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1Cap,  La  Cultura  Sottile

sabato  28  maggio   2016 15:51

3  -­‐ Le  strategie   della   produzione  culturale  in  Italia

Uno  sguardo  complessivo  all'evoluzione   dell'industria   culturale   italiana   svela  

alcune   costanti,  o  meglio   la   ricorrenza  di  alcuni  atteggiamenti  stabili  se  pur  

declinati  caso  per  caso  in  termini  originali.  Ciò  significa  che   l'apparente  

omogeneità  da  un  lato  nasconde  fenomeni  profondamente  differenti;  

dall'altro   molte  apparenti   rivoluzioni  e  innovazioni  all'interno   dell'offerta,  si  

fondano  in  realtà   su  una  sotterranea   coerenza  di  tendenze  macroscopiche.  

Queste  tendenze  si  presentano  e   si  ripresentano  giocando  fra  di  loro  con  

diverse  modalità,  e   ciò  permette   la   nascita  di  fenomeni  di  superficie   sempre  

nuovi.    Tuttavia,  nei   singoli  periodi   si  può  assistere  al prevalere  dell'una  o  

dell'altra.

3.1-­‐ La strategia  pedagogizzante:  il  

grillo e  il  

corvo

La  strategia   pedagogizzante  consiste   in  

un  uso  strumentale  dei  media  da  

parte  di  é lites  o  istituzioni.  

In  quest'ottica  è   in  oltre   piuttosto  

e vidente  la  

natura   di  comunicazione  asimmetrica  dei  media:  

essi   divengono  un  veicolo  

di  condivisione  di   valori  imposti  entro  determinati   limiti   al   pubblico.  

Nella   fase  nascente  dell'industria   culturale   nazionale,  questa  tendenza  fu  

particolarmente   evidente  per   ovvi  motivi:

la   recente   unificazione  del  paese

-­ l'alto   tasso  di   analfabetismo

-­ lo  sforzo  di   ''fare  gli   italiani''

Tuttavia  quest'ottica  fu  storicamente   declinata   attraverso  almeno  due  

modalità  principali   che   è  possibile   esplicitare   chiaramente  in   modo  

metaforico  attraverso  la  figura  del   grillo  

e   quella   del  

corvo:   esse  

simboleggiano  perfettamente  le   due  declinazioni   assai  contraddittorie  della  

strategia   pedagogizzante  nel   nostro  paese.

A. Il  

grillo è  naturalmente  il   celebre   grillo   parlante   de  

Le  avventure  di  

Pinocchio: un  personaggio  che   rappresenta  meglio  di   chiunque  altro  

l'atteggiamento  dell'intellettualità  nei  confronti  della  società  

moderna  

e  che   propone  un  modello  di   sviluppo  della   personalità  che   si  

mantiene  all'interno   di   un  quadro  morale;  tale   quadro  morale  ha  nella  

scuola  il   proprio  fulcro.  

Questa  logica   implica   un  accordo  sostanziale   tra  le   élites   e   il   loro  

pubblico  principale,   una  omogeneità  effettiva  di  intenti   e   di  modelli  

sociali   accettati   come  universalmente   condivisibili   al  di   fuori  del   quale  

mantiene  all'interno   di   un  quadro  morale;  tale   quadro  morale  ha  nella  

scuola  il   proprio  fulcro.  

Questa  logica   implica   un  accordo  sostanziale   tra  le   élites   e   il   loro  

pubblico  principale,   una  omogeneità  effettiva  di  intenti   e   di  modelli  

sociali   accettati   come  universalmente   condivisibili   al  di   fuori  del   quale  

tutto  è   da  considerarsi  immorale.

B. La  versione   del  

corvo rappresenta  la  

declinazione  ideologica  in  cui  

l'intenzione  formativa  si  trasforma  in  vocazione  propagandistica.  

L'esempio   più  significativo  è  l'utilizzo   dei   media  da  parte   del   fascismo.  

Questa  logica   implica   per  sua  natura  la   contrapposizione  ideologica,  il  

suo  conflitto  con  un  altro  modello  dai   contenuti  opposti:  da  qui  la  

necessità   di  controllo  della   stampa  e  della   radio,  e   in  generale   della  

cultura  nazionale   anche  attraverso  la  scuola.  Queste  ideologie   nemiche  

sono  però  un  fantasma.

La  scelta   ricade   sulla   figura  metaforica  del   corvo  non  soltanto  perché  

l'animale   ben  richiama   il   gracchiare   della   radiofonia  fascista  e   il   lugubre  

colore   delle   camicie   nere,  ma  anche  perché   è   lui  il   protagonista  della  

più  lucida   riflessione  condotta  sulla   strategia   propagandistica  

(Uccellacci  e  uccellini   di  Pier   Paolo  Pasolini)  da  cui   emerge   tra  gli   altri  

fattori  l'impossibilità   di  un  progetto  complessivo  alla   luce   delle  

ideologie.

3.2-­‐ La  

strategia  dell'intrattenimento:  il  

topo e  il  

gatto

Le   radici   di  questa  strategia  sono  da  ricondurre  all'eredità   del   melodramma e  

alla   letteratura più  tipicamente popolare.    D'altronde  è   piuttosto  naturale  

che,  in   una  nazione  ad  altissimo  tasso  di  analfabetismo  come  l'Italia   post-­‐

unitaria,  l'industria   culturale   meno  connessa  alle   strategie   pedagogizzanti  

abbia  sempre  cercato   il   proprio  materiale/il   proprio  pubblico  sulla   base  di  

esperienze  spettacolari piuttosto  che  informative  o  culturali.   Molti  dei  

contenuti  dei  primi   prodotti  di   intrattenimento  si  spiegano  dunque  in   questi  

termini:   le   dipendenze  dai   testi  salgariani   dai   testi  melodrammatici   -­‐ la  

vocazione  al  movimento  di  massa  del   cinema   italiano   del  primo  quindicennio  

del   secolo  -­‐ la   tradizione  del  cinema   seriale   in  costume  .  

A. Logica   del  topo:  

artigianale-­‐industriale,  costituisce  nei   media  la   più  

autentica  

continuazione  dell'intrattenimento  popolare. &nbs

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

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