imperatore protagonista serve ad illustrare la sua virtus che si manife-

sta come le cacce dei re orientali (Alessandro Magno); l’imperatore ha ucciso il re

degli animali, il leone e tutto lega la regalità alla caccia come espressione del valore

del sovrano.

!

Colonna celebrativa di Antonino Pio (161 d.C.): si trovava nella zona del campo

Marzio, collocata nel punto in cui l’imperatore era stato cremato. Era una colonna li-

scia che reggeva la figura dell’imperatore e il basamento recava 3 pannelli a rilievo e

il quarto lato aveva la dedica ad Antonino Pio e alla moglie Faustina.

In un pannello vi era un episodio che rappresentava dei due membri della coppia im-

periale tra gli dei e questa ascesa era ga-

rantita da Aion, il tempo eterno che non

viene misurato (scena di apoteosi). Sulla

divinità appoggiano i due coniugi con ac-

canto le due aquile di Giove che li accom-

pagnano fra gli dei. Gli altri due personag-

gi sono la dea Roma che rappresenta anche

l’entità dello stato romano e un giovane

seminudo con i capelli lunghi che è la per-

sonificazione del campo Marzio. Sappia-

! ! 21

mo ciò perchè il giovane stringe un obelisco che rappresenta il tempo nel mausoleo di

Gli altri due rilievi rappresentano un

carosello militare fatto in occasione

del funerale dell’imperatore; abbiamo

più in alto quello che sta più indietro

in modo tale da rendere visibile tutto e

il sistema viene utilizzato per mostrare

cosa accade all’interno di una città as-

sediata.

!

Altare dei Parti costruito per la spedi-

zione di Lucio Vero (169 d.C.): la

maggior parte delle lastre del fregio

non sono più a Efeso, ma a Vienna e il

monumento viene oggi ricostruito in forma ipotetica perchè non sappiamo nemmeno

dove fosse collocato. Sui rilievi troviamo le scene che rappresentano la vittoria sui

Parti da parte di Lucio Vero e la sua apoteosi; Vero è già morto e viene celebrato con

il monumento e il tutto rappresenta la battaglia e celebra il potere in ambito militare.

Prevalgono i modi della rappresentazione del repertorio classicistico con scene che

differenziano questo rilievo da quelli che abbiamo visto finora. Le figure sono qui a

tutto tondo, su un fondo neutro e si fa ricorso a schemi che mettono insieme icono-

grafie e soluzioni e personaggi nuovi che rendono difficile la comprensione.

!

Colonna di Marco Aurelio: eretta dal figlio Commodo dove sono inserite le battaglie

contro Quadi, Marcomanni e Sarmati (171-175 d.C.) e il tipo del monumento è o

stesso della colonna Traiana, ma questo è monumento funerario perchè eretto dove

Marco venne cremato. Le spire sono in numero minore e aumenta la leggibilità delle

scene; si usa un rilievo più alto giocando sulla figura in primo piano, utilizzando la

tecnica del solco di contorno, solco di trapano che circonda i profili delle figure che

stacca con una linea scura la figura dal contorno.

Il repertorio delle scene è ridotto e il numero di episodi tipo è minore; il protagonista

è sempre l’imperatore in primo piano, di altezza superiore rispetto agli altri e isolato

in modo da risaltare meglio. Abbiamo interventi di divinità.

!

Arco di Settimio Severo (203 d.C.): celebra una guerra contro i Parti e si trova nel

Foro romano. Abbiamo 4 grandi rilievi collocati sopra i passaggi minori dell’arco e

illustrano episodi minori della guerra; la lettura parte in alto a sinistra fino a conclu-

dersi in basso a destra e il modello è la pittura trionfale dove i racconti avvenivano

secondo modalità fisse. Non si illustrava il singolo scontro militare, ma c’erano in un

unico pannello episodi diversi e il modo di rappresentare è incomprensibile. Settimio

Severo, Giulia Domna.

Età tetrarchica: abbiamo episodi legati a Diocleziano e in questo caso un sacrificio

alla presenza di Marte.

!

Lezione 10, 19 ottobre 2015

! ! 22

!

ARCO DI COSTANTINO

!

Viene eretto nel 315 per ricordare il decennale della presa del potere di Costantino.

I rilievi sono rilievi storici, si torna così a raccontare dei fatti realmente accaduti --->

episodi della presa di Costantino.

