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Antonio Gramsci (1891-1937)

Autore del tutto novecentesco, italiano. Perché è in questo libro? Ci propone una modalità applicativa precocissima (anni '30) di critica sociologica della letteratura. Sta vicino a Marx e Engels perché comunista (fondatore PCI, 1921, scissione partito socialista) e perché applica il metodo del materialismo storico (concetto teorico di Marx). Era sardo, si forma però a Torino.

L'Unità

Nel 1924 fonda il quotidiano. Mussolini lo fa mettere in carcere perché oppositore forte. In questo periodo di incarcerazione peggiora molto la sua condizione fisica e dopo pochi mesi dal rilascio nel 1937 muore.

Quaderni del carcere

Quando era in carcere scrive i Quaderni del carcere. Ha rapporti con l'esterno solo per un suo compagno di studi intellettuale, che ha poi raccolto i quaderni scritti da Gramsci. Nel 1948 iniziano ad uscire in 6 volumi questi quaderni (totale 32).

  • Letteratura e vita nazionale
  • Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura

In che termini declina il materialismo storico di Marx?

Si deve partire dal contesto. A 26 anni viene influenzato dalla rivoluzione russa (1917), questo perché secondo le teorie di Marx un sistema socialista poteva instaurarsi solo in un paese di stampo capitalista. La Russia però è un paese feudale/contadino e salta la fase capitalista per diventare socialista. Gramsci di fronte a questo evento ha la prova che un elemento sovrastrutturale come la politica poteva agire in maniera significativa sulla struttura (economia). Questo entusiasma Gramsci, è la prova che l'iniziativa politica poteva forzare i tempi dell'evoluzione storica.

Questa rivoluzione ha un fondamento anti marxista (non è un corso storico lineare, dittatura del proletariato, ecc.). Quindi elabora un'originale interpretazione del marxismo, punta molto sull'iniziativa politica. Crede che la rivoluzione non sia raggiungibile solo tramite un colpo di mano (evento che avviene seguendo i tempi dell'evoluzione economica), ma anche attraverso una lunga lotta democratica (accettare le regole politiche e agire all'interno di esse) che crei un blocco sociale coeso che si convinca a poco a poco che il socialismo è la migliore soluzione per una società umana.

Questo blocco doveva raggiungere il 50%+1 della popolazione, operai, contadini (a differenza di Marx), piccola borghesia. La rivoluzione resta l'obiettivo principale, ma guarda con distacco la modalità di Lenin (1917) perché avvenuta tramite un colpo di mano. Per Gramsci non è importante avere un'avanguardia al potere ma formare un blocco di idee comuni che porti alla rivoluzione socialista.

Per fare ciò bisogna mettere in atto la pedagogia delle masse, convincere il popolo, propaganda. I protagonisti sono gli intellettuali, perché hanno parole e concetti per arrivare a esprimere le parole chiave che convinceranno le masse della bontà del progetto politico socialista.

Presupposto marxista: concetto di ideologia, tutti sono portatori di un'ideologia, es. classe sociale dominante che va sostituita con quella socialista. Tutti sono intellettuali e hanno un campo ideologico sul quale si muovono. Bisogna stimolare la critica all'ideologia, convincere contadini e piccolo borghesi che lo status quo si può modificare. Agli intellettuali è offerto un ruolo guida all'interno della società.

Secondo Gramsci esistevano due tipi di intellettuale

  • Tradizionali o cosmopoliti (tipicamente italiano)

Non si è mai occupato del popolo, hanno sempre costituito una casta elitaria con un dialogo interno, si possono chiamare cosmopoliti perché avevano un rapporto maggiore con un collega lontano che con il popolo della propria realtà quotidiana. Li considera inutili, hanno come obiettivo riprodurre la propria casta.

  • Organici (nel senso di integrato)

Secondo Gramsci l'intellettuale deve essere militante, farsi carico di esprimere i valori di una classe sociale e di rispondere ai suoi bisogni. Voleva che gli intellettuali fossero organici alla classe popolare e non a quella borghese che avrebbe difeso lo status quo. Vuole che gli intellettuali italiani scendano dal loro piedistallo per comunicare con la classe popolare e imparare a vari livelli quali sono le necessità di queste persone.

Per essere organici alla classe popolare: cultura nazional-popolare. Tutti hanno il diritto di coltivare la propria cultura, che viene prodotta dagli intellettuali che quindi devono imparare a comunicare in termini a tutti comprensibili. Cultura comunque di alto livello ma in grado di essere fruita da coloro che non sono specialisti della cultura.

