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Che cos'è l'antropologia

La diversità umana

L'antropologia è l'esplorazione della diversità umana nel tempo e nello spazio. Questa disciplina studia quindi la condizione umana nel suo aspetto globale: passato, presente e futuro; biologia, società, linguaggio e cultura. Antropologia come scienza comparativa ed olistica. Al centro degli studi c'è la cultura (tratto non biologico), ovvero l'insieme di tradizioni e costumi, trasmessi attraverso forme di insegnamento processo di inculturazione. L'antropologia esplora la diversità umana a livello biologico e culturale, quindi, sia nel tempo che nello spazio.

Adattamento, variazione e mutamento

Il concetto di adattamento si riferisce ai processi mediante i quali gli organismi riescono a superare con successo gli stress e le forze avverse che agiscono nell'ambiente in cui si trovano. Solo gli uomini possiedono mezzi di adattamento culturali (gli animali hanno solo quelli legati all'esperienza). I mezzi di adattamento culturale (che riguardano ambiti sociali e culturali), variano nel tempo, ed ogni ripercussione economica ha ripercussioni su di loro. Con il progressivo sviluppo, infatti, i sistemi che l'uomo è trovato ad affrontare sono sempre più grossi: regione, nazione, mondo. Questi mutamenti sono oggetto di studio per l'antropologia.

Le discipline antropologiche

A seconda delle varie tradizioni nazionali, l'antropologia può essere suddivisa diversamente: negli Stati Uniti si divide in 4 sottodiscipline, mentre in Italia, e più generalmente in Europa, si distingue fra antropologia culturale (etnologia) e antropologia fisica (biologica).

Il modellamento della biologia umana a opera di forze culturali

La biologia umana viene costantemente modificata da una serie di forze culturali bioculturale, ovvero combinazione del punto di vista biologico con quello culturale. La cultura in tutto questo rappresenta una forza ambientale e influisce in maniera determinante lo sviluppo del corpo umano: la tradizione culturale promuove determinate attività e abilità in favore di altre, definendo degli standard. (vedi esempio struttura fisica delle donne americane e quelle brasiliane; donna "in forma" vs donna "latina")

Antropologia culturale

L'antropologia culturale è lo studio della società e della cultura umana, spiegandone le somiglianze e le differenze sociali e culturali. Duplice approccio: etnografico (basato sul lavoro sul campo, detto fieldwork); etnologico (basato sui confronti transculturali). L'etnografia offre il resoconto relativo ad una specifica cultura ed è alla base della prospettiva di lavoro antropologica: questo particolare modo di lavorare distingue gli antropologi dagli studiosi di scienze politiche: mentre questi ultimi studiano programmi sviluppati a livello nazionale, i primi scoprono come questi sono applicati a livello locale. L'altro aspetto fondamentale è appunto studiato dall'etnologia, che studia la mutuazione fra culture dunque i rapporti di interazione fra esse. Come notò infatti l'antropologo Franz Boas infatti, i contatti tra gruppi vicini sono sempre esistiti e, con il progredire delle società nel loro complesso, tali collegamenti hanno costituito componenti di primaria importanza per lo studio di una determinata cultura. L'etnologia dunque si propone di esaminare e di interpretare i dati etnografici raccolti in varie culture per giungere a generalizzazioni sulla società e sulla cultura (globale e non).

La cultura

Che cos'è la cultura?

"La cultura... è quell'insieme complesso che include la conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società" (definizione di Taylor) L'inculturazione è il processo mediante il quale si assimila la propria cultura.

La cultura è appresa

L'apprendimento culturale umano dipende dalla capacità unicamente sviluppata dall'uomo di utilizzare simboli. Gli individui interiorizzano gradualmente un sistema di simboli e significati precedentemente creato e definito e lo utilizzano per definire il modo in cui vivono. La cultura viene inoltre trasmessa attraverso l'osservazione e, così facendo, può anche venire interiorizzata in modo inconsapevole. Gli antropologi sostengono che l'apprendimento culturale sia elaborato in un modo unico dagli esseri umani ed accettano anche la dottrina dell'"unità psichica dell'uomo": sebbene gli individui siano diversi nelle proprie capacità e tendenze intellettuali, tutte le popolazioni dispongono di uguali capacità culturali.