!

6 rilievi --> assedio città di Susa, partenza da Milano, assedio di Verona, battaglia di

Pontemilvio e due rilievi che raffigurano Costantino a Roma ( tra i militari e tra i

membri del senato )

!

Si fa ricorso, in maniera massiccia, ai modi dell'arte plebea:

dimensioni delle proporzioni gerarchiche --> l'imperatore occupa più spazio, è più

grande ed è rialzato

prospettiva ribaltata

spersonalizzazione dei personaggi, solo i vestiti distinguono le varie persone

!

OBELISCO EGIZIO

!

I 4 lati del basamento sono decorati da episodi con protagonista l'imperatore insieme

ai due figli e ad una folla di persone.

Episodio della rappresentazione dell'erezione dell'obelisco sulla spina dell'ippodromo

--> merito a chi ha eseguito l'operazione.

!

IL RITRATTO

!

Ha dei precedenti nell'ambito greco --> vengono messe a punto gran parte della mo-

dalità di rappresentazione della figura umana.

!

È l'immagine di una determinata persona, individuabile e presa dal vero. Il ritratto più

vero è quello che aggiunge la ricerca dell'espressione psicologica: il ritratto fisionio-

mico.

Sono sempre statue intere e mai della sola testa, inoltre venivano quasi sempre erette

dopo la morte.

!

ritratto simbolico --> immagine generica, idealizzata a cui si aggiunge un nome

( esempio Gli Efebi )

Ritratto tipologico --> di un sovrano, un soldato o un atleta ( lo riconosciamo dalla

benda )

Ritratto di ricostruzione ---> di persone scompare da secoli ( esempio il ritratto di

Omero )

!

!

I ritratti dell'arte greca fanno riferimento, quasi esclusivamente, ai ritratti di tipo tipo-

logico.

! ! 23

Il ritratto fisioniomico nasce con Alessandro Magno che, per primo, si fa ritrarre in

vita. L'immagine creata ha un enorme successo perché è un'immagine che caratterizza

un uomo singolo, lo sguardo rivolto sempre di lato o verso l'alto ( ricerca introspezio-

ne psicologica del personaggio ).

Un ritratto come quello di ATTALO II DI PERGAMO, dove la scelta dell'acconciatu-

ra scomposta e lo sguardo richiama il ritratto di Alessandro Magno, ci fa pensare a un

rifarsi/copiare lo stile di quel ritratto.

!

IL RITRATTO ROMANO

È stato considerato uno dei punti di forza dell'arte romana per un'autonomia rispetto

all'arte greca.

Importanza del ritratto nell'ambito privato --> culto degli antenati, il ricordo della fa-

miglia attraverso l'immagine. Le imagines maiorum conservati nel tablino venivano

trasmesse ai successori per la conservazione della memoria e del ruolo che occupava

nella società. Erano delle MASCHERE DI CERA che potevano essere copiate anche

nel caso di divisione della famiglia in più rami. Spesso le immagini di cera venivano

prese direttamente dal volto del defunto. STATUA DEL PATRIZIO BARBERINI ---

> il personaggio è un cittadino romano, riconoscibile dalla toga ben curata, reca nelle

due mani due busti di antenati.

!

ruolo nell'ambito pubblico --> necessità di rendere onore a personaggi con un monu-

mento, appunto, onorario con nome e motivi dell'erezione.

!

Nel corso del I secolo a.C. vi è una tendenza nel rappresentare i personaggi nei ritratti

nel modo più realistico possibile, accentuando deformità, cicatrici, vecchiaia , quasi

in modo insistente.

!

Perché?

Contrapposizione della classe conservatrice ad una moda riferibile ad un'istanza della

classe Patrizia, caratterizzata da ritratti eleganti e curati.

!

Accanto a questi personaggi abbiamo esempi di ritratti come quelli di POMPEO

"magno" ed il modello è chiaramente evidente.

!

Varie tipologie di statue:

!

Togata --> è l'immagine del cittadino che vuole apparire nella pienezza del suo ruolo

e diritti. Abito fatto apposta per impedire qualsiasi attività fisica che non sia quella

del cittadino. Le statue si possono datare anche sulla lunghezza della toga che si mo-

difica con il tempo o dal ruolo ( senatori bianco con una striscia rossa purpurea ). Sta-

tua con toga e "cappuccio" = era un sacerdote

!

