Antropomorfe Uomo
Testa Testa obliqua Testa verticale
Sv neurocranio
Rid splancnocranio
Muscolatura nucale ridotta
Foro occipitale in avanti
Baricentro in avanti Baricentro verso i condili occipitali
Prognatismo Ortognatismo
Il baricentro del capo si è andato avvicinando al