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APPARATO GENITALE. Organogenesi; anatomia macro e microscopica di testicolo,

epididimo, condotto deferente, vescichette seminali, prostata; involucri del testicolo,

scroto, funicolo spermatico, pene, ovaio, tuba, utero, vagina, vulva.

Perineo.

Peritoneo: Organogenesi e organizzazione.

L’apparato genitale si forma a partire dal mesenchima endocrino tra pronefro e mesonefro

e prende il nome di Mesenchima Endocrino Steroideo (MES), comprende 3 o 4 paia di

peduncoli dei somiti. Il MES forma la componente somatica delle gonadi che circonda le

cellule germinali ed inoltre va a comporre la parte corticale delle ghiandole surrenali. Le

creste gonatiche si formano nella zona ventrale dell’embrione sotto il pronefro. Le

Primordial Germinal Cells (PGC) migrano probabilmente dal peduncolo del sacco vitellino

risalendo fino alla cresta gonatica per colonizzarla. La diversa temperatura genera un

apparato maschile piuttosto che femminile.

Apparato genitale primordiale

All’inizio le PGC sono goni migranti bivalenti e solo dopo la colonizzazione si specializzano

in uno dei due sessi. La gonade dei vertebrati si sviluppa attraverso uno stadio bipotente

indifferenziato. A livello celomatico l’epitelio si inspessisce per identificare le creste genitali

originando quindi la parte somatica della gonade. I goni migranti fanno formare dei cordoni

sessuali primitivi impilandosi gli uni sugli altri e successivamente facendosi circondare da

cellule somatiche. Assieme a questi cordoni si forma anche il Dotto di Muller. Dalle cellule

mesodermiche della cresta derivano le cellule nutrici, le cellule connettivali vascolarizzate

e le cellule endocrine che secernono ormoni: ad esempio il testosterone è prodotto dalle

cellule del Leydig la quale specializzazione è portata sul cromosoma Y.

Testicoli

Sviluppo del testicolo

Il testicolo è la struttura anatomica che contraddistingue gli individui

maschili. La parte centrale è ricca di cordoni primitivi mentre la parte

corticale si specializza in Tunica Albuginea di origine connettivale.

Successivamente la gonade si allarga e si riempie di tubuli seminiferi

ricchi di spermatogoni; questi tubuli sono connessi a condottini

tramite i Cordoni della Rete Testis. I condottini efferenti convogliano

quindi gli spermatozoi in età matura nel dotto deferente che si è

sviluppato per modificazione del Dotto di Wolff. Quando aumentano i

livelli di testosterone il Dotto di Muller degenera poiché non ricoprirà alcuna funzione

nell’apparato maschile. I condottini efferenti derivano dai peduncoli dei somiti inutilizzati

per la formazione del mesonefro.

Ovaio

L’ovaio identifica gli individui di sesso femminile. Nella parte centrale i cordini primitivi

degenerano mentre proliferano nella parte corticale. I cordini si frammentano per formare i

follicoli con all’interno un singolo oogone. Il dotto di Muller si modifica per formare le tube

uterine che convogliano le uova nell’utero. Gli oogoni migrano fino a stabilirsi nella zona

corticale della gonade. In questo caso è il Dotto di Wolff a degenerare poiché privo di

funzioni.

L’apparto genitale maschile è formato da gonadi/testicoli, funicolo spermatico, ghiandole

sessuali accessorie e genitali esterni.

TESTICOLO

I testicoli sono organi ovoidali responsabili della produzione di spermatozoi e testosterone.

Nell’adulto misurano 4-5cm in lunghezza, 2-3 cm in larghezza, 3-4 cm lungo l’asse

anteroposteriore.

Hanno peso variabile tra 12 e 20g e un volume medio compreso tra 15 e 25 mL.

I testicoli sono sospesi nello scroto dal funicolo spermatico.

Il testicolo sx è più in basso ed entrambi sono disposti obliquamente.

NB: la loro posizione nello scroto, combinato con la cute e lo scambio di calore ad opera

del plesso pampiniforme testicolare, mantiene la loto temperatura 3-4°C sotto la

temperatura corporea.

I testicoli sono racchiusi in una capsula dura formata da 3 strati:

1. Tonaca vascolare, contiene un plesso di vasi sanguigni e tessuto connettivo lasso

2. Tonaca albuginea, è una densa lamina blu-biancastra composta prevalentemente da

fibre collagene.

Essa ricopre la tonaca vascolare ed è ricoperta dalla tonaca vaginale. A livello della faccia

posteriore del testicolo, si introflette formando un setto fibroso spesso ma incompleto detto

meditino testicolare, che si estende dal polo superiore a quello inferiore del testicolo.

E’ in questo punto che vasi e nervi e dotti testicolari attraversano la capsula testicolare.