Nuda --> o con un mantello avvolto nella parte inferiore del corpo.

Loricata --> fa riferimento alla sfera militare.

!

! ! 24

Statua equestre --> ad esempio il Marco Aurelio. È un gruppo statuario composto dal

personaggio + il cavallo. Non sempre il protagonista rimanda alla sfera militare

!

L'acconciatura femminile, spesso, è l'unico modo per intuire la datazione dell'opera.

!

RITRATTI IMPERIALI

Da questo ritratto poi si ottenevano delle copie da spedire in tutto l'impero, il ritratto e

le monete erano i due mezzi più facili per conoscere il viso dell'imperatore.

!

AUGUSTO

L'imperatore di cui si hanno il maggior numero di ritratti, circa 200, anche per via

della sua longeva vita.

Acconciatura caratteristica ---> due ciuffi a tenaglia sopra l'occhio destro.

Con l'avanzare dell'età l'immagine perde ogni connotazione di vecchiaia, le ultime

immagini lo rappresentano, addirittura, indatabile rispetto ad un'età fisica.

!

Statua Loricata --> Augusto di prima porta

Augusto viene rappresentato con un abito militare ma a piedi nudi ma con un riman-

do ad una sfera eroica.

Rimando alla venere genitrice Giulia.

Modello? Il dorifo di Policleto

!

Lezione 11, 20 ottobre 2015

!

Ritratti della famiglia Giulio-Claudia

Il ruolo del ritratto di augusto è molto importante e l’uso della pettinatura con la cioc-

ca a tenaglia viene ripresa dai più giovani della famiglia, coloro che sono destinati

alla successione. La famiglia di Augusto ha poco di Giulio e lo stesso Ottaviano non

era un Giulio perchè era stato adottato da Giulio Cesare. Tutta la famiglia è connotata

rispetto ad altre famiglie dell’aristocrazia romana e il nome della famiglia diventerà

Giulio-Claudia e tutto ciò verrà omogeneizzato attraverso la realizzazione di ritratti

che devono far valere la scelta del successore e il ritratto di Augusto riserva una forte

attrazione; tutti tendono ad assomigliare ad Augusto per legittimare i legami di paren-

tela e personaggi come Druso maggiore, figlio di Livia, nelle cui vene non scorre

sangue né della famiglia Giulia né di quella Claudia, lui tende lo stesso ad assomi-

gliare ad Augusto. Ruolo dei personaggi femminili nei ritratti della famiglia perchè le

donne devono tenere insieme i legami e le due donne molto vicine ad Augusto sono

la sorella Ottavia e la moglie Livia. Anche le donne “private” cercano di copiare la

pettinatura o il modo di farsi ritrarre che viene usato dalle principesse.

!

Dopo l’anno dei 4 imperatori

L’avvento al potere di Vespasiano avviene dopo una guerra civile breve, ma dramma-

tica e rispetto ai Giulio-Claudii Vespasiano è il primo uomo nuovo che arriva al trono

perchè lui non apparteneva all’antica aristocrazia romana. Dal punto di vista del ri-

tratto, quello che viene espresso con Vespasiano è una scelta di due tipi diversi; da un

! ! 25

lato abbiamo un’immagine ufficiale molto curata ed elegante in cui le rughe sono at-

tenuate, mentre dall’altro lato abbiamo un’immagine più realistica, non viene rispar-

miato nulla nella resa delle rughe intorno agli occhi e il tutto mostra una vita fatta di

fatiche. I due ritratti hanno due destinazioni diverse:

• la prima immagine è quella ufficiale che viene utilizzata per tutti i monumenti

onorari.

• la seconda è destinata ad una fruizione privata, per una cerchia ristretta di spettato-

ri.

La presenza di due immagini corrisponde a due diversi filoni, cosa che accade anche

per il racconto storico-narrativo e punta tutto sul ruolo rassicurante della persona di

una certa età che riporta lo stato alla sicurezza delle istituzioni restaurate.

!

