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Appunti di Antropologia culturale sui seguenti argomenti: l'antropologia come "studio dell'uomo", che è possibile effettuare da diversi punti di vista: perciò si parla di antropologia fisica, antropologia filosofica, antropologia culturale e sociale, antropologia teologica. L'antropologia filosofica si occupa della riflessione... Vedi di più

Esame di Antropologia culturale docente Prof. F. Lomonaco

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SESSO, GENERE, EMOZIONI

FEMMINILE/MASCHILE: è il confine identitario più netto e ha una grande importanza in ogni cultura anche

se a seconda del contesto prende significati diversi.

Nelle società post-industriali e post-moderni ogni cosa è considerata appartenente all’uno o all’altro( cose da

donne o cose da uomini).

Differenza fra maschile femminile è presente in ogni schema di pensiero dal più tradizionale al più moderno.

Scienza moderna riproduzione umana è il risultato tra l’incontro di materia inerte e vegetativa che è

l’ovulo femminile e la materia attiva portatrice di vita e cioè lo spermatozoo maschile.

SESSO/GENERE: l’identità sessuale di un individuo può non essere legata al suo aspetto atomico ma

socialmente costruita. Da qui nasce distinzione tra:

1) DIFFERENZA DI SESSO: legate alle caratteristiche anatomifisiologiche dell’individuo;

2) DIFFERENZA DI GENERE: risultato di concepire diversamente la differenza sessuale.

RELAZIONI SOCIALI: donne predisposte naturalmente alla riproduzione che diventa poi però fenomeno

culturale, in molte società, e non più naturale.

In molte civiltà addirittura la riproduzione diventa un atto controllabile e manipolabile

L’USO DEL VELO E I SIGNIFICATI

 Mette in rilievo più che altro la funzione di nascondimento della figura femminile

 Ma fisionomia del velo non è sempre la stessa e cambia in base al luogo e al contesto

 Rivendicare stato di parità con il maschio

 Nascondere il corpo che è solo un mezzo di soddisfazione sessuale per far uscire solo la parte

interiore di se.

EMOZIONI:studio delle emozioni è recente. Nasce come interesse più generale riguardo al Sé, al rapporto

con gli altri e al mondo esterno. I vari stati d’animo sono però difficili da distinguere; se si tratta di

emozioni, sensazioni o sentimenti.

Il sentimento è un concetto che una cultura possiede in un determinato stato d’animo;

l’emozione implicita nel fatto di essere innamorati ma è diverso da concetti di amore.

Stati d’animo cmq non sono universali e non sono espressi ovunque nella stessa maniera, ma sono soggetti

culturali cioè che vanno di pari passo con i modelli culturali tipici di un gruppo.

Altro problema per questo tipo di studio è la traduzione che in molte civiltà è inesistente cioè non hanno

termini precisi per descrivere un determinato stato d’animo.

CLASSI, CASTE, ETNIE

CASTE: in riferimento a gruppi sociali ritenuti superiori o inferiori. Quello più famoso è il caso indiano dove

furono i portoghesi a istaurare questa società di classe. Innanzitutto era per distinguere la popolazione che

era sotto l’autorità dei principi tramite sistema varna e jat:

1) VARNA: quattro categorie principali della società indù: sacerdoti, guerrieri, commercianti,

contadini.

2) JAT: sottogruppi in cui si dividevano i varna in base a uno specifico gruppo occupazionale.

Le caste comportavano: matrimonio tra stessa varna e stesso jat; caste disposte gerarchicamente in base alla

purezza rituale e disparità di accesso alle risorse.

Con la colonizzazione il sistema castale indù subì un notevole irrigidimento.

Altro esempio è il totemismo australiano.

CLASSI: strettamente legata alla tradizione filosofica ed economica europea soprattutto nella società

industriale. Karl Marx = lotta di classe: società moderna era nata secondo marx dallo scontro tra borghesia

aristocrazia con la vittoria della prima, creando poi al tempo della seconda rivoluzione industriale il

proletariato. Differenze di classe non avevano solo carattere economico ma anche politico e sociale.

