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Ghiandola mammaria → azione stimolante sugli alveoli

◦ ghiandolari → favorisce l'espulsione del latte. Stimolata da

suzione che invia stimoli afferenti all'ipotalamo che produce

ossitocina.

uomo:

▪ • rilascio durante esercizio fisico e sessuale. Implicato in scelta

del partner e accudimento della prole.

suddivisa in senso caudocraniale:

▪ • lobo postereriore ( o lobo nervoso)

• infundibolo

• eminenza mediana

• VASI E NERVI:

Vasi:

◦ adenoipofisi:

▪ • circolo di Willis → arterie ipofisarie superiori → in peduncolo ipofisario →

eminenza mediana e infundibolo → qui diventano complesso gomitolo di

capillari e qui pervengono i terminali assonici dei nuclei parvicellulari ( è

plesso primario del circolo portale ipotalamo-ipofisario). → venule → in

peduncolo → in adenoipofisi → plesso secondario costituito da sinusoidi

nel parenchima ghiandolare → vene preipofisarie → seni durali limitrofi.

Fig slide netter 255! e 242

neuroipofisi:

▪ • carotide interna → arterie ipofisarie inferiori → plesso capillare in lobo

nervoso → venule post ipofisarie → vene dura madre limitrofe. ( no

circolo portale!!)

no vasi linfatici

◦ nervi : rive rami vasomotori da simpatico e fibre peptidergiche

• ghiandola conica

lunga: 1 cm

◦ larga: 0.5 cm

◦ peso: 50 g

• fa parte dell'epitalamo.

Sotto lo splenio del corpo calloso; posterosuperiormente al terzo ventricolo al

◦ quale è collegato da due peduncoli ( superiore e inferiore) che circoscrivono il

recesso pineale del ventricolo stesso. Il peduncolo superiore è compreso nel

peduncolo dell'abenula e contiene la commessura anteriore. Il peduncolo

inferiore contiene la commessura posteriore.

Può formarsi un recesso sovraepifisario: tra il peduncolo superiore e la volta

▪ del ventricolo

la faccia inferiore poggia sulla faccia del mesencefalo fra i due tubercoli

▪ quadrigemelli.

Tramite la pia madre arrivano vasi e nervi e la ghiandola sporge nello spazio

▪ subaracnoideo nella cisterna ambiens ( bagnata da liquor)

• VASI E NERVI:

Arterie:

◦ arterie cerebrali posteriori → arterie coroioidee posteriori → rami →

▪ attraverso l'involucro piale → sinusoidi nella ghiandola.

Vene:

◦ sinusoidi → grande vena cerebrale di Galeno.

Nervi:

◦ innervazione simpatica dai nervi conari

▪ • rami post-gangliari dal ganglio cervicale superiore ( contengono

noradrenalina e neuropeptide tirosina)

• rami pre-gangliari da neuromeri C8-T1 del nucleo intermedio laterale

della lamina VII del MS

innervazione parasimpatica dal nucleo salivatorio superiore tramite il ganglio

▪ sfenopalatino ( fibre colinergiche + neuropeptidi VIP e PHI)

fibre sensitive da ganglio semilunare del nervo trigemino

i pinealociti posseggono i recettori per tutti questi peptidi → ne sono quindi

◦ influenzati.

• STRUTTURA:

Da rivestimento piale → esili tralci connettivali che accompagnano vasi e nervi

◦ → dividono parenchima in nidi o lobuli

Due tipi di cellule:

◦ pinealociti :

▪ • epitelioidi

• forma irregolare

• terminano con dei rigonfiamenti a bulbo a contatto con i capillari nello

spazio perivascolare o a contatto con l'ependima del recesso epifisario

• hanno nastri sinaptici: formazioni lamellari o a bastoncello, rivestite da

vescicole a contenuto granulare. Perpendicolari alla membrana cellulare.

• Numero varia in base allo stato funzionale della ghiandola e raggiunge il

massimo nelle fasi notturne.

cellule interstiziali :

▪ • neuroglia

• intercalate tra i cordoni dei pinealociti.

• RER, ribosomi liberi, …

• lunghi prolungamenti che si intrecciano con quelli dei pinealociti e

terminano in contatto con vasi o con i loro corpi cellulari.

