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Apparato circolatorio

Appunti di anatomia sulla seconda parte basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Agilanò dell’università degli Studi di Tor Vergata - Uniroma2, facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea in tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia.

Esame di Anatomia umana docente Prof. M. Aglianò

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APPARATO CIRCOLATORIO

SI COMPONE DI 2 APPARATI: IL SANGUIFERO E IL LINFATICO.

Il sanguifero: ha il compito di trasportare ossigeno e nutrienti agli organi e

contemporaneamente ha il compito di rimuovere i prodotti del catabolismo. Regola la

termoregolazione, cioè tiene costante la temperatura corporea attraverso meccanismi di vaso

dilatazione e vaso costrizione. E interviene anche nel mantenimento dell’omeostasi, ovvero

mantiene l’equilibrio chimico del plasma, del liquido interstiziale e intercellulare. Inoltre

attraverso il torrente circolatorio vengono trasportate anche le cellule che entrano in gioco

nelle risposte immunitarie (sia anticorpi cioè immunoglobuline che cellule con capacità

fagocitarie).

In questo apparato esiste un motore centrale da cui originano i vasi, mentre l’apparato

circolatorio linfatico come vedremo non presenta un organo motore.

Quindi il cuore con le sue pulsazioni spinge il sangue nei vasi che poi lo distribuiranno ad

organi e tessuti. arterie,

Dal cuore originano dei vasi che si chiamano queste vengono classificate in 3 tipi:

arteriole;

Grosso, medio e piccolo calibro o quelle che vengono dopo le arteriole sono le

meta-arteriole, capillari

da cui originano i e dai capillari (che rappresentano la sede degli

venule, vene

scambi) originano le che per confluenza danno luogo alle di calibro maggiore

che riporteranno il sangue al cuore.

Il rapporto tra il cuore e la periferia del nostro corpo avviene attraverso 2 tipi di

circolazione:

1. La grande circolazione o circolo generale o sistemico

2. La piccola circolazione o c. polmonare

Il cuore lo possiamo dividere in 2 metà: ognuna delle quali avrà

un ventricolo in basso e un atrio in alto che comunicano tra

loro attraverso delle aperture che sono gli orifizi atrio-

ventricolari. Detto ciò si può dire che dal cuore partiranno dei

vasi così divisi: il grande circolo si svolge tra la metà sinistra

del cuore e tutto il resto dell’organismo, dalla metà sinistra del

cuore in particolare dal ventricolo sinistro nasce il vaso

principale che è l’aorta, che si divide progressivamente in vasi

di calibro più piccolo fino ad arrivare ai capillari dove il sangue

diventa venoso e ritornerà al cuore attraverso le 2 vene cave, la vena cava superiore e

inferiore che arrivano all’atrio destro del cuore, esse portano il sangue che viene

rispettivamente dalla regione sovra-diaframmatica e dalla sotto-diaframmatica quella

inferiore. Il circolo polmonare si svolge tra la metà destra del cuore e i polmoni. In

tronco polmonare arterie

particolare dal ventricolo destro nasce il che si divide nelle 2

polmonari destra e sinistra che si portano nei rispettivi polmoni. Le arterie polmonari

all’interno del parenchima polmonare si riducono progressivamente di calibro fino ai vari

capillari che in questo caso sono un po’ particolari perché sono addossati agli alveoli e

attraverso ispirazione e espirazione avvengono gli scambi. Per cui il sangue ossigenato

in seguito agli scambi tornerà al cuore attraverso le 4 vene polmonari che riportano

all’atrio sinistro il sangue, da cui scenderà nel ventricolo sinistro e ricomincerà il grande

circolo.

I SISTEMI NON COMUNICANO TRA LORO, AD ECCEZIONE DELLA CIRCOLAZIONE FETALE:

quando il feto non ha la capacità di nutrirsi e respirare da solo per questo lo fa attraverso la

madre per cui sangue venoso e arterioso vanno a mischiarsi. (Circolazione mista).

Si è detto che nella maggior parte dei casi alle arteriole seguano le meta-arteriole, i capillari

poi le venule e le vene; questa è quella che viene definita definizione tipica, esistono però

delle condizioni che sono un po’ particolari, parliamo infatti di “sistema mirabile arteriosa e

venosa”.

