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loro volta divenuti indistinguibili dai civili.

- Non si ha più una chiara distinzione tra civili e militari, combattenti e non combattenti. Su

10 caduti 7-8 civili solo un paio militari. In passato era esattamente l’opposto.

- Bassissima considerazione per le norme internazionali sull’uso della forza (jus in bello) (es

distinzione tra civili e militari). I soldati hanno il diritto di uccidere militari ma non civili, in

tal caso andrebbero davanti alla corte marziale. Ma questo non viene più rispettato.

- Interconnessione dell’economia di guerra con il crimine organizzato internzionale (es

diamond wars, contrabbando di petrolio). Economie di guerra che si autoalimentano e che

durano nel tempo.

- Aumento drammatico dei morti tra i civili o loro dislocamento (civili sono obiettivi

deliberati delle operazioni militari).

- Difficoltà di intervento pacificatore esterno (es ONU). Nessuna delle parti in causa è un

attore internazionalmente riconosciuto, inviare forze internazionali è estremamente rischioso

e complicato.

Violenza organizzata nel 2014:

40 conflitti armati in 27 diverse location. È il numero più alto di conflitti dal 99.

11 sono guerre (almeno 25 morti all’anno in combattimento + soglia di 1000 caduti). Solo un

conflitto tra stati (India-Pakistan), gli altri 39 interni. Anno in cui si è avuto il più alto numero di

morti dalla fine della CW, 100000 e passa caduti, gran parte a causa del conflitto siriano. Sono però

numeri molto piccoli se pensiamo ai grandi conflitti del 900 (Corea, Iraq-Iran, che hanno fatto

milioni di morti).

Non è vero che il tempo presente è un tempo di grandi conflitti.

Lezione 4, mercoledì 21.09.2016

Perché c’è la guerra? Cause della guerra.

Molteplicità di attori e cause. Cause scatenanti e remote…

- Balance of power, potenze in ascesa che devono essere in qualche modo contrastate e

ridimensionate.

- Interesse economico…

Come cerca di mettere odine K Waltz alle tante spiegazioni sull’origine delle guerre? Waltz 

neorealismo, hegelismo strutturale.

Nel 1959 Waltz scrisse l’uomo lo stato la guerra.

In esso tre prospettive, categorie o immagini (livelli di analisi) per spiegare le cause della guerra:

- L’individuo: le caratteristiche della natura umana

- Lo stato: le caratteristiche interne degli stati (regime politico che caratterizza lo stato)

- Il sistema internazionale: le caratteristiche dell’ambiente in cui interagiscono gli stati

(anarchia dell’ambiente internazionale).

Sono un framework generale.

La natura dell’uomo

- Aggressività istintuale (Freud)

- Egoismo

- Irrazionalità/uso imperfetto della ragione

- Istinto di sopravvivenza (Lorenz)

- Animus dominandi (Morgenthau): brama di potere

- Uomo peccatore (Niebuhr)

- Aggressività: propensione a reagire con violenza

- Natura corrotta, violenta, cattiva

Per Morgenthau le rel int non possono che essere negative per via dell’animus dominandi

dell’uomo.

Da una parte abbiamo i pessimisti come Morgenthau per cui la natura malvagia dell’uomo è un

elemento immutabile. Per altri è possibile un progresso morale e nella conoscenza che permette

all’uomo di migliorare e superare la sua malvagità.

Discorso tra Einstein e Freud: i due sono d’accordo che la causa della guerra va cercato nell’istinto

dell’uomo (istinto di morte).

Lorentz  studi etnologici che evidenziano l’aggressività. Tutti gli animali sono aggressivi e l’uomo

è tra gli animali uno dei più aggressivi. Reagisce con aggressività anche a stimoli lievi.

Per la psicologia questo comportamento umano è il risultato della frustrazione.

L’uomo è anche un animale irrazionale o che ha un uso imperfetto della razionalità (misperception

& miscalculation). Studi di Jervish?. Le guerre scoppiano nella magg parte dei casi da errori di

calcolo sulle intenzioni e sulle capacità dell’avversario. Es miscalculation di Saddam che era

convinto che la risposta degli americani al suo attacco del Kuwait sarebbe stata lieve. Invece la

reazione fu fortissima!

Crowd psychology: l’individuo viene corrotto dalla struttura sociale in cui vive. Nell’individualità

non c’è niente che non vada, è il gruppo che trasforma l’uomo in un assassino e in più limita la

responsabilità individuale, che lo corrompe.

Niebuhr: è un predicatore che richiamandosi alla bibbia sostiene che l’uomo è un peccatore guastato

dal peccato originale. Solo Dio può salvare l’uomo ma l’uomo non può salarsi da solo perché è

macchiato dal peccato originale.

La dimensione individuale è molto importante: la politica internazionale è tra uomini e sono gli

uomini che uccidono. Ruolo dei leader: Hitler, Kim Jong un…

Limite esplicativo: perché la pace? Come spiegare i periodi di pace se la natura umana è malvagia?

La visione della natura dell’uomo non riesce poi a spiegare il valore politico dei conflitti.

Lo stato

- I regimi autoritari sono aggressivi…

- I regimi capitalistici sono espansivi… Nuovi mercati per le loro merci.

- Teocrazie violente…

- Democrazie amano la pace…

Quello che conta secondo questa seconda immagine è il tipo di regime, l’organizzazione interna

dello stato.