Osservabile sabbia cerebrale ( o corpora arenacea o acervuli). Sono depositi di

◦ fosfato e carbonato di calcio organizzate in lamelle concentriche il cui numero e

dimensioni aumenta con l'età ( probabilmente sono derivati dal catabolismo dei

prodotti di secrezione della ghiandola.

ATTIVITA' ORMONALE:

◦ triptofano dal circolo → ghiandola ottiene serotonina → da questa produce

▪ melatonina.

• Le attività enzimatiche che portano alla produzione di serotonina e di

melatonina hanno ritmi alternati nell'arco delle 24 ore nel pinealocito.

Sono in correlazione con il ciclo illuminazione-buio del ritmo circadiano.

Nel periodo di massima illuminazione → picco di serotonina; nel periodo

di buio → picco di melatonina.

• Come: questo dipende dall'innervazione simpatica post-gangliare: la

noradrenalina liberata durante il periodo di scarsa illuminazione → si lega

ai recettori beta-adrenergici sulla membrana del pinealocito → determina

la sintesi dell'ormone → immesso in circolo. L'impulso origina dai neuroni

pregangliari dei neuromeri C8-T1 i quali ricevono lo stimolo da vie

discendenti collegate all'attività ciclica del nucleo soprachiasmatico

dell'ipotalamo che a sua volta è collegato alla retina mediante le fibre

retino ipotalamiche del nervo ottico.

• Apprezzabile al tatto, nella regione anteriore del collo

• formata da due lobi

Si estendono per 3 cm da metà altezza della cartilagine tiroidea fino al 5° anello

◦ tracheale.

Spessore compreso tra 0.2 ( apice) e 2 cm ( base)

◦ peso: circa 20 g in adulto.

• uniti da un istmo impari e mediano

applicato ai primi due anelli tracheali

◦ in circa il 50% degli individui si ha il lobo piramidale ( o piramide di Morgagni)

◦ si diparte dall'istmo e raggiunge l'osso ioide, a volte anche la radice linguale.

▪ Talvolta è presente il muscolo elevatore della tiroide → formazione fibro-

▪ muscolare che collega l'osso ioide all'istmo o al lobo piramidale.

• Superficie liscia, rosso-bruna, molle.

• Dimensioni variano con età, sesso e ambiente.

• RAPPORTI:

applicata alla superficie ventrale della laringe e dei primi anelli tracheali

◦ parzialmente ricoperta dei muscoli:

◦ sternocleidoioideo

▪ sternotiroideo

▪ omoioideo

e dalla fascia cervicale media che li avvolge.

◦ Lungo la linea mediana → le fasce cervicali media e superficiale la separano dai

◦ tegumenti.

Lateralmente la ghiandola è anche ricoperta dai due mm sternocleidomastoidei

◦ e dal platisma.

In rapporto con il condotto laringo-tracheale

◦ posteriormente il lobo sinistro entra in rapporto con una piccola porzione del

◦ tubo faringo-esofageo. In questo interstizio decorre il nervo laringeo inferiore.

• MEZZI DI FISSITA':

La ghiandola è compresa nella guaina peritiroidea ( dipendenza della fascia

◦ cervicale media) per mezzo della quale contrae rapporti con gli organi

circostanti.

La ghiandola è poi ricoperta da una capsula connettivale propria. Fra questa

▪ e la guaina peritiroidea si costituisce lo spazio pericoloso nel quale

decorrono le arterie e le vene proprie della ghiandola.

• In questo spazio sono comprese le 4 ghiandole paratiroidi.

Si prolungano tralci connettivali che formano dei legamenti:

▪ • legamento sospensore ( o mediano): assicura la tiroide alla cartilagine

tiroidea della laringe.

• Legamenti laterali interni: da tiroide a cartilagine cricoide e primi anelli

tracheali

• legamenti laterali esterni: da tiroide a guaina fibrosa che contorna il fascio

vascolonervoso del collo.

Spesso l'arteria carotide comune ( componente più mediale di questo

◦ fascio) lascia un solco sulla superficie postero-laterale.

La tiroide segue quindi i movimenti di deglutizione e della testa.

