ANTROPOLOGIA CULTURALE: Studio della natura,
della società umana, e del passato dell'uomo, mira a
descrivere cosa vuol dire essere umani. E' una
disciplina olistica, comparativa, basata
sull'evoluzionismo e pone l'accento sugli aspetti della
vita umana che si intersecano e si plasmano a
vicenda fino ad integrarsi. Ha come fondamento la
ricerca sul campo , e si sforza di trarre
generalizzazioni su ciò che significa essere uomini
che conservino validità nello spazio e nel tempo.
La prospettiva evoluzionista studia le variazioni
genetiche e l'eredità presente nelle popolazioni, è
importante sapere che l'evoluzione biologica non
coincide con quella culturale .
CULTURA: Insieme di idee e dei comportamenti
appresi dagli esseri umani in quanto membri della
società . Più di qualsiasi altra cultura affidiamo la
nostra sopravvivenza all'apprendimento, per imparare
come ripararci o come cibarci. Gli antropologi
affermano che gli essere umani sono ORGANISMI
BIOCULTURALI, cioè che la nostra costituzione
biologica è frutto di processi di sviluppo ai quali
partecipano agenti, chimica delle cellule che creano la
cultura che conosciamo, allo stesso tempo la
sopravvivenza di questi organismi dipende dai modi
appresi di pensare ed agire.
L'antropologia Nordamericana è stata divista in 4
branche:
1-BIOANTROPOLOGIA: Studiare gli esseri umani
come organismi viventi per capire cosa li rende simili
o uguali agli animali, ma anche le differenze tra gli
stessi esseri umani (colore pelle, disegno del corpo..).
Il categorizzare gli essere umani in RAZZE proviene
dalla sicurezza di alcuni scienziati che pensavano di
poter riuscire a classificarli in base a sicuri criteri,
Carlo Linneo (1700) classificò americani, europei,
asiatici e negri in base al colore della pelle, ad attributi
mentali e morali (esso scriveva che gli europei erano
gentili, volubili e governati da leggi mentre i negri
ostinati, collerici e governati dai costumi, o gli asiatici
gravi, avari, dignitosi, governati dall'opinione).
Durante il 19 secolo si sviluppa l'idea delle razze
classificate in base alle dimensioni del cervello,
(nordamericani-europei-negri in fondo)-->Scoperta
che giustifica il RAZZISMO, nonchè l'oppressione
degli appartenenti a una o più razze in base alla
presunta superiorità di alcune.
Johann Blumenbach divise le razze in caucasoidea,
mongoloide, americana, etiopica e malese, fu una
classificazione che durò per tutto il 19 e 20 secolo,
ma all'inizio del 20 secolo si cominciò a concordare
che la razza è un'etichetta culturale inventata dagli
uomini per suddividere la gente in gruppi, e si finì per
ripudiare la classificazione razziale (Washburn)--
>BIOANTROPOLOGIA, sottolinea il distacco
dall'antropologia fisica. Si divide in ulteriori 2 sottotipi
come la PRIMATOLOGIA (studio dei parenti più
prossimi degli esseri umani) e della
PALEOANTROPOLOGIA (studio dei resti fossili delle
ossa dei antichi umani).
2-ANTROPOLOGIA CULTURALE: La diversità tra gli
uomini risiede nella cultura, alcuni studiano come gli
umani si organizzano per svolgere compiti collettivi--
>sociologia. L'antropologia diversamente da questa
ultima disciplina, compara le diverse forma di vita
sociale effettuando ricerche in ambienti rurali e
urbani. Gli oggetti di studio di questa scienza sono
genere, sessualità, migrazione, ubranizzazione,
globalizzazione, etnicità, nazionalismo, diritti
umani, economia, politica, abbigliamento,
linguaggio , poesia, musica, religione, arte..
Questo periodo di lavoro detto RICERCA SUL
CAMPO, vede come momento centrale la
partecipazione diretta del ricercatore alla vita
quotidiana di coloro che vivono-->INFORMATORI---
>Osservazione-partecipante.
ETNOGRAFIA: Descrizione comportamenti sociali di
un gruppo di persone
ETNOLOGIA: Studio comparativo di 2 o più gruppi
3-ANTROPOLOGIA LINGUISTICA: Il llinguaggio è
un sistema di simboli per codificare l'lesperienza del
mondo e dei rapporti con gli altri, questa disciplina
studia quindi il linguaggio come veicolo di
informazione culturale e il modo in cui si differenzia
(analisi di chi si esprime in più lingue, inventare lingue
per comunicare, linguaggio dei segni, come i bimbi
apprendono)
4-ARCHEOLOGIA: Si occupa del passato degli
uomini tramite l'analisi dei resti materiali,
specialmente della preistoria, che precede la
scrittura..
