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Apprendimento, Etologia Appunti scolastici Premium

Appunti di Etologia per l'esame del professor Baldaccini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'apprendimento, la fatica muscolare, la codificazione a breve termine (attivazione bio-elettrica sinaptica), l'esperimento classico di Pavlov, l'apprendimento complesso.

Esame di Etologia docente Prof. E. Baldaccini

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condizionato ad avere un certo premio piuttosto che un altro e agisce di conseguenza. Quindi in

questo c’è un dubbio che i meccanismi che si innestano con il pavloviano e lo skinneriano sono gli

stessi.

Gli esperimenti di condizionamento sono noti come strumento per capire molte cose e soprattutto

con la skinner box si possono fare vari esperimenti per avere informazioni di tipo sensoriale,

potenzialità di associazione, ecc…, quindi questo è uno dei meriti del metodo skinneriano.

Ad esempio, in un esperimento abbiamo la classica gabbia di skinner con dentro un piccione e ci

sono 3 piccoli schermi: nella finestra di mezzo vengono presentati una serie di figure e il piccione

viene allenato a vedere quel tipo di stimolo. Quando lo vede premerà sulla chiave e avrà il cibo. Ad

un certo momento tutti e 3 gli schemi si illuminano e mentre al centro erano state proiettate

determinate figure, mentre la seconda volta vengono illuminate solo le due colonne di figure

laterali.

Le figure delle colonne laterali sono rovesciate di 45° o 180° quindi il piccione deve far capire allo

sperimentatore se ritiene uguali o diverse le immagini che gli vengono proiettate. Quindi una volta

imparato lo schema centrale che poi si spegne e rimangono le colonne laterali, per ottenere il cibo

lui deve piggiare sulle laterali e non sulla centrale. Ed effettivamente il piccione è in grado di

indicare se la figura è uguale, inclinata e rovesciata.

Vediamo che le varie figure che possono essere presentate sono anche abbastanza complesse,

ma in ogni caso lui deriva la risposta giusta.

Anche dal punto di vista applicativo, con questi esperimenti sono tantissime le cose che si possono

capire quando rientrano nelle stimolazioni sensoriali, per esempio di per sé se associamo uno

stimolo con una stimolazione nocicettiva, si possono ottenere bei risultati.

In America i coyoti, tempo fa, mangiavano moltissime pecore nei greggi, quindi se si prendeva una

pecora e le si faceva un’iniezione di cloruro di litio, che fa stare molto male, e i coyoti mangiavano

le carcasse ripiene di cloruro di litio, poi quando vedevano una pecora, non la mangiavano più ma

scappavano per non star male. Anche questo è un buon risultato.

Certamente anche chi fa degli studi in queste maniere deve fare in modo che non si creino grossi

guai o reazioni che l’animale può riconoscere nocicettivo altrimenti è inutile. Dev’essere invece,

qualcosa che funzioni per accumulo e che non scateni il riflesso condizionante, perché se si dà

qualcosa che dopo poco fa morire un animale, gli altri la stessa cosa che ha mangiato il compagno

non la mangiano più.

APPRENDIMENTO COMPLESSO:

Sono tipi di apprendimento di varia natura che determinano comportamenti con un alto valore si

sopravvivenza.

Un comportamento complesso abbastanza importante è il food storing, che soprattutto le gazze,

le nocciolaie e i passeriformi sanno mettere in campo questi animali si creano delle riserve di cibo

sotto forma di semi, che sotterrano e poi possono ritrovare come incremento alla loro dieta

soprattutto durante l’inverno.

La nocciolaia quindi va in giro a raccogliere molti semi e li infila in una tasca orale, che si rigonfia,

poi le nocciolaie fanno dei buchi per terra, in genere alla base degli alberi, e infilano i semi che poi

ritappano e di cui ogni tanto anche si dimenticano e rigerminano. Questi animali infatti sono di

aiuto anche per il rinnovamento dei boschi.

Tuttavia il fatto che se ne dimentichino è un evento abbastanza eccezionale perché magari

qualche animale muore e il suo tesoro non viene più scoperto.

In alcuni esperimenti che ha fatto un ricercatore americano, che ha studiato molto il food storing,

erano state fatte delle voliere su cui pavimento c’erano una serie di buchi. Questi potevano essere

riempiti di sabbia e l’animale poteva conservare la sua riserva di semi. Poi veniva tolto e rimesso

dopo qualche giorno, quando tutti i buchi erano stati ricoperti di sabbia. E si contava se lui era

capace di ritrovare quelli che contenevano i semi oppure no. Si è andati a vedere se tra due

ghiandaie e una nocciolaia c’erano delle differenze: effettivamente ci sono e in particolare una

specie di ghiandaia era particolarmente brava a ritrovare il buco coi semi dentro.