Nella rete mirabile arteriosa avviene che tra 2 arteriole dove è interposta una rete di

capillari, quindi avremo un arteriola afferente e una efferente. Questo tipo di condizione la

troviamo al livello del glomerulo renale. Mentre la rete mirabile venosa, quindi una rete

capillare che si trova tra 2 venule e l’abbiamo a livello dell’ipofisi e dei sinusoidi epatici.

Mentre l’Anastomosi arterovenosa che si ha in distretti del nostro organismo in condizione

fisiologica si presenta un collegamento diretto fra arterie e vene.

MORFOLOGIA CARDIACA:

Il cuore è localizzato in uno spazio anatomico compreso tra i polmoni che si chiama

mediastino ed è avvolto dal pericardio che è una delle 3 sierose, che in questo caso è

costituito da un epitelio che si chiama mesotelio.

Il cuore presenta la forma di un cono appiattito in senso antero-posteriore, abbiamo:

1. la base (in alto): è rivolta in alto indietro e a destra

2. l’apice (in basso): è rivolto in basso, in avanti a sinistra

3. Faccia sterno-costale o antero-superiore

4. Faccia postero-inferiore o diaframmatica

e i 2 margini: il destro che è acuto e il sinistro che è ottuso.

Durante i movimenti respiratori il cuore si muove: durante l’ispirazione il cuore per

l’abbassamento del diaframma tende a verticalizzarsi; nella espirazione invece torna nella

posizione normale.

La faccia anteriore o sterno-costale, presenta un solco longitudinale che si chiama

interventricolare anteriore, che durante il suo decorso corre sulla superfice del cuore

spostato verso sinistra. Perpendicolarmente ad esso troviamo un solco orizzontale che è il

solco coronario o atrio-ventricolare, esso abbraccia il cuore e separa gli atri dai ventricoli

ed è meno visibile poiché è nascosto dai vasi che sono da destra a sinistra l'arteria coronaria

destra, il ramo circonflesso dell'arteria coronaria sinistra e la grande vena cardiaca. La faccia

auricole, di

sterno-costale del cuore mostra anche le 2 appendici cardiache che si chiamano

destra e di sinistra. L’auricola di destra abbraccia con il suo margine sinistro l’aorta mentre

l’auricola di sinistra abbraccia il tronco polmonare

La faccia posteriore o diaframmatica è anche percorsa dal solco coronario e dal longitudinale

posteriore. Se nella parte anteriore si vedono solo i ventricoli perché gli atri sono coperti dal

peduncolo vascolare, nella parete posteriore appaiono i 2 atri, e si vedono bene i 2 solchi; in

più nella parte destra del solco coronario si trova il seno coronario che raccoglie tutto il sangue

delle pareti del cuore e lo getta nell’atrio di destra.

La base del cuore presenta l’attacco del peduncolo

vascolare. Per potere osservare meglio la base del

cuore devo quindi sezionare i vasi: essa ha una

superfice a cupola formata fondamentalmente dalla

parete postero superiore degli atri, ma si può dire che

la base del cuore si continua in una piccola striscia che

si trova nella faccia diaframmatica, ed è caratterizzata

dallo sbocco delle grosse vene al livello del cuore (4

polmonari e 2 cave). Qui si hanno le altre parti

dell’atrio: la parete anteriore è coperta dai grossi vasi;

il pavimento degli atri corrisponde alla base dei

ventricoli dove vi sono gli orifizi di comunicazione tra atri ventricoli. Nella parte postero-

inferiore (della faccia diaframmatica) degli atri si descrive il solco inter-atriale che è coperto

dalle vene polmonari di destra, nell’atrio di destra, a destra del solco abbiamo lo sbocco delle 2

vene cave e poi un altro piccolo solco che è il solco terminale che separa lo sbocco delle vene

cave dalla parte di atrio propriamente detto. L’atrio destro per la disposizione dello sbocco

delle vene cave in asse ha un prevalente sviluppo verticale. L’atrio sinistro a sinistra del solco

inter-atriale ha il tetto detto anche vestibolo ed è compreso tra lo sbocco delle 4 vene

polmonari. L’atrio sinistro ha un prevalente sbocco traversale.