Traiano, grande militare che si presenta con modalità diverse rispetto a Vespasiano,

venne adottato da Nerva e rappresentò il grande conquistatore della Dacia e di territo-

ri oltre l’Eufrate. L’immagine è legata al suo valore militare e si punta sulla scelta del

nudo di tipo eroico, scelta abbastanza azzardata perchè il nudo maschile era destinato

ai defunti, non alle persone viventi. Si punta sul valore militare di Traiano che è così

grande da paragonarlo agli eroi del mito, la forma del busto è cresciuta come superfi-

cie, si allarga alle spalle e ad una parte del petto. Gli occhi magnetici, lo sguardo che

è indirizzato verso una lato e non di fronte, tutto ispira autorità e capacità di coman-

do, doti necessarie per un conquistatore.

!

La barba ricompare per la prima volta in un ritratto di Adriano perchè prima era attri-

buita solo ai Graeculi e veniva disprezzata dai romani. Adriano aveva il viso con del-

le cicatrici, frutto del periodo trascorso in guerra e la scelta dell’imperatore rappre-

senta un punto di svolta forte che si somma ad altri elementi come la cura per la capi-

gliatura, elaborata in quanto sono ciocche portate da dietro in avanti e che dovrebbero

nascondere una calvizie. Abbiamo un’attenzione alla posizione della testa sempre ri-

volta verso un lato, una cura per il vestiario e una presenza di immagini con vestiti

militari.

!

Antonino Pio arriva al potere dopo la morte di Adriano e governa per 20 anni, con un

regno molto pacifico prima dell’inizio delle guerre di difesa dell’impero; la sua im-

magine è molto rassicurante, ha un’età molto avanzata, garante della conservazione

dell’ordine e il soprannome Pio è legato alla devozione nei confronti del padre. Egli

alleverà Marco Aurelio e Lucio Vero, poi suoi successori. I ritratti d questi due perso-

naggi hanno barbe molto lunghe che danno l’idea del personaggio che si faceva ama-

re; Marco era invece un filosofo che ebbe un figlio che fu la rovina dell’impero:

Commodo. Vero e Aurelio regnarono insieme, i ritrattisti li fanno somigliare tra loro e

molti ritratti erano sicuramente esposti insieme, ma deve essere facile distinguersi

nella loro individualità. Continua la moda della barba, i capelli si arricciano sempre

più.

!

Ritrattistica femminile

! ! 26

I personaggi femminili hanno un ruolo molto importante come modelli, non è sempre

facile identificare le principesse e le imperatrici, soprattutto quelle che rimasero sulla

scena per poco tempo. Durante l’età Flavia le principesse sono poche:

• Vespasiano era vedovo

• Tito regna pochi mesi

• Domiziano aveva sposato la figlia di Tito

Le figure principali sono:

• Sabina, moglie di Adriano

• Plotina, moglie di Traiano

• Matidia, nipote di Traiano

Le donne avevano delle acconciature che erano frutto di una moda; vi erano

impalcature molto elaborate difficili da indossare e con Traiano la moda si sta esau-

rendo, ma caratterizza ancora alcune principesse sino all’esito che avviene con Sabi-

na, quando la donna adotta una pettinatura in cui vengono abbandonate le sovrastrut-

ture (riccioli finti) e si usa l’acconciatura che ha come modello le divinità di età clas-

sica. La pettinatura vedeva la riga in mezzo e i capelli lunghi dietro le spalle. Alle

spalle delle statue abbiamo la Venere genitrice e la grande Ercolanense che rappre-

senterebbe Demetra.

!

Caracalla

Il ritratto di Caracalla rappresenta un’eccezione, si insiste molto sull’aspetto selvag-

gio dell’imperatore che sembra sempre meditare qualcosa di losco. I capelli sono cor-

ti come la barba e stiamo prendendo quindi un’altra direzione.

!

Eliogabalo e Alessandro Severo

Il primo prende potere a 16/17 anni e proclama a Roma un culto monoteistico, ve-

nendo assassinato insieme alla madre; i suoi ritratti sono pochi perchè il regno fu bre-

ve e lui vene presto dimenticato.

Alessandro tenta di ripristinare un’autorità legata alla sua capacità di difendere

l’impero, ma presto tutto finirà quando verrà assassinato. Il suo ritratto apre la strada

agli imperatori del III secolo che sono dei militari; i capelli diventano cortissimi e

sono caratterizzati da ciocche realizzate a colpi di scalpello sulla calotta cranica. Non

c’è più la barba e gli occhi diventano sempre più magnetici e attraggono l’imperatore;

gli occhi saranno il punto a cui si presta maggiore attenzione e si ingrandiranno sem-

pre più. Il modo di definire pupilla e iride varia nel corso dei decenni e viene accen-

tuato nel corso del tempo dalla direzione dello sguardo.