3. Tonaca vaginale, rappresenta l’estremità inferiore del processo vaginale peritoneale,

la cui formazione precede la discesa del testicolo dell’addome allo scroto, in epoca

fetale.

In seguito a discesa dei testicoli dall’addome allo scroto, la porzione del processo

vaginale, interposta all’anello inguinale interno e il testicolo si contrae, obliterandosi e

lasciando un sacco contenente il testicolo (mancata obliterazinoe= idrocele, ernia

inguinale).

La tonaca vaginale si riflette sulla superficie del testicolo sulla faccia interna dello scroto,

formando:

• Strato parietale

• Strato viscerale , ricopre tutte le superfici del testicolo, tranne la faccia posteriore, dove

si riflette verso l’epididimo prima di continuarsi nello strato parietale

Tra i 2 strati c’è un virtuale spazio “cavità vaginale”, generalmente occupato da un sottile

film di liquido chiaro color paglierino (può aumentare in uno stato infiammatorio)

STRUTTURA MICROSCOPICA

Il testicolo è un organo pieno, pertanto è costituito da

1. parenchima (rappresentato dai tubuli seminiferi)

2. stroma che circonda i tubuli seminiferi e contiene gruppetti di cellule dotate di attività

endocrina, le cellule interstiziali (di Leydig). Il tutto è avvolto dalle tonache.

1. Parenchima del testicolo

Il parenchima del testicolo ha consistenza molle e colorito roseo giallastro; riempie le

logge disponendosi in altrettanti lobuli che ripetono la forma e la disposizione delle logge

stesse.

Ogni lobulo è formato da 1-4 condottini, i tubuli seminiferi contorti, ciascuno dei quali ha un

andamento estremamente sinuoso e sbocca con le sue due estremità in corrispondenza

della rete testis; talvolta, un tubulo seminifero può presentare una delle due estremità

dilatata e a fondo cieco.

Nei pressi dello sbocco nella rete testis, i tubuli seminiferi assumono un andamento

rettilineo e presentano profonde modificazioni strutturali, assumendo il nome di tubuli retti.

I tubuli seminiferi, a causa del loro andamento convoluto, possono essere contenuti in un

piccolo spazio nonostante la notevole lunghezza (da 30 cm a 70 cm circa); l’estensione

complessiva dei tubuli seminiferi di un soggetto adulto è pari a 300- 350 metri; il loro

diametro esterno è di 70-280 µm. Di frequente si stabiliscono anastomosi fra tubuli dello

stesso lobulo o fra tubuli di lobuli adiacenti attraverso le discontinuità esistenti nei setti.

La parete dei tubuli seminiferi è costituita da:

• L’epitelio pluristratificato germinativo poggia su di una lamina basale, dello spessore di

circa 80 nm la quale, in certi tratti, appare bistratificata e presenta introflessioni che si

approfondano per 1-2 µm fra le cellule epiteliali. Nell’epitelio germinativo, che presenta

un’altezza complessiva di 60-80 µm, si possono distinguere due tipi di elementi: le cellu-

le di Sertoli (o di sostegno) e le cellule germinali (o seminali).

• La lamina propria dei tubuli seminiferi, separata dall’epitelio germinativo mediante la

lamina basale, presenta uno spessore medio di 8 µm e una organizzazione

caratteristica. È costituita, infatti, da cellule appiattite disposte in 4-5 strati

sovrapposti, separati da sostanza intercellulare ricca di fibre collagene ed elastiche.

Al microscopio elettronico le cellule appiattite presentano caratteri intermedi fra i

fibroblasti e le fibrocellule muscolari lisce (miofibroblasti); infatti, oltre a numerosi

mitocondri e a granuli di glicogeno, contengono fascetti di filamenti ancorati alla

membrana plasmatica mediante corpi densi (placche di attacco). L’attività contrattile

dei miofibroblasti, condizionata dagli ormoni androgeni, è responsabile dei

movimenti peristaltici dei tubuli seminiferi e permette la progressione degli

spermatozoi, ancora immobili, verso la rete testis.

Perifericamente la lamina propria continua con lo stroma intertubulare.

2. Stroma del testicolo

Lo stroma del testicolo è costituito da scarso tessuto connettivo lasso che occupa, in

ciascuna loggia, lo spazio lasciato libero dai tubuli seminiferi e continua sia con la

lamina propria dei tubuli stessi sia con lo scheletro fibroso del testicolo.

Nello stroma, oltre a fibrociti, istiociti e altre cellule tipiche del connettivo lasso, sono

presenti particolari elementi, di probabile origine mesenchimale, ai quali è stata

riconosciuta un’attività endocrina: sono indicati con il nome di cellule interstiziali (di

Leydig) e nel loro insieme costituiscono la ghiandola interstiziale del testicolo.