Il sistema internazionale

La guerra prescinde sia dall’individuo che dal tipo di regime per questo filone. È il risultato del

sistema, dell’ambiente in cui gli stati operano. Anarchia internazionale: assenza di un’autorità

centrale in grado di garantire il rispetto degli accordi e di difendere laddove è necessario chi è

minacciato o aggredito.

- Stato di natura = bellum omnium contra omnes (Hobbes) vale la legge del più forte, della

giungla

- Self-help (si vis pace para bellum) io devo attrezzarmi per difendermi perché se attaccato in

un sistema anarchico non ci sarà nessuno che verrà a difendermi.

- La guerra accade perché non c’è nulla che la possa prevenire, e tutti devono prepararsi a

questa eventualità.

- Dilemma della sicurezza: corsa agli armamenti.

Lezione 5, lunedì 26.09.2016

Gli USA sono il paese coinvolto nel maggior numero di conflitti dal dopoguerra, secondo alcune

teorie perché sono un paese capitalista che intende conquistare spazi per i suoi prodotti.

La pace democratica, per spiegare l’assenza di conflitto. Idea che il tipo di regime ha fondamentale

importanza su politica estera e di sicurezza di un paese. Pace democratica: le democrazie sono

regimi che non si fanno mai, o quasi mai, la guerra tra di loro.

E’ una regolarità empirica: 1816-1991: 198 guerre tra non democrazie; 155 guerre tra democrazie e

non democrazie; 0 guerre tra democrazie (o solo qualche caso dubbio) (Rummel)

Pace separata: le democrazie non sono necessariamente amanti della pace (fanno la guerra con la

stessa intensità degli altri regimi politici, semplicemente non tra di loro).

La maggior parte dei paesi sono oggi democratici. Quanti più paesi democratici ci sono quante

meno guerre ci sono secondo questa teoria.

- Contrariamente ai realisti, la politica interna conta nelle relazioni internazionali

- Il numero delle democrazie nel mondo sta aumentando  il numero di conflitti tenderà a

ridursi

- In teoria se tutti i paesi fossero democratici allora non esisterebbe più la guerra.

Altre regolarità empiriche

- Le democrazie tendono a prevalere nelle guerre con i paesi non democratici

- Hanno meno vittime e combattono conflitti più brevi

- Le democrazie normalmente non iniziano guerre preventive

- No guerre ad alta intensità nell’ultimo anno del ciclo elettorale

Quella della pace democratica è una teoria antica, la prima intuizione si fa risalire a Kant, per la

pace perpetua (1795). Se i cittadini di un regime democratico dovessero essere interpellati in merito

al fare o meno la guerra questi risponderebbero negativamente perché non vogliono che il peso di

tale guerra (combattimenti, distruzione, ricostruzione, tragedie) ricadano su di loro.

Alcuni politologi americani riprendono questa intuizione kantiana e la studiano cercando evidenza

empirica.

Con il collasso dell’Unione Sovietica alla fine della guerra fredda accelerazione della

trasformazione dei regimi autoritari in democrazie.

Per Jack Levy l’assenza di guerra tra democrazie è forse l’unica vera legge empirica nelle relaizoni

internazionali.

Come si fa a definire la pace democratica? Si contano le guerre e le democrazie e si incrociano i

dati.

Il primo passaggio è definire le variabili:

- Guerra: secondo la definizione di Uppsala (conflitto armato tra 2 o più stati

internazionalmente riconosciuti che causa almeno 1000 morti in combattimento in un anno)

- Democrazia:

Elezioni libere, regolari e periodiche per le principali posizioni di governo

o Suffragio esteso o universale

o Voto segreto

o Partiti liberi e competitivi

o Rispetto delle libertà civili e diritti politici (attivi e passivi – poter votare ed essere

o votati)

Stabilità (almeno 3 anni e almeno un trasferimento pacifico del potere esecutivo da

o un partito all’altro attraverso elezioni libere e pacifiche).

Sono definizioni ambigue e controverse.

Caso dubbio: USA democratici interferiscono pesantemente nella politica interna del Cile

democratico nel 73 esautorando Allende e installando Pinochet. Però non essendoci stati 1000 morti

questo caso non entra nelle nostre casistiche.

Definizione democrazia di Bruce Russett:

Paese che abbia suffragio per una frazione sostanziale dei propri cittadini, governo al potere per

elezioni libere e competitivi, esecutivo eletto popolarmente o responsabile verso una legislatura

eletta.

Freedom house crea ogni anno una mappa sulla libertà dei vari paesi e sulle democrazie.

Perché le democrazie non si fanno la guerra tra loro? 3 principali modelli (spiegazioni)

Modello istituzionale (1)

- Sistema istituzionale che rende più difficoltosa l’entrata in guerra

- Sistemi di separazione dei poteri, checks and balances, controllo sociale e media, più tempo

per risolvere le dispute pacificamente, senza timore di un attacco di sorpresa (trasparenza del

processo decisionale). Visto che serve più tempo per muovere guerra allora c’è anche tempo

per trovare soluzioni pacifiche.

- Più temo per mobilitare l’opinione pubblica e ottenere supporto all’entrata in guerra.

- Leader democratici, che devono farsi rieleggere, sono generalmente più prudenti

nell’utilizzo dell’uso della forza (risk aversion).

- Informazioni scarse e imprecise possono condurre alla guerra (misperception e

miscalculation). Tipicamente le democrazie hanno multipli e migliori sistemi di

informazione e forum di discussione.