L'ANTROPOLOGIA APPLICATA: è una branca
dell'antropologia che sfrutta l'informazione derivante
da altre specializzazioni antropologiche per proporre
soluzioni ai problemi pratici. (nuovi farmaci, alleviare
difficoltà a rifugiati, facilitare incontro mondo
occidentale e non , dar vita a tecnologie sostenibili
che minimizzino il degrado ambientale).
L'ANTROPOLOGIA MEDICA : Offre collegamento tra
bioantropologia e antr. culturale, si occupa di salute
umana, in particolare l'antr. medica critica collega
questioni di salute e malattie umane in determinati
contesti locali, e ha evidenziato come la
disuguaglianza sociale causi sofferenza e malattia.
Inoltre richiamano l'attenzione sul fatto che l'occidente
spinga a combattere la malattia più che prevenirla, e
mette in luce che ciò che spesso si chiama
adattamento è l'adeguamento alle conseguenze di
sociopolitiche oppressive.
CAP. 2 CULTURA E CONDIZIONE UMANA
La cultura non è solo appresa, ma anche condivisa--
>HABITUS, le pratiche culturali condivise
comprendono varietà di conoscenze e abilità per più
individui diversi.
La variazione culturale per modelli permette agli
antropologi di distinguere le varie tradizioni culturali,
per es. i costumi o le abitudini di una cultura possono
contraddire un altra. Ciò che è certo è che la
sopravvivenza biologica dell'uomo dipende proprio
dalla cultura, e quindi essa è ADATTIVA, ci consente
di adattarci all'ambiente in cui viviamo e di
trasformarlo.
Infine la cultura ha carattere simbolico: un SIMBOLO
è qualcosa che sta per qualcos'altro, ed è questo che
ci distingue dalle altre specie di esseri viventi. Quindi
la cultura è APPRESA, CONDIVISA, BASATA SU
MODELLI E SIMBOLICA.
Potts individua 5 elementi che appaiono come
prerequisiti della cultura simbolica dell'uomo:
1)La trasmissione (comportamento emulativo basato
sull'osservazione), 2)La memoria, 3)La reiterazione
(riprodurre info apprese), 4)L'innovazione e 5) la
Selezione (discriminare tra innovazioni da mantenere
o escludere).
Anche le scimmie antropomorfe possiedono una
capacità di codificazione simbolica, ma l'uomo ha
l'attitudine alla rappresentazione simbolica
complessa, con cui comunica passato, futuro e
invisibile.-->mettendo a frutto le nostre capacità
simboliche abbiamo dato vita a istituzioni che
organizzano la vita sociale.
DUALISMO: Profondamente radicato nell'occidente, è
la convinzione che la natura umana sia costituita da 2
forze differenti (anima e corpo)-->Filosofo greco
Platone suddivideva l'intera realtà così, e il dramma
dell'esistenza coincide con la lotta tra corpo e mente--
>Dualismo conflittuale.
IDEALISMO: Il corpo è un impedimento materiale che
ostacola il pieno sviluppo della mente o dello spirito
MATERIALISMO: Le persone non cercherebbeo la
salvezza spirituale se i loro bisogno materali fossero
soddisfatti.
DETERMINISMO: comprende idealismo e
materialismo perchè tentan di spiegare la natura
umana riconducendola a un'unica forza causale.
Karl Marx "Gli uomini fanno la propria storia, ma non
come loro aggrada, non la fanno in circostanze scelte
da essi , ma in quelle nelle quali si imabttono
direttamente, date e trasmesse dal passato"--
>L'uomo lotta per sentire il controllo sulla propria vita,
ponendosi obiettivi.
Si possono vedere nell'idealismo, nel materialismo e
nel dualismo tentativi del pensiero occidentali di
individuare che cosa significhi essere umani, vi sono
pensatori che sostengono che gli umani vengano al
mondo privi di una essenza precostituita, altri
pensano che le forze materiali più potenti si collochino
fuori dal nostro corpo nonchè nell'ambiente naturale,
che plasma chi siamo. Seguaci di Marx pensano che
la consapevolezza di sè degli esseri umani si radichi
nelle relazioni sociali plasmate dall' economia che
regge la società.
