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Analisi di bilancio a.a. 2020/2021

Nozioni introduttive

L’indagine volta a valutare la complessiva affidabilità economico-finanziaria di un’impresa e, più in generale, il suo “stato di salute”, verte tradizionalmente sullo studio di tre aspetti della gestione aziendale:

  • Aspetto economico;
  • Aspetto patrimoniale;
  • Aspetto finanziario.

In primo luogo, l’analisi deve mirare a verificare la situazione economica dell’azienda, ossia la capacità della stessa di generare risultati economici soddisfacenti, in linea con le caratteristiche del proprio settore di operatività: sul piano economico, lo stato di salute dell’impresa è misurato dalla sua capacità di generare nel tempo risultati economici che siano mediamente in grado di remunerare tutti i fattori produttivi impiegati per lo svolgimento dell’attività, assicurando, contemporaneamente, una congrua remunerazione al capitale in essa investito. Soltanto in questo caso, infatti, l’impresa, grazie al raggiungimento dell’equilibrio economico, soddisfa una condizione necessaria e prioritaria per garantirne la sopravvivenza e lo sviluppo.

Anche l’aspetto patrimoniale deve essere considerato, stante la complementarietà che lega fra loro reddito e capitale aziendale: la presenza di una situazione di sostanziale equilibrio tra gli impieghi e le fonti di finanziamento e l’adeguata potenza finanziaria dell’impresa costituiscono elementi in grado di tutelare gli interessi dei soci e dei creditori aziendali.

In sede di analisi, equilibrio economico dell’esercizio e adeguata potenza finanziaria, come elementi imprescindibili per il raggiungimento dell’economicità aziendale, devono essere valutati contemporaneamente: per quanto l’andamento dei risultati economici conseguiti nel breve periodo possa essere influenzato da fattori contingenti, la solidità della struttura patrimoniale-finanziaria e una soddisfacente capacità di produrre reddito nel medio-lungo periodo sono elementi che assicurano la stabilità della gestione e, in questo modo, offrono la migliore forma di tutela dell’integrità dell’impresa.

Il terzo aspetto meritevole di indagine riguarda il profilo finanziario della gestione, ossia il rapporto che, nell’ambito di una data azienda, si instaura tra le entrate e le uscite monetarie collegate al processo di formazione del capitale e del reddito. In particolare, l’analisi della situazione finanziaria interessa la capacità dell’impresa di produrre, mediante lo svolgimento della propria attività tipica, flussi di liquidità in entrata in grado di far fronte agli esborsi generati dal normale dispiegarsi dell’attività imprenditoriale e agli obblighi di rimborso assunti nei confronti dei propri finanziatori.

Un fondamentale strumento impiegato per indagare, sotto i tre richiamati profili, le caratteristiche e la dinamica della gestione aziendale è rappresentato dall’Analisi di bilancio, che si propone di analizzare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di una data azienda, mediante la lettura approfondita e l’esame critico del sistema di valori sintetizzati nel suo bilancio.

Analisi di bilancio (definizione)

Insieme di tecniche codificate che, assumendo quale punto di partenza i dati e le informazioni ricavabili dal bilancio di un’impresa, sottopongono tali dati e informazioni a rielaborazioni, al fine di ottenere elementi di valutazione utili per l’espressione di un giudizio sullo “stato di salute” dell’impresa stessa, analizzata sotto l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario.

Sono molteplici le realtà di cui si valuta lo “stato di salute”:

  • Un’impresa;
  • Un gruppo aziendale (bilancio consolidato);
  • Un ramo aziendale;
  • Un insieme di imprese.

Sul piano operativo, l’analisi di bilancio opera mediante l’impiego di tecniche di tipo statico e di tipo dinamico.

Tecniche statiche e dinamiche

Statico. L’analisi assume la denominazione di “analisi per indici” o “ratio analysis” e si estrinseca nel calcolo di una serie di indicatori (“ratios”) costruiti relazionando tra loro grandezze dedotte dai prospetti dello stato patrimoniale e del conto economico. Tali indicatori possono assumere le due diverse configurazioni di indici-quozienti e indici-differenza (o “margini”), a seconda che nascono dal rapporto o dalla sottrazione tra le due quantità di volta in volta presa a base del confronto.

