Apprendimento e motivazione
Studenti e risultati scolastici
• Studenti che affrontano senza fatica la scuola
• Studenti con risultati buoni in alcune materie e difficoltà in altre, difficoltà che si manifestano e, a volte, si superano
• Altri manifestano difficoltà, l'apprendimento è faticoso, i risultati non compensano gli sforzi
Questioni principali
Cosa distingue uno studente bravo da quello con difficoltà? Cosa rende lo studente più o meno efficace? Cosa influisce su un buon risultato? È possibile che esistano capacità-abilità specifiche? E se carenti, impediscono un buon risultato? Oppure sono abilità diverse e specifiche quelle che caratterizzano una buona prestazione, rispetto a quella carente?
Linee interpretative
- Abilità specifiche: in parte innate, in parte frutto dell’esperienza in una specifica classe situazionale (compito e familiarità con il materiale: expertise); es. quelle per l’acquisizione di abilità di base
- Strategie di apprendimento: consente di spiegare perché, a parità di abilità e di intelligenza, alcuni siano più bravi di altri (uso più o meno esteso, flessibile ed efficace delle strategie).
- Aspetti metacognitivi: conoscenze strategiche (quali le strategie più efficaci rispetto al compito ed alla situazione) e controllo metacognitivo (regolazione e gestione autonoma dello studio);
- Aspetti motivazionali: motivi e scopi per studiare o non studiare, energia che sostiene l’apprendimento o convinzioni che sostengono o frenano.
Relazione tra motivazione e apprendimento
La relazione tra motivazione e apprendimento non è diretta, ma mediata da molti fattori, tra i quali:
- Uso metacognitivo di diverse strategie di apprendimento;
- Maggiore persistenza nella risoluzione dei compiti (impegno, obiettivi specifici di apprendimento, soluzioni alternative, imparare e capire, raggiungere standard di riuscita);
- Attribuzione corretta di successi ed insuccessi
- Scelta di compiti sfidanti: sviluppo strategie ed abilità
- Emozioni positive dell’apprendimento motivato: soddisfazione ed orgoglio per la riuscita, rilassamento, soddisfazione bisogni di autodeterminazione, autoefficacia, competenza, autonomia, ecc.
Modelli circolari
Elementi strategici, motivazionali, metacognitivi: interesse per un argomento, ricerca di idonee strategie per lo studio (maggiore studio), buoni risultati di apprendimento: incremento iniziale interesse...
Questi modelli possono spiegare l’apprendimento come risultato di complesse interazioni tra:
- Conoscenze
- Credenze
- Capacità di controllo
- Aspetti motivazionali
Orientamento alla prestazione o alla padronanza e teorie implicite dell'intelligenza
Obiettivi di orientamento: non riferiti a quantità o qualità di contenuti appresi, ma ad un insieme organizzato di credenze capaci di indirizzare l’apprendimento e rispetto alle quali è valutata anche la prestazione (Pintrich, 2000)
Obiettivi di orientamento
- Obiettivi alla prestazione: con buone prestazioni, tende a dimostrare le proprie buone capacità, evita giudizi negativi e ottiene giudizi favorevoli; studia per dimostrare le proprie conoscenze ed ottenere riconoscimenti adeguati (voti)
- Obiettivi alla padronanza: mira ad acquisire nuove competenze e padroneggiare bene un compito per migliorare e sviluppare le sue capacità; studia per apprendere ed imparare cose nuove, indipendentemente dal riconoscimento esterno del proprio impegno (Dweck, Leggett, 1988; Burhans, Dweck, 1995; Dweck, 1999)
Questi obiettivi influenzano:
- Il livello di difficoltà del compito scelto
- La persistenza nei compiti particolarmente difficili
A loro volta, questi obiettivi sono influenzati dalla teoria implicita della propria intelligenza (concezione generale delle proprie capacità):
- Dell’entità (atteggiamento rinunciatario, l’impegno ulteriore è inutile) o
- Incrementale (maggiore persistenza e ricerca di strategie)
Orientamento al sé o al compito (Ames, 1992)
Orientamento al sé (ego-oriented): motivato ad ottenere giudizi positivi da parte degli altri;
Orientamento al compito (task-oriented): ricerca strategie efficaci per padroneggiarlo
Obiettivo di padronanza
Errore = necessità di impegnarsi di più, mancanza di risultato atteso e apprendimento come sfida con se stesso; persistenza come personale percezione del controllo della situazione (effectance), soddisfazione e fiducia in sé, buona attenzione e concentrazione, insuccesso = attribuzione allo scarso impegno, causa interna, alte aspettative per il futuro; teoria dell’intelligenza incrementale, che può migliorare con l’esperienza e l’apprendimento; orientamento alla padronanza.
