NOZIONI INTRODUTTIVE
L’indagine volta a valutare la complessiva affidabilità economico-finanziaria di un’impresa e, più in
generale, il suo “stato di salute”, verte tradizionalmente sullo studio di tre aspetti della gestione
aziendale:
• aspetto economico;
• aspetto patrimoniale;
• aspetto finanziario.
In primo luogo, l’analisi deve mirare a verificare la situazione economica dell’azienda, ossia la
capacità della stessa di generare risultati economici soddisfacenti, in linea con le caratteristiche del
proprio settore di operatività: sul piano economico, lo stato di salute dell’impresa è misurato dalla
sua capacità di generare nel tempo risultati economici che siano mediamente in grado di remunerare
tutti i fattori produttivi impiegati per lo svolgimento dell’attività, assicurando, contemporaneamente,
una congrua remunerazione al capitale in essa investito. Soltanto in questo caso, infatti, l’impresa,
grazie al raggiungimento dell’equilibrio economico, soddisfa una condizione necessaria e
prioritaria per garantirne la sopravvivenza e lo sviluppo.
Anche l’aspetto patrimoniale deve essere considerato, stante la complementarità che lega fra loro
reddito e capitale aziendale: la presenza di una situazione di sostanziale equilibrio tra gli impieghi e
le fonti di finanziamento e l’adeguata potenza finanziaria dell’impresa costituiscono elementi in
grado di tutelare gli interessi dei soci e dei creditori aziendali.
In sede di analisi, equilibrio economico dell’esercizio e adeguata potenza finanziaria, come elementi
imprescindibili per il raggiungimento dell’economicità aziendale, devono essere valutati
contemporaneamente: per quanto l’andamento dei risultati economici conseguiti nel breve periodo
possa essere influenzato da fattori contingenti, la solidità della struttura patrimoniale-finanziaria e
una soddisfacente capacità di produrre reddito nel medio-lungo periodo sono elementi che
assicurano la stabilità della gestione e, in questo modo, offrono la migliore forma di tutela
dell’integrità dell’impresa.
Il terzo aspetto meritevole di indagine riguarda il profilo finanziario della gestione, ossia il rapporto
che, nell’ambito di una data azienda, si instaura tra le entrate e le uscite monetarie collegate al
processo di formazione del capitale e del reddito. In particolare, l’analisi della situazione finanziaria
interessa la capacità dell’impresa di produrre, mediante lo svolgimento della propria attività tipica,
flussi di liquidità in entrata in grado di far fronte agli esborsi generati dal normale dispiegarsi
dell’attività imprenditoriale e agli obblighi di rimborso assunti nei confronti dei propri finanziatori.
Quali aspetti andiamo ad indagare nell'analisi di bilancio?
3 ASPETTI DELLA GESTIONE AZIENDALE = STATO DI SALUTE DELL'AZIENDA
Guardiamo se l'azienda
produce reddito
Gli impieghi -> ATTIVITA'
Le fonti di finanziamento ->
PASSIVITA'
l'aspetto finanziario si
focalizza sulle ENTRATE
FINANZIARIE
L'analisi di bilancio si focalizza su questi 3 aspetti: economico, patrimoniale e finanziario;
è importante che tutti gli aspetti ci diano info positive.
Un fondamentale strumento impiegato per indagare, sotto i tre richiamati profili, le caratteristiche
ANALISI FINANZIARIA Pagina 1
Un fondamentale strumento impiegato per indagare, sotto i tre richiamati profili, le caratteristiche
e la dinamica della gestione aziendale è rappresentato dalla “Analisi di bilancio”, che si propone di
analizzare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di una data azienda, mediante la
lettura approfondita e l’esame critico del sistema di valori sintetizzati nel suo bilancio.
Il bilancio quindi deve essere letto e interpretato, l'interpretazione deve essere di bilanci di varia
natura.
Non c'è nessuna normativa che ci imponga come effettuare questa analisi, che può essere richiesta
dall'azienda stessa per vedere come procede la situa.
DEF. ANALISI DI BILANCIO:
Insieme di tecniche codificate che, assumendo quale punto di partenza i dati e le informazioni
ricavabili dal bilancio di un’impresa, sottopongono tali dati e informazioni a rielaborazioni, al fine di
ottenere elementi di valutazione utili per l’espressione di un giudizio sullo “stato di salute ”
dell’impresa stessa, analizzata sotto l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario.