Materialisti e idealisti si sono scontrati per secoli alla
ricerca ossessiva e vana di un essenza della natura
umana e il risultato finale è multidimensionale e
rigido-->OLISMO: Muove dall'assunto che non
esistono confini netti che separano mente e corpo,
corpo e ambiente, individuo e società ecc.. Asserisce
che si compenetrano a vicenda e si definiscano
reciprocamente. Gli esseri umani si sviluppano e
vivono insieme, e sono profondamente condizionati
dalle esperienze culturali condivise--
>COEVOLUZIONE-->Gli organismi umani, il loro
ambiente e le loro pratiche simboliche si
codeterminano a vicenda.
ETNOCENTRISMO: Opinione secondo la quale il
proprio modo di vita è naturale o giusto finendo per
pensare che il modo di vivere degli altri sia sbagliato.
E' possibile evitare il pregiudizio etnocentrico? Le
persone con un retroterra culturale diverso dal nostro
possono aiutarci ad acquistare consapevolezza
riguardo al loro modo di vivere, facendoci capire che
la verità è sempre parziale .
RELATIVISMO CULTURALE: Comprendere una
cultura diversa considerandola empaticamente da
farla apparire un progetto di vita coerente e con
senso. -->promuovere comprensione
Ma come può la relatività culturale migliorare la nostra
comprensione di pratiche culturali controverse, come
per esempio la CLITORIDECTOMIA ? Nel 1978 la
femminista radicale Mary Daly accostò la mutilazione
genitale femminile africana alle pratiche come la
fasciatura dei piedi in Cina e il rogo delle streghe
nell'Europa medievale, e le definì atti a distruggere
l'essere autoassertivo delle donne. Prima di tutto però
bisogna capire che opinione hanno di questa pratiche
le donne africane della comunità, cosa fa della
mutilazione genitale un rituale apprezzato? Una volta
circonciso il ragazzo fa un passo verso l'età adulta,
mentre la ragazza non sarà donna fintanto che non si
sposi, ma è necessaria l'operazione per prepararla
alla fertilità. In realtà serve solo ad assicurare che la
ragazza sia vergine quando si sposa per la prima
volta. Le donne che subiscono l'operaizone soffronto
tantissimo anche in seguito, in tutti i rapporti sessuali
e in seguito rischiano infezioni urinarie e mestruazioni
difficoltorie. Boddy scoprì che le donne da lei
conosciute associavano la categoria vergine più alla
fertilità che alla mancanza di esperienza sessuale, e
credevano che la fertilità si potesse rinnovare e
proteggere rieseguendo l'infibulazione dopo il
parto..inoltre la purezza, la pulizia e la levigatezza
associate al corpo femminile infibulato sono collegate
ad attività qutoidiane del villaggio. Tutto questo da
significato all'operazione e la rende necessaria e
giutificabile.
La comprensione rivela come un procedimento così
pericoloso possa apprire del tutto accettabile ove lo si
collochi in un contesto significativo. Anche le pratiche
come la promozione di perdita di peso o la chirurgia
plastica sono ugualmente pericolose, ma è quindi la
cultura che ce lo fa fare e che non ci lascia scelta?
Forse è troppo semplice invocare il determinismo
culturale per spiegare l'infibulazione perchè ci impone
di accettare 3 assunti: che le culture abbiano confini
precirsi, che ciascuna offre solo una maniera di
interpretare l'esperienza e che la gente venga
plasmata dalla cultura, impossibilitata a resistere
all'indottrinamento e incapace di vedere oltre. Ma in
realtà i villaggi del Sudan nord non sono sigillati, ma
aperti a un modo più vasto e diverso, con altri
significati. Comprendere non vuoldire giustificare. E'
quindi il RELATIVISMO CULTURALE che permette di
confrontare e riconsiderare la possibilità che la nostra
tradizione riconosca una nuova luce ricercando aree
di intersezione e contrasto.
L'antropologia pone una differenza tra Cultura
(attitudine dei membri a creare idee simboliche per la
sopravvivenza della specie) e culture (modi di vita
appresi riconducibili a specifichi gruppi di esseri
umani). La questione è quindi, quali pratiche
tradizionali devono mantenersi nel mondo
contemporaneo? E chi può prendere questa
decisione?
