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Mos Maiorum: aderenza ai modelli tradizionali di comportamento.

Religio: Rispetto dei rituali religiosi della tradizione.

Gloria: Prestigio sociale tramite valore militare o attività di servizio alla comunità.

La produzione artistica è finalizzata alla celebrazione dei valori costruttivi dell’ethos

patrizio.

Ostentazione dello status attraverso l’esibizione del lusso. Alcuni

oggetti sono riconducibili a pratiche sociali tipiche

dell’aristocrazia, come i calici utilizzati nel Simposio. Spesso sono

oggetti esotici, che celebrano l’eccellenza. Sono collocati in

celebrazioni pubbliche e private. Spesso il contesto funerario

diventa una sorta di palcoscenico per esibire il proprio potere.

La classe aristocratica, rinnegherà il commercio; è una società di stampo

tradizionalista.

Domus regia: foro romano

Nella metà del VIII secolo si hanno le fasi più antiche dell’edificio. Si data ai primi anni

della fondazione di Roma. Viene utilizzato come residenza regia per i re da Numa

Pompilio ad Anco Marcio. Sarà poi sede di rappresentanza e di culto (culto di Marte, dei

Lares, di Ops Consiva e il sacro focolare di Vesta).

Costruita con materiali deperibili.

[Fine del VII secolo e VI secolo: Roma cade sotto l’influenza etrusca. Viene considerata

la “grande Roma dei Tarquini. Monumentalizzazione del paesaggio inteso come

paesaggio del potere.]

La domus regia assume più raffinatezza. Siamo nel periodo nel quale i Tarquini

promuovono la costruzione di colossali opere edilizie.

Nascono gli edifici con copertura pesante grazie ad un sistema di lastre che rivestono

la cornice del tetto. Queste lastre fittili di rivestimento ricevono ornamenti e colore.

Antefisse: elemento terminale detto “copricoppo”, spesso sono teste di divinità. E

spesso sono completamente decontestualizzate.

Presenza di miti e leggende greche (come il minotauro. La scelta non è casuale ma

molto ben studiata. Teseo, prima di divenire il re di Atene, uccide il minotauro. Questa

è la dimostrazione del valore eroico di Teseo. C’è anche una gru in quanto, giunti

all’isola di Delo, i fanciulli avevano ballato una danza che in greco significa gru.

Nella metà del VI secolo viene fatta costruire la CINTA SERVIANA (con suddivisione in 4

regioni), lunga 11 km e mantenuta per tutta l’età repubblicana. Altra invenzione è la

CLOACA MAXIMA, ossia un intricato condotto fognario per risolvere soprattutto il

problema della paludi in pianura.

Non è rimasto molto delle mura in quanto il materiale fu riutilizzato nel periodo della

Roma post-antica.

Area sacra di S. Omobono

In ordine Tuscanico, risale al 540/530. Rimangono pochissimi elementi. Alcuni pezzi del

muro e un pezzo di scala. C’è il podio per rendere il tempio inaccessibile. L’unico

ingresso è dalla rampa frontale. La forma del tempio è tozza

Caratteristiche: l’isolamento e la forma quadrangolare tozza hanno valori simbolici. Lo

spazio sacro è detto TEMPLIUM, ed è uno spazio liberato dalle presenze maligne. È

circoscritto e sacralizzato.

La Pars antica (ossia la parte avanti) è aperta in facciata da due file di colonne. È la

proiezione a terra di una porzione di cielo (auspicia). È orientata verso sud.

La Pars postica è divisa in tre celle. In ogni cella è posta la statua del

Dio. All’interno può esserci la casa del Dio, il TEMPIO. Ossia la

materializzazione del Templium. La casa del Dio deve essere isolata ed

innalzata verso il cielo.

Ha 2 funzioni: - la casa del Dio (la parte retrostante dove è posta la

statua), - il luogo dove il sacerdote trae gli auspicii (deve essere

logicamente un luogo all’aperto, nella parte anteriore).

Si sono ritrovate le statue di Eracle e di una divinità femminile che

potrebbe essere Atena o Afrodite o Ishtar. Le statue hanno il sorriso arcaico. Sono

ripresi i modelli tipici della produzione artistica greca. Sono in terracotta policromata.

Sono opera di maestranze provenienti dall’area greca ed etrusca.

Tempio di Giove Capitolino (triade Capitolina)

Tutte le città fondate da Roma avranno il Capitolinum. Sono strutture imponenti. Il

tempio in questione viene fondato sul colle Capitolino. È grande quasi 3000 mq. Ha un

grande zoccolo artificiale. Viene iniziato nel VI secolo dal primo re dei Tarquini e

ultimato solo nel 508 dai consoli della res publica.

È diverso dall’architettura templare abituale per via delle influenze. I valori rimangono

(come la pars postica chiusa e l’alto podio). C’è una scansione ritmica del colonnato

che però non varia la funzione degli spazi. Ci sono 3 celle. Una per ogni Dio della

triade. La più grande centrale è di Giove. Le altre due rispettivamente di Giunone e

Minerva.