La cultura è condivisa

La cultura non appartiene agli individui in sé ma agli individui in quanto appartenenti a gruppi. L'inculturazione unifica gli individui attraverso una serie di esperienze comuni. Il potere di un background culturale condiviso è tale da metterci a nostro agio con persone simili a noi dal punto di vista sociale e culturale.

La cultura è simbolica

Secondo Leslie White la cultura è dipendente dal simbolismo, ovvero si è originata nel momento in cui i nostri antenati hanno acquisito la capacità di attribuire significati ad oggetti o eventi e quindi di apprezzare tali significati. Tra il simbolo e ciò che esso rappresenta non esiste per forza un collegamento ovvio, naturale o necessario. Il linguaggio è una delle abilità che contraddistinguono l'Homo Sapiens; in genere quindi, i simboli, sono linguistici ma ne esistono anche di non verbali. Ogni popolazione umana contemporanea possiede la capacità di utilizzare i simboli.

Cultura e natura

La cultura considera le necessità biologiche primarie e naturali che condividiamo con altri animali e ci insegna il modo in cui esprimerle in maniera specifica. Le abitudini, le percezioni e le invenzioni culturali modellano la "natura umana" in molte direzioni. La nostra cultura ed i cambiamenti culturali influenzano il nostro modo di percepire la natura: attraverso scienza, invenzioni e scoperte, i progressi culturali hanno consentito di superare molteplici limiti.

La cultura è onnicomprensiva

Le forze culturali più interessanti e significative sono quelle che influenzano gli individui quotidianamente, in particolare quelle che agiscono sui bambini nelle fasi del processo di inculturazione. La cultura include caratteristiche che talvolta vengono considerate triviali o indegne di serio studio, come per esempio molte espressioni popolari.

La cultura è integrata

Le culture non sono raccolte disordinate e casuali ma hanno carattere integrato, ovvero sono sistemi strutturati in base a sistemi precisi. Se una parte del sistema subisce una modifica, anche le altre parti andranno incontro a un cambiamento. Le culture sono integrate non semplicemente in virtù delle attività economiche o dei relativi schemi sociali, ma anche in virtù di insiemi di valori, idee, simboli e opinioni. Le culture formano i loro singoli membri a condividere determinati tratti della personalità. Un insieme di valori di base integra ogni cultura, distinguendola dalle altre. Diversi insiemi di valori dominanti influenzano gli schemi di altre culture.

Cultura adattiva e non adattiva

Al di là dei mezzi biologici di adattamento, l'uomo utilizza anche altre attività ed appropriate strumentazioni. Sebbene l'adattamento umano dal punto di vista biologico sia un processo continuativo, la capacità di adattamento basata sui mezzi sociali e culturali si è incrementata nel corso dell'evoluzione umana. Le caratteristiche però possono essere sia adattive, ovvero che offrono vantaggi, che non adattive, ovvero essere minacciose per l'intero sistema (non obbligatoriamente nel breve termine, chiaramente).

Le basi evolutive della cultura

Le similitudini fra umani e scimmie, i nostri antenati più prossimi, sono evidenti nell'anatomia, nella struttura del cervello, nella genetica e nella biochimica. Gli uomini hanno sviluppato in maniera significativa la predisposizione dei primati a essere animali sociali, vivendo e interagendo con regolarità con altri membri della specie.

Che cosa condividiamo con gli altri primati

C'è una grande differenza fra la società primitiva organizzata in gruppi e la cultura umana come noi la intendiamo pienamente sviluppata, basata sul pensiero simbolico. L'abilità di trarre benefici dall'esperienza consente un miglior adattamento e consente di evitare errori di fronte ai cambiamenti ambientali, gli umani e gli altri primati non devono aspettare passivamente una risposta di modificazione genetica o fisiologica, ma possono modificare i comportamenti appresi così come i comportamenti sociali.

