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Appunti amministrazione delle aziende pubbliche

Appunti di Amministrazione delle aziende pubbliche basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Sicilia dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di economia, Corso di laurea in economia aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Amministrazione delle Aziende Pubbliche docente Prof. M. Sicilia

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Ridefinizione delle modalità di funzionamento delle aziende pubbliche

Gestione del personale

o I processi di carriera sono meno rigidi

 Sistema di Spoil System → i dirigenE nominaE dai poliEci.

 Dipende da due variabili: - rigore etico dei politici

- trasparenza del processo di selezione

Ricambio del personale tra le varie organizzazione e i vari livelli della medesima

 organizzazione

Retribuzione legate in parte agli obiettivi raggiunti

SCHEMA EFFICACIA SPOIL SYSTEM Vs MERIT SYSTEM

Trasparenza processo di selezione

ALTA MEDIA BASSA

Risultati sem- SPOIL > MERIT

pre positivi SPOIL > MEE-

ALTO (rischio di pres-

(MERIT = RIT sioni esterne

SPOIL)

Rigore MEDIA MERIT > SPOIL MERIT = SPOIL ???

etico dei

politici MERIT > SPOIL Risultati sem-

(rischi di inter- pre negativi

BASSA ???

ferenze ele- (MERIT =

vate) SPOIL)

Sistemi informativi contabili

o Cambiamenti a favore del sistema economico-patrimoniale

 Impiego di forme di misurazione delle performance.

 Le performance devono essere misurate su 4 differenti livelli e devono essere

*

confrontati attraverso il benchmark

D1 → aCuazione della strategia

 D2 → portafoglio di aYvità/servizi

 D3 → stato di salute

 D4 → impaY (dimensione più complicata da valutare in quanto spesso un

 impatto è causato da più interventi e fattori, anche esterni alla PA)

Decentramento/devoluzione dei budget e collegamento tra i budget e i risultati

 reali

Cambiamento dell’attività di Auditing interne ad esterna (revisione gestionale

 con attenzione sul fine e dunque sull’efficacia e l’efficienza, e non più sul solo ri-

spetto delle leggi e di quanto formalizzato)

7

Sistemi e strutture di gestione orientati al mercato per assicurare la fornitura e

 per la determinazione dei prezzi.

Creazione di sistemi di quasi mercato in quanto ai soggetti pubblici si affiancano

anche soggetti privati che devono tuttavia essere accreditati dalla PA (devono ri-

spettare precise caratteristiche e requisiti).

Questo quasi mercato porta l’ente erogatore a migliorare sempre più il proprio

servizio migliorando dunque l’efficacia e l’efficienza (effetto della concorrenza).

Questa concorrenza può avvenire a valle (nel mercato) o a monte (per il mercato)

in condizioni di esternalizzazione.

* Esistono 4 differenti tipologie di benchmarking per le performance della PA:

- B. INTERNO → confronto tra unità organizzative della stessa istituzione (PA). Questo benchmarking

è molto facile ed economico ma anche poco attendibile, assume solo valore di rapporto storico, ma

non evidenzia inefficienze esistenti-preesistenti

- B. ESTERNO → confronto tra isEtuzioni differenE (differenE PA). Questo benchmarking è molto diffi-

cile in quanto le differenti PA spesso adottano indicatori e analizzano aspetti differenti l’una dall’altra

e definiti in modo autonomo

- B. FUNZIONALE → confronto tra enti differenti (anche estranei alla PA) purché simili

- B. INTERTEMPORALE → confronto con me stesso ma nel tempo, metodo staEco e poco uEle per evi-

denziare eventuali inefficienze

I risultati del benchmarking possono essere utili e creano “pressioni” stimolanti al miglioramento

delle performance se resi pubblici, favorendo così azioni competitive.

