Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Trasmettono al tronco, ai rami e alle foglie il nutrimento di cui hanno

a bisogno.

Attraverso questa immagine, possiamo vedere come la tradizione si possa mutare

in qualcosa di biologicamente primario, che sta immerso nella terra, qualcosa che

nutre, ovviamente la nostra identità. Le radici non sono solo forti, sono sicuramente

fondamentali. La conseguenza non può che essere: l’identità culturale radicata

attraverso la metafora delle radici viene estesa a un intero gruppo,

indipendentemente dalla volontà dei singoli.

Altra metafora riguarda le radici che lasciano il posto alle sommità. Se possiamo

affermare che le nostre radici culturali sono greco-romane, dobbiamo ammettere

e accettare una nostra discendenza da Greci e Romani. Quello che sorprende è

come questa metafora funzioni in modo assolutamente identico alla metafora

biologica. Questa metafora ci permette allora di rifarci nuovamente al discorso di

Marcello Pera, nel momento in cui indicava i tre luoghi culturalmente simbolici.

Le radici o le sommità di cui abbiamo parlato finora sono delle metafore: come

tali esse hanno di per sé efficacia e limiti. Questo vuole semplicemente indicare

che la tradizione potrebbe essere rappresentata anche con altre immagini.

Chiaramente, nella società attuale, proprio grazie alla facilità di contatto con

altre culture, è bene accetta la possibilità di cambiare spesso queste metafore: la

nostra, è, infatti, una società che cambia, che cresce e in cui i modelli culturali

possono facilmente entrare in parallelo con i nostri. La tradizione potrebbe essere

immaginata come qualcosa che si unisce con dei tratti distintivi e assieme ad essi

contribuisce a formare l’identità delle persone.

Scriveva Montaigne:

“per il fatto di sentirmi impegnato in una certa forma, non vi obbligo gli altri come

fanno tutti: e immagino e concepisco mille contrarie maniere di vita.”

La retorica classica era a conoscenza di quanto fosse necessaria la EVIDENTIA,

ossia la vivacità della visione immediata, che viene suscitata nella mente degli

ascoltatore grazie all’efficacia di certe creazioni linguistiche. L’immagine delle

radici presenta però anche un’implicazione che finora non abbiamo trattato:

questa metafora rimanda all’idea che l’identità provenga dal luogo in cui le

radici affondano. Ci viene suggerita l’immagine secondo cui sarebbe la terra a

comunicarci chi siamo, accogliendoci o respingendoci. L’immagine delle radici

ha in sé un po’ quel principio che i Greci definivano: autochtonia, convinzione di

  4  

essere unici figli di una terra e superiori a tutti coloro che vi sono giunti solo in un

secondo momento.

Ci sono alcuni esempi, che possiamo portare:

Umbricio, presente nella terza Satira di Giovenale, che si sentiva un vero

a Romano solo perché da bambino aveva respirato l’aria dell’Aventino;

I leghisti che non si distanziano molto dall’esempio precedente.

a

La tradizione non è qualcosa che ci viene dalla terra e neppure qualcosa che

scende verso di noi: è qualcosa che si costruisce e si apprende.

È qualcosa che deriva da precise scelte di acculturazione e di apprendimento,

come accade per qualsiasi altro tipo di conoscenza. La forza di una tradizione

risiede proprio nel suo avere origine nel passato e nel fatto che ne si insegnano i

contenuti nel presente.

Una tradizione è tanto più solida quanto più è forte l’intelaiatura che la sorregge

nel presente, ossia, per spiegarci meglio, quanto più la si insegna e la si ripete. La

tradizione deve essere costruita e si deve apprendere, ma senza l’ausilio della

scrittura, probabilmente nulla di tutto questo esisterebbe.

Il migliore alleato di questo insegnamento si trova nei caratteri dell’alfabeto. Il

problema che si viene a porre è anche il significato della MEMORIA COLLETTIVA e

quanto essa sia determinante in una tradizione. Già Halbwachs Maurice aveva

distinto due tipi di memoria:

memoria collettiva Memoria storica

È la memoria interna, che raccoglie i È una memoria esterna, che raccoglie le

ricordi che caratterizzano un certo molte memorie in circolazione e le

gruppo. compone in un disegno unico.