- La libertà di informazione e di dibattito pubblico e la trasparenza delle istituzioni riducono

le incertezze circa la capacità e la determinazione dell’avversario.

Le democrazie sono i regimi in cui i bisogni degli individui sono più tutelati e sono i più pacifici.

Modello culturale e normativo (2)

- Le dispute si risolvono senza l’uso della forza ma attraverso un processo pacifico

democratico che riconosce il governo della maggioranza ma anche i diritti delle minoranze.

Risoluzione pacifica dei conflitti, compromesso, rispetto delle minoranze. Contare le teste,

non spaccarle.

- Esternalizzazione di questo principio pacifico interno negli affari internazionali:

conflitti/divergenze si risolvono in modo non violento.

- Le democrazie considerano le altre democrazie come legittime. È quindi più difficile

considerare giusta una guerra contro un’altra democrazia. I regimi non democratici sono

visti dalle democrazie come in un costante stato di guerra contro i loro cittadini ed

estensivamente verso l’esterno.

- Le democrazie condividono una comune visione del mondo e si considerano reciprocamente

come parte della stessa squadra (es Francia e Germania).

Modello economico (3)

- Integrazione economica e forte interdipendenza economico-sociale aumentano i costi della

guerra (es Francia e Germania).

- Tesi del dolce commercio: alta interdipendenza scoraggia la guerra. Le democrazie tendono

a incoraggiare scambi tra di loro.

- Make business, not war.

Lezione 6, mercoledì 28.09.2016

Proxy wars = guerre per procura.

Critiche alla teoria della pace democratica:

- Statisticamente è irrilevante. Le democrazie fino al 45 (fine WWII) erano molte poche, non

confinanti (la guerra tende a scoppiare tra paesi confinanti). E’ una curiosità statistica, ma

non vi è alcuna relazione causale diretta.

- Se accettiamo questa regolarità, questa può essere spiegata con motivazioni bene diverse dal

regime democratico, con altri fattori. Ad esempio migliori spiegazioni per la pace separata:

comune nemico sovietico, le armi nucleari hanno assicurato lunga pace, sistema bipolare più

stabile e ordinato di quello multipolare, con le democrazie alleate tutte dalla stessa parte

(USA), bloc peace theory (teorie dell’alleanza, pace democratica come risultato delle

politiche di alleanza).

- Molte/troppe eccezioni, dubbi, casi problematici…

- Esempio casi dubbi, seppur non in modo molto esplicito:

UK-US 1912

o Belgium-Holland 1830

o American Civil war 1861-65

o Spain-US 1898

o US-Philippines 1899

o WWI, UK and France vs Germany

o Israel-Lebanon 1948,1967

o US covert-actions in Chili

o Peru-Ecuador 1981

o India-Pakistan 1999

o Ukraine-Russia 2014

o

Quali problemi e sfide?

- Inversioni democratiche: da democrazia a regime autoritario (es Russia con Putin)

- Transizioni democratiche possono aumentare la conflittualità e la probabilità di guerra

(repubblica di Weimar, Jugoslavia negli anni 90, Rwanda nel 94 che si stava aprendo alla

democrazia). I paesi in transizione democratica sono particolarmente bellicosi. I paesi

autoritari invece sono generalmente stabili e si avventurano difficilmente in rischiose

avventure di politica estera per evitare che queste minino la tenuta interna del regime.

- Islam e democrazia? Cattivo rapporto tra mondo islamico (arabo in particolare) e

democrazia. Pochissimi paesi mediorientali sono democratici. Quindi difficoltà nel pensare

ad una futura diffusione della democrazia che possa pacificare le relazioni internazionali.

- Esportazione della democrazia con l’uso della forza?

Etica, morale e conflitto:

Per quanto terribile, la guerra non sempre può essere evitata, può essere un male necessario e non è

sempre l’opzione peggiore.

Non sempre è vero che le guerre non servono a nulla se non a seminare morte e distruzione.

La guerra è un elemento costante e ricorrente negli affari internazionali.

Dottrina della guerra giusta (Michael Waltzer)

La guerra può essere moralmente giustificabile quando aderisce a precisi criteri e condizioni.

- Jus ad bellum: il diritto/giustizia di fare la guerra (moralità di fare la guerra). Serie di criteri

e condizioni che giustificano muovere guerra ad una paese.

- Jus in bello: giustizia e norme di condotta in combattimento (condotta morale in guerra).

Modalità e criteri secondo cui combattere.

Quando questi due criteri sono soddisfatti allora posso in qualche modo anche giustificare il mio

ricorso alla forza.

La guerra giusta risale in prima istanza a San Agostino.

Jus ad bellum:

- Giusta causa (recta intentio). Ad esempio ricorso alla forza se si è attaccati. Non

giustificabile guerra di conquista. L’unica causa che giustifica l’uso della forza nel mondo

contemporaneo è la guerra di difesa.

- Extrema ratio: la soluzione della disputa deve essere cercata con ogni possibile mezzo

pacifico, la forza può essere usata solo in ultima istanza.

- Legittima potestas: la guerra può essere iniziata solo da un’autorità politica legittima. Es

USA che bombardano Cambogia durante guerra Vietnam per scelta dei comandanti militari

senza che l’ordine fosse venuto dall’amministrazione USA.

- Probabilità di successo: se l’azione militare è destinata al fallimento e a non risolvere la

questione aumentando solo le sofferenze e la distruzione allora questa è moralmente

ingiustificabile, anche se le altre condizioni sono soddisfatte. Non si mandano i soldati al

macello al fronte. Il dramma dell’ONU è ad esempio che non interviene con sufficiente

forza: pochi peacekeepers e mal armati, questo fa sì che gli interventi dell’ONU siano poco

giustificabili moralmente.