VASCOLARIZZAZIONE

ARTERIA TESTICOLARE

Origina direttamente dall’aorta addominale al di sotto dell’arteria renale. L’arteria

testicolare raggiunge il margine posteriore del testicolo, seguendo il funicolo spermatico e,

dopo avere fornito alcuni rami per il canale deferente e le arterie per l’epididimo, si divide

nei suoi rami terminali che penetrano nella tonaca albuginea e inviano rami profondi per i

setti. Da questi ultimi originano rami arteriosi che si distribuiscono ai lobuli.

ARTERIA DEFERENZIALE E CREMASTERICA

Al testicolo giungono anche alcuni ramuscoli dell’arteria deferenziale e dell’arteria

cremasterica (o spermatica esterna), i quali si anastomizzano fra loro e con i rami

dell’arteria testicolare.

PLESSO PAMPINIFORME

Le vene testicolari, in parte superficiali e in parte profonde, si riuniscono a livello del mar-

gine posteriore dell’organo in alcuni grossi tronchi i quali, dopo avere raccolto le vene

dell’epididimo, si portano in alto ed entrano a far parte del funicolo spermatico dove si

anastomizzano fra loro costituendo il plesso pampiniforme. Quest’ultimo dà origine alla

vena testicolare che a destra sbocca direttamente nella vena cava inferiore e a sinistra

nella vena renale sinistra.

DRENAGGIO LINFATICO

I vasi linfatici, originati da ricche reti localizzate prevalentemente nei setti e nella tonaca

albuginea, emergono dal margine posteriore del testicolo e, seguendo a ritroso il decorso

dell’arteria testicolare, terminano nei linfonodi pre- e paraaortici.

In certi casi un collettore linfatico può portarsi ai linfonodi iliaci esterni.

INNERVAZIONE

I nervi derivano dal plesso celiaco dell’ortosimpatico e giungono al testicolo seguendo i va-

si sanguigni e formando un ricco plesso testicolare che riceve anche una componente

parasimpatica dal plesso deferenziale.

EPIDIDIMO

E’ situato posteriormente e un poco lateralmente al testicolo. Può essere suddiviso in

testa, corpo e coda. La coda è in continuità con con la porzione convoluta del dotto

deferente.

Il confine tra testicolo ed epididimo è segnato, lateralmente, dal solco profondo.

N.B: In bimbi affetti da criptoorchidismo è stata riscontrata una mancata fusione tra

testicolo ed epididimo, che può riguardarne una parte o il tutto.

STRUTTURA MICROSCOPICA

L’epididimo è lungo 3-4m ed è interamente avvolto dalla tonaca vaginale(da qui si

dipartono prolungamenti che suddividono il tubulo in regioni istologicamnete simili).

La testa dell’epididimo è formato da 8-12 dotti efferenti e dal segmento prossimale

dell’epididimo (sono più larghi e convoluti di quanto lo siano nel testicolo).

Ogni dotto è lungo 15-20 cm e si apre individualmente in un solo tubulo. I singoli tubuli si

anastomizzano per tutta la lunghezza dell’epididimo, sino a formare un unico tubulo

convoluto nel corpo dell’epididimo.

Sono circondati da cellule muscolari lisce contrattili (spingono spermatozoi).

L’epitelio che riveste internamente l’epididimo contiene

• cellule principali, cilindriche alte con nuclei ovolari alla base, hanno lunghe stereociglia e

sono coinvolte nel riassorbimento del fluido testicolare

• basali, si trovano tra le porzioni basali delle cellule principali e sono considerate i loro

precursori

• Apicali, ricche di mitocondri e sono più abbondanti nella testa dell’epididimo

• chiare, cilindriche e più abbondanti nella coda, povere di microvilli ma ricche di vescicole

e vacuoli, funzioni sconosciute.

CONDOTTO DEFERENTE

Il dotto deferente è una struttura tubulare che origina dal dotto mesonefrico.

Funzione: trasportare lo sperma dall’epididimo all’uretra, sebbene siano state descritte

anche funzioni di assorbimento e secrezione.

Lungo 30-35 cm, diametro 3mm, lume 300-500 micron.

Non appena Origina dalla coda dell’epididimo, il dotto diventa tortuoso per 2-3 cm; decorre

posteriore e parallelo ai vasi del funicolo spermatico, attraversa il canale inguinale ed

emerge nella pelvi lateralmente ai vasi epigastrici inferiori.

A livello dell’anello inguinale interno, il dotto si discosta dai vasi testicolari per raggiungere

la base della prostata, posteriormente. A questo punto il dotto torna ad essere contorto e si

dilata formando l’ampolla del dotto deferente, prima di confluire nel dotto eiaculatore.