Il New Public Management tuttavia ha subito molte critiche:

× Il modello si basa sulle teorie economiche, che talvolta sono infondate come la razionalità degli

individui

× L’autoregolazione dei mercati non sempre è ottimale e realizzabile

× Le teorie economiche applicabili nel privato, nel pubblico perdono di significato

× Ritorno alla politicizzazione del servizio pubblico (spoils system)

× Eccessiva attenzione agli aspetti di gestione interna e l’assenza di considerazione degli impatti

della stessa sul sistema esterno

PUBLIC GOVERNANCE

Questo modello prende l’avvio dall’assunto secondo cui la missione delle aziende pubbliche non si

esaurisce nella produzione efficiente dei servizi pubblici, nella minimizzazione dei costi e nella massi-

mizzazione dei ricavi, ma richiede anche l’esistenza di meccanismi di accountability tra Stato e Comu-

nità.

Si tratta di un ampliamento del concetto di “buon governo” che non riguarda più solo l’efficienza

delle risorse rispetto al prodotto, ma riguarda anche l’efficienza dei processi in termini di apertura e

rapporti con l’esterno, democrazia, equità è responsabilità.

Modo di governare non gerarchico, in cui i soggetti privati partecipano alla definizione e implemen-

tazione delle politiche pubbliche 8

Fondamentale è la cooperazione tra portatori di problemi collettivi (cittadini, imprese, …) e coloro che

cercano di risolverli (PA).

Questo sistema si basa sia su regole formali sia su regole informali e il focus non è solo sui risultati,

ma anche sui processi e soprattutto sulla trasparenza verso i portatori di interesse.

Vi sono due approcci alla Public Governance:

1- Inter-organizzativa → Networks

a. Analizza le criticità e i bisogni del territorio

b. Individua gli obiettivi e le priorità di intervento

c. Indica le strategie di sviluppo delle politiche sociali e socio-sanitarie

2- Extra-organizzativa → Partecipazione Pubblica

a. Compartecipazione dei cittadini e delle associazioni alla definizione e implementazione

delle politiche e delle scelte pubbliche

I rischi della Public Governance sono:

× Fenomeni di collusione tra Governo e un gruppo di portatori di interesse

× Il controllo e la realizzazione delle scelte di interesse pubblico lasciate al settore privato non

garantiscono la pluralità di tutti i portatori di interesse

× Costi delle politiche e dei servizi pubblici aumentati dalla compartecipazione dei soggetti

esterni alle decisioni e addirittura rischio di duplicazione delle attività

La Public Governance funziona solo se c’è il Governo che assicura il monitoraggio e controllo di que-

sti processi, ed è pronto ad intervenire in caso si verifichino questi rischi

“GOVERNANCE IN THE SHADOW OF GOVERNMENT” “REGULATED SELF REGULATION”

(governance all’ombra del governo) (autoregolamentazione regolamentata)

PRINCIPALI DIFFERENZE New Public Management Vs Public Governance

9

La Gestione Finanziaria nelle Aziende Pubbliche

Il mix delle fonti di finanziamento determina modelli di finanzia pubblica distinti:

- Finanza derivata (prevalgono i trasferimenti)

- Decentramento/Federalismo Fiscale (prevale l’autonomia impositiva)

- Scambi tipici di mercato

Ogni nazione ha un mix di modelli di finanziamento distintivo per le proprie PA e ogni tipologia di PA

ha uno specifico modello finanziario

Esempio

Istruzione → Finanza derivata

Comuni → Federalismo fiscale

Autostrade → Scambi di mercato

Il Federalismo fu un’evoluzione della funzione tradizionale che era la funzione a finanza derivata.

Il federalismo permetteva maggiore responsabilizzazione degli Enti Territoriali e Locali con riguardo al

pareggio di Bilancio e all’equilibrio di quantità e qualità dei servizi offerti.

Esso stimolava anche all’efficienza derivante dal vincolo politico di non poter aumentare i tributi locali

se aumentano le spese o di non poter ridurre i livelli dei servizi per una riduzione delle entrate.