• VASI E NERVI:

Arterie:

◦ carotidi esterne → aa tiroidee superiori destra e sinistra

▪ succlavia → tronco tireo-cervicale → aa tiroidee inferiori

▪ • in prossimità del polo inferiore, rapporto ( NB) tra i rami di divisione della

a tiroidea inferiore e il nervo laringeo inferiore ( o ricorrente). Questo

transita ai lati della trachea

arteria brachio-cefalica ( o carotide comune) → a tiroidea ima ( da istmo →

▪ lungo linea mediana. Non sempre è presente)

Vene:

◦ vene reflue → plesso in spazio pericoloso

▪ • → vene tiroidee superiori → giugulare interna omolaterale

• → vene tiroidee inferiori → vena brachiocefalica.

Linfatici:

◦ tributari della catena giugulare interna ( in alto)

▪ e dei linfonodi para- e pre-tracheali ( in basso)

Nervi:

◦ da simpatico cervicale

▪ da due nervi laringei del nervo vago.

• STRUTTURA:

Dalla capsula propria della ghiandola si dipartono dei tralci che dividono la

◦ ghiandola in lobuli. Nei tralci vi sono i vasi e i nervi che in questo modo

raggiungono i vari lobuli.

FOLLICOLI:

◦ ghiandola follicolare

▪ • ogni follicolo è delimitato da un epitelio follicolare che circoscrive una

cavità (lume) ripiena di un materiale amorfo: la colloide.

I tireociti costituiscono l'epitelio follicolare

◦ sono responsabili della produzione e della immissione in circolo di

▪ T3 e di T4

circondati da un MB, contornata da capillari

▪ hanno quindi una doppia polarità funzionale:

▪ • fase I: sintesi con accumulo di colloide → operano dal versante

basale a quello luminale

sintesi di tireoglobulina ( glicoproteina) da RER e Golgi →

◦ accumulo in vescicole nella parte apicale. Le vescicole

contengono anche la tireoperossidasi ( enzima ossidativo).

Contemporaneamente vengono trasportati attivamente gli

ioni ioduri all'interno dei tireociti → quindi introdotti nelle

vescicole → ossidati dalle tireoperossidasi → legati ai

residui di tirosina della tireoglobulina. Quando una molecola

di tirosina si coniuga con uno iodio si ha MIT

( monoiodiotirosina); quando due molecole di iodio si legano

con due molecole si ha DIT ( diiodiotirosina) → quindi si ha

MIT+ DIT = T3 o DIT + DIT = T4

→ → le vescicole si aprono nel lume e si forma la colloide

• fase II : immissione in circolo degli ormoni → operano dal

versante luminale a quello basale

formazione di pseudopodi sul versante luminare →

◦ attorniano gocce di colloide → fagocitosi in tireocito →

lisosomi scindono tireoglobulina in ormoni tiroidei → in

circolo. Iodio riciclato.

Una volta in circolo vengono trasportati legati a globuline

▪ prodotte dal fegato. Costituiscono così una buona

riserva di ormoni tiroidei circolanti ( se i livelli di T3 o T4

ematici si riducono, essi vengono rilasciati dalle

globuline. Viceversa, se i livelli ematici sono troppo

elevati, vengono legati dalle globuline. Hanno così

emivita più lunga e una concentrazione ematica

costante)

l'ormone T4 ( 90% degli ormoni tiroidei ematici) viene

▪ scisso per il 30-40% in T3 ( maggiormente riconosciuto

dagli organi bersaglio)

sono ormoni liposolubili con molteplici funzioni e molti

▪ organi bersaglio.

cellule parafollicolari ( cellule C):

◦ sono intercalate tra i tireociti o sono nell'interstizio tra i follicoli, ma

▪ non hanno un versante luminare.

RER meno sviluppato che nei tireociti. Numerose vescicole

▪ elettrondense

fanno parte del sistema endocrino diffuso.

▪ Cellule voluminose, a citoplasma chiaro

▪ producono calcitonina

▪ • polipeptide di 32 amminoacidi

• accumulato in vescicole di secrezione insieme a serotonina e

somatostatina

• organo bersaglio: osso → inibisce il riassorbimento di calcio →

diminuzione della concentrazione di calcio nel sangue: è

ormone ipocalcemizzante e regola la calcemia insieme

all'ormone paratiroideo che ha funzione opposta.

