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Antropologia: studio dell'uomo

Nel senso più ampio, l'antropologia tratta i seguenti argomenti:

  • Natura biologico-fisica umana, cultura e società, passato dell'uomo.
  • Biologia dell'uomo, ambiente, storia, economia, politica, religione (ne hanno plasmato l'evoluzione e la vita).
  • Rapporti tra contesti locali e matrici socio-culturali e politiche.
  • Che cosa significa essere umani.

L'antropologia è lo studio chimico e fisico della specie umana.

Antropologia biologica

Studio degli esseri umani come organismi viventi e delle loro somiglianze/differenze rispetto ad altri animali (primatologia, paleoantropologia ed etologia).

Archeologia

Studio dei resti di cultura materiale e spirituale come testimonianze di attività culturali del passato, studio delle relazioni con l'ambiente e paleoclimatologia.

Antropologia linguistica

Studio del linguaggio in relazione al contesto biologico, culturale e storico che lo rende possibile.

Antropologia sociale e culturale

Studio delle variazioni culturali nei comportamenti, idee e credenze degli uomini come membri di società.

Metodi di studio di antropologia biologica

Approccio privilegiato nel passato era quello bioscheletrico e paleontologico. Bisogna osservare dei caratteri, confrontare il fossile con altri fossili e inserire i fossili all'interno di una scala evolutiva. Bisogna tenere conto del fattore tempo e dei suoi effetti. Questi si possono valutare attraverso metodi fisici o metodi stratigrafici. Interpretiamo gli elementi del passato per giungere alla comprensione del presente.

Oggi usiamo un approccio moderno, in cui si parte dalle molecole degli individui e cerchiamo di spiegare i processi evolutivi che hanno portato ai cambiamenti dell'individuo. Si parte dalla conoscenza del presente per spiegarne il processo evolutivo.

Vantaggi e svantaggi dell'approccio bioscheletrico e paleontologico

  • Pro:
    • I fossili sono in genere associabili a specifici ambienti e culture.
    • I fossili possono essere esaminati direttamente.
    • I fossili sono privilegiati nel caso di epoche antiche o di climi che non conservano i resti molecolari.
  • Contro:
    • I fossili sono rari e frammentati.
    • Individui singoli, non popolazioni, senza chiara contestualizzazione spaziale e/o diacronica.
    • I fossili testimoniano rami interrotti del processo evolutivo.
    • I fossili raramente sono antenati della variabilità attuale.

Vantaggi e svantaggi dell'approccio molecolare e paleontologico

  • Pro:
    • Campionamento di individui viventi di popolazioni attuali (caratteri noti).
    • Un solo antenato per tutta la variabilità attuale. Possiamo risalire all'antenato comune più recente Most Recent Common Ancestor (MRCA).
  • Contro:
    • Difficoltà di interpretazione dei fatti più antichi.
    • Cattiva conservazione delle sostanze cellulari in climi caldi e su lunghi periodi.
    • Informazioni di difficile riempimento nella grande molecola del DNA.

Sistematica: Linnaeus, Systema Naturae

Improntato alla necessità di porre ordine nella grande quantità di organismi osservati in natura. Basato su tre principi fondamentali:

  • Essere viventi organizzati in modo discreto, sulla base di aspetti anatomici.
  • Immutabilità delle specie nel tempo (discutibile).
  • Tutte le specie sono create ab initio da un'entità esterna.

Sistema di classificazione gerarchico binomiale:

  • Fortemente aristotelico.
  • Tuttora in uso.
  • Basato su criteri strettamente anatomici.

Nomenclatura binomia: nome del genere con la lettera maiuscola, nome della specie con la lettera minuscola.

Biospecie: gruppi di popolazioni naturali, realmente o potenzialmente interfeconde e isolate riproduttivamente. Molto spesso non è definibile e si definisce solo una morfospecie.

Specie evoluzionistica: discendenza che si evolve separatamente dalle altre, con le sue peculiari caratteristiche e tendenze evolutive. Singola discendenza di popolazioni di organismi, che mantiene la sua identità rispetto alle altre, con le proprie tendenze evolutive e il suo destino.

Morfospecie: definita in base ad affinità anatomiche/morfologiche, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione.

Paleospecie e cronospecie: specie cronologicamente susseguenti nella medesima discendenza.

Differenziazione di una specie: 6 milioni di anni circa. A seconda di come suddividiamo, usiamo dei suffissi diversi (famiglia, ordine...)