È fortemente legata alla presenza fisica È indipendente da gruppi fisici o contesti

dei propri membri, ma è anche vincolata sociali e tende a formarsi nel momento in

dal contesto sociale a cui fa riferimento. cui la tradizione vivente della memoria

dei gruppi è tramontata.

Questa concezione, così come vista

dall’autore si rivela oggi abbastanza

inadeguata.

È necessario ora concentrarci sulla memoria collettiva e sul suo funzionamento:

Ha bisogno di una serie di cornici di rifermento, per la maggior parte di

Ø carattere sociale, che ne condizionino i contenuti;

Al mutare di queste cornici, cambiano anche le memorie del passato che si

Ø hanno.

  5  

Piano piano il gruppo sociale costruisce il proprio passato, adattandolo al

Ø presente e progetta il proprio futuro.

L’importanza di questa teoria si riscontra nell’aver messo in evidenza il

funzionamento della memoria collettiva, sottolineandone il carattere

“sociocostruttivista”. Questo principio non esclude che, per esempio, possano

esistere gruppi di persone che ricordino più o meno di altri. Rimane il fatto che si

ricorda, perché esiste una volontà nel farlo e certamente si decide cosa deve

essere ricordato.

I testi classici costituiscono un immenso serbatoio di temi interessanti anche a

livello antropologico, che possono rivelarsi utili per la riflessione contemporanea.

Questo concetto vale anche per il più importante poema dell’antichità romana,

l’Eneide di Virgilio, che ci aiuta a comprendere meglio il rapporto fra tradizione e

identità.

Nel libro XII, incontriamo Giove e Giunone nell’atto di segnare la pace reciproca.

La dea si arrende al volere del marito/fratello e non le resta che accettare il fatto

compiuto. Prima che si compia la pace, Giunone detta delle specifiche

condizioni.

Solo di questo ti prego, non lo vieta la legge del fato, per il

Lazio e la grandezza dei tuoi: quando ormai celebreranno in

pace nozze felici (sia così), quando ormai stabiliranno le leggi e

i patti, non permettere che l’antico nome mutino i nativi Latini,

per divenire Troiani, né che siano chiamati Teucri, né che gli

uomini mutino la lingua, o che cambino le vesti. Sia Lazio,

siano nei secoli i re Albani, sia potente per l’italico valore la

stirpe romana: cadde, lascia che sia caduta Troia insieme al

suo nome.

È importante compiere un’analisi delle richieste della dea:

1. Il NOME. Anche se dovrà esserci una mistione dei popoli, esso deve

mantenere il nome dei nativi del luogo.

2. La LINGUA. Dovrà essere mantenuta la lingua paterna.

3. Il MODO DI VESTIRE. L’abbigliamento dovrà essere lo stesso, perché fa parte

dei mores romani.

4. La GEOGRAFIA E LA STORIA. Deve continuare ad esistere il LATIUM.

5. La POTENZA e la VIRTÙ dei posteri. La stirpe dovrà fondare la propria potenza

sulla virtus italica.

  6  


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

7

PESO

221.69 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Antropologia della Grecia Antica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Contro le Radici. Si pone il problema di concretizzare la metafora delle radici attraverso l'analisi di fenomeni quotidiani e antichi e tra gli argomenti trattati vi sono: l'identità di gruppo, la differenza, la memoria, le radici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia della Grecia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Pellizer Ezio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Antropologia della grecia antica

Antropologia della Grecia antica - la traduzione dell'articolo di Claude Calame
Dispensa
Antropologia della Grecia antica - Fabrications grecques de l'humain
Dispensa
Riassunto esame Antropologia della Grecia Antica, prof. Pellizer, libro consigliato Comparare i Romani, Bettini
Appunto
Antropologia della Grecia antica - la traduzione dell'articolo di Claude Calame
Dispensa