Sbobinamento video lezioni di antropologia culturale
Il corso di Antropologia culturale che si svilupperà nei 9 CFU privilegia una presentazione di quelle che sono le tre grandi tradizioni disciplinari in ambito antropologico ovvero la tradizione britannica, la tradizione francese e quella africana. Una parte di questo corso sarà dedicata anche all’antropologia italiana.
E la tensione per questa disciplina nel nostro paese è opportuna anche per il fatto che dal 1990 nasce l'associazione italiana di etno-antropologiche. E questo sicuramente contribuisce ad assegnare un’identità ben definita alla nostra tradizione. Il criterio che sta alla base della costruzione di questo corso è quello di guidarvi e dedicarvi una parte di questo corso anche a quelli che sono gli sviluppi dell’etnografia dalle origini fino alla contemporaneità.
Perché contribuire alla ricostruzione del pensiero antropologico
Perché si vuole sicuramente ricordare che l’antropologia sicuramente non è una disciplina che si è sviluppata solo ed esclusivamente nelle biblioteche o nelle aule di ricerca universitarie, e quindi una specie di attività speculativa fine a sé stessa che non ha alcun fondamento empirico. Ma l’obiettivo principale di questo corso è quello invece di recuperare un’idea di antropologia inteso come sapere che sicuramente è molto radicato nell’esperienza etnografica.
Per questo sicuramente diciamo il motivo per cui si sceglie di fornire un quadro seppure succinto anche dello sviluppo dell’etnografia vuole fare ricordare che l’antropologia è un sapere che si costruisce sul campo. È proprio su questo campo che ha costituito l’indicazione stessa del suo sviluppo storico. È questo il vero motore della disciplina antropologica.
E diciamo che l’excursus che noi tracceremo durante questi 9 CFU sicuramente parte da un’analisi della natura, della genesi, delle origini dell’Antropologia per poi arrivare a prospettive più attuali. Ma questo non significa che si considera la prospettiva contemporanea come una freccia ascendente del sapere antropologico, ma piuttosto come un qualcosa che chiaramente bisogna adottare che è proprio quello di adottare una visione, una ricostruzione della disciplina in termini cronologici, e quindi chiaramente concluderemo con questo corso con ciò che tutto sommato è più vicino a noi; ma non in termini di gerarchia inteso in termini qualitativi.
Materiale di studio
Il corso si sviluppa in 9 CFU e il materiale che suggerisco prendere in suggerimento per lo studio in preparazione per l’esame è chiaramente scaricabile dai file di testo che sono chiaramente paralleli a quello che voi comunque sentirete pronunciare da me nelle nostre registrazioni. Nelle registrazioni sicuramente avrete modo di sentire anche una versione più ampliata di quanto viene riportato nei file di testo. Lascio chiaramente a ognuno di voi per rispetto alle proprie passioni, curiosità il fatto di potere approfondire alcuni aspetti della nostra disciplina, ma l’aspetto diciamo da considerare in termini di studio, di didattica rispetto alla preparazione dell’esame ecco vi invito a fare riferimento ai file di testo che vedete scorrere parallelamente alla costruzione della disciplina nei 9 CFU.
Credito 1
In questo primo CFU 1 è quello di andare a capire cosa è quest'antropologia culturale, come nasce, che origini ha, come si diffonde, la vera propria genesi. Di Antropologia culturale sicuramente ne avrete già sentito parlare. E generalmente l’antropologia culturale si definisce come una scienza che studia il comportamento dell’uomo, e quindi cogliendo quegli aspetti che nella vita dell’uomo, del comportamento dell’uomo rimandano alla visione collettiva di un gruppo.
Essa ricerca le motivazioni profonde dei fenomeni culturali a livello delle alte culture attuali e rientra nel quadro delle scienze cosiddette demo-etno-antropologiche: queste scienze appartengono all’ambito delle scienze umane le quali studiano le manifestazioni spirituali dell’uomo “per cogliere le loro origini profonde e la globalità delle manifestazioni, che noi riassumiamo col termine di cultura”. E su questo termine poi torneremo nel proseguo di questo nostro corso.
