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Apprendimento delle lingue

Appunti di Apprendimento delle lingue basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Celentin dell’università degli Studi di Verona - Univr, Facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Apprendimento delle lingue docente Prof. P. Celentin

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Krashen

Si appassiona alle teorie di Choomsky, decide di fare proprie queste teorie per rivolgersi in modo

più specifico verso la lingua che si apprende. Individua la SLAT (second language acquisition

theory). Fa riferimento all’acquisizione della seconda lingua. Si fonda su 5 ipotesi:

formalizza l’ipotesi

-Krashen tra acquisizione e apprendimento.

dell’acquisizione:

-Caratteristiche inconscia, sfugge alle capacità di controllo, è spontanea, avviene

senza bisogno che la persona la metta in moto volontariamente, rapida da visualizzare, è generativa,

padroneggio così bene la lingua che non devo pensare a come realizzare una frase, coinvolge

entrambi gli emisferi, bimodalità, riguarda la competenza della memoria a lungo termine.

dell’apprendimento: è conscio, è strutturato, lento da riutilizzare, l’apprendimento

-caratteristiche maggior parte dei casi governato dall’emisfero

può fare da monitor ma non da acquisizione, è nella

sinistro, coinvolge meno il cervello, riguarda la competenza a termine.

nell’acquisizione della seconda lingua.

-Ipotizza che esista un ordine naturale

Affinchè l’acquisizione abbia luogo l’input offerto deve essere collocato nella scala dell’ordine

naturale al gradino immediatamente successivo all’input acquisito fino a quel momento

dall’individuo. Una persona sviluppa il linguaggio solo se riceve input dall’esterno. Tutte le lingue

hanno un ordine naturale nella loro acquisizione.

l’ipotesi poggia sulle distinzioni fra acquisizione, che incide sulla

-Ipotizza che esista un monitor,

competenza linguistica e apprendimento, che funziona solo come monitor, serve solo a controllare

che le frasi già prodotte siano o meno corrette.

L’acquisizione incide sulla competenza linguistica. L’acquisizione può avvenire solo se

all’apprendente viene offerto un input significativo e comprensibile.

-Filtro affettivo nel momento in cui c’è qualcosa che

Ha una connotazione negativa, è come dire barriera. Si alza

non va. E’ un ostacolo che impedisce all’input di diventare acquisizione. Il materiale che ricevo può

diventare apprendimento ma non diventa acquisizione, deposito della memoria a lungo termine. Si

inserisce quando la persona è in situazione di disagio. 02/03/2015

Filtro affettivo e memoria

Filtro: sia da intendere in modo negativo, è un blocco che ha fatto sorgere da delle cause di origine

emotiva, che non ci permette di trasformare l’apprendimento in acquisizione

La memoria a breve termine: minuti, ore. Si ferma in superficie, non riesce ad entrare nel nostro

meccanismo di acquisizione, non riesce a penetrare nella nostra identità linguistica. E’ importante

non confondere superficiale con inutile. Se non avessimo la memoria a breve termine noi non

riusciremo ad avviare una comunicazione. E’ fondamentale nell’ambito della comunicazione. Non è

tale da generare acquisizione linguistica. E’ fondamentale per svolgere attività connesse con

esercitazioni linguistiche. Un deficit nella memoria a breve termine è pericolosa, genera

comportamenti che per un insegnante è un problema. Gli studenti hanno un deficit nella memoria e

non riescono ad avere un periodo di concentrazione normale, sono iperattivi. Un soggetto che ha

questo deficit non riesce a seguire per intero la frase e non riesce a dare una risposta congruente.

La memoria a medio termine: 30/90 giorni.

La memoria stabile: a lungo termine. Può essere di due tipi, dichiarativa e procedurale. La lingua

viene appresa lavorando sulla memoria a lungo termine, sia per quanto riguarda la memoria

dichiarativa sia quella procedurale.

Il filtro affettivo: comandato dall’emisfero destro, è quello che controlla i centri emotivi. Entra in

funzione quando una persona non si sente a proprio agio, blocca il passaggio dalla memoria a medio

termine a memoria a breve termine.

Schema elaborato da Krashen:

  

Input filtro affettivo LAD Acquired Knowledge (conoscenze acquisite)

Learnt knowledge (conoscenze apprese)

La competenza acquisita entra in gioco.

Krashen elabora la “second language elaborated theory”, è all’interno della teoria innatista.

Costruttivismo Piaget, Vygotskij

Il costruttivismo è una teoria educativa. Il sapere non è una nozione che si travasa da una persona

all’altra, colei che riceve il sapere deve collaborare per elaborarlo. La realtà è creata da un continuo

di sapere e di realtà. Non esiste un’unica

fare esperienza. Viene messa in discussione la nozione

realtà oggettiva, ma la realtà è strettamente legata all’esperienza che porta con sé. Il linguaggio ha

una funzione fondamentale, nel senso di padronanza dei sistemi extra linguistici. La costruzione del

poggia su queste mappe cognitive, sono fortemente condizionate dall’esperienze della

sapere

persona e dal bagaglio culturale. Esempio: la nozione della puntualità, dell’apprendere, rispetto

verso gli anziani…

Krashen non si era fatto domande sul sapere che le persone dovevano apprendere.

Il costruttivismo di Piaget e Vygotskij

Piaget: l’ambiente è mondo fisico, l’ambiente è legato alla fisicità del mondo in cui vive, il tipo di

scuola che la persona può frequentare, alternarsi delle stagioni..

Ha descritto le tappe dello sviluppo del bambino, prendendo come riferimento il contesto.

Ipotesi di Piaget: il bambino comprende e usa certe strutture linguistiche solo quando le sue

competenze cognitive lo mettono in grado di farlo. Teorizza che se sottoponiamo ad un bambino

degli spezzoni di lingua troppo complessi, il bambino non è in grado di elaborarle. Fa riferimento

alle strutture cerebrali del bambino. Il bambino può cominciare ad utilizzare il linguaggio in

maniera creativa quando comincia ad entrare nella fase simbolica. Dopo i 3 anni raggiunge il

linguaggio simbolico. Il linguaggio è dominio-generale dello sviluppo del linguaggio, cioè il

linguaggio si può sviluppare solo in base alle altre facoltà. Il linguaggio è fondamentale per

sviluppare anche le altre funzioni. Nelle tappe dello sviluppo del linguaggio ci sono due tappe: nella

prima forma di linguaggio è egocentrico, successivamente diventa comunicativo e sociale. Secondo

Piaget nello sviluppo della lingua materna l’esecuzione precede la competenza. L’esecuzione ha

luogo prima della vera competenza. I bambini riescono ad agire sulla realtà utilizzando spezzoni di

lingua prima di avere una competenza, una chiara consapevolezza di quello che stanno usando.

Vygotskij: apre il mondo al mondo sociale, l’ambiente è mondo sociale, fortemente legato al

momento storico. Rielabora il pensiero di Piaget, tutto questo è legato al momento storico. Lo

sviluppo mentale, del pensiero, avviene grazie ad una progressiva interiorizzazione dei segni, se non

c’è linguaggio non ci può essere lo sviluppo del pensiero, perché il pensiero si può creare solo

grazie alla creazione di una serie di simboli che rappresentano la realtà, Vigotskij lo contestualizza

nella cultura di riferimento. Culture diverse danno sviluppi mentali diversi. Lo sviluppo mentale che

avviene grazie al ruolo del linguaggio consiste nel passare da funzioni psichiche inferiori, risiedono

nella parte più interna del cervello, il cervello rettile, verso quelle che sono le funzioni psichiche

superiori che risiedono nella corteccia. Questo sviluppo è possibile solo grazie alla parola. Si

possono identificare differenze culturali proprio quando la parola si fa portatrice di segni e permette

il passaggio da funzioni psichiche inferiori a funzioni psichiche superiori. Nell’interiorizzazione del

linguaggio è fondamentale l’interazione sociale che passa attraverso parole e gesti. Il bambino

partecipa attivamente all’interazione e costruisce il proprio mezzo di comunicazione attraverso i

feedback dell’adulto. Se il bambino non viene stimolato non avvengono le tappe dello sviluppo.

