Archeologia e storia dell'arte romana
Modulo A: Introduzione all'archeologia e alla storia dell'arte romana
Lezione 1, 22 settembre 2015
Archeologia è un termine greco e la parola greca significa storia antica del mondo, riferita alle fasi più antiche della storia degli uomini e definisce i primi capitoli delle storie di Tucidide; storia più antica che viene prima di alcuni fatti. Il significato moderno è molto diverso: scienza di carattere storico che studia la civiltà materiale degli antichi, tutto quello che l’uomo ha prodotto di non scritto, dai manufatti agli oggetti di vari tipi. I risultati della ricerca vengono integrati rispetto alla storia antica che utilizza fonti scritte; l’archeologia ricostruisce le civiltà degli antichi. Gli oggetti delle indagini sono le opere dell’uomo: la città, il territorio trasformato o i vari monumenti.
La civiltà romana ha avuto diffusione più ampia rispetto alla civiltà greca e dal punto di vista cronologico la civiltà classica ebbe inizio alla metà dell’XII secolo a.C. in Grecia, con l’inizio del periodo protogeometrico, inizio di una civiltà greca autonoma; secondo elemento potrebbe essere l’inizio dell’età arcaica. La fine del mondo classico è varia: 330 d.C. con l’inaugurazione di Costantinopoli o la fine politica dell’impero romano, 476 d.C con la deposizione di Romolo Augustolo. Altre due date possono essere il 528, anno di chiusura delle scuole filosofiche di Atene o il 641, caduta di Alessandria d’Egitto e distruzione della biblioteca.
In realtà la cultura classica prosegue per un tempo molto lungo, trasformata e adattata: in Oriente l’impero romano d’oriente (1453, 29 maggio, caduta dell’impero) e in Occidente con la chiesa di Roma. "Storia dell’arte dell’antichità" di Winckelmann: per la cultura occidentale rappresenta un’opera importante perché segna la nascita della storia dell’arte. Egli si occupa delle opere d’arte, ma bisognerà aspettare oltre un secolo perché l’archeologia venga riconosciuta e insegnata nelle università.
L’archeologia romana non è distinguibile in maniera netta da quella greca (lo è per comodità di insegnamento) e dal punto di vista cronologico nasce con la nascita di Roma nel 753 a.C. La data ha avuto una conferma archeologica attraverso scavi condotti intorno al Palatino e hanno confermato il fatto che una città organizzata esisteva dalla metà dell’VIII secolo. L’espansione dello stato romano è continua e arriva al culmine con Traiano che aggiunge la Dacia e province orientali. Alla fine del II secolo d.C. comincia una fase di crisi che porterà alla definitiva caduta.
Urbanistica romana
L’urbanistica è la scienza che studia le città e la civiltà romana è di tipo urbano, ha nella città il suo fulcro; la città è il luogo dove si concentrano le funzioni principali, politiche, sociali, religiose, amministrative ed economiche; in città hanno sede i templi, i santuari e la civiltà romana è quella dove la città ha un ruolo primario di organizzazione del territorio. Le città sono le sedi dei poteri, sia quello centrale (il senato e i consoli) sia i poteri locali, a livello di province e distrettuali.
Le città sono sedi di residenza delle classi dirigenti e di una parte consistente della popolazione; la principale impronta che i romani lasciano su un territorio conquistato è la costruzione di città, accanto alla realizzazione di una rete stradale. Fondazione di città: realizzazione di città ex novo, sia rifondazione di città che vengono trasformate secondo il modello di vita romano e questo avviene in territori abitati precedentemente da popoli di tipo urbano e popoli che invece non conoscevano la città. Ogni città romana nuova vuole essere l’immagine in piccolo di Roma.
Le città romane devono permettere ai cittadini di sentirsi a casa e di vivere come a Roma; la vita è organizzata secondo punti di riferimento precisi come teatri, terme e foro e le istituzioni locali sono riproduzioni di quelle romane. La città è il più importante veicolo di romanizzazione perché esporta e diffonde il modello di vita romano e fondando una città romana si offre alle popolazioni locali di vivere alla romana.