Jus in bello (una volta che ricorro alla forza non posso farlo in maniera indiscriminata)

- Discriminazione tra combattenti e civili innocenti

- Proporzionalità (uso minimo della forza). Forza proporzionata agli obiettivi militari che

voglio raggiungere.

- Divieto utilizzo mezzi e tattiche inumane/eccessive e non necessarie (tortura, stupro,

trattamento umano dei prigionieri, uso di armi a frammentazione…)

Lezione 7, lunedì 03.10.2016

Le armi di distruzione di massa

- Definizione di ADM

- Armi chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari

- Focus particolare su armi nucleari, armi di distruzione di massa per eccellenza

- Vettori/mezzi di lancio (missili balistici e cruise)

- Tecnologia e storia delle armi nucleari

- Gli arsenali nucleari (chi ha cosa)

- Teorie della proliferazione e non-proliferazione

- Strategie e dottrine: deterrenza (dissuadere il nemico minacciando una rappresaglia

nucleare)

L’arma nucleare sfrutta l’energia nucleare, migliaia di volte più potente di quella scagionata dalle

esplosioni tradizionali.

- Il regime di non proliferazione: TNP 1968 (trattato che regola in qualche modo le armi

nucleari)

- Altri strumenti: NWFZ, CTBT (bandire test nucleari), FMCT (impedire arricchimento

materiale fissile con cui vengono costruite armi nucleari), START, INF (accordi controllo

armamenti bilaterali tra USA e URSS per ridurre propri arsenali nucleari)…

- AIEA: agenzia internazionale per l’energia atomica, agenzia ONU che cerca di

implementare il trattato di non proliferazione. Favorire il disarmo

- Questioni etiche

- Armi nucleari tattiche in Europa: il caso Italia

- Terrorismo ADM (gruppi non statali)

- Disarmo

Cosa sono le ADM?

Insieme di armi chimiche, biologiche, nucleari e radiologiche (CBRN). È la definizione classica ma

un po’ problematica e controversa. Seth Carus ha calcolato almeno 50 diverse definizioni di ADM

impiegate da stati e OI governative e non.

Definizione dell’ONU:

vedi foto

Definizione del US state dept:

WMD are defined as chemical, biological, radiological or nuclear weapons capable of a high order

of destruction or causing mass casualties (2009). Focus su distruzione e morti di massa, riprende un

po’ definizione dell’ONU.

Le nostre definizioni sono però carenti perché lasciano vaga la definizione del concetto di

distruzione di massa: non c’è una soglia specificata di morti, di Km quadrati distrutti.

Come distinguere le armi ADM dalle armi convenzionali? Armi convenzionali usate in modo

sostanzioso possono produrre morte e distruzione di massa.

Il 9 marzo del 45 gli USA lanciano un bombardamento convenzionale su Tokio distruggendo 15

miglia quadrate e uccidendo 84000 persone in una sola notte. Le due bombe di Hiroshima e

Nagasaki distrussero 6 miglia quadrate delle città.

Bombardamento di amburgo con armi convenzionali: 50000 morti. Hiroshima 80000.

Assedio di manila con armi convenzionali: 100000 morti

Non è necessario usare ADM per causare morti e distruzioni di massa.

Come definire mass destruction e mass casualties?

Kofi Annan, UN sec gen negli anni 2000: il numero di morti causati da armi leggere piccole nella

maggior parte degli anni fa impallidire il n di morti causati dalle armi nucleari a Hiroshima e

Nagasaki. Le armi piccole potrebbero invero essere descritte come armi di distruzione di massa.

Un secondo grande problema relativo alla definizione è che le CBRN sono molto diverse tra loro!

Non sono tutte uguali!

- Disponibilità, facilità e costi di costruzione

- Conseguenze del loro impiego e potere distruttivo

- Letalità

- Mezzi di lancio

- Possibilità di difesa e protezione.

L’arma chimica ad esempio è piuttosto facile da realizzare, anche l’arma biologica. Sono cose che

anche paesi non sviluppati possono ottenere, o gruppi sub-statali/terroristici. Costruire un’arma

nucleare è cosa tecnicamente ben più complicata, con costi altissimi o quasi proibitivi. Non è

pensabile che un attore non statale possa costruire un’arma nucleare.

Bomba nucleare: in una frazione di secondo uccide decine di migliaia di persone in un secondo.

Straordinaria potenza. Le armi chimiche hanno una potenza nettamente minore. Vanno prodotte in

quantità enormi per causare morti di massa. Alcuni autori ritengono infatti che le armi chimiche non

siano ADM.

Arma radiologica: bomba sporca. Uccide poche persone ma fa altri danni.

Le armi nucleari sono molto letali. Tra le armi chimiche ci sono diversi livelli di letalità (es nervino

alta, cloro bassa).

L’obiettivo delle armi biologiche è quello di diffondere malattie, che possono essere letali o curate.

Durante la CW USA e URSS riempivano le proprie testate col vaiolo, che uccide nel 50% dei casi.

Vi sono notevoli diversità anche all’interno delle categorie stesse.

Contro le armi nucleari non ci si può difendere. Non c’è bunker che tenga se sono vicino al punto

d’impatto. Dalle armi chimiche ci si può difendere se ben attrezzati (maschere, tute…). Anche dalle

armi biologiche ci si può difendere.