ETNIA: per molti anni il termine etnia è stato usato per identificare un gruppo umano sulla base della

condivisione di una medesima cultura , medesima lingua e medesima tradizione. Ma poi questa spiegazione

8

del termine fu rivalutata in quanto equazione cultura= lingua = territorio sembra dare per scontato l’idea che

dietro ogni etnia vi sia origine comune. Questo modo di intendere l’etnia corrisponde a un sentimento

identitario cioè l’etnicità che da per scontato il carattere assoluto, statico, eterno del gruppo in

considerazione.

Nell’uso politico della parola eticità sembra esserci la volontà di enfatizzare le differenze dimenticando

invece gli elementi affini.

CONFLITTO ETNICO ESEMPLARE: HUTU E TUTSIIN RWANDA

 In realtà non lotta tra etnie ma strascico coloniale che radicalizzò differenze tra due comunità

condividenti un sacco di elementi

 Sistema politico elaborato sulla complementarità di tre gruppi: cacciatori, pastori e agricoltori

 Pastori secondi di numero tutsi

 Agricoltori maggioranza del regno hutu

 Cacciatori raccoglitori minoranza in assoluto

 Non erano tre gruppi etnici ma i colonizzatori attuarono un sistema gerarchico tra i tre: tutsi, hutu e

twa

 Prima della colonizzazione accordo tra le pareti: tutsi compiti politici, hutu compiti rituali

 Quando colonizzatori arrivarono in Randa cercarono interlocutori politici tutsi i quali poi si

convertirono al cattolicesimo tagliano fuori hutu diventando contadini sfruttati.

 Il conflitto scoppia negli anni ’50 quando arriva l’indipendenza e la repubblica viene affidata agli

hutu per maggioranza di popolazione

LA PARENTELA

Parentela potrebbe essere definita come la relazione che lega gli individui o sulla base della consanguineità o

sulla base matrimoniale. Forma di parentela è universale ed alla base dei diritti e doveri che legano gli

individui agli uni o agli altri

Le idee relative alla parentela però implicano differenti concezioni inerenti soprattutto al concepimento, alla

formazione e alla crescita dell’individuo. Molte società credono nella reincarnazione degli spiriti dei defunti

del gruppo della donna che si introdurrebbero nell’utero della donna; altri pensano che il bambino venga

concepito nella mente del padre e poi trasmesso tramite lo sperma nel corpo femminile. Possono sembrare

starne ma la stessa idea di superiorità del seme maschile è stata fortemente sostenuta anche nella nostra

società.

Le società hanno norme ben precise riguardo questo argomento e non riguardano solo rapporti tra individui

ma anche rapporti tra gruppi.

SIMBOLI/SIGLE: fondamentali per la stesura di un diagramma di parentela dove viene preso un soggetto

specifico e attorno al quale viene costituito lo schema. Nel diagramma vengono immessi sia parenti

consanguinei( biologicamente connessi) e quelli affini, acquisiti tramite i matrimoni.

A volte questi diagrammi non riproducono perfettamente la realtà anche perché nella maggior parte delle

società si tende a eliminare i rapporti cosiddetti illegittimi.

TIPI DI DISCENDENZA: essenzialmente tre:

1) PATRLINEARE stabilita esclusivamente tra individui di sesso maschile. Gruppi di discendenza

patrlineari sono quelli che ricorrono più frequentemente, emersa dove si registrava la presenza di

gruppi maschi interrelati tra loro. Residenza patrilocale è nata per far restare i maschi nel luogo di

nascita e lascire che le donne lasciassero il gruppo d’origine. Per essere rilevanti devono costruire

gruppi corporati per gestione collettiva delle risorse e la trasmissione di qeuste ai discendenti.