L’apice del cuore corrisponde al 5° spazio intercostale di sinistra sull’emiclaveare (linea di

riferimento che passa al centro della clavicola) ed è in rapporto con la parete toracica

Il margine ottuso è formato dal ventricolo di sinistra ed è detta anche faccia polmonare per i

rapporti che ha con i polmoni ed è percorso da un ramo importante della coronaria di sinistra

Il margine acuto è formato dal ventricolo destro ed è attraversato dall’arteria del margine acuto

ed è un ramo importante della coronaria di destra.

RAPPORTI La faccia sternocostale è in rapporto con la faccia posteriore dello sterno, e dalla

o terza alla sesta cartilagine costale, è ricoperta dai margini anteriori dei polmoni, però

c’è una parte del cuore triangolare che corrisponde al ventricolo destro che rimane a

diretto contatto con la parete del torace e si chiama Aia di ottusità cardiaca.

La faccia diaframmatica invece poggia sul cento frenico del diaframma e attraverso

o il diaframma si mette in rapporto con gli organi addominali cioè il lobo sinistro del

fegato e con lo stomaco a sinistra.

La base, che è rivolta in alto, in dietro e a destra essa è occupata dal peduncolo

o vascolare, costituito andando da destra verso sinistra dalla vena cava superiore,

dall’aorta e dal tronco polmonare; a destra è in rapporto con la faccia mediale del

polmone destro, e invece indietro e a sinistra è in rapporto con l’organo esofago.

L’apice è costituito dal ventricolo sinistro, è in rapporto con la parete toracica

o anteriore ed è circondato dall’incisura cardiaca che si trova a livelli del polmone di

sinistra; proiettato sulla parete toracica anteriore l’apice del cuore corrisponde al 5°

spazio intercostale di sinistra.

Il margine ottuso è accolto nella fossa cardiaca (localizzata nella faccia mediastinica

o del polmone di sinistra).

Il margine acuto corrisponde alla cupola diaframmatica.

o

SUPERFICE INTERNA DEL CUORE

Atrio destro: di esso descriveremo 6 facce in quanto all’incirca esso ha una forma cubica, infatti

il realtà abbiamo una faccia anteriore, una posteriore una mediale e una laterale, ma la

anteriore e laterale a loro volta le possiamo dividere in antero-superiore e antero-inferiore, in

postero-superiore e postero-inferiore.

Nella parete antero-superiore non vi è niente di particolare perché la parete

 corrisponde alla faccia sternocostale di cui abbiamo descritto la morfologia esterna.

La parete antero-inferiore rappresenta la base dell’atrio e corrisponde quindi il punto

 in cui atrio e ventricolo comunicano, quindi è occupata dall’orifizio atrio-ventricolare

che è provvisto di una valvola che è la valvola tricuspide, questa e le altre valvole

che si trovano nel cuore hanno il compito di garantire l’unidirezionalità del flusso.

Nella parete postero-superiore troviamo lo sbocco delle 2 vene cave che sboccano

 nel cuore in asse, al livello di una regione che prende il nome seno delle vene

cave. Nel punto in cui la vena cava inferiore sbocca nell’atrio destro troviamo

un’altra valvola, la valvola di Eustafio, questa è funzionante solo nella vita fetale,

mentre nell’adulto cessa la sua funzione e diventa pertanto incontinente.

Nella regione postero-inferiore troviamo lo sbocco del seno coronario (vaso venoso di

 raccolta delle pareti cardiache) che è provvisto della valvola di tebesio la quale

funziona per tutta la vita.

La parete mediale presenta un altro residuo embrionale cioè la fossa ovale che è

 ciò che rimane del forame ovale di botallo che durante la vita fetale mette in

comunicazione atrio destro con atrio sinistro.

Nella parete laterale corrisponde all’auricola, in questa regione troviamo una

 caratteristica importante cioè la presenza di trabecole carnee che si organizzano a

formare dei veri e propri muscoli che prenderanno il nome di muscoli pettinati per

la loro morfologia.

(Tutto il resto di atrio è rivestito da endotelio pavimentoso semplice.)

L’atrio sinistro anche questo presenta 6 facce, abbiamo:

La parete antero-superiore corrisponde alla faccia sternocostale.

 La parete antero-inferiore corrisponde al pavimento e presenta l’orifizio atrio-

 ventricolare chiamata valvola bicuspide o vitrale.