Il termine "antropologia"
Il termine “antropologia” è molto antico ed è stato utilizzato con diversi significati. In una prima fase, l’antropologia è un settore della filosofia e genericamente indicato come studio dell’uomo, condotto secondo il metodo deduttivo. Dalla fine del XVIII secolo, e quindi in piena epoca illuminista, si parla di antropologia sia per definire lo studio dell’uomo in quanto appartenente alla specie animale, sia per riferirsi in specifico al comportamento culturale. Con il sorgere e lo svilupparsi degli studi sul campo, condotti in aree non europee si inserisce il termine etnologia intesa come la scienza dei popoli che sono privi di scrittura.
Per questo l’Etnografia nell’Ottocento era intesa come la scienza che raccoglieva e ordinava il materiale delle popolazioni definite “a livello etnologico” cioè con una tecnologia semplice e assenza di scrittura, però ordinare il materiale senza interpretarlo; mentre l’etnologia era la scienza deputata all’interpretazione del materiale raccolto. Oggi, tuttavia, una corrente dell’antropologia culturale torna a parlare di etnografia, intendendo un resoconto “obiettivo” delle culture diverse da quella occidentale.
Definizioni e scuole
A seconda degli orientamenti degli studiosi, quindi, si distinguono nel XIX secolo tre diverse definizioni: etnologia, antropologia culturale è qui è il caso degli Stati Uniti d’America, dove gli studiosi pongono l’accento sul concetto di cultura; antropologia sociale in special modo facciamo riferimento all’Inghilterra, in cui gli studiosi sono interessati alle relazioni che si costituiscono nei gruppi sociali.
La scuola antropologica britannica proporrà la distinzione tra antropologia intesa come scienza nomotetica che cerca generalizzazioni, etnologia intesa come disciplina storica e comparativa, etnografia intesa come scienza descrittiva che si serve dell’osservazione partecipante. Su queste ampliamene torneremo abbondantemente durante il nostro percorso.
Diversa invece è la scelta della scuola francese che usa il termine “antropologia” nel significato generale di “scienza sociale e culturale dell’uomo”.
L'evoluzione dell'antropologia
Nata come scienza dedita all’analisi delle culture extra-europee, l'etnoantropologia si è subito incontrata con la corrente di studi sulla produzione culturale popolare, che viene definita demologia cioè quella scienza che si occupa delle tradizioni popolari nello specifico. Seguendo i cambiamenti dei popoli e delle culture, gli antropologi sono oggi spinti a dedicarsi a studi sulle società contemporanee oppure ad individuare i processi di acculturazione nelle culture non occidentali.
A sua volta l’antropologia culturale si può distinguere in tante sotto-discipline a seconda dell’oggetto che tratta. Esiste quindi un’antropologia politica, un’antropologia economica, un’antropologia urbana, un’antropologia religiosa, un’antropologia demografica.
Interessi degli studi etnoantropologici
- Un interesse teorico. L’antropologia aiuta a comprendere la “natura umana” nelle sue manifestazioni. E quindi rispetto alla filosofia, che cerca di individuare la natura umana con un procedimento deduttivo, l’antropologia, utilizzando il “laboratorio naturale” dei popoli, cerca di applicare un metodo induttivo, a partire dalle manifestazioni delle diverse culture.
- Un interesse pratico. In un mondo che diventa sempre più stretto, il problema del rapporto tra gruppi che hanno tradizioni diverse, è impellente. Infatti, una volta stabilito il principio morale dell’uguaglianza degli uomini, occorre a questo far corrispondere il diritto alla differenza culturale. L’antropologia può aiutare, nelle sue specializzazioni attuali, quindi di tipo politico e giuridico, anche a cogliere i valori che sono insiti nelle varie culture umane e quindi a stabilire principi che siano adeguati ad una civile convivenza.
- Un interesse applicato. Lo studio antropologico offre i suoi risultati e gli approfondimenti concettuali a tutti coloro che lavorano in settori sociali. E quindi sempre più oggi, ci si rende conto della necessità di applicare corretti procedimenti nell’intervento con persone di altra cultura.