Elabora una teoria che si chiama zona di sviluppo prossimale che è molto vicina alla teoria

dell’input+1 che faceva parte delle ipotesi di Krashen.

Input+1: input, se voglio che l’apprendente progredisca devo procurargli un input tarato sulle sue

un po’ più complesso, c’è la componente di sfida in modo che il LAD si

conoscenze attuali ma

metta in moto.

Zona di sviluppo prossimale: definisce in questo modo l’area che si trova tra lo sviluppo linguistico

attuale e quello che è lo sviluppo linguistico massimo che può arrivare. Dallo stato di sviluppo

linguistico e allo stato di sviluppo che può raggiungere, attraverso delle azioni di sostegno le può

raggiungere. Area che posso coprire fino al livello massimo di sviluppo di quella persona in quel

momento, la zona è accessibile solo se la persona viene aiutata, da un insegnante o interlocutore.

Non è l’istruzione o l’insegnamento ma è il supporto in modo che possa colmare lo spazio che è

accessibile. Viene chiamato Scaffolding.

Confronto:

Piaget: elabora la teoria cognitivista, lo sviluppo del linguaggio dipende dallo sviluppo cognitivo. Il

la manifestazione dell’egocentrismo infantile. Il linguaggio è un processo

linguaggio egocentrico è

rimane all’interno della psiche. Si apprende per conflitto psichico. Si

intra-psichico, possono

migliorare le capacità linguistiche attraverso la stimolazione cognitiva.

Vygotskij: elabora la teoria socio-culturale, lo sviluppo cognitivo dipende dallo sviluppo del

linguaggio, più un bambino è stimolato da un punto di vista linguistico più possono progredire le

sue strutture cognitive. Fondamentale è la dimensione sociale. Non c’entra la psicologia del

bambino, l’egocentrismo è lo strumento che serve al pensiero per svilupparsi. Il linguaggio è

interpsichico. Si apprende tramite interazione sociale. Le capacità linguistiche migliorano con la

.

partecipazione del bambino attraverso interazioni sociali

Ambientalismo Schumann

Schumann segue l’orientamento di Vygotskij e sostiene che la componente maggiore nella capacità

è l’esperienza. Queste caratteristiche innate servono ma in seguito

dello sviluppo di una persona

vengono plasmate e modificate. Individua il LAD, ma ritiene che le esperienze siano l’elemento più

importante. Schumann ritiene che il livello di acquisizione della L2 dipenda dalla acculturazione di

una persona. Schumann teorizza e studia un uomo del Costarica che si trasferisce in Inghilterra e

studia il suo sviluppo linguistico. Nell’acquisizione di una L2 il fattore che incide di più è

l’accettazione della cultura che ci ospita, incide la sua capacità di integrazione nella cultura che lo

di questo lavoratore c’è

ospita. inizialmente nello sviluppo linguistico stato uno sviluppo rapido, ad

un certo punto l’apprendente si blocca. Secondo Schumann dipende dal fatto che pur inserito in un

lavoro, egli non aveva curiosità che lo spingesse a migliorare il bagaglio linguistico. Il grado di

coesione a cui appartiene l’apprendente. Questo fattore, desiderio di acculturazione, è fattore

dominante per stabilire l’effettivo potenziale dello sviluppo linguistico di una persona.

I fattori che incidono sui risultati linguistici:

Fattori sociali:

del gruppo sociale di appartenenza dell’individuo, più il gruppo sociale è esteso minore

-dimensione

sarà la motivazione di apprendere L2

-coesione della comunità

-la congruenza culturale tra la comunità nativa e quella di accoglienza, se hanno valori in comune

sarà più semplice imparare la lingua che ci ospita

-chiusure del gruppo etnico

-atteggiamento ostile o aperto da parte della cultura di accoglienze nei confronti del migrante

Fattori psicologici:

-shock linguistico e culturale

Inizia la fase di accomodamento se la situazione è positiva, possiamo fare nostri i valori della

cultura ospitante. Se questi shock non sono superati avviene un blocco nella fasi di apprendimento

linguistico. –

Interazionismo Givon, Bruner

Partono dall’affermazione di Vygotskij. Non basta ci sia interazione sociale, ci deve essere

qualcuno che attraverso la modalità di interazione mi dia aiuto e supporto aiutando il proprio

messaggio. La semplificazione formale del codice, frasi breve, strutturate in modo coerente,

modalità di interazione fatta di contatto visivo, gestualità, che fa si che la persona riesca ad

acquisire.

Semplificazione formale del codice

Avviene attraverso vari tipi di interventi:

prosodico: legato all’intonazione, pause più lunghe

sintattico: enunciati brevi, numero inferiore di verbi, aggettivi e avverbi, scarso uso di frasi

subordinate

semantico: adozione di un vocabolario più ristretto e concreto. 06/03/2015

Teorie dell’apprendimento di una L2 - Il contributo della linguistica

Teorie dell’apprendimento che lasciano il versante neuro-psicologico, per entrare nell’ambito

linguistico. Hanno studiato un settore più materialmente osservabile.

Cummins apprendere una L2 in un contesto formale (scuola)

Si colloca in un contesto di studio preciso, si concentra in un contesto di apprendimento di una L2

in un contesto scolastico. Si concentra sulla scuola. Si trova a lavorare in Canada negli anni 50, gli

immigrati dovevano imparare o l’inglese o il francese. Si trovava a che fare con bambini che

dovevano imparare diverse lingue. Il suo punto di partenza è quello di cercare linee guide per

facilitare l’apprendimento della L2, doveva individuare i tempi per conseguire una buona

competenza e le condizioni. Non gli interessa studiare come un naturalista, ma come si possono

rendere più efficaci quei passaggi. Cerca di capire cosa succede quando i bambini in età scolare si

trovano a imparare una lingua, che serve non solo per interagire, ma devono avere successo a scuola

con quella lingua. Cerca di creare delle persone che dopo la scuola si sentano accettati in un

determinato paese e che riescano a porsi alla pari di coloro che sono nati in quel paese.

dell’apprendimento linguistico

Fasi

Esistono due tipi diversi di competenze linguistiche, nello sviluppo linguistico di qualsiasi bambino

che entra nella scuola.

Arrivano prima le B.I.C.S. abilità comunicative interpersonali di base, ci permettono di scambiare

dei saluti, di interagire con i compagni e di chiedere delle informazioni.

Queste BICS si possono dichiarare raggiunte dopo 2 anni di studio ed esposizione alla lingua.

Inserito in un contesto formale. Insegnamento esplicito della lingua, necessità quotidiana di usare

queste abilità. Obbligo di integrazione.

In seguito si sviluppano le C.A.L.P., padronanza linguistica cognitivo-accademica. Capacità di

studio, di usare una lingua anche per poter studiare. Impadronirsi da un lato del lessico di diverse

materie, grammatica, scienza… impadronirsi anche di quelle che sono le strategie di ciascuna

disciplina. Comprendere, riassumere, produrre testi argomentativi. Individuare ed ordinare sequenze

di fatti. Si consegue dopo 5 anni di studio ed esposizione alla lingua.