!

Giulia Domna, principessa di Emesa, ebbe dei ritratti con capelli lunghi e riga in

mezzo; il viso è incorniciato da due bande di capelli che scendono ai lati fino al collo

e queste sono delle parrucche con capelli realizzati in marmi colorati neri o biondi e

incastrati sul volto che quindi è una maschera. Nella parte posteriore abbiamo delle

ciocche intrecciate.

!

Imperatori del III secolo

! ! 27

Sono imperatori che rimarranno spesso lontani da Roma, personaggi diversi tra di

loro, sono soldati, senatori, bambini e i loro volti sono tristi e tragici; Filippo l’Arabo

era di un paesino della Siria e compare l’uso di bande che creano superfici lisce.

!

Tetrarchia

Sistema messo a punto da Diocleziano negli ultimi decenni del III secolo d.C. che

vede 2 imperatori che hanno già designato altri due successori e abbiamo cos’ i due

Cesari e i due Augusti; ognuno cura una parte dell’impero e questa distribuzione del-

l’autorità imperiale vede un nuovo modo di rappresentare gli imperatori. Abbiamo i

tetrarchi di san Marco, statue collocate su colonne di porfido inizialmente situate a

Costantinopoli e i personaggi sono disposti a coppie con un personaggio sulla sinistra

che abbraccia l’altro ed è barbato; uno è il più anziano e l’altro è il più giovane e que-

sti sono vestiti in maniera identica. Hanno tutti lo stesso rango, hanno la corazza mili-

tare con elementi decorativi ricoperti di gemme, la spada con la testa d’aquila, il cap-

pello pannonico decorato da insegne imperiali, ma i ritratti non hanno nessun elemen-

to che li caratterizzi. Gli occhi sono l’unico elemento che risalta, sono ipnotici e non

naturalistici con palpebre a cordone che attirano lo spettatore; le rughe sulla fronte

indicano l’impegno del personaggio nello svolgimento del suo compito.

!

Costantino

Il ritratto colossale non ha quasi nulla di naturalistico e quello che colpisce subito, a

parte la capigliatura, sono gli occhi mostruosi, tipici di una divinità. Abbiamo un ruo-

lo sovrumano dell’imperatore e la frontalità dell’immagine, anche se gli occhi sono

posti più in alto.

!

Lezione 12, 22 ottobre 2015

!

La pittura è quella tra le arti figurative meno conosciute anche perchè si sono preser-

vate di meno, ma nell’antichità la pittura era l’arte più apprezzata. La pittura da ca-

valletto romana è praticamente scomparsa del tutto e solo le città vesuviane hanno

mantenuto qualche ricordo che però comprende solo un genere di questa arte, perchè

è relativo quasi esclusivamente all’ambito privato. Le pitture murali di edifici pubbli-

ci sono testimoniate attraverso un numero di esempi molto basso; perduti sono interi

generi di pittura trionfale, che era un genere autonomo con scopo di comunicare visi-

vamente i racconti delle imprese dell’esercito romano e anche sul ritratto pittorico

abbiamo poche testimonianze. I pochi ritratti ritrovati sono quelli che dovevano esse-

re allegati alle mummie, quindi non erano ritratti che dovevano essere esposti.

Inoltre abbiamo pochissimi nomi di pittori: Fabullo, personaggio che ha una certa

fama in età neroniana e chiamato per la decorazione della domus aurea.

Quello che rimane è la decorazione di interni che ha uno scopo preciso ossia l’inqu-

adramento attraverso un sistema decorativo per ambientare la vita privata nella casa;

si tratta di sistemi decorativi non figurati e se ci sono parti figurative, allora queste

sono solo una piccola parte. Dalla prima metà del settecento vennero studiati e classi-

ficati tutti i resti di pittura che furono trovati in Campania e vennero identificati come

facenti parte del genere pompeiano, nome dato dall’archeologo tedesco Mau; egli

! ! 28

identifica 4 diversi modi di decorare gli interni che fanno riferimento a periodi diversi

in un’idea di evoluzione che va fino all’agosto del 79 d.C.

