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LA PROSPETTIVA ANTROPOLOGIA

CAPITOLO 1:

Esperienza del Cameron settentrionale di alcuni antropologi (1976): erano soliti leggere in veranda finché dopo

l’avvento di piogge fecero l’avvento sciami di termiti alati.

Gli antropologi invece di leggere uccidevano le termiti. Una sera si presenta uno del posto chiedendo di poter

raccogliere le termiti morte. Il giorno seguente sua moglie le cucina e il cittadino le porta agli antropologi. Loro le

mangiano. Racconta il fatto ai famigliari che rimangono colpiti mentre l’economista dice che sono una buona fonte di

proteine pulite.

Europei e nord­Americani non mangiano insetti

I gusti alimentari non si trasmettono con il DNA ma s’ispirano a pratiche viste/imposte di quando

eravamo piccoli.

Antropologia: studio della natura umana, della società e del passato degli uomini

Spiega cosa vuol dire essere umani. La vita umana è sempre incastrata in molti grovigli: come si

incastrano i diversi ambiti?

Gli antropologi sono soliti a spostarsi regolarmente oltre i confini o a stanziarsi permanentemente

entro quest’ultimi.

L’antropologia è:

OLLISTICA

• : studia i fenomeni all’interno della totalità cercando così, di integrare tutto

ciò che si conosce a proposito degli esseri umani.

COMPARATIVA

• : prende in esame elementi di rassomiglianza e di diversità nel massimo

numero possibile di società umane prima di giungere a generalizzazioni concernenti la

natura, la società e il passato degli uomini

basata sulla RICERCA SUL CAMPO:

• la raccolta di dati avviene lontano dagli uffici, a

diretto contatto con le persone, i luoghi e gli animali che interessano. Gli antropologi vanno

a diretto contatto con le fonti dei loro dati.

EVOLUZIONISTA

• : l’antropologia s’impegnano a documentare e a spiegare i

biologica

cambiamenti che hanno avuto luogo nel passato dell’uomo. L’evoluzione

documenta il cambiamento nel tempo dei caratteri fisici e dei processi vitali degli esseri

culturale:

umani e dei loro predecessori. L’evoluzione mutare del tempo della credenze, dei

comportamenti e degli oggetti materiali.

L’evoluzione biologica non coincide con quella culturale.

branche:

Negli Stati Uniti l’antropologia è suddivisa in 4 (certi le includono tutte insieme)

ANTROPOLOGIA CULTURALE : specializzazione dell’antropologia che dimostra come

1. la variazione delle credenze e dei comportamenti dei componenti dei diversi gruppi umani

sia plasmata da insiemi di comportamenti ed idee che gli esseri umani apprendono in

quanto membri della società, vale a dire dalla cultura.

Parentele e organizzazioni sociali

• Vita materiale e tecnologica

• Sussistenza ed economia

• Visione del mondo

ANTROPOLOGIA SOCIOCULTURALE (Inghilterra) – ETNOLOGIA (Francia) –

ANTROPOLOGIA SOCIALE.

Ricopre un campo vastissimo in quanto gli uomini voglio sempre mutare/scoprire. Vengono

effettuate ricerche negli ambienti urbani e rurali di tutto il mondo e fra i componenti di tutte le

società (parentele di sangue­società segrete­…)

RICERCA SUL CAMPO (=ricerca sul terreno): esteso periodo di stretto rapporto con persone la

cui lingua o modo di vita sono oggetto di studio dell’antropologo; di solito questi raccoglie la

maggior parte dei suoi dati in tale circostanze

INFORMATORI (= intervistati­insegnanti­amici): persone appartenenti a una determinata

cultura che operano insieme agli antropologi e forniscono loro squarci del proprio modo di vivere

ETNOGRAFIA: descrizione scritta o filmata di una particolare cultura da parte di un

antropologo

ETNOLOGIA: studio comparativo di due o più culture

ANTROPOLOGIA LINGUISTICA : specializzazione dell’antropologia che si dedica allo

2. studio dei linguaggi umani

Lingue pidgin: fusione di lingue diverse.