L’uso ripetuto della parola ADM prima della guerra in Iraq ha diffuso l’idea che in Iraq esistessero

proiettili all’antrace (vero) ma anche il pericolo che l’Iraq avesse armi nucleari, che però era assai

improbabile, col senno di poi mistificatore. Uso della parola ADM in maniera subdola dagli USA,

confondendo le categorie di ADM, per convincere il mondo ad accettare o partecipare alla guerra in

Iraq nel 2003.

Non fare distinzioni tra le diverse categorie di ADM può portare ad evidenti errori di policy, come

quello dell’Iraq nel 2003.

L’Iran fu attaccato con armi chimiche dall’Iraq. Come si può andare dall’Iran e dirgli che non può

cercare di ottenere un arsenale nucleare se si considera che armi nucleari possono essere utilizzate

alla pari di altre ADM (come quelle chimiche) per difendersi e rispondere ad attacchi con queste

ultime? (mescolando tutte le ADM in un unico calderone).

Ashton Carter, attuale segretario alla difesa, ritiene che solo le armi nucleari e biologiche debbano

essere definite come ADM.

Gert Harigel, studioso tedesco, ritiene che solo le armi nucleari dovrebbero essere considerate ADM

per numero di persone che possono uccidere, potenza esplosiva ecc.

Le armi chimiche, biologiche, radiologiche, e nucleari sono ADM per il loro potenziale di causare

livelli catastrofici e indiscriminati di morte e distruzione. Quindi non conta solo l’uso storico ma il

potenziale di queste armi.

VX è un gas nervino. 10-15 mg di tale agente sono mortali in pochi minuti. Se fosse possibile

colpire un solo individuo con quel dosaggio, un gallone di VX potrebbe teoricamente uccidere

382000 persone.

Un grammo di Botulinum Toxin può teoricamente causare la morte di 1 mln di persone.

Quindi anche le armi chimiche e biologiche conservano un potenziale, almeno in linea teorica.

Ulteriori qualità definitorie:

- Armi obbrobriose, inumane e immorali. Sono generalmente considerate non usabili,

contrariamente alle armi convenzionali che sono considerate accettabili. Non c’è nulla di

male se decine di migliaia di siriani vengono sventrati dalle bombe convenzionali. Se

qualche centinaio di persone viene ucciso da armi chimiche allora questo non è accettabile,

indignazione della comunità internazionale e intervento militare. Per qualche strana ragione

c’è una sorta di stigma per le ADM.

- Fattore tempo (evento singolo o periodo limitato). Con arma nucleare in una frazione di

secondo milioni di morti. L’arma convenzionale prevede tempi più dilatati. Un massacro

compiuto al rallentatore è psicologicamente diverso da pensare ad un massacro compiuto in

una frazione di secondo.

- Effetti indiscriminati e sproporzionati (gli effetti non sono facilmente controllabili). Si pensi

al vento che cambia e sposta una nube chimica che va a colpire un villaggio civile estraneo

al conflitto. È anche difficile controllare la diffusione dei virus propagata con armi

biologiche.

Le armi non convenzionali lasciano anche effetti di lunga durata.

The nuclear taboo, by Nina Tennenwald (2007)

Cerca di spiegare perché dal 45 le armi nucleari non sono più state usate, anche se in diverse

contingenze avrebbero portato ad un netto vantaggio strategico. Il taboo è una proibizione

normativa sull’uso di armi nucleari associato ad un senso di obbrobrio morale riguardo tali armi.

Questo taboo ha contribuito a contenere il ricorrere all’uso di armi nucleari.

La potenza dell’arma nucleare è espressa utilizzando un’unità di misura utilizzata anche per le armi

convenzionali: il kilotone. Un kilotone = potenza esplosiva di una tonnellata di esplosivo

convenzionale.

Inizialmente l’arma nucleare veniva concepita solo come un’arma più potente, poi con il procedere

della storia si è iniziato a considerarle qualitativamente diverse.

Lezione 8, mercoledì 05.10.2016

Durante la WWI si fece il più massiccio uso di armi chimiche, che fece decine di migliaia di morti,

scioccando l’opinione pubblica occidentale.

Gli USA hanno abbandonato il loro arsenale biologico e firmato e promosso la convenzione per

l’abolizione delle armi biologiche, questo perché gli USA sono più vulnerabili alle armi biologiche

che a quelle nucleari (possedute da meno stati).

Livelli estremi di paura e ansia. Misterioso modo di operare delle ADM:

- Invisibilità

- Effetti ritardati

- Incertezza riguardo all’esposizione

- Non conoscenza e scarsa comprensione dei meccanismi di azione

- Effetti di lungo termine

Valore strategico delle ADM. Obiettivi strategici: i mezzi che una nazione usa per sostenere lo

sforzo bellico, come la popolazione, l’industria e le risorse naturali. Per il loro ruolo le ADM, in

particolare nucleari, possono essere utilizzate solo dalla massima autorità politica (vertice della

gerarchia politica), dal capo dello stato. Le ADM non sono tattiche, ma strategiche. Tattiche:

pensate e realizzate per essere usate in combattimento, in war fighting per raggiungere limitati

obiettivi militari.

Le ADM (nucleari in particolare) hanno finalità strategiche: colpire il cuore della nazione strategica.

Colpire le core values.

European Union’s Strategy:

the proliferation of WMD are different from other weapons not only because of their capacity to

cause death on a large scale but also because they could destabilize the international system.