Quando i bambini vengono posti davanti a compiti o testi di una certa difficoltà, non riescono ad

affrontare la situazione a causa delle difficoltà, quindi hanno bisogno di un supporto esterno.

L’iceberg delle competenze BICS & CALP

Uno dei primi schemi che elabora è la teoria dell’iceberg delle competenze. Nello sviluppare le

competenze in lingua abbiamo uno strato che emerge, quello che noi vediamo, e sono le BICS, le

possiamo misurare, rivelare, registrare mente il bambino è in classe. In realtà queste BICS poggiano

sulle CALP, non sono visibili, è una parte sommersa, non la vediamo, non è facilmente rilevabile,

possiamo vedere se un bambino è in grado di svolgere un compito o meno. Vediamo una

manifestazione linguistica. Questa base sottostante che si sviluppa ha a che fare con il lato cognitivo

è fondamentale per sostenere lo sviluppo delle BICS.

Teoria del doppio iceberg

Inserisce due ipotesi.

1. Il livello soglia: lui individua un livello di padronanza da raggiungere sia in lingua materna

che in L2, per massimizzare l’efficacia degli stimoli cognitivi e linguistici che si ricevono.

Un bambino deve continuare a parlare la propria lingua materna. Se non porta la sua lingua

materna fino al livello soglia, non avrà le basi per sviluppare una competenza linguistica in

L2.

2. Interdipendenza o transfer: gli aspetti di superficie delle due lingue sono differenziati ma

gli aspetti cognitivi sono più profondi e comuni ad entrambi. Le lingue si differenziano solo

per gli aspetti di superficie, cioè le parole, ma i meccanismi dove poggiano le lingue sono

uguali in tutto il mondo.

Se una delle due lingue non è sviluppata fino al livello soglia le competenze cognitive non possono

essere attivate. Se ho un vuoto, la lingua che sto imparando non può accedere a determinate

competenze cognitive.

I tratti superficiali della L1 e L2, le performance linguistiche, emergono, mentre sotto abbiamo la

“Qualunque sia la lingua

competenza comune che riguarda le competenze cognitive della persona.

che accompagna l’ascoltare, il parlare, il leggere, lo scrivere proviene dallo stesso

usata, il pensiero

motore centrale.”

Le competenze comuni non sono visibili, le CALP, ed emergono le BICS di una L1 e L2.

Pienemann teoria della processabilità

Un filone che osserva in modo mirato la lingua è la teoria della processabilità, è alla base degli studi

che osservano le varie manifestazioni linguistiche di chi apprende una L2 e individua l’irregolarità.

Pinemann si trova in un apprendimento spontaneo. Questa teoria prende in considerazione aspetti

elementi formali dell’apprendimento di una L2, cerca di capire i meccanismi

cognitivi degli

cognitivi che si mettono in atto. Elabora una teoria che possa essere applicabile a tutti gli

apprendenti. L’obiettivo è quello di descrivere e di arrivare a predire quali saranno le sequenze

evolutive dell’interlingua, sulla base di una gerarchia universale di procedure. Le gerarchie vengono

descritte in un ordine che deve essere sviluppato, lo sviluppo del primo gradino è necessario per

sviluppare quelli successivi. Abilità procedurale che vengono gradualmente acquisite

dall’apprendente della L2 a quelle che un nativo sviluppa nell’apprendere la propria L1.

Interlingua

Fino a questi anni si diceva che tutte le manifestazioni di lingua che non fossero analoghe a quelle

di un madrelingua erano considerate un errore. Ma è fondamentale studiare i passaggi affrontati da

un apprendente di L2, si manifesta una tipologia di lingua che ha una sua logica coerente. Studiando

i meccanismi che guidano l’apprendimento di una lingua, possiamo

le regole, possiamo capire

intervenire nell’insegnamento per facilitare l’apprendimento.

L’interlingua è un continuum di sistemi linguistici provvisori (in continuo cambiamento grazie a

parziali, caratterizzanti dall’interferenza della lingua materna che si

input e feedback), personali,

creano nella mente di chi apprende una lingua. La struttura di una determinata interlingua può

delle regole che l’apprendente ha acquisito fino allo

essere descritta come la somma stadio in cui si

trova. Le regole per essere disponibili devono essere memorizzate e automatizzate dall’apprendente.

Deve diventare una cosa spontanea, in quel caso possiamo dire che la regola è stata acquisita.

Procedure di processamento

Procedure: parliamo di una serie di indicazioni operative per trattare dei dati, una procedura sono

una serie di istruzioni precise che permettono di arrivare ad un risultato visibile che possa essere

comune ad altre persone.

Processamento: è tutto quello che in informatica è il trattamento dei dati, elaborarlo.

Queste teorie nascono parallelamente con lo sviluppo dell’informatica, questo tipo di studio nasce

dal desiderio che esista la possibilità di trattare la lingua come insieme di dati che possano essere

trattati come in un computer. Si arrivano ad elaborare delle conoscenze sulla struttura della lingua

che non erano ancora state affrontate.

Secondo il modello di Levelt quando si elabora un enunciato le procedure si attivano seguendo una

scala di difficoltà che va dal semplice al complesso. Mettiamo in atto una serie di procedure che

vanno dal più semplice al più complesso.

La lingua ha livelli diversi di accessibilità, la L2 ha diversi punti in cui può essere attaccata

dall’apprendente e gli ordini in cui si pongono questi livelli è implicazionale.

I livelli di accesso individuati sono:

1. Accesso lessicale (lemma access): è il momento in cui la persona individua delle parole e

riesce ad attribuire a quelle parole un significato. Per un apprendente straniero per arrivare a

questo step è necessario riuscire a capire prima i contorni di una parola. Riuscire ad

individuare le ancore linguistiche, si segmenta la catena fonica. Riesco ad attribuire

significati ai lemmi, alle parole che ascolto. In questa fase non hanno rilievo genere, temi

verbali, articoli, preposizioni…

2. Procedura categoriale (category procedure): comincio ad attribuire alle diverse parole delle

marche come il genere, il tempo verbale, ma lo faccio in una maniera incoerente. Non ho la

le marche all’interno del sintagma.

capacità di uniformare elaboro delle informazioni all’interno del

3. Procedure sintagmatiche (phrasal precedure): però non c’è la capacità di

sintagma, nominale e verbale, renderle coerenti al suo interno,

passare queste informazioni da sintagma nominale a sintagma verbale. Più le parole sono

distanti più faccio fatica a mantenere il controllo sulla frase.

4. Procedure frasali: riesco a far passare le informazioni tra i sintagmi

5. Procedura della proposizione subordinata: riusciamo a inserire delle subordinate con

pronomi relativi.

Ipotesi di partenza

Secondo Pinemann quando elaboriamo una lingua che ascoltiamo, quando cerchiamo di

comprenderla, attiviamo delle procedure con lo stesso ordine di quando produciamo la lingua.

della L2 le procedure si attiveranno nell’ordine man mano che

Nelle fasi iniziali di apprendimento

l’individuo avanza nel suo processo di acquisizione.

Ordine di acquisizione

1. Identificazione di lemmi, è un tratto sovra linguistico, avviene in tutte le lingue allo stesso

modo. i parametri lessicali dei lemmi, “andato, andavo, andata”, l’apprendente rileva i

2. Emergono

riferimenti ad ogni genere

Unificazione dei parametri all’interno di un sintagma

3.

