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Riassunto esame Antropologia Culturale, prof. Longo, libro consigliato Identità e cultura, Di Cristofaro Longo

Riassunto per l'esame di Antropologia Culturale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Identità e cultura: Per un'antropologia della reciprocità" di Gioia Di Cristofaro Longo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’identità come problema interdisciplinare, il rapporto consenso-cultura-identità,... Vedi di più

Esame di Antropologia Culturale docente Prof. G. Longo

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ESTRATTO DOCUMENTO

l’insieme dei soggetti che agiscono in determinati ambiti, ispirati da valori

vissuti secondo sentimenti che orientano a comportamenti entro determinati

limiti di compatibilità.

P II L

ARTE E IDENTITÀ CULTURALI

C . 1 – I

AP DENTITÀ DI GENERE Dal 1945 in poi il superamento del pregiudizio nei confronti delle donne trova

le prime concrete affermazioni anche nella Costituzione art. 3 e all’ammissione

delle donne al voto. Il processo che è passato ad una cultura di uguaglianza si è

mosso su 2 piani:

U

NA MUTAZIONE 1. Contestazione dell’orientamento precedente

1 ANTROPOLOGICA 2. L’affermazione del nuovo orientamento di uguaglianza.

EPOCALE Tale processo, non è stato lineare ed è stato caratterizzato da aspetti quali:

Conflittualità

a) Progressione di aspetti del nuovo modello, eccetto il periodo del

b) fascismo.

Nel 2° dopoguerra le donne hanno creato organizzazioni di massa rivolte a tutte

le donne.

 Nel 1943 nasce L’Unione Donne Italiane, tra i principali obiettivi:

ridirtto al voto, diritto alla partecipazione della ricostruzione della vita

nazionale, alla vita economica.

 Le donne cattoliche uscite dall’UDI, formano il Centro Italiano

Femminile.

L E PRIME  Nel congresso della CGIL nel ’47, ci si impegna al diritto al lavoro,

1.1 ORGANIZZAZIONI diritto ad una giusta retribuzione, diritto all’assistenza, alla

FEMMINILI regolamentazione del rapporto di lavoro, diritto ad occupare posti di

responsabilità etc.

 Negli anni ’50 la rivendicazione si sposta sul riconoscimento del valore

centrale della funzione materna, nascono, quindi asili nido, scuola

materna etc. Il valore nuovo è quello di parità tra uomo e donna.

Era evidente la profonda ingiustizia insita nella tradizionale divisione dei ruoli.

Il valore nuovo verso il quale ci si orienta è la parità tra uomo e donna.

Da una legislazione fortemente discriminante, si è passati ad un corpus di leggi

L’ EVOLUZIONE DEL DIRITTO

2 che ha raccolto i valori nuovi proposti dalle donne.

TRA ROTTURE E RESISTENZE Nel 1975 è stata approvata la riforma del diritto di famiglia. Questa riforma

I esprimeva una nuova concezione dei rapporti uomo-donna e della famiglia,

L RAPPORTO LEGGE

2.1 generati dalla presa di coscienza di una profonda trasformazione della

CULTURA concezione di donna da parte delle donne stesse e della società.

Codice civile (Codice Vacca) 1865, Codice penale (Codice Zanardelli) 1889.

L’ Anna Maria Mozzoni avrebbe voluto fossero inserite nel CV le norme

HUMUS CULTURALE

2.2 riguardanti le istituzioni scolastiche con larghi programmi per le donne, la

SOTTESO AI PRIMI CODICI ricerca della paternità, diritti civili per le non maritate etc. Il Codice Albertino

CIVILI E PENALI escludeva la donna da qualsiasi diritto civile e economico.

