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Le basi della metacognizione

La metacognizione è l'insieme delle attività psichiche che permettono il funzionamento cognitivo. Vengono distinte le operazioni che permettono di eseguire un'attività cognitiva (processi cognitivi di base) e le conoscenze, valutazioni e decisioni che portano l'individuo a effettuare l'attività. I processi si distinguono in: processi di routine e processi di controllo volontario (basati sulla conoscenza del proprio funzionamento mentale). La conoscenza metacognitiva è l'insieme delle idee che un individuo possiede sul funzionamento mentale.

Dal comportamento ai suoi antecedenti cognitivi: il comportamento umano viene spiegato in base al rapporto tra elementi ambientali e risposte. Il ricordo non è solo dato dalle manipolazioni ambientali (ad esempio il numero di presentazioni) ma anche dal processo di codifica, dal tipo di lavorazione.

Dai processi cognitivi ai processi di controllo

Il modello di funzionamento cognitivo di Atkinson e Shiffrin afferma l'esistenza nella mente di un registro sensoriale, una memoria a breve termine e una memoria a lungo termine. Le informazioni che provengono dall'ambiente esterno arrivano all'individuo, vengono elaborate. I processi di controllo sono le operazioni che sottostanno all'esecuzione del compito cognitivo, sono volontari come la ripetizione del materiale mnestico, l'attenzione e la codifica del materiale. Un'attività controllata è associata all'uso dell'attenzione e della coscienza, sottoposta ai limiti di capacità del sistema (in risorse attentive e capacità della memoria di lavoro), modificabile, diventa sempre più automatica in seguito alla pratica, memorizzabile nella memoria a lungo termine e difficilmente compatibile con l'esecuzione concomitante di altre attività.

Le strategie sono relative al percorso che l'individuo decide di seguire per affrontare un compito cognitivo. Bruner definisce la strategia come una sequenza di decisioni relative all'acquisizione, mantenimento e all'utilizzo delle informazioni al fine di raggiungere determinati scopi. Le strategie portano l'individuo ad attivare determinati processi piuttosto che altri per poi affrontare la prestazione. Le strategie utilizzate dagli individui possono essere diverse, quindi diversi i processi cognitivi sottostanti e conducono a diverse prestazioni in compiti.

La strategia adottata è formata da una serie di processi messi in atto nel corso della sua effettuazione; l'adozione quindi di una determinata serie di processi in una situazione in cui un'altra serie di processi avrebbe potuto essere utilizzata, rimanda all'adozione di una determinata strategia; una strategia è composta da una serie di processi alcuni di tipo esecutivo (considerati strategici per il fatto di essere adottati in alternativa di altri), altri di tipo controllato (da processi di supervisione, di controllo). Le strategie vengono spesso utilizzate in compiti di memoria e risoluzione di problemi complessi e spesso facilitano la prestazione e permettono di raggiungere risultati apprezzabili.

Caratteristiche delle strategie di memoria

La memoria utilizza principi cognitivi funzionali al ricordo, la strategia ha un programma d'azione preciso e ripetibile, vi è un atteggiamento strategico che permette di valutare, prendere decisioni e usare strategie in modo flessibile, le strategie sono già contenute nella memoria.

Architettura della mente e sistema attivo di controllo

La Teoria modulare della mente di Fodor descrive le caratteristiche di un modulo:

  • Specificità in base al singolo dominio
  • Natura biologica
  • Possesso di una struttura neurologica, non scomponibilità, autonomia
  • Una volta avviato deve essere portato a termine
  • Evolutività

Limiti: non ha analizzato i processi di elaborazione volontaria, condizionati da influenze esterne. Il sistema di memoria di lavoro mantiene temporaneamente le informazioni su cui la mente deve operare e fa parte del sistema centrale. Baddeley studia la memoria di lavoro come un sistema divisibile in più componenti, alcune più periferiche che conservano le informazioni specifiche (paragonabile ai moduli) e uno centrale chiamato Sistema Esecutivo Centrale. Cornoldi lo chiama Sistema Attivo di Controllo e ne studia le caratteristiche:

  • Tiene a disposizione informazioni attive utilizzabili in ogni istante, mantiene le informazioni attive a diversi gradi di disponibilità e specificità
  • È connesso all'azione attraverso processi di controllo non automatici che riguardano la programmazione e l'inibizione di atti
  • È in grado di rendere consapevoli le informazioni in corso di elaborazione e anche i processi di elaborazione
  • Interviene nei processi automatici quando sono bloccati o non sufficienti