La parete postero-superiore o tetto è quella che all’esterno abbiamo chiamato

 vestibolo e corrisponde allo spazio compreso tra lo sbocco delle 4 vene polmonari.

La parete postero-inferiore corrisponde alla faccia diaframmatica

 La parete mediale presenta ciò che rimane del forame ovale di botallo in questo

 caso si chiama plica semilunare.

La parete laterale immette nell’auricola, unica porzione provvista di trabecole ma

 non troviamo i muscoli pettinati.

I ventricoli , hanno della caratteristiche morfologiche diverse rispetto agli atri; la principale è

che sono caratterizzati dalla presenza di trabecole carnee.

Queste trabecole sono organizzate in trabecole di 1°-2° e 3° ordine. Le trabecole di 3° ordine

sono perfettamente inserite nella parete del ventricolo e si presentano come dei basso rilievi.

Quelle di 2° ordine vengono dette anche a ponte perché presentano solo le 2 estremità inserite

nella parete del ventricolo mentre la parte centrale è libera. Le trabecole di 1° ordine che sono

le più importanti dal punto di vista funzionale, vanno a formare dei veri e propri muscoli detti

m. papillari. * Nel ventricolo sinistro troviamo nella parete laterale il margine acuto.

Ventricolo destro ha una forma a piramide triangolare.

In esso troviamo nella parete laterale il margine acuto.

 Vi è l’orifizio atrioventricolare di destra provvisto della valvola tricuspide che è

 fatta da 3 cuspidi o lembi: uno settale rivolto verso il setto interventricolare, uno

anteriore e uno posteriore.

Queste cuspidi sono formate da una lamina fibrosa che è rivestita da entrambi le parti

dall’endocardio. Inoltre ogni lembo presenta una faccia che è detta assiale o atriale che

è liscia e che è rivolta verso l’atrio, e una faccia parietale che è rivolta verso il

ventricolo. Sul margine libero si attaccano dei cordoncini bianchi che sono

importantissimi perché sono da un lato attaccati alla valvola e dall’altro al muscolo

papillare. Questi cordoncini si chiamano corde tendinee; e si vanno ad attaccare allo

stesso anche sulla faccia parietale.

Quando avviene la contrazione del miocardio ventricolare aumenta la pressione dentro il

ventricolo, le cuspidi si sollevano e si avvicinano in maniera tale che l’orifizio resti

chiuso, perché durante la contrazione del ventricolo il sangue deve andare, in questo

caso, verso il tronco polmonare senza avere la possibilità di tornare all’interno all’atrio.

La chiusura dei lembi polmonari avviene lungo una linea che si trova a pochi millimetri

di distanza rispetto al margine libero perché si è visto che nel margine libero si è visto

che vi è l’inserzione delle corde tendinee.

Al livello dell’altro punto di comunicazione cioè dell’orifizio polmonare (punto in cui

 dal ventricolo destro si passa al tronco polmonare) si trova la valvola semilunare dette

anche a “nido di rondine” per la morfologia e vengono distinte in una semiluna anteriore

e in 2 semilune posteriori (una destra e una a sinistra). Le semilune hanno una faccia

superiore concava rivolta verso il lume che è in questo caso il tronco polmonare, una

faccia inferiore convessa rivolta verso la cavità ventricolare e un margine aderente che

è impiantato su un anello fibroso e infine un margine libero dove si trova una piccola

sporgenza che si chiama nodulo di morgagni che serve per garantire una chiusura

della valvola. Per quanto riguarda anche le valvole semilunari vediamo la struttura:

anche qui abbiamo su una lamina fibrosa che è rivestita su tutte e 2 le facce da

endocardio; sul margine libero come detto vi si trova il nodulo di morgagni che è

importante per la chiusura. In questo caso non esiste un apparato di tensione. Ma

durante la sistole ventricolare (il ventricolo si contrae) e il sangue deve andare verso il

tronco polmonare i margini delle tasche per la semplice pressione si allontanano;

quando invece abbiamo la diastole, cioè il sangue affluisce all’interno del ventricolo i

margini delle tasche si avvicinano e la valvola si chiude,

Nel ventricolo destro risulta più evidente la divisione tra la porzione di afflusso o cono

 venoso di afflusso e parte di afflusso che sta sotto l’atrio destro ed è caratterizzato da

una notevole componente muscolare, il sangue dall’atrio destro scende verso l’apice del

ventricolo destro e poi risale verso la parte d’efflusso che rappresenta il cono arterioso

spinto dalla contrazione della muscolatura che si trova appunto nella porzione di

afflusso. Queste 2 parti sono separate l’una dall’altra da delle strutture: sono la cresta

sovra-ventricolare, la trabecola setto marginale o fascio marginatore di

Leonardo e infine il muscolo papillare inferiore. Queste 3 strutture realizzano una

netta divisione tra la parte di afflusso e quella di efflusso.