4. Unificazione dei parametri sintagmatici

5. Acquisizione di specifiche procedure per processare proposizioni subordinate

Messaggio (nella lingua che ci interessa)

Viene decodificato attraverso quello che è il suo significato. Per poter accedere a questo significato,

c’è la selezione lessicale. Nel momento in cui riesco a identificare la parola, la recupero e se sono

ad un livello linguistico appropriato riesco ad elaborare la forma della parola, il lessema (è come si

manifesta il lemma tavol.o).

Riesco ad attribuire la forma giusta al lemma e il lemma viene inserito nella codifica grammaticale,

riesco ad attribuire il ruolo di sostantivo, articolo… devo essere in grado di codificarlo dal punto di

visto fonologico. Devo poi saperlo articolare. 09/03/2015

Dalla LM alla L2

Teoria della processabilità, teoria di Pinemann: in questa sua organizzazione gerarchica il modello

si può applicare a qualsiasi parlato di ogni lingua, ma ogni lingua impone a questo processo un suo

ordine e delle proprie marche morfo-sintattiche (i tratti) e sonore. Per rendere in italiano L2 una

frase inglese, il processo di rendere questa frase implica delle scelte, bisogna trovare un lessico

adatto alla morfologia. La parola DOG deve essere resa con CANE, in italiano è maschile ma può

essere anche femminile. Scegliamo MORDE per rendere BITES, HIM abbiamo due possibilità di

renderlo, LO prima del verbo LO MORDE oppure con pronome messo dopo il verbo MORDE LUI.

apprendimento formulaico (formula = la apprendo così com’è)

Stadio 1:

Sono delle forme non analizzate, di cui la persona non ha consapevolezza degli elementi che la

compongono. Si apprendono elementi lessicali singoli e invariabili. Esempio: ciao, spaghetti, non lo

so, mi chiamo …

Stadio 2: emerge la procedura categoriale, morfologia lessicale

C’è la percezione che qualcosa varia. L’apprendente annota gli elementi lessicali che ha appreso,

distinguendo delle categorie lessicali. Differenze tra nome e verbo, alcuni tratti grammaticali come

il numero. Le forme delle parole cominciano a variare secondo i valori concettuali e grammaticali

espressi dalla L2. Esempio: cane, cani; arrabbiato, arrabbiata; mangia, mangiato:

la procedura sintagmatica, fase di lavoro consapevole all’interno del sintagma

Stadio 3:

Si distingue in due passaggi:

prima c’è il sintagma nominale e poi il sintagma verbale

del sintagma e cominciare ad annotare i tratti grammaticali all’interno.

riconosce la testa categoriale

Testa: fiore

Fiore è maschile singolare

Accordo all’interno del sintagma verbale, l’apprendente è consapevole che la forma verbale in

italiano cambia. Cerca di cominciare ad utilizzarlo in maniera corretta. Costruisce sintagmi verbali

più complessi.

Stadio 4: procedura frasale, accordo intra sintagmatico

C’è uno scambio di informazioni tra sintagmi diversi. In questa fase l’apprendente riesce a calcolare

questo accordo soggeto-verbo/aggettivo. Riesce a collocare il pronome oggetto in posizione pre-

verbale, accordandolo con il topic. Esempio: i broccoli li compra il cane

Spesso è lo stadio massimo che raggiunge un parlante di L2 che non riceve corsi formativi della

lingua che apprende.

Stadio 5: scambio di informazioni tra principale e subordinata

La frase subordinata caratterizza lo scritto. Avviene più in un contesto scolastico. L’apprendente

deve riconoscere un sottoinsieme di verbi della frase principale che suscitano una frase secondaria o

di congiunzioni della subordinata che richiedono delle forme particolari del verbo. L’apprendente

deve individuare queste forme, individuare dove inizia la subordinata e capire il verbo da

aggiungere. Nella produzione del parlato è uno stadio difficile da raggiungere.

Ipotesi dell’insegnabilità

I teorici di questa teoria si pongono la domanda se la lingua sia insegnabile. La presenza di un

insegnante non modifica i naturali percorsi dell’apprendimento di una lingua. Anche in un ambito di

di una lingua. E’

insegnamento guidato non è possibile saltare le fasi di apprendimento

fondamentale rispettare i tempi di uno studente e le fasi. I tempi di sviluppo possono essere

influenzati da molti fattori, lingua, cultura, …

Non abbiamo la possibilità di sconvolgere l’ordine ma l’insegnante può accelerare il passaggio da

una fase all’altra. Stadi di sviluppo dell’interlingua

La teoria della processabilità ci porta verso il concetto di interlingua, è una concezione della lingua

che è stata rivoluzionaria, perché fino a prima si concepiva la lingua solo come lingua perfetta

raggiungibile nella concezione di chi la stava imparando solo grazie alla madrelingua.

L’interlingua: Selinker (1972)

Elabora questa teoria e dice che non è vero che l’unica lingua che va misurata è la lingua materna.

L’apprendente è un soggetto attivo che formula ipotesi sulla lingua d’arrivo.

Costruisce sistemi provvisori e fluidi con gli elementi disponibili.

L’interlingua è una forma ridotta della lingua standard e si colloca in un continuum tra L1 e L2.

Il percorso dalla L1 alla L2, immaginiamo ci sia una progressione continua, dalla conoscenza 0 a

quella più alta.

Condizioni per l’evoluzione dell’interlingua

Non è sufficiente che una persona stia in un ambiente dove si parla la L2 per apprendere la L2. E’

necessario che ci siano delle condizioni per far avvenire questo. Ci devono essere input

comprensibili, può ipotizzare il significato. Ci deve essere una vicinanza comunicativa nei confronti

dei parlanti nativi. Non basta l’esposizione ci deve essere interazione. La motivazione

dell’apprendente è fondamentale per far si che avvenga l’acquisizione

Ci possono essere dei blocchi nella fase di apprendimento che porta alla fossilizzazione. Un fossile

linguistico è quando all’interno di una produzione linguistica permangono degli elementi chiamati

errori che appartengono a livelli più bassi. Ci può essere una progressione a livello comunicativo,

ma non va di pari passo con lo sviluppo della correttezza.

Motivi di questi blocchi:

fattori psicologici, sociali (legati al grado di accettabilità della lingua che si sta parlando), fattori

individuali.

Nell’evoluzione dell’interlingua ci sono fattori individuali dovuti alla predisposizione

all’apprendimento linguistico. Fattori universali linguistici, quale lingua è più semplice e quale più

complicata.

Le fasi dell’interlingua

Prebasica

Basica

Postbasica

Queste fasi dell’interlingua si identificano come lingue di mezzo, sono tutte quelle varietà di lingua

che si pongono tra la L1 e L2. nell’acquisizione di una L2 vince la necessità di dover

Ci fanno presente che in fase iniziale

comunicare. Il lessico è di uso più corrente, influenzato dal contesto d’uso. Emergono i verbi che

sono connessi alle azioni ripetute, i verbi legati alla locuzione. Le formule che caratterizzano

l’interazione di base che sono le strutture non analizzate. Succede l’omissione di articoli,

preposizioni, copula e ausiliari.

l’apprendente tende ad usare parole chiavi, la modalità comunicativa che

Nella fase pre-basica

utilizza è di tipo pragmatica. Ricorre spesso alla deissi, (tempo, luogo), si aiuta con i gesti e

linguaggio del corpo, gli enunciati sono organizzati intorno alle parole chiavi, spesso il fulcro di una

frase è un nome, il lessico definisce anche l’indicazione temporale, la sintassi è rudimentale.