Progettazione e realizzazione di una città nuova costituiscono qualcosa di importante, si deve tenere conto dei materiali a disposizione, della situazione climatica e di altre cose. Tutta l’operazione di fondazione ha caratteri politici e sacrali che devono essere rispettati. Roma è il modello, ma non è quello per l’urbanistica perché è una città caotica e non ha mai avuto un disegno urbanistico, un piano regolatore; il terreno di Roma è anche complesso dal punto di vista geologico ed è una zona paludosa.
Lezione 2, 28 settembre 2015
La civiltà romana ha nella città il principale centro organizzativo, sede dei culti, sede amministrativa. La fondazione delle città è un atto politico e religioso; le norme per la fondazione della città sono antiche e vengono mantenute inalterate per tutta la storia. Riorganizzazione di un territorio e tutta l’operazione per la fondazione della città segue delle norme che fanno riferimento alla disciplina etrusca della limitatio e il territorio destinato all’area urbana è ripartito con assi ortogonali riportati su un cardus maximus e su un decumanus maximus (asse est-ovest). L’operazione che sta alla base della fondazione della città è regolata dal punto di vista religioso da un’operazione che si chiama auspicium, osservazione degli uccelli e nel caso in cui ci sia esito positivo si può procedere. Così si può procedere a costruire il primo solco, fatto dal magistrato e alle sue spalle ci sono alti magistrati che assistono all’operazione in base alla quale viene tracciato il perimetro delle mura con gli spazi per le porte.
In seguito abbiamo la costruzione tipica delle mura e sulla base degli spazi destinati agli edifici, si procede a costruire la città. Operazione fatta in occasione di fondazioni nuove e l’organizzazione è fatta tramite assi ortogonali che tengono conto delle condizioni fisiche; fondazione di colonie che avviene secondo due modalità diverse:
- Colonie romane: Ostia, 380 a.C. è la più antica colonia romana. Sono quelle che si trovano più vicine alla città e sono fondate appena intorno alla città di Roma e si fondano quando occorre un insediamento appena fuori Roma, quando occorre controllare un nuovo territorio. Ostia controlla l’accesso dal mare al fiume che porta in città e lì si sviluppa il porto principale di Roma. Le colonie hanno una forma quadrata o rettangolare con incrocio di cardo e decumano, sono piccole perché sono formate da circa 300 coloni, 300 nuclei familiari con un capofamiglia che ha mogli, figli e servi, ma le teste sono una, il maschio cittadino dotato di diritti. I coloni romani hanno i pieni diritti dei cittadini che abitano in città e votano per tutto, partecipano alla vita politica di Roma. 300 coloni sono troppo pochi per poter permettere ai cittadini di sopravvivere perché basta un problema di qualche genere per mettere in crisi l’operazione urbanistica. Il tempio principale è il capitolium.
- Colonia latina: il numero di coloni è elevato, tra i 4000 e i 6000 e i coloni non sono cittadini romani a tutti gli effetti perché non votano per eleggere i magistrati di Roma e il modello segue quello greco per strigas, con isolati allungati e deriva ai romani dalla conoscenza delle città della Magna Grecia. Cosa, fondata nel 273 a.C in Toscana meridionale, ha una forma del perimetro non regolare, ci sono assi principali, assi secondari che creano isolati con un’altura destinata ai culti che non sono però il Capitolium. Lo spazio pubblico centrale è il foro e la colonia conserva molto bene i caratteri iniziali della sua fondazione.
Roma, dopo la sconfitta di Annibale, può pensare alla riorganizzazione dei suoi territori e la conquista dell’Italia settentrionale. In seguito si privilegiano isolati quadrati e il Foro si trova stavolta più al centro. Roma si è sempre sviluppata in maniera caotica e quello che rende le città simili a Roma sono i singoli elementi come gli spazi pubblici e i monumenti principali.
- Il foro è lo spazio pubblico in cui si svolge la parte commerciale della vita sociale, sul foro si affacciano le sedi della magistrature locali, si affaccia il tempio principale della città ed è il luogo dove si tengono le assemblee popolari.
