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Apparato Digerente parte 1

In questo documento formato PDF, viene trattato non in maniera dispersiva ma comprensibile l'apparato digerente, in particolar modo: la cavità orale, lo stomaco e l'intestino. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia dell'uomo docente Prof. P. Biologia

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degli ormoni sempre coinvolti in funzioni digestive. Essi regolano la concentrazione del

glucosio presente nel sangue che deriva in parte da elementi assunti.

 Un'altra funzione importante è l'emissione e l'articolazione dei suoni. Grazie alla lingua,

muscolo membranoso, e ai denti è possibile appunto articolare le parole. Inoltre la lingua è

un organo importante nella percezione dei gusti.

Organi cavi sono dati dal canale alimentare che è costituito da diverse parti.

Esso inizia a livello della cavità buccale, con quella che viene chiamata “rima orale”, ovvero

l'apertura della la cavità orale e termina con l'orifizio anale. Quindi si parla di un lungo canale che

comprende diversi tratti. La cavità orale che distinguiamo in Vestibolo della cavità orale e la Cavità

orale propriamente detta.

Dalla Cavità orale propriamente detta si accede mediante un'apertura chiamata Istmo delle fauci alla

Faringe, ovvero un tratto comune alle vie digerenti e alle vie aeree. L impertinenza dell’ apparato

digerente è quel tratto di Faringe che si chiama Orofaringe e la Laringofaringe.

La Faringe, continua inferiormente con l'esofago, lungo canale che ha il compito di convogliare il

bolo alimentare che si produce nella cavità orale sino allo stomaco.

L'esofago è un lungo canale che va dal collo sino alla cavità addominale. Attraversa quindi il

diaframma e si apre poi nello stomaco che rappresenta il primo tratto addominale slargato del

canale alimentare. Dallo stomaco poi si accede all'intestino tenue che è costituito da tre parti:

 duodeno, primissimo tratto del tenue,

 quale si accede all’

Intestino tenue mesenteliale che si divide in digiuno e ileo, dal

 intestino crasso che rappresenta l'ultimo tratto dell'alimentare ed esso è divisibile nel cieco,

il primissimo tratto dell'intestino crasso e questo da origine al colon (che possiamo dividere

in diversi tratti) e l'intestino retto.

Il retto termina poi con l'orifizio anale.

Oltre agli organi cavi sono presenti anche organi pieni: LE GHIANDOLE ANNESSE AL

DIGERENTE.

Molte di queste ghiandole sono ghiandole intraepiteliali (ghiandole accolte dal canale alimentare.

Le troviamo sia nella mucosa, sia nella sottomucosa.

Altre sono organi molto grandi quali ghiandole salivali tutte annesse alla cavità orale (si parla

soprattutto di ghiandole salivari maggiori: ghiandola parotide nella guancia, la sottolinguale e la

sottomandibolare)

Inoltre sono annesse all'apparato il fegato, l'organo più grande del corpo umano, e il pancreas.

Questi due organi sono fondamentali per la digestione.

(in particolare) CAVITA' ORALE

Possiamo suddividere la cavità orale in diversi tratti:

 rima orale, ovvero l'apertura della cavità orale. Essa è delimitata dal prolabio o labbra.

 Fa seguito il vestibolo della cavità orale, delimitato interiormente dalla mucosa delle labbra,

e posteriormente delimitato dalle arcate gengivo-dentali. Lateralmente abbiamo la parete

delle guance. Dal vestibolo si accede alla

 Cavità orale propriamente detta. E' delimitata anteriormente sempre dalle arcate gengivo-

dentali, superiormente dal palato (distinguibile in palato duro costituito da osso, e palato

molle di origine muscolo membranosa), inferiormente è delimitata dal pavimento della

bocca formato fondamentalmente da muscolatura. Posteriormente abbiamo poi l'apertura

ovvero l'Istmo delle fauci che da l'ingresso alla Orofaringe.

Il pavimento della cavità orale è delimitato da muscoli.

Alcuni formano delle lamine vere e proprie, come per esempio il muscolo miloioideo, muscolo

laminare che va dalla mandibola sino all'osso ioide e forma gran parte della cavità orale. Non

abbiamo uno scheletro osseo a chiudere inferiormente la cavità orale. I confini sono dati

anteriormente dalla mandibola e posteriormente dall'osso ioide.