In che misura siamo diversi dagli altri primati

La cooperazione e la condivisione sono molto più sviluppate fra gli umani. Un'altra differenza fra gli umani e i primati è l'accoppiamento: essendo che le femmine umane non hanno un vero e proprio calore, e l'ovulazione non ha segni esterni che la manifestano, gli uomini massimizzano il successo riproduttivo accoppiandosi sempre e non in periodi di tempo limitati. Il matrimonio fornisce l'esempio di una differenza ancora più specifica e profonda fra i primati umani e non umani: i sistemi di parentela e l'esogamia. La maggior parte delle culture ha regole di esogamia che richiedono che il matrimonio avvenga al di fuori dei soggetti legati da parentela o del gruppo sociale. Insieme al riconoscimento dei legami di parentela, l'esogamia conferisce vantaggi acquisiti con l'adattamento. Gli umani, però, mantengono per sempre i legami con i propri figli. Il sistema di parentela ed il matrimonio che mantengono e preservano questi collegamenti sono una riprova della diversità fra gli umani e gli altri primati.

La cultura e l'individuo: agency e pratica

Esistono diverse teorie sul rapporto fra "sistema" e "individuo". Il sistema può fare riferimento a molti concetti tra cui quello di cultura, società, relazioni sociali e struttura sociale, ed è realizzato ed attuato sempre dagli individui, i quali, però, non sempre ne seguono ciecamente i criteri. In questo caso si dice che la cultura viene contestata: diversi gruppi all'interno di una società lottano per imporre il loro modo di vivere (prendiamo ad esempio i vegani) e persino i simboli possono arrivare ad assumere significati differenti. Anche quando una cultura non viene contestata apertamente però, le regole non vengono seguite alla lettera anzi, molto spesso, vengono violate sistematicamente (tipo i limiti di velocità): è opportuno distinguere, dunque, il concetto di cultura ideale e cultura reale. La prima rappresenta ciò che le persone dovrebbero ed affermano fare, la seconda, invece, è ciò che realmente effettivamente le persone fanno. Agli antropologi non interessano solo i comportamenti pubblici, ma anche i comportamenti dei singoli individui e di come essi interiorizzano i significati pubblici, ossia culturali: le persone infatti, da sole o in gruppo, influenzano una determinata cultura convertendo la propria conoscenza privata in espressione pubblica. In sostanza, questa, è la definizione di agency.

Livelli di cultura

Di sempre maggiore importanza appaiono le distinzioni fra i diversi livelli di cultura: nazionale, internazionale e subculturale. Con cultura nazionale ci si riferisce a credenze, schemi comportamentali appresi, valori e istituzioni condivisi da persone della stessa nazione; con cultura internazionale, invece, ci riferiamo a tradizioni culturali che si estendono oltre i confini nazionali, coinvolgendo altri paesi. Dal momento che la cultura viene trasmessa attraverso l'apprendimento e non geneticamente, i tratti culturali posso diffondersi attraverso processi di mutuazione (prestito) o diffusione da un gruppo all'altro. Le subculture (o sottoculture) sono rappresentate da diversi schemi e tradizioni basati su simboli associati a gruppi specifici all'interno di una società complessa. In una grande nazione le subculture si originano per regione, etnicità, lingua, classe sociale e religione.

Etnocentrismo, relativismo culturale e diritti umani

Con il termine etnocentrismo si indica la tendenza a considerare la propria cultura di appartenenza come superiore o ad applicare i propri valori culturali nel giudicare il comportamento e le credenze di individui cresciuti in seno ad altre culture. Contrapposto all'etnocentrismo figura il relativismo culturale, ovvero la convinzione che non si debba giudicare il comportamento in seno a una cultura, in base agli standard culturali di un'altra: anche questa, se portata agli estremi può presentare diversi problemi (un po' come dire che la moralità della Germania nazista valesse quanto quella di uno stato democratico e tollerante). Per questo motivo, i sostenitori dei diritti umani si scontrano spesso con molti dei principi del relativismo. Proprio a causa di questi problemi, molti antropologi sostengono che questi possono essere risolti distinguendo tra relativismo metodologico e relativismo morale: per gli esperti infatti, il relativismo culturale non è una posizione morale bensì metodologica, nel senso che per comprendere al meglio gli aspetti di una determinata cultura è necessario capire come le persone appartenenti a tale cultura vedono la stessa (insomma, differenza fra le atrocità naziste e l'esempio delle mutilazioni degli organi genitali femminili). A questo scopo, dunque, nasce il concetto di diritti umani, ovvero un ambito di giustizia e di moralità che va oltre ed è superiore ai singoli paesi, culture e religioni. Questi diritti non sono leggi ordinarie create e fatte rispettare da singoli governi, bensì si tratta di diritti ritenuti inalienabili (le nazioni non possono abrogarli) e pensati e validi a livello internazionale. Insieme al movimento che sostiene i diritti umani, si è diffusa la consapevolezza di preservare i diritti culturali: questi non vengono assegnati ai singoli individui ma ai gruppi, come per esempio le minoranze etniche, religiose e le società indigene.