- Il teatro è il luogo che permette di riunire seduti il maggior numero possibile di cittadini, è un luogo per comunicare alla popolazione, per le assemblee e permette di mostrare ai cittadini le statue delle divinità e della famiglia imperiale. La statua dell’imperatore è sempre sullo sfondo di qualsiasi cosa si faccia in teatro e assume un ruolo fondamentale nell’identificazione della comunità.
- Sempre in età imperiale diventano fondamentali le terme, l’anfiteatro, edificio molto costoso e ingombrante che può essere collocato all’esterno dello spazio urbano. I monumenti pubblici sono quelli che si notano anche per l’altezza e l’obiettivo principale di una città romana è l’immagine urbana che ne emerge, caratterizzata dallo spazio del foro, le terme o il teatro. Le comunità locali possono così vivere alla romana inserendo le classi dirigenti locali in quella romana.
Augusto promuove la fondazione di teatri per dare un forte segno identitario alla comunità stessa in quanto il teatro è luogo di riunione. Costantinopoli verrà pensata come seconda Roma.
Lezione 3, 29 settembre 2015
Originalità e superiorità tecnica perché utilizza materiali migliori; ha prodotto edifici grandiosi e ancora oggi utilizzabili, con piante molto complesse e dai volumi molto grandi e il tutto è stato possibile attraverso la consonanza tra progetto e costruzione e l’aspetto teorico e pratico hanno raggiunto una sintesi equilibrata. Questi risultati sono stati resi possibili grazie all’utilizzo di materiali particolari e soluzioni tecniche innovative.
L’architettura greca è di tipo trilitico con un sistema costruttivo avente due elementi verticali che reggono un’architrave orizzontale e lo spazio tra colonne e pilastri può raggiungere al massimo una certa larghezza. Esistono anche gli edifici circolari chiamati toloi, difficili da realizzare e si conoscono infatti poche unità di edifici di questo tipo.
L’architettura romana supera i limiti facendo ricorso a:
- Materiali artificiali come i laterizi (ottenuti attraverso un processo di trasformazione dell’argilla) e il calcestruzzo (sabbie e scaglie di pietra che creano una struttura compatta, un blocco di cemento). Sia i mattoni sia il calcestruzzo permettono di ottenere qualsiasi forma e non limitano la costruzione attraverso soluzioni che prevedono solo pareti rettilinee. Nell’ambito di un cantiere romano la rifinitura è l’ultimo passaggio e l’uso di materiali così flessibili apre la strada a sperimentazioni progettuali vastissime.
Tempio di Minerva medica è un edificio di età tardo antica e nella parte inferiore è quasi completamente vuoto ed era coperto da un’enorme cupola e la copertura è stata possibile perché le parti alte sono alleggerite con l’inserimento di anfore vuote. Più si sale più i materiali diventano leggeri, come il travertino e la pietra pomice. Si sperimentarono soluzioni tecniche nuove e i vantaggi sono la possibilità di costruire in altezza e di coprire grandi superfici; altro elemento sfruttato dai romani è l’arco.
La formazione dell’architetto romano avviene nell’esercito e il suo compito principale è quello di realizzare in tempi molto brevi e con i materiali a disposizione un accampamento militare o un ponte per superare il fiume. Risolvere in tempi brevi dei problemi complessi non certo per finalità estetiche, ma per far alloggiare degli uomini; l’architetto doveva anche risolvere problemi di altro tipo, come la costruzione della recinzione del campo, la realizzazione di acquedotti o luoghi per gli animali. Le situazioni logistiche erano spesso difficili perché lui si trovava in luoghi non conosciuti. L’aspetto estetico era secondario e risolto con altre soluzioni; gli edifici romani vengono costruiti perché sono necessari (la maggior parte delle volte).
La porta di Adriano ad Atene sintetizza l’architettura romana sotto e quella greca sopra fatta da un sistema trilitico e il monumento rappresentava il confine tra l’Atene greca e quella romana. Ponte del diablo di Segovia, acquedotto che portava l’acqua in città; gli acquedotti sono realizzati sopra terra sfruttando le possibilità dell’arco e l’acqua passa nella parte alta sorretta da arcate doppie che fanno mantenere un percorso costante al canale dove passa l’acqua.
