Specializzazione eccessiva nell'antropologia
Quello a cui oggi assistiamo è una specializzazione eccessiva che rischia di far cadere tutte le discipline; è quello che succede all'antropologia. Dalla separazione netta tra antropologia biologica e antropologia culturale si è provveduto, in entrambi questi ambiti, a definire specifici interessi d’indagine.
Antropologia biologica
- Studio delle popolazioni passate / studio delle popolazioni attuali
- Studio delle popolazioni / studio dell’individuo
- Studio dell’etologia / studio della morfofisiologia
- Genetica dell’individuo / genetica delle popolazioni
Antropologia culturale
- Antropologia politica / antropologia economica
- Antropologia sociale / antropologia culturale
- Antropologia linguistica / antropologia filosofica
- Antropologia dell’arte / antropologia della comunicazione
In questo contesto di ipertrofia e ipotrofia dei confini, le definizioni ci aiutano a ritrovare stabilità:
- De Buffon (XVIII secolo): antropologia come scienza generale dell’uomo
- Guerci: Quello che oggi si deve fare è cercare di elaborare un’antropologia che sia anche e soprattutto un modo di pensare; un atteggiamento particolare d’osservazione dell’uomo nelle sue funzioni, all’interno della sua storicità.
Prospettive moderne sull'antropologia
Per fare questo occorre (1) rifuggire da una eccessiva iperspecializzazione in virtù di una visione più globale dei fenomeni e (2) rigettare il dualismo oppositivo natura/cultura (invenzione della cultura occidentale) e infine (3) collocare sempre le informazioni in un contesto storico, fornendo elementi metadisciplinari.
La scienza moderna sembra essere, oggi, inficiata da alcune mancanze o meglio da una forma di arroganza particolare: non è che nella scienza moderna mancano le risposte, quello che fa difetto sono le domande. Come mai questo?
Se da un lato ogni disciplina scientifica partecipa di un panorama più ampio: la Scienza come unico orizzonte di valore dall’altro nel contesto di iperspecializzazione cresce a dismisura il livello di analfabetizzazione tra studiosi, generando incomunicabilità tra le varie discipline. A questo problema si aggiunge quello delle macchine. Per dirla con T. Kuhn, il periodo nel quale viviamo sarebbe caratterizzato dalla scienza normale.
Scienza normale
Il compito della scienza normale non è tanto quello di scoprire nuovi generi di fenomeni e elaborare nuove teorie, ma di criticare quelle elaborate dagli altri. La ricerca nella scienza normale non mira a elaborare nuovi dati e nuove teorie ma a giustificare quei dati entro un determinato paradigma. Nella scienza normale i dati sono tanto migliori quanto sono simili a ciò che ci si aspetta di trovare.
Quello che manca oggi quindi è l’interpretazione. Gli assunti di partenza non sono mai rimessi in causa. Oggi ci si affida completamente alle macchine e ai protocolli e così ci precludiamo ogni lettura innovativa o di ripensamento delle premesse.
Antropologia come strumento di superamento del dualismo
L’antropologia è una possibilità che ci può permettere di superare il dualismo natura/cultura; si trova a metà strada tra le scienze della vita e le scienze dell’uomo. È uno strumento e collante per tutte le altre discipline umane. Il dualismo oppositivo natura/cultura, in realtà, è privo di senso, come sostiene Descola, ma è un tipico pilastro occidentale. A testimoniare il continuo dialogo tra natura e cultura ci sono i secular trend.
Secular trend
Modificazioni che intervengono nel corso del tempo su alcuni caratteri antropologici; di solito accelerandone lo sviluppo. L’interesse per essi nasce dal fatto che essi sono indotti da avvenimenti socioculturali. In questo caso ne prendiamo in esame due principali:
- Aumento della statura
- Anticipazione dell’età del menarca
Negli ultimi secoli nel mondo occidentale vi è stata un'anticipazione di quasi due anni. I fattori d'influenza sono gli stessi di quelli della crescita staturale.
Aumento della statura
(Paesi occidentali) dal 1871 al 2007 la statura media della popolazione è aumentata di circa 11 cm. Questo non è costante e infatti l’incremento è stato interrotto da periodi bellici e situazioni di difficoltà economiche.
Quali sono i parametri che incidono nell’aumento della statura?
- Alimentazione: essenziale nella fase auxologica
- Luce elettrica
- Fattori emotivi: importanza del contesto di nascita (Federico II)
In questo quadro l’antropologia può dire la sua all’interno della scienza medica e della biopolitica.
Anticipo dell'età menarcale
(Paesi occidentali) Negli ultimi due secoli è riscontrabile un anticipo di quasi 2 anni. I fattori sono gli stessi di prima. I secular trend evidenziano come i due elementi presi in considerazione possano essere considerati sintomo di benessere sociale. Importante che non è universale.
Mentre in America Latina e in Oceania non si è manifestato, in Europa non si è ancora arrestato e negli USA è cessato definitivamente. In Sud Africa e in India si è manifestato il trend opposto, mentre in Olanda e Giappone è cessato da almeno 20-30 anni.
Dunque il dualismo natura/cultura è insignificante, sicuramente una componente genetica è presente nel determinismo di questi fattori, tuttavia vi sono elementi di influenza che non possono essere direttamente ricondotti al codice genetico.