FINALITA': l'analisi di bilancio è finalizzata a esprimere un giudizio sullo stato di salute dell'azienda e
di determinare realtà aziendali in senso lato perché il concetto "aziendale" è un concetto molto
ampio.
Sono molteplici le realtà di cui si valuta lo “stato di salute”:
• un’impresa;
• un gruppo aziendale (bilancio consolidato);
• un ramo aziendale;
• un insieme di imprese.
CLASSIFICAZIONI =>
I. L’analisi di bilancio opera mediante l’impiego di tecniche di tipo statico e di tipo dinamico.
❖ ANALISI STATICA
L’analisi assume la denominazione di “analisi per indici” o “ratio analysis” e si estrinseca nel calcolo
di una serie di indicatori (“ratios”) costruiti relazionando tra loro grandezze dedotte dai prospetti
dello stato patrimoniale (SP) e del conto economico (CE). Tali indicatori possono assumere le due
diverse configurazioni di indici-quozienti e indici-differenza (o “margini”), a seconda che nascono dal
rapporto o dalla sottrazione tra le due quantità di volta in volta presa a base del confronto. Sulla
base della tipologia di grandezze impiegate per la loro costruzione , gli indici di bilancio sono
riconducibili nelle seguenti categorie:
Indici verticali
Indici orizzontali
ROE / ROI
Gli indici di situazione o di correlazione vanno a correlare "sezioni" contrapposte di CE e SP
Gli indici di andamento => rapporto tra 2 grandezze uguali provenienti da periodi diversi
❖ ANALISI DINAMICA
Nel caso dell’impiego di tecniche di tipo dinamico l’analisi di bilancio assume la denominazione di
“analisi per flussi” e si sostanzia nella redazione, lettura e interpretazione del rendiconto
finanziario. Tale tipologia di analisi integra le conoscenze acquisite mediante l’analisi per indici,
fornendo ulteriori elementi di valutazione con riguardo alle politiche finanziarie adottate dall’azienda
e alla sua capacità di assicurare un adeguato bilanciamento fra flussi finanziari in entrata e in uscita.
Affinché l’analisi possa conseguire le finalità conoscitive che le sono proprie, il calcolo degli indici
deve essere preceduto da una fase preparatoria, che si articola nei seguenti passaggi:
1. interpretazione dei dati contenuti nel bilancio;
ANALISI FINANZIARIA Pagina 2
1. interpretazione dei dati contenuti nel bilancio;
2. riclassificazione dei prospetti di bilancio.
La prima operazione consiste nell’esame preliminare, da parte dell’analista, dei bilanci che intende
utilizzare, al fine di valutare la reale portata informativa dei dati in essi contenuti in termini di
completezza e affidabilità.
La riclassificazione dei prospetti, diversamente, si sostanzia in un processo di riallocazione delle
poste di bilancio, in particolare dello stato patrimoniale e del conto economico, e ha lo scopo di
conferire ai prospetti una forma di presentazione dei dati strettamente funzionale al calcolo degli
indici e agli obiettivi dell’indagine.
II. In relazione alla natura del soggetto che svolge l’analisi di bilancio, è possibile effettuare la
distinzione tra analisi interna e analisi esterna.
❖ ANALISI INTERNA
L’analisi interna è condotta direttamente da soggetti inquadrati nell’ambito della struttura
organizzativa dell’azienda, per “fare il punto della situazione” o impostare futuri piani di azione.
Tale tipo di analisi costituisce uno strumento solitamente impiegato dal management nell’ambito
della più ampia attività volta a realizzare un efficace sistema informativo interno, a supporto delle
decisioni. L’analisi interna è solitamente in grado di pervenire a risultati conoscitivi caratterizzati da
una maggiore profondità e accuratezza, potendo fare affidamento su una base informativa ampia e
completa: la possibilità per l’analista di disporre di documentazione complementare messa a sua
disposizione dalla direzione aziendale gli consente di reperire informazioni in grado di completare e
chiarire quelle contenute nel bilancio che, in alcuni casi, risultano eccessivamente sintetiche.
Nel caso dell’analisi interna, pertanto, l’attendibilità delle informazioni ottenute dall’indagine
condotta sui dati di bilancio è funzione non solo dell’accuratezza con la quale quest’ultimo è stato
redatto, ma anche della solidità del sistema informativo aziendale, e quindi della sua capacità di
offrire all’analista interno strumenti idonei per colmare le carenze di bilancio attingendo ad altre
fonti documentali.