La nocciolaia di Clark e la Pinyon jays sono quelle che in natura dipendono di più, in inverno, dal

cibo messo da parte, quindi c’è un buon confronto tra quelle che sono le abitudini naturali della

specie e la capacità di orientarsi e ritrovare posizioni simili dove avevano nascosto il cibo. Questo

è un comportamento complesso che ammette di ricordare la posizione del buco rispetto ad una

serie di reperi esterne.

Quindi è importante capire la sensorialità degli animali per capire quali possono essere le fonti di

informazione di questi meccanismi comportamentali.

Un altro comportamento complesso è il cosiddetto apprendimento latente.

L’apprendimento latente è l’imparare un qualcosa che non serve subito ma che può servire in un

secondo momento, ricordandosi determinate serie di reperi che provengono dal paesaggio.

Un buon esempio è quello della vespa scavatrice di Timbergen, che già conosciamo.

Un altro comportamento complesso è l’apprendimento intuitivo.

L’apprendimento intuitivo si differenzia profondamente da quello che è l’apprendimento per prova

ed errore ed è il seguito di una potenzialità di astrazione e di sintesi che possono avere gli animali

in determinate condizioni. Il piccione che sta dentro la gabbia di Skinner e che becca ovunque e in

quel momento becca sulla chiave è sempre qualcosa che fa per prova e per errore. Ci sono invece

dei comportamenti in cui l'animale è capace di vedere quello che lo circonda rimanendo

assolutamente indietro e un attimo dopo mettere in moto un determinato comportamento che è

indice di una sintesi astrattiva. Questi esperimenti si fanno bene soprattutto coi primati e fanno

riferimento alla soluzione di piccoli problemi che possono essere molto importanti per i primati.

Una banana appesa al soffitto è inarrivabile per la scimmia, però nella stanza in cui sono le

scimmie ci sono delle casse, allora senza nessun tipo di prova preliminare, vediamo che ad un

certo momento, una scimmia va, impila le casse, sale sopra e si mangia la banana.

Questo è un comportamento che ammette un’astrazione di vedere cosa succede se le casse

vengono messe una sopra l’altra, aspettare e poi metterlo in pratica.

Se io metto una banana fuori dalla gabbia in cui stanno le scimmie e metto nella gabbia un paio di

bastoni che si possono impilare l’uno nell’altro, vedo che inizialmente la scimmia tenta a prendere

la banana con la mano, ma visto che non ce la fa, ad un certo punto prende la canna e tira a sé la

banana.

L’apprendimento intuitivo è bordeline perché con l’uso di strumenti l’animale cerca una soluzione

attraverso un o strumento non collegato col problema in sé e quindi dà dimostrazione di capacità di

ragionamento molto importante.

L’uso di strumenti è correlato con l’astrazione nel senso che l’animale realizza che con un

determinato comportamento può risolvere un problema.

L’uso di strumenti lo vediamo solo negli uccelli e nei primati.

Per quanto riguarda l’uso degli strumenti una grossa scimmia antropomorfa, messo davanti ad un

predatore, prende un bastone e lo dà in testa all’animale impagliato.

Senz’altro l’uso di strumenti, soprattutto nelle scimmie, è un modo anche per cibarsi e prendere del

cibo che altrimenti sarebbe molto difficile da catturare: un esempio è infilare un bastoncino in un

nido di termiti, il bastoncino viene attaccato dalle termiti, loro lo tirano fuori e si mangiano le termiti

attaccate al bastoncino.

Anche gli uccelli sono molto bravi a far questo, soprattutto gli uccelli che cercano insetti sotto le

scorze degli alberi: può essere molto difficile, anche col becco, tirar fuori una larva da una

corteccia, quindi si possono avere diversi trucchetti con, ad esempio, delle foglie molto dure fatte

ad uncino o con la costruzione di uno strumento. Un corvo, ad esempio, ha capito che ci sono

delle foglie larghe col bordo seghettato e, attraverso l’uso del becco, stacca il margine della foglia

in modo che rimanga una bella colonna di uncini nella foglia: se poi lui lo prende in becco dalla

parte più grossa avrà uno strumento uncinato molto utile ad infilare sotto le scorze degli alberi e

tirar fuori insetti e larve. I passeriformi sono particolarmente bravi a far questo.

Senz’altro questi sono esempi di comportamenti intelligenti.

Esempi ce ne sono molti.

Anche i gabbiani sono capaci di raccattare molti molluschi marini, molto duri, portarli molto in alto,

lasciarli cadere giù in modo che si spacchino e poi possono mangiarli.

Ci sono numerosi esempi su come gli animali riescono a risolvere un problema con quello che

l’adattamento gli ha messo a disposizione: un comportamento intelligente.

Quando non parliamo di comportamento intelligente, le capacità di astrazione e di trasposizione

rientrano tra i comportamenti intelligenti.