Le varie componenti della memoria di lavoro sono tra loro collegate. Baddeley chiama sindrome dis-esecutiva la sindrome associata al malfunzionamento del sistema attivo di controllo che porta a mancanza di flessibilità, tendenza a perseverare, difficoltà ad avviare una nuova azione e a controllare contemporaneamente più aspetti dell'ambiente. Il sistema esecutivo centrale ha due caratteristiche: capacità di elaborare una quantità di risorse cognitive disponibili (diminuisce negli anziani che hanno difficoltà a controllare contemporaneamente due compiti, a comprenderli, tempi di risposta lunghi) e flessibilità ossia capacità di usare i processi di controllo (incapacità nella sindrome dis-esecutiva).

Correlati psicologici delle aree prefrontali

Lesioni ai lobi prefrontali danneggiano il funzionamento dei processi di controllo. I lobi frontali sono in rapporto anche con l'attenzione, generano l'iniziativa motoria necessaria per rivolgere lo sguardo in una data direzione; l'area prefrontale serve per la progettazione del futuro e nel differimento della risposta. Disturbi di soggetti con lesioni prefrontali sono la difficoltà ad inibire le risposte e problemi nell'uso delle strategie di memoria, difficoltà di categorizzazione e di ricordo di materiale organizzabile e difficoltà in generale in vari compiti di memoria, difficoltà nell'uso dei processi strategici e di controllo, problemi nei processi di controllo e nella metacognizione. Dopo lesioni ai lobi frontali possono presentarsi disturbi di metamemoria, problemi di giudizio o di decisione; altri disturbi sono il blindsight (o visione inconsapevole), agnosia che influenza i processi associativi riguardanti il riconoscimento di oggetti; l'amnesia, che influenza il ricordo di fatti ed eventi, insorge dopo un danno ai lobi temporali; questi esempi dimostrano che un danno cerebrale può influenzare aspetti specifici della conoscenza piuttosto che causare un danno globale.

La coscienza

La funzione della coscienza è quella di favorire l'autocomprensione dei propri processi cognitivi; è la possibilità di essere consapevole dei propri modi d'essere e delle proprie operazioni esprimendole col linguaggio; è la consapevolezza dei propri stati mentali e della propria attività mentale. L'introspezione è un guardare dentro. La consapevolezza viene verificata attraverso l'introspezione, il pensiero ad alta voce e la riflessione metacognitiva; l'introspezione è stata criticata in quanto è un ricordo ed è quindi soggetta ad errori mnestici, deformazione, alterazione dell'esperienza. Nella metacognizione l'individuo crea idee sul funzionamento della mente in base all'introspezione e non in base alla verità su di essa.

La conoscenza metacognitiva: la metacognizione si divide in conoscenza metacognitiva (idee che l'individuo ha sviluppato sul funzionamento mentale ossia intuizioni, impressioni, autopercezione e sentimenti) e processi di controllo metacognitivi. L'attivazione di certi processi piuttosto che degli altri è dato dall'adozione di una determinata strategia piuttosto che un'altra; l'adozione di una particolare strategia è data dal contesto, dal compito e dalle caratteristiche dell'individuo (dalla valutazione che fa del compito e dalla stima del modo ritenuto più adatto per affrontarlo; valutazioni e stime fanno parte della conoscenza metacognitiva del soggetto).

La natura della conoscenza metacognitiva

La metaconoscenza è la conoscenza che un individuo possiede sul funzionamento psichico; essa è relativa alle caratteristiche psicologiche dell'individuo, agli aspetti cognitivi del funzionamento mentale e ai processi che permettono la conoscenza. La conoscenza metacognitiva invece è la conoscenza potenzialmente verbalizzabile relativa ai processi cognitivi; essa influenza l'acquisizione di altre conoscenze.