Sulla base della tipologia di grandezze impiegate per la loro costruzione, gli indici di bilancio sono riconducibili nelle seguenti categorie:

  • Indici di composizione: Confrontano tra loro classi di valori e corrispondenti totali di conto economico e di stato patrimoniale.
  • Indici di situazione: Confrontano tra loro valori provenienti da “sezioni” diverse di conto economico e di stato patrimoniale.
  • Indici operativi: Confrontano tra loro classi di valori provenienti da diversi documenti del bilancio.
  • Indici di andamento: Confrontano tra loro valori provenienti da successivi bilanci di una medesima azienda.

Dinamico. Nel caso dell’impiego di tecniche di tipo dinamico l’analisi di bilancio assume la denominazione di “analisi per flussi” e si sostanzia nella redazione, lettura e interpretazione del rendiconto finanziario. Tale tipologia di analisi integra le conoscenze acquisite mediante l’analisi per indici, fornendo ulteriori elementi di valutazione con riguardo alle politiche finanziarie adottate dall’azienda e alla sua capacità di assicurare un adeguato bilanciamento fra flussi finanziari in entrata e in uscita.

Affinché l’analisi possa conseguire le finalità conoscitive che le sono proprie, il calcolo degli indici deve essere preceduto da una fase preparatoria, che si articola nei seguenti passaggi:

  • Interpretazione dei dati contenuti nel bilancio;
  • Riclassificazione dei prospetti di bilancio.

La prima operazione consiste nell’esame preliminare, da parte dell’analista, dei bilanci che intende utilizzare, al fine di valutare la reale portata informativa dei dati in essi contenuti in termini di completezza e affidabilità.

La riclassificazione dei prospetti, diversamente, si sostanzia in un processo di riallocazione delle poste di bilancio, in particolare dello stato patrimoniale e del conto economico, e ha lo scopo di conferire ai prospetti una forma di presentazione dei dati strettamente funzionale al calcolo degli indici e agli obiettivi dell’indagine.

Analisi interna ed esterna

In relazione alla natura del soggetto che svolge l’analisi di bilancio, è possibile effettuare la distinzione tra analisi interna e analisi esterna.

Analisi interna. L’analisi interna è condotta direttamente da soggetti inquadrati nell’ambito della struttura organizzativa dell’azienda, per “fare il punto della situazione” o impostare futuri piani di azione. Tale tipo di analisi costituisce uno strumento solitamente impiegato dal management nell’ambito della più ampia attività volta a realizzare un efficace sistema informativo interno, a supporto delle decisioni. L’analisi interna è solitamente in grado di pervenire a risultati conoscitivi caratterizzati da una maggiore profondità e accuratezza, potendo fare affidamento su una base informativa ampia e completa: la possibilità per l’analista di disporre di documentazione complementare messa a sua disposizione dalla direzione aziendale gli consente di reperire informazioni in grado di completare e chiarire quelle contenute nel bilancio che, in alcuni casi, risultano eccessivamente sintetiche. Nel caso dell’analisi interna, pertanto, l’attendibilità delle informazioni ottenute dall’indagine condotta sui dati di bilancio è funzione non solo dell’accuratezza con la quale quest’ultimo è stato redatto, ma anche della solidità del sistema informativo aziendale, e quindi della sua capacità di offrire all’analista interno strumenti idonei per colmare le carenze di bilancio attingendo ad altre fonti documentali.

Analisi esterna. L’analisi di tipo esterno è quella che viene realizzata da soggetti terzi rispetto all’azienda da valutare, portatori di autonomi interessi (stakeholders) che, per motivazioni diverse, intendono approfondire le proprie conoscenze con riguardo alle performance dell’azienda stessa o, più in generale, al suo “stato di salute” economico, patrimoniale e finanziario. L’analisi esterna si basa in via esclusiva sui dati e sulle informazioni contenute nel bilancio e risulta, pertanto, sensibilmente condizionata dalle caratteristiche di tale documento. La oggettiva difficoltà di reperire informazioni complementari, in grado di integrare e chiarire quelle contenute nel bilancio, espone l’analista al rischio di giungere a risultati incompleti o non del tutto corretti: i giudizi espressi saranno influenzati dalla capacità segnaletica dei bilanci esaminati e dal loro grado di intelligibilità, oltre che dalla veridicità e completezza dei dati e delle informazioni in essi contenuti. Si tratta di limiti, propri dell’analisi esterna, solo in parte superabili grazie alle capacità professionali, all’esperienza e alla sensibilità dell’analista.