L'antropologia delle origini
Bene quali sono le condizioni della comparsa dell’Antropologia? Beh le origini di questa disciplina non sono facili da stabilire. Erodoto può essere considerato il primo anche se nei suoi trattati non parlò mai di antropologia. Ma le sue osservazioni sulle diversità tra Greci e Barbari, tra differenza di costumi fra i popoli, hanno sicuramente un taglio, un sapore antropologico.
Sicuramente possiamo fare riferimento perlomeno alla nostra linea di tradizione di pensiero, all’umanesimo europeo al 400, e quindi ai dibattiti che fecero seguito durante tutto il secolo successivo alla scoperta del nuovo mondo, e quindi dai suoi abitanti. L’umanesimo pose l’umanità al centro della riflessione filosofica e della produzione artistica, quindi agli occhi degli umanisti il genere umano diviene un soggetto capace di forgiare il proprio destino nonché di esplorare la natura studiandone le leggi e nei carismi nascosti.
Ma questi rimasero sicuramente legati ad un’idea di umanità che è fortemente astratta e idealizzata. E quindi pensate a un riferimento alle società classiche nel mondo antico e delle più civili sicuramente tra contrari e allora. La scoperta e la successiva conquista dell’America ruppero l’incanto umanistico. E quindi posero sicuramente a un’Europa cristiana a dei quesiti precedentemente inimmaginabili.
L’espansione e quindi l’identificarsi dei contatti con genti, costumi così diversi da quelli europei fecero sorgere gravi problemi di ordine religioso, scientifico e morale. Gli europei infatti incominciarono a interrogarsi sulla natura di queste popolazioni che a volte si presentavano sicuramente barbare e selvagge. L’espansione e quindi i traffici commerciali, intensificarono i contatti tra gli europei e queste popolazioni locali.
E quindi chiaramente da qui fiorirono, si intensificarono anche le descrizioni di usi e di costumi di queste popolazioni. E alla base di queste descrizioni però non vi è un intento scientifico. L’intento scientifico verrà soltanto alla fine del 700, solo quando scienziati e filosofi cominceranno a elaborare una teoria unitaria del genere umano concepito come unica specie. Quindi grazie agli illuministi la riflessione sul genere umano acquisterà definitivamente il carattere di una riflessione su un oggetto universale.
Ecco per quanto riguarda poi l’istituzione propria dell’antropologia culturale intesa proprio come insegnamento si dovrà attendere la fine dell’ottocento e i primi del novecento inoltrato. Allora nelle colonie quindi nelle riserve gli antropologi trovarono i luoghi privilegiati del loro lavoro. Questo non significa che fossero dei colonialisti, pur collaborando a volte con le istituzioni coloniali gli antropologi si sono distinti dai colonizzatori proprio per la volontà di stabilire rapporti di reciproca comprensione con le popolazione studiate.
E allora cosa fanno questi antropologi? Prevalentemente si sono occupati dello studio di questi popoli contemporanei vicini a loro, ma lontani da un punto di vista geografico. Lo studio delle istituzioni sociali, politiche, dei culti, delle credenze religiose, delle tecniche di costruzione, dei manufatti, dell’arte, dei popoli lontani e diversi da quelli europei o di origine europea, ha costituito diciamo almeno all'inizio, l’oggetto privilegiato dell’antropologia.
Gli antropologi si sono dedicati fino a pochi decenni fa allo studio dei popoli che per molto tempo sono stati chiamati selvaggi o popoli primitivi, perché ritenuti i rappresentanti di fasi arcaiche della storia del genere umano. I cui costumi se segnalavano per la loro notevole diversità rispetto a quelli europei. A partire dalla metà del novecento sono stati inclusi nell’antropologia anche popoli con tradizioni scritte e antichi culti monoteistici, anche popoli che sono geograficamente più vicini all’Europa.
Oggi gli antropologi si occupano di ogni realtà presente nel mondo sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo. Quando l’antropologia si sviluppò, spesso i suoi rappresentanti non avevano modo di visitare direttamente i popoli sui quali poi scrivevamo. Era allora uno studio a distanza che si basava su testimonianze di viaggiatori, di esploratori e di militari.