Anche scienziati progressisti quali Cesare Lombroso e Paolo Mantegazza,

fecero risalire l’inferiorità della donna ad un’enorme quantità di dati raccolti

direttamente o ripresi da scienziati noti e apprezzati in tutta Europa

I (dimensione del cranio etc). La donna è madre. Per l’uomo l’amore è un

L DIBATTITO TEORICO E

2.3 episodio per la donna è tutta la vita. Le donne delinquono meno, ma si

SCIENTIFICO SULLA prostituiscono (versione femminile della criminalità). Per il ginecologo Pazzi la

NATURA FEMMINILE maternità è un dovere sociale. Anche gli articoli del codice penale relativi al

rapimento, prevedevano pene lievi e sottolineavano la posizione della donna,

come di proprietà della famiglia.

2.4 L Nel ’48 si affermava che l’amplesso ante nuptias era sintomo di dissolutezza.

A CONCEZIONE Il matrimonio rappresenta la prima aspirazione di ogni donna anche in virtù

CULTURALE DEL della sistemazione economica che ne deriva. L’art. 587 (ora soppresso)

LEGISLATORE IN 9

prevedeva per il delitto passionale (uccisione del coniuge, sorella o figlia

MATERIA DI DONNA E sorprese in una relazione carnale) trattasi di delitto di genere, la reclusione da 3

FAMIGLIA NEI CODICI a 7 anni. Il delitto d’onore è stato cancellato nel 1981, ma spesso sono stati

G R

RANDI E OCCO applicati dai giudizi attenuanti di valore morale e sociale.

2.5 L

E LEGGI PIÙ SIGNIFICATIVE DAL PUNTO DI VISTA DELLA DONNA

 La legge 17-7-1919 riguardante la capacità giuridica della donna è la prima che ne riconosce i diritti.

 Il 1° febbraio 46 la donna viene ammessa al voto.

 La Costituzione del 1948 pone le fondamenta giuridiche dell’uguaglianza tra uomo e donna.

 Nel 1968 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che puniva l’adulterio.

 La legge 26/8/50 vieta di licenziare le donne in gravidanza.

 Nel 1963 il Parlamento ha emanato una legge che abrogando quella del ’19 stabilisce che la donna può

accedere a tutte le cariche professionali.

 Legge 1965 prevede l’uguaglianza di remunerazione tra manodopera maschile e femminile.

 Legge 1970 sullo scioglimento del matrimonio, prevede che il giudice tenga in considerazione l’aspetto

economico di partecipazione della donna casalinga.

Tutte le leggi a favore delle madri lavoratrici, riconoscono il valore sociale della maternità.

 La legge 20/5/75 è relativa alla riforma del diritto di famiglia, prima di tale riforma, la donna era

soggetta alla potestà del marito. La potestà sui figli era esercitata dal padre.

 Oggi i coniugi hanno pari diritti e la potestà non è più patria, ma di entrambe i coniugi. E’ stata

introdotta anche la comunione dei beni.

 La legge del 1975 prevede i consultori familiari.

 Legge 1983 su disposizioni in materia di cittadinanza, che supera la vecchia legislazione che prevedeva

l’acquisizione della cittadinanza italiana dei figli, solo se il padre era italiano.

 Legge 1987/89 indennità di maternità per le lavoratrici.

Esiste spesso una specificità di discriminazioni nell’esercizio del diritto che

U precede e segue ogni iniziativa di donne in questo campo. Si crea un rapporto

N NODO CULTURALE

: di circolarità tra cultura-giustizia-diritto, un processo di reciproca

NON RISOLTO IL

3 - alimentazione tra i vari aspetti. C’è un mutamento delle donne nel pensare a

RAPPORTO CULTURA

- stesse, oggi non si sentono più oggetto, vogliono pensare a sé stesse. Prima c’è

GIUSTIZIA DIRITTO una esigenza di liberazione e poi di emancipazione.

L’ 2 casi.

AREA DI APPLICAZIONE DEL DIRITTO COME ESPERIENZA DI INGIUSTIZIA PER LE

4 DONNE

Il Codice Rocco prevedeva lo stupro, offesa alla morale e non reato contro la

L persona. Spesso si è capovolta la situazione, ponendo la vittima di stupro come

A DOTTRINA IN

4.1 provocatrice, inoltre, si è sempre cercato di difendere la virilità maschile,

MATERIA DI VIOLENZA sminuendo questo tipo di reati. Fondamentale è chi interpreta e applica la

SESSUALE legge.