“La lingua è un dialetto con l’esercito”: viene imposta.

LINGUAGGIO: sistema di simboli vocali arbitrari atti a codificare la propria esperienza del

mondo e degli altri

ARCHEOLOGIA : In Europa è spesso considerata una scienza a sé. Ha le stesse

3. caratteristiche della altre –logie. Contatto diretto con gli ambienti del passato (analisi dei

resti materiali).

BIOANTROPOLOGIA : a cominciare dal 19° secolo, gli antropologi hanno studiato gli

4. esseri umani come organismi per scoprire che cosa li rende diversi dagli altri animali,

oppure simili ad essi. Notarono che c’erano differenze fisiche tra i popoli del mondo e

cercarono di darne un significato.

RAZZE: raggruppamenti sociali che si presume rispecchiano differenze di ordine biologico

volevano classificare i popoli di tutto il mondo secondo categorie ben distinte LINNEO

inserisce l’uomo nella tassonomia biologica in quanto ritiene che l’uomo dello scheletro è

simile a quello di una scimmia. Classifica l’uomo in 4 razze (americani­europei­asiatici­

negri) in base al colore della pelle (rossastro­bianco­giallo­nero). Linneo correlava

l’appartenenza razziale con gli attributi mentali e morali.. Bisognava, però, trovare i confini:

• uomo è dotato di RAGIONE

• la femmina dell’uomo ha piccole labbra e la femmina della scimmia no

I neri erano ritenuti troppo simili alle scimmie: RICERCA DELLE RAZZE

Quali sono le razze? Quali sono quelle ritenute superiori? GERARCHIA DELLE RAZZE

19 sec. dividono la popolazione del mondo in base alle dimensioni del cervello

Razzismo: oppressione sistematica di una o più razze socialmente definite ad opera di una razza

altrettanto socialmente definita giustificata in base alla presunta superiorità biologica intrinseca

dei dominatori e alla presunta inferiorità biologica intrinseca dei dominati.

FRANZ BOAS

non esistono caratteri razziali immutabili è difficile definire una razza con precisione.

di connessione fra tratti fisici e tratti mentali.

si impegna anche a dimostrare l'assurdità Per

 lui non esistono differenze di natura biologica tra primitivi e civilizzati ma soltanto differenze

di cultura, dunque acquisite e non innate.

Concetto di cultura non è un surrogato del concetto di razza, ed egli fu uno dei primi scienziati

ad abbandonare il concetto di razza.

L'antropologo se vuole conoscere e comprendere una cultura deve imparare la lingua di questa

cultura deve stare attento pi ù alle conversazioni spontanee che alle interviste inventore del

monografico"

"metodo

concetto di " relativismo culturale" secondo cui per studiare una cultura occorre affrontarla

 senza preconcetti senza applicare le proprie categorie e senza confrontarla in modo affrettato

con altre cultura, in pratica occorre sfuggire ad ogni forma di etnocentrismo

Un'usanza particolare non può essere spiegata se non in rapporto al contesto culturale che le è

proprio, ogni cultura si esprime attraverso la lingua, le credenze, i costumi, l'arte, ma non solo

bioantropologia: come l’uomo evolve insieme al suo ambiente.(Washburn)

Inizia a diffondersi la

(dopo la 2° guerra mondiale)

Iniziano a diffondersi nuovi campi della bioantropologia:

Primatologia:

• studio dei parenti più prossimi degli antenati umani

Paleontologia:

• studio dei resti fossili delle ossa e dei denti dei nostri antenati

Biologia dello scheletro umano

• ANTROPOLOGIA APPLICATA : tentativo di applicare le altre conoscenze

5. antropologiche in altri ambiti. (Soprattutto nella medicina)

ANTROPOLOGIA MEDICA : studiano il rapporto tra essere malato e società. Ci sono

6. malattie che dipendono dalla cultura (diseguaglianza sociale – impossibilità di accedere a

servizi sanitari). CULTURA E CONDIZIONE UMANA

CAPITOLO 2:

CULTURA: insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto,

il costume e qualunque altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una

(Taylor ­ La cultura primitiva, 1871)

società.