• i follicoli possono essere ( in base allo stato funzionale in cui si trovano)

[vi sono anche forme intermedie fra le due]:

macrofollicoli:

◦ cavità: fortemente dilatata perchè ripiena di colloide

▪ parete: epitelio monostratificato, cellule fortemente appiattite di

▪ tireociti

condizione di ipofunzionalità ( no ormoni in sangue); forma di

▪ accumulo o riserva di ormoni che verranno riversati nel sangue in

caso di richiesta.

• In seguito alla produzione di TSH da parte dell'ipofisi → in

sangue → TSH si lega ai recettori sui tireociti → espulsione

ormone → trasformazione in microfollicolo.

microfollicoli:

◦ in seguito al legame del TSH con il proprio recettore sui tireociti, si

▪ creano delle aree ( segmenti escretori) sulla superficie luminare in

cui i tireociti diventano più alti e la colloide si fluidifica.

• Sono in genere 4 ( 2 superiori e due inferiori)

• adese alla capsula propria della tiroide, nello spazio pericoloso, all'interno quindi

della guaina peritiroidea.

• FORMA:

sferoidale, piccole dimensioni ( d= 1 mm; peso=0.2-0.5), colore rosso-bruno,

◦ giallo con età

• POSIZIONE:

le superiori:

◦ all'unione del terzo craniale con il terzo intermedio del lobo tiroideo

le inferiori:

◦ al polo inferiore

si trovano spesso delle paratiroidi soprannumerarie localizzate generalmente in

◦ posizione ectopica ( verso apertura superiore del torace o nel mediastino

anteriore, vicino al timo). A volte, nel parenchima paratiroideo.

• RAPPORTI:

rapporto costante delle p. inferiori con diramazioni arteria tiroidea e con il nervo

◦ laringeo inferiore.

• VASI E NERVI:

arterie: arteria tiroidea inferiore

◦ vene: tributarie del plesso peritiroideo

◦ nervi: = a quelli tiroidei

• STRUTTURA:

ciascuna ha capsula connettivale → tralci + vasi → lobuli. Con età infiltrazioni

◦ adipose in parenchima.

In parenchima due tipi di cellule:

◦ Principali :

▪ • Scure : attive, piccole e leggermente basofile. RER e Golgi, mitocondri,

lisosomi e vescicole elettrondense abbondanti.

• Chiare : più grandi, poco colorabili. Pochi organelli e molti granuli di

glicogeno. No funzioni particolari.

• Esaurite: fase terminale del ciclo funzionale delle cellule principali. Simili

a chiare ma no glicogeno e processi degenerativi all'interno ( mitocondri

gonfi, corpi autofagici,.. )

ossifile :

▪ • d= 6-10 nm

• acidofile

• Assenti alla nascita: iniziano a 6 anni, aumentano di numero alla pubertà.

Talvolta raggruppate in nidi.

• Nucleo piccolo, molti mitocondri, altri organelli poco rappresentati.

• Forse sono uno stadio funzionale delle cellule principali.

• FUNZIONE:

Secrezione dell'ormone paratiroideo.

◦ Amminoacidico ( 84 amm). Prodotto da un precursore.

▪ Azione ipercalcemizzante → aumenta concentrazione Ca ematico agendo

▪ sulle ossa ( stimola il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti), sul

rene ( agisce sulla escrezione dei fosfati con indiretto aumento del Ca) e

sulla mucosa intestinale (stimola produzione vitamina D3 che stimola un

maggiore assorbimento del Ca dagli alimenti).

• Parte endocrina del Pancreas.

• Aggregati di forma sferoidale con d= 0.3 -0.7 mm. Sono circa un milione, più

addensati nella coda. Sono immersi nel parenchima e sono circondati da esile

capsula connettivale. Piccole cellule gangliari in rapporto con le fibre simpatiche e

parasimpatiche.

• STRUTTURA:

cordoni di cellule in stroma reticolare derivante dalla capsula ( e accompagnato

◦ da componente vascolonervosa).

Due tipi di isole:

◦ primo tipo: in parte superiore della testa, nel corpo e nella coda ( da abbozzo

▪ dorsale) → lobo splenico

• CELLULE:

cellule A ( alfa)

◦ in genere compongono il 15-20 % della popolazione di un'isola.