STRUTTURA MICROSCOPICA

In sezione appare formato da:

• Tonaca avventizia esterna, contiene vasi sanguiferi e nervi

• Tonaca muscolare propria, ha fibre muscolari lisce disposte su 2 strati longitudinali

(interno ed esterno) e uno circolare (intermedio)

• Tonaca mucosa, formata da un epitelio cilindrico pseudostratificato con ciglia non vibratili

Il rapporto parete/lume (10:1) più alto di qualsiasi altro organo cavo.

VASCOLARIZZAZIONE

(dall’arteria vescicale superiore che deriva dall’iliaca interna)

ARTERIA DEFERENZIALE

PLESSO VENOSO PELVICO

DRENAGGIO LINFATICO

I vasi linfatici associati drenano nei linfonodi iliaci esterni ed interni.

INNERVAZIONE

Plesso pelvico

ALTRE STRUTTURE

Funicolo spermatico==> O

rigina a livello dell’anello inguinale interno, si estende per

tutto il canale inguinale da cui emerge in corrispondenza dell’anello inguinale superficiale o

esterno, e tiene sospeso il testicolo nello scroto.

Al suo interno contiene:

• Canale deferente,

• Paradidimo

• Arteria testicolare,

• Arteria spermatica esterna (o funicolare o cremasterica), r

• Vene testicolari, c

• Vasi linfatici,

• Nervi, rappresentati dalla branca genitale del nervo genitofemorale (nervo spermatico

esterno), dal ramo genitale del nervo ileoinguinale e dal plesso testicolare proveniente

dal plesso celiaco e collegato mediante filamenti anastomotici con il plesso ipogastrico.

• Legamento vaginale, che rappresenta il residuo del primitivo dotto peritoneovaginale ed

è costituito da un esile cordoncino fibroso.

Il funicolo spermatico nel suo complesso è rivestito da una serie di tonache le quali dall’e-

sterno all’interno sono:

• Fascia cremasterica (o tonaca spermatica esterna), rappresentata da una sottile

lamina connettivale che inizia a livello dell’orifizio sottocutaneo del canale inguinale

e si prolunga in basso; essa si trova quindi solo intorno alla porzione scrotale del

funicolo. Viene considerata come la diretta continuazione della fascia di

rivestimento del muscolo obliquo esterno.

• Muscolo cremastere (o tonaca eritroide), costituito da fibre muscolari striate che si

distaccano dai muscoli obliquo interno e trasverso dell’addome e si applicano come

una guaina alla superficie del funicolo mentre questo percorre il canale inguinale.

Giunti in vicinanza del testicolo, i fasci muscolari si espandono a ventaglio

intrecciandosi con le loro estremità, tanto da formare una sorta di sacco intorno al

testicolo stesso.

• Tonaca vaginale comune (o spermatica interna), rappresentata da una sottile

lamina connettivale ricca di fibre elastiche che riveste il funicolo lungo tutto il suo

tragitto; è da considerarsi come una dipendenza della fascia trasversale.

Paradidimo==> Piccola raccolta di tubuli contorti, situato anteriormente nel funicolo

spermatico, superiormente alla testa dell’epididimo.

I tubuli sono rivestiti da epitelio cilindrico ciliato.

Dotti eiaculatori==>

Si formano, su ogni lato, dall’unione del dotto della vescichetta

seminale con l’ampolla del dotto deferente. Ogni dotto misura circa 2cm di lunghezza e si

estende dalla base della prostata fino al suo sbocco a livello del verumontanum.

STRUTTURE GHIANDOLARI ACCESSORIE

VESCICHETTE SEMINALI

Sono 2 formazioni sacciformi che si trovano a livello dell’ampolla demenziale, in prossimità

della base della prostata, tra la vescica e il retto.

Nell’adulto misurano tra i 5 e 10 cm di lunghezza, con un diametro di 3-5cm e una

capacità volumetrica media di 13 mL.

La dx è leggermente più grande, ma le dimensioni di entrambe diminuiscono con l’età.

Ogni vescichetta seminale è essenzialmente un tubulo contorto con diverticoli irregolari,

avvolto in una densa guaina fibromuscolare e parzialmente ricoperto dal peritoneo.

Il polo superiore è a fondo cieco e quello inferiore si restringe in un dotto rettilineo che si

unisce al dotto deferente per formare il dotto eiaculatore.

Le vescichette seminali sono intimamente connesse :

• anteriormente alla prostata e alla vescica

• Posteriormente al retto

• Superiormente alla porzione distale dell’uretere

• Medialmente troviamo le ampolle del dotto deferente

• Lateralmnte vene del plesso prostatico

STRUTTURA MICROSCOPICA

Terminano il loro sviluppo dopo la pubertà, con la formazione di strutture ghiandolari

allungate che produc

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c.meloni45 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia degli organi e degli apparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Congiu Terenzio.
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