Prima settimana del secondo semestre
Robert Darnton e la storia del libro
Robert Darnton è il curatore della biblioteca di Harvard e nel suo articolo “What is the story of books?” (1982), parla appunto della storia del libro. [Robert Darnton: storico statunitense, ritenuto uno dei maggiori conoscitori della Francia del XVIII secolo.]
La storia del libro è una disciplina nata nel 1958 con la pubblicazione de “L'apparition du livre”, a cura di Lucien Febvre. [Lucien Febvre: storico francese, conosciuto soprattutto per il suo ruolo nella fondazione della Scuola delle Annales, con il suo modo particolare e innovativo di interpretare la storia]
“L'apparition du livre” ebbe un notevole impatto sull'ambiente intellettuale dell'epoca e coincide con la fondazione della Ecole Pratique des Hautes Etudes (Università a Parigi), che era una scuola improntata a studi di carattere socioeconomico. Inoltre in quegli anni circolava la rivista “Annales”.
Nuova storia e diffusione del libro
Con il termine Nuova Storia, in francese Nouvelle Histoire, si indica una corrente di pensiero storico che mira all'ampliamento dell'orizzonte di osservazione dello storico mediante la scoperta di nuovi oggetti e lo studio delle scienze sociali, ricorrendo a metodi quantitativi sempre più sofisticati. Essa fu espressa dalla Scuola delle Annales: si tratta di quello che, probabilmente, è il più importante gruppo di storici francesi del XX secolo e che divenne celebre per aver introdotto tali rilevanti innovazioni metodologiche nella storiografia.
Tutti gli studiosi dell'epoca erano molto interessati a come si diffonde il libro e al rapporto che c'è tra la diffusione del libro e l'alfabetizzazione: il libro non è più oggetto per pochi, perché dopo la diffusione della stampa in Europa ad opera di Gutenberg, i costi di produzione si riducono notevolmente, facendo sì che si diffondano anche tra le classi più povere.
Gutenberg è l'inventore e tipografo tedesco, inventore della stampa a caratteri mobili, a cui si deve l'inizio della tecnica della stampa moderna a caratteri mobili. La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa introdotta dal tedesco nel 1455. In Europa, in Asia, infatti, esisteva fin dal 1041, grazie alla tecnica dell'inventore cinese Bi Sheng, tipografo e inventore cinese, realizzatore del primo sistema di stampa a caratteri mobili, fatto di caratteri di terracotta inventato fra il 1041 e il 1048 in Cina.
La disciplina della storia del libro
Ma la storia del libro è una disciplina così nuova? No, in Europa già dal Rinascimento, con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, si sviluppa una storia della bibliografia e degli studi humanitatis (recupero della cultura classica che si era perduta durante il Medioevo), il che conduce poi ad una riflessione sulla materialità dei libri (codex, epigrafi, ecc.).
Questa disciplina ha una forte impronta storica, ma fondamentale è la componente socioeconomica che analizza la diffusione del libro nella classe piccolo-borghese. Darnton è celebre per aver ideato il circuito di comunicazione. È stato ispirato probabilmente dal lavoro di Carlo Ginzburg (storico, scrittore e saggista italiano), che attraverso una lettura trasversale scopre che “l'amor sacro e l'amor profano” di Tiziano non aveva una lettura romantica, ma era solo il ritratto di una prostituta che piaceva molto a colui che aveva commissionata l’opera, arrivando così a ideare il circuito iconico (circolazione di immagini): il significato di un’opera viene arricchito da coloro che ne vengono a contatto.
Il circuito di comunicazione
- Stabilisce una comunicazione tra tutte le parti in causa
- È un modello, quindi strumento di lavoro, per studiare il ruolo del libro all'interno della società, analizzando da un lato il processo produttivo e dall'altro il processo distributivo del testo (autore, editore, agente letterario, bibliotecari), e infine c'è il lettore che non ha affatto un ruolo passivo poiché anche loro contribuiscono alla diffusione del sapere, basti pensare alla lettura a voce alta quando l'alfabetizzazione non era ancora diffusa tra le masse.