Il sistema di conoscenze di memoria a lungo termine

I primi modelli di memoria semantica consideravano le conoscenze come organizzate in sistemi contenenti elementi con caratteristiche comuni; secondo altri modelli la rappresentazione mentale relativa ad un nodo porta all'attivazione degli elementi più vicini della rete. Questi modelli considerano la memoria come un magazzino di informazioni catalogabili. Critiche:

  • Non considerano le componenti emotive del significato (nella tecnica del differenziale semantico, le persone devono stimare un concetto dandogli delle qualità come buono/cattivo, debole/forte per cui la gente valuta in che misura un termine evoca reazioni emotive)
  • Non tengono conto della conoscenza del mondo reale (i modelli di rete semantica sono basati su connessioni simboliche più che sulle conoscenze del mondo reale; occorre tener conto di entrambi gli aspetti e fare riferimento alla realtà, alle esperienze avute)
  • Non prevedono sistemi efficienti di organizzazione dei contenuti (se ogni esperienza costituisce un nodo ciò rende difficile l'efficienza del funzionamento cognitivo; le informazioni vengono organizzate e vi sono accessi privilegiati all'interno della rete; una soluzione è data dalla nozione di schema cioè un insieme organizzato di conoscenze gerarchiche, variabili cui devono essere assegnati dei valori e dove vi sono livelli differenti di astrazione)
  • Considerano solo alcuni tipi di unità di conoscenza (i contenuti del sistema di conoscenze si riferiscono a informazioni sul mondo come caratteristiche degli animali, oggetti o concetti generali; il sistema di conoscenza della nostra mente deve includere ricordi episodici, vissuti emotivi, valori, giudizi, emozioni, modi personali di rappresentarsi gli eventi, propensioni a reagire in base alle nostre idee e nozioni relative alla vita sociale; abbiamo dei ricordi specifici, delle emozioni particolari, sappiamo come comportarci in una certa situazione anche nonostante le difficoltà che potremmo incontrare)

La metaconoscenza è acquisita in parte attraverso l'esperienza nel mondo interno e l'esperienza relativa al mondo esterno cioè relativa ai rapporti sociali. La metaconoscenza fa parte della rete di conoscenze dell'individuo, possiede varie connessioni al suo interno ed è in rapporto con altre conoscenze; essa ha associati elementi emotivi e sociali come l'autovalutazione, il rapporto con altre persone e ha un'influenza sul modo in cui ci comportiamo; essa è formata da nuclei di idee, è relativa alla conoscenza del mondo (ad esempio so che in un determinato contesto mi comporto in un certo modo), ha una forma schematica (composta da una serie di operazioni), ha unità di informazioni particolari relative a sensazioni, vissuti ed esperienze.

L'oggetto della conoscenza metacognitiva

È la nostra attività mentale e la conoscenza riguarda il comportamento nel mondo esterno. La conoscenza non è metacognitiva se riguarda il comportamento e il mondo esterno e non l'attività mentale. Es. l'intuizione del bambino che una certa situazione ha che fare con un certo processo mentale costituisce un caso di riflessione metacognitiva. La presenza di questo tipo di riflessione è in relazione a un certo livello di sviluppo cognitivo. La conoscenza metacognitiva si acquisisce e si sviluppa attraverso il comportamento cognitivo. Maggiore conoscenza metacognitiva corrisponde a processi cognitivi più sviluppati.

Folk psychology e metaconoscenza

Lo studio della metaconoscenza ha dato vita a studi specifici come la teoria della mente e la folk psychology (psicologia ingenua o del senso comune, si riferisce alla comprensione ingenua che le persone hanno dei propri stati mentali, a concetti popolari). La metacognizione viene utilizzata per spiegare il deficit nella memoria di bambini con difficoltà a utilizzare strategie note; Flavell e Wellman distinguono quattro aspetti della conoscenza metacognitiva:

  • Relativa alle caratteristiche dell'item
  • Alle caratteristiche del compito
  • Agli attributi personali
  • Alle strategie

Tale distinzione è applicabile per analizzare qualsiasi compito cognitivo e per poter verificare quali siano la consapevolezza dell'individuo sul contenuto (quanto è facile pensare a quel tipo di conoscenze), al tipo di compito (ad esempio è più facile ripetere con parole proprie o seguire le parole del testo), al tipo di caratteristiche personali (se me la cavo in quel tipo di compito, tipo di personalità, immagine e autostima) e al repertorio di strategie conosciute adatte per affrontare il compito.