Potrebbe essere anche il prodotto della necessità di cooperazione fra uomini per lavoro. È possibile

cmq che a un gruppo patrilineare corrisponda una residenza matrilocale ( Munduruco delle

amazzoni). Centrale è il controllo della progenie o meglio la preoccupazione della nascita di figli

maschi che ne assicurano la continuità. Ideologia della superiorità dell’uomo

2) MATRILINEARE legami tra individui di sesso femminile. Gruppi a discendenza patrilineari non

sono speculari a quelli patrilineari. Ilp oetre è sempre nelle mani degli uomini. Infatti discendenza e

autorità non sono trasmessi lungo la stessa linea: discendenza è per via femminile, l’autorità per via

maschile che viene trasmessa dal fratello di una donna al figlio maschio AVUNCOLATO.

Espansione dell’occidente porta a progressiva riduzione delle società matrilineari 9

3) COGNATICA linea di discendenza comprendente individui maschi che femmine. Un individuo

può far parte di linee differenti le quali però non possono vere la stessa importanza. Il modello di

residenza è elemento decisivo nella determinazione del gruppo cognatico di appartenenza

(generalemente patrilocale).

Società a discendenza DOPPIA: associano i 2 principi unilineari dove però alcune prerogative sono acquisite

dalla parte patrilineare e altre da quelle patrilineari. Ciascun gruppo a funzioni differenti dall’altro e

raramente le due linee hanno lo stesso peso. Sono tipidi discendenza molto rare.

Nella società moderna non abbiamo gruppi di discendenza ma si preferisce parlare di società bilaterale.

GRUPPO CORPORATO: gruppi fondati sul principio della discendenza i quali condividono su basi

collettive diritti privilegi e forme di cooperazione economica, politica e sociale.

LIGNAGGIO: sono sempre gruppi corporati e sono formati da tutti gli individui che possono tracciare una

comune discendenza da un determinato individuo (patrilignaggio/matrilignaggio)

CLAN: gruppi di discendenza i cui membri non possono tracciare la successione degli individui che

connettono i loro rispettivi lignaggi all’antenato comune ma hanno solo il senso di appartenenza ad una

discendenza.

IL KHANDAN DEI BALUCH

 Pakistan meridionale

 Idea di discendenza espressa dal vocabolo zat cioè i gruppi di discendenza patrilineari i cui membri

però non sono in grado di stabilire con precisione i legami di discendenza con l’antenato dal quale

sostengono tuttavia di discendere

 Zat assomiglia più ad un clan

 Khandan è gruppo di riferimento concreto cioè è il nucleo parentale egocentrato assimilabile al

parentado il quale è formato da tutti i parenti consanguinei sia del padre che della madre.

RESIDENZA: connesso con la dimensione della parentela perché determina grado di coesione degli

individui.

Tutte le società hanno modelli ideali di residenza ossia il luogo dove una nuova coppia è tenuta a stabilirsi:

1) PATRILOCALE : coppia va a vivere vicino o con i parenti del marito

2) MATRILOCALE : coppia va a vivere con parenti della moglie

3) AMBILOCALE : possibilità di scelta

4) NEOLOCALE : luogo diverso da quello dei parenti

5) NATOLOCALE : marito e moglie continuano a vivere rispettivamente con i loro parenti

6) AVUNCOLOCALE . vicino ala residenza del fratello della madre.

VICINATO: formazione di gruppi abitativi stabili comporta la coresidenza di gruppi che non sono interrelati

tra loro. Importante quando è fondamentale gestione collettiva delle risorse.