La morfologia di una specie è costituita da un grande numero di caratteri anatomici:

  • Forma delle ossa.
  • Forma dei muscoli e posizione delle loro attaccature.
  • Colore della pelle.

Omonologia e analogia

Omologia: strutture che hanno un'origine evolutiva comune. L'ala di un uccello e la pinna anteriore di una balena sono omologhi perché si suppone che si siano entrambi evoluti dall'arto anteriore di un rettile ancestrale. L'omologia presuppone l'esistenza di un organismo ancestrale comune da cui le strutture omologhe si sono evolute.

Analogia: strutture che hanno funzione simile, ma evolute indipendentemente. In questo caso la similarità è determinata dalla convergenza.

Caratteri omologhi: gli unici che servono nello studio filogenetico

  • Primitivi (plesiomorfi): sinplesiomorfi, condivisi da tutte le specie di un gruppo, ereditati immodificati dalla linea ancestrale di un gruppo.
  • Derivati (apomorfi): sinapomorfi, derivati da carattere ancestrale ma distinguibili da esso, presenti in due o più specie; autapomorfi, derivati da un carattere ancestrale ma distinguibili da esso e presenti in una sola specie.

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico è un comportamento che riguarda il modo in cui bisogna affrontare il mondo reale, dobbiamo comprendere il funzionamento della natura. Le fasi di applicazione del metodo scientifico sono:

  • Osservazione: raccolta di tutti i dati di fatto, in modo completo e non influenzato da idee preconcette. La raccolta può comunque essere mirata, purché si attenga a criteri oggettivi. Nessuno di noi è in grado di raccogliere tutti i dati disponibili. Dobbiamo assolutamente fare una selezione. Dobbiamo capire quali sono i dati che si serviranno e quelli che non ci serviranno.
  • Ragionamento: applicazione della logica e comprensione delle relazioni che collegano i dati sperimentali. Da questo bisogna tirare fuori un'interpretazione. Quando abbiamo raccolto i dati sperimentali, bisogna chiederci dove conserviamo i nostri dati. Oggi il problema della conservazione è più importante della raccolta. Quando li abbiamo raccolti in grossa quantità, non ci basta più la logica. Si utilizza l’algoritmo che si basa sulla matematica, per cui si utilizza la matematica statistica. Da quello che viene fuori, noi formuliamo le ipotesi interpretative: dobbiamo verificare che sia corretta e lo facciamo attraverso l’esperimento.
  • Esperimento: verifica della correttezza delle ipotesi attraverso: controllo di tutte le possibili situazioni e variazioni ed effettuazione di prove controllate (ove possibile). Nel mondo delle scienze naturali non è sempre facile.

Premessa epistemologica

Teoria: relazione logica che connette i dati sperimentali spiegandone origine e comportamento nell’ambito dei processi di causa ed effetto. Tutto quello che fa funzionare il nostro mondo è causa-effetto. Esistono dei fenomeni che vengono attivati da altri fenomeni. Una buona teoria deve essere controllata senza essere dimostrata che non sia falsa. Deve essere in grado di passare tutte le verifiche e i controlli senza essere dimostrata falsa (falsified).

Caratteristiche di una (buona) teoria:

  • Concisione: pochi postulati, cioè punti di partenza della teoria e grande numero di previsioni verificabili sulla base dei postulati.
  • Generalità: spiegazione del maggior numero possibile di fatti.
  • Precisione: previsioni precise e univoche.
  • Ripetibilità: degli esperimenti di verifica.
  • Modificabilità: adattabilità alla prova della variabilità o del mutamento dei fatti.
  • Deve poter essere sviluppata o migliorata senza essere confutata.

Modello: abbozzo di teoria, allo stato di prima approssimazione, in genere basato su fatti scarsi e frammentari. Una volta che è stata dimostrata, la teoria diventa legge.

Legge: stato della teoria dopo la sua dimostrazione attraverso il metodo sperimentale.

Critica al concetto: non esistono leggi (e teorie) complete o perfette (la legge della gravitazione funziona ma non è perfetta). Continua la formulazione di aggiunte o cambiamenti alle leggi (o teorie).

Quali sono i postulati sui quali si basò Darwin?

Concetto fondamentale: tutti gli organismi discendono da un antenato comune comparso in un’epoca remota del tempo geologico. Tutte le specie, passate e presenti, sono imparentate secondo relazioni antenato-discendente.

Verifica della teoria: se una teoria è valida, deve essere possibile formulare, e in seguito verificare, previsioni sulla base di essa. In pratica è necessario che si verifichi realmente ciò che ci si aspetterebbe di osservare secondo la teoria.