Nella fase basica abbiamo un uso limitato di articoli e preposizioni. Abbiamo verbi non flessi e

spesso si utilizzano le regole anche dove non andrebbero applicate. Si utilizza la paratassi, frasi

collegate con “poi”, prima ipotassi nelle frasi temporali e causali, “quando, perché”. La negazione

non è acquisita appieno ma si utilizza il “no”. C’è una forte dipendenza dal contesto linguistico ed

extralinguistico.

Competenza comunicativa Competenza linguistica

Fluenza ed Convenz Sistema nominale Sistema verbale Sintassi (ordine Lessico

efficacia ioni degli elementi (quantità,

comunicativa specifich S-V-O) qualità)

(velocità del e lingua

parlato e scritta

naturalezza

efficacia obiettivo

che vogliamo

raggiungere)

1.fluenza non Morfologia del Coniugazione del 1. ordine della 1.lessico

scorrevole. nome e aggettivo verbo (solo una sintassi giusta povero ma

Efficacia (femminili, forma o no) 2.ordine della sufficiente per

comunicativa maschili, 1. discordanza tra sintassi far capire il

parziale. singolari ..) soggetto e verbo abbastanza tema della

Interlingua 1.difficoltà ad corretto storia.

basica può accordare il 2. lessico vario

essere inserita genere Tempi e modi

nel contesto. 2.difficoltà ad (variabilità di

Supporto accordare modi)

iconografico. maschile 1. solo tempo

plurale…

2.è fluente, la presente

capacità 2. tentativo di

comunicativa è Costruzione del utilizzare il passato

scarsa sintagma prossimo

nominale

(articolo + nome

+ aggettivo)

non c’è

1.

concordanza

2. dislocazione

della sintassi

Pronomi

1.Utilizza il

pronome per

sostituire il

soggetto. 12/03/2015

Fase Basica: tu fare questo e io così, come stai? Quanto costa? Non ho capito

Fase postbasica o intermedia: la lingua si avvicina alle varietà native e colloquiali. La morfologia è

flessa. La strutturazione verbale è finita, non abbiamo solo la percezione che i verbi vadano

coniugati, ma abbiamo il tentativo di utilizzare i verbi a seconda della situazione.

Interlingua avanzata: progressivo avvicinamento alla lingua target 13/03/2015

Alcune sequenze di apprendimento per l’italiano L2

Si è visto che ci sono delle sequenze evolutive. L’acquisizione della temporalità si parte da una

forma basica invariata, rimane tale per un periodo abbastanza lungo. Introduzione del passato

prossimo, ma non è l’intero passato prossimo. Per avere l’emergere dell’imperfetto e del futuro.

Per quanto riguarda l’accordo (distribuzione delle marche maschile, femminile, singolare e plurale)

la prima emergenza si ha negli articoli, poi passa all’aggettivo attributivo, aggettivo predicativo e

poi il participio passato.

La negazione partiamo dalla forma fissa no, poi non, niente e nessuno, per ultimo neanche e mica.

Tempo/modo del verbo

Forma basica: io mangia (sovra esteso utilizzato per tutte le persone), domani io andare (infinitivi

utilizzati soprattutto dai cinesi). La collocazione temporale della frase è caratterizzata dagli avverbi

(deissi).

Il participio passato: per dare la marca del passato, io mangiato, lui andato

Imperfetto: io ero, Luca aveva, noi sapevamo

Futuro/condizionale: arrivano molto tardi perché sono utilizzati molto poco, io sarò, lei verrà

Congiuntivo: se io fossi, credo che vada, penso che sia

Genere e accordo

Forma basica: il parlante non ha la percezione che tanti sia plurale, un libro, tanti libro, la bambino

Articoli: la bambina, il bambino, la cinema, la problema

Aggettivo attributivo: la bambina piccola, tanti amici italiani, è più vicino al sostantivo

Aggettivo attributivo: arriva dopo

Aggettivo predicativo: arriva dopo

Errore e interferenza - Fenomeni interlinguistici

a. Transfer linguistico

b. Semplificazioni

c. Ipergeneralizzazioni e ipercorrettisimi

d. Fossilizzazioni l’apprendente usa la propria L1 come risorsa. Non abbiamo la parola che ci

Transer linguistico:

serve in L2 e utilizziamo la nostra L1. Lungi dall’essere un errore, ciò rappresenta una strategia

necessaria.

Meccanismo che regola l’influenza del sistema d’origine, si può avere a livello lessicale, o a livello

delle strutture.

Caratteristiche: si può verificare anche da altre lingue precedentemente apprese e non solo dalla

lingua materna. Il transfer linguistico è uno dei processi che contribuiscono a dare forma

all’interlingua. Non è da penalizzare ma è un meccanismo naturale e spontaneo. È segnale del

passaggio dell’apprendete dalla propria L1 alla L2. Negli studi che sono stati fatti si nota che il

passaggio è la fonologia, si tende a trasferire i suoni della propria lingua nella lingua che si sta

apprendendo.

Arabo no ficile (Said, madrelingua araba)

Prima io un poco scontento (John, madrelingua inglese)

Tu già esposata? (Ana madrelingua spagnola)

Arabo: al arabia lassa saaba

L’arabo NEGAZIONE difficile

Inglese: At the beginning I was a bit uneasy

All’inizio io COPULA un po’ scontento

Spagnolo: tu ya estas casada

Tu già COPULA sposata

Nessuno ha messo il verbo essere in funzione di copula.

Arabo: transfer linguistico

La lingua di provenienza faciliterà la lingua di apprendimento, non influenzerà le tappe di

evoluzione della interlingua.

possono essere sia sintattiche che semantiche, L’apprendente usa strutture e forme

Semplificazioni:

che ricordano quelle tipiche dei bambini o dei pidgin.

Esempio: non concorda i generi dei nomi o aggettivi, usa singolare per plurale, usa forme non flesse

del verbo

Un altro tipo di semplificazione: l’evitamento

Quando le strutture della lingua target sono molto diverse da quelle della L1 gli studenti possono

semplicemente evitare di usarle, ricorrendo a circonlocuzioni, perifrasi.

Tipologie di evitamento:

a. l’apprendente riesce a prevedere che c’è un problema e ha qualche idea di quale sia la forma

corretta

b. l’apprendente conosce bene l’obiettivo ma pensa sia troppo difficile da usare

c. l’apprendente sa come usare la forma target, ma non lo fa perché ciò va contro una regola

personale di comportamento linguistico

 

Transfer: rumeno pese/pesce cinese morto/molto

Ipergeneralizzazioni e ipercorrettismi

Quando si utilizza una regola della lingua target anche la dove non si dovrebbe usare. Gli

ipercorrettismi sono una fase importante nell’apprendimento. Può essere considerato un

miglioramento nell’apprendere le informazioni che ha ricevuto sulla lingua target.

Questi fenomeni riguardano tutti i livelli linguistici.

Fossilizzazione

E’ quando all’interno di un meccanismo vivente come la formazione dell’interlingua permangono

degli errori, che nonostante il resto della lingua evolva, quelle non si muovono più. Ad esempio

l’accordo.

Ipotesi sulle cause della fossilizzazione:

La pidginizzazione, è accettata una forma semplificata banalizzata della lingua. Non avverto la

necessità di utilizzare quella forma in modo corretto. La fossilizzazione può essere causa del

rapporto sociale tra L1 a LT e relative culture: problemi riguardanti la dominanza (i parlanti della

LT dominano i parlanti della L1, o viceversa o alla pari), integrazione (i parlanti della LT decidono

di assimilarsi a quelli della L1 o i parlante della LT decidono di isolarsi per sopravvivere

culturalmente).