Analisi storica e prospettica

Una ulteriore distinzione con riguardo allo strumento dell’analisi di bilancio concerne il suo possibile impiego: esso può condurre ad analisi storiche o ad analisi prospettiche.

Analisi storica. Nel caso dell’analisi storica, l’indagine si concentra sui bilanci d’esercizio, che contengono dati consuntivi: la lettura critica dei dati di bilancio viene impiegata allo scopo di offrire all’analista una migliore conoscenza di fatti aziendali già accaduti, consentendogli di ottenere informazioni e di esprimere giudizi relativi ai risultati realizzati dall’azienda in epoche antecedenti il momento in cui viene effettuata la valutazione.

Analisi prospettica. Nell’analisi prospettica, si assumono come dati di partenza quelli contenuti in bilancio di tipo previsionale, l’analisi viene impiegata per ottenere elementi di valutazione utili per esaminare il probabile andamento della gestione futura: se l’analisi è condotta all’interno dell’azienda, essa fornisce alla direzione aziendale informazioni proficuamente impiegabili per l’assunzione di decisioni che possono riguardare sia la programmazione operativa sia, con respiro ancora più ampio, la pianificazione strategica.

È opportuno evidenziare che all’interno di un’azienda, analisi storica e analisi prospettica non rappresentano momenti di indagini indipendenti fra loro ma, al contrario, sono legati da un evidente nesso di complementarietà: da un lato, una approfondita conoscenza dei risultati della gestione passata costituisce condizione imprescindibile per una avveduta impostazione delle future scelte aziendali, dall’altro, l’indagine sui dati storici risulta priva di significatività se non è orientata a costituire un bagaglio di conoscenze impiegabili per una efficace impostazione del processo decisionale.

È opportuno segnalare che l’indagine sul bilancio, sebbene solitamente si riferisca a un orizzonte temporale coincidente con l’intero periodo amministrativo (bilanci annuali), può essere validamente impiegata anche in relazione al contenuto di bilanci relativi a periodi più brevi (bilanci infrannuali).

Profili classificatori dell’analisi di bilancio

  • Indici-quozienti e indici-differenza (margini)
  • Flussi
  • Analisi interna
  • Analisi esterna
  • Analisi storica
  • Analisi prospettica
  • Singola azienda (o parte di essa)
  • Insieme di aziende

Ne consegue una seconda definizione di “analisi di bilancio” che presenta una portata più ampia sul piano dei contenuti.

Definizione: Procedura di lettura critica e interpretazione dei bilanci (di varia natura) e di altre informazioni complementari, basata su tecniche codificate, sull’abilità, sull’esperienza e sull’intuito dei soggetti che la eseguono, finalizzata all’espressione di un giudizio sullo stato di salute di determinate realtà aziendali. L’indagine, essendo orientata all’espressione di un giudizio sullo stato di salute di date realtà aziendali, nel caso delle analisi per indici il calcolo degli indicatori, effettuato sulla base dei dati e delle informazioni contenuti nei bilanci aziendali, non esaurisce il compito dell’analista, ma costituisce il punto di partenza per successive elaborazioni e riflessioni che, muovendo proprio dal valore assunto dagli indici, mirano a individuare le cause dei valori rilevati e della loro evoluzione.

Gli indici di bilancio manifestano la propria utilità sul piano informativo soltanto se calcolati su due o più bilanci, siano essi quelli di una medesima azienda o di aziende distinte: la capacità segnaletica degli indici, infatti, deriva non solo dal valore che essi assumono in sé in un singolo bilancio, ma anche dagli elementi di valutazione che possono scaturire dal loro impiego su più bilanci, allo scopo di effettuare opportuni confronti nel tempo e nello spazio.