Le ADM sono quantitativamente e qualitativamente differenti dalle armi convenzionali:

non esiste in ambito convenzionale un regime internazionale per combattere la presenza e la

proliferazione delle ADM e promuove la loro eliminazione:

- Convenzione sulle armi biologiche (1972). Vieta produzione e stoccaggio di armi

biologiche. Vale solo per i paesi che l’hanno firmata e ratificata. Chi ha già armi biologiche

deve distruggerle. Membership molto alta, molti aderenti.

- Convenzione sulle armi chimiche (1993). Non produrre, usare, trasferire armi chimiche.

Impone di distruggerle agli aderenti. Ma come si può verificare che chi ha firmato sia

rispettoso degli obblighi? La convenzione ha creato l’OPAC, organizzazione internazionale

per la proibizione delle armi chimiche, che vigila sull’implementazione della convenzione.

- Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (1968). TNP distingue tra 5 paesi CS che

possono detenere le armi nucleari legittimamente e altri paesi non nucleari che si impegnano

a non acquisire mai tali armi.

Armi chimiche:

Le armi chimiche utilizzano le proprietà tossiche delle sostanze chimiche per causare la morte,

l’incapacità temporanea o danni permanenti a esseri umani o animali.

5 principali categorie di armi chimiche: gas asfisianti (cloro e fosgene), agenti del sangue (cianuro),

vescicanti (iprite, mostarde azotate), gas nervini (sarin, VX, sono i più potenti), agenti psicoattivi

(Bz). Le armi chimiche sono state usate ampiamente nella IWW, nel conflitto tra Iraq e Iran. Ultimo

utilizzo in Siria nel 2013.

Armi biologiche

Hanno come obiettivo la diffusione intenzionale degli agenti di alcune malattie infettive. Questi

agenti si distinguono in batteri (antrace, peste, colera), virus (vaiolo, ebola), funghi e tossine (ricina,

botulino).

Armi nucleari

Arma più potente mai inventata. Ordigno ad energia esplosiva derivata dalla fissione o una

combinazione di fissione e fusione del nucleo di un atomo.

Tale esplosione ha effetti catastrofici per l’altissima temperatura e l’onda esplosiva generate dalla

detonazione e le residue radiazioni che ne seguono.

Il materiale fissile impiegato per costruire questi ordigni sono l’uranio opportunamente arricchito e

il plutonio.

A ground 0 milioni di gradi centigradi. Fallout radioattivo: radiazioni che ricadono dal fungo in

raggio piuttosto esteso.

Armi radiologiche:

impiegano esplosivi chimici tradizionali per diffondere materiale radioattivo con l’obiettivo di

suscitare panico e paura tra le popolazioni colpite. Non vi è bisogno di utilizzare materiali fissili

perché non si tratta di generare una reazione a catena.

I materiali radioattivi sono molto usati in campo sanitario ma custoditi con poca sicurezza.

Armi chimiche

Guerra chimica:

impiego per finalità militari di sostanze tossiche i cui effetti chimici sulle persone colpite determina

la loro morte o incapacitazione. Sono armi chimiche ogni sostanza o suo precursore che attraverso

la sua azione chimica sui processi vitali può causare la morte, l’incapacità temporanea o un danno

permanente a esseri umani o animali. Le munizioni o sistemi di lancio delle armi chimiche, carichi

o non carichi, sono considerati parte integrante dell’arma (convenzione sulle armi chimiche).

Storia dell’uso delle armi chimiche:

le sostanze chimiche sono state usate come armi per secoli, in epoca antica e moderna, nella forma

di veleni, fumi tossici, armi incendiarie… è solo con la rivoluzione industriale che è stato possibile

produrre armi chimiche su vasta scala.

Lezione 9, lunedì 10 ottobre 2016

WWI primo uso massiccio di armi chimiche. Battaglia di Ypres 22 aprile 1915 uso massiccio di

cloro da parte dei tedeschi coglie impreparati i francesi e uccide 4-5000 soldati. Tutte le opposte

fazioni ricorrono alla guerra chimica durante il primo conflitto mondiale. Uso di gas asfissianti

come cloro e fosgene, gas mostarda (vescicante che crea ustioni a contatto con la pelle). Vengono

anche prodotte le prime maschere e i primi abbigliamenti per proteggere i soldati. Il gas mostarda è

usato per divorare le risorse dei nemici ferendole e costringendo all’evacuazione e

all’ospedalizzazione. Costringendo i nemici ad equipaggiarsi contro le armi chimiche li rende meno

efficaci, le protezioni rallentano ecc…

L’arma chimica nella WWI non ha un impatto rivoluzionario, non modifica l’esito del conflitto.

Sarà invece rivoluzionaria l’arma nucleare.

Circa 1mln200000 vittime di armi chimiche nella WWI ma solo 91000 morti (1% totale).

Nonostante il numero limitato e contenuto di morti rispetto alle armi convenzionali le CW

causarono un trauma diffuso tra l’elite politica e l’opinione pubblica:

- Armi inumane e immorali

- Armi più temute ed oscene di sempre

- Tabù chimico, probabilmente legato al tabù del veleno:

Innata paura e avversione per le sostanze velenose

o Repulsione per la natura subdola del veleno usato dal debole per sconfiggere il forte

o senza una lotta fisica (codice d’onore militare).