Obiettivo di prestazione
Insuccesso come mancanza di capacità, sofferenza emotiva, ridotte aspettative di riuscita per i compiti successivi (evitamento compiti in cui si possono evidenziare i limiti delle proprie capacità: compiti facili o molto difficili: eventuale insuccesso imputabile come causa esterna). Abbandono del compito, non persiste cercando una soluzione (noia: compiti facili; ansia: paura di fallire). Ridotta fiducia nell’impegno: non ricerca di strategie efficaci, poca attenzione nei compiti. Ridotte aspettative per il futuro: spesso anche teoria dell’intelligenza come entità. Impotenza appresa.
Due modelli motivazionali
- Orientamento alla padronanza: ricerca situazioni impegnative per migliorare e acquisire nuove conoscenze e abilità, fiducia in sé, stile attributivo basato sull’impegno, buone aspettative di riuscita, emozioni positive, strategie di apprendimento;
- Impotenza appresa: compiti semplici per mostrare le abilità, aspettative di miglioramento basse, non ricerca di strategie, rinuncia se in difficoltà, evita le situazioni di apprendimento, fa il minimo necessario, teme l’insuccesso, ha poche aspettative di riuscita, non riconosce il legame tra impegno e prestazione.
Insuccesso scolastico
Alcuni fattori che lo determinano:
- L'insuccesso scolastico può dipendere da una serie di fattori che sono più o meno controllabili dal soggetto, tra questi: le abilità di base, le conoscenze precedenti, l'impegno dedicato allo studio, l'ambiente socio-culturale, il sostegno da parte di insegnanti, genitori e compagni, l'approccio allo studio, le strategie, l'intelligenza, le convinzioni, le attribuzioni, l'autoefficacia, la motivazione
Stili cognitivi, stili di apprendimento e motivazione
I processi di insegnamento funzionali all'apprendimento dovrebbero tenere conto delle specifiche caratteristiche di ogni singolo alunno.
- Stili cognitivi degli allievi
- Stili di apprendimento
- Attitudini/motivazioni
Gli stili cognitivi
La necessità di un’integrazione degli alunni portatori di handicap, l’espandersi del fenomeno della scuola multietnica e interculturale hanno sollecitato insegnanti e ricercatori ad approfondire atteggiamenti educativi personalizzati per ogni singolo studente.
Stile cognitivo = modalità di elaborazione dell’informazione che si manifesta in compiti e in settori diversi del comportamento; indica la tendenza generale del soggetto ad adottare strategie di un certo tipo in maniera molto più frequente di altre.
Gli stili non evidenziano livelli di intelligenza differenti a diverse modalità. La modalità preferita può essere più o meno efficace e produttiva, a seconda dei contesti, arrivando a favorire o ostacolare la sua attività cognitiva.
Apprendimento e motivazione
- Stili di apprendimento: tendenza di una persona a preferire un certo modo di apprendere: è il modo di percepire e reagire ai compiti, con cui sceglie i comportamenti e le strategie. Non è solo uno stile intellettivo, ma coinvolge anche aspetti socio-affettivi.
- Motivazione: capacità, tendenza naturale rivolta all’apprendere e al crescere in maniera positiva. Tutti gli alunni sono naturalmente motivati ad apprendere se posti nelle giuste condizioni. Poiché la motivazione è intrinseca, ha bisogno di essere stimolata, non costruita. Gli alunni, anche quelli con difficoltà, devono comprendere come i loro pensieri influenzino stati d’animo e comportamento.
Come aiutare gli alunni a valorizzare se stessi e l’apprendimento
- Identificare esigenze, interessi ed obiettivi individuali (questionario, colloquio di interessi);
- Aiutare gli alunni a definire i propri obiettivi personali (goal setting);
- Mettere in relazione obiettivi didattici ed interessi o obiettivi individuali;
- Coinvolgimento degli alunni in progetti (responsabilità);
- Strutturare obiettivi didattici ed attività scolastiche per favorire il successo dei singoli
Ruolo dell'insegnante come modello
È importante incoraggiare l’alunno a competere con se stesso - uso dei modelli per insegnare all’alunno l’impegno
- Entusiasmo per l’argomento;
- Conoscenza in campi differenti;
- Valore risultati raggiunti;
- Responsabilità personali nell’apprendimento;
- Vantaggi appr
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Apprendimento
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Processi cognitivi, motivazione e apprendimento
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Apprendimento cooperativo
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Psicologia, Apprendimento