Inoltre provoca e stimola l’effetto emulazione verso le Regione e gli Enti Locali più efficienti ed effi-

caci.

Questo tuttavia porta ad una polarizzazione dell’evoluzione delle amministrazioni (coloro che sono

efficienti ed operano in condizioni agevolate sono sempre migliori mentre coloro che operano in con-

dizioni svantaggiate sono sempre più sfavoriti (crescita del divario tra Regione ed Enti Locali in termini

di livelli di bisogni soddisfatti).

Inoltre questo provoca un livello di tassazione molto differenziato che modifica le convenienze per le

imprese, le famiglie e per altre organizzazioni a scegliere determinate localizzazioni (penalizzando Re-

gioni ed Enti Locali più deboli)

Legge Delega 42/09 (→ art. 119 CosEtuzione)

Questa legge delega tuttavia non rende attuativo effettivamente il federalismo fiscale in quanto esso

dovrà essere reso attuativo da specifici decreti legislativi (detti anche decreti attuativi) come:

- Federalismo demaniale

Ordinario

o culturale

o

- Fabbisogno Standard

Reali necessità finanziarie degli enti locali i base alle caratteristiche territoriali e socio-demogra-

o fiche della popolazione residente

D. Lgs. 216/10 introduce il SOSE per la predisposizione delle metodologie utili all’individuazione

o e determinazione dei fabbisogni standard

- Federalismo Municipale

- Autonomia tributaria di Regioni e Province

- Perequazioni e Rimozione squilibri

- Sanzione e premi per Regioni, Province e Comuni

- Armonizzazione dei sistemi contabili 10

STRUMENTI DI FINANZIAMENTO DELLE PA

Gli strumenti di finanziamento delle PA si suddividono in due grandi gruppi:

1- MEZZI ORDINARI

a. Imposte

si attua il trasferimento di risorse dai cittadini alla PA. Tipicamente è utilizzato per il finanziamento delle

spese correnti.

Questa imposizione dovrebbe determinare incentivi all’efficienza e all’efficacia

b. Trasferimenti

Possono essere destinati alle spese correnti oppure agli investimenti.

Essi servono per premiare gli enti che utilizzano in modo piò efficiente ed efficace le risorse e stimolare

gli altri enti e per attuare azioni di redistribuzione finalizzata a riequilibrare gli enti che operano in con-

testi svantaggiosi

Esistono varie tipologie di trasferimenti:

- FONDI INDISTINTI

- FONDI A FINALIZZAZIONE GENERALE

- FONDI A DESTINAZIONE SPECIFICA E VINCOLATA

c. Prezzi-tariffe

Costituiscono il corrispettivo di operazioni di scambio generate dalle PA.

Il Prezzo è il corrispettivo monetario versato dall’acquirente per un determinato bene/servizio in occa-

sione di uno scambio tipico;

La Tariffa è il corrispettivo monetario addebitato all’utilizzatore di un determinato bene/servizio al di

fuori delle condizioni di uno scambio tipico

d. Rendite da cespiti – concessioni

2- MEZZI STRAORDINARI

a. Avanzi di amministrazioni

b. Indebitamento

Esistono due tipologie di indebitamento: Mutui - Obbligazioni

c. Cessione di patrimonio

ENTRATE

CORRENTI 11

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Il bilancio delle PA segue il principio della CONTABILITA’ FINANZIARIA ed è composto da 2 sezioni (En-

trate Vs Uscite)

Nel bilancio preventivo, i valori inseriti in queste voci prendono il nome di “stanziamenti iniziali”. Essi

vincolano l’ente a rispettare quanto definito come stanziamento inziale (soprattutto per la sezione

spese).

Tuttavia è possibile apportare delle modifiche secondo specifiche regole, fatti e circostanze definiti

istituti di flessibilità.

Lo scopo del bilancio preventivo della PA, essendo ex-ante, NON è quello di evidenziare il risultato

della gestione, ma è quello di la gestione (finalità

AUTORIZZARE autorizzativa).