Confronti nel tempo e nello spazio

Nel tempo. Gli indici vengono utilizzati per operare una comparazione tra i valori che essi assumono nei bilanci successivi di una medesima azienda, con l’obiettivo di evidenziare la presenza di trend evolutivi nell’andamento della sua gestione sotto i diversi profili. Al fine di rendere efficace il confronto, è necessario assicurarsi che i bilanci siano redatti con gli stessi criteri.

Nello spazio. Il confronto viene realizzato tra i valori che gli indici assumono nei bilanci di aziende che operano nello stesso settore o che, più in generale, presentano caratteristiche tali da renderle direttamente comparabili. Tale tipo di confronto consente di ottenere informazioni sulle analogie sulle differenze che sussistono tra una data azienda e i suoi principali competitors, e, di conseguenza, di individuare i principali punti di forza e di debolezza dell’azienda analizzata rispetto alla concorrenza.

In aggiunta a tali ipotesi, nelle quali la comparazione è effettuata tra i valori reali che gli indici fanno registrare rispetto ai bilanci di una stessa azienda o ai bilanci di aziende comparabili, vi è quella basata sul confronto fra valori reali e valori parametrici. Soprattutto nel caso delle analisi interna, per il controllo di gestione, i valori che gli indici assumono in base ai dati riportati nel bilancio di un’azienda vengono comparati con opportuni valori standard o valori obiettivo (espressione di condizioni di “best practice”), appositamente costruiti, al fine di misurare gli scostamenti da questi e, se del caso, impostare opportuni interventi correttivi.

In altre circostanze il confronto avviene tra valori reali e valori medi di settore (benchmark), al fine di individuare eventuali disallineamenti tra la situazione della specifica azienda indagata e l’andamento registrato nel comparto al quale questa appartiene. Fra i numerosi indicatori astrattamente calcolabili, l’analista dovrà scegliere quelli che, in base alla natura e alle caratteristiche della realtà aziendale esaminata, sono rilevanti per il raggiungimento degli scopi conoscitivi della sua analisi: poiché il calcolo degli indici rappresenta un mezzo per esprimere un giudizio sullo stato di salute di una data azienda e, in particolare, su determinati aspetti della sua gestione, l’analisi dovrà essere impostata partendo da alcuni indicatori fondamentali, salvo poi essere approfondita mediante il calcolo di altri più specifici, detti di “secondo livello”, che consentono di affinare la ricerca fino a circoscrivere e dettagliare le cause economiche dei valori rilevati.

Considerazioni alla capacità segnaletica del bilancio ordinario di esercizio

La lettura critica del bilancio di esercizio

Nel caso dell’analisi esterna, il bilancio civilistico è spesso l'unico documento del quale l'analista può concretamente disporre.

Limiti

  • Obbligo di redazione, approvazione e deposito presso il registro delle imprese previsto solo per le società di capitali.
  • Scarsa tempestività.

In generale, affinché l'analisi di bilancio possa conseguire le proprie finalità conoscitive, il calcolo degli indici deve essere preceduto da una fase preparatoria:

  • Interpretazione dei dati contenuti nel bilancio: Esame preliminare del bilancio che si intende utilizzare, al fine di valutare la reale portata informativa dei dati in essi contenuti, in termini di completezza e affidabilità.

Le principali operazioni che l'analista dovrebbe compiere prima della riclassificazione sono:

  • Lettura dei prospetti di stato patrimoniale e di conto economico, della nota integrativa, del rendiconto finanziario e degli allegati disponibili.
  • Individuazione e analisi delle principali variazioni intervenute nel singole voci di bilancio rispetto agli esercizi precedenti.
  • Analisi dei criteri di valutazione adottati dal redattore del bilancio e delle eventuali variazioni intervenute rispetto al passato.
  • Individuazione di eventuali operazioni straordinarie e degli effetti che esse hanno prodotto sui conti dell'impresa.
  • Determinazione delle modalità e delle misure di applicazione delle discrezionalità da parte degli amministratori.

L'analista deve compiere ulteriori valutazioni per completare il processo di analisi del bilancio.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fbastianelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi finanziaria e piani aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Paolucci Guido.
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