Ventricolo sinistro nel ventricolo sinistro si trovano le stesse cose che abbiamo detto nel

ventricolo destro: le trabecole carnee di 3°-2°-1° ordine, quindi anche qui abbiamo i muscoli

papillari e l’apparato di tensione. Però vi sono delle particolarità rispetto al ventricolo destro,

cioè il ventricolo di sinistra ha una componente muscolare molto più sviluppata, perché la forza

di contrazione del ventricolo sinistro che deve spingere in sangue all’interno di tutto l’albero

arterioso deve essere molto più elevata. Questo maggior spessore del miocardio va a scapito

della capacità del ventricolo sinistro che infatti ha una cavità più piccola. Il ventricolo sinistro

presenterà:

Una parete anteriore che corrisponde alla faccia sterno-costale;

o Una laterale che corrisponde al margine ottuso;

o Medialmente il setto interventricolare;

o Postero-inferiormente la faccia diaframmatica;

o

Anche qui abbiamo una porzione di afflusso e una di efflusso che però non sono

nettamente riconoscibili da delle strutture precise come nel ventricolo destro. Infatti qui

distinguiamo una porzione posteriore e una anteriore: la porzione posteriore è quella di

afflusso, invece nella porzione anteriore abbiamo una corrente ascendente di sangue dal

ventricolo all’interno dell’aorta.

Le valvole: è presente una valvola atrio-ventricolare e le valvole semilunari. La valvola

atrio ventricolare si chiama bicuspide, perché è formata da 2 lembi: una cuspide

anteriore che siccome è rivolta vicino all’aorta e si chiamerà cuspide aortica e una

cuspide posteriore; ciascun lembo come al solito presenterà una faccia astrale e una

parietale; anche qui sul margine libero abbiamo l’inserzione delle corde tendinee per i

muscoli papillari anteriore e posteriore. La struttura delle cuspidi è identica a quelle già

descritte. Le semilunari sono 3, però questa volta organizzati in una semiluna anteriore

che si divide in destra e sinistra e una posteriore; una particolarità delle valvole

semilunari aortiche è rappresentata dagli orifizi origine dell’arterie coronarie che si

trovano nelle così dette “semilune coronariche” cioè le 2 semilune anteriori destra e

sinistra dove appunto è presente una regione più sviluppata dove si trovano questi

orifizi di origine delle arterie coronarie; queste semilune vengono dette semilune

coronariche e in questa regione troviamo queste zone più concave che si chiamano

seni aortici di balsalva. Sul margine libero dei lembi delle semilune troviamo un

ingrossamento che si chiama nodulo di aranzio, come abbiamo visto a destra nel

margine libero delle valvole semilunari. Il funzionamento è analogo: durante la sistole

ventricolare i margini si allontanano mentre durante la diastole si avvicinano.

I 2 ventricoli destro e sinistro non devono comunicare, tranne in vita fetale e in condizioni

patologiche; i 2 ventricoli sono separati da un setto inter-ventricolare che è particolarmente

sviluppato.

La parete cardiaca andando dall’interno verso l’esterno è rivestita dall’endocardio, dal

miocardio e dall’epicardio:

L’endocardio riveste la superfice interna del cuore, è costituito da un epitelio (privo di

vascolarizzazione) nutrito dal connettivo sottostante.

Epicardio invece rappresenta una porzione del pericardio, cioè quella sierosa che avvolgerà

tutto il cuore. In particolare è il foglietto viscerale del pericardio sieroso che avvolge all’esterno

il miocardio.