La finalità autorizzativa consiste nell’imporre ex ante un vincolo:

- All’entità complessiva della spesa

- All’articolazione della spesa stessa per natura e/o per destinazione

- Alla natura e provenienza delle entrate

PER OGNI SINGOLA VOCE DI SPESA:

spesa effettiva ≤ spesa prevista = entrata prevista PAREGGIO DI BILANCIO

L’importanza di avere un bilancio preventivo con funzione autorizzativa nasce in Inghilterra nella tran-

sazione tra monarchia assoluta e monarchia costituzionale in quanto il Parlamento imponeva limiti

alla spesa della monarchia e ai livelli della tassazione.

12

La Contabilità Finanziaria (e in particolare la modifica del D. Lgs. 118/11) definiscono le fasi rilevanti di

un processo di spesa e di un processo di entrata.

1- FASI DEL PROCESSO DI ENTRATA

a. ACCERTAMENTO GIURIDICO → momento in cui sorge il diritto di una PA a ricevere ri-

sorse finanziarie. Affinché si verifiche questo presupposto deve essere chiaro e ben defi-

nito soggetto pagante – tempistiche di pagamento – ammontare del pagamento

b. ACCETTARTAMENTO CONTABILE → (introdoCo dal D. Lgs 118/11 a disEnzione dell’ac-

certamento giuridico per un processo di armonizzazione delle contabilità finanziarie

delle pubbliche amministrazione in ottemperanza del criterio di redazione del bilancio

di competenza finanziaria potenziata [principio cardine di redazione del bilancio])

momento in cui sorge il diritto di una PA a ricevere risorse finanziarie che diventano esi-

in quell’esercizio (in quanto magari dell’ammontare dell’accertamento giuridico

gibili

diviene esigibile in più momenti e dunque in più esercizi [diversi accertamenti contabili])

c. RISCOSSIONE → momento in cui il debitore salda il debito trasferendo le risorse finan-

ziarie al Tesoriere oppure ad un altro Agente della riscossione

d. VERSAMENTO → momento in cui l’Agente della riscossione versa le somme ricevute al

Tesoriere

2- FASI DEL PROCESSO DI USCITA

a. IMPEGNO GIURIDICO → momento in cui sorge l’obbligazione giuridica

b. IMPEGNO CONTABILE → (introdoCo dal D. Lgs 118/11 per un processo di armonizza-

zione delle contabilità finanziarie delle pubbliche amministrazione in ottemperanza del

criterio di redazione del bilancio di competenza finanziaria potenziata)

momento in cui l’obbligazione giuridica (o parte di essa) diviene in quell’eserci-

esigibile

zio

c. ORDINAZIONE → momento in cui si impartisce al Tesoriere l’ordine di pagare il fornitore

(MANDATO)

d. PAGAMENTO → momento in cui il Tesoriere paga il fornitore

Il Bilancio Preventivo delle PA comprende 3 esercizi.

Esso per il PRIMO ESERCIZIO segue due principi:

- PRINCIPIO DI COMPETENZA FINANZIARIA POTENZIATA → accertamento/impegno contabile

- PRINCIPIO DI CASSA → versamento/pagamento

Per il SECONDO E TERZO ESERCIZIO segue solamente il PRINCIPIO DI COMPETENZA FINANZIARIA PO-

TENZIATA (accertamento/impegno contabile)

Per analizzare concretamente le caratteristiche della Contabilità Finanziaria (COFI) e le sue caratteri-

stiche tecniche bisogna distingue i 3 momenti in cui vengono effettuati le rilevazioni:

1- Antecedenti-preventive

2- Concomitanti (gestione del bilancio)

3- Susseguenti-consecutive 13

Le Fonti Normative sulle quali si basano sono il TUEL (Testo Unico Enti Locali) che è il D. Lgs 267/00 e

nello specifico la Parte II – Titolo II – Ordinamento Finanziario e Contabile”.