21 ottobre 87 bambina di 13 anni. La bambina fu percossa violentemente dal

fratello fino a farla morire, ma nel lessico usato nella sentenza, si tende a

U ridurre la gravità del caso. Condanna a 2 anni con arresti domiciliari.

NA SENTENZA

4.2 Comportamenti lesivi del diritto di giustizia per le donne, hanno luogo ogni

EMBLEMATICA volta che la cultura tradizionale continua a prevalere, a resistere al

cambiamento.

 La Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo proclamata dall’ONU

il 10-12-1948, dichiara che tutti gli esseri umani nascono liberi ed

uguali in dignità e diritti.

 Con la risoluzione n. 3010 del 1972, l’ONU dichiarò il 1975 Anno

internazionale della donna.

L A NORMATIVA 

5 Nel 1979 è stata stipulata la Convenzione per l’eliminazione di ogni

INTERNAZIONALE discriminazione nei confronti della donna.

 A Roma il 4-11-50 Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà

fondamentali.

 Roma 1956: Trattato di Roma istitutivo della CE, in questo documento

vengono ribaditi i diritti degli uomini, senza discriminazioni tra i sessi.

10

E’ in atto un grande processo di ridefinizione delle identità di genere. Il

processo nasce con la critica della condizione culturale in cui si esplica la vita

L’ familiare. Nella fase di transizione culturale, alla donna vengono riconosciuti

IDENTITÀ DI GENERE

6 nuovi status ai quali, però, spesso non corrispondono ruoli conseguenti.

FEMMINILE Funambolismo culturale: la donna ha acquisito una capacità in più di reggere

e abbracciare più situazioni, facendosi carico di problemi tra loro diversi.

Ricerca della Longo 1992, volta a rilevare i termini di un mutamento di percezione

culturale rispetto alla maternità. Codice madre è il libro che ne ha raccolto i risultati nel

triplice senso:

a. Nel senso di un insieme di corpo di elementi, valori, orientamenti che

caratterizzano in termini nuovi la maternità.

b. Come vera e propria nuova codificazione: nuove leggi e principi

L :

A MATERNITÀ c. Come codice sempre meno segreto per entrare nella nuova dimensione culturale

UN NODO della maternità all’interno della nuova cultura di riferimento delle donne.

6.1 CENTRALE Prima l’identità della donna doveva coincidere esclusivamente con il suo essere madre

DELLA NUOVA o moglie. Oggi le donne riscoprono la maternità come esperienza distintiva, ma non

IDENTITÀ esclusiva.

La nuova cultura di maternità di fonda su:

1) Riscoperta di sé come persona e della propria dimensione autonoma.

2) Critica al ruolo maschile

3) La riscoperta della maternità come esperienza fondamentale nella vita di una

donna, che va vissuta in termini positivi di scelta.

6.2 C ’ :

ONSEGUENTE AVVIO DI UN PROCESSO DI RIDEFINIZIONE DELL IDENTITÀ DI GENERE LE INDICAZIONI DI ALCUNE RICERCHE

Anche l’identità maschile vive una sua propria crisi. Ormai il modello tradizionale di una superiorità maschile

non regge più. La reciprocità relativa all’identità di genere è una reciprocità diretta. Alcune ricerche sono state

condotte dalla Longo nel ’88 S. Benedetto del Tronto , Sassari’89 e Roma’90 su alcuni giovani, per sondare la

concezione culturale relativa sia all’uomo che alla donna. L’originalità risiede, nell’aver interrogato

contemporaneamente ragazzi e ragazze in relazione all’identità sia riferita al proprio genere, che all’altro. Ne

sono scaturiti 4 profili 2 maschili e 2 femminili. I dati più significativi che emergono, riguardano:

a. Una presa di coscienza da parte delle donne di un ruolo della donna da modificare

b. Negli uomini tale mutamento è in atto.

c. Esistenza di 2 codici culturali diversi: un conto è l’uomo che parla degli uomini, altra cosa è l’uomo

visto dalla donna e viceversa.