Seguì un intenso negoziato internazionale sotto l’egida della società delle nazione e sotto la

pressione dell’op pubblica internazionale risulta con protocollo di Ginevra (1925): proibizione di

usare in guerra gas asfissianti, tossici o simili e mezzi batteriologici.

Il problema del protocollo di Ginevra è che vieta solo l’uso delle CW, ma non la produzione,

l’immagazzinamento, le ricerche…

Nonostante tutte le potenze siano piene di CW, nessuno le usa nella WWII a parte in due teatri

periferici:

- Italia in Etiopia (probabilmente anche in Libia e Somalia) nel 35-36 con impatto

significativo sul nemico etiope impreparato.

- Giapponesi in Manciuria occupata.

Ragioni per cui CW non usate in WWI:

- Entrambe le parti ritenevano di non essere preparate per iniziare una guerra chimica

temendo una rappresaglia chimica reciproca

- Remore morali e legali

- Paura di rappresaglia (mutua dissuasione). I tedeschi ritenevano che GB e FRA avessero

CW molto più potenti di quelle che in verità avevano, errori dell’intelligence.

- Considerazioni tattiche (CW hanno valore tattico in guerra statica perché riescono a

penetrare nelle trincee, non vanno bene per il blitzkrieg essendo che non posso contaminare

il terreno dove mi sto muovendo rapidamente). In più i tedeschi avevano quasi da subito

perso il controllo dei cieli e quindi avevano paura che gli avversari li colpissero con CW

dagli aerei.

- Personale avversione di Hitler. Hitler stesso era stato vittima di CW durante la WWI.

Sostanze chimiche vennero comunque usate nella WWII, nelle camere a gas! Zyklon B gas

asfissiante.

Dopo il 45 abbiamo diversi esempi di guerra chimica. Mentre le due superpotenze producono armi

chimiche sempre più sofisticate ed efficaci (stock capace di distruggere il pianeta più e più volte,

decine di tonnellate di CW), diversi esempi di uso di CW in combattimento:

- Egitto vs Yemen (1960)

- Iraq vs Iran (1983-88) soprattutto da Iraq contro l’Iran e contro i Curdi

- Libia in Chad nel 1987

- Attacco terroristico con il Sarin (nervino) in Giappone (1994 e 95 in metropolitana a Tokyo)

da parte di setta fondamentalista giapponese che profetizzava fine del mondo e si sentiva di

doverla accelerare. Gruppo molto ricco e organizzato. Dozzina di morti e centinaia di feriti.

- Siria, 21 agosto 2013

Massacro di Halabjia (16.03.88) è episodio più grave di uso di armi chimiche contro popolazione

civile. Saddam usò CW per colpire curdi:

- 5000 morti, 10000 feriti

- Morti ritardate e malattie

Uso di armi chimiche in Siria

- La Siria ha avuto l’arsenale chimico più evoluto del medio oriente, e tutti lo sapevano. Tale

arsenale era prodotto e mantenuto in funzione anti israeliana

- Rapporti di uso CW in Siria dal 2012

- Uso su larga scala di Sarin contro i civili a Ghouta, sobborgo a est di Damasco controllato

dall’opposizione, il 21 agosto 2013. Circa 1400 morti.

- Forte reazione dell’opinione pubblica internazionale, US sostengono che sia stata superata la

red line, Obama minaccia l’azione militare contro Assad, pressione politica persino di

Mosca, patrono di Assad. Reazione forte e credibile della comunità internazionale.

- Dopo lungo negoziato Assad firma la convenzione (impone no uso, no ricerca, no

produzione, no immagazzinamento e obbligatoria distruzione arsenale esistente) e distrugge

arsenale chimico (circa 1000 tonnellate). Sforzo internazionale congiunto per spostare le

CW dalla Siria a Gioia Tauro via nave e poi da lì su una nave americana che le ha

neutralizzate in mezzo al mediterraneo. Sforzo concertato che in pochi mesi riesce a

distruggere l’arsenale chimico siriano.

Classificazione delle CW

Classificazione secondo le proprietà principali:

- Letalità

- Tossicità

- Modalità di azione

- Velocità di azione

- Persistenza

- Stato: forma fisica della sostanza

La letalità vari molto, vedere foto slide. Il più potente e sofisticato gas nervino (VX) può uccidere

un uomo con soli 15mg.

Tipi di agenti chimici:

Prima generazione (WWI)

- Asfissianti (soffocano)

- Vescicanti (ustioni chimiche e vesciche che si infettano facilmente)

- Agenti del sangue (es cianuro, agiscono con i globuli rossi inibendo il trasporto di ossigeno)

Seconda generazione (i più letali)

- Gas nervini (più letale è il VX). I nervini sono pesticidi. Interagiscono con gli enzimi

mandando in cortocircuito i canali di comunicazione del cervello con i muscoli (non si

riesce più a coordinare i muscoli della respirazione).

Efficacia militare

- È limitata esistendo possibilità di protezione per moderne e ben equipaggiate forze armate

- L’efficacia delle CW varia molto, è imprecisa e non facilmente prevedibile (condizioni

climatiche, tipo di terreno, mezzi di dispersione, umidità…)

- Efficacia teorica vs effetti reali (30 Kg di gas mostarda per ogni vittima). E’ per questo che

ai militari l’arma chimica non piace, perché non è prevedibile, perfetta, efficace, precisa,

controllabile, diretta…

Da un punto di vista militare, la funzione più importante delle armi chimiche sul campo di battaglia

è di force multiplier, cioè di aumentare gli effetti delle altre munizioni e riduzione dell’efficienza

militare degli avversari. Non è un caso che siano sempre state utilizzate insieme alle armi

convenzionali.