Universale, generale e particolare

Alcune caratteristiche biologiche, psicologiche, sociali e culturali sono universali e si ritrovano in tutte le culture; altre sono semplici generalità, comuni a molti gruppi umani ma non a tutti, infine, altri sono particolari e specifici, ossia unici e caratteristici di alcune tradizioni culturali.

Gli universali

Le caratteristiche universali dal punto di vista psicologico implicano modalità comuni con cui gli esseri umani pensano, provano emozioni ed elaborano informazioni. La maggior parte di questi universali, probabilmente, riflette gli universali umani biologici, quali la struttura del cervello umano o alcune differenze fisiche tra uomini e donne o bambini e adulti.

Le generalità

Tra i tratti universali e quelli specifici si collocano le generalità culturali, ovvero caratteristiche che compaiono regolarmente in diverse epoche e luoghi ma non in tutte le altre culture. Uno dei motivi alla base della generalità è la diffusione: le società possono condividere le stesse credenze e costumi in virtù del processo di mutuazione o attraverso l'eredità a partire da antenati comuni. Le generalità culturali si originano inoltre attraverso l'invenzione indipendente dello stesso tratto o schema culturale in due o più culture diverse.

Le particolarità: modelli culturali

Con l'espressione specificità culturale si indica un tratto che non è generalizzato o diffuso, bensì risulta confinato a un singolo luogo, cultura o società. Attualmente, grazie anche alla diffusione culturale decisamente più accelerata, i tratti un tempo limitati adesso sono più propagati. I tratti culturali più utili, poi, se riscuotono grande successo ed approvazione hanno maggiore probabilità di diffondersi rispetto ad altri, sebbene alcune specificità culturali tendano comunque a persistere. È importante sottolineare come differenti culture enfatizzino cose diverse: le culture hanno un diverso livello di integrazione e schemi eterogenei, e mostrano variazioni e diversità enormemente discrepanti.

Meccanismi di mutamento culturale

Una delle modalità per cui le culture cambiano è la diffusione, o la mutazione fra culture. Già Boas sosteneva che il contatto fra gruppi vicini o confinanti è sempre esistito, estendendosi su vaste aree geografiche. La diffusione è diretta quando due culture commerciano, stringono matrimoni o scendono in guerra l'una con l'altra; è forzata quando una cultura ne sottomette un'altra, imponendo le proprie abitudini al gruppo dominato; è indiretta quando gli elementi si spostano da un gruppo A a un gruppo C attraverso un gruppo B.

Un altro meccanismo di mutamento culturale è l'acculturazione, ovvero lo scambio di tratti culturali che si origina quando i gruppi hanno contatti diretti su base continuativa. Con tale processo, parti della cultura si modificano ma ogni gruppo rimane distinto.

L'invenzione indipendente è un terzo meccanismo di mutamento culturale. Di fronte a problemi e sfide analoghi, le popolazioni appartenenti a diverse società hanno sviluppato innovazioni e si sono modificate in modo simile, uno dei motivi per cui esistono le generalità culturali.

Beni culturali e il patrimonio

Il concetto di beni culturali e patrimonio è cruciale per comprendere come le culture si sviluppino e si mantengano nel tempo, ma purtroppo nel testo originale manca la conclusione su questo argomento. Tuttavia, è evidente che la cultura e il patrimonio culturale sono elementi centrali nello studio antropologico e sono fondamentali per il mantenimento e la valorizzazione delle diversità culturali nel mondo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mtt_sold di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bonato Laura.
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