Apparato genitale femminile
L’apparato genitale femminile ha principalmente tre funzioni:
- Portare a maturazione i gameti
- Produrre ormoni sessuali (progesterone, estrogeni, androgeni)
- Permettere la fecondazione e l’instaurarsi della gravidanza
L’apparato genitale femminile è costituito da:
- Gonadi: si trovano nella parete laterale della piccola pelvi
- Vie genitali: costituite dalle tube, utero e vagina
- Genitali esterni
Gonadi: le ovaie
Le gonadi femminili sono le ovaie. Le gonadi femminili hanno due funzioni:
- Funzione riproduttiva (maturazione dei gameti)
- Funzione endocrina (produzione di estrogeni, progesterone, androgeni)
Le ovaie sono organi pari e simmetrici situati nella parete laterale della piccola pelvi nella fossetta ovarica. Tra le gonadi femminili e quelle maschili ci sono delle differenze dovute allo sviluppo embrionale dell’ovaio. Le gonadi (sia ovaio che testicolo) contengono i gameti, però durante lo sviluppo embrionale i gameti femminili si formano al di fuori dell’ovaio in una struttura embrionale detta sacco vitellino.
In questa struttura si formano le cellule che daranno origine ai gameti. Queste cellule iniziano a differenziarsi perché cominciano la divisione meiotica. Queste cellule prima proliferano, cominciano la meiosi e quindi arrivano in quello che sarà l’ovaio. Ciò vuol dire che i gameti non originano all’interno dell’ovaio ma all’esterno precisamente dall’endoderma del sacco vitellino. Durante la vita fetale migrano nell’ovaio.
Pertanto nell’ovaio ci sono i gameti che hanno già iniziato la prima divisione meiotica. Ciò significa che nell’ovaio non si hanno cellule staminali germinali che invece si trovano nel testicolo. I gameti nell’ovaio potranno solo maturare e non potranno dividersi per mitosi e dare origine ad altri gameti. Ciò fa sì che alla nascita ci sia un numero ben definito di gameti.
In realtà questo numero di gameti alla nascita è altissimo. Nella vita fetale per ogni ovaio ci sono circa 7 milioni di gameti, però quando c’è un’alta proliferazione ma soprattutto un alto differenziamento molte cellule muoiono, vanno incontro ad apoptosi. Alla nascita di quei 7 milioni di gameti in realtà ne restano circa 500 mila per ogni ovaio. Di questi 500 mila alcuni vanno incontro a processi di morte, tanto è vero che all’inizio dell’età fertile e si è nella pubertà ci sono per ciascun ovaio soltanto 500 gameti. Ciò sottolinea come i gameti diminuiscano nei diversi momenti della vita.
Le gonadi producono anche ormoni (estrogeni, progesteroni, in piccola parte androgeni). Tra gli ormoni prodotti dall’ipofisi ci sono le gonadotropine, che hanno un effetto trofico sulle gonadi. Le gonadotropine sono due: LH (ormone luteinizzante) ed FSH (ormone follicolo stimolante). L’ovaio è soggetto all’azione delle gonadotropine e sono proprio quest’ultime che stimolano la maturazione dei gameti.
La maturazione dei gameti inizia già alla nascita però i livelli di gonadotropine nei primi 10 anni di vita sono dei livelli basali. Soltanto nel momento della pubertà c’è il picco di produzione da parte dell’ipofisi di LH ed FSH, cominciando la vera e propria attività dell’ovaio. L’ovaio è un organo che cambia moltissimo durante le diverse fasi della vita perché alla nascita e per tutta l’infanzia ha piccole dimensioni tali da fargli assumere la forma di una mandorla con una superficie liscia e un colorito roseo.
Durante tutta la vita fertile aumentano le dimensioni, il colore è più rossastro, in quanto aumenta la vascolarizzazione, e la superficie non è più liscia in quanto iniziano a essere presenti molte cicatrici. L’ovaio durante i suoi anni di attività presenta i gameti, nei diversi gradi di maturazione, immersi all’interno dello stroma.
