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Da quando il Sendero ha iniziato la sua ribellione nel 1980, il conflitto è costato più di 23.000 morti

e danni per più di 20 bilioni di dollari. Secondo il governo, le forze del Sendero constano in 3000

persone, ma le fonti indipendenti raddoppiano questa cifra.

Sendero ha un lavoro intensivo di organizzazione, logistica, propaganda e reclutamento; con il

controllo dell'Alta Valle Huallaga e le sue piantagioni di coca, dal 1987 Sendero può contare anche

su ingenti risorse finanziarie.

Sette concetti aiutano a capire il perchè Sendero sia sorto e sia così difficile da abbattere:

1) Sendero basa la sua strategia sull'interrelazione tra la società andina, la politica, la geografia

e l'ecologia: le Ande sono abitate da indiani, che si basano su un'economia pastorale e di

allevamento. La zona è marginale e povera. La giungla ha sempre fornito al Sendero rifugio

e protezione. La rivolta contadina è utile in un mondo sempre più urbanizzato, soprattutto

perchè le Ande sono uno spazio fisico di enorme valore strategico per un'organizzazione

guerrigliera. Inoltre, la regione ha poca importanza per Lima, che quindi non compie grossi

sforzi per riguadagnarne il controllo.

2) La cornice di riferimento del Sendero si trova all'interno di ambienti locali o regionali. Il

Perù è politicamente un arcipelago (Jose Matos Marhas). È importante la microgestione dei

conflitti e dell'economia. Sendero è stato capace di adeguare la propria strategia alle

domande dell'ecopolitica andina (“guerra di piccole guerre”), scatenandosi contro gli

oppressori secolari di queste comunità (preti, insegnanti, giudici, poliziotti, ingegneri,

burcorati)

3) Sendero sfrutta la tensione tra mondo rurale e mondo urbano. I due mondi non sono più così

separai, ed è possibile sfruttare ideologicamente e tatticamente il flusso continuo di gente da

e per le campagne con le migrazioni interne stagionali (o che si muovono per studio). I

seguaci del Sendero sono “gioventù de-contadinizzata”, ovvero giovani contadini che non

sono più soddisfatti della loro vita ma che non riescono a ottenere un impiego in città a

causa della crisi vigente. Nelle campagne sono ancora attive strutture di potere locale: con la

riforma del governo militare del generale Alvarado (1968-1975), i proprietari terrieri sono

stati sostituiti dalle cooperative, ma con la medesima forma di sfruttamento e controllo.

4) La violenza. Secondo Sendero, la violenza è il filo rosso della storia: finora è stata

monopolizzata da una minoranza (il sistema capitalistico nella sua espressione statale), ma

la “quota di sangue” necessaria per la rivoluzione è piccola rispetto a quanto è già stato

versato in passato. Inoltre, la violenza del Sendero spinge alla militarizzazione delle zone, in

un'escalation di violenza in cui lo stato democratico perde consenso.

5) Disorganizzazione delle politiche. Quando arriva in un nuovo villaggio, Sendero chiede che

gli sia indicata la figura più odiata, e la uccide – contemporaneamente costringe alla

cooperazione o all'esilio le figure più influenti. Boicotta le elezioni.

6) Sendero riempie il vuoto politico con un apparato militare, la violenza armata e un'ideologia

inattaccabile. Il primo obiettivo è distruggere militarmente lo status quo: saranno poi le

nuove condizioni a dettare la nuova società, che non deve essere ideologicamente

prestabilita. Il partito è subordinato agli obiettivi militari e politici; è strutturato

verticalmente in cellule in cui è difficilissimo infiltrarsi; la leadership è mitizzata sulla figura

di Guzman (Presidente Gonzalo); c'è un rifiuto assoluto di qualsiasi organizzazione che non

si sottometta al partito (sacrificando alleanze a breve termine si sono ridotti i rischi di

infiltrazione); si sfruttano legami sociali (copaternità, legami si iniziazione, fratelli di

sangue...) per migliorare la coesione interna. L'ortodossia ideologica è congelata per il

consumo di massa: Sendero offre un codice morale e un set di valori costanti.