La classificazione fa riferimento ad un corpus molto vasto, ma sulla base degli studi

già effettuati è possibile proporre una ricollocazione dei frammenti, si restaurano le

pareti dipinte con costi elevati, anche se comunque non si rinuncia.

A Delo, isola greca, fu una base commerciale di enorme importanza, la città si svi-

luppa con casi e sedi di imprese molto lussuose e qui troviamo esempi di pittura di

primo stile.

!

Classificazione di Mau:

• Primo stile = stile a incrostazioni, sistema decorativo che imita incrostazioni

marmoree di lastre, di marmi colorati e si finge in pittura e stucco che la parete sia

fatta di marmo. Lo stile fa riferimento a modello molto più costosi con materiali

pregiati e il marmo non circola come avverrà in seguito e i modelli reali di queste

soluzioni si trovavano nelle regge di Alessandria o Pergamo; il modello è dunque

il modo di abitare dei re. Fine IV secolo a.C. - II secolo a.C. Gli esempi si trovano

in città greche come Atene , in città macedoni come Pella e Anfipoli e in Italia li

troviamo a Pompei ed Ercolano. Sistema a 3 elementi = troviamo in basso uno

zoccolo composto da una fascia orizzontale e da una fascia alta con un’unica serie

di finte lastre; la parte centrale è composta da fasce orizzontali raramente figurate

e alternate a cornici; la fascia alta è quella in cui si imita un muro, le lastre sono

disposte in maniera isogona a file alternate, in modo tale che la fila superiore ab-

bia l’elemento che vada a cavallo della fila superiore. Nella casa del Fauno ab-

biamo lo zoccolo completamente liscio e una mancanza della fascia intermedia;

abbiamo poi una cornice di stucco che chiude la parete.

• Secondo stile = le architetture rappresentate rispettano i sistemi costruttivi reali e

l’illusionismo è molto accentuato; si studiano veri e propri sistemi architettonici

per illudere uno spazio che devono far pensare a chi entra nell’ambiente di trovar-

si in uno spazio diverso. Vengono realizzate finte aperture verso l’esterno con

giardini e porticati, mentre oltre la parete non abbiamo quello che uno si immagi-

na che ci sia. Un esempio è la casa dei Grifi sul Palatino o la villa di Oplontis in

Campania. Fine II scolo a.C.

sino all’età augustea. Le pareti

sono arricchite dall’architettura

tridimensionale e sullo sfondo

si ha una parete ricoperta di

alabastro; abbiamo lo sfonda-

mento della parete verso spazi

aperti esterni con soluzioni

complessi di rappresentazione

di architetture o giardini. Non

vi sono quasi mai delle figure

umane e solo raramente quelle

degli animali perchè solitamen-

te le architetture sono vuote. I

! ! 29

modelli sono ancora i palazzi ellenistici e l’effetto finale dipende ovviamente dal-

l’abilità dei pittori. Fregi figurati come megalografie e le figure sono a grandezza

naturale e occupano l’intero ambiente; le figure agiscono all’interno di un’archi-

tettura e si riescono a coglie-

re le figure grandi quanto co-

loro che le guardavano. Si

immagina che queste figure

fossero disposte su un gradi-

no e le pareti sono decorate

da pannelli rosse e la parte

superiore è chiusa da grandi

lastre di alabastro = villa dei

Misteri a Pompei. Le ultime

fasi del secondo stile sono

rappresentate in una dimora

di Roma che è la casa di Au-

gusto sul Palatino, dove assi-

stiamo alla comparsa del terzo stile e alle ultime manifestazioni del secondo. Nella

stanza con i rami di pino abbiamo appunto dei rami di pino e delle ghirlande che

sono l’unico elemento naturale, non ci sono animali né figure umane e nella parte

superiore della parete si immagina che la struttura si apra verso gli spazi esterni

che sono dei peristili affacciati su un giardino esterno. La scelta delle tonalità è

giocata su pochi colori che sono il bianco, il giallo e il bruno e la scelta dei rami di

pino potrebbe avere valore simbolico. Nella stanza delle maschere assistiamo alle

ultime manifestazioni del secondo stile; le architetture sono diverse perchè il mo-

dello è quello delle scene teatrali dove il sistema decorativo è tripartito, la parete è

articolata in settori tridimensionali e si comincia a non riuscire a capire bene come

siano disposti i singoli elementi. Tutti gli elementi si assottigliano, sembra un’ar-

chitettura di legno e compaiono elementi figurati che sono maschere che appog-

giano su qualcosa e ci sono anche animali fantastici e figure alate che hanno dei

riferimenti, forse grifi, forse cornucopie. Oltre la parete centrale si intravedono

degli alberi con al centro un betilo, ossia una rappresentazione aniconica della di-

vinità, rappresentazione della divinità in maniera non antropomorfa. Troviamo an-

che scene bucoliche connotate da elementi sacri e si hanno scorci di paesaggi fan-

tastici caratterizzati dall’uso della monocromia o dall’uso di soluzioni sfumate.