Il tempio verrà distrutto da un incendio nell’83 e poi ricostruito

nel 69. Manterrà però la stessa forma.

Domus 3, esempio di villa patrizia

Risale al 630. Costruita alle pendici del Palatino. La domus è

l’elemento fondamentale nelle strategie di azione pubblica del

dominus. Lo spazio è organizzato. Non è aperta sull’esterno. La

luce e l’aria arrivano dai cortili interni. Sulla strada si aprono solo le taverne (delle

intercapedini esterne) che possono esser gestite direttamente dal proprietario o

affittate.

Nel cortile interno c’è il COMPLUVIUM, ossia uno spazio aperto del tetto con le 4 falde

che convergono verso il centro della struttura, e l’ IMPLUVIUM, ossia una conca di

raccolta dell’acqua.

C’è la sala di rappresentanza, le sale pritiniali (aree di banchetto) e l’Ortus.

DOPO IL 509

Il processo di assestamento è graduale. Le tensioni sociali portano a conflitti per il

cambiamento.

Nei primi decenni del V secolo compaiono ancora dei nomi etruschi

nei fasti consolari. Si accentua un programma edilizio senatorio con

nuovi edifici templari.

È sempre più forte la contrapposizione tra le nobilitas e la plebe. Vi

sono due programmi differenziati nell’edilizia delle due realtà. La

nobiltà rimane legata alla tradizione (tempio di Saturno, comitium,

tempio dei castori) costruendo nel foro. La plebe investe su altre aree come l’Aventino,

dedicando templi ad altre divinità che sentono più vicine (Mercurio, protettore del

commercio, Libero, Libera e Cerere, del vino, uva, messi e grano).

C’è l’intervento di artisti greci come Damophilos (amante del popolo, nome parlante),

Corgasos.

Il CAMPO MARZIO prima era di proprietà dei re, ora invece si collocano le attività

militari, il censimento e le votazioni (staccionate provvisorie per le votazioni- Saepta).

Nuovo fervore edilizio. È cambiata la committenza. Uso convenzionale del colore per

l’incarnato. L’uomo è rosso, la donna bianca.

Amazzonomachia: torso di guerriero ferito. Raffinata fattura greca. Tardo arcaismo

visibile.

LUPA CAPITOLINA

Resa stilizzata del manto, schematizzazione del corpo, accentuato realismo

dell’espressione minacciosa. È un esempio d’eccezione in quanto è stata pervenuta la

statua in bronzo. Di solito si ritrovano solo copie in marmo perché il bronzo può essere

riutilizzato. Arcaica. Brusco attaccamento tra testa e corpo. Sproporzionata, il collo è

eccessivamente lungo.

Si parla di due lupe. Una sul capidoglio colpita da un fulmine (forse quella che si

conosce per via di un danneggiamento visibile sulla gamba), l’altra nel Lupercale,

integrata con i gemelli nel 295.

Serrata del patriziato

Crisi del V secolo. Chiusura sociale per la classe dirigente che presenta un

atteggiamento conservatore. Porta ad una grave recessione e quindi ad una drastica

riduzione dell’attività edilizia pubblica. In più si aggiunge la conflittualità con i paesi

vicini (Volsci, Etruschi, Equi).

La ripresa si vede dopo la vittoria su Veio e con le guerre sannitiche e galliche inizia

l’espansione.

Cista Ficoroni

Ha la firma, rarissimo esempio. Si sa sia chi l’ha comprato che chi l’ha prodotta.

Intorno al IV secolo, 340.

È un oggetto tipicamente italico. Arriva da Preneste. È un contenitore in legno. È il

tipico prodotto femminile aristocratico.

“Dindia Malconia mi ha fatto dono alla figlia”. Fu probabilmente un regalo di nozze.

L’artista è Novios Plautios.

L’oggetto presenta motivi decorativi e figure anche sull’impugnatura dove ci sono tre

statuette di Dionisio e due sireni. Dionisio è paragonato

ai modelli prassitelici (sbilanciamento, posizione a s,

simmetria. Parametri usati da Prassitele).

Mito degli argonauti: il re della popolazione locale,

gigante e terribile (inventore del pugilato) venne

sconfitto dai Romani.

Le scene sono intagliate da un ciclo più complesso. La linea è incisa sul bronzo, ci sono

scorci abilissimi, disegni di anfore e oggetti tipicamente occidentali e non conosciuti in

Grecia, utilizzati dall’artista per mostrare la sua abilità.

-Statue di Demetra e Persefone (libera e cerere) in terracotta

(tradizione occidentale). Altezza naturale.

- Busti di Demetra e Persefone da Arriccia. Opere tipicamente

ellenistiche. Non c’è più differenza tra italico greco e romano.

-Sarcofago di Emilio Scipione Barbato. Della prima metà del III

secolo. “forte, valoroso e capace, la cui forme era pari alla sua

virtù”. Per i romani l’aspetto fisico rispecchiava le virtù morali.

L’Ellenizzazione delle forme architettoniche

La presa di Siracusa nel 212 a.c. portò anche ad una svolta nella

prassi artistica. A Roma arrivano architetti, scultori e artigiani che

cambiano il mondo della produzione artistica e artigianale.

