Discorso sulla servitù volontaria
L'intento è comprendere come sia possibile che tanti uomini sopportino talvolta un tiranno solo, che ha la sola forza che essi stessi gli danno. È escluso che lo facciano per stima, perché il tiranno è feroce. Tuttavia, come posso farlo invece per timore della sua potenza? Egli è solo! Se fossero pochi questi uomini che servono al posto di obbedire, li chiameremmo codardi. Ma invece sono milioni e non si può più dire che cedano al tiranno per mancanza di coraggio. Inoltre non è neppure necessario uccidere il tiranno, né strappargli alcunché, basterebbe davvero non dargli nulla. È allora il popolo che si fa servo e decide di rinunciare alla libertà. Ma per avere la libertà occorre soltanto desiderarla, è necessario un semplice atto di volontà. Il tiranno è come fuoco che ha bisogno di nutrimento. È evidente dunque che la libertà, pur essendo bene supremo, non è affatto desiderata. I sudditi non possono più vantare alcuna proprietà, con la perdita della libertà. Eppure il tiranno è uomo uguale agli altri; tuttavia sono i sottoposti che fungono da prolungamento dei suoi strumenti di uomo. Neppure le bestie accetterebbero cose così spregevoli.
Volontà di servire e libertà naturale
Ma come si è radicata questa testarda volontà di servire a discapito della volontà di libertà, che è naturale? Di sicuro gli uomini sono obbedienti per natura ai genitori e condividono un germe naturale di ragione. Senza dubbio Dio ci ha fatti tutti di una medesima forma, e, distribuendo ad alcuni di più ad altri di meno, egli ha voluto dare spazio all'amore fraterno e mettere gli uomini in grado di praticarlo. Noi siamo tutti naturalmente liberi perché siamo naturalmente tutti uguali; non è pensabile che la natura, che ci ha fatto tutti uguali, abbia reso qualcuno servo.
Noi però siamo nati non solo con la libertà, ma anche con la volontà di difenderla. Le bestie stesse manifestano questo inno alla libertà. Tutti gli esseri che hanno coscienza avvertono il male della soggezione e ricercano la libertà.
Il potere dei tiranni e l'abitudine alla servitù
I tiranni possono giungere al potere in diversi modi, ma poi regnano in modo pressoché identico. All'inizio si diventa servi perché costretti o sconfitti dalla forza: ma quelli che vengono dopo servono senza rimpianto e fanno volentieri ciò che i loro predecessori avevano fatto per costrizione. L'abitudine non ha in nessun altro campo una forza così grande come nell'insegnarci la servitù. La natura ha su di noi minor potere dell'abitudine: qualunque inclinazione naturale si perde se non è coltivata.
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