Invece la superficie è costituita dal palato duro che è formato anteriormente da un osso mascellare

nei processi palatini dell'osso mascellare, posteriormente abbiamo le due lamine orizzontali

dell'osso palatino. Quindi lo scheletro osseo è formato da due ossa pari. Nella parte posteriore è

presente il palato molle di natura muscolare. La Rima è l'apertura buccale che si ha tramite le

labbra.

Le labbra: sono due grosse pieghe muscolo membranose che hanno come confine superiore il naso,

e come confine laterale le guance. Comprende una regione centrale che prende il nome di prolabio,

che comunemente nel parlato comune definiamo labbro. La regione più scura che vediamo, quindi,

è il prolabio. Il labbro è vestito superficialmente dalla cute costituita dal derma e dall'epidermide

ricca di ghiandole sebacee e sudoripare. La struttura del labbro presenta dei solchi: il solco mento-

labiale, due solchi laterali che si trovano superiormente. Tramite le labbra si accede alla rima orale e

al vestibolo della bocca. I confini laterali sono le guance. Il vestibolo della cavità orale è il

primissimo tratto della cavità orale, quello che si apre esternamente. Il confine posteriore, abbiamo

detto, è delimitato dalle arcate gengivo-dentali.

Individuiamo regioni in rilievo che prendono il nome di FRENULI in una posizione tra la cavità

orale e le labbra. Sono distinguibili frenulo labiale inferiore e superiore a ridosso dell'arcata

inferiore e superiore rispettivamente. Abbiamo poi la mucosa della bocca che riveste interiormente

il vestibolo della cavità orale. Le pareti laterali sono date dalle guance.

Nel vestibolo della cavità orale si apre anche una delle ghiandole salivali, la ghiandola parotide che

si apre all'altezza del secondo molare superiore tramite un dotto escretore, dotto STENONE.

La parete delle guance: è costituita fondamentalmente da muscoli mimici (STRIATI) e dai muscoli

masticatori. Presente del tessuto adiposo, in particolar modo è sviluppato nel neonato che fa a

formare il CORPO ADIPOSO DEL BICHAT.

Tra i muscoli mimici abbiamo il MUSCOLO BUCINATORE (muscolo del trombettista).

Attraversato dal DOTTO DI STENONE.

Oltre al muscolo bucinatore abbiamo superficialmente il muscolo massetere, ma anche il muscolo

temporale forma gran parte della parete, così come i muscoli pterigoidei.

Le guance presenteranno esternamente la cute, e internamente la mucosa che riveste la cavità orale.

Quindi si accede alla cavità orale propriamente detta tramite le arcate gengivo-dentarie, che sono

delle strutture ossee nelle quali si inseriscono i denti. Una superiore e una inferiore.

Rivestita dalla mucosa detta nel complesso gengiva e continua poi con la mucosa del vestibolo e

della cavità orale propriamente detta.

Nella gengiva distinguiamo la parte fissa della gengiva che riveste gli alveoli dentali. Quella che

riveste il dente vero e proprio prende il nome di gengiva libero marginale (quella che riveste il

colletto del dente).

La parte della gengiva che sporge da un dente e l'altro prende il nome di solco gengivale. Nelle

arcate gengivo-dentali si inseriscono i denti. Organi importanti nella masticazione e

attraverso un processo detto “eruzione”.

nell'articolazione dei suoni. Spuntano

Nell'essere umano si verificano due eruzioni: una che si verifica dal sesto mese di vita al terzo anno

definita come prima eruzione dentale, che da vita ai denti decidui.

Questi sono 20 e vengono sostituiti dal sesto anno di età dai denti perenni (32 denti).

Per ogni arcata possono essere distinti, nella decidua, 10 denti: 4 incisivi, 2 canini e 4 molari.

Mancano quindi i premolari.

I denti permanenti sono 32 e sono 4 incisivi mediali e laterali, 2 canini, 4 premolari e 6 molari. Per

quanto riguarda i molari abbiamo la presenza di un molare in piu ovvero il dente del giudizio che

spunta dai 17 ai 30 anni. In alcuni individui non spuntano. Sono costituiti da uno scheletro osseo

vero e proprio, presentando un osso con tre tipi di tessuto: SMALTO, DENTINA E CEMENTO e

presentano una localizzazione ben definita.