Pro e contro l’insorgenza della fossilizzazione:

-fattori affettivi (blocco psicologico)

-quantità di input

-opportunità di reimpiego

-feedback negativo (non comprensione)

-assenza o presenza di pressione comunicativa 16/03/2015

Variabili individuali nell’apprendimento linguistico – dagli universali all’individuale

Universali: meccanismi comuni tra chi vuole apprendere una lingua

individuali nell’apprendimento linguistico.

Alcuni teorici parlano delle variabili

Differenze fra l’apprendimento L1 e L2

Delle persone normali imparano senza problemi la propria lingua materna ma le stesse persone non

un parallelismo. Mentre

imparano con la stessa facilità la L2. A parità di capacità cognitive non c’è

per la LM il bagaglio delle competenze è limitato, per l’apprendimento della L2 il bagaglio è molto

più diversificato. Esistono dei fattori individuali che influenzano il processo di acquisizione della

L2.

Fattori individuali

Età, attitudine, motivazione, atteggiamento, stili di apprendimento (includiamo una serie di voci che

stanno nelle preferenze fisiche e ambientali, modalità sensoriali, stili cognitivi e tratti di

personalità), intelligenze multiple.

Età età di prima esposizione alla L2

E’ un fattore individuale discriminante. Dal punto di vista neurologico ci sono dei processi di

memorizzazione che variano a seconda dell’età.

Difficoltà degli adulti

Incontra più difficoltà nel memorizzare le parole e le strutture della lingua.

Aspetto socio-psicologico: in questa considerazione i bambini assumono molto più facilmente dei

rischi rispetto agli adulti. Ha maggiore resistenza nel mettersi in gioco, non ha paura di perdere la

che non ha mai sentito mentre l’adulto è più

faccia e di rischiare. Il bambino utilizzerà parole

attento a curare l’uso della lingua.

Ragioni cognitive: i bambini ricorrono al LAD, gli adulti utilizzano delle strategie di problem

solving, mettono in atto per risolvere dei problemi di natura linguistica. Dipende dalle abilità che

hanno gli adulti nell’utilizzare il problem solving.

Tipologia di input: i bambini ricevono un input meno complesso, utilizzano parole semplici, mentre

per l’adulto viene meno questo atteggiamento, riceve input più complessi.

– all’apprendimento linguistico

Attitudine (aptitude)

Essere portati per.

Carroll ha iniziato a studiare questo ambito. Si è chiesto se esistono persone portate

all’apprendimento linguistico più delle altre.

Ha individuato 4 abilità:

-capacità di discriminare i suoni, hanno una sensibilità fonologica superiore agli altri

-hanno una marcata sensibilità grammaticale, ha a che vedere con una sensibilità della persona che

in modo spontaneo riesce ad individuare all’interno di una frase la parola che svolge la funzione di

verbo

-capacità di adottare meccanismi di apprendimento di tipo induttivo, induzione intendiamo che a

partire da un input linguistico la persona riesce ad indurre un significato, un funzionamento, una

regola. Riesce a ricavare delle informazioni astratte che gli servono per modellare il proprio

comportamento linguistico successivo.

-capacità di memorizzare

Secondo Carroll dipende dalla qualità dell’insegnamento, se l’insegnamento tende a lavorare in

migliorare l’attitudine nei confronti della lingua.

modo esplicito su queste abilità, possiamo

– all’apprendimento linguistico

Motivazione e atteggiamento

Motivazione

Si può distinguere in base al ruolo e alla tipologia. La motivazione iniziale ha la funzione di spinta,

l’apprendimento linguistico. Si esaurisce molto presto se non c’è un sostegno

ragioni per iniziare

durante il processo di apprendimento. Tipologia di tipo: strumentale perché ho bisogno di

apprendere quella lingua, integrativa sono legati al desiderio di entrare a far parte di una comunità.

Atteggiamento

E’ una variabile che si lega alla motivazione, la influenza. La motivazione dell’apprendimento

all’acquisizione linguistica può essere influenzata da: pari, insegnanti, apprendente, contesto e

genitori.

Influenza degli atteggiamenti sulla motivazione

Ruolo dei genitori: influenza della percezione della comunità L2, determinante per il livello di

apprendimento

Atteggiamento dei pari: la relazione tra pari è influenzata da età. Sesso e status socio-economico

Contesto di apprendimento: contesto rilassato e favorevole, che tiene conto dei bisogni

Ruolo degli insegnanti: atteggiamento nei confronti delle culture di provenienza

Stili di apprendimento preferenze fisiche e ambientali, modalità sensoriali, stili cognitivi, tratti

della personalità

Stili di apprendimento: intendiamo dei comportamenti che sono cognitivi, affettivi e fisiologici che

funzionano come indicatori relativamente stabili di come i discenti percepiscono l’ambiente di

apprendimento e vi reagiscono.

fisiche personali (caratteristiche dell’ambiente)

Condizioni

Cinque sensi

Modo preferito di elaborare (percepire, riorganizzare, ricordare) le informazioni

Tratto della tua personalità (che condizione il modo di imparare) 26/03/2015

Modalità sensoriali, riguardano la percezione.

Sono gli orientamenti preferenziali nella percezione e nella prima elaborazione delle informazioni.

Modalità visiva: ne esistono di due tipi, visivo verbale (ha a che fare con la scrittura), visivo non

verbale (iconografico).

uditiva: l’ascolto

Modalità

Modalità cinestetica: il movimento, in senso fisico oppure in senso esperienziale, entrare in

contatto.

Modalità visiva: le persone che hanno ottenuto un punteggio più alto in questa categoria

preferiscono vedere le cose scritte o le immagini. Chi preferisce questo metodo ha bisogno di

vedere l’argomento in modo complessivo ed elaborare le immagini mentali. Preferisce i testi di tipi

descrittivo.

Modalità uditiva: le persone che hanno ottenuto un punteggio più alto preferiscono la parola orale,

apprezzano di avere della musica o dei rumori di fondo. Una persona di tipo uditivo ha bisogno di

una strutturazione sequenziale. Preferisce testi di tipo narrativo focalizzati sulla dimensione del

tempo.

Modalità cinestetica: preferisce il movimento, le sensazioni e le emozioni. Ricorda meglio quello

che ha sperimentato. Ha bisogno di una strutturazione globale e intuitiva con pochi dettagli.

Preferisce testi di tipo narrativo, con trame coinvolgenti e ricche di azioni ed eventi.

Cautela: evitare generalizzazioni e stereotipi. I descrittori sono necessari ma ogni persona è unica.

Definizione di stili cognitivi

Sono le tecniche che un individuo adotta per svolgere un compito o processare informazioni.

Gli stili cognitivi sono le tecniche che utilizziamo per elaborare le informazioni.

Le modalità sensoriali sono i canali percettivi con cui vengono accolte le informazioni in ingresso.

Si individua uno stile cognitivo che ha due descrittori opposti e su questo continuum si vengono a

posizionare le caratteristiche di ogni persona.

Stile cognitivo analitico/globale:

analitico: preferenza di ragionamento logico, le sequenze di fatti, eventi. Basato sui dettagli.

Elaborazione lineare, sequenziale e cumulativa, si sommano i risultati. Tende più alla correttezza.

preferenze per l’elaborazione contestualizzata, hanno bisogno che gli elementi vengano

globale:

inseriti in un contesto più ampio. Ha bisogno di vedere la globalità. Ha uno svolgimento casuale,

simultaneo. Tende più alla fluenza.