La ricerca è stata condotta su circa 600 ragazzi delle scuole superiori. I

L risultati danno conto di 4 orientamenti. 2 riguardanti l’identità femminile

A RICERCA DI

7 S.B T vista dagli uomini e dalle donne e 2 riguardanti l’identità maschile, vista

ENEDETTO DEL RONTO dagli uomini e dalle donne.

Emerge un largo consenso per quanto riguarda l’area della parità. Le donne

oggi si piacciono e si stimano più degli uomini. Emerge un’immagine della

O

RIENTAMENTI CULTURALI donna la cui nuova identità culturale va caratterizzandosi per qualità,

DELLE STUDENTESSE NEI

7.1 ’ propensioni e atteggiamenti che vengono considerati in termini positivi.

CONFRONTI DELL IDENTITÀ

FEMMINILE Emergono anche alcuni ostacoli alla piena realizzazione della donna: la donna

deve faticare il doppio per raggiungere gli stessi risultati dell’uomo.

I ragazzi sono consapevoli dell’orizzonte di parità, ma al tempo stesso

affermano che la donna deve badare alla casa….Si dichiarano favorevoli alla

O

RIENTAMENTI CULTURALI parità l’11% dei ragazzi. Da una parte i ragazzi sono disorientati dalla nuova

DEGLI STUDENTI NEI

7.2 identità femminile, dall’altra cercano di reagire in modo positivo. La nuova

CONFRONTI DELL IDENTITÀ identità femminile viene a scalzare un potere maschile che di conseguenza

FEMMINILE comporta per l’uomo una ridefinizione del proprio ruolo e della propria

identità.

Concezione tradizionale e negativa. L’uomo viene definito maschilista, egoista,

O

RIENTAMENTI CULTURALI crudele. Consapevolezza del ridimensionamento della figura dell’uomo come

DELLE STUDENTESSE NEI

7.3 ’ detentore di potere assoluto. Tra le qualità vengono riconosciute: tenacia e

CONFRONTI DELL IDENTITÀ

MASCHILE forza. 11

Il 47% delle risposte ribadisce uno stereotipo di uomo superiore, forte più

O

RIENTAMENTI CULTURALI importante. Cmq comincia a farsi strada un orientamento culturale che

DEGLI STUDENTI NEI

7.4 sottolinea il fatto che l’uomo dovrebbe essere più sensibile alle richieste della

CONFRONTI DELL IDENTITÀ donna. C’è anche un atteggiamento generalmente più favorevole nei confronti

MASCHILE della donna che lavora. 3M mamma moglie manager.

Tali ricerche sono fondate sulla teoria della percezione culturale (il punto di

incontro tra la percezione culturale del soggetto, mutuata dal proprio sistema

culturale di riferimento, e la propria concezione in termini personalizzati o

I MODELLI CULTURALI

8 generalizzati, o in termini misi – dalla teoria al vissuto e viceversa). Il soggetto

EMERGENTI che interviene nella ricerca opera una sintesi tra la propria concezione culturale

e la sua esperienza riflessa. Oggi possono essere individuati alcuni modelli

emergenti.

8.1 P ER LE DONNE

M

ODELLO DELLA DISCRIMINAZIONE

Tale modello vede le donne che hanno forte consapevolezza di essere state e di essere spesso, ancora oggi,

discriminate. M

ODELLO DELLA PARITÀ

La parità viene vista come un valore, una meta raggiunta o da raggiungere.

M ’

ODELLO DELL ORGOGLIO DI APPARTENENZA DI GENERE

Questo modello costituisce una novità è presente nelle giovani generazioni e dà conto del fatto che la donna si

autopercepisce come appartenente ad un genere forte.

8.2 P ER GLI UOMINI

M

ODELLO DELLA DISCRIMINAZIONE

Gli uomini riconoscono che la donna è stata ed è ancora oggetto di discriminazione. A questo riconoscimento

si accompagna una paura del totale ribaltamento dei ruoli.