7) L'approccio utilitaristico e didattico maschera il dogmatismo. Sendero si basa su una

formula pedagogica che proviene dai suoi inizi universitari: il messaggio è coerente,

esaustivo e semplice – soprattutto in contrasto con il curriculum scolastico ufficiale, spesso

ostico e scollegato dalla realtà. Il curriculum del Sendeor è fortemente influenzato da

concetto marxisti e include la vergogna per l'imperialismo peruviano, l'incapacità della

classe dominante di difendere gli interessi nazionali, il pericolo di perdita del patrimonio

culturale con l'avanzare del consumismo americano, l'utopia dell'impero Inca come periodo

di autosufficienza.

Sendero ha riaffermato la preminenza andina nel conflitto, e ha strutturato la guerra prima ancora di

avere le risorse necessarie per poterla condurre.

LE ORIGINI E LA LOGICA DEL SENDERO LUMINOSO – C. I. Degregori

Per il Sendero, il 17 maggio 1980 – data delle prime elezioni libere dopo 17 anni – è l'inizio della

“guerra di popolo”.

Sendero è nato nella regione andina di Ayacucho, povera e arretrata, ma con forte spinte verso

l'educazione. Nel '59 l'università di San Cristobal aveva riaperto le porte dopo un secolo di chiusura:

da lì proviene il fondatore del Sendero, Abimael Guzman Reynoso. Il Partito Comunista, in cui

Guzman militava, si scisse ben presto in una fazione filo-sovietica e in una filo-maoista. Guzman,

dopo aver passato alcuni mesi in prigione, decise di fondare il Sendero Luminoso, in clandestinità;

al tempo stesso, il Perù si stava trasformando sotto le spinte riformiste della giunta militare.

Sendero è un partito costruito dalla cima alla base, partendo dall'ideologia (“La linea decide tutto”,

diceva Stalin). Rifiuta il ruolo di guida delle masse, in favore del ruolo di guida del partito, che ha

infinito potere decisionale; rifiuta qualsiasi riforma istituzionale e si proclama faro della rivoluzione

mondiale (Guzman è la “quarta spada del marxismo” dopo Marx, Lenin e Mao). Il Sendero ha

portato a termine la conversione della scienza in religione; i suoi fondatori fanno parte della lunga

tradizione dell'elite provinciale che abbraccia l'indigenismo per protestare contro la concentrazione

dei poteri economici e politici nella capitale. Sendero è costretto a rendere la realtà rispondente

all'idea che ha di essa: il partito, strumento centrale per la vittoria del potere, è l'unica realtà valida.

Sendero sostituisce il proprio autoritarismo a quello tradizionale, e ha nei confronti del popolo un

atteggiamento paternalistico e violento.

In Perù la spinta verso l'educazione è fortissima: imparare lo spagnolo e alfabetizzarsi significa

potersi liberare dall'inganno che i coloni prima e le classi dominanti poi hanno perpetrato a

svantaggio degli indigeni e delle classi sottomesse. Sendero si presenta come un partito di maestri,

con una forte spinta moralizzatrice (sono fortemente puniti l'adulterio e l'alcolismo, per esempio) e

una verità scientifica semplificata e accessibile a tutti, tramite cui gli studenti possono spostarsi

nella piramide sociale attraverso il partito.

La rivoluzione è vista dai militanti del Sendero come mobilità sociale in un contesto di ordine e

progresso. Il leader ha un fortissimo status intellettuale: è un leader-insegnante, educazione

incarnata e quindi virtù incarnata.

I FALLIMENTI MULTIPLI DEL CENTRO – T. de Wit e V. Gianotten

Il governo militare riformista (1968-1980) mise in atto una riforma delle terre: le sequestrò ai grandi

proprietari per ridistribuirle a cooperative controllate dallo stato. In questo modo, però, c'era solo un

cambiamento dell'asse di potere, senza nessuna conseguenza per i contadini.

Nella seconda metà degli anni '70, dopo aver perso il predominio in università, Sendero si concentrò

sull'educazione delle aree rurali, reclutando e indottrinando gli insegnanti.

Ayacucho è un terra povera, in cui si manifestano forti scontri di identità culturali da quando l'area è

stata forzatamente popolata nel XV secolo con indigeni provenienti da tribù diverse, spesso

nemiche tra loro: per questo, non è mai emersa una forte organizzazione contadina unitaria. Al

tempo stesso, la povertà della terra ha fatto sì che non si sviluppasse neanche un'oligarchia

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mercantediliquore di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei movimenti sociali e religiosi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Faldini Luisa.
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