Previsioni formulabili in base alla teoria dell’evoluzione:

  • Se tutti gli organismi discendono da un antenato ancestrale è necessario che essi mostrino uno schema di somiglianze progressive che li collegano tra loro: parenti prossimi devono somigliarsi tra loro più di quanto ciascuno di essi somigli ad altri più lontani.
  • I tratti acquisiti nel corso dell’evoluzione sono condivisi soltanto con i discendenti.
  • La documentazione fossile della storia della vita deve mostrare un cammino da individui semplici a individui via via più complessi. Ossia acquisizione di caratteri per l’adattamento portano alla complessità degli organismi. Ci sono alcuni organismi che sono rimasti semplici.

Queste previsioni stanno resistendo da 150 anni a ricerche nel campo della biologia sistematica e molecolare e della paleontologia. La teoria dell’evoluzione è un’idea ben confermata dalla natura delle cose.

Teoria dell’anello mancante

Darwin vedeva l’evoluzione come un processo che porta alle ramificazioni. Lui parla del corallo. Ogni ramo si può suddividere in altri rami che si dividono in altri rami ancora. Andiamo a cercare l’antenato comune, quello che si trova alla base della forcella. Darwin vedeva lo svilupparsi della vita come un ramo di corallo, morto alla base e che perciò non consente di vedere i passaggi più antichi e di comprendere quale ramo abbia dato origine alla vita attuale. Ogni polipo rappresenta un individuo delle popolazioni attuali e poggia sullo scheletro calcareo generato da precedenti individui, ora morti. Larga parte dello scheletro è stata formata da individui che non hanno contribuito alla variabilità attuale.

Alla base abbiamo il corallo morto mentre sui rami ci sono i coralli vivi che rappresentano una colonia di organismi. Alla base possiamo trovare degli animali estinti.

In che direzione va il ramo di corallo? Tende ad andare in direzione della luce. Le singole formazioni dei singoli rami di corallo, la loro direzione è completamente casuale. Da cosa sono causate queste biforcazioni? Sono causate da mutazioni che sono completamente casuali. Alla base di tutto c’è il caso. A questo punto influiscono le condizioni ambientali e le tecniche di selezione naturale.

Teoria evolutiva, ovvero come funziona l’evoluzione

Darwin fu in grado di fornire una teoria causale che spiegasse le ragioni della «discendenza con modificazioni», cioè perché i tratti degli organismi possano modificarsi attraverso il tempo grazie alla selezione naturale. Non poteva parlare ancora di geni in quanto Mendel ancora non faceva il suo esperimento.

Cause della selezione naturale:

  • Risorse ambientali (cibo, energia) limitate: individui più abili nel procurarsi energia sopravvivono più a lungo. La trasmissione dei caratteri di questi genitori diviene più probabile.
  • Variazioni ambientali: organismi con altri caratteri possono trovarsi avvantaggiati. Trasmissione preferenziale dei nuovi caratteri e acquisizione di caratteri nuovi, adatti alla nuova situazione.

Inizi XX secolo

In realtà Darwin non conosceva i meccanismi della trasmissione genetica dei caratteri (già scoperti da Mendel ma non ancora riconosciuti). Le nuove scoperte degli inizi del XX secolo (derivate dal lavoro di Mendel) portarono alla comprensione di questi meccanismi:

  • Eredità.
  • Natura particellare dell’informazione genetica: geni, cromosomi.
  • Natura dei cambiamenti nell’informazione genetica: mutazioni, casualità delle mutazioni.

Critica della teoria darwiniana

  • Dubbi sull’importanza o necessità della selezione naturale.
  • Mutamenti genetici sufficienti a originare nuove specie?
  • Mutazioni in genere nocive o letali.
  • Gradualismo darwiniano in contrasto con la natura discreta dell’informazione genetica?

Anni 1960 e oltre: nuove prospettive

Equilibri punteggiati (punctuated equilibria):

  • In contrapposizione al «gradualismo filetico»: ipotesi darwiniana di lenta e continua trasformazione delle specie nel tempo.
  • Evoluzione suddivisibile in due fasi:
    • Stasi: stabilità della maggior parte delle specie nella documentazione fossile, modeste (ma non assenti) variazioni per periodi lunghi. Improbabile che le variazioni si traducano in mutamenti sostanziali. Habitat tracking (spostamento verso ambienti più confacenti). Specie diffuse e frammentate spazialmente, scarsa probabilità di trasformazione univoca su tempi lunghi.
    • Punteggiature: fasi brevi di intenso cambiamento evolutivo, 5'000 - 50'000 anni, precedenti per la teoria dello sloshing bucket, contingenza (assenza di predeterminazione).