M

ODELLO DELLA PARITÀ

Anche gli uomini riconoscono che la donna ha raggiunto e continua a lottare per la parità. L’uomo teme questa

parità perché ha paura di veder diminuire il proprio potere.

M

ODELLO DELLA CRISI DI RUOLO

Gli uomini sono consapevoli di una loro crisi di ruolo. Da una parte c’è il vecchio modello e dall’altro ci sono

elementi che vanno scardinando il modello tradizionale. Gli uomini sono incamminati verso una nuova

identità. V ’

ERSO UN MODELLO DELL EQUIVALENZA

Si delinea una riformulazione delle identità in termini di equivalenza. L’uomo avverte l’esigenza di recuperare

lo spazio privato degli affetti. L’uomo deve partecipare direttamente alla famiglia.

C ONSIDERAZIONI CONGLUSIVE

Il dato emergente è che oggi le donne non si muovono più nell’orizzonte della parità, ma verso quello

dell’orgoglio del sé. Funambolismo culturale: sapere specifico delle donne spesso invidiato dagli uomini.

Comincia ad emergere anche il mutamento dell’identità maschile tra resistenze (pericolo per ingiustizie in

senso inverso) e rotture: (si riconosce la validità delle rivendicazioni femminili e si vorrebbe rimediare).

Va delineandosi un nuovo modello quello dell’equivalenza dei generi, in questo modello, l’obiettivo è quello

di ridelienare le identità attraverso un’operazione di riequilibrio culturale che comporti per la donna

un’appropriazione della sfera pubblica e per l’uomo della sfera privata e degli affetti. Questo nel rispetto delle

reciproche diversità.

C . 2 – …

AP IDENTITÀ E TRADIZIONI POPOLARI

1 C , Si stanno riscoprendo le tradizioni popolari. Alla base di questo fenomeno vi

ULTURA TRADIZIONI

, sono 2 motivazioni:

POPOLARI IDENTITÀ 1. L’ .

CULTURALE ESIGENZA DI SCOPRIRE O RISCOPRIRE LE PROPRIE RADICI CULTURALI

R .

ICOSTRUIRE LA PROPRIA IDENTITÀ

2. D :

AR LUOGO AD UNA REALTÀ CHE RISPONDA A PRECISI BISOGNI PASSATO E

, .

PRESENTE TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Questa riscoperta è una risposta al processo di omologazione culturale. Il

risultato della mediazione tra passato e presente e tra tradizione e innovazione è

una nuova cultura di appartenenza. Alcune manifestazioni sottolineano valori

12

emergenti come l’ecologia, la pace etc. altre sono temporanee (estate romana).

II fondatori delle Annales d’histoire economique et sociale

I A

L CONTRIBUTO DELLA SCUOLA DELLE NNALES

1.1 proposero di fondare una nuova disciplina l’Antropologia

D HISTOIRE ECONOMICQUE ET SOCIALE PER LO STUDIO storica sintesi di Storia, Antropologia e sociologia.

DEI FENOMENI SOCIALI

Un fenomeno sociale di particolare interesse riguarda le MANIFESTAZIONI

, , ,

CULTURALI COLLETTIVE PRIVATE E PUBBLICHE TRADIZIONALI E NUOVE DI UNA

. Ad esempio le feste di partito e tutte quelle

DETERMINATA COMUNITÀ

D manifestazioni che coniughino tradizione e innovazione. Con l’istituzione di un

EFINIZIONE DEL

1.2 osservatorio permanente per lo studio della cultura e delle tradizioni popolari

FENOMENO SOCIALE DA nelle società complesse, si snoda il percorso per una Action Antropology. Il

ANALIZZARE fenomeno sociale in considerazione diventa, l’insieme dei momenti festivi e di

incontro collettivo che coniugano tradizione e innovazione, in quella che viene

chiamata cultura postmoderna.

