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P I ’Iarte per una teoria dell'identità culturale

Capitolo 1 – Cultura e identità

Il problema dell’identità, il darsi un’identità è un problema antico. Domandarsi chi sono? Chi siamo?

Universalità e differenza sono le due categorie che stanno subendo, in questi tempi, una mutazione antropologica epocale.

L'identità come problema interdisciplinare

L’identità è un tema sempre presente nelle scienze dell’uomo. L’identità è in qualche modo un’unità. Richiamando il concetto di identità ad unità, vengono compresi due aspetti:

  • Unità intrinseca
  • Distinzione da ogni altra realtà.

Ogni identità quando si afferma, ne richiama un’altra o una molteplicità di altre.

Si è poi arrivati alla concezione di identità secondo la quale la stessa può essere stabilita secondo criteri convenzionali. La prima domanda che ci si pone è chi sono?

L’interazionismo simbolico (Goffman) e della fenomenologia (Berger, Luckman, Kellner) hanno fornito un notevole contributo al tema dell’identità.

L'identità è una dimensione intersoggettiva e relazionale cui egli attribuisce un carattere religioso.

L'analisi del rapporto tra identità e complessità passa per la definizione di identità, attraverso il sistema (capace di realizzare solo una parte delle possibilità offerte dal mondo).

L'identità è una struttura di codici che funge da cornice all’interno della quale si colloca l’agire dell’attore.

Berger e Kellner affermano che l’identità moderna è particolarmente:

  • Particolarmente aperta
  • Differenziata
  • Peculiarmente riflessiva
  • Peculiarmente individuata

Identità che essi riferiscono come esperienza reale del sé in una particolare situazione sociale, identità come conseguenza di un progetto di vita.

Un’altra realtà necessaria è lo scambio, connesso anch’esso con i processi di acculturazione. Livolsi lo definisce il mezzo indispensabile per ottenere ciò di cui l’uomo ha bisogno, tenuto conto che:

  • L’uomo ha una natura limitata
  • L’uomo vive in un ambiente naturale e sociale dominato dalla scarsità di risorse
  • L’uomo è un animale sociale, dipende dagli altri e si realizza con gli altri.

Mondo della vita quotidiana.

L’identità richiama le nozioni di:

  • Opposizione
  • Totalità

Importante ai fini della comprensione del rapporto identità-diversità, con particolare riferimento ai pregiudizi culturali: Questi, nascono dalla considerazione che l’altro, altro da sé, lo straniero inquieta. L’identità culturale è messa in crisi dallo stesso entrare in contatto con l’estraneo. I pregiudizi nascono quando comunità diverse si confrontano e il cultoricentrismo ed etnocentrismo sono oggi nuove forme di razzismo. I mass media hanno ridefinito i concetti di vicino e lontano. Cultura e identità sono inscindibilmente collegate.

Definire alcuni elementi caratterizzanti

  • Il rapporto cultura a cultura
  • L’identità a cultura in rapporto al consenso
  • Il rapporto cultura consenso identità

La cultura

La cultura è l’elemento distintivo del genere umano. Due caratteristiche della cultura sono:

  • La dinamicità: nel senso che è legata ai mutamenti.
  • La processualità: La cultura è quella realtà sotto la quale può comprendersi la molteplicità della relazione tra gli uomini, tali relazioni complesse e dinamiche danno luogo ai processi culturali.

Dinamicità e processualità, rendono possibile la lettura della cultura, sia nel tempo che nello spazio.

La cultura è quella operazione attraverso la quale i soggetti, attribuiscono senso alla realtà in cui sono collocati, senso trasmesso anche dalla comunicazione. L’analisi e lo studio delle culture consentono la costruzione dei sistemi di senso, che in antropologia si riferiscono al complesso dei valori e delle credenze di una comunità. La cultura è quindi quell’operazione attraverso la quale i soggetti attribuiscono senso alla realtà cui sono collocati, collegandola nel tempo e nello spazio ad altre realtà. Altra caratteristica della cultura è la memoria che rende possibile la trasmissione di senso tra gli esseri umani.

