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Appunti di Infermieristica clinica in area critica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Marra dell’università degli Studi Tor Vergata - Uniroma2, Facoltà di Medicina e chirurgia, Corso di laurea in infermieristica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Infermieristica clinica in area critica docente Prof. G. Marra

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ESTRATTO DOCUMENTO

VERIFICA DELLA CORRETTA INTUBAZIONE

Auscultare i quattro corpi polmonari e epigastrico, CAPNOGRAFIA per controlla CO2, ETCO2 35-45 mmHg.

AIRTRAQ: laringoscopio ottico funziona come un visore diretto

COMBITUBE: rigido e traumatico, intubazione con FIBROBRONCOSCOPIO

TRACHEOTOMIA

Modalità di accesso alle vie aeree, ridotte infezione, può alimentarsi se devono essere intubati per molto

tempo

CRICOTIROIDOTOMIA tra tiroide e cricoide per accesso in emergenza.

Serve a creare una comunicazione d’aria diretta

Si effettua con kit da mini tracheotomia

Complicanze tracheotomie precoci:

- emorragie

- infezioni

- enfisemi

tardive:

- stenosi tracheale

- fistola tracheoesofagea

- fistola

- infezioni

ARRESTO CARDIORESPIRATORIO

Arresto dell’attività cardiaca e respiratoria spontanea ed efficace

Cause insufficienza cardiocircolatoria

- danno cardiaco primario

- danno cardiaco secondario

- scompenso circolatorio

cause insufficienza respiratoria

- ipoventilazione

- alterazione rapporto V/Q

- alterazione trasporto O2

- alterazione utilizzazione apporto O2

RIANIMAZIONE CARDIO POLMONARE

RCP e MCE (massaggio cardiaco esterno) e ventilazione

ALS: operativi e attrezzature avanzate

BLSD

Defibrillare: corretto per resettare temperamento attività cardiaca per poi ripristinare la ripresa del pecemaker

RITMI NON DEFIBRILLABILI: asistolia, ritmi in cui non c’è associazione elettromeccanica.

PEA: dissociazione elettromeccanica ritmo sinusale presente ma pz è in arresto

RITMI DEFIBRILLABILI perché consentono alla corrente in arrivo di modificarli: fibrillazione ventricolare,

tachicardia ventricolare (senza polso entrambe), con polso non si defibrilla il pz è in periarresto

DEFIBRILLATORE SEMI AUTOMATICO

- sistema di analisi ritmo,

- elettrodi adesivi

DEFIBRILLATORE MANUALE

Dipende da chi legge il ritmo, può fare anche la cardio versione (per fibrillazione atriale)

Funziona anche da pacemaker,

variabili della defibrillazione:

- tipo onda (onda bifasica)

- impedenza trasn toracica

- posizione elettrodi, emiclaveale dx, e apice.

I peli possono impedire il passaggio della corrente o la ventilazione quindi il respiro impediscono il passaggio

della corrente nel torace.

CONSEGUENZE:

- morte clinica: assenza di coscienza e respiro

- morte biologica: assenza flusso ai tessuti cerebrali

- morte cerebrale: alte zone in distruzione cerebrale

- stato vegetativo persistente: persistenza attività tronco encefalico anche parziale

RITMI DEFIBRILLABILI

- Fibrillazione ventricolare (FV) più frequente anche quando non c’è polso: possibilità di trattamento

attraverso la fibrillazione

- Tachicardia ventricolare senza polso (TV) vagamente più organizzata

RITMI PARTICOLARI NON DEFRIBRILLABILI

- PEA dissociazione elettromeccanica sono compatibili anche con un cuore normale ma senza polso.

Es: tamponamento cardiaco non può pompare ma il tessuto di conduzione elettrica è presente.

- PNX iperteso compressione dei vasi e mancato ritorno di sangue al cuore

- Squilibrio idroelettrolitico

- asistolia va sempre verificata piu volte può staccarsi un elettrodo

4I ipossia, ipovolemia, ipotermia, ipopotassemia

4T: trombo embolia coronarica o polmonare, tamponamento cardiaco, tossicità, pneumotorace

COMPLICANZE POST MANOVRE RIANIMAZIONE

Manovre rianimatorie post arresto

- intubazione emodinamiche origine dell’arresto

- fratture costali

- PNX danno da riperfusione

miocardica

- Pneumopatia ab ingestis squilibri elettrolitici (ipocalcemia)

- Ustioni danno neuronale da ipoflusso, iperossigenazione

MOF (sindrome multiorgano)

- Catetere venoso centrale complicanze infettive

DISPOSITIVI INTRAVASCOLARI

Tubicino di materiale plastico, biocompatibile (silicone o poliuretano) che permette il collegamento tra la

superficie cutanea a una distanza arteriosa o venosa.

Classificazione:

- A breve termine: Accessi venosi periferici e centrali

- A medio e lungo termine: accessi venosi centrali o medio termine, accessi venosi centrali a lungo

termine.