- la facciata monumentale della tomba degli Scipioni sulla

via Appia

Presenta il linguaggio architettonico greco. Ci

sono le nicchie di alloggiamento per le statue.

È una facciata solo estetica, appoggiata. Non

ha nessuna funzione strutturale. Ci sono

anche capitelli corinzi.

Inizia a svilupparsi una politica edilizia dove i

comandanti che accumulano successi e

fortuna promuovono una politica autocelebrativa, entrando cosi in conflitto con la

nobilitas senatoria.

Arrivano architetti greci come Ermodoro di Salamina. Verrà commissionato

da Q. Cecilio Metello, la costruzione del Porticus Metelli. (146-143 oppure

131)

Viene finanziato da Metelli con scopo autocelebrativo dopo aver vinto in

Grecia.

Vengono inclusi nel complesso anche il Tempio a Giunone Regina (179) e

quello di Giove Statore.

AREA SACRA DI LARGO ARGENTINA

Tempio di Portunus (detto della fortuna virile)

Seconda metà, II secolo a.c. Tempio pseudo periptero, tetrastilo di ordine ionico su

podio. Ci sono semicolonne lungo i lati della cella che non hanno un valore funzionale.

I modelli greci vengono trasformati ed assorbiti dai romani. È una forma di

compromesso.

4 templi inseriti poi nel porticus minucia vetus

A: tempio etrusco- italico, poi periptero

B: tempio rotondo poi pseudoperiptero (nell’ultima fase riceve la scalinata frontale e

podio)

C: periptero sine postico

D: tempio etrusco- italico

Il ritratto

L’arte terrena era rappresentata dal ritratto. Simbolo del

crudo verismo.

Ci sono due tradizioni nella ritrattistica:

- Ellenistica (raffinata, colta, elegante, aulica)

- Italica (linguaggio formale elaborato da civiltà contadine. Rude,

schietta, severa. Tipico dell’arte occidentale)

Es. prima tradizione: Ritratto di Alessandro (di Lisippo), realistico ed

introspettivo.

Il culto della persona favorisce lo sviluppo di questo genere artistico. I

tratti somatici diventano segno della personalità e delle qualità morali.

Es. seconda tradizione: Ritratto di Bruto Capitolino (III secolo), forse

appartenente ad una statua equestre (la testa è abbassata), aspra, cruda,

rude.

Ritratto psicologico: gravitas, forza interiore, resa realistica dei capelli,

nessuna volontà di ingentilirne l’aspetto. Naturalismo tipico del mondo greco.

Ritrattistica in età Repubblicana

Togato Barberini: viene raffigurato con i suoi Avi. È dell’età Augustea.

Ritratto da Osimo (50 a.c.): in marmo, naturalismo e riproduzione

minuziosa della realtà. Rappresentato con le rughe d’età.

Patrizio Torlonia: (metà I sec ac) intransigente severità, realismo

morboso.

Ritratto Silla: ritrattica dinastica ellenistica. Forte resa chiaro scurale.

Molto plastico. Esaltazione dell’individuo attraverso l’accentuata

rappresentazione psicologica.

Ritratto di Pompeo: in due periodi diversi della sua carriera politica: le

rughe sulla fronte increspano il volto. È il segno caratterizzante, non più

segno naturalistico. La ciocca anima la fronte. Richiama l’immagine di

Alessandro Magno. “Imitatio Alexandri”. È un esempio di iconografia

propagandistica. Assenza dei segni dell’età. Solo corrucciamento della

fronte.

Pseudo Atleta da Delo: (fine II sec ac) corpo greco e viso romano. A

Roma non è particolarmente apprezzata la nudità autocelebrativa. È

giudicata negativamente se rappresenta un individuo reale. Appunto

questa arriva da Delo.

Nascono le botteghe neo attiche ossia quelle botteghe che guardano

all’età classica di Fidia.

Generale da Tivoli: anni 90-70. Nudità eroica, simboli

militari come la corazza. Accentuato realismo. Viene

rivestita (negazione della nudità completa).

Principe delle terme: completamente ellenistica. Il problema dell’identificazione è

irrisolto. Era per un principe ellenistico, e poi viene importata a Roma, oppure era la

raffigurazione secondo i modelli ellenistici.

“è uso greco non coprire il corpo, i romani da soldati quali sono aggiungono la

corazza” disse Plinio.

Dell’arte statuaria a noi giungono molte copie, spesso infedeli per le

aggiunte dell’artista, intenzionali o inconsapevoli, legate alla sensibilità

dell’artista.

Apoxiomenos: la replica romana dell’originale in bronzo presenta

delle differenze. La replica è ferma e banale a differenza della

possenza e della resa vibrante del bronzo. La nudità è vista male sono

se connota un individuo reale.

ESEMPI DI ARTE NEOATTICA

Ares Ludovisi

Fine II secolo.

Viene attribuita a Skopas per gli occhi. Segue lo schema fidiaco (come ares sul

Partenone). Volto scopadeo. Capigliatura vagamente prassitelica. Concezione

spaziale lisippea.

