Movimenti religiosi nativisti dell'Africa
Congo, Africa equatoriale e centrale
Il problema è strettamente legato all'espropriazione delle terre. C'è un sincretismo tra cristianesimo e religione locale fin dal '700 (la donna che si crede la reincarnazione di Sant'Antonio, i crocefissi usati come feticci propiziatori per la caccia...). In Congo, dal 1921, movimento kimbangista (poi anche amicalista): cristianesimo in chiave emancipazionista, “Dio dei negri”. Matsùa (successore di Kimbangu nell'idea congolese) diventa un vero e proprio messia. Il messianismo è importato dai missionari, ma si ritorce a causa della politica colonialista. Matsùa era un capo politico, ma diventa un Cristo nero (“Nel nome del Padre, di Simon Kimbangu, di André Matsùa”). Anche l'altare è sincretico: croce e lampada cristiani, foto di Matsùa e pugnale aborigeni, un'enorme V derivata da Churchill e assunta in chiave di vittoria contro il colonialismo bianco.
Il messianismo kakista è un'evoluzione del kimbagista, e la parte centrale è sempre il culto degli anziani. Nell'Esercito della Salvezza i congolesi vedono un culto affine al loro (impostazione militaresca, canti, pragmatismo...): si diffonde l'idea che incarnino lo spirito di Kimbangu (la S di salvezza diventa S per Simon). Anche i tedeschi entrano nella trinità (per esempio nel culto tonsista) nel momento in cui annettono il Belgio e allentano quindi la morsa coloniale su Congo e Angola.
L'Eglise de Jesus Christ, sorta negli anni '50 ad opera di un discendente di Kimbangu, ha caratteri fortemente cristiani (battisti), ma non rinuncia ad alcune referenze indigeniste (come il battesimo che purifica anche dalle malattie) e a un messaggio politico piuttosto forte in chiave anticoloniale e messianica (Kimbangu non è Dio, ma Dio ha sempre scelto uomini di ogni razza per rappresentarlo).
Il movimento kitawala deriva dai Testimoni di Geova (Watch Tower) e, in particolare, dal loro rifiuto dell'autorità statale e di altre religioni, volto ovviamente in chiave anticoloniale.
Sudafrica
La chiesa etiopista (dall'Etiopia biblica, che designa tutta l'Africa) si incentra sulla lettura della Bibbia come unica valida autorità religiosa, con interpretazioni nativiste. Conosce grande sviluppo dopo l'aggressione italiana in Etiopia (1935), che diventa a quel punto simbolo dell'Africa rubata agli africani. Grande leader è Dwane.
Le chiese sioniste prendono le mosse dalla Chiesa di Zion americana. Sono messianiche e si basano sul principio della “salute” mandata da Dio, tanto da incarnare in realtà più una volontà di guarigione (anche metaforica) che religiosa: la guarigione è anche salvezza della società stessa. Tutte le chiese nascono da conflitti interni: la segregazione è una forte provocazione a segregarsi nuovamente in una religione nuova, non condivisa.
Africa occidentale
Nelle regioni in cui si ha il totale rinnegamento della cultura nativista si assiste in realtà a un declino dei valori, che non sono stati rimpiazzati da quelli cristiani ma sono semplicemente scomparsi: i valori non possono infatti essere importati, ma devono seguire un proprio sviluppo interno alla società.
Altri movimenti africani
(Rivedere)
Sintesi
Le chiese indigeniste africane sono da intendersi nel loro ambivalente significato: rappresentano il contrasto con il tentativo di cristianizzazione, ma contemporaneamente il riequilibrio tra cristianesimo e religione nativa. La dinamica culturale e religiosa africana procede da un'opposizione polemica alla cultura egemonica: il processo di trasformazione è determinato da forze interne alla tradizione in contrapposizione alle coercizioni esterne. La stregoneria si è intensificata come reazione alle nuove malattie “bianche”, oltre che ai costumi nuovi (alcolismo, prostituzione, detribalizzazione...). Audrey Richards ha dimostrato che gli stregoni sono perlopiù frutto di fantasia indigena (spiegazione a malattie e abitudini precedentemente inesistenti, quindi frutto di malefici), mentre assai popolari sono i maghi di magia protettiva.
- Complesso religioso tradizionale pagano: Essere supremo celeste che veicola il Dio giudaico-cristiano. Reinterpretazione del culto dei morti, del battesimo...
- Complesso antistregonista e antifeticista: autodifesa della società contro i mali aggravati dall'urto con la cultura bianca. Sono un complesso di salvezza.
- Tema autonomista
- Complesso organizzativo ecclesiastico
- Complesso giudaico-cristiano: soprattutto Antico Testamento, Dio giudaico, ebrei=neri (persecuzione), poligamia, comandamenti mosaici
Il peiotismo
Premessa
Dietro a motivazioni etico-morali, si combatte il peiotismo per il suo significato irredentistico, poiché esso non si conforma agli schemi etnocentrici della politica culturale americana né all'esclusivismo religioso cristiano.
I profeti
Primo grande profeta è John Wilson (culto della Grande Luna): Peiote, personificato, assume il ruolo di Gesù. La Bibbia è utile solo per l'uomo bianco. Il suo insegnamento viene raccolto e via via modificato da altri apostoli: Koshiway (Chiesa primogenita: identità sostanziale tra cristianesimo e religione nativa, ostia=peiote), Clay (impulso missionario, paninidianista).
John Rave è un esempio della crisi indiana a contatto con l'uomo bianco: alcolista, non riesce a trovare il suo spirito guida e dopo varie peripezie si imbatte nel peiotismo (il peiote combatte naturalmente l'alcol). Le sue visioni combinano elementi nativi e cristiani (serpente, Gesù, Satana): Rave si converte, e per la prima volta teorizza il tema della conoscenza mistica. Il peiote è anche guaritore, di mali fisici derivati da mali morali: la causa va ricercata nella profonda crisi storica e sociale, il tema della guarigione diventa quindi tema di salvezza.
Hensley arricchisce il peiotismo di un'ideologia improntata al modello cristiano, traducendo la Bibbia nell'idioma locale e introducendo la recitazione di alcuni versetti durante le cerimonie con il peiote (ad esempio, Gesù che prega nell'orto): è esplicito il programma panindianista, che viene accolto anche da Rave.
Chioma d'Alce fonda un culto in contrasto con quello di Wilson, e lo chiama infatti Piccola Luna: si cerca di abolire le influenze cristiane (croce, Cristo...). Tendenza conservatrice della cultura indiana, peiotismo con valore medico-religioso e non rivelatore come per Wilson. La religione sincretica di Wilson ha comunque la meglio, perché soddisfa maggiormente le esigenze di rinnovamento culturale. Il panindianismo rielaborava la fratellanza con altre tribù native, sottolineando l'importanza della tradizione e della spiritualità indigena.
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