A breve termine: agocanula in teflon o poliuretano ogni 72-96 ore cambiate cause di infezioni e flebiti.

CVC

- Infondere liquidi di varia natura ad alta velocità

- Farmaci e sostante incompatibili

- Montaggio PVC (pressione venosa centrale)

Caratteristiche:

materiale: poliuretano, silicone, polietilene (non si usa più)

struttura: numero lumi, estremità aperte, diametro in French

la punta:

- Aperta: (hickemn, hohn, arrow, certofix) è necessario eparinare per la pervietà della punta

- Chiusa: (groshong) con valvola anti reflesso, non presente embolia gassosa, French per diametro,

Gauge per diametro interno, centimetri per la lunghezza

CVC per quali pazienti

- Pz con accesso difficili

- Rapida espansione volemica

- Emodinamica instabile (pic> periferico e medline > centrale)

- NPT

- Emodialisi

- Catetere elettrodo per stimolazione cardiaca (pacemaker temporaneo)

- Infusione farmaci chemioterapici

1° GIUGULARE INTERNA: cava meglio la destra per il percorso più corto

2° SUCCLAVIA DESTRA: difficile da vedere con ecografo

3° in alternativa o solo in urgenza, VENA FEMORALE

C’è maggior rischio di infezioni, entro 48 ore va cambiata

INFERMIERE

Controlla che nella cartella siano presenti:

- ECG

- Ematochimici (coagulazione, INR non supera i 30)

- Emogruppo

- Altre indagini specialistiche preliminari (ecodlopper dei vasi)

- Modulo di consenso informato firmato

PROCEDURA STERILE per inserimento CVC

(rischio infezioni elevato)

1- preparazione operatora

2- procedimento sterile

3- disinfezione della cute

4- posizione paziente (trendelemburg)

5- uso ecografo

6- anestesia (di solito locale)

7- posizionamento punta (troppo in alto da trombosi, troppo in basso aritmie)

8- conferma radiologica della posizione del cvc nel cuore

9- documentazione compreso consenso

CATETERISMO ARTERIOSO

Non utile in emergenza

Serve per sapere in maniera continua la pressione arteriosa del pz.

Dato emodinamico affidabile. Monitoraggio in tempo reale, è possibile anche fare prelievi ematici ripetuti

anche eroga.

Vie di accesso

- Arteria radiale (polso)

Test di allen

- Arteria femorale (maggior informazioni)

- Arteria pedidia

MONITORAGGIO IN AREA CRITICA

CIRCOLAZIONE

1- elettrocardiogramma

2- pressione arteriosa

- Ecografia trans esofagea

1) valutazione frequenza cardiaca

- valutazione funzionalità del sistema cardiaco di conduzione

5 elettrodi e 2 derivazioni

D2 analisi posteriore

V5 analisi anterolaterale

2) volume di sangue nelle arterie

Caratteristiche dinamiche del flusso

Proprietà elastiche delle arterie

Metodi non invasivi: NIBP bracciale

Metodi invasivi: IBP incanulazione arterie

Intervallo minimo di misurazione 5 minuti.

MONITORAGGIO EMODINAMICO

- Pressione venosa centrale

- Cateterismo cardiaco dex

- Tecniche mininvasive (picco)

- Ecocardiogramma

OSSIGENAZIONE

FO2 e FCO2

Frazione di ingresso e uscito in O2

Pulsiossimetria

Saturi metro e pulsi ossimetro

Rapporto tra la concentrazione O2 legata all’emoglobina e la capacità totale di flusso dell’emoglobina

VENTILAZIONE

Misurazione CO2 aspirata e valutazione connessioni ventilatorie

CAPNOMETRIA

Misura la concentrazione di CO2 rappresenta la traccia grafica dell’andamento della concentrazione della

CO2 durante il ciclo respiratorio completo

EVENTO ACUTO CEREBRALE

Coscienza: capacità dell’individuo di avere relazioni

Come: situazione patologica in cui si hanno alterazioni della coscienza e funzioni di reazione agli stimoli

esterni

GLASGOW COMA SCALE

Valuta apertura occhi, risposta motoria e verbale da 15 a 3.

Decerebrazione: compromesso encefalo e tronco

- Retrazione

- Flessione

- Estensione

Nel coma c’è anche un alterazione del respiro per interessamento dei centri del respiro

Interessamento diencefalo (respiro Cheyn-Stoke)

Interessamento mesencefalo (respiro Kusmaul)

Iperventilazione (cheto acidosi diabetica)

Interessamento bulbo (respito Biot)

PUPILLE

Isocoiche: stessa dimensione

Isocicliche: tonde uguali ed hanno riflesso foto motore

MOVIMENTI OCULARI


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (MARINO, ROMA, SORA, TIVOLI)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nurse.d92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area critica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Marra Giovanni.

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