La cultura è quindi una realtà vivente in quanto creata, elaborata, trasmessa e comunicata, nella quale persiste anche il passato che è ancora vivo e che vivrà anche nel futuro, grazie al processo di trasmissione culturale.

Rapporto consenso

Si tratta di un rapporto stretto e interdipendente.

Cultura e identità

Le prime manifestazioni dell’uomo in senso assoluto sono di consenso e di dissenso (pianto sorriso). Il consenso è espresso anche con la comunicazione non verbale. Consenso è un concetto fondamentale, sul quale si sono espressi moltissimi filosofi e sociologi. Tale concetto è stato a volte ribaltato (scuola di Francoforte), quando è stato visto come conseguenza di indottrinamento da parte dei mass media. Comte, il consenso è inteso quale equilibrio tra i diversi elementi di una società ed è per lui un concetto fondamentale sul quale si basa lo spirito della statica sociale. Per Comte l’ordine sociale è possibile solo in quanto esiste una sicura comunanza di idee da parte di coloro che formano la società. Marx (il concetto si interseca con il concetto di coscienza di classe, il consenso diviene la condizione per cui si realizza la coscienza di classe), Durkheim concetto moderno di consenso. Parla di solidarietà meccanica che si verifica quando vi è comunanza di valori e di solidarietà organica. Weber. Spiega l’esistenza dell’ordine sociale come una risultanza del consenso culturale che si verifica tra gli uomini di una determinata società che hanno in comune valori.

Verso un'integrazione del concetto di cultura

La diversità delle posizioni di pensiero va considerata nel contesto di concezioni culturali, che nei vari periodi storici ispirano le diverse posizioni. Connettere il consenso con la cultura, significa porre in essere un procedimento con il quale ricostruire le manifestazioni delle convinzioni espresse dall’uomo nella sua storia e il grado di adesione che intorno ad esse si è verificato, a livello:

  • Macroculturale: valori e credenze condivise in relazione agli aspetti politici, economici, giuridici di una società;
  • Microculturale: valori e credenze che orientano atteggiamenti dei singoli.

Consenso e cultura sono due elementi interdipendenti. La definizione data dal Convegno delle scienze sociali di cultura: L’insieme dialettico dei patrimoni psichici ed esperienziali individuali costituitisi in condizione di integrazione sociale nel quadro di una società storicamente determinata. Il consenso, può essere considerato come un elemento costitutivo della cultura. Un valore si afferma solo che intorno ad esso si realizza consenso. Il consenso può essere: esplicito, implicito, diretto, indiretto, conscio o inconscio. La cultura è un complesso di valori, schemi di attività, aspirazioni e atteggiamenti rispetto ai quali si forma un consenso per cui si producono attività, tecniche di soluzione percepiti dai soggetti come ottimali e quindi degni di essere perseguiti. Il consenso permette di rilevare la dinamicità e processualità della cultura.

Rapporto consenso legittimazione controllo sociale

Se la legittimazione è il presupposto del consenso, è anche vero che i processi di formazione del consenso sono fattori che pongono in essere dinamiche legittimanti. Si instaura una circolarità tra dinamiche consensuali e dinamiche di legittimazione, il consenso si muove in un continuum che va dalla legittimazione al controllo sociale e viceversa. Il consolidarsi di un consenso dà vita al formarsi di un’istituzione. L’istituzione può, a sua volta, generare un nuovo consenso o un dissenso. Altro elemento è il controllo sociale che consiste nella formazione di meccanismi attraverso i quali si penalizza chi nega il proprio consenso e ricompensa chi è consenziente. Il consenso dà anche testimonianza della direzione in cui i valori operano. I valori, possono essere orientati alla conservazione o al cambiamento. L’affermazione di un valore comporta sempre il suo concretizzarsi in atteggiamenti. Si afferma un valore e la direzione che ne determina e orienta le modalità di espressione. In questo senso si parla di orientamento di consenso (che è concetto più ampio di orientamento di valore), che dà un’indicazione comprensiva oltreché del valore, anche della cultura di riferimento. L’assenza di consenso documenta la marginalità del contesto culturale di quel determinato valore, questa può essere di due tipi:

  • Di carattere non conflittuale: c’è mancanza di interesse verso un valore o poche persone a cui esso si riferisce (dura nel tempo).
  • Di carattere conflittuale: quando gli individui affermano valori che sono in contrasto con i valori espressi dalla classe dominante (breve, ma crudo).

Dà inoltre significato al valore in senso conservativo o innovativo, il quadro di riferimento culturale entro il quale il valore si inserisce. Ogni cambiamento culturale non è mai un tracciato lineare, avviene tra rotture e resistenze. L’analisi del conflitto è particolarmente importante per individuare gli elementi destinati a cadere e il nucleo intorno al quale c’è tendenza al mantenimento del consenso. Il processo di trasformazione può investire solo alcuni aspetti di un determinato orientamento o valore. Di fronte alle spinte di rottura e di persistenza, spesso si produce un processo che porta alla riaffermazione del valore tradizionale, pur nel cambiamento dei suoi contenuti interni e, conseguentemente, del mutamento degli atteggiamenti che ne derivano. Ad esempio, il mutamento dell’istituzione famiglia, ha assunto al suo interno contenuti diversificati. Nella permanenza dei ruoli, possono mutare profondamente funzioni, aspettative, aspirazioni.

Il cambiamento può avvenire anche per un fenomeno di contatto fra due culture: es. popolazione indiana dei Merida, in cui il paganesimo è praticamente scomparso. Il cattolicesimo che ha trionfato sul paganesimo ha avuto due culti: quello dei Santos e quello della Chiesa. Processi di cambiamento sono frutto di innumerevoli mutazioni culturali che accompagnano e segnano l’evolversi della cultura. Mediazione culturale indica l’operazione culturale conseguente all’incontro, storicamente determinato dell’individuo con la sua cultura di riferimento. La cultura è il risultato di un processo dinamico che tende alla ricerca delle soluzioni ottimali ai vari problemi. Per qualità della vita si intende il rapporto ritenuto ottimale e possibile, cioè realizzabile, tra ciò che si ritiene giusto perseguire e le possibilità concrete esistenti per il raggiungimento degli scopi ritenuti prioritari. Il consenso, incide nel processo di selezione dei comportamenti di un soggetto e crea le condizioni di espressione del suo mondo, è l’elemento che presiede alla facoltà di scelta di ogni soggetto. Con il consenso ci si autorealizza e si esprime un’intenzionalità, esso esprime il grado e la qualità dell’adesione. Il consenso diventa la proiezione dell’intera personalità del soggetto che comunica, dà indicazioni circa la sua scala di valori e il sentimento con il quale tali scelte vengono vissute. L’analisi del consenso dà conto dell’oggetto di un’azione e il mondo culturale affettivo personale.

Dal consenso all'identità

Il rapporto tra consenso e cultura coinvolge il concetto di identità. La cultura coincide con l’identità culturale del soggetto. L’identità è la forma che la cultura assume nel momento in cui, in seguito al processo di socializzazione e inculturazione, entra a far parte del sistema culturale di riferimento del soggetto. L’identità è, dunque, la cultura analizzata tenendo conto del soggetto rispetto al quale si interagisce. Non esiste cultura che non sia incarnata in identità condivise a livello di gruppo. La configurazione degli elementi costitutivi l’identità è sistemico, per cui alcuni elementi sono:

  • Più importanti – gerarchia
  • Propedeutici – vengono prima
  • Coerenti
  • Congruenti – caratterizzati da razionalità interna.
  • Pertinenti
  • Funzionali
  • Legati da rapporto di causalità.

