Antropologia culturale
Taylor
Antropologo britannico, uno dei padri dell'antropologia culturale, in un'opera del 1871, Primitive Culture (studia le idee religiose primitive), afferma che: "la cultura è quell'insieme complesso che comprende il sapere, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra capacità e abitudine." Quando si parla di cultura bisogna parlare di inculturazione (trasmissione verticale) e acculturazione (trasmissione orizzontale).
Inculturazione: trasmissione, da una generazione all'altra, di conoscenze e abitudini diffuse in una cultura, attraverso la quale l'uomo diventa membro di una società. Acculturazione: mutamento conseguente all'incontro tra persone di culture diverse. La trasmissione orizzontale si verifica attraverso contatti con altre culture: si parla in questo caso di diffusione culturale, "acquisita dall'uomo in quanto membro di una società".
Taylor credeva che esistessero popoli inferiori e popoli superiori. Propose tre stadi dell'evoluzione sociale che intese come stadi evolutivi della religione, dall'animismo al politeismo e infine al monoteismo.
Animismo: usato per classificare le tipologie di religioni nelle quali vengono attribuite qualità divine ad oggetti, luoghi o esseri materiali. (Anima: rapp. sogno-morte).
Nozione di sopravvivenza: è una credenza, idea, pratica il cui significato non usato da secoli, può tornare utile (dunque sopravvivere). Metodo comparativo: comparazione tra culture.
Smith
Antropologo scozzese, sosteneva che il totemismo fosse la forma di religione originaria, cercò di elaborare una teoria dei rapporti tra società e religione. I riti sono condivisi dai membri di una comunità (riti comunitari: che coinvolgevano tutta la società), per Smith conformarsi ai rituali era il segno del rapporto tra comunità e individuo [aderire ai rituali (religione) valeva dire conformarsi con i comportamenti collettivi (società)].
Frazer
Ultimo esponente dell'evoluzionismo vittoriano, la sua opera più celebre è il Ramo D’Oro (studio sulla magia e la religione). Egli affermava che la magia, la religione e la scienza erano tappe dello sviluppo dell'intelletto umano.
- Magia: esercitare un controllo sulla natura (fase confusionaria);
- Religione: accattivarsi il favore della natura;
- Scienza: gli dei non potevano risolvere i problemi umani.
[L'errore di Frazer sta nel fatto che le tre fasi possono essere contemporanee, uno scienziato può essere anche credente].
Morgan
Nato a New York, e viene subito a contatto con gli indiani. Nel 1851 pubblica la Lega degli Irochesi qui difende i Seneca che rischiavano di perdere le proprie terre, la quale illustra un sistema di alleanze familiare. Asserì i cosiddetti "cugini paralleli": chiamati “fratello e sorella”, sono figli degli zii, i quali sono chiamati anche loro “padre e madre”. Egli inoltre chiama tribù anche membri appartenenti a nazioni diverse, che però condividono un discendente lontano, questa condivisione diventa garante di pace. Quasi tutto ciò che accade qui, si basa su rapporti di parentela.
Nel 1871 pubblica: sistemi di consanguineità e di affinità della famiglia umana, qui differenzia i "parenti consanguinei" e "parenti affini" (alleati). Inserì questi due gruppi, uno nei sistemi classificatori e uno nei sistemi descrittivi, la società del primo era basata sui rapporti di parentela (barbarie), la seconda su rapporti di tipo politico (civiltà). In la società antica Morgan delinea uno schema evolutivo nelle società:
- Stato selvaggio:
- Selvaggio inferiore: frutti.
- Selvaggio medio: pesca.
- Selvaggio superiore: arco e frecce.
- Barbarie:
- Inferiore: vasellame.
- Media: coltivazioni, argilla e pietra.
- Superiore: utensili.
Poi Civiltà (con alfabet.).
Boas
Tedesco, naturalizzato americano, diede inizio all'antropologia statunitense, si batté anche contro il razzismo. Scrisse I limiti del metodo comparativo dell'antropologia, qui ritiene che non sia assolutamente provata la tesi secondo cui ogni popolo sia passato attraverso una serie di stadi di sviluppo identici. Sono i fatti storici a determinare i tratti culturali di una società. A tal proposito introduce il concetto di particolarismo storico secondo il quale l'obiettivo dell'etnologia era la conoscenza delle cause storiche che avevano determinato i tratti culturali di un popolo.
Potlach: distruzione di beni preziosi, prestazione agonistica. Egli intese erroneamente il Potlach in senso economico (pratica connessa all'acquisto del prestigio che poteva derivare dal fatto di aver distrutto più beni degli altri).
Durkheim
Antropologo francese, egli chiama “coscienza collettiva” l'insieme dei sentimenti e delle credenze di una società, ed affermava che ogni società ne aveva una (in La divisione del lavoro sociale). Sempre qui, egli divide la società in semplice: c'è poca divisione del lavoro, gli individui sono tutti sullo stesso piano (solidarietà meccanica: rapporto immediato uomo-società) e complessa: c'è più divisione del lavoro, la popolazione cresce, nasce la differenziazione del lavoro per evitare concorrenza; la solidarietà è organica (come tra le parti di un organismo).
Egli individua nel totemismo il sistema religioso più semplice e primitivo, in cui il gruppo si identificava in un animale. Definisce la società come un fenomeno unitario, egli afferma che le immagini di animali o piante, o i fenomeni naturali, rappresentati dal totem, rappresentano la forza della società che si impone sugli individui, dunque ciò che viene venerato è la società stessa. Inoltre con le forme elementari della vita religiosa Durkheim definisce i fatti sociali (ovvero le credenze, i riti, etc.) come ciò che determinano il comportamento degli individui nella società.
- Suicidio:
- Egoistico (scarsa integrazione sociale);
- Altruistico (troppo inserita nella società);
- Anomico (legato alle variazioni improvvise, che cambiando rapidamente lo disorientano).
Levy-Bruhl
Scrive La morale e la scienza dei costumi per rispondere alla domanda: esiste una morale oggettiva? Ma arrivò a conclusione che non esistono teorie fondanti alcuna morale, in quanto la natura umana di base è sempre la stessa. Così volse i suoi studi ai primitivi, elaborò una teoria detta del prelogismo, secondo la quale la mente dell'uomo primitivo si muoverebbe in base a schemi diversi da quelli dell'uomo civilizzato, qualitativamente differente. [Egli inoltre affermava che gli atteggiamenti mentali (fatti sociali) erano già dati dalla società]. Nel pensiero prelogico (primitivo) la tendenza a stabilire relazioni tra le rappresentazioni mistiche è identificato col termine partecipazione.
Hertz e Van Gennep
Hertz, nel saggio sulla rappresentazione collettiva della morte, sostiene che la morte distrugga in quanto mina alla coesione di una comunità, essendo morto un membro l'equilibrio tentenna, ma grazie ai rituali funebri il defunto si stacca da quella comunità ed entra in quella dei morti. La morte nella società, per Hertz ha un carattere di transizione.