Infomercoledì 25 ottobre 2017 08.24
Libro esame su Moodle "Small places large issues"
"Antropologia culturale" M. Signorelli (non fare i capitoli sull'antropologia in Italia) - Esame: test a scelta multipla, 30 domande
Info Pagina 1
Introduzione storica
Cos'è l'antropologia sociale?
Antropologia: "lo studio dell'uomo", "la scienza dell'uomo, considerato sia come soggetto o individuo, sia in aggregati, comunità, situazioni" (Treccani).
Uomo: manifestazioni dell'essere umano in tutte le sue forme
Differenza tra soggetto e individuo
- Individuo è agente, persona capace di agire e di modificare il contesto in cui vive
- Soggetto paziente o agito, essere umano come parte di qualcosa che subisce influssi dal contesto
Aggregati, comunità, situazioni
- Aggregato: persone che casualmente si ritrovano e probabilmente hanno poco da condividere
- Comunità: meccanismi di comprensione reciproca anche non verbale con sviluppo percezione netta delle possibilità che uno riserva all'altro (fiducia, diffidenza…). Ha alla base dei legami o relazioni che diventano fondanti.
- Situazioni: termine sovraordinato che comprende una serie di elementi che vanno considerati tutti insieme. Non si considera solo il soggetto, l'individuo, l'aggregato o la comunità ma anche il luogo e il tempo in cui avviene lo scambio/scontro. Sguardo più allargato che tiene in considerazione anche altri punti cardine della rete che permette di osservare più da vicino il comportamento dell'essere umano in quell'istante.
Etnologia, etnografia, folklore
Spesso queste parole vengono confuse (soprattutto etnologia e antropologia da parte degli studiosi americani, oppure i paesi nordici scambiano l'antropologia con il folklore).
Etnologia: di fatto il discorso sull'etnografia.
Etnografia: come disciplina oggi è estinta/in via di estinzione. In realtà ci sono tantissime comunità, lingue e culture delle quali non si sa nulla (e probabilmente andranno estinte <20/30 parlanti). Di moltissime lingue conosciamo solo il nome ma non la cultura e nemmeno la lingua in quanto tale.
Le culture umane e le lingue evolvono, ci sono lingue e culture che muoiono ma anche lingue e culture che nascono. Ce ne saranno sempre di nuove da descrivere. La globalizzazione non è ancora riuscita ad uniformare tutto e tutti.
Si stanno specializzando le due figure dell'etnologo e dell'antropologo: impronta teorico/interpretativa all'antropologia data dagli studiosi soprattutto americani, non più una riflessione dei dati raccolti sul campo (etnolinguisti, etnografi: descrivere senza interpretare). Non è possibile in nessun caso essere completamente obiettivi nella descrizione, dunque ogni nuova descrizione di ogni nuovo popolo è viziata da un'interpretazione dell'etnologo/etnolinguista/antropologo che gli deriva dalla sua cultura di nascita. Da questo punto di vista l'etnografia pura è impossibile, ma si può tentare di descrivere senza elaborare troppo. L'antropologia si occupa nella messa a confronto di materiali di altri raccolti sul terreno.
Folklore: Tradizione popolare e sua manifestazione, descrizione di un fenomeno culturale/simbolico che per la comunità che lo esprime sta perdendo valore; è una traccia di un passato tradizionale visto come simbolo identitario ma che non è più veramente praticato. (Es. isola di Procida venerdì santo). Anche la reinterpretazione di simboli di culture passate è folklore.
Diverse branche dell'antropologia
Alcuni si occupano prima dell'aspetto linguistico, poi di quello culturale, ma esiste anche l'antropologia visiva (registrare espressioni pittorico/artistiche) per arrivare alla descrizione culturale.
Antropologia fisica: non pertiene agli umanisti, ma di fatto ai medici/scienziati. Punto di vista zoologico/naturalistico (misurazioni). Inizialmente rientrava nel compito dell'antropologo/umanista. Ci sono stati tentativi di legare osservazioni di fenomeni fisici/morfologici ai tratti della personalità (es. studi sul cranio: fantasiosi tentativi di dare interpretazione scientifica a stereotipi già presenti nella cultura dell'osservante). L'antropologo dovrebbe cercare di partire senza un progetto ben preciso, perché partire già con una "profondità di campo investigativo" già prefissato è riduttivo. Questi studi hanno portato anche alle misurazioni di Broca (antropometria), alla base di studi sulla predisposizione di certe persone ad essere criminali (e di quale tipo); poi queste teorie sono state abbandonate.