Il dente presenta una parte superiore visibile chiamata CORONA, una parte intermedia chiamata

COLLETTO, in cui è inserita la gengiva mobile ed infine una parte inferiore che si inserisce

sull'osso (quindi sull'arcata), che è appunto la radice. La radice dei denti andrà ad inserirsi sui

processi alveolari dell'osso mascellare e inferiormente nei processi alveolari della mandibola.

La mandibolazione tra la radice del dente e osso e una GONFOSI, un tipo particolare di sindesmosi.

Interposto tra la radice e l'arcata abbiamo connettivo denso.

A livello della corona e del colletto abbiamo la dentina che riveste il dente.

Caratterizzata dal fatto che è bianca, sintetizzata da cellule disposte in un unico strato interne alla

dentina chiamate odontoblasti.

La dentina circonda uno spazio interno che si chiama CAMERA PULPARE, che contiene un tessuto

connettivo mucoso nella quale arrivano, grazie a dei canali scavati nel dente, vasi sanguigni e nervi.

Serviranno a dare sensibilità e a nutrire.

La parte più superficiale osseo molto duro e trasparente, lo smalto (tessuto più duro di tutto

l'organismo). Lo smalto è sintetizzato dagli adamantoblasti. La radice è rivestita dal cemento con

colorazione diversa. Il cemento è prodotto dai cementoblasti e cementociti.

Quindi la forma dei denti è differente a seconda del dente: forma della corona e delle radici.

Esempio: incisivi servono ad afferrare, contrariamente alla forma conoide del canino per triturare il

cibo, sino ai molari. Il numero delle radici dei molari è variabile, nei premolari due.

Per quanto riguarda la cavità orale propriamente detta anteriormente è delimitata dalle arcate

gengivo-dentali, superiormente abbiamo il palato duro e il palato molle. Il duro delimita la parte

anteriore, mentre il palato molle delimita la parte posteriore del tetto della cavità orale.

La parte posteriore è caratterizzato dall'Istmo delle fauci, quindi l'apertura sulla faringe, la parte

inferiore dal pavimento della cavità orale propriamente detta che occupata quasi per intero dalla

lingua, organo muscolare. Le pareti laterali costituite dalle guance.

La lingua è un organo muscolo membranoso che presenta uno scheletro di tessuto muscolare

rivestito dalla mucosa. Oltre a questo scheletro muscolare è presente uno scheletro fibroso che da

sostegno all'organo, formato da connettivo fibroso.

La lingua occupa quasi tutta la cavità orale propriamente detta. Essa è ancorata tramite muscoli

estrinseci agli organi adiacenti: alla mandibola, all'osso Ioide, all'osso temporale (al processo

mastoideo dell'osso temporale) etc.

Quest'organo presenta un tessuto muscolare striato, quindi presenta muscolatura volontaria e viene

utilizzato sia per articolare i suoni, sia nel processo di masticazione del cibo.

La lingua è formata da diverse parti:

 Parte posteriore inferiore chiamata base che permette di legarsi agli organi vicini.

 Una parte posteriore chiamata radice

 Una parte libera ampia chiamata corpo

Presenta quindi un dorso, una faccia inferiore e due margini laterali.

La parte centrale presenta un solco e viene definito SOLCO LINGUALE in posizione mediana.

E' rivestita dalla mucosa orale (epitelio pavimentoso composto come tutta la mucosa orale che

poggia su una lamina di tessuto connettivo).

La lingua è sostenuta quindi da uno scheletro fibroso che permette l'inserzione dei muscoli sia

estrinseci che intrinseci.

I muscoli ESTRINSECI principali sono:

 Muscolo genioglosso, molto ampio che collega la lingua alla mandibola. (GENIO è un

prefisso che fa riferimento alla mandibola)

 fa riferimento alla lingua)

Muscolo ioglosso, collega la lingua all'osso IOIDE. (“glosso”

 Muscolo stiloglosso che va dal processo stiloideo dell'osso temporale alla mandibola.

Questi servono principalmente a mantenere la lingua in sito.

La lingua è innervata dal nervo IPOGLOSSO, esattamente dal nervo linguale che è una

ramificazione del nervo IPOGLOSSO

I muscoli INTRINSECI sono:

 Due muscoli longitudinali, dalla punta sino alla radice: il muscolo longitudinale inferiore e

il muscolo longitudinale superiore. Questi sono muscoli striati che si trovano subito sotto la

mucosa

 Muscolo trasverso della lingua che va dai due margini

 Muscolo “verticale” modo da poter “arrotolare la lingua”

(messo verticalmente), messo in

con la sua contrazione.