Caratteristiche della conoscenza metacognitiva: la conoscenza metà cognitiva può essere acquisita spontaneamente oppure tramite trasmissione culturale. Esistono diversi tipi di conoscenza come informazioni, associazioni, regole, esperienze. Le variabili che caratterizzano la conoscenza metacognitiva sono:

  • Generalità, livello gerarchico (i limiti delle risorse cognitive disponibili nei compiti come limite di capacità del ricordo immediato o numero limitato di operazioni mentali che si possono compiere in un certo arco di tempo)
  • Gamma di applicazioni (idee generali o specifiche che hanno un'ampia gamma di applicazioni)
  • Facilità di accesso (un'idea, una volta fissata viene in mente all'individuo in diverse circostanze in quanto è di facile accesso)
  • Verbalizzabilità (molte idee possono non venir verbalizzate esplicitamente, alcune possono essere difficili da verbalizzare e da tradurre in parola es. stati mentali, alcuni soggetti possono non saperle ancora verbalizzare es. bambini piccoli)
  • Livello di consapevolezza (non tutta la conoscenza metacognitiva è di pari livello di consapevolezza)
  • Modalità di acquisizione
  • Ampiezza delle interconnessioni (un'idea può essere connessa ad altre idee sul funzionamento mentale)
  • Coerenza interna/esterna (le associazioni possono avere maggiore/minore coerenza, contraddizioni; si tende ad adottare meccanismi adattivi di personalità come la riduzione della dissonanza cognitiva e la difesa della propria immagine)
  • Propensione ad essere applicata nel comportamento

Atteggiamento metacognitivo

La conoscenza metacognitiva non è un deposito di intuizioni slegate e ammassate caoticamente tra loro per cui gli studi si sono interessati alle teorie organizzate della mente che l'individuo sviluppa; un esempio è la teoria della mente data dalle forme più semplici di teorie metacognitive possedute da bambini di pochi anni; gli individui possiedono un'organizzazione di idee metacognitive. Non tutte le metaconoscenze sono allo stesso livello gerarchico o sono ugualmente in grado di favorire l'avvio di azioni. In condizioni simili due individui sviluppano riflessioni differenti sul funzionamento mentale o perché due soggetti che conoscono ugualmente una strategia la applicano in maniera diversa. Flavell elabora il concetto di sensitivity (il bambino sviluppa una sensibilità quando una situazione richiede da parte sua sforzi intenzionali di ricordare, impara cosa significa fare uno sforzo attivo, ispirato da obiettivi e diretto verso di essi per recuperare qualcosa, memorizzarlo o utilizzarlo in futuro; acquisisce consapevolezza dei processi di controllo volontari), Cornoldi descrive l'atteggiamento strategico come il comportarsi in un modo specifico nei compiti, l'abilità di usare strategie per ottenere uno scopo, la comprensione del rapporto tra l'uso delle strategie e il successo in compiti, la conoscenza delle strategie, la propensione ad usarle spontaneamente e la capacità di analizzare le caratteristiche del compito per individuare le strategie appropriate per affrontarlo); Cornoldi afferma che l'atteggiamento metacognitivo è la propensione/abilità del soggetto a riflettere sulla propria attività cognitiva, a riconoscere la possibilità di utilizzarla e di estenderla (ad esempio un bambino di fronte ad un compito nuovo, che non possiede conoscenze metacognitive utili per il caso proposto, ne riconosce le caratteristiche di richiesta di memoria e lo collega a situazioni e soluzioni note, adattando le risposte contenute già nel proprio repertorio al caso specifico).

Borkowski distingue tra conoscenza delle relazioni tra le strategie (che permettono di classificare le varie strategie e gli usi appropriati in base ai diversi compiti) e la conoscenza generale strategica (comprensione che è necessario uno sforzo cognitivo per ottenere dei buoni risultati in compiti cognitivi e che si ha successo quando lo sforzo è associato all'uso di strategie appropriate) e ancora problemi nell'esame della conoscenza metacognitiva:

  • Problema della verbalizzazione (esprimere idee mal verbalizzate); esistono differenze in abilità verbali cioè a pari livello di conoscenza vi sono soggetti che si esprimono in modo più adeguato e altri che incontrano difficoltà di espressione o perché non si sente sicuro o perché non possedere gli elementi, rischio di comprendere in modo diverso il quesito proposto, può fare fatica a capire le domande; le presentazioni di disegni o di situazioni concrete attenuano queste difficoltà.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babyllo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della personalità e delle differenze individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Cavallini Elena.
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