Analizzando i ruoli di editore/agente letterario/stampatori, scopriamo che influenzano molto le opere, poiché consigliano come il libro deve essere cambiato affinché sia più attrattivo possibile: eclatante è il caso dei “Promessi Sposi” che inizialmente si chiamava “Fermo e Lucia”.
La posizione eurocentrica e il ruolo della Cina
Ma come fa lo studioso del libro a sapere quali sono state le modifiche apportate? Studiare le bozze e gli appunti dell'autore. La posizione eurocentrica: afferma che la stampa è stata sì inventata in Cina, ma non avendo avuto seguito, il merito della diffusione va all'Occidente così come scrive Pierre Chaunu (storico francese) nell'opera “Storia e potere della scrittura” (1988) “I cinesi inventano ma non se ne servono come tutte le loro invenzioni prive di seguito”.
Questa affermazione non nega il merito dell'invenzione, ma diminuisce l'importanza del ruolo cinese (l'eurocentrismo si manifesta in modo sottile). La visione eurocentrica comincia a prendere piede durante l'Illuminismo, periodo durante il quale la visione della Cina viene distorta dagli intellettuali europei: si parla per la prima volta di razze identificando i cinesi con il colore giallo, colore non della pelle, ma simbolo dell'Impero che poi ha assunto un connotato dispregiativo.
In Europa si sente la necessità di stampare grazie all'impulso del Protestantesimo: le Sacre Scritture dovevano essere diffuse poiché rappresentavano il mezzo di comunicazione tra l'uomo e Dio. Il manoscritto viene soppiantato subito. In Cina no, i libri stampati e manoscritti sono coesistiti per otto secoli, a causa del ruolo della calligrafia e dei taoisti che non volevano che le loro scritture si diffondano tra non eletti e quindi non volevano che venissero stampate, per cui le copiavano manualmente.
Seconda settimana del secondo semestre
Il ruolo del libro nella società cinese
Nella società cinese, il libro ha sempre avuto un ruolo molto importante: possederne equivaleva all'avere successo, in quanto erano oggetti giudicati per l'estetica e simbolo di cultura. Ciò fa sì che ci sia una lunga tradizione sullo studio del libro, che secondo un moderno studioso Cao Zhi (poeta cinese vissuto nell’ultima parte della dinastia Han), risale al periodo Han con il lavoro di catalogazione bibliografica di Liu Xiang (79-6 a.C).
Circolavano:
- Degli Shuhua (discorsi sugli incunaboli) [Incunabolo: libro stampato con la tecnica a caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Il termine deriva dal latino incunabulum (plurale incunabula), che significa "in culla"].
- Yingke ben (edizioni facsimile di librari, messi in circolazione dai collezionisti) {libri come oggetto d’indagine}
Alla seconda tradizione di riproduzioni di facsimile era legato un lavoro di autenticazione di libri rari, che si basava sullo studio: dello stile delle incisioni, la rilegatura, la qualità della carta che ha posto le basi per la moderna disciplina dello studio delle edizioni: ban ben xue (XX sec).
Fondamenti teorico-metodologici della storia del libro
La storia del libro ha un aspetto sociale, economico, intellettuale e culturale. È un campo di studi nato nel 1958 con la pubblicazione de “l’Apparition du livre” che si occupa sostanzialmente della storia sociale e culturale della comunicazione attraverso la stampa. Robert Darnton ha elaborato il circuito di comunicazione: modello di ricerca che collega autori, editori, stampatori, venditori di libri e lettori. Più recentemente gli studiosi hanno cominciato a considerare il libro un oggetto fisico, un codice in forma facilitata che consente al lettore di muoversi liberamente all’interno del testo.