Acrolito di marmo del II secolo: linguaggio aulico. (acrolito: le parti nude come

piedi, viso e mani sono in marmo mentre il corpo è in una

intelaiatura lignea con vesti)

PITTURA TRIONFALE

Assenza di esiti chiaro scurali, luministici.

Il trionfo era una cerimonia di celebrazione del potere che

avveniva quando un generale vittorioso attraversava la città.

Trionfo di Lucio Ostillo Mancino in Cartagine: (146 a.c.). Sono affreschi. Il

generale portava dei modelli e delle tavole per descrivere al senato gli avvenimenti.

L’arte romana è un’arte didascalica. Mostra i dettagli. Nasce appunto dalla necessità di

comunicare rapidamente alcuni avvenimenti.

Affresco di Fabio e Fannio:

- sviluppato su registri sovrapposti (assenza di regole prospettiche)

- assenza di proporzioni naturalistiche

- rappresentazione continua

- contrasti cromatici

- attenzione ai dettagli

mura con personaggi (spettatori?) >

Sannita > < Romano

Uomo che scaglia una lancia > < personaggi che assistono

(scena di tregua, trattativa) >

Sanniti e un romano >

< scena di combattimento

Sepolcro degli statilii all’esquilino

Ritmo serrato, accentuato dinamismo, gioco di luci e

ombre.

Dettaglio con scena della fondazione della città

(costruzione del muro).

Basilica emilia I secolo

Fregio con scene della fondazione di una città.

(Roma?)

Assenza di proporzioni naturalistiche, linguaggio simbolico, intento didascalico,

disposizione paratattica dei personaggi e degli episodi. La figura femminile con corona

è la personificazione della città.

Ara detta di Domizio Enobarbo

Fine secondo secolo (100). Scoperta nel 1639. Forse erano pannelli che decoravano

l’altare. Ora forse si crede che sia il basamento di un gruppo statuario. Forse situato

nel tempio di San Salvatore. Fregio su 4 lati, il nome è convenzionale. Sono pannelli

“chiusi” da due lesene.

Naturalismo, senso del movimento, ricerca della resa atmosferica. Soggetto

mitologico. L’episodio centrale raffigura un carro trainato da due tritoni, che

trasportano due figure, Anfitrite e Poseidon durante il loro matrimonio.

È ambientato in fondo al mare. Intorno

alla coppia ci sono divinità acquatiche.

Si riconosce la tradizione dell’arte greca

ellenistica. Presenza di profondi

chiari-scuri, panneggi, resa delle teste e

dell’anatomia.

Suggerisce spazialità. La ruota è orale,

in quanto di scorcio. Sfonda la parete.

Sovrapposizione della gamba di

Poseidon sul tritone. Grande resa del

movimento.

2 episodi di una cerimonia:

- registrazione delle proprietà dei cittadini romani e iscrizione nella classe di

censo: uno iurator registra le dichiarazioni di un cittadino, documenti stretti

nella mano, alle sue spalle un magistrato appoggia la mano su un cittadino

- sacrificio, si svolge sui 2/3 del pannello restante. C’è l’altare di Marte, un

magistrato (censore) incaricato della cerimonia indossa la toga con il velo.

“Suovertaurina” ossia sacrificio del toro, capra e maiale.

Presenza del tema amministrativo e del tema religioso. Assenza di proporzioni

naturalistica. Rigido schema paratattico. Il fondo neutro è tipico della tradizione

ellenistica.

Commissionate da un censore che ha voluto commemorare le sue attività pubbliche. Il

soggetto civico è tipico del linguaggio espressivo romano radicato. Arte eclettica.

ARCHITETTURA

Il modo di costruire in grandi blocchi era tipico del

Mediterraneo ma significava un notevole impegno

economico e di tempo oltre al fatto che era possibile

realizzare una serie di forme piuttosto limitate.

(pilastri e architravi a T). Questo modo di costruire

ha quindi dei limiti.

A cambiare radicalmente l’architettura è l’invenzione

dell’ opus caementicium (calce+ sabbia+ acqua=

malta + frammenti di ciottoli. L’impasto veniva

messo in posa in casseformi). La calce era già nota

ma veniva usata pura per i rivestimenti. È un

metodo costruttivo più facile da spostare perché

può essere parcellizzato. È economico e rapido.

Oltretutto assume la forma che gli si da. Si inizia a costruire con forme architettoniche

diverse. Viene introdotta la cupola, la volta a botte e la volta a crociera. L’opus

caementicium necessita di un rivestimento che diviene sempre più elaborato. Opus

incertum (il più facile), reti culatum (standardizzato), mixtum, vitatum, testaceum (in

laterizio).

Vengono elaborati edifici con facciate che suggeriscono spazi completamente diversi

da quelli interni. (come il Pantheon).

La tecnica non nasce a Roma, bensì è una scoperta casuale nel Lazio meridionale. Era

usato in modo secondario, come accessorio. Poi si afferma anche a Roma. È fonte di

incremento demografico e commerciale.