Con l’apparato genitale femminile ci si trova nella regione della piccola pelvi. Si sa che in questa regione c’è il foglietto peritoneale che riveste gli organi. Ovviamente si avrà il peritoneo che si porta a rivestire parzialmente gli organi dell’apparato genitale femminile: le ovaie, le tube e in parte l’utero. Il peritoneo riveste parzialmente l’ovaio e va formare i mezzi di fissità, cioè legamenti che lo tengono in sede.
Tra i legamenti c’è quello che lo unisce all’utero e alle tube uterine. Le pieghe di peritoneo costituiscono il legamento largo, una plica di peritoneo che riveste anteriormente, superiormente e in parte posteriormente l’utero e che poi ai lati si va ad accollare formando le ali del legamento largo. Nelle ali del legamento largo è accolto anche il peritoneo che riveste l’ovaio.
C’è un rapporto di continuità tra l’ovaio e le tube uterine perché a livello dell’ovaio maturano i gameti, in genere uno per ogni ciclo ovarico viene espulso dall’ovaio e captato dalle tube uterine. Le tube uterine sono dotate di propaggini dette fimbrie. All’interno delle tube uterine può avvenire la fecondazione, ossia l’incontro tra il gamete femminile e quello maschile. Una volta avvenuta la fecondazione il gamete fecondato viene spostato nell’utero, dove si può annidare ed instaurare la gravidanza.
I rapporti dell’ovaio con gli organi vicini sono molto importanti e costituiscono i mezzi di fissità dell’ovaio. Tali mezzi di fissità sono legamenti peritoneali: c’è quello che lo riveste quasi completamente e viene detto mesovario (deriva dal legamento largo dell’utero), c’è quello che connette l’ovaio alla tuba e viene detto legamento tubovarico, c’è quello che connette l’ovaio all’angolo supero-laterale dell’utero e viene detto legamento uterovarico (alcuni autori lo definiscono legamento proprio dell’ovaio), ma c’è anche un legamento che connette l’ovaio alla parete laterale della pelvi ed è definito legamento sospensore dell’ovaio.
I vasi sanguigni diretti all’ovaio attraversano il legamento sospensore ed entrano nell’ovaio attraverso il mesovario. L’ovaio è un organo che svolge un’intensa attività e in quanto tale richiede una grande vascolarizzazione. Questo è evidente anche dal fatto che all’ovaio arrivano due arterie:
- La prima è un ramo diretto dell’aorta addominale: arterie genitali che nella donna vengono dette ovariche mentre nell’uomo si chiamano arterie testicolari. Sono arterie dirette alle gonadi.
- La seconda è il ramo ovarico dell’arteria uterina. L’arteria uterina deriva dall’iliaca interna. Dall’arteria uterina partono un ramo per l’ovaio (ramo ovarico) e un ramo per le tube (ramo tubarico).
Queste due arterie entrano nell’ovaio a livello dell’ilo, hanno un andamento serpiginoso assumendo una vera e propria forma spiralizzata e prendono il nome di arterie a cavaturacciolo. Il sangue refluo dalle ovaie fa capo alla vena uterina e alle vene ovariche.
Struttura
L’ovaio è un organo pieno che ha un ilo ma non ha una capsula. È rivestito da un epitelio cubico semplice detto epitelio superficiale dell’ovaio. È un epitelio che nel lontano passato veniva definito epitelio germinativo, poiché si pensava che le cellule germinali e quindi i gameti derivassero da questo epitelio. Questo nome è ormai sbagliato e non viene più usato.
Al di sotto dell’epitelio superficiale dell’ovaio c’è uno strato sottile di tessuto connettivo poco sviluppato che viene chiamato tonaca albuginea dell’ovaio o falsa albuginea. Ha questo nome “falsa albuginea” solo per l’analogia con il testicolo. Nel testicolo la tonaca albuginea...