Antropologia sociale: TRADIZIONE BRITANNICA impronta molto forte ed importante in questa branca. Antropologia più "laica". Descrizione del comportamento dei gruppi sociali con interpretazione limitata. Prioritario lo studio delle strutture sociali: studio dell'uomo allo stesso tempo come soggetto e individuo all'interno della SUA comunità (famiglia nucleare: per noi composta da padre madre e figlio, ma l'antropologia sociale moderna ci dice che la triade è una diade, madre e figlio, gruppo minimo di persone per un gruppo di tempo variabile). Frazer (ramo d'oro) preso a modello anche dall'antropologia culturale.
Antropologia culturale: Franz Boas…numero altissimo di antropologi culturali > pochi veramente bravi. Si distingue dall'antropologia sociale per la focalizzazione sulla nozione (che non è una nozione, è una presa di coscienza di dare nome a qualcosa che non ha un nome, in continua evoluzione e in contraddizione con sé stessa, perché si tratta di una generalizzazione) antropologica di cultura (= storia, religione, economia ambiente ecc. interazione di tutti gli elementi, evoluzione nel tempo, contatti con l'esterno, modificazioni spontanee e interne, ecc. > definizione statica che porta a dividere la popolazione in maniera netta. L'importante è essere consapevoli di quante problematiche uno deve affrontare per cercare di comprendere la complessità). La cultura non è monolitica, è mutevole retta dal "patto sociale" di Rousseau.
Altre branche: l'antropologia può essere presa da diversi punti di vista. Es. Tanatologia (antropologia religiosa): studio dei culti e delle cerimonie legate alla morte (oggi dà lavoro perché le agenzie mortuarie offrono servizi diversificati sulla base del singolo individuo). Oggi l'antropologia linguistica è applicata alla cooperazione (passaggio di soldi tra donor e receiver, capire la disponibilità del popolo di essere empowered ecc.). Anche l'antropologia medica è applicabile al mondo della cooperazione sanitaria. Antropologia cognitiva > assieme all'antropologia linguistica: a livello cognitivo la lingua crea dei paletti della comprensione del mondo. Antropologia visiva > arte e architettura (es. modificazione umana dello spazio).
Ma quando, come e perché nasce l'antropologia?
L'antropologia nasce dall'incontro con l'altro, necessita di qualcosa che sia diverso dall'altro. Nasce da esperienze antropologiche come il viaggio, il commercio, la politica e la moda.
Il viaggio > Periodo delle grandi esplorazioni geografiche 1400-1500 (Marco Polo, voglia di incontrare l'altro). Il viaggio spinto dalla motivazione di esplorazione è attestato però anche nel mondo greco, per esempio da Erodoto (di viaggi precedenti non abbiamo però testimonianze, poiché nelle loro culture di provenienza la scrittura era riservata all'ambiente sacerdotale > geroglifici).
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Il commercio > va di pari passo con il viaggio. A parte i viaggiatori greci che avevano veramente la spinta puramente all'esplorazione del mondo oltre le colonne d'Ercole. Anche nel tardo medioevo si partiva alla ricerca di rotte alternative, circumnavigazioni ecc. Nel mezzo ci sono state missioni che univano i due scopi, esploratori accodati agli interessi economici del regno (Cristoforo Colombo, in fondo anche per Marco Polo).
La politica > anche questa va di pari passo con il viaggio, es. De bello gallico: descrizione delle popolazioni della Britannia per le sue finalità politiche, studio dell'avversario.
La moda > dopo le grandi esplorazioni tardo medievali, con l'Illuminismo arriva un'ondata di esposizioni (es. 1800 esposizioni parigine con prodotti esotici, esotismo).
Questi quattro elementi portano ad assecondare la spinta dell'essere umano a conoscere.
Alcuni precursori dell'antropologia
Erodoto di Alicarnasso interesse del visitatore, seguiva le truppe in guerra descrivendo quello che vedeva al servizio della causa greca (espansione del commercio). Strabone, Polibio sull'esempio di Erodoto
Giulio Cesare osservazioni estremamente dettagliate e precise, con la finalità di conoscere meglio il nemico (necessità più concreta e immediata)
Medio Oriente missionari islamici che seguivano le carovane di commercianti soprattutto in Africa: descrizioni di popoli del deserto (e vagamente del sud del Sahara).