MATRIMONIO:

1) MONOGAMICO

2) POLIGINICO

3) POLIANDRICO

Forma socialmente riconosciuta di unione attraverso la quale un individuo entra in relazione di alleanza con

altri individui perché non riguarda solo i due interessati. A differenza delle nostre società in cui

riproduzione e matrimonio sono due dimensioni a se stanti, nelle società del passato il matrimonio era l’atto

che legittimava la procreazione

I MATRIMONI POLIANDRICI DEI NAYAR

 India sud-occidentale

 Gruppi sono chiamati tavari

 Membri del gruppo vivono nella stessa casa e cooperano sul piano economico. 10

 Prima di raggiungere la pubertà le ragazza sottoposte alla cerimonia del tali che rende legittimo per

la donna avere rapporti sessuali

 La donna può avere tanti uomini e non si instaura nessun legame di tipo giuridico

POLIANDRIA ADELFICA TRA TIBETANI DEL NEPAL

 Unione matrimoniale più diffusa è donna con gruppo di fratelli

 Matrimonio donna va a vivere con i mariti e i tre figli

 Causa economico ambientale --< scarsità del terreno

Alle diverse forme di matrimonio corrispondono forme di costituzione che noi chiamiamo famiglia,

composta dai coniugi e dalla prole costituisce l’unità minima di produzione famiglia nucleare. Famiglia

nucleare esiste in rapporto alla formazione di un gruppo più ampio detto gruppo domestico.

ESOGAMIA: unione matrimoniale con individuo esterno al gruppo

ENDOGAMIA: unipne matrimoniale con individuo interno al gruppo.

Le società distinguono anche tra individui consentiti e vietati incestuose e illecite

LEVIRATO: costume in base la quale la moglie di un defunto andava in sposa al fratello di quest’ultimo il

quale diventava tutore della donna e della sua prole.

SONORATO: uomo rimasto vedovo sposa la sorella della moglie defunta soprattutto se muore senza prole.

Scopo è quello di rimpiazzare le capacità produttive della donna a vantaggio del villaggio del marito.

CUGINI INCROCIATI: figli e figlie di fratelli germani di sesso differente.

CUGINI PARALLELI: figli e figlie di fratelli germani dello stesso sesso.

SCAMBIO DELLE DONNE: legato al principio di recisporcità. Può essere allargato o differito: allargato che

coinvolge più gruppi e differito che il gruppo che cede una donna ne riceverà una in cambio alla

generazione successiva.

UNIONI ENDOGAMICHE DEI BEDUINI D’ARABIA

 Massima espressione è il matrimonio tra cugini paralleli

 Molto diffusa nel mondo arabo-musulmano

 Legato al nomadismo passato

TERMINOLOGIE DI PARENTELA

Complesso dei termini di cui una società dispone per designare gli individui in relazione . alcuni

preferiscono chiamare questi complessi terminologie di relazioni.

TRE ASSUNTI DI MORGAN:

1) terminologie di parentela costituiscono dei sistemi

2) questi sistemi rientrano in poche categorie fondamentali

3) diversità o similitudine dei sistemi non dipende da fattori geografici

OTTO PRINCIPI DI KROEBER: certo numero di fattori che regolano la costituzione dei sistemi terminologici

di parentela:

1) GENERAZIONE

2) SESSO

3) DISTINZIONE TRA CONSANGUINEI E AFFINI

4) DISTINZIONE TERMINOLOGICA TRA CONSANGUINEI DI LINEA DIRETTA O COLLATERALE

5) BIFORCAZIONE

6) Età RELATIVA

7) SESSO DEL PARENTE ATTRAVERSO IL QUALE PASSA LA RELAZIONE CON L’INDIVIDUO A

CUI IL TERMINE è RIFERITO 11

8) CONDIZIONE FISICA DEL PARENTE IN RIFERIMENTO

I SEI SISTEMI TERMINOLOGICI DI PARENTELA: raggruppati in tre differenti categorie:

1) SISTEMI NON LINEARI O BOLATERALI:

a) hawaiano; b) eschimese: Ego nn fa distinzione tra parenti del lato paterno e parenti del lato materno,

non applicano il sistema della biforcazione. Danno importanza a entrambe le linee di discendenza.

Hawaiano = fa uso esclusivamente dei principi della generazione e del sesso cioè distingue maschi e

femmine e la loro generazione di appartenenza.