Questa sezione (Parte II – Titolo II) è stata fortemente modificata per un processo di armonizzazione

della COFI dal D. Lgs 118/11 e dal successivo D. Lgs 126/14 (che è l’attuazione del 118/11 con succes-

sive modifiche derivate da correzioni e aggiustamenti derivati da 3 anni di sperimentazione in quanto

il D. Lgs 118/11 non fu immediatamente attuativo, ma fu un decreto sperimentale, attuato solo una

alcune specifici Enti Locali. Le modifiche nate da questi 3 anni di sperimentazione hanno dato vita ad

un nuovo D. Lgs (126/14) che è la versione definitiva attuativa per tutti gli Enti Locali e che è stata in-

trodotta nel TUEL Parte II – Titolo II – Ordinamento Finanziario e Contabile.

Fu necessario un processo di armonizzazione in modo da rendere i bilanci e i sistemi contabili delle PA

più comparabili tra loro, anche in attuazione del federalismo fiscale (previsto dall’art. 119 Costitu-

zione e dal D. Lgs 14/11).

Le principali differenza ante armonizzazione erano:

- Enti con COGE, Enti con COFI, Enti con entrambe

- Differenze tra livelli di Governo diversi

- Differenze tra enti dello stesso livello

- Differenza tra codice civile e leggi ad hoc per sanità, enti locali e aziende speciali

14

I documenti preventivi previsti dal nuovo sistema contabile per le PA sono 3:

- DUP (Documento Unico di Programmazione) → deve essere approvato entro il 31/07 dell’anno

precedente a quello di riferimento.

Esso è composto da due sezioni: SEZIONI STRATEGICA – SEZIONE OPERATIVA

Esempio DUP relativo all’esercizio 2018 deve essere approvato entro il 31/07/2017

- Bilancio di Previsione → deve essere triennale, aggiornato annualmente a scorrimento e ha

funzione autorizzativa

- PEG (Piano Esecutivo di Gestione) → facoltativo per < 5.000 abitanti. Deve essere approvato

entro 20 gg dall’approvazione del bilancio preventivo.

Il Bilancio preventivo dal lato delle ENTRATE si configura principalmente per TITOLI (spiegazione per

provenienza delle entrate) e per TIPOLOGIA (spiegazione per natura del titolo).

I TITOLI DELLE ENTRATE SONO 8:

1- Correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa

2- Trasferimenti correnti

3- Extra-tributarie

4- In Conto Capitale

5- Riduzione di attività finanziarie

6- Accensione di prestiti

7- Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere (breve termine)

8- Per conto terzi

Partite di giro

Le TIPOLOGIE (presenti in bilancio) a loro volta possono essere ancora più dettagliate (ma non nel bi-

lancio ma negli allegati di bilancio) nelle CATEGORIE (in base all’oggetto dell’entrata).

Queste ultime vengono dettagliate in CAPITOLI & ARTICOLI nel PEG

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Il Bilancio preventivo dal lato delle USCITE si configura in MISSIONI (funzioni principali e obiettivi stra-

tegici della PA). A loro volta le MISSIONI si articolano in PROGRAMMI e in TITOLI.

I TITOLI DELLE USCITE SONO 6:

1- Correnti

2- In Conto Capitale

3- Incremento di attività finanziarie

4- Rimborso di prestiti

5- Chiusura di anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere (breve termine)

6- Per conto terzi

Partite di giro

Le MISSIONI-PROGRAMMI-TITOLI a loro volta possono essere ripartite (ma non nel bilancio ma negli

allegati di bilancio) in MACRO-AGGREGATI (secondo la natura economica della spesa) e i MACRO-AG-

GREGATI possono essere dettagliati in CAPITOLI & ASRTICOLI nel PEG.

16

Tuttavia, spesso capita che alcune entrate, spesso per quanto riguarda l’accensione di prestiti col me-

todo tradizionale, le entrate sono interamente esigibili e quindi imputante (accertamento contabile)

in un esercizio ma l’investimento viene ripartito (impegno contabile) in più esercizi.