Ecco tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento avviene la svolta. La svolta viene inaugurata con la pratica della ricerca sul campo. Da allora non è più stata abbandonata anche se oggi l’osservazione diretta si avvale anche di altri supporti. E in ogni caso fare antropologia non consiste solo nel riflettere partendo da ricerche svolte da altri, ma significa volere affrontare l’incontro con esseri umani, con costumi diversi dai propri coniugando le conoscenze teoriche della disciplina con la personale esperienza di osservazione, di riflessione, e quindi di ricerca.
E per questo possiamo pensare ed è utile fare e pensare che l’antropologia non sia un prodotto esclusivo dell’occidente, perché tutti i popoli si chiedono, si interrogano su come siano le altre popolazioni. E per questo l’elaborazione delle vere e proprie teorie relative alla natura umana si trova presso molti popoli del nostro pianeta anche tra quelli che non hanno elaborato il loro sapere in forma scritta. Spesso è proprio presso i popoli semplici e sprovvisti di istituzioni preposte allo studio del genere umano, che possiamo trovare delle affascinanti emissioni della natura, del luogo e del cosmo.
Di conseguenza gli antropologi rifiutano l’idea che il discorso sul genere umano si sarebbe prodotto esclusivamente in occidente nell’età moderna. La nostra non è altro che una delle tante antropologie elaborate in tempi e luoghi diversi. Quindi sicuramente quella che noi vogliamo presentare nel nostro corso è l’idea di un’antropologia intesa come un sapere che è andato trasformandosi in un tempo in relazione ai mutamenti della società europea e americana, e delle relazioni di quest’ultima, e i popoli della terra. Quindi l’antropologia culturale la dobbiamo intendere come un sapere che opera criticamente su sé stesso, sui propri metodi e sulle proprie nozioni.
Lezione 2
L'approccio delle quattro aree
Nel punto 3. L'antropologia linguistica nell’ultima frase: L’antropologia linguistica è legata alla prospettiva relativistica in antropologia culturale ed è nata con essa all’inizio del Novecento, si aggiunge con gli antropologi di cui ci occuperemo nel corso dei nostri approfondimenti.
Nel punto 4. L’antropologia culturale nell’ultima frase: Giusto o sbagliato che sia, «antropologia» in certi ambienti in parecchi continenti, ha finito così per significare in maniera più specifica antropologia culturale, mentre nell’America settentrionale si mantiene un approccio che fa tesoro, si aggiunge di ciò che è importante e di ciò che non lo è.
Teoria ed etnografia
Dopo la frase In antropologia si distingue spesso tra etnografia e teoria., si aggiunge questa frase Per questo mi preme sottolineare questi due termini. Dopo l’ultima frase di questo paragrafo Teoria ed etnografia si aggiunge questa frase: Non è così per la disciplina di stampo antropologico. Ecco è da questi presupposti che noi ci dobbiamo affacciare allo studio dell’antropologia.
Origini dell’antropologia
Vediamo ora di cominciare a tracciare quelli che sono i precursori della tradizione antropologica della quale ci incominceremo ad occupare a partire dal prossimo credito formativo. Molti antropologi concorderebbero con l’affermare che l’antropologia inerte come una branca distinta del sapere intorno alla metà del XVIII secolo quando incominciò a diffondersi fra un pubblico allargato l’interesse per l’evoluzione umana.
L’antropologia come disciplina accademica iniziò un po’ più tardi con le prime assunzioni di antropologi di professione nelle università, nei musei, negli uffici governativi. Ma è sicuramente fuori di dubbio che le idee antropologiche vennero alla luce molto prima. Quanto prima è in realtà materia di disaccordo perché il dibattito non sia particolarmente vivo. Piuttosto ogni antropologo e ogni storico della disciplina ha la sua idea sul punto più importante da cui iniziare la storia.
Da un punto di vista di una storia delle idee gli scritti degli antichi filosofi, dei viaggiatori greci, degli storici arabi nel medioevo, dei viaggiatori europei medievali e rinascimentali sono tutti precursori plausibili. Ecco sicuramente dobbiamo soffermarci in realtà sul concetto di contratto sociale e sulla percezione della natura umana della società e delle diversità culturali che emersero dal concetto di contratto sociale.
Ebbi è da qui che iniziamo a concentrare diciamo la nostra analisi del concetto di antropologia culturale. Un altro punto di inizio benché essenzialmente non ci siano un legame è l’idea di grand...
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