Per iniziativa degli edili curuli nasce l’emporium al di la dell’Aventino, sul fiume.

(Porticus Aimilia o Navalia)

A noi sono giunti frammenti della Forma urbis, ossia la grande pianta che registra

l’urbanistica di Roma. Su di essa era rappresentata anche parte dell’Emporium. è un

colossale edificio, di quasi 30.000 mq.

È una grande struttura pubblica ad uso commerciale. È il primo esempio dell’uso

sistematico del cementia e della volta a botte. Mostra il carattere sperimentale dei

nuovi materiali. C’è una cellula

base (una volta a botte) che viene

ripetuta 350 volte in cellule

giustapposte in modo paratattico.

Sono ambienti contigui.

Fuori da Roma, nel Lazio, iniziano a fiorire santuari su terrazze (da metà del II secolo

fino a metà del I secolo).

I materiali sono messi al servizio di nuove realizzazioni

(in età ellenistica si diffonde un’urbanistica che sfrutta il paesaggio per realizzazioni

scenografiche. Anche in aree difficilmente costruibili, dove il paesaggio viene

modificato spesso con terrazze a quote diverse che si sovrappongono. (come per la

cavea teatrale veniva usato il pendio scosceso).

Questi modelli vengono utilizzati anche dai Romani.

Mantengono lo schema italico con il tempio sine postico. Ha la forma dell’edificio

templare, associazione santuario/cavea, accentuata frontalità, conservazione del

boschetto sacro. Modello ellenistico.

Si nota la ricerca dell’aspetto scenografico con l’utilizzazione di dislivelli naturali;

l’equilibrio e il rigore dati dai rapporti dimensionali tra gli elementi.

SANTUARIO DI PALESTRINA

Il santuario è connesso alla

città. È il santuario della

fortuna primigenia.

Indica lo sviluppo

scenografico del mondo

ellenistico.

Il nucleo del centro storico

medievale è stato devastato

dalle bombe nella seconda

guerra mondiale. Sotto

si sono trovati i resti romani.

_portico a

semiciclo __gradinata a

cavea

Fornici _tholos

monoptera

A semicolonna __

Terrazza

A emicicli_____ _terrazza porticata

Rampe oblique

Coperte_______

MOSAICO DI PALESTRINA, mosaico nilotico del santuario della fortuna

primigenia

Lithostrota musivi

È un’immagine a volo di uccello del corso del Nilo. Era un mosaico pavimentale, dalla

forma absidata perché andava a rivestire la pavimentazione dell’abside. Viene

rinvenuto nel ’600. Le tecniche del restauro erano però modeste, furono commessi

errori e delle parti furono rovinate. Venne restaurato a Roma. Venne riportato a

Palestrina ma rismontato in occasione delle guerre. Il 40% ora è restauro.

Vengono raffigurate le sorgenti in Nubia, ben sviluppato è l’aspetto zoologico.

Presenza di navi, zattere, edifici, piccole città immerse nell’acqua. Il tempio faraonico

e la città turrita. Nilometro di Elefantina (pozzo graduato per misurare la portata della

piena. Feste orgiastiche, banchetti. Istituzione dei Ptolemaia (festività ad Alessandria

ogni 5 anni, per celebrare la dinastia tolemaica). Rappresentazione naturalistica

minuziosa e fedele. È un’opera realizzata nell’epoca romana ma tipicamente

ellenistica. Rese chiaro scurali per suggerire la volumetria. Il committente

probabilmente era legato a livello commerciale con l’Egitto. Presenti elementi estranei

al mondo romano come la policromia vibrante e le visioni a volo d’uccello.

SANTUARI LAZIALI

Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli

Prima metà del I secolo. Presenta una cavea simicircolare, un porticus triples e l’alto

podio. Il tempio è periptero sine postico. È stato artificialmente rialzato. All’interno le

camere sono voltate. Il santuario era ad uso commerciale.

LA BASILICA, nuove forme architettoniche

Arriva a Roma nei primi decenni del II secolo.

In greco: “aula regia”. Erano grandi sale ipostile (cioè sostenute da colonne) che

nascono nel mondo greco e si sviluppano soprattutto nell’età ellenistica (nel mondo

egizio dei Tolomei).

Le basiliche sono connesse alle piazze forensi. Sono edifici polifunzionali (per attività

finanziarie, giudiziarie e amministrative) diversi ossia dal tempio.

La basilica ha pianta rettangolare. L’interno è suddiviso in navate da colonnati. La

navata centrale è più ampia e più alta. La luce arriva da finestre situate nella parte

superiore. C’è il podio, destinato a giudici e rappresentanti del potere (tribunali). Si

affaccia sul foro (che è ormai il centro intorno al quale si dispongono tutti gli edifici più

importanti).

Nonostante questa sia una basilica civile ispirerà la basilica cristiana.

Tabularium

Nel foro sorge un problema estetico. Tutti i lati, tranne uno, sono chiuse dalla basilica,

dalla Aer Millia e Sempronia. Sorge la necessità di realizzare un fondo, una facciata

monumentale. Si realizza ne 68 a.c. il Tabularium. Realizzato secondo l’archivio di

stato da Lutazio Catulo.