Per ovviare a questo problema è necessario costituire un FONDO PLURIENNALE VINCOLATO che è un

saldo finanziario costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive

dell’ente già impegnate, ma esigibili in più esercizi.

Lo scopo del FPV è quello di garantire la copertura di spese imputate ad esercizi successivi mas che

impiegano risorse già imputate.

Esso riguarda principalmente le spese in c/capitale (investimenti) ma raramente può riguardare anche

le spese correnti.

ESEMPIO

PREDISPOSIZIONE BILANCIO PREVENTIVO ORIZZONTALE

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GLI EQUILIBRI DI BILANCIO

Esistono 2 differenti equilibri fondamentali di bilancio:

- EQUILIBRIO COMPLESSIVO

DI COMPETENZA (comprende il risultato di amministrazione e il fondo pluriennale vin-

o colato)

DI CASSA (solo per il primo esercizio)

o

- EQUILIBRI PARZIALI

PRINCIPALI (riguardano le relazioni tra titoli o gruppi di titoli)

o DI DETTAGLIO (riguardano le relazioni tra specifiche voci di bilancio)

o 18

EQUILIBRI PARZIALI

- Tra entrate per servizi per conto terzi (TIT IX) e uscite per servizi per conto terzi (TIT VII)

- Tra entrate per anticipazioni istituto tesoriere (TIT VII) e uscite per rimborso anticipazioni isti-

tuto tesoriere (TIT V)

- Tra entrate per concessioni di credito (TIT V) e spese per concessioni di credito ed incremento

attività finanziarie (TIT III)

- Parte corrente (divieto di disavanzo di parte corrente)

- Tra investimenti e relative fonti 19

Gli istituti di flessibilità

Nel bilancio possono essere presenti, come istituti di flessibilità eventuali, dal lato delle spese dei

FONDI che possono essere utilizzati con l’istituto di flessibilità apposito dell’utilizzo di riserva per in-

crementare le spese necessarie e eseguibili nell’esercizio.

I principali fondi sono:

- FONDO DI RISERVA → oscilla tra lo 0.30 e il 2% della spesa corrente. Non fa riferimento a spe-

cifiche spese, ma può essere usato per insufficienza di stanziamenti di spesa corrente o di

spesa straordinaria.

- FONDO DI RISERVA DI CASSA → ammontare massimo dello 0.20% delle spese totali

- FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA’ → ammontare in misura della media della capacità di

non riscossione dell’ente degli ultimi 5 anni

N-5 N-4 N-3 N-2 N-1

ANNO 100 100 100 100 100 TOT 500

ACCERTAMENTI CONTABILI 80 85 75 82 78 TOT 400

RISCOSSIONE

media capacità di riscossione dei 5 anni precedenti = 400/500 = 80%

ammontare del fondo crediti di dubbia esigibilità per l'anno n deve essere 20%

- FONDO PER ALTRE PASSIVITA’ POTENZIALI → ammontare nel limite dell’avanzo di amministra-

zione

Gli istituti di flessibilità utilizzabili durante l’esercizio dagli enti si possono classificare in 3 tipologie:

1- l’incremento degli stanziamenti di spesa è coperto

UTILIZZO DI NUOVE/MAGGIORI ENTRATE:

da un equivalente incremento degli stanziamenti in entrata

Varia sia il totale in entrata che il totale di spesa

Deve essere approvato dal Consiglio

2- l’incremento degli stanziamenti di una voce di spesa è coperto da un equivalente de-

STORNO:

cremento di un’altra voce di spesa

NON Varia il totale di spesa

Deve essere approvato dalla Giunta

3- l’incremento degli stanziamenti di voci della spesa è coperto

UTILIZZO DEI FONDI DI RISERVA:

dall’utilizzo degli appositi fondi di riserva (il ragionamento è il medesimo dell’istituto di flessibi-

lità dello storno)