Il miocardio è costituito da 2 sistemi: uno per gli atri e uno per i ventricoli; questi 2 sistemi sono

separati da uno scheletro fibroso sul quale vanno ad attaccarsi le fibrocellule muscolari. Inoltre

abbiamo 2 tipi di miocardio: il miocardio comune che è quello che va a rivestire le pareti del

cuore e il miocardio specifico che invece va a costituire il sistema di conduzione del cuore, ed è

un tessuto specializzato al trasporto degli impulsi che servono per la contrazione.

La muscolatura degli atri è formata da fasci propri di ciascun atrio che vanno a circondare

 gli orifizi di sbocco delle vene (delle vene cave al livello dell’atrio di destra e delle vene

polmonari nell’atrio sinistro); poi abbiamo fasci comuni che vanno ad estendersi da un atrio

all’altro in maniera trasversale. Ma in generale la muscolatura degli atri costituisce nel suo

insieme uno strato abbastanza sottile ad eccezione dell’atrio destro dove si trovano i

muscoli pettinati al livello della parete laterale.

I ventricoli hanno una muscolatura più spessa rispetto a quella degli atri, ed è organizzata

 in fasci propri e comuni: i fasci propri sono uno per ciascun ventricolo e formano lo strato

intermedio, si inseriscono sull’anelli fibrosi degli orifizi atrio-ventricolari e anche sugli anelli

delle valvole semilunari, dall’inserzione si portano in basso e poi terminano sull’anello

fibroso sui quali erano originati formando 2 sacchi conoidi separati (uno per ventricolo). I

fasci comuni, vanno a inserirsi sugli anelli fibrosi degli orifizi valvolari e poi e si portano

all’apice, e risalgono per portarsi in profondità rispetto ai fasci proprio; alcuni di questi

vanno a formare i muscoli papillari. Nell’insieme del ventricolo diremo che avremo uno

strato superficiale formato dai fasci comuni discendenti, uno strato profondo formato dai

fasci comuni discendenti e uno strato intermedio formato dai fasci propri.

Lo scheletro fibroso: cioè quello che si interpone tra la muscolatura atriale e ventricolare e da

attacco alle fibre. Se facciamo un sezione trasversale una volta tagliato il peduncolo vedremo

lo scheletro fibroso. Lo possiamo definire come un insieme di formazioni connettivali che danno

attacco ai fasci del miocardio è fatto dagli anelli fibrosi che vanno a circoscrivere gli orifizi

valvolari, sia per le valvole atrio-ventricolari che semilunari, funzionando anche da supporto per

le valvole cardiache. Abbiamo 4 anelli fibrosi, lo spazio tra gli anelli è riempito da connettivo,

che forma dei trigoni: un trigono fibroso destro che si trova fra gli orifizi atrio-ventricolari e

l’orifizio aortico; il trigono sinistro che si trova tra l’orifizio aortico e quello mitralico. L’orifizio

polmonare si trova in disparte e non partecipa alla formazione dello scheletro fibroso ma

indirettamente collegato agli altri orifizi tramite il tendine del cono che va ad attarsi

sull’emivalvolare aortico di destra. Da questi anelli fibrosi originano le lamine connettivali che

entrano nelle cuspidi delle semilune fornendo un supporto.

Il miocardio specifico rappresenta il sistema di conduzione del cuore e ha il compito di collegare

dal punto di vista funzionale la musculatura degli atri con quella dei ventricoli. È costituito da

delle cellule particolari sono cellule muscolari che hanno la capacità di condurre l’impulso però

hanno perso la capacità contrattile, e contengono solo pochi fascetti di miofibrille.

Rappresentano la sede della nascita degli stimoli e la via attraverso la quale l’impulso e la

contrazione viene trasmessa verso il miocardio comune. È costituito da cellule così dette nodali

che si organizzano a formare delle strutture che sono il nodo senoatriale e il nodo atrio-

ventricolare.

Il nodo senoatriale o di kate-flap e lo definiamo come il paece maker naturale, ovvero il

 segna face cioè colui che da l’avvio alla contrazione del cuore. Il paece maker è quello

che avvolte perde la sua funzionalità e deve essere sostituito. Si trova a livello dell’atrio

destro in particolare in vicinanza dello sbocco della vena cava superiore. Gli stimoli

prodotti attraverso fibre di miocardio specifiche si propagano dal miocardio specifico in

quello comune atriale. Dal nodo senoatriale abbiamo altri fasci che si portano al nodo

atrioventricolare.