• Terzo stile = parete della villa Farnesina con affreschi conservati a palazzo Mas-

simo; la parete è costruita in modo simile alle immagini precedenti, ma ci trovia-

mo davanti a qualcosa di finto, una parete dipinta e giocata sugli accostamenti

cromatici, sugli elementi figurati come le Cariatidi e sui quadri. I quadri sono imi-

tazione dei quadri antichi, incorniciati e retti da un supporto figurato e al centro

della parete abbiamo la copia di un quadro mitologico, episodio legato all’infanzia

di Dioniso. Il modello non è più il palazzo ellenistico e si imitano soluzioni simili

alle modalità di esporre quadri reali. Lo spazio è giocato sulle scelte dei colori,

sulla fantasia nella composizione architettonica e sulla copia di quadri legati tra di

loro. In un’altra parete abbiamo uno zoccolo, una parte centrale della parete e una

! ! 30

decorazione che accoglie temi figurati racchiusi all’interno di un’architettura; i di-

pinti sono realizzati in monocromo su sfondo scuro e ci si avvicina all’esotico fan-

tastico, qualcosa di irreale. Un ruolo importante nelle decorazioni di terzo stile è

quello dei quadri ed esiti estremi del terzo stile sono pareti monocrome, il bianco

o il rosso prevalgono e al centro dei pannelli abbiamo figurine femminile copiate

da immagini di età classica. In questo periodo nasce anche la pittura di giardino, il

cui esempio più importante è la sala sotterranea della villa di Livia e abbiamo

elementi importanti che sono rappresentati dalle ville imperiali. Questo genere il-

lude lo spettatore di trovarsi all’interno di un giardino che però è finto e l’illusione

è raddoppiata perchè il fondo è azzurro, come se fosse un cielo. Gli unici elementi

che ci sono nel giardino sono gli uccelli, ma la rappresentazione è molto accurata.

Il genere viene poi imitato nelle case private e uno degli esempi migliori è quella

della casa del bracciale d’oro di Pompei e le soluzioni fanno capire la finzione,

una parte bassa che corrisponde allo zoccolo, la parte centrale è la rappresentazio-

ne del giardino e la parte decorativa.

• Quarto stile = 20 d.C - fine età neroniana. Torna ad essere uno stile architettonico,

ma l’architettura è fantastica, irrealizzabile perchè ci sono degli squarci di aperture

verso l’esterno e si torna ad una partizione della parete in cui prevale una connota-

zione illusionistica. Le testimonianze più importanti a Roma sono presenti all’in-

terno del padiglione della domus aurea e il cambiamento così forte avviene nel-

l’ambito dei palazzi di Nerone. Uso di pannelli che hanno per soggetto delle rap-

presentazioni di ville di dimensioni piccole e collocate nella parte alta, a 10 metri

di altezza; un ruolo importante ce l’ha la decorazione dei soffitti che accolgono lo

stucco e l’inserzione di scene figurate che fanno riferimento a cicli mitologici. La

rappresentazione è fatta con un sistema molto veloce, si hanno riflessi dell’acqua

dati da schizzi bianchi sul fondo azzurro dell’acqua e sono scene da vedere da una

certa distanza, non da vicino. In alcuni casi la parte figurata acquista importanza

con elementi mitologici. Nella casa dei Vetti abbiamo una delle sale decorate con

un fondo rosso intenso e un lungo fregio a fondo nero dove sono illustrate una se-

rie di attività e mestieri che hanno per protagonisti figure di eroti, bambini nudi

con le ali.

!

Lezione 13, 26 ottobre 2015

!

Secondo modulo, le fonti letterarie.