C’è uno schema che è stato messo in atto per capire se gli uccelli sanno contare. Il contare non è

semplice e sappiamo che in molte tribù di nativi si contava fino a 3 poi basta. Gli uccelli sanno

contare fino a 5-6. E come si è capito? Da un esperimento fatto da Koheler, noto etologo tedesco,

fatto su un corvo, si vide che al corvo venivano presentate diverse scatole con un coperchio sul

quale erano disegnati 3 punti. Il corvo veniva premiato quando apriva la scatola che presentava sul

coperchio un numero di punti uguale a quello dei punti disegnati su un cartoncino che gli veniva

mostrato. Il corvo imparò a scegliere fra le diverse scatole quella che aveva sul coperchio lo

stesso numero di punti del cartoncino. Alla fine il corvo sapeva distinguere 2, 3, 4, 5 e 6 punti. Si

tenga presente che i punti sul coperchio erano diversi, per forma e disposizione, da quelli disegnati

sul cartoncino. Koehler dimostrò così che gli uccelli erano in grado di confrontare due numerosità e

di ricordare il numero di oggetti presentati in tempi successivi.

Certamente in tutti questi esperimenti è molto importante fare tutto a punto.

Per quanto riguarda l’apprendimento a comando il miglior esempio è quello sull’elefante indiano.

L’elefante indiano viene infatti utilizzato anche per il lavoro sui campi in India e l’addestramento è

uno sviluppo di una comunicazione tra un indiano e l’animale che decide di addestrare. L’animale

impara a rispondere giustamente fino a 44 comandi differenti, quindi una grande possibilità di

comunicazione.

Le capacità di rispondere ai comandi fanno sempre capo ad un condizionamento di tipo pavloviano

e skinneriano.

L’apprendimento sociale è un capitolo molto importante, soprattutto a certi livelli e molto legato ai

primati. La storia che si racconta è quella dei macachi giapponesi che si chiama Imo, una femmina

di circa 12 anni che ad un certo punto, siccome viveva in un’isoletta vicino al mare, imparò a lavare

le patate nell’acqua di mare. Le patate non erano sporche di terra, erano salate e piacevano molto.

Quest’abitudine si diffuse in tutto il gruppo di Imo. È interessante notare che il tipo di

apprendimento fu molto facile dal suo livello nella scala sociale gerarchica in basso, mentre gli

individui sopra Imo nella scala sociale furono completamente impermeabili, e solo quando Imo

diventò grande, e alfa tra le femmine l’abitudine si estese a tutto il gruppo sociale.

Evidentemente i capi avevano uno stato che non gli permise di imparare nulla dal suo

comportamento. Abitudini di questo tipo sono state poi descritte molte volte: ad esempio, in altri

gruppi di macachi giapponesi, non abituati per nulla all’uomo, si instaurarono molte manualità e di

culture, per esempio, raccogliere chicchi di grano dalla sabbia significa sputare poi sabbia per tutto

il giorno, quindi risolsero il problema filtrando la sabbia nell’acqua e i grani restavano a galla così

che potevano prendere solo i grani senza la sabbia per mangiarli.

C’è un vasto esempio, d’altronde non è detto che lo stesso problema venga risolto allo stesso

modo da gruppi diversi di animali, e questo ci mostra come il comportamento può essere anche un

mezzo di riconoscimento per il gruppo e quindi di possedere determinate tradizioni.

Ci sono ad esempio, dei gruppi di macachi, che si ingoiano il frutto e poi sputano i semi, e ci sono

invece altri gruppi che schiacciano il frutto, fanno esplodere fuori il seme e poi lo mangiano: ci sono

delle trasmissioni culturali importanti che fanno tradizione e distinguono un gruppo da un altro e

che vanno a caratterizzare i gruppi anche in senso evolutivo.

In questo senso le imitazioni sono abbastanza importanti. Comportamento imitativo ha una sua

definizione perché dovrebbe essere un comportamento non costituito da un adattamento di un

pattern che già esiste nell’etogramma dell’animale ma di un qualcosa completamente diverso,

qualcosa che prima non faceva parte dell’etogramma dell’animale e che poi ne entrato a far parte.

Un esempio che si fa è quello delle cimici inglesi: la cimice ad un certo momento impara a

decapsulare le bottiglie di latte che venivano lasciate fuori dalle case e ne mangiavano la panna

che si cagliava. Quest’abitudine si espanse fino a d arrivare nelle penisole più lontane

dell’Inghilterra: un comportamento trattato come imitazione anche se le cimici sono molto brave a

cacciare insetti sotto le cortecce, quindi nell’etogramma c’è anche la “decorticazione”.

Nell’etogramma della cimice quindi c’è già la decorticazione che è trasmesso a livello preciso,

quindi sarebbe solo una focalizzazione dell’attenzione, ovvero un comportamento che tutti


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DETTAGLI
Esame: Etologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in conservazione ed evoluzione
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher malesia89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Baldaccini Emilio.

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