Eschimese = Ego distingue i membri della propria famiglia nucleare da tutti gli altri e in particolare i

consanguinei di linea diretta da quelli collaterali, mentre raggruppa tutti i discendenti dei fratelli dei

genitori sotto il termine cugini.

2) SISTEMA LINEARE:

c) irochese; d) crow; e) omaha: ego distingue terminologicamente i cugini incrociati da quelli paralleli e

i parenti consanguinei padre da quelli della madre.

Irochese = principio della biforcazione ma fondono parenti dello stesso sesso e della stessa linea di

discendenza di Ego fusione biforcata.

Crow = uguale al sistema irochese più: tipici delle società patrilineari; distinguono tra parenti del

matrilignaggio della madre e padre; distinguono dolo tra maschi e femmine indipendentemente

dalla generazione.

Omaha = speculare al sistema crow, lo si riscontra nelle società patrilineari.

3) SISTEMA DESCRITTIVO:

f) sudanese = termine differente per ogni parente, massima distinzione terminologica (attivano tutti i

punti di kroebere)

LA RELIGIONE

Possiede per noi significato scontato, ma basta fare un ricerca per scoprire che molti popoli non hanno dei,

dogmi religiosi ecc.. si trovano sempre però esseri umani che immaginano la vita dopo la morte. Non

bisogna considerare la religione come l’idea europea.

In linea generale la religione è un complesso più o meno coerente di pratiche e di rappresentazioni che

riguardano i fini ultimi e le preoccupazioni estreme di una società e di un individuo.

Tocca due significati: quella di SIGNIFICATO: sta proprio nei valori esprimenti i fini ultimi e le

preoccupazioni estreme ; quella del POTERE : risiede nell’idea che vi sia qualcosa o qualcuno che ha

l’autorità incondizionata di sanzionare tali valori. Questo qualcosa o qualcuno è in genere identificato con un

ente sopranaturale che si presenta direttamente o indirettamente.

Ha funzione INTEGRATIVA E PROTETTIVA e si esplica attraverso simboli, miti e riti.

ELEMENTI DELLA RELIGIONE:

1) PREGHIERA

2) MUSICA

3) PROVA FISICA

4) ESORTAZIONE

5) RECITAZIONE DEL CODICA

6) MANA

7) TABU

8) CONVIVIO

9) SACRIFICIO

10) CONGREGAZIONE

11) ISPIRAZIONE

12) SIMBOLISMO

TIPI DI CULTO:

1) INDIVIDUALI

2) SCIAMNICI (condotti dallo sciamano)

3) COMUNITARI

4) ECCLESIASTICI( esistenza di gruppi specializzati nel culto) 12

I SIMBOLI SACRI: significano dei concetti che rinviano ai valori fondamentali e ultimi di una società.

DURKHEIM sacro =separato dal profano che è accessibile a tutti.

Essi agiscono su coloro che li percepiscono mettendoli nella condizione di predisporsi a un azione e

suscitando in loro un particolare stato d’animo con idea rappacificante di ordine. Ordine = certezza davanti

al mondo caotico.

Per poter riconoscere il carattere sacro di un simbolo devono essere stati addestrati allo scopo attraverso i

riti.

RITO: complesso di parole, azioni e gesti la cui sequenza è prestabilita da una formula fissa. Vengono

evocati i simboli che svelano il loro carattere sacro ai partecipanti. È l’ordine fisso delle sequenza verbali e

gestuali a far si ch dal rito scaturisca una forma di autorità religiosa.

1) RITO DI PASSAGGIO: sanzionano pubblicamente il passaggio di un individuo da una condizione

sociale o spirituale all’altra. All’inerno di ciascun rito tre fasi : SEPARAZIONE( rito preliminare);

MARGINE( rito liminare); AGREGAZIONE( rito postpreliminare).