Abbiamo fonti di diverso tipo come le fonti dirette archeologiche o i risultati degli

scavi, indagando i resti veri e propri dei monumenti oppure fonti indirette di carattere

epigrafico come iscrizioni. Se non ci fossero le fonti, non sapremmo nulla della storia

dell’arte greca perchè la percentuale di informazioni che abbiamo ce l’abbiamo grazie

a questi. Le informazioni non possono essere prese così come sono, ma bisogna in-

terpretarle.

Fonti dirette: l’intera opera o una parte consistente dell’opera sono dedicati a capitoli.

Queste sono fonti principali come Vitruvio, De architectura (trattato tecnico) - Plinio

il Vecchio, Naturalis Historia (opera dedicata alla natura) - Pausania, Periegesis tes

! ! 31

Hellados. Tutte e tre le opere fanno riferimento ad un altro patrimonio da cui hanno

attinto le notizie, ma queste informazioni sono tutte andate perdute.

Fonti indirette: all’interno possiamo trovare informazioni in un contesto che non è

dedicato alla storia dell’arte antica.

!

Plinio il Vecchio fece il magistrato, fino ad arrivare a comandante della flotta militare

romana di stanza nel golfo di Napoli. In questo ruolo di trovò a Napoli nel 79 d.C. e

organizzò i soccorri durante l’eruzione del Vesuvio e scomparse durante queste ope-

razioni; era un grandissimo lettore che mise insieme un’opera gigantesca, un’enciclo-

pedia che contiene migliaia di notizie organizzate in macro argomenti e si tratta di

un’opera di carattere compilativi perché Plinio non era uno scienziato, ma solo un let-

tore. I testi da cui attinge le notizie sono circa 2000 e sono per noi perduti per sempre.

Gli ultimi cinque libri sono dedicati alla mineralogia e i primi libri sono dedicati alla

cosmologia e geografia; quelli dal settimo all’undicesimo sono dedicati all’antropo-

logia; libri 12-27 botanica; 28-32 medicina e farmacologia.

L’opera è dedicata all’imperatore Vespasiano, ma quando l’autore muore non è anco-

ra stata fatta una revisione completa e ci sono quindi delle ripetizioni delle stesse no-

tizie o elementi contraddittori.

Nei libri riguardanti la mineralogia, a partire dalla pietra e dal metallo, Plinio inseri-

sce informazioni relative ad artisti o opere realizzate in quello specifico materiale. Il

libro 33esimo è dedicato all’oro e all’argento e si parla di opere relative alla toreutica

(arte della lavorazione dei metalli per ottenere recipienti) e all’oreficeria. Il libro 34 è

dedicato al bronzo, quindi alla scultura; il 35 è dedicato alla pittura, il 36 al marmo e

il 37 alle gemme e le pietre preziose.

Tutte le notizie che riferisce Plinio sono attinte da altri libri e i due principali autori

sono Apollodoro di Atene, autore di Chronikà e Senocrate di Atene. Gli artisti di cui

si occupa Plinio sono identificati da una sola data che è il momento culminante della

loro produzione artistica che viene indicato dall’Olimpiade in cui vi fu l’opera.

Secondo il giudizio di Apollodoro quello che viene prodotto durante la 121esima e la

156esima olimpiade, non è degno di essere ricordato, perchè l’arte è morta.

Senocrate è uno scultore allievo di Lisippo che ha idee differenti rispetto agli artisti

del primo ellenismo. Le fonti di Plinio sono quasi esclusivamente greche perchè egli

conserva notizie relative principalmente all’arte greca e i periodi di cui Plinio si oc-

cupa sono importanti per gli artisti romani.

Il latino è privo di un lessico specifico e questi ambiti non hanno le parole latine per

esprimere certi concetti e quando deve parlare degli elementi che caratterizzano l’arte

di uno scultore o di un pittore, o trascrive i termini greci in latino o traduce utilizzan-

do dei termini latini che corrispondano ai concetti greci che vuole esprimere.

Plinio attinge da una fonte che mette in ordine alfabetico le opere e l’autore aggiunge

anche delle informazioni di prima mano.

!

Pausania nacque a Magnesia al Sipilo e scrisse la Periegesi della Grecia, la descrizio-

ne della Grecia; ci rimangono dieci libri, ma mancano i primi capitoli, compresa la

dedica e l’ultima parte. La descrizione della Grecia si limita al Peloponneso e le re-

! ! 32


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dreamandhope4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Slavazzi Fabrizio.

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