Le creazioni dei romani non venivano mostrate così come sono oggi, ma il tutto era rivestito con elementi decorativi degli ordini greci e nei teatri romani i diversi ordini sono utilizzati per i piani; l’ordine è definito finto perché l’edificio è costruito secondo principi romani e l’ordine architettonico greco incornicia la parte romana. Il Pantheon era concepito affinché la parte del pronao mascherasse la parte retrostante con la cella e la cupola e la piazza antistante era più bassa rispetto ad adesso. La facciata del tempio si rifà ad una tradizione antica greca.
Infine abbiamo una cura delle soluzioni decorative che porta all’uso di materiali policromatici con l’impiego di marmi colorati; ricostruzione della facciata della basilica Ulpia con elementi in bronzo e marmo. Per marmo intendiamo una pietra lucidabile; i marmi sono sia bianchi che colorati e sono il materiale più costoso e ricavato da giacimenti che si trovano nel deserto egiziano e che devono percorrere molti chilometri prima di arrivare a Roma. Ogni cava dà un marmo di qualità e colore diverso.
Gli edifici romani sono pensati per essere vissuti all’interno, diversamente da quello che accadeva per i greci e dentro la cella dei templi c’era solo la statua del Dio e solo i sacerdoti vi potevano entrare. Nel caso dell’architettura romana si pensa prima alle funzioni dell’edificio e alla costruzione delle opere in qualsiasi luogo, ci sono ville sopra le montagne e ci sono edifici che potevano ospitare moltissime persone (circo Massimo ne poteva ospitare 200mila).
L’uso di colori molto forti è caratteristico delle decorazioni interne romane, mentre spesso i nostri ambienti sono bianchi; una camera da letto totalmente nera era fantastica e si avevano forti contrasti tra pareti e pavimenti. Sala dei Misteri a Pompei ha le pareti decorate in maniera sublime, ma la pittura giunta sino a noi è solo decorativa. La decorazione degli interni crea degli spazi diversi, illusionisti e il tutto è pensato per vivere dentro; negli edifici privati gli esterni sono spesso deludenti e la luce veniva presa dall’alto perché non c’erano finestre. Anche i fori imperiali erano privi di finestre, ma permettevano alla luce di entrare dall’alto.
Lezione 4, 1 ottobre 2015
Il tempio
Il tempio è l'edificio più importante perché rappresenta la casa della divinità, vi si dedicava maggiore attenzione e venivano utilizzati i materiali più importanti. Il tempio romano è un'evoluzione di quello messo a punto in ambito italico.
Come è formato? Scalinata che porta all'atrio ampio e profondo in cui si trovano le celle. L'elevato della costruzione (quelli etruschi specialmente) è costruito con materiale non particolarmente solido mentre le coperture sono eseguite in terracotta con lo scopo di proteggere i materiali di costruzione. La facciata è costituita da colonne sempre di numero pari.
- Scopo: Ospitare la statua del dio, le cerimonie non avvengono all'interno ma all'esterno.
- Collocato su un podio che lo innalza rispetto agli edifici circostanti rendendolo più visibile
- Colonnato solo sulla parte anteriore
- Spazi molto ampi fra le colonne per via dei materiali di costruzione molto leggeri
- Entrata collocata nel lato più corto
L'edificio templare più antico che si conosca a Roma è il Tempio di Giove ed è etrusco.
- Costruito in cima al Campidoglio
- Realizzato dai Re etruschi dell'ultima dinastia di Tarquinio il Superbo
- Tre celle perché ospitava tre divinità: al centro la più importante aveva infatti uno spazio maggiore
- Il colonnato avvolge l'edificio su tre lati, tranne nel lato posteriore
- Intercolumnio = spazio tra due colonne (quelle centrali hanno uno spazio più ampio)
Tempio di Portuno (dedicato al dio dei porti):
- Ordine ionico
- Realizzato in tufo e travertino, pietre che soffrono le intemperie, rivestito in stucco
- Pseudo periptero: colonnato su tutti e quattro i lati
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