Ambienti ominini cultura

Partiamo dagli stromatoliti (sono quelli che hanno prodotto tutto l’ossigeno che oggi è presente sulla terra) e dal principio di attualismo (i processi ambientali, geologici, antropici, etc., operavano nel passato con la stessa intensità e la stessa velocità con cui avvengono oggi).

Charles Lyell: pubblica principles of geology nel 1830. Tutti i cambiamenti passati che sono avvenuti sono stati causati dall’agire delle cause esistenti.

Modello deterministico

Cause: limiti fisici, materiali, energia, fattori biologici.

Effetti: forme degli ambienti, flora e fauna, scambi energetici, migrazioni.

Ricerche paleoambientali

Raccogliere dati di campagna e laboratorio, li confrontiamo con quello che accade oggi, facciamo la sperimentazione e arriviamo al modello interpretativo.

Osservazione del mondo culturale: se volessimo applicare il principio dell'attualismo al mondo culturale del passato, cosa potremmo fare? Possiamo andare ad osservare gli aspetti culturali di popolazioni culturali-tradizionali: non troppo efficace (?). Rappresentazione di Punch: parallelo tra evoluzione fisica ed evoluzione culturale.

Caratteristiche distintive tra uomo moderno e altri primati: aspetti biologici controllati direttamente da processi evolutivi, mutazioni. Gli aspetti culturali dipendono dagli aspetti biologici (cervello grande: capacità di gestire azioni).

Sistema estremamente complesso di piccoli movimenti che ci tengono in equilibrio in posizione verticale: fondamentale per avere un cervello grande, essere bipedi. Le prime forme di Ominini sono già in posizione eretta. Questa rende le mani utilizzabili per altre azioni: prendere oggetti, manipolare.

Cervello, tecnologia, linguaggio e cultura

  • Cervello grande.
  • Forte dipendenza dall'uso di utensili.
  • Linguaggio simbolico complesso.
  • Trasmissione di capacità cognitive complesse tra generazioni.

Riproduzione e società

  • Legame sessuale ed economico maschio-femmina.
  • Dipendenza giovanile.
  • Vita sociale su base domestica.

Legame sessuale ed economico sono durevoli nel tempo. Tendiamo a stabilire rapporti di coppia, mentre altri tipi di primati stabiliscono rapporti di gruppo. La dipendenza giovanile: lo sviluppo del cervello non può avvenire a livello fetale, ma ha uno sviluppo embrionale post-embrionale che allunga la dipendenza infantile.

Locomozione e ambiente

  • Bipedismo.
  • Ambienti aperti.

Dieta e fonti di cibo

  • Proteine da grandi animali.
  • Amido abbondante.
  • Consumo ritardato del cibo.
  • Condivisione del cibo.

Questi ultimi due punti sono fondamentali per la base di un gruppo sociale complesso.

Fonti per studiare le caratteristiche comportamentali e cognitive dell'umano antico

  • Dati del record fossile: includono resti scheletrici, resti di materiali costruiti.
  • Antropologia culturale dei gruppi di cacciatori-raccoglitori viventi: libro Briaule (Dio d'acqua), popolazioni che hanno avuto un contatto con le popolazioni europee.
  • Studio comportamentale dei gruppi di primati viventi.

Indicatori cognitivi e comportamentali desumibili dalle sequenze fossili

  • Resti scheletrici: se li troviamo, sono poco rappresentativi della popolazione iniziale, di tutto il record interrato, la minima percentuale rimane reperibile. I ritrovamenti sono casuali e rappresentano una minima percentuale di quella che era la popolazione iniziale. Si può dedurre dai resti scheletrici: capacità cognitive di base (dimensione cervello), tipo di percezione, coordinazione e controllo, motilità (biomeccanica: tipo di movimento). Presa di precisione (scrivere) e di forza (usare un martello) sono caratteristiche dell'uomo.
  • Tecnologia, strumento litico/osseo: ci dà informazioni su capacità cognitive di base, manipolazione e progettualità. Si trovano oggetti che sono stati lavorati, come delle ossa che sono state scalfite. Penso alla forma che mi serve, prendo un oggetto e gli do quella forma.
  • Sussistenza: caccia, raccolta e materie prime. Sono aspetti strettamente culturali. Ci dà informazioni su esigenze e preferenze alimentari, organizzazione sociale, comunicazione e progettualità a medio termine.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher e.kadelski di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Boschian Giovanni.
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