Marco Polo (XIII sec.)
1500 > Grandi Esplorazioni Bartolomé de las Casas spagnolo a seguito delle truppe castigliane nel momento dell'invasione che, avendo adottato lo sguardo curioso nei confronti dell'altro, aveva percepito che era vero che non si trattava di bestie, ma di esseri umani, che venivano sterminati dal suo esercito. Prima riflessione di questo tipo: prima presa di coscienza che i diritti umani esistono anche fuori dal proprio mondo.
Rousseau e i "popoli selvaggi": periodo di idealizzazione del "selvaggio", interesse per il diverso molto più evidente.
Colonialismo gli amministratori coloniali seguiti dalla squadra degli esploratori (documentavano territori conquistati e le loro popolazioni e i prodotti che le popolazioni potevano offrire) e i missionari (che volevano convertire le anime).
Periodo dei primi tentativi di descrizione etnografica di popoli definiti ancora "selvaggi" e "primitivi" (perché lontani dal punto di vista eurocentrico). Si sviluppa anche la produzione narrativa fatta di dati concreti e di fantasia (romanzi di formazione).
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Antropologia come disciplina
mercoledì 8 novembre 2017 08.34
La fondazione dell'antropologia: Edward B. Tylor e James G. Frazer
Non hanno mai viaggiato. Fanno gli antropologi sulla base dei materiali visti fino a quel momento (Erodoto, racconti di viaggio, relazioni commerciali etc.).
Tylor: prima lettura dell'essere umano come in evoluzione > Evoluzionismo, parla di culture primitive e culture civilizzate, immaginando che la storia del mondo vada in un'unica direzione obbligata > alcuni popoli si sono fermati sulla linea dell'evoluzione e possono essere considerate primitive (senza tenere conto della cultura). Ha cominciato poi a chiedersi perché e come l'essere umano si manifestasse in maniera diversa nelle diverse parti del mondo.
Frazer Ramo d'oro: raccolta di racconti sulla creazione del mondo, miti di fondazione, presi dai resoconti dei viaggiatori, ed elabora una teoria evoluzionista che dice che tanto più il pensiero diventa pensiero scientifico, tanto più viene abbandonato il mondo magico. Dai suoi studi partiranno gli studi sul simbolismo e sull'antropologia sociale.
Marco Polo; Il Milione
- Descrive ciò che ha visto e ciò che ha sentito (l'antropologo descriverebbe solo ciò che ha visto) e mette in condizione il lettore di distinguere cose viste e cose sentite.
- Parte per cercare e vivrà là 36 anni (viaggiando per molti Paesi: Erminia, Persia, India etc.).
- Il suo atteggiamento, modo di vedere l'essere umano: sguardo aperto, mette sullo stesso piano, restituisce pari dignità quantomeno alle due religioni monoteiste ma anche ai Tartari e all'India, cose che ancora in Europa non si conoscevano (atteggiamento tipico dell'antropologo).
- Aveva imparato la lingua del posto: fondamentale nel mondo antropologico (oggi si sta perdendo).
- Descrive anche il punto di vista dell'altro e dell'incontro descrive la storia di uno scambio reciproco: il Gran Khan descrive storie del suo Paese ma vuole sapere anche del Paese di provenienza di Marco Polo. Quindi in antropologia devi anche essere cosciente della tua identità, disponibilità ad essere indagato (esperienza dell'alterità, perché anche io sono altro per quello che sto incontrando, oggetto di curiosità addirittura più di lui).
- Ovviamente ci sono le mancate adesioni al proclama di Marco Polo: la completa astensione dal giudizio che ti viene dalla tua cultura è impossibile, tantomeno poteva averla un uomo del XIII secolo.
Anche in USA si diffonde la curiosità verso l'altro
Henry Lewis Morgan. Proveniva da una famiglia di bianchi invasori (sui territori dei nativi). Decide di passare la sua vita a lottare per i diritti degli indiani d'America per un mero sentimento di solidarietà umana. Dunque documenta la vita di questi gruppi. Vivrà a stretto contatto con le popolazioni che documenta, ma non ha l'intenzione di fare l'antropologo. Cerca di dare una mano ai gruppi minoritari per preservarsi. Ha studiato meticolosamente i sistemi di parentela (da avvocato): significa parlare di tutte le regole scritte e non scritte (nel caso delle popolazioni rurali) che gestiscono non solo il matrimonio e i diritti e doveri di moglie e marito, ma anche la potestà sui figli e il legame tra i figli e le famiglie dei genitori. Ciò è funzionale a costruire un'identità di gruppo, fidelizzare i giovani al benessere del gruppo, lasciando da parte gli affetti primari e i legami singoli. I sistemi di parentela regolano anche l'eredità. La sua grandezza non sta in questo però, ma nel suo approccio diverso verso l'umanità.