❖ ANALISI ESTERNA
L’analisi di tipo esterno è quella che viene realizzata da soggetti terzi rispetto all’azienda da
valutare, portatori di autonomi interessi (stakeholders) che, per motivazioni diverse, intendono
approfondire le proprie conoscenze con riguardo alle performance dell’azienda stessa o, più in
generale, al suo “stato di salute” economico, patrimoniale e finanziario.
L’analisi esterna si basa in via esclusiva sui dati e sulle informazioni contenute nel bilancio e risulta,
pertanto, sensibilmente condizionata dalle caratteristiche di tale documento. La oggettiva difficoltà
di reperire informazioni complementari, in grado di integrare e chiarire quelle contenute nel bilancio,
espone l’analista al rischio di giungere a risultati incompleti o non del tutto corretti: i giudizi espressi
saranno influenzati dalla capacità segnaletica dei bilanci esaminati e dal loro grado di intelligibilità,
oltre che dalla veridicità e completezza dei dati e delle informazioni in essi contenuti. Si tratta di
limiti, propri dell’analisi esterna, solo in parte superabili grazie alle capacità professionali,
all’esperienza e alla sensibilità dell’analista.
(per esempio possono condurre un'analisi esterna le banche, quando un'azienda richiede un
finanziamento la banca per prima cosa farà un analisi di bilancio di quell'azienda per decidere se
concederle quel finanziamento; possono condurre un'analisi esterna anche gli investitori privati, le
imprese concorrenti, gli analisti e studiosi).
III. Una ulteriore distinzione con riguardo allo strumento dell’analisi di bilancio concerne il suo
possibile impiego: in base all'orizzonte temporale dei dati esso può condurre ad analisi storiche
o ad analisi prospettiche.
❖ ANALISI STORICA
Nel caso dell’analisi storica, l’indagine si concentra sui bilanci d’esercizio, che contengono dati
consuntivi: la lettura critica dei dati di bilancio viene impiegata allo scopo di offrire all’analista una
migliore conoscenza di fatti aziendali già accaduti, consentendogli di ottenere informazioni e di
esprimere giudizi relativi ai risultati realizzati dall’azienda in epoche antecedenti il momento in cui
viene effettuata la valutazione. ANALISI FINANZIARIA Pagina 3
viene effettuata la valutazione.
❖ ANALISI PROSPETTICA
Nell'analisi prospettica, si assumono come dati di partenza quelli contenuti in bilancio di tipo
previsionale, l’analisi viene impiegata per ottenere elementi di valutazione utili per esaminare il
probabile andamento della gestione futura: se l’analisi è condotta all’interno dell’azienda, essa
fornisce alla direzione aziendale informazioni proficuamente impiegabili per l’assunzione di decisioni
che possono riguardare sia la programmazione operativa sia, con respiro ancora più ampio, la
pianificazione strategica.
E’ opportuno evidenziare che all’interno di un’azienda, analisi storica e analisi prospettica non
rappresentano momenti di indagini indipendenti fra loro ma, al contrario, sono legati da un evidente
nesso di complementarità: da un lato, una approfondita conoscenza dei risultati della gestione
passata costituisce condizione imprescindibile per una avveduta impostazione delle future scelte
aziendali, dall’altro, l’indagine sui dati storici risulta priva di significatività se non è orientata a
costituire un bagaglio di conoscenze impiegabili per una efficace impostazione del processo
decisionale.
È opportuno segnalare che l’indagine sul bilancio, sebbene solitamente si riferisca ha un orizzonte
temporale coincidente con l’intero periodo amministrativo (bilanci annuali), può essere validamente
impiegata anche in relazione al contenuto di bilanci relativi a periodi più brevi (bilanci infrannuali).
Ne consegue una seconda definizione di “analisi di bilancio” che presenta una portata più ampia sul
piano dei contenuti.
Def. Procedura di lettura critica e interpretazione dei bilanci (di varia natura) e di altre informazioni
complementari, basata su tecniche codificate, sull’abilità, sull’esperienza e sull’intuito dei soggetti
che la eseguono, finalizzata all’espressione di un giudizio sullo stato di salute di determinate realtà
aziendali.