E’ in atto una moltiplicazione di tali manifestazioni, anzi, prima nasce la

manifestazione e poi il motivo. Sono aumentati sia i soggetti fruitori che quelli

promotori. Il fenomeno di attrazione all’evento collettivo avviene su 2 piani:

V

ERSO UNA 1. Da parte dei soggetti coinvolti che non fanno parte più solo della classe

QUOTIDIANIZZAZIONE subalterna.

1.3 ’

DELL INCONTRO 2. Da parte dei soggetti promotori: è da sottolineare il rilevante

:

COLLETTIVO NUOVE interessamento da parte degli Enti locali

CARATTERISTICHE Non c’è o, è molto esiguo, il riferimento nazionale (unici esempi sono le feste

di partito). Il fenomeno è tale che può costituire tema di ricerca autonomo per

conoscere la cultura di una determinata società.

2 E ’

LEMENTI PER L INDIVIDUAZIONE DI UN MODELLO CULTURALE

Per realizzare un inventario di significati e ad una descrizione delle categorie, la L ha istituito un

ONGO

osservatorio permanente della cultura e delle tradizioni popolari nelle società complesse a Monterotondo. Tale

studio si propone di studiare le varie manifestazioni culturali attraverso una metodologia di comparazione che

tenga che definisca per il fenomeno in esame:

A) L’ ’

AREA D INDAGINE

l’area su cui si intende indagare riguarda il complesso delle manifestazioni culturali, tradizionali e

nuove che si rivolgono ad una collettività e si svolgono in un territorio. Altro elemento riguarda il

tempo libero di, si tratta di un’evasione mirata.

B) G LI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL MODELLO CULTURALE DI ANALISI

1. L’ OGGETTO

2. I SOGGETTI

3. I VALORI

. V

A ALORI ATTRIBUTIVI

. V

B ALORI DI FUNZIONALITÀ

C) L’ : .

AFFERENZA ANTROPOLOGIA DELLA SOCIABILITÀ E SOCIALITÀ

3 M Tradizioni vere e tradizioni inventate.

ANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

1. F

ESTE RELIGIOSE

2.

3.1 T F

RADIZIONI VERE ESTE VOLTE A RECUPERARE LA CULTURA POPOLARE DI UNA

. E . Festa di Roccagorga (LT).

COMUNITÀ S

3.2 L

E TRADIZIONI INVENTATE

HOBSBAWM definisce tradizione inventata, un insieme di pratiche, in genere regolate da norme

apertamente o tacitamente accettate e dotate di una natura rituale e simbolica, che si propongono di inculcare

determinati valori e norme di comportamento ripetitive,nelle quali è implicita la continuità con il passato, un

passato storico opportunamente selezionato. H propone riferendosi a tradizioni inventate nel periodo

OBSBAWM

successivo alla rivoluzione industriale, la seguente tipologia:

Quelle che fissano o simboleggiano la coesione sociale.

a) Quelle che fondano o legittimano un’istituzione

b) Quelle finalizzate alla socializzazione

c) L

E TRADIZIONI INVENTATE DI CARATTERE STORICO

Feste a carattere medievale. Palio del Serafino (Sarnano). Si identifica un periodo storico come medium per il

13

recupero delle proprie radici culturali. La rievocazione del momento storico diventa momento di

riconoscimento di tutta la comunità.

L ’

E TRADIZIONI INVENTATE LEGATE ALL ATTUALITÀ

Svolgono un’azione di coesione di un gruppo sociale. Ad es. un banchetto che è stato organizzato a S.

Benedetto del Tronto nel 1987 per 4000 persone e la festa dei 50enni a Lecce dei Marsi o il Mario’s day a

Chicago ogni 10 marzo. L E NUOVE MANIFESTAZIONI CULTURALI COLLETTIVE

Vi sono feste che affermano nuovi valori nel sistema culturale: feste ecologiche, artistiche, sportive, legate al

cibo (sagre) o ad un luogo (festa del lago di Trevignano). Spesso si intrecciano più valori nell’ambito della

stessa festa, si pensi al carnevale dove i carri allegorici sono ispirati a temi quali la pace, l’ecologia,

l’inquinamento. L E FESTE DI PARTITO

La festa di partito riveste una duplice funzione simbolica e socializzante. La struttura di queste fese, si fonda su

elementi quali:

Politica Cultura Musica Arti visive Libri Gastronomia Artigianato

Queste feste mettono in relazione:

1. Il partito come soggetto politico

2. Le persone che ci lavorano

3. Il pubblico

B) G Occorre identificare il modello culturale da utilizzare per l’analisi di tali

LI ELEMENTI

4 manifestazioni al fine di arrivare ad una loro precisa definizione. Gli elementi

COSTITUTIVI DEL da identificare sono: l’oggetto, i soggetti, i valori.

MODELLO CULTURALE L’oggetto delle manifestazioni, costituisce il motivo primario

dell’aggregazione. Ogni manifestazione culturale ha alla base un oggetto che

4.1 L’ OGGETTO può essere riferito alla religione, avvenimento del ciclo dell’anno, valori

culturali es. pace etc.

Ultimamente partecipano anche gli Enti locali. Vanno individuati:

1. Destinatari

2. Organizzatori: prima erano privati, ora ci si avvale degli sponsor.

4.2 I SOGGETTI 3. Attori

4. Finanziatori:

5. Partecipanti

4.3 I VALORI

- Valori attributivi

- Valori di funzionalità V

ALORI ATTRIBUTIVI

I valori attributivi rimandano all’oggetto e al simbolo delle manifestazioni. Essi affermano la positività di tale

elemento nel proprio sistema culturale e sottolineano il consenso che attorno ad essi si esprime. Es festa in

onore di un Santo, testimonia la devozione della comunità per quella figura religiosa.

V

ALORI DI FUNZIONALITÀ

I valori rimandano all’individuazione della funzione che tali manifestazioni culturali svolgono nella vita delle

persone. In quest’ottica possono essere individuati:

a) Aggregazione (sottolinea il fatto di stare insieme).

b) Appartenenza (si riferisce al sentimento che si crea in seguito all’evento comunitario).

c) Identità Si tratta di un’identità culturale comunitaria. (si riferisce ai motivi culturali, indica i contenuti

per i quali si realizzano sia l’aggregazione che l’appartenenza). L’identità comunitaria contribuisce a

definire l’identità culturale di una persona

5 C) A FFERENZA

5.1 A

NTROPOLOGIA DELLA SOCIABILITÀ E DELLA SOCIALITÀ

L’elemento importante di queste attività è il bisogno di concretizzare nella storia personale del soggetto e dei

gruppi un’esperienza di sociabilità e socialità.

 S : indica l’attitudine di vivere in società, è un’affermazione positiva rispetto alla compagnia.

OCIABILITÀ

 S : è l’effetto della sociabilità, indica il grado di comunanza che si instaura tra i soggetti.

OCIALITÀ

Attenzione particolare va anche alla cerimonialità e ritualità:

14

 : insieme degli atti di una celebrazione.

C

ERIMONIA

Per cultura della sociabilità e socialità debbono intendersi tutte quelle attività che sono rivolte ad una

collettività definita e che costituiscono il patrimonio di idee, sentimenti, modi di stare insieme, tradizionali e

nuovi che una comunità continuamente definisce e ridefinisce, operando una selezione tra espressioni culturali

antiche e nuove.

C . 3 – I

AP DENTITÀ PLANETARIA

1 L

E SOCIETÀ COMPLESSEE LA DIMENSIONE PLANETARIA

Per società complesse si intende una realtà che sempre più caratterizza le società non solo occidentali, ma via

via, tutte le dimensioni del pianeta. Alcuni fenomeni tendono a caratterizzare tutte le realtà umane ad un

triplice livello:

a) S : i rapporti tra singoli e gruppi sono mutati e hanno dato luogo a nuove realtà

CAMBIO

identitarie.

b) D : ad es. informatica

IFFUSIONE

c) A : ad es. informatica

CCULTURAZIONE

Tali processi possono essere ricondotti a: grandi trasformazioni tecnologiche, crescente intensità della

comunicazione, affermarsi di economie a dimensione mondiale, processi di liberazione nazionale, emergere di

nuovi soggetti sociali. Occorre definire e rifedinire le coordinate di un sistema culturale di riferimento ,

stabilire nuovi tipi di convivenze e forme di coesistenza , nuove compatibilità e rapporti tra differenze e

universalità. La dilatazione della realtà di riferimento, grazie anche all’azione dei mass media, ha

comportato un’omologazione degli stili di vita.