Le armi chimiche hanno un ridotto potere deterrente, a differenza di quelle nucleari. Saddam nel 91

aveva un fortissimo arsenale chimico ma questo non ha impedito ad una coalizione a guida

americana dall’attaccarlo.

È però vero che le CW possono avere effetti drammatici su truppe non equipaggiate e soprattutto

sulla popolazione civile. Le armi chimiche sono inoltre relativamente poco costose e la maggior

parte degli stati e attori non statali è in grado di produrle.

Convenzione sulle armi chimiche

Nel 93, dopo che Saddam usò le CW nella guerra contro l’Iran, forte pressione internazionale per

bandire queste armi. Negoziato e convenzione nel 93 che sancisce bando totale uso, ricerca,

produzione, uso, immagazzinamento, trasferimento CW (preparativi militari). Va a colmare le

lacune della convenzione di Ginevra. E’ trattato di non proliferazione ma anche di disarmo: chi

firma la convenzione si impegna anche alla distruzione di tutti gli arsenali chimici. Vi è inoltre un

sofisticato sistema di verifica per assicurare il rispetto degli obblighi sottoscritti. Creazione

dell’OPAC (organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) per verificare, supervisionare il

rispetto degli accordi presi e implementarli. Trust but verify.

La convenzione venne aperta alla firma nel 93. Entrata in vigore nel 97 con 87 paesi membri.

Attualmente sono membri della convenzione 192 stati (è il trattato sugli armamenti con più

aderenti).

Eccezioni: Israele (firma ma no ratifica), Egitto, Corea del nord e Sud Sudan.

Obiettivo della convenzione:

- Non proliferazione: monitorare l’industria chimica per prevenire la proliferazione di nuove

armi nucleari

- Disarmo: distruzione CW esistenti sotto sistema di verifica internazionale

- Assistenza: assistenza ai paesi membri vittime di attacco o minaccia chimica

- Promozione: promozione della chimica per usi pacifici

Distruzione delle CW

- 8 stati hanno dichiarato di avere arsenali chimici (Albania, India, Iraq, Libia, Corea del Sud,

Russia, Siria e USA)

- Totale deposito: 8,67 milioni di oggetti, 72524 tonnellate.

- Al 2014 l’85% dello stock globale dichiarato delle CW è stato distrutto in maniera verificata

- 100% degli impianti di produzione sono stati resi inattivi.

Lezione 10, mercoledì 12.10.2016

Lezione 19 ottobre cancellata. Recuperata giovedì 27 h. 14-16.

Lezione 02 novembre cancellata. Recuperata giovedì 10 h. 14-16 aula 3.

La convenzione sulle armi chimiche crea un regime di verifiche intrusive per assicurare la non

proliferazione di queste armi e degli agenti tossici usati per la loro produzione, attraverso un regime

di ispezioni degli impianti chimici per accertarsi che le sostanze tossiche siano usate solo ed

esclusivamente per fini non proibiti dalla convenzione.

Il DG dell’OPEC ha vinto premio nobel pace nel 2013 per impegno nella distruzione CW.

Problemi aperti:

- Il tabù chimico è stato nuovamente violato e quindi indebolito dal recente uso in Siria

- No universalità della convenzione

- Ritardi nel processo di distruzione

- Debole sistema di imposizione (condanna politica e moral suasion). Non c’è meccanismo

automatico di sanzione in caso di violazione della convenzione.

- Minaccia degli attori non statali (terrorismo)

- Rapidi e imprevedibili progressi della tecnologia chimica (agenti psico-attivi).

Armi biologiche

Uso di micro organismi per causare deliberatamente la morte o la malattia di esseri umani, piante o

animali.

Micro-organismi patogeni: batteri e virus, ma anche funghi ecc…

La guerra biologica è un sistema sanitario pubblico e medicina preventiva al contrario. Diffondere

deliberatamente malattie.

Classificazione

- Batteri (antrace)

- Virus (vaiolo)

- Funghi

Patologie:

Antrace, vaiolo, peste, botulismo, tularemia. Febbri virali emorragiche

3 categorie agenti biologici in base a gravità:

- A: possono avere usi militari

- B

- C

Il problema della weaponisation

L’arma biologica è per potenziale distruttivo seconda solo alle armi nucleari. Per un grammo di

botulino ci potrebbero essere un milione di morti. Sicuramente le BW sono ADM. Tuttavia la

weaponisation (trasformare un agente patogeno in arma) delle armi biologiche è un ostacolo

difficile da superare:

- Mantenere la virulenza

- Difficoltà di disseminazione

- Vulnerabilità alle condizioni ambientali

- No munizioni standard.

Il dilemma del duplice uso:

le competenze, i materiali, la tecnologia necessari per produrre le armi biologiche sono le stesse per

lo sviluppo delle difese contro le AB, e condurre attività civili come la ricerca biomedica e la

produzione farmaceutica. Per produrre i vaccini c’è bisogno del virus.

Esempi pre-scientifici:

1346 i tartari catapultano cadaveri di vittime della peste all’interno della città

Guerra civile americana: cadaveri di animale nelle sorgenti d’acqua per renderle non utilizzabili

Fort Pitt, 1763, coperte infettate di vaiolo distribuite agli indiani d’America.

WWI

Germania usa Antrace per colpire animali da soma


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SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2017-2018

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