Non è certo un segreto che gli stati colonizzatori
hanno sempre tentato di stabilire la priorità culturali
dei popoli assoggettati
------ boh
CAP. 3 LA RICERCA SUL CAMPO
E' costituia da un prolungato periodo di stretto
coinvolgimento con la gente a cui l'antropologo è
interessato, la raccolta dati effettuata (interviste,
inchieste, letteratura) si definisce OSSERVAZIONE
PARTECIPANTE, la quale consente di interpretare
ciò che la gente dice rifacendosi a credenze e valori
culturali . Questo periodo di ricerca costituisce la fase
finale della formazione ufficiale, ma la maggiorparte
vuole assicurarsi ulteriori periodi di ricerca durante la
carriera, classicamente questo lavora punta all'estero,
ma può essere fatto anche all'interno del prorpio
paese basandosi su differenziazione sociale e
margnializzazione.
L'incontro con la cultura dev'essere il più stretto
possibile (I valentines vissero per anni negli stessi
decrepiti edifici nel quartiere Blackston, adattandosi a
tutte le sofferenze e la povertà), quasi sempre
adattarsi a nuove popolazioni causa stress, anche
solo per il cambio climatico o per le diversità culturali.
Philippe Bourgius studiò glli spacciatori di droga al
Barrio, in NYC , imparando a fare i conti con la
violenza, e con l'ostilità dei poliziotti bianchi, deve
quindi prevalere il concetto di sopravvivenza e
d'adattamento. I ricercatori annotano, prendono
appunti, hanno videocamere o fotocamere, analizza
le informazioni riportando nuovi interrogativi.
Il POSITIVISMO è un modo di osservare e studiare il
mondo sotto profilo scientifico e tende a spiegare il
funzionamento del mondo materiale rifacendosi a
processi rilevabili con i 5 sensi, inoltre si affida ad
una metodologia che separa i fatti dai valori, quindi la
ricerca si basa su ciò che è, non sui principi morali
delle persone o sulle sensibilità politiche. L'obiettivo è
produrre CONOSCENZA OGGETTIVA, che sia vera
per chiunque al di là del tempo e dello spazio.
Dunque, ogni scenario di ricerca corrisponde a una
distinta situazione sperimentale, ma descrivere gli
umani in modo così oggettivo, riportano solo i fatti,
non coinvolgendosi personalmente non fa trapelare
l'umanità. Negli anni 60-70 il mondo era in preda ad
un'agitazione sociale (lotte per i diritti civili delle
donne, indipendenza da controllo coloniale ecc.), gli
antropologi capiscon che gli osservatori muovono da
assunti diversi e finiscono con conseguire dalla
stessa società conoscenze differenti, allora è proprio
l'accuratezza scietnifica che esige che gli antropologi
consideriino i propri informatori come esseri umani a
tutti glil effetti, e considerino umani se stessi. E' vero
quindi che il rifiuto del positivismo trasforma la ricerca
sul campo in impressioni soggettive sugli altri? Il
dialogo tra etnografo e informatore è un indagine sui
modi di vivere, e viene fatto con criterio e scrupoli,
quindi i dati sono INTERSOGGETTIVI, nonchè
condivisi da informatori e antropologi.
L'APPROCCIO RIFLESSIVO consiste nel fare un
passo indietro e riflettere sul modo in cui gli
appartenenti alla cultura concepiscono normalmente
la propria vita, occorre quindi concepire la
CONOSCENZA CONTESTUALIZZATA quindi la
consapevolezza della nazionalità, dell'identità, delle
preferenze politche, delle ragioni della ricerca
dell'etnografo. In qualche modo si riconosce la
comprensione parziale che dipende da tali ricercatori
in contatto con specifici informatori, le cui relazioni
possono essere disegnate da particolari contesti etici
e politici. E' quindi anche un approccio critico verso
se stessi e verso la disciplina stessa .
La ricerca sul campo è rischiosa, bisogna accettare lo
shock che ne proviene e proteggere la propria
vulnerabiità. Il fatto che ciò che osservano gli
antropolgi sembra strano o irrazionale, è spiegabile
dalla loro stessa disciplina: non lo comprendono
ancora. L'antropologo Agar definisce PUNTI RICCHI i
momenti di incomprensione interculturale, essi
denunciano la distanza di due visioni del mondo
diverse, ed è in quei momenti che bisogna mettere
sotto esame le proprie interpretazioni, cercando
conferma.-->Riuscire a comprendere il Sè
CULTURALE passando per la comprensione
dell'ALTRO CULTURALE, cioè nel cogliere il
significato del sè culturale altrui apprendiamo la
nostra identità culturale. L'oggetto in comune tra
informatore e antrop. sono le stesse attività, viste da
due prospettive diverse, tra di esse dev'essere
costruito un ponte di comprensione-->DIALETTICA
DELLA RICERCA SUL CAMPO. Il ricercatore che
arriva sul campo si è gi&agrav
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