La superficie della lingua è rivestita dalle PAPILLE GUSTATIVE o PAPILLE LINGUALI.

Sono organi che consentono la percezione dei sapori.

Esistono quattro tipi di papille e solo tre sono coinvolte nella percezione del gusto, mentre la quarta

ha una funzione tattile.

 Papille filiformi: molto sottili. Le troviamo lungo il dorso della lingua in posizione mediale

rispetto al margine laterale. Sono anche quelle piu abbondanti e hanno una funzione

esclusivamente tattile.

 Fungiformi: hanno una forma che ricorda un fungo. Sono coinvolte anche nel gusto

 Papille Foliate: localizzate lungo il margine laterale. Anch'esse coinvolte nella percezione

del gusto.

 Papille vallate: disposte a formare il solco linguale. Delimita la regione della radice rispetto

alla parte mediale della lingua. Sono poche e sono localizzate rispetto alla V linguale.

All'interno delle papille sono presenti i calici gustativi che rappresentano il vero e proprio organo

del gusto. Sono costituiti da cellule neuronali atti a percepire gli stimoli gustativi dati dalle

particelle inglobate dalla saliva, utile anche nella prima digestione del cibo.

Presentano un prolungamento che trasporta l'impulso ai centri del gusto nel sistema nervoso

centrale.

Lo stimolo gustativo viene percepito da una regione apicale detta polo apicale o polo gustativo che

presenta dei PELUZZI GUSTATIVI. La struttura ricorda le cellule olfattive che percepiscono gli

odori dai peluzzi olfattivi.

Nei calici sono presenti anche delle cellule di sostegno che hanno, appunto, una funzione di

sostegno meccanico. Questi calici, osservati al microscopio elettronico, li troviamo inseriti

nell'epitelio della lingua e sono in grado di distinguersi molto bene.

I gusti che possono essere percepiti sono differenti. La lingua ha un'innervazione sensitiva e una

motrice: quella motoria è data dal NERVO IPOGLOSSO, quella sensitiva deriva da diversi nervi

quali IL NERVO FACCIALE, IL NERVO GLOSSOFARINGEO E IL NERVO VAGO.

Questi sono nervi deputati quindi anche a percepire lo stimolo gustativo.

La branca mandibolare del nervo TRIGEMINO ha una componente sensitiva anch'essa atta a

raccogliere stimoli della sensibilità della lingua, NON GUSTATIVA.

Oltre alla lingua, nella cavità orale abbiamo le ghiandole salivali. Le ghiandole salivali rivestono

tutta la cavità orale e le troviamo in tutta la lamina propria della mucosa orale. Si tratta però di

ghiandole salivari minori che quindi sono ghiandole intraparietali.

Esse producono la saliva, composto importante atto a lubrificare la cavità orale e a favorire la

digestione grazie alla ptialina, enzima che digerisce i carboidrati.

La saliva è prodotta, oltre dalle ghiandole salivari minori, dalle ghiandole salivari maggiori:

 Ghiandola parotide,

 Ghiandola sottolinguale,

 Ghiandola sottomandibolare.

Queste ghiandole secernono una saliva differente in base alle caratteristiche delle ghiandole. Per

esempio la parotide secerne un secreto sieroso.

La parotide è una ghiandole che si può anche infettare (parotite o orecchioni).

La ghiandola sottomandibolare e sottolinguale sono ghiandole che si aprono nel pavimento della

cavità orale, anteriormente alla lingua, in quello che viene chiamato frenulo linguale della cavità

propriamente detta.

Una ghiandola, quindi, si apre nell'arcata gengivo-dentale superiore e le altre due nel pavimento

della cavità orale.

Il dotto della ghiandola sottomandibolare viene chiamato DOTTO DI WHARTON

Mentre la ghiandola sottolinguale non si apre in un solo dotto, ma in numerosi punti che si aprono

ai lati del frenulo linguale.

caratteristiche della saliva: la parotide produce una saliva sierosa, mentre la sottolinguale e la

sottomandibolare sono delle ghiandole tubulo acinose composte o ghiandole a secrezione mucosa e

sierosa.