2) RITO FUNEREARIO: X attenuare shok della perdita. Davanti alla morte molte società fanno

riferimento ai valori ultimi sui quali esse si fondano relazionandosi alla religione. Variano in base

alla classe sociale del defunto. Transizione che porta alla morte è rappresentata da questi riti e si

contrappone alla vita, per questo la morte è vista dall’occhio umano come priva di senso. Quindi

rendono ragionevole la morte .

3) RITO DI INIZIAZIONE: sanciscono anch’essi il passaggio da una condizione sociale o spirituale

diversa dalla precedente. Infatti aderenti alla struttura tripartita dei riti di passaggio. Nella società

questi riti assumo ruolo molto importante poiché essi sono la dichiarazione pubblica, socializzata,

dell’assunzione di un nuovo status e delle responsabilità che esso comporta. Quelli di maggior

rilievo sono quelli della pubertà per le donne poiché legittimano la riproduzione e procreazione.

Hanno quindi lo scopo di situare ufficialmente l’individuo in posizioni adeguate alla sua età sociale

e quindi sancire diritti e doveri che gli competono. Anzianità e autorità sono due livelli raggiungibili

solamente attraverso i riti.

RELIGIONE E IDENTITà NEL MONDO GLOBALIZZATO

SECOLARIZZAZIONE: fenomeno che coincide con la presunta ritrazione progressiva del sacro dalla vita

sociale e dalla sensibilità degli individui.

Ma nuovi movimenti religiosi e nuovi culti:

1) CULTI DI REVITALIZZAZIONE: quelli in cui un gruppo o una comunità dichiarano di puntare al

miglioramento delle proprie condizioni di vita, e nel quale sia i riti che le rappresentazioni hanno lo

scopo di rivitalizzare il senso di identità del gruppo.

2) CULTI MILLENARISTICI: accentuano le rappresentazioni relative all’avvento di un epoca di pace e

felicità, avvento che può essere favorito mediante appropriate attività rituali e grazie atteggiamento

interiore da parte dei partecipanti.

3) CULTI NATIVISTICI: sono quelli che fanno proprio la protesta contro le condizioni di svantaggio

sofferte dalle popolazione native e che mirano a riaffermare e far rinascere aspetti culturali come

strumenti di rivendicazione della propria identità, in opposizione alla cultura del gruppo

dominante.

4) CULTI MESSIANICI: sono quelli a sfondo carismatico, legati alla presenza di una forte personalità e

che sono sorti dall’incontro fra culti locali e cristianesimo. Si caratterizzano quasi sempre per il fatto

di fondarsi sull’attesa di un rivolgimento socio-poltico radicale.

Esempio tipico è il CULTO DEL CARGO: ruota attorno alla credenza nell’arrivo di grando vascelli carichi

dei beni caratteristici della civiltà occidentale: il cargoè inviato dagli spiriti degli antenati alle popolazioni

per risollevare lo stato di decadenza culturale e sociale in cui erano sprofondate in seguito alla

colonizzazione. Rinascita dell’elemento indigeno e al riscatto nei confronti dei bianchi. Erano promossi dai

profeti

PROFETI: individui che hanno visioni o rivelazioni particolare da parte degli essere soprannaturali o

divinità che li scelgono come messaggeri. Scopo è quello di prospettare un nuovo ordine cosmico ma non

indovini 13


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Antropologia culturale sui seguenti argomenti: l'antropologia come "studio dell'uomo", che è possibile effettuare da diversi punti di vista: perciò si parla di antropologia fisica, antropologia filosofica, antropologia culturale e sociale, antropologia teologica. L'antropologia filosofica si occupa della riflessione sull'uomo con metodo filosofico, cioè volto a cogliere le caratteristiche più profonde dell'essere umano in quanto tale, interrogandosi sulla natura dell'uomo, sulla sua identità, sul suo rappporto con la natura delle cose, indagando la sua dimensione fisico-corporea e spirituale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Lomonaco Fabrizio.

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