Il Tabularium oltre che funzione estetica ha anche la funzione di regolarizzare il pendio

accentuato, disagevole per la molta acqua che portava nel foro quando pioveva..

Del Tabularim rimane fedele solo la struttura di fondazione, utilizzata poi per gli edifici

successivi.

È in opus caementicium e il podio in tufo. Sono presenti le Theater motivi ossia arcate

a tutto sesto inquadrate da semicolonne e una trabeazione rettilinea.

Ci sono una serie di vanu allineati lungo la scalinata interna. Il primo piano presenta

una galleria in opus caementicium scandita da volte a crociera. È un’architettura di

facciata. I salti di quota diventato elementi funzionali. È a pianta trapezoidale.

RIPLASMAZIONE DELL’IMMAGINE URBANISTICA

Vi è una competizione urbanistica e monumentale tra committenti. La contesa avviene

tra i viri trimphales e la nobilitas.

È un enorme sforzo finanziario destinato a lasciare un segno duraturo del potere

personale. I complessi monumentali diventano manifesti politici. Diventano messaggi

politici e culturali dei committenti.

Si da il via al gusto per l’asiatico luxuria ossia al lusso più sfrenato.

Il teatro

Prima era effimero. Ora diventa stabile.

Teatro di Pompeo

È la dimostrazione della debolezza del senato e dell’astuzia di Pompeo. Viene costruito

fuori dalle mura, nel Campo Marzio. È una minaccia per l’ordine costituito.

Sulla cavea viene realizzato il suo santuario. Un templium in sumna cavea di Venux

Victrix ossia Venere Vincitrice, una divinità che diventa tutelare del personaggio

politico. Esempio di divinità personale.

Porticus Post Scenam: dietro la scena ci sono giardini, fontane, giochi d’acqua, statue

ecc. Formalmente per ospitare gli spettatori ma usato come autocelebrazione. Realizza

una grande aula che diventa la curia (è sempre stata nel cuore del foro repubblicano,

uno spazio politico neutro).

Viene realizzato nel Campo Marzio in modo che sia possibile l’incontro tra il senato e il

generale vittorioso in armi (con l’imperium).

Pompeo fa costruire la curia in un complesso privato, per nulla neutro. Ha valenza

ideologica e simbolica.

In opera cementizia, staticamente autonoma. L’orchestra semicircolare è ridotta. La

struttura della cavea si sviluppa in elevato. È un corpo indipendente che necessita di

una saldatura. La scena di sviluppa fino all’altezza della cavea.

La struttura sottostante è cava. Tutto è realizzato con camere voltate che creano una

sorta di formicaio. È funzionale per sviluppare

in elevato in modo economico. Estrema

organizzazione degli spazi e dei percorsi. Il

teatro di Marcello e Balbo rimangono invariati.

Si perde il tempio di Pompei nei teatri

successivi.

Facciata del teatro di Marcello

Facciata curvilinea Theatermotiv. Successione di tre ordini: dorico, ionico e corinzio.

Le due inferiori in caementicium, il terzo ligneo. Definizione dello schema canonico.

Esteso uso di materiali marmorei.

Riplasmazione degli spazi. Viene inserito in un complesso di carattere privato che

assorbe le funzioni del foro repubblicano.

I fenomeni introdotti da Pompeo saranno più accentuati e più radicali con Cesare. Egli

si autocelebrerà nel cuore di Roma.

IL FORO DI CESARE

È il modello dei fori di età imperiale:

- piazza chiusa, porticata su tre lati e delimitata da un alto muro perimetrale.

- Statua equestre di Cesare al centro della piazza (Alessandro su Bucefalo)

- Tempio dinastico periptero sine postico absidato in marmo di carrara su un

podio di 5 metri dedicato a Venere genitrice. (mentre per Pompeo la Dea era

solo protettrice per Cesare è la madre/antenata in quanto Venere è madre di

Enea. E la gens iulia arriva da Ascanio Iulio figlio di Enea).

- Manca la scala di accesso principale al tempio, la scala si trova sotto la statua.

Ci sono due rampe laterali per raggiungere l’altezza e quindi il ruolo di Cesare.

Dopo l’inaugurazione del 46 sedeva sul trono del tempio.

- Il fronte è caratterizzato da colonne ravvicinate sviluppate in altezza

- Accentuata assialità ma non si avvertiva l’irregolarità.

- Trasforma la curia in un tempietto a Felicitas e la sposta chiamandola curia iulia.

Diventa il vestibolo (il vano annesso) al foro di Cesare.

- Organizza un sistema di gallerie per i laudi gladiatori

IL CLASSICISMO AUGUSTEO

L’affermazione del classicismo, come modello artistico, politico e di facciata si ha nel

periodo augusteo. È un linguaggio al servizio di un progetto di rifondazione politica,

ideologica e culturale dello Stato. Trasformazione radicale della società e delle

istituzioni. Viene citato da Virgilio nelle Bucoliche, da Orazio nell’epistule.