L’indagine, essendo orientata all’espressione di un giudizio sullo stato di salute di date realtà
aziendali, nel caso delle analisi per indici il calcolo degli indicatori, effettuato sulla base dei dati e
delle informazioni contenuti nei bilanci aziendali, non esaurisce il compito dell’analista, ma
costituisce il punto di partenza per successive elaborazioni e riflessioni che, muovendo proprio dal
valore assunto dagli indici, mirano a individuare le cause dei valori rilevati e della loro evoluzione.
Gli indici di bilancio manifestano la propria utilità sul piano informativo soltanto se calcolati su due o
più bilanci, siano essi quelli di una medesima azienda o di aziende distinte: la capacità segnaletica
degli indici, infatti, deriva non solo dal valore che essi assumono in sé in un singolo bilancio, ma
anche dagli elementi di valutazione che possono scaturire dal loro impiego su più bilanci, allo scopo
di effettuare opportuni confronti nel tempo e nello spazio.
ANALISI FINANZIARIA Pagina 4
di effettuare opportuni confronti nel tempo e nello spazio.
NEL TEMPO. Gli indici vengono utilizzati per operare una comparazione tra i valori che essi assumono
nei bilanci successivi di una medesima azienda, con l’obiettivo di evidenziare la presenza di trend
evolutivi nell’andamento della sua gestione sotto i diversi profili. Al fine di rendere efficace il
confronto, è necessario assicurarsi che i bilanci siano redatti con gli stessi criteri.
NELLO SPAZIO. Il confronto viene realizzato tra i valori che gli indici assumono nei bilanci di aziende
che operano nello stesso settore o che, più in generale, presentano caratteristiche tali da renderle
direttamente comparabili. Tale tipo di confronto consente di ottenere informazioni sulle analogie
sulle differenze che sussistono tra una data azienda e i suoi principali competitors, e, di conseguenza,
di individuare i principali punti di forza e di debolezza dell’azienda analizzata rispetto alla
concorrenza.
In aggiunta a tali ipotesi, nelle quali la comparazione è effettuata tra i valori reali che gli indici fanno
registrare rispetto ai bilanci di una stessa azienda o ai bilanci di aziende comparabili, vi è quella
basata sul confronto fra valori reali e valori parametrici.
Soprattutto nel caso delle analisi interna, per il controllo di gestione, i valori che gli indici assumono
in base ai dati riportati nel bilancio di un’azienda vengono comparati con opportuni valori standard o
valori obiettivo (espressione di condizioni di “best practice”), appositamente costruiti, al fine di
misurare gli scostamenti da questi e, se del caso, impostare opportuni interventi correttivi.
In altre circostanze il confronto avviene tra valori reali e valori medi di settore (benchmark), al fine di
individuare eventuali disallineamenti tra la situazione della specifica azienda indagata e l’andamento
registrato nel comparto al quale questa appartiene.
Fra i numerosi indicatori astrattamente calcolabili, l’analista dovrà scegliere quelli che, in base alla
natura e alle caratteristiche della realtà aziendale esaminata, sono rilevanti per il raggiungimento
degli scopi conoscitivi della sua analisi: poiché il calcolo degli indici rappresenta un mezzo per
esprimere un giudizio sullo stato di salute di una data azienda e, in particolare, su determinati aspetti
della sua gestione, l’analisi dovrà essere impostata partendo da alcuni indicatori fondamentali, salvo
poi essere approfondita mediante il calcolo di altri più specifici, detti di “secondo livello”, che
consentono di affinare la ricerca fino a circoscrivere e dettagliare le cause economiche dei valori
rilevati. ANALISI FINANZIARIA Pagina 5
CAPACITA’ SEGNALETICA DEL BILANCIO ORDINARIO DI ESERCIZIO
La lettura critica del bilancio di esercizio
Nel caso dell’analisi esterna, il bilancio civilistico è spesso l'unico documento del quale l'analista può
concretamente disporre.
Limiti:
1. Obbligo di redazione, approvazione e deposito presso il registro delle imprese previsto solo per le società di
capitali;
2. Scarsa tempestività.
In generale, affinché l'analisi di bilancio possa conseguire le proprie finalità conoscitive, il calcolo degli indici
deve essere preceduto da una fase preparatoria:
1 FASE. Prima di calcolare gli indici occorre l'interpretazione dei dati contenuti nel bilancio; questa fase spesso
viene trascurata in una prassi d'anal
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