Stile cognitivo sistematico/intuitivo:

sistematico: tende a prendere decisioni in base ai fatti, elementi concreti, tende a dare giudizi

oggettivi.

intuitivo: decide in base alle sensazioni, dà giudizi più soggettivi.

Stile cognitivo riflessivo/impulsivo:

tende a considerare molte opzioni, ha tempi di elaborazione più lunghi, l’elaborazione

riflessivo:

dell’input si attiva anche con stimoli a bassa intensità.

Impulsivo: preferisce le risposte immediate, preferisce input simultanei e complessi da gestire in

tempo reale.

Stile cognitivo dipendente/indipendente dal campo:

dipendente: si lasciano condizionare dalla struttura con cui le cose si presentano, buone capacità di

relazioni interpersonali, preferiscono lavorare in gruppo, attività comunicative.

indipendente: studente analitico, riesce con facilità a isolare gli elementi di una situazione, riesce a

selezionare la cosa richiesta, scarse capacità interpersonale, preferisce il lavoro individuale, hanno

un alto livello di autostima. 27/03/2014

Analitico Globale

Sistematico Intuitivo

Riflessivo Impulsivo

Indipendente dipendente

Convinto che una lingua sia un sistema Convinto che la lingua sia uno strumento di

strutturato di regole espressione personale e di comunicazione

Attento alla forma Attento al significato

accurato sciolto

cauto Disponibile al rischio

Più ansioso Meno ansioso

Più tollerante all’ambiguità e agli

Meno tollerante errori

Costruttore di sistemi di regole Raccoglitore di parole in memoria

Pianificatore: preferisce organizzare il compito Aggiustatore: preferisce adattarsi durante

dell’esecuzione l’esecuzione, anche in base al feedback ricevuto

prima

Più controllato: rimane entro il compito Più libero: può andare oltre il compito assegnato

assegnato

Amante dell’apprendimento per regole e Amante dell’apprendimento tramite la pratica e

l’imitazione di modelli

correzioni

Preferenze fisiche e ambientali: ha a che fare con il luogo di apprendimento, può essere aperto o

chiuso, casa, biblioteca, scuola… tempi dell’apprendimento giorno, notte, periodi lunghi o brevi.

Luce naturale, artificiale … temperatura, suoni, consumi alimentari, postura e mobilità, bioritmi.

Tratti della personalità: autostima, personalità introversa/estroversa, sfatare i luoghi comuni, affinità

tra metodologie didattiche e introversione/estroversione,

Componente ansiogena, ansia positiva e ansia negativa. Risk-taking, perdere la faccia, cambia a

seconda della situazione e dei ruoli. Empatia, capacità di mettersi nei panni di un’altra persona,

emozioni e sensazioni. Tolleranza dell’ambiguità, è quel tratto che ci permette di

provare le stesse

andare avanti con un compito anche quando non abbiamo capito tutto. Può essere alta tolleranza,

positiva con migliori risultati. Se abbiamo una bassa tolleranza all’ambiguità, si percepisce

frustrazione con scarsi risultati.

http://www.itisff.it/z_main/formazione/6_novembre/questionario_Stili_Apprendimento.pdf

Intelligenze multiple

Tipi di intelligenze (Gardner)

8 tipi di intelligenze: relative alla persona (interpersonale, intrapersonale), relative al linguaggio

(linguistica, musicale), relative all’oggetto (cenestesica, logico-matematica, visivo-spaziale,

naturalistica).

Caratteristiche delle intelligenze

Tutti possediamo tutte le intelligenze alla nascita. Le intelligenze si sviluppano in modo diverso, a

seconda delle interazioni che abbiamo con l’ambiente esterno, quanto siamo portati a sviluppare

e l’esperienze di apprendimento.

queste intelligenze

Le intelligenze multiple sono utili per l’insegnamento per formulare i compiti di apprendimento.

Intelligenze linguistica:

consiste nel pensare con le parole e riflettere su di esse, include i meccanismi coinvolti nella

fonologia, sintassi, semantica e pragmatica. Buon vocabolario, comunicazione efficace, eloquio

spedito, scrittura chiara e pensiero formato da parole.

Attività preferite: leggere, scrivere, parlare, ascoltare, fare giochi di parole, discutere, scrivere

poesie e prendere appunti.

Modalità di apprendimento: ascoltando presentazioni verbali, leggendo, scrivendo e discutendo.

Intelligenza logico-matematica:

consiste nel pensare con i numeri e riflettere sulle loro relazioni. Pensano in modo chiaro ed

analitico, usano simboli astratti, risolvono velocemente i problemi e pensano con numeri, modelli e

algoritmi.

Attività preferite: risolvere problemi, quantificare risultati, determinare relazioni di causa-effetto e

se-allora, creare, pensare su e risolvere problemi, analizzare le componenti di oggetti e situazioni,

usare simboli astratti, scoprire ed utilizzare algoritmi e sequenze logiche.

Modalità di apprendimento: utilizzando la logica, risolvendo problemi e analizzando opportunità,

facendo fare domande ed esperimenti.

Intelligenza visivo-spaziale:

concerne l’abilità di percepire l’informazione visiva o spaziale, di modificarla e trasformarla e di

ricreare immagini visive in assenza del riferimento legato allo stimolo fisico iniziale.

hanno un buon senso dell’orientamento, utilizzano bene le relazioni

Caratteristiche personali:

spaziali, hanno un buon occhio per i dettagli e i colori, visualizzano le soluzioni ai problemi.

Attività preferite: scarabocchiare, creare, disegnare, combinare i colori e gli oggetti, costruire e

interpretare mappe, decorare, fare schemi e disegni, fare collage.

Modalità di apprendimento: attraverso grafici, disegni, fotografie, animazioni al computer, film e

video, creazione di forme visive.

Intelligenza musicale:

Consiste nel pensare con e sulla musica. Hanno un buon senso del ritmo e della melodia.

Attività preferite: ascoltare e creare musica, suonare strumenti, cantare, scrivere musica, comporre

melodie e liriche, apprezzare la musica.

Modalità di apprendimento: tramite canzoni, rap, canti, espressione attraverso prodotti ritmici e

musicali.

Intelligenza corporeo-cinestesica:

consiste nel pensare con e sui movimenti e i gesti. Riguarda l’uso di tutte le parti del corpo per

risolvere problemi. Sono molto coordinati, utilizzano gesti e linguaggio corporeo.

Attività preferite: svolgere attività fisiche, attività con le mani, azioni di sviluppare abilità fisiche.

Modalità di apprendimento: attraverso il movimento e le attività con le mani, espressione tramite

creazioni che includano attività, mimo o movimento.

Intelligenza naturalistica:

consiste nel pensare alle piante, agli animali, alle rocce e a tutti i fenomeni naturali. Sono sensibili

agli aspetti ecologici di piante e animali e alle questioni ambientalistiche, hanno buone capacità di

osservazione, sono abili nel discriminare, elencare e classificare, comprendono fenomeni naturali.

Attività preferite: collezionare, analizzare, studiare e curare piante, animali e gli ambienti naturali.

Modalità di apprendimento: riproduzioni e presentazioni che coinvolgono fenomeni naturali.

Interazione con la natura e classificazione di fenomeni attraverso analogie naturali.

Intelligenza interpersonale:

si fonda sulla capacità di riconoscere e distinguere tra sentimenti, credenze e intenzioni delle altre

persone. Hanno facilità nel fare e nel mantenere amicizie, comprendono e rispettano gli altri, sono

abili nel risolvere conflitti e nell’organizzare gli altri.