Augusto si circonda da un gruppo culturale e artistico composto da artisti, letterati,

pensatori. Sono al servizio del nuovo programma culturale che vede come obiettivo la

ricerca della Pax.

È un programma raffinato. Si affida al potere delle immagini. Attenzione e rispetto per

le regole e l’equilibrio. Impiegherà le botteghe neoattiche.

- Giusta misura della forma

- Padronanza della composizione

- Controllata, niente spazio alle passioni

- Perfezione formale, eleganza e raffinatezza

- Aulica e impersonale

- Non è fine a se stessa ma veicola un messaggio

Ritratti di Ottaviano

Sono il paradigma per vedere come cambia.

- Anni 40: Prima le immagini riportano un giovane condottiero

armato di grande energia. È di tradizione ellenistica. Occhi

infossati, bocca corrugata, scatto netto del capo. Viene inserito un

elemento caratterizzante per la dinastia giulio claudia ossia la

ciocca a tenaglia.

- Stauta Augusta prima porta (nella villa di Livia). Visibili il

raggelamento e l’idealizzazione. Il volto è senza età.

Sulla corazza è raffigurata l’attività diplomatica di Augusto con i

Parti. Tale evento gode della presenza degli Dei. sfinge

Cielus (cielo)_____ ____Aurora e Phesporus

Sole____________

Germania________ ________Pannonia?

Tiberio?__________

Apollo su un grifone_______ ______Diana su una cerva

Tellus(terra) con 2 putti___

Una storia banale diventa un messaggio di

grandissima forza. Aurora e Phesporus sono

le divinità della luce e del mattino. Mentre

Tellus è la potenza generatrice,

un’immagine di pace.

Augusto Togato, qualità straordinaria

della plasmazione della toga. È

rappresentato come magistrato nell’atto di

sacrificare (è pontefice massimo dal 12 a.c. fino

alla morte). È sobrio. Visibile la sublimazione

ieratica. Tema della moralizzazione dei

costumi. Si rappresenta come

mediatore fra gli uomini e gli Dei. La testa

viene lavorata a parte. Probabilmente da una bottega

specializzata in ritratti. Il viso è affilato, lo sguardo

pensoso. È affaticato ( dalla malattia) ma non si vede

l’età.

ARA PACIS AUGUSTAE

Viene inaugurata il 9, quando le porte del tempio di Giano vengono chiuse. Ma votato

dal senato nel 13. È la nascita dell’età dell’oro.

L’altare vero e proprio è all’interno. Quasi come un motivo secondario. L’elemento

importante è il recinto rivestito da decorazioni. È un evidente esempio di richiamo alla

tradizione. È la materializzazione di un’utopia.

Negli anni ’30 viene rimontata sulle sponde del Tevere. Prima era ubicata nel Campo

Marzio e faceva parte di un complesso grandissimo

Un obelisco egizio al centro della piazza fungeva da

meridiana. Il 23 settembre, data di nascita di Augusto,

l’obelisco centrava l’ara.

Augusto si rappresenta come umile servitore dello Stato.

L’interno è decorato da raffinate fasce. È la

materializzazione del recinto originario del templium. Non

c’è nessuna logica strutturale. Notevole è il motivo

neoattico del fregio di palmette e fiori di loto.

La parte superiore è costellata da una scansione ritmica di

bucrani (teste scheletriche di bovini), i quali sono anche punto di

raccordo di festoni. Era tutto a colori.

L’altare è meno interessante ma serviva a giustificare l’opera. È

banale nelle decorazioni. Il fregio ha figure rappresentate

paratatticamente, non c’è nessun interesse per la spazialità.

Rappresentazione canonica del sacrificio.

La base esterna del recinto è pervasa da una siepe di acanto,

una pianta spontanea. La simmetria è rigida e fredda. Vengono

inseriti piccoli animali anche loro assimilati dalla simmetria

Ci sono 4 pannelli a coppia. Due di soggetto mito-storico e due allegorie. Di due

rimangono solo frammenti..

Rilievo con Enea e Ascanio

Enea è anziano, porta il capo velato. È una scena di sacrificio (per adattarla al

contesto). L’altare è un masso (improvvisato). Ci sono annotazioni paesaggistiche. Ci

si allontana dal modello classico. Alcune spunti sono presi dall’arte ellenistica. (per il

paesaggio e il tempietto in lontananza).

Rilievo di Saturnia Tellus

Pannello allegorico. Tipico dell’arte classica.. Ci sono due

figure femminili nude probabilmente divine. Sono le due

personificazioni dei venti da acque marine e terrestri.

Uno con il cigno e il canneto e l’altro con un mostro

marino e l’acqua. La donna è la terra. Simbolo di fertilità

e prosperità. È una figura matronale, ieratica. Tiene i

gemelli in braccio. Non viene specificato chi siano i due

bimbi. Ai suoi piedi ci sono dei bovini e

dietro dei bulbi di papavero.

Potrebbe essere anche la personificazione

di Roma o della Pax. È l’esempio della

materializzazione degli effetti del progetto

di Augusto.