Se la definizione classica di cultura privilegiava l’idea di acquisizione di un sapere ‘elevato’ da

parte di un élite, la definizione di Taylor estende la cultura a tutta l’umanità.

La cultura consiste:

APPRENDE ­ CONDIVISA : insieme del sapere, delle pratiche, delle abitudini che ogni uomo

 apprende in quanto membro di una particolare società

Essa viene appresa in modo:

CONSAPEVOLE

• INCONSAPEVOLE

• (regole della grammatica – modo di tenere il corpo)

MODELLI:

strutturata sulla base di credenze e pratiche culturali affini che compaiono

 ripetutamente nelle diverse aree della vita sociale.

individualismo

Esempi di modelli: (America settentrionale): si nota nell’educazione dei

bambini (dormire da soli – lasciare casa a 18 anni) – pratiche economiche (trovare un lavoro –

non dipendere da nessuno) – pratiche religiose (esaltazione della salvezza personale).

Abitudini/costumi di una particolare cultura possono contraddire altri di quella stessa cultura

 Non hanno confini precisi “tovaglia sporca”

ADATTIVA : i neonati non vengono al mondo dotati di istinti che li attrezzino a sopravvivere

 da soli, hanno bisogno di aiuto: apprendono le pratiche culturali dagli altri.

La cultura ci permette sia di adattarci all’ambiente nel quale viviamo sia di trasformarlo.

SIMBOLICO

carattere (simbolo: qualcosa che sta al posto di qualcos’altro). Qualunque cosa

 facciamo nell’ambito della società ha carattere simbolico: come ci comportiamo a tavola –

celebriamo i funerali – linguaggio.

DUALISTICA

La natura umana è poiché suddivisa da corpo materiale abitato da una mente.

(Platone)

Dualismo conflittuale: teologia cristiana – anima ricerca Dio e il corpo è esposto a tentazioni del

mondo materiale.

IDEALISMO: visione filosofica secondo la quale le idee, o la mente che le produce, costituiscono

l’essenza della natura umana. Il corpo ostacola lo sviluppo della mente e dello spirito.

MATERIALISMO: visione filosofica secondo la quale l’essenza della natura umana è costituita

dalle attività materiali effettuate dall’organismo fisico nel mondo materiale.

DETERMINISMO: visone filosofica secondo la quale una forza semplice (o alcune forze

semplici) causa eventi complessi.

Problema rapporto individuo­società: date le regole date in una società, qual è lo spazio di gioco?

Potere: possibilità che una persona ha di cambiare le cose.

MARX: gli uomini possono cambiare la società ma non il proprio passato

ruolo attivo: capacità di agire, elaborando interpretazioni, proponendosi obiettivi, disponendosi a

perseguirli.

Olismo: mente e corpo, individui e società, individui e ambiente si compenetrano a vicenda e

giungono a definirsi reciprocamente. Noi siamo incorporati al mondo ed abbiamo incorporato il

mondo in noi.

Diamo un senso alla nostra vita quando siamo in crisi: ognuno di noi ha un proprio senso

individuale. Esiste anche il senso collettivo (“senso comune”) ed il senso condiviso.

Più c’è interazione e più c’è senso comune. Tra due persone che interagiscono poco e che quindi

hanno pochi sensi condivisi tra di loro sono INSENSATI.

Coevoluzione: organismi umani, loro ambiente fisico e le loro pratiche simboliche si

condeterminano a vicenda; con il passare del tempo possono convolvere gli uni accanto agli altri.

Le differenze culturali fan sì che, gli stessi oggetti, azioni o eventi hanno valenza diversa a seconda

della cultura.

Etnocentrismo: considerare il proprio modo di vita naturale e/o corretto unico modo di essere

pienamente umani. Il risultato ultimo può essere la guerra e il genocidio.

Relazione interculturale: apprendere altre culture è enormemente promettente e immensamente

rischioso non si pu ò pensare che nessuna di essa abbia il monopolio della verità.