In tutto questo la letteratura gioca un ruolo fondamentale, la più importante fra le arti perché il linguaggio che usa è quello che il popolo usa già (lingua). Non manda gli intellettuali nelle campagne a insegnare al popolo come capire Dante, ma si focalizza su cosa il popolo già legge.

In Italia non esisteva una letteratura popolare, non c'erano romanzi di intrattenimento in italiano, se non traduzioni di romanzi francesi. Non c'era la tradizione del romanzo di appendice di qualità, incapaci di educare il popolo. C'era bisogno di testi che educhino piacevolmente.

Gramsci punta sul romanzo e studia quelli che interessavano al popolo: paraletteratura (prodotti che non sono letteratura a tutti gli effetti perché di livello troppo basso). Da questa individua 7 sottogeneri:

  • Ideologico-politico (d'inchiesta sociale)
  • Sentimentale
  • Di puro intrigo (avventuroso)
  • Storico (storia ambientata nel passato)
  • Poliziesco
  • Tenebroso (horror)
  • Scientifico (più ambiguo)

Concetto nazional-popolare

Problema: In Italia non c’è corrispondenza tra nazionale-popolare, non esiste letteratura popolare (non per scarso interesse: romanzi appendice stranieri hanno successo. Es. Conte di Montecristo di Dumas). Risposta: rapporto intellettuali di fama nazionale (in prospettiva crociana) e popolo (esigenze/desideri). Manca mentalità/concezione del mondo comuni: popolo italiano più vicino a intellettuali francesi. [Vale anche per Letteratura Cattolica: rottura tra religione e popolo]

Soluzione: Ruolo intellettuali: Educatori Nazionali, comprendere esigenze/desideri della classe popolare, diffondere Ideologia (elaborare coscienza comune), costruire consenso attraverso pedagogia delle masse. Non più casta isolata, ma Organica alla classe popolare. Come architetto, costruire Letteratura Nazional-popolare.

Per creare Letteratura Nazional-popolare, è indispensabile conoscere i gusti del popolo: si interroga sui romanzi d’appendici (letteratura minore), scrittori popolari (visione funzionalistica, studia in prigione):

  • Romanzo d’appendice: affascina popolo, alla ricerca di storie emozionanti/investimenti emotivi, perché sostituisce il suo fantasticare, soddisfa il suo desiderio di vendetta e rivalsa sociale: Eroe (es. Conte Montecristo) attira proiezioni/identificazioni emotive del popolo. [v. saggio “Origine Popolaresca del Superuomo”] Diversi tipi, diversi strati culturali: ideologico-politico, avventura/viaggio, sentimentale, poliziesco, storico, intrigo, gotico, biografia romanzata (più successo) trasportati a cinema/teatro, ambientati in Italia, che, al contrario, non offre autori di spicco. Ambientazioni/soggetti stranieri. Carenza letteraria sostituita da musica: melodramma (romanzo di passione musicato) soddisfa desiderio popolare di storie emozionanti/investimenti emotivi. (democrazia artistica realizzata in musica)
  • Scrittori popolari (riflessioni di Sorani): demonizzati/”illustri sconosciuti”/accusati a livello stilistico; non sono accademici, ma considerati scrittori veri dal popolo, che divora (mole di lavoro). Testi del saggio “L’Espressione Linguistica della Parola Scritta, Parlata e le Arti”: Confronta letteratura (impegno sociale, anche se sovrastruttura) con altre arti.

Premessa: = Marx, non sviluppa estetica normativa (solo tipo di letteratura valido), ma critica deve saper mediare tra giudizi etici/estetici. Differenza con arti: LINGUAGGIO (insieme espressioni verbali/immagini) che ha carattere fortemente nazionale (diverso linguaggi di altre arti) elemento di unità: anche se diverse classi sociali parlano lingua diversa, c’è aderenza [= teatro, in cui elemento artistico è dramma+parole] Perché opera sia popolare, necessario usare linguaggio conosciuto al popolo (base per costruzione di letteratura nazional-popolare).

“Concetto di Nazional-Popolare” “Scrittori Popolari” “Diversi Tipi di Romanzo Popolare” “Origine Popolaresca del Superuomo”: concetto nicciano (fine ‘800 – “Così parlò Zarathustra”) che implica superamento dell’uomo comune, grazie a forza/vitalità/volontà di potenza/disprezzo per morale della rinuncia. origine colta o popolare? Rivede Eroi di romanzi d’appendice, che attirano su di sé proiezioni/identificazioni emotive del popolo, che vede in loro possibilità di rivalsa dalla propria meschina condizione sociale, di sfuggire dalla propria esistenza vana/prosaica.