Lato sud, processione ufficiale

Corteo di personaggi che rivestono cariche

pubbliche. Si riconoscono 4 pontefici e al

centro Augusto che riveste la ponteficia

maxima.

Nel rilievo gli altri personaggi sono pari a

lui. Questo ovviamente avviene solo

teoricamente. Augusto è velato e

l’unico con il volto di prospetto.

I personaggi sono tutti simili. I panneggi

diversi e le pieghe vibranti. È

un’immagine convenzionale. Il rilievo è

basso. Non c’è nessuna determinazione

spaziale. Non si definiscono modi e

tempi. È un corteo ideale. Senza tempo.

“un corteo per sempre”. Per volti e

panneggi è chiaro il linguaggio

classicista.

Lato nord, processione privata

Sono presenti donne e bambini che nelle attività pubbliche non ci sono. C’è tutta la

gens iulia. È un corteo ideale, mai avvenuto nella realtà. È un’immagine di cronaca.

Foro di Augusto

Votato nel 42 e ultimato nel 2. È disposto con l’asse a 90°. Vi era difficoltà a trovare

spazi liberi. Augusto acquista a prezzi altissimi le proprietà private per raderle al suolo

e costruirci sopra.

Irregolarità della piazza, dall’interno non è percepibile. Sono necessari adattamenti per

le aree densamente occupate che Augusto non è riuscito ad acquistare.

Rimane una struttura di perimetrazione che fa intuire che c’erano spazi recintati.

Utilizza la tipologia dell’edificio templare

con la cella absidata sull’alto podio

colonnato e le statue al centro della

piazza.

“Una delle più belle costruzioni che mai

vide la terra”, disse Plinio.

L’intero complesso sviluppa una

decorazione simbolica.

I summi viri sono statue degli antenati

(reali o mitici) che hanno partecipato

alla fortuna di Roma. C’è una visione trionfale di Roma. (sono presenti personaggio

come Enea, Romolo, Pompeo, Cesare). La statua di Augusto è al centro ed è

rappresentato come il “pater patriae”. Omaggio al mos maiorum (=nucleo della

morale tradizionale romana. In latino appunto significa “costume degli antenati”).

In fondo vi è il tempio di Marte vendicatore (vendicatore dell’uccisione del padre

adottivo, Cesare).

La costruzione del tempio viene votata nel 42, la sera prima della battaglia di Filippo

contro i Cesaricidi.

Augusto porta nella sua famiglia anche Marte, in quanto padre di Romolo e Remo. (Rea

Silvia era parente di Enea).

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Le scelte stilistiche affermate nel periodo Augusteo condizioneranno la produzione

successiva (fino alla seconda metà del II secolo a.c.)

Susa: Arco di Augusto

9-8 a.c. Susa era la capitale della regione. In occasione del 3°

viaggio di Augusto in Gallia viene eretto questo manifesto

ideologico. Esemplare prodotto dalla munificenza delle classi

dirigenti locali celebranti la propria scelta politica. È segno

del potere, della celebrazione di Roma e del suo imperatore.

È articolato in 4 linguaggi espressivi complementari:

architettonico, epigrafico, decorativo, scultoreo.

Le forme sono sobrie e classiche. La tipologia monumentale è

tipicamente romana. Celebra la vittoria di Roma. Roma non ha vinto con le forze

militari in quanto le popolazioni delle Alpi Cozie rinunciarono autonomamente

all’autonomia e accettarono il fedus. Mantengono una parziale autonomia.

L’arco è collocato lungo le vie della Gallia, tra il Monginevro e Augusta Taurinorum. Il

linguaggio architettonico è colto, aulico e raffinato. È collocato in modo da avere una

valenza ideologica elevata.

È di forte impatto. Il suo messaggio complesso gioca sull’epigrafia. Viene dedicato

all’imperatore Augusto (figlio del divino Cesare) dal re per discendenza Marcus Iulius

Cottius che rinuncia al suo titolo, dichiarandosi solo magistrato, potere conferitogli da

Roma. È un esempio di Romanizzazione.

Il fregio è continuo. Prima del contatto con Roma non c’erano iconografie.

Lato1:

scena di sacrificio suovetaurilia. C’è un altare ed un Cozio in toga con capo velato. Si

presenta come prefettus. A livello storico è una scena molto particolare.

[_________[______]__________]

Galli sacrificio Romani

Da entrambe le parti sono rappresentati fanti e cavalieri. Per il fedus era d’obbligo

cedere uomini per l’esercito romano.

Non c’è cultura ne abilità tecnica. I panneggi sono impacciati, si nota la pesantezza. I

raccordi sono forzati e l’anatomia è appena abbozzata.

Lato 2:

molto simile. È sempre una scena di sacrificio. C’è un personaggio nudo con il cavallo.

È una divinità romana. Ci sono due dioscuri, i tutelari dell’ordine equestre, nel quale

entra Cozio diventando prefetto.

È molto evidente la volontà di adeguarsi.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali, archeologici e storico-artistici
SSD:
Docente: Elia Diego
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristiana91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia classica romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Elia Diego.

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