(Ricordiamo che i tubuli secernono muco, mentre gli acini secernono componente liquida proteica.)

La sottomandibolare è una ghiandole mista, a secrezione PREVALENTEMENTE sierosa, mentre la

sottolinguale al contrario è mista a secrezione prevalentemente mucosa.

In entrambe le ghiandole è possibile identificare nel parenchima le semilune del Giannuzzi. Sono

delle cellule sierose che si ritrovano a rivestire i tubuli mucosi. Secernono il secreto nel tubulo

mucoso, e la saliva di queste ghiandole avrà una consistenza differente.

Dalle salivali si passa istmo delle fauci: rappresenta la regione che ci introduce alla faringe.

è formato da due grossi archi,

 palatoglosso (che va dal palato molle alla lingua)

 palatofaringeo (possono essere chiamati anche glossopalatino e faringopalatino).

Quindi abbiamo questi archi uno anteriore e uno posteriore. Terminano con una protuberanza detta

UGULA o VELOPENDULO. Questa rappresenta l'estremità mediale del palato molle.

Il palato molle è costituito da muscoli e connettivo che formano una sorta di impalcatura di

sostegno.

I muscoli sono definiti citomuscoli: muscolo tensore e il muscolo elevatore del velopendulo. I

due muscoli palatofaringeo e palatoglosso. Questi muscoli formanti il palato molle si trovano

inseriti in questi due archi.

Abbiamo poi il muscolo AZYGOS.

Questi muscoli appena descritti sono muscoli importanti in quanto striati e intervengono nell'atto

della DEGLUTIZIONE spingendo all'indietro il palato molle e sollevando l'UGULA e vanno a

l’istmo delle fauci.

costituire anche Nei due archi, in basso è inserita la tonsilla palatina che fa parte

dell'anello linfatico del WALDEYER. Il palato è fondamentale nella deglutizione, poiché viene

spinto all'indietro durante la deglutizione grazie alla contrazione della sua muscolatura e di

conseguenza viene chiuso l'ingresso alla cavità nasale. La chiusura del palato molle impedisce al

cibo di salire in alto verso la cavità nasale.

Dall'Istmo delle fauci si accede poi alla faringe che rappresenta il crocevia tra le vie aeree e le vie

digerenti. Anch'essa è un organo muscolo membranoso costituito da uno scheletro di natura

connettivale formato da connettivo fibroso nel quale si inseriscono i muscoli della faringe.

La faringe è un organo che va dalla base cranica sino al collo e ha una parete che, interiormente, è

incompleta.

Essa risulta essere interrotta più volte in alto dalle COANE (nell'ingresso con le cavità nasali),

medialmente invece abbiamo l'apertura rappresentata dall'ISTMO DELLE FAUCI, inferiormente

LARINGE

abbiamo la regione della che si apre ancora sulla faringe.

La parte centrale è formata da una struttura membranosa di natura connettivale che forma uno

scheletro della faringe in cui poi si inseriscono i muscoli.

I muscoli si possono dividere in due categorie:

 Muscoli elevatori, che sollevano la faringe,

 che comprimono il lume dell’organo favorendo il passaggio del bolo.

Muscoli costrittori,

Tutti muscoli striati quindi volontari.

Faringe

Le parti che formano la sono 3:

 rinofaringe: parte più superiore a contatto con la base cranica. (nella rinofaringe è presente

anche la tonsilla faringea che si trova praticamente attaccata alla base cranica. Questa è

All’interno della rinofaringe vi è l’apertura

quella che da le adenoidi). delle due tube e le

trombe di Eustachio.

Abbiamo inoltre LE TONSILLE TUBARICHE (concordano a formare l'anello linfatico del

Waldeyer).

 orofaringe: si apre nella cavità orale

 ipofaringe continua con l'esofago. Si trova posteriormente alla laringe

L'aria passa dalla cavità nasale attraverso la rinofaringe alla laringe, mentre il BOLO alimentare

passerà dalla cavità orale direttamente nella laringofaringe, e poi nell'esofago.

Dalla faringe si accede all'esofago che rappresenta un lungo canale che porta il bolo sino allo

stomaco. Nello stomaco il bolo diventerà chimo.

Quindi il compito dell'esofago è soltanto portare il bolo allo stomaco.


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AUTORE

Sakuya

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sakuya di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia dell'uomo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Biologia Prof.

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