Seconda metà dell'Ottocento (spartizione dell'Africa ecc.)
Esploratori che intendono incontrare le altre manifestazioni diverse dell'essere umano. Leo Frobenius: una delle prime grandi esplorazioni nel continente africano. Fino ad allora i colonizzatori e i missionari non riuscivano a penetrare la fascia forestale. Solo dopo i progressi nel campo della medicina si è potuto iniziare a penetrare il continente. Riesce a vedere gran parte dell'Africa subsahariana e racconta le sue esplorazioni nel libro Die geheimbünde Afrikas. Descrive il territorio e ci mette anche le varie popolazioni che incontra.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento
Franz Boas padre del relativismo culturale = sguardo che si concentra sugli aspetti peculiari di ciascuna cultura, partendo dal presupposto che ogni cultura è diversa dall'altra. Dall'altra parte gli universalisti, che sostengono che le culture umane in fondo sono tutte uguali, casomai sono differenti gli epifenomeni, le loro manifestazioni. Sebbene anche la sua opera si chiami The mind of primitive man (prospettiva evoluzionista), non crede che siamo su un continuum, ma ogni cultura si manifesta relativamente in maniera diversa in base al contesto in cui si trova.
Émile Durkheim: viene considerato anche dai sociologi come padre della sociologia moderna. Si concentra molto sulle strutture sociali, ma con una prospettiva dalla persona verso la sua società e cerca anche di vedere i meccanismi che dall'alto controllano la vita in basso. Antropologia e sociologia sono due modi diversi di vedere la stessa realtà. La sociologia guarda prima di tutto i comportamenti dall'alto della società che influenzano la vita del singolo, mentre l'antropologia parte dal singolo. A lui dobbiamo la definizione di fatto sociale (SLIDE). Cosa significa? Le società e le culture umane non sono stabili, quindi il modo di fare sociale può essere fisso, ma può anche cambiare e anche un piccolo cambiamento che può avvenire una tantum nella storia di quella società può cambiarla in un attimo. Il cambiamento inizialmente viene rigettato, ma allo stesso momento il fatto sociale del singolo va contro il fatto sociale di quelli che lo hanno preceduto, e quando il fatto si ripete, le cose via via evolvono. Il fatto sociale può essere inteso dalle due prospettive. Significa anche parlare di fatto individuale e di relativismo. Significa anche parlare della rottura dell'habitus.
È molto importante capire il rapporto tra il singolo o la società e quello che lui pensa del suo essere un essere umano all'interno di un mondo che prevede un cosmo molto più grande. Le cosmo visioni danno l'idea di come l'uomo si senta inserito all'interno di forze agenti più grandi. Per esempio, se la mia cultura mi insegna che il cosmo è abitato da esseri che io vedo e con i quali agisco, ma anche da esseri che non vedo e che agiscono sulla terra (antenati). Ciò provoca un rispetto delle regole maggiore, perché mi sento controllata da questi esseri che anche abitano il cosmo. Di fatto oggi la paura della punizione divina non c'è più. Dunque Durkheim faceva attenzione alla parte sovrannaturale della cultura, influenzava tantissimo la possibilità di fare qualcosa di diverso dall'usuale (fatti sociali diversi). Non c'era stata ancora la presa di coscienza da parte degli antropologi.
Bronislaw Malinowski
Si ritrova per caso ad essere l'inventore del metodo, dopo di lui le cose cambiano definitivamente perché si è in grado di definire l'antropologo. Argonauti del pacifico occidentale (1922), racconta TUTTO degli abitanti delle isole Trobriand. Uno per fare davvero l'antropologo deve passare un periodo con la popolazione che studia (non stando a casa riflettendo su documenti di altri) e deve osservare la vita partecipando in essa. Ma lui per caso si trovava in Australia allo scoppio della prima guerra mondiale. Polacco di origini ebraiche, piuttosto che rientrare in Europa rischiando, rimane e porta avanti ricerche antropologiche nel Pacifico occidentale. Si trova bloccato lì per anni a causa della guerra.
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