NON Varia il totale di spesa

Non devono essere approvati né dal Consiglio né dalla Giunta

I primi 2 istituti di flessibilità possono essere adoperati entro il 31/11 dell’anno in corso; il terzo (uti-

lizzo dei fondi di riserva) può essere adoperato per tutto l’esercizio (fino al 31/12)

20

Vi sono dei casi “canonici” al ricorso agli istituti di flessibilità:

Approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente si esegue una rettifica dell’”Avanzo di

 Amministrazione Applicato”

Variazioni di assestamento generale deliberate dall’Organo Consiliare entro il 31/07 con

 l’obiettivo di garantire e assicurare gli equilibri e il pareggio di bilancio.

Il bilancio derivante da questi “assestamenti e rettifiche” è detto bilancio assestato

Un’ulteriore variazione che l’ente può eseguire durante l’esercizio riguarda il FONDO PLURIENNALE

VINCOLATO (FPV) in quanto l’opera si rivela più “rapida” oppure più a “rilento”.

Queste variazioni (maggiore/minore rapidità) comportano variazioni al crono-programma dell’opera e

quindi anche variazioni all’imputazione degli impegni sui vari esercizi che quindi si deve riflettere sul

bilancio nel FPV.

ESEMPI VARIAZIONI FVP

SITUAZIONE DI PARTENZA VARIAZIONE 1 (Hp 1)

Esercizio 2015 Esercizio 2015

mutuo sottoscriz. 310 impegno cont. 10 mutuo sottoscriz. 310 impegno cont. 10

FPV 300 FPV 300

Esercizio 2016 Esercizio 2016

FPV 300 impegno cont. 100 FPV 300 impegno cont. 120

FPV 200 FPV 180

Esercizio 2017 Esercizio 2017

FPV 200 impegno cont. 200 FPV 180 impegno cont. 180

FPV 0 FPV 0

VARIAZIONE 2 (Hp 2)

Esercizio 2015

mutuo sottoscriz. 310 impegno cont. 20

FPV 290

Esercizio 2016

FPV 290 impegno cont. 50

FPV 240

Esercizio 2017

FPV 240 impegno cont. 240

FPV 0 21

I PRINCIPI GENERALI E POSTULATI DI BILANCIO “ARMONIZZATI”

CONTABILITA’ FINANZIARIA

COMPETENZA FINANZIARIA → è il criterio con il quale le entrate e le spese si imputano

o al periodo amministrativo in cui sorge il diritto di riscuotere (accertamento contabile) e

l’obbligo di pagare (impegno contabile), salvo eccezioni di legge

EQUILIBRIO DI BILANCIO → Pareggio finanziario (pareggio complessivo entrate-spese;

o pareggio di competenza e pareggio di cassa), Pareggio economico e Pareggio patrimo-

niale

ANNUALITA’ → I documenE del sistema di bilancio sono predisposE con cadenza an-

o nuale e si riferiscono a un periodo di gestione che coincide con l’anno solare

UNITA’ → Il complesso delle entrate finanza indistintamente quello delle uscite

o UNIVERSALITA’ → Il sistema di bilancio deve ricomprendere tuCe le operazioni e i rela-

o tivi valori finanziari, economici e patrimoniali al fine di presentare una rappresentazione

veritiera e corretta dell’andamento dell’ente

INTEGRITA’ → Non vi devono essere compensazioni di parEte

o PUBBLICITA’ → Il sistema di bilancio assolve una funzione informaEva nei confronE degli

o utilizzatori dei documenti contabili

FLESSIBILITA’ → All’interno del sistema del bilancio di previsione è prevista la possibilità

o di modificare i documenti contabili di programmazione e previsione per fronteggiare

circostanze imprevedibili e straordinarie che si possono manifestare durante la gestione

CONTAMINAZIONE TRA I DUE SISTEMI

COERENZA → Occorre assicurare un nesso logico e conseguente tra la programmazione,

o la previsione, gli atti di gestione e la rendicontazione

CONGRUITA’ → Verifica dell’adeguatezza dei mezzi disponibili rispeCo ai fini stabiliE,

o valutata in relazione agli obiettivi programmati e agli andamenti storici, e anche con ri-

guardo agli impegni pluriennali

NEUTRALITA’/IMPARZIALITA’ → La redazione dei documenE contabili si fonda su prin-

o cipi contabili indipendenti e imparziali versi tutti i destinatari, senza favorire gli interessi

o le esigenze di gruppi particolari.