Es. Montrecristo (superuomo citato in due capitoli), Athos (romanticismo), Giuseppe Balsamo, Balzac: più teatrali, tratti romantici, “primedonne” con desiderio di primeggiare.

Vittorio Spinazzola (1930)

30 anni dopo Gramsci, negli anni '60, continua gli studi del gusto del popolo. In questi 30 anni cambia il contesto in ambito letterario, non si ricercano intellettuali che si occupano di paraletteratura, ma il loro mercato è saturo e si cercano critici letterari che si occupino dello studio di queste opere e che distinguano ciò che è di buona qualità, ciò che incontra il gusto popolare e perché. Nel ventesimo secolo l'istituzione letteraria ha fronteggiato una crescita del pubblico e quindi una crescita di attese e di richieste da parte loro. Secondo Spinazzola ogni richiesta è legittima.

Le nuove richieste del nuovo pubblico non potevano essere esaudite dai prodotti letterari tradizionali, perché non sono alla loro portata. I critici devono quindi fare da guida e orientare il pubblico nella fitta offerta paraletteraria. Identifica la grande importanza della critica letteraria nell'ambito della sua funzione pedagogica. Non ha bisogno di scrittori che scrivano bei romanzi per il popolo, ma di critici che diano al popolo gli strumenti per orientarsi nell'editoria satura di paraletteratura.

Era d'accordo con Gramsci sul fatto che la letteratura dovesse insegnare ma che il popolo fosse stimolato nel leggerla per un senso di gratificazione, bellezza estetica. Ce l'ha con i critici letterari che non hanno fatto un buon lavoro alla diffusione della letteratura. Si muove in un contesto diverso da quello di Gramsci, il pubblico e la produzione letteraria cresce rapidamente (aumento del benessere, desiderio di intrattenimento, obbligo scolastico). La reazione dei critici e degli intellettuali è stata quella di vedere la situazione come catastrofica: scade il livello di prodotti culturali.

Spinazzola ha una reazione opposta, non parla di un gusto che si omologa verso il basso. Nel crescere di prodotti vede una differenziazione dove gli altri vedono omologazione, tutte le esperienze estetiche sono indagabili con serietà. Vede quindi una democratizzazione della letteratura, ognuno come può e secondo i suoi gusti. Spinazzola crede che questa situazione popolata di prodotti vari e di un nuovo pubblico chiama i critici a svolgere un ruolo fondamentale, ovvero la mediazione tra la massa dei prodotti e la massa del pubblico. Studia quindi questa paraletteratura anche se potenzialmente considerata di basso livello, perché non si basa sul contenuto ma sul fatto che siano state vendute un tot di copie e che quindi un tot di persone ha letto.

Spinazzola propone nel saggio (libro) un'articolazione del pubblico novecentesco in relazione alle opere che privilegia nella sua fruizione. Sono quattro livelli teoricamente non gerarchicamente disposti ma che coesistono nel panorama dell'istituzione letteraria italiana novecentesca. È una gerarchia non di valore ma di complessità, chi è capace di fruire il livello più complesso può comprendere anche gli altri.

  • Letteratura avanguardistico-sperimentale (iperletteraria) Molto complessa, fatta da autori che hanno il paradigma della novità e dell'originalità come fondamentale. L'originalità è ottenuta per via di complessità sul piano formale (lessico e sintassi), che si rivolgono a un pubblico super scolarizzato e di specialisti della letteratura. Spinazzola ci mette la poesia (insegue una sperimentazione formale sopra a qualsiasi altra volontà non esiste poeta che voglia solo intrattenere il pubblico e semplifichi il linguaggio, il poeta si esprime attraverso il modo in cui scrive), scrittura di Carlo Emilio Gadda (ha scritto romanzi e racconti, scrittura barocca e espressionistica, che si affronta con difficoltà senza strumenti adeguati)
  • Letteratura istituzionale Dietro a questo livello c'è un'istituzione che fa da punto di riferimento, la scuola. Perché se prima il pubblico era iper specialistico, qui il pubblico di riferimento è quello di buona scolarizzazione ma non specialista di letteratura. Troviamo la letteratura rispondente all'idea di letteratura che propone la scuola. es. Promessi Sposi Più in particolare il genere di riferimento è il romanzo della tradizione europea 700-800esca (Dickens, Zola).
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliapuricelli12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura nell'Italia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Daino Luca.
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