Il nodo atrioventricolare o di tabara si trova sempre nell’atrio destro dove vi è lo sbocco

 del seno coronario verso la parete mediale dell’atrio destro. Dal nodo l’impulso passa al

fascio di Hiss che raggiunge il setto e si divide in una branca destra e una sinistra e si

porteranno sui rispettivi ventricoli.

Le due branche vanno a distribuirsi sui muscoli papillari e poi sulle pareti dei ventricoli,

 alla base dei muscoli papillari le branche destri e sinistra si dividono in fibre più piccole

che formano delle reti, che sono le reti di Purkinje. È importante che l’impulso vada

prima ai muscoli papillari e poi alle pareti perché quando il ventricolo arriverà alla

massima contrazione i muscoli papillari sono già contratti, le corde tendinee sono tese e

quindi si impedisce il deflusso del sangue dai ventricoli all’interno degli atri.

Il lavoro del cuore avviene in 2 fasi, una fase di diastole (fase di riempimento) e la sistole

(fase di svuotamento) queste 2 fasi insieme hanno una durata all’incirca di 0.8 secondi che

corrisponde all’incirca ai 70 battiti al minuto in condizioni normali.

Diastole: durante la diastole succede che il sangue affluisce dagli atri verso i ventricoli, le

valvole atrioventricolari sono aperte e le semilunari sono chiuse, quindi il sangue affluisce per

forza di gravità. Quando il riempimento del ventricolo ha raggiunto circa i 2/3 parte l’impulso

dal nodo seno-atriale e in questo modo si completa in riempimento del ventricolo. A questo

punto le valvole atrioventricolari per aumento notevole della pressione all’interno del ventricolo

si chiudono, e si aprono le semilunari sempre per azione dello stesso impulso e inizia la sistole

ventricolare.

Sistole: nella sistole il sangue viene spinto a destra nel tronco polmonare e a sinistra nell’aorta

e proprio perché l’impulso arriva in profondità e poi in superfice, quando il ventricolo si trova

nella massima contrazione i muscoli papillari sono contratti e quindi non c’è il ribaltamento dei

lembi valvolari; al termine della sistole mentre gli atri iniziano a riempirsi, i ventricoli si

rilassano, le valvole semilunari si richiudono e si riaprono le atrioventricolari e arriva il nuovo

impulso.

Si è detto che il cuore è avvolto da una sierosa, la sierosa del cuore è il pericardio. Il pericardio

è un sacco fibro-sieroso che avvolge il cuore ma si porta anche sui grossi vasi (quindi sia cuore

che peduncolo vascolare), è fatto: da un pericardio fibroso che è costituito da una membrana

connettivale esterna e un pericardio sieroso che è una membrana connettivale interna; tra i 2

foglietti si trova una cavità che è la cavità pericardica. Il pericardio fibroso presenta una base

che aderisce al diaframma, una faccia anteriore, una posteriore e l’apice che corrisponde al

peduncolo vascolare. La faccia anteriore è in rapporto con la pleura mediastinica che possiamo

descrivere come una membrana sierosa che è interposta tra lo sterno e la colonna; la faccia

posteriore corrisponde alle vertebre toraciche dalla 5° alla 9°, ed è in rapporto con l’esofago e

l’aorta discendente. L’apice che corrisponde al peduncolo vascolare e si riporta a rivestire la

parete esterna dell’avventizia. In avanti abbiamo il tronco polmonare con l’aorta ascendente;

indietro arriva fino all’arteria polmonare di destra, lateralmente la vena cava superiore e le

vene polmonari. I pericardio sieroso è formato da un foglietto viscerale che riveste la superfice

del cuore e un foglietto parietale che riveste la faccia interna del pericardio fibroso. Tra i 2

foglietti c’è la cavità pericardica e il passaggio dal foglietto parietale a quello viscerale avviene

al livello della base del cuore. Questa cavità pericardica che si trova tra i foglietti contiene solo

poche gocce di liquido, invece in condizioni patologiche con molto liquido si ha la pericardite.

VASI Arterie: Sono dei condotti muscolomembranosi che portano il sangue agli organi, si

 possono definire come dei vasi efferenti, dal cuore in poi. La pressione arteriosa che


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Corso di laurea: Corso di laurea in tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberto.curto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Aglianò Margherita.

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