L’aver trascurato la dimensione culturale in senso antropologico è la vera

L A DIMENSIONE lacuna che può spiegare l’acuirsi dei conflitti che si vivono oggi in ogni parte

CULTURALE TRA

1.1 del mondo. L’esplicitazione dei riferimenti antropologici aiuterebbe a capire

IDENTITÀ SPECIFICHE E comportamenti apparentemente irrazionali. Non si sa più chi siano per me gli

GLOBALI altri.

Identità e alterità sono oggi le categorie in riformulazione sostanziale, come

conseguenza della globalizzazione della società. Le identità sono il risultato

I :

DENTITÀ E ALTERITÀ dell’incontro tra il soggetto e la realtà con cui viene a contatto, di conseguenza,

1.2 CATEGORIEIN nell’attuale società, nella quale, il soggetto viene a contatto con tutto il pianeta

RIFORMULAZIONE (internet), è chiaro che i processi di acquisizione di identità sono molteplici e

diversi. Tale realtà dilatata provoca incertezza e precarietà.

M Si è parlato per la prima volta di mondialità, in occasione della 1a guerra

ONDIALITÀ ED EVENTI

1.3 mondiale.

NEGATIVI Il 1° conflitto mondiale propose con urgenza il problema della pace. Con il

N Trattato di Versailles 1919, fu fondata la Società delle Nazioni, creata per

ASCITA DEGLI

1.4 assicurare la pace universale. Nella sua 22° sessione nel 1946, essa trasmise i

ORGANISMI suoi compiti all’ONU. In Europa, furono istituite la CECA, L’OECE, CEE,

INTERNAZIONALI EURATOM, fino ad arrivare alla CE.

La prima grande distinzione operante dopo la 2° guerra mondiale è stata quella

I tra Est e Ovest. Contrapposizione che si traduce in 2 sistemi economici-politici.

L NUOVO QUADRO Nel terzo mondo si affermano i paesi non allineati che non si riconoscono in

POLITICO DOPO LA

1.5 nessuno dei 2 blocchi e che si propongono l’obiettivo della pace. Oggi, grazie

SECONDA GUERRA anche al turismo ci troviamo di fronte ad un processo di globalizzazione

MONDIALE culturale.

Il progresso scientifico dà conto di una dimensione di trasnazionalità. Ma, la

I planetarizzazione deve significare assunzione delle diversità. Ogni persona ha

NUOVI ORIZZONTI

1.6 un naso, eppure ogni naso è diverso dall’altro. La dilatazione dei confini

CULTURALI umani non può significare cancellare il passato.

2 L Si intende per centrismo culturale quell’atteggiamento che si instaura per

A CULTURA l’azione di vari processi culturali (sublimazione interessi egoistici, rimozione

TRACENTRISMI E NUOVE verità etc.). Centrismi e razzismi sono sicuramente collegati ad una realtà

PROSPETTIVE ancestrale che ancora vive nei noi singolo e collettivo. Bisognerà mettere in

atto strategie formative in grado di fornire chiavi di lettura e di interpretazione

di tutte le realtà. Il concetto di uomo planetario rappresenta un principio

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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Antropologia Culturale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Identità e cultura: Per un'antropologia della reciprocità" di Gioia Di Cristofaro Longo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’identità come problema interdisciplinare, il rapporto consenso-cultura-identità, verso un’integrazione del concetto di cultura, il rapporto consenso-legittimazione-controllo sociale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Docente: Longo Gioia
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia Culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Longo Gioia.

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