La cultura è l’insieme delle identità interagenti all’interno di un determinato gruppo, legate tra loro da rapporti di interdipendenza. La cultura è sempre agita da persone ed è l’elemento distintivo del genere umano rispetto alle altre specie viventi (Kroeber superorganico). Ogni soggetto vive una pluralità di identità corrispondenti agli status e relativi ruoli che ricopre nella società, l’identità indica l’incontro tra l’individuo e la sua cultura di riferimento. L’identità è un principio regolativo per il quale un soggetto si orienta all’azione e sceglie tra più alternative. È anche l’apparato simbolico normativo e strumentale attraverso il quale un soggetto si colloca in un determinato contesto culturale, caratterizzato nel tempo e nello spazio.

Capitolo 2 – Struttura dell'identità culturale

Esiste uno stretto legame tra cultura e identità. Ogni identità culturale è formata da elementi costitutivi e da elementi distintivi.

Elementi costitutivi

Gli elementi costitutivi sono quelli che caratterizzano l’identità in positivo, tali elementi presuppongono:

  • Uno o più soggetti titolari dell’identità stessa.
  • Una serie di contenuti correlati che impegnano l’azione del soggetto/i
  • Le motivazioni che orientano scelte e comportamenti
  • Uno spazio che delimita il territorio reale o ideale.
  • Un tempo nel quale l’identità si esprime.
  • Un’aggregazione che può essere territoriale, etnica, religiosa, sociale, politica, interpersonale e familiare. In base alle motivazioni dell’aggregazione si sviluppa un sentimento di appartenenza.

L’aggregazione e l’appartenenza delineano l’aspetto statico, mentre l’identità delinea il momento attivo.

Elementi distintivi

Sono gli elementi che distinguono l’identità da altre identità in un’ottica comparativa, coniugando i tre aspetti che caratterizzano l’esistenza di ciascuno:

  • Le proprie inclinazioni
  • La propria storia individuale
  • Le modalità in cui storicamente si realizza il rapporto tra il sé (identità) e gli altri (diversità).

Caratteristiche dell'identità

  • Percezione
  • Autopercezione
  • Eteropercezione

Non c’è crisi di identità quando coincidono auto e eteropercezione. Ogni identità ha un aspetto interno (aspirazioni personali) ed esterno (aspettative degli altri).

  • Riconoscimento: indica l’azione consapevole del soggetto che riconosce i contenuti caratterizzanti l’identità stessa.
  • Relazione: nessun individuo è solo, ma è sempre in relazione con gli altri.
  • Interdipendenza: all’interno dell’interazione si stabiliscono rapporti interagenti.
  • Reciprocità: all’interno del rapporto di interdipendenza, si stabiliscono rapporti reciproci, interagenti.

La reciprocità può essere simmetrica (es. marito moglie) o asimmetrica (es. genitori-figli).

  • Comunicazione: ogni identità comunica un messaggio. Cogliere l’aspetto costitutivo e distintivo della reciprocità è alla base di un processo comunicativo.
  • Coesistenza: diverse identità che esistono insieme. Ogni soggetto si muove tra più appartenenze ascritte (genere, età, luogo di nascita) e acquisite. Ogni identità rimanda a una scala di valori, espressa in positivo o in negativo, propria della cultura di appartenenza a cui ciascuno fa riferimento.
  • Coerenza: per essere tale, l’identità, deve assicurare al soggetto un sentimento di benessere.
  • Dinamicità: i contenuti e le modalità presupposte delle identità sono legate alle attività personali dei singoli.
  • Processualità: formulazione o riformulazione di un’identità, avviene in un processo che vede interagire più soggetti collocati in situazioni diverse per contenuti, spazi, tempi tipo di rapporti.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Longo Gioia.
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