Attività preferite: lavorare con gli altri, prendersi cura degli altri e apprendere insieme ad altri.

Modalità di apprendimento: attraverso l’interazione con gli altri suoi compagni.

Intelligenza intrapersonale:

si fonda sulla capacità di distinguere tra le proprie emozioni e sentimenti. Hanno bisogno di tempo

per elaborare le informazioni, hanno convinzioni e opinioni radicate, pensano con la propria testa.

Attività preferite: la solitudine, la contemplazione e l’opportunità di esplorare stati interiori e

pensieri riguardanti preferenze, piani, fantasie, memorie e sentimenti.

Modalità di apprendimento: imprano attraverso l’introspezione, riflessione, imaparano meglio da

soli, o seguire i propri pensieri. Se sollecitati a seguire loro diventano insofferenti. Modalità

introversa. 09/04/2015

Il meccanismo di comprensione

Cosa succede quando ci avviciniamo ad un testo linguistico e vogliamo comprenderlo.

Il processo della comprensione orale

La comprensione non è solo linguistica, non basta conoscere le parole per comprendere un testo, è

legato al contesto e alla situazione.

La comprensione si basa sulla conoscenza del mondo che sta intorno a noi.

Ma potrebbero ingannarci.

Noi comprendiamo quello che ci aspettiamo di trovare in un testo. E’ inevitabile che le aspettative

nei confronti di un testo ci portiano a pensare a determinate situazioni.

Il processo per comprendere qualcosa è il seguente:

cerchiamo di comprendere e ascoltare globalmente senza entrare nei dettagli, in un momento

successivo analizziamo le varie parti, abbiamo assemblato il tutto e siamo arrivati a tradurre quello

che abbiamo compreso.

– –

Globalità analisi sintesi sono i procedimenti che segue un insegnante ed è il modo in cui

funziona il nostro cervello.

Il nostro cervello è diviso in due emisferi:

l’emisfero destro: si occupa della vista e della percezione globale

l’emisfero sinistro: controllo dei processi linguistici e percezione analitica della realtà

è un compito dell’emisfero sinistro, leggere il colore è un compito

leggere delle parole

dell’emisfero destro.

Il processo della comprensione scritta

Giuseppe: venerdì scorso, era diretto a scuola, preoccupato per la lezione di matematica. La

precedente non era riuscito a tenere disciplina in classe. L’insegnante di matematica gli

settimana

aveva lasciato controllare la classe. Non era il compito di un bidello.

Expectancy grammar, grammatica dell’aspettativa

Insieme di regole che governano la nostra formulazione di ipotesi. La conoscenza del mondo, gli

script, gli schemi, le frame, la ridondanza morfo-sintattica e lessicale, la coerenza e la coesione si

concretizzano in questo expectancy grammar.

Grammatica che governa il processo di previsione:

-di quello che può accadere in una situazione

-del lessico che si usa parlando di certi argomenti

-del tipo di testo e del genere comunicativo che sta per realizzarsi

-della sintassi 10/04/2015

La lettura

Quando parliamo di lettura si intendono due cose: lettura intesa come strumentale, fatta per

raggiungere uno scopo specifico, si intendo la capacità di riconoscere e denominare velocemente e

correttamente le parole di un testo. Lettura come comprensione, capacità di rapresentarsi il

contenuto di quello che si sta leggendo. Si acquisisce prima la lettura strumentale.

Si può leggere bene ma non capire cosa si sta leggendo. Per poter leggere, essere in grado di

accedere alla codifica grafica, ci sono dei prerequisiti: i bambini devono aver fatto un percorso di

tipo linguistico, il primo prerequisito è la consapevolezza fonologica è un canale uditivo e

successivamente la capacità di analisi visiva del testo, canale visivo.

Consapevolezza fonologica: è la capacità di riconoscere i suoni che vengono associati ad una

lettera. Capacità di segmentare e assemblare i sintagmi fonologici. La prima unità sarà la parola, poi

segmentazione in sillabe, discriminazione dei suoni. E’ uno dei primi tratti che si rivela come indice

di dislessia.

Memoria fonologica: a breve termine, abbiamo il deposito che ci permette di ripetere i suoni

linguistici.

Velocità di articolazione dei suoni: denominare velocemente le lettere.

Capacità di analisi visiva del testo: il bambino deve analizzare e memorizzare la forma, la

rappresentazione grafica dei suoni. Deve distinguere lettere analoghe come b,d,p,q.

capacità di distinguere le parole all’interno di un testo.

Analisi seriale visiva:

Integrazione visivo-uditiva: essere in grado di mettere insieme le due componenti, passare da una

rappresentazione visiva a una uditiva della parola e viceversa.

Modello evolutivo, orsolini 2005

Lettura fonologica iniziale: il bambino fa una conversione grafema-fonema, si carica la memoria a

lungo termine e il bambino fa fatica a gestire i fonemi. Es: s-p-a-d-a

Lettura fonologica intermedia: comincia ad assemblare i suoni. Es: u-ce-lo

Lettura fonologica avanzata: il bambino comincia a unire i suoni ma la lettura non è fluida. Es:

Ta:volo accesso diretto al magazzino lessicale favorito dalla frequenza d’uso delle parole.

Lettura lessicale: 

Ci sono parole che sono nella nostra memoria grafica. Es: tavolo tavolo

Comprensione del testo

Comrpendere un testo si arriva per livelli successivi, vanno dalla decodifica del singolo grafema,

fino l’interferenza di implici culturali. Comprendere un testo non significa solo mantere delle

informazioni, ma significa: deve mantenere nella memoria la relazione che c’è tra le parole, le

relazioni che ci sono tra le frasi, successvamente deve costruire una rappresentazione del contenuto,

integrando le informazioni vecchie con con quelle nuove, deve accomodare il suo sapere. Ad un

certo punto deve aggiornare le rappresentazioni del testo.

Gli aspetti coinvolti nella comprensione sono: fare inferenze, saper ricavare delle informazioni

anche dove non sono scritte, individuare incongruenze, elementi dissonanti, crearci una

rappresentazione del testo, riuscire a immaginare quello che il testo rappresenta, monitorare il

livello di comprensione.

Maggiore è la quantità di lettere o parole in un testo, maggiore il tempo necessario per leggerlo. F

Non è vero che più lettere ci sono più tempo ci si impiega. La lettura è una lettura che va a

immagini visive, ci metto meno tempo a leggere testi più lunghi di senso compiuto piuttosto che

poche lettere senza senso. Il motore principale è la ricerca di significato.

Dobbiamo decodificare le lettere per poter leggere una parola. F

Non è vero che dobbiamo decodificare le lettere per leggere una parola.

La nostra comprensione del testo è data dalla comprensione delle parole che lo compongono. F

La nostra comprensione non è data dalla comprensione delle parole, il testo può essere

grammaticamente corretto, il lessico può essere conosciuto, ma possiamo non comprendere il testo

se manca esperienza, il testo quindi rimane opaco.

Ricostruiamo il significato di un testo a partire da ciò che leggiamo. F

Dobbiamo capire tutte le parole per comprendere un testo. F

Non è vero, a volte riusciamo a comprendere un testo anche senza avere compreso tutte le parole.

Perché le domande sono mirate sul testo e non vanno oltre.

Comprendere un testo: quando ci rivolgiamo alla comprensione di un testo coinvolgiamo diverse

aree di competenza. Le aree sono: quando leggo un testo devo riuscire a individuare i personaggi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariaaa94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Apprendimento delle lingue e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Celentin Paola.

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