▪ Sparpagliate nei cordoni ( fra le altre cellule).

Forma poliedrica, con granulazioni. RER no sviluppato, grosso

▪ Golgi, mitocondri, lisosomi e microfilamenti. Vescicole di

secrezione sferiche e grandi (a centro denso con alone più chiaro

sotto la membrana) → “a occhio di bue”.

Producono GLUCAGONE: ormone polipeptidico ad azione

▪ IPERGLICIMIZZANTE ( apporta glucosio in circolo favorendo la

scissione del glicogeno epatico). Liberazione di glucagone è

regolata sia da ipoglicemia che da stimolo simpatico

cellule B ( beta)

◦ in genere compongono il 75-80 % di un'isola. Disposte in posizione

▪ centrale.

Forma poliedrica, ripieni di granuli. RER, Golgi, Mitocondri più

▪ grandi e numerosi. Vescicole sferoidali e grandi ( 300-400 nm) con

massa centrale elettrondensa a forma poliedrica o rettangolare,

delimitato sotto la membrana da alone chiaro.

Producono INSULINA: formata da due catene alfa e due beta

▪ legate da ponti disolfuro fra le cisteine. Tramite scissione

proteolitica da precursore. Ormone IPOGLICEMIZZANTE: ha

recettori su quasi tutte le cellule sulle quali agisce favorendo

l'ingresso del glucosio ematico. Ha particolare importanza: nel

fegato ( favorisce la formazione di glicogeno); nel muscolo striato (

è la principale fonte di energia); nel tessuto adiposo ( glucosio

utilizzato nella sintesi di grassi). Stimolo da ipoglicemia e/o

parasimpatico vagale.

Se non funziona: diabete mellito

cellule D ( delta)

◦ costituiscono il 5% dell'isola, occupano zone periferiche.

▪ Frammiste a altre cellule.

Forma irregolare. Con granulazioni

▪ ( simili a cellule in tratto gastro-intestinale); secernono

▪ SOMATOSTATINA: polipeptide ( 14 amminoacidi) con funzione

paracrina di tipo inibitorio → modula immissione in circolo di

insulina e glucagone.

secondo tipo: nella porzione inferiore della testa ( da abbozzo ventrale

▪ embrionale) → lobo duodenale.

• Le cellule A sono meno dell'1% + altre cellule come sopra.

cellule F o cellule PP

◦ costituiscono il 15-20 % della popolazione

▪ simili ad A ma producono POLIPEPTIDE PANCREATICO :

▪ prodotto soprattutto a seguito di assunzione di cibo molto proteico

e sotto stimolazione vagale.

Fig pag 176,177,178 e 179 prometheus. È organo vitale!!

• FORMA:

piramidale.

◦ In adulto in condizioni basali ( ma varia molto a seconda del sesso, età, ecc.

◦ donne incinta le hanno più grandi): h = 5 cm, larghezza= 3 cm; d

anteroposteriore= 1 cm, peso= 5 g

no ilo ( i vasi giungono da più parti). A volte c'è solco obliquo sulla faccia

◦ anteriore da cui fuoriesce la vena surrenale centrale ( + rami arteriosi) fig 13.41 pr

• POSIZIONE:

organo pari situato postero-superiormente nel retroperitoneo, ai lati delle prime

◦ vertebre lombari, a contatto con il polo superiore del rene. Contenuto nella

loggia renale, avvolto nel tessuto adiposo del rene. Connesso con le pareti della

loggia e al diaframma.

• RAPPORTI:

Surrene destro:

◦ asse più verticale, berretto frigio

▪ anteriormente : con la faccia viscerale del fegato ( su cui lascia un'impronta)

▪ con l'interposizione della fascia prerenale ( doppiata dal peritoneo parietale

posteriore)

posteriormente : poggia sul pilastro laterale destro del diaframma tramite il

▪ foglietto retroperitoneale. Viene così separato dal corpo della 12a vertebra,

dalla 12a costa e dal seno pleurico costo-diaframmatico

medialmente : con vena cava inferiore e rami nervosi del plesso celiaco.

Surrene sinistro:


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DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara_pilla di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Caggiati Alberto.

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