Relativismo culturale: permette di sospendere il giudizio e cercare di capire il perché le persone

fanno determinate cose. LA RICERCA SUL CAMPO

CAPITOLO 3:

Come facciamo a comunicare agli altri? L’antropologo cerca di comunicare a “y” ciò che ha appresa

da “x”.

RICERCA SUL CAMPO: (ricerca sul terreno) esteso periodo di stretto contatto partecipativo con

le persone al cui linguaggio o modo di vita l’antropologo si interessa, e durante il quale d’ordinario

gli antropologi raccolgono la maggior parte dei loro dati.

Osservazione partecipante: metodo adoperato dagli antropologi per raccogliere informazioni

vivendo il più intimamente possibile con le persone dalle quali studiano la cultura e partecipando

alla loro vita nella massima misura.

effettuano interviste ­ sottopongono a inchieste ­ consultano gli archivi, letteratura preesistente,

 rapporto faccia a faccia, osservazione della quotidianità. Talvolta distribuiscono test/questionari.

Antropologia da tavolino: lavorare da case e riportare le informazioni senza darne un senso. Es.

strizzare l’occhio: tic (non ha senso) – saluto (ha senso)

Bisogna calarsi nel posto d’esame e capire il senso comune LIVOSKY: “bisogna vivere con gli

altri per capire”

“Gli antropologi devono stare lì almeno un anno per capire”: bisogna imparare la lingua locale –

partecipare alla vita comunitaria – chiacchierare ­ … “immersione nella quotidianit à”. Bisogna

fare i conti con lo scompiglio fisico e mentale.

Ricerca multilocalizzata: ricerca etnografica in cui l’etnografo deve seguire le persone ovunque

vadano (es. rom), spesso effettuando la ricerca sul campo in luoghi e con persone che

tradizionalmente non erano mai state sottoposte all’analisi etnografica. La sua presenza deve essere

accettata – diventa membro della famiglia – deve abituarsi al cibo locale.

APPROCCIO POSITIVISTA: filosofia della metà dell’800

Esiste una realtà fuori dal soggetto conoscibile attraverso i sensi e vi è un unico,

• appropriato insieme di metodi scientifici per indagare quella realtà: l’uomo facendo parte

della natura ha le sue leggi lo scienziato deve trovare un metodo per trovare le leggi

• Antropologo: “osserva dall’alto” ciò che fanno le “formiche” specchio delle posizioni

politiche: antropologo (paese sviluppato)

• Laboratorio: oggetti di studio

Fino agli anni ’50 si dava molto importanza al COMPORTAMENTO dell’uomo.

Successivamente si diede più importanza al SIGNIFICATO che si attribuiva ad un

determinato comportamento.

APPROCCIO RIFLESSIVO:

tiene conto del significato del comportamento antropologo deve cercare di capire l’orizzonte

dell’altro (come considera il mondo l’altro)

• Importanza alla RELAZIONE: pensare a come la gente della loro società concepisce

l’argomento che è stato sollevato.

Antropologi ed informatori sono entrambi AGENTI ATTIVI poiché ciascuno si forza di

immaginare quello che l’altro cerca di dire.

TEORIA DEL DONO:

Es.

Prendendo spunto dall’osservazione dei costumi e delle usanze di società primitive e in particolare

scambio di beni è uno dei modi più comuni e

delle tribù Maori, Mauss osservò come lo

universali per creare relazioni umane. RECIPROCITÀ.

Fattore imprescindibile è per Mauss la

Dare;

 ricevere (non si può non accettare il dono ricevuto);

 ricambiare. L’obbligo della “restituzione” (seppur un obbligo palesemente di tipo

morale) dunque c’è, anche se modi e tempi non sono rigidi ed anche questi presuppongono la

fiducia negli altri e nel prossimo.

DIALETTICA della ricerca sul campo: processo di costruzione di un “ponte” di comprensione

tra antropologo e gli informatori, tale che ciascuno incominci a comprendere l’altro.

i ricercatori devono essere pronti a fallire – devono essere pronti ai punti ricchi (momenti inattesi

in cui emergono i problemi della compre

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.tn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Piasere Leonardo.
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