L’imparzialità contabile va intesa come l’applicazione competente e tecnicamente cor-

retta del processo di formazione dei documenti che compongono il sistema di bilancio

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PRUDENZA → Nei documenE prevenEvi, comporta l’iscrizione delle sole componenti

o positive che ragionevolmente saranno disponibili nel periodo amministrativo conside-

rato, mentre le componenti negative sono limitate alle sole voci degli impegni sosteni-

bili e direttamente collegate alle risorse previste. In sede di rendicontazione, le compo-

nenti positive non realizzate non devono essere contabilizzate mentre tutte le compo-

nenti negative devono essere contabilizzate, anche se non sono definitivamente realiz-

zate

VERIDICITA’, ATTENDIBILITA’, CORRETTEZZA E COMPRENSIBILITA’

o

CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

COMPETNEZA ECONOMICA → L'effeCo delle operazioni, delle aYvità amministrative

o svolte durante l’esercizio e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed attri-

buito all'esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e non a quello in cui si

concretizzano i relativi movimenti finanziari. In particolare, i componenti economici ne-

gativi (costi e oneri) devono essere correlati con i ricavi dell’esercizio o con altre risorse

resesi disponibili per lo svolgimento dell’attività istituzionale (ricavi e proventi). Questa

correlazione costituisce il corollario fondamentale del principio di competenza econo-

mica ed intende esprimere la necessità di contrapporre ai componenti economici posi-

tivi dell’esercizio i relativi componenti economici negativi ed oneri, siano essi certi o

presunti

CONTINUITA’ E COSTANZA → perdurare nel tempo dell’ente e conEnuità nell’applica-

o zione dei principi contabili e di valutazione

SIGNIFICATIVITA’ E RILEVANZA → Un’informazione è significativa quando è in grado di

o aiutare gli utilizzatori a valutare gli eventi passati, presenti o futuri.

Un’informazione è rilevante quando la sua omissione o la sua errata rappresentazione

può influenzare le decisioni assunte sulla base del sistema di bilancio errato

PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA → Le operazioni ed i faY accaduti du-

o rante l’esercizio devono essere rilevati contabilmente secondo la loro natura finanziaria,

economica e patrimoniale, in conformità alla loro sostanza e non solo secondo le regole

e le norme vigenti che ne disciplinano la contabilizzazione formale. La sostanza econo-

mica, finanziaria e patrimoniale delle operazioni pubbliche della gestione di ogni ammi-

nistrazione rappresenta l’elemento prevalente per la contabilizzazione, la valutazione e

l’esposizione dei fatti amministrativi nei documenti del sistema di bilancio

COMPARABILITA’ E VERIFIVABILITA’ → Gli uElizzatori delle informazioni di bilancio de-

o vono essere in grado di comparare nel tempo le informazioni di poste economiche, fi-

nanziarie e patrimoniali del sistema di bilancio, per poterne valutare gli andamenti.

L’eventuale cambiamento di criteri di valutazione deve rappresentare un’eccezione nel

tempo, opportunamente descritta e documentata in apposite relazioni. Inoltre, tutte le

informazioni fornite dal sistema di bilancio devono essere verificabili attraverso la rico-

struzione del procedimento valutativo seguito

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PAGINE

39

PESO

3.93 MB

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alecolle96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Amministrazione delle Aziende Pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Sicilia Mariafrancesca.

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