Si tenga anche conto dei risultati delle migrazioni:
- Producono uno scambio endogamico tra popolazioni differenti
- Producono un flusso genico che può generare eterosi
Vi sono numerosi altri secular trend, alcuni dei quali ancora non riconosciuti per insufficienza di dati, prima che emerga l'evidenza statistica tali fenomeni vengono trattati come situazioni prepatologiche o patologiche. I secular trend dimostrano che l'organismo è comunque soggetto a mutamento, in funzione della sua plasticità, anche nel breve periodo.
Se gli studiosi non abbandonano subito la tendenza a considerare l’organismo un qualcosa di statico, omeostatico e tendente al ripristino delle condizioni iniziali, corrono il rischio di non distinguere più tra normale e anormale o patologico. Che cos’è normale? Non c’è niente di più anormale della normalità.
Oggi con normalità si intende normalità come aura mediocritas, appartenenza al gruppo di coloro che non sono né stigmatizzati né stigmatizzabili. Le distribuzioni normali, nel linguaggio statistico, rappresentano una famiglia di distribuzioni simmetriche che hanno la stessa forma generale, quella descritta dalla curva di Gauss.
Curva di Gauss
La curva di Gauss indica la distribuzione normale dei caratteri. Problema: deviazione standard è il valore che determina la minore o maggiore piattezza della curva e che indica quanto variano intorno alla media i valori della popolazione misurata. Le curve normali soddisfano la regola empirica.
In una distribuzione normale quasi tutti i valori si differenziano massimo per tre deviazioni standard al massimo. La normalità statistica riguarda solo la frequenza. I valori che distano dalla media per più di due deviazioni standard diventano anomali. Moltissimi caratteri antropometrici sono distribuiti normalmente.
Consideriamo ora non un solo carattere ma due fra loro indipendenti o tre o quattro; scopriremo che la popolazione che presenta valori normali scende rapidamente. Dato che i caratteri sono migliaia, ogni individuo è mutante per qualche carattere e il soggetto più normale in assoluto sarebbe, allo stesso tempo, il più anormale.
Il corpo tra oggetto e progetto
Il corpo è sempre corpo progetto. Il corpo oggetto è pura falsità; eppure, nella società occidentale principalmente, si è arrivati perfino ad effettuare rilevamenti di tipo antropometrico sul corpo (oggetto).
Come possiamo considerare il corpo?
- Corpo oggetto - antropometria
- Correlazioni tra forma corporea e fisiologia: corpo soggetto
- In realtà, ogni studioso porta in sé alcune finalità condizionate dalla sua cultura: corpo progetto
La nostra neuromatrice (rete di neuroni che genera in noi l’immagine del nostro corpo sulla quale il cervello proietta il segnale di dolore) lungi dall’essere innata è completata da elementi biografici e dalla cultura di appartenenza. Corpo sociale.
L’antropologia diventa antropogenesi. La storia delle classificazioni morfologiche e tipologiche umane può venire suddivisa in quattro epoche dottrinali (come si guarda ad un corpo?):
- Cosmobiologico-umorale: Corpo progetto predeterminato nel suo essere e nel suo divenire da agenti universali lontani e vicini.
- Fisiognomica: Corpo soggetto, ovvero una forma con specifiche funzioni e comportamenti peculiari. Relazioni tra fisiologia e forma corporea.
- Morfologica descrittiva (biotipologica): Corpo soggetto (come sopra)
- Biometrica: corpo oggetto. Qui la metodologia è solo apparentemente oggettuale, ma avendo una finalità specifica si fa prepotentemente progettuale (a sfondo razziale e discriminatorio). Solo la cultura occidentale è approdata a questo stadio di osservazione.
Corpo oggetto o della biometrica
Il corpo è solo apparentemente oggetto, anche se da sempre le proporzioni corporee erano sinonimo di salute (Rinascimento). Col passare del tempo le ricerche antropometriche si incentrarono sul discrimine razziale. A. Quatelet la normalità assume una forma specifica normalità media.
Corpo soggetto: Biotipologia
I primi pensatori che elaborarono questo tipo di visione sono i pensatori di Kos (Galeno e Ippocrate). Ippocrate prevede due morfologie antitetiche:
- Habitus phthisicus: individui longilinei o dolicotipi sarebbero particolarmente soggetti a patologie del sistema respiratorio.
- Habitus apoplepticus: individui brachitipi predisposti ad affezioni cardiocircolatorie.
Galeno ipotizza quattro tipi sulla base della teoria dei quattro umori circolanti:
- Eucrasia è la giusta mescolanza dei liquidi (salute)
- Discrasia prevalere di un umore sugli altri (malattia)
- Linfatico (prevale umore linfa): è flaccido, atonico, lento, pallido, psichicamente apatico e meticoloso.
- Sanguigno (predomina sangue): robusto, tonico, colorito roseo, impulsivo.
- Bilioso (collerico, bile): alto, longilineo, tonico, volitivo e irrequieto.
- Atrabiliare (malinconico): alto, gracile, atonico, pallido, psichicamente complesso.
Queste interpretazioni possono far sorridere, ma ancora oggi trovano una certa applicazione nella psiconeuroimmunoendocrinologia, che non fa altro che sostituire al concetto di umore quello di ormone. Sulla base della classificazione biotipica, alcuni suddividono i tipi in categorie pari e altri in categorie dispari. Coloro che elaborano gruppi dispari concepiscono un tipo mediano centrale e neutrale e pertanto pensano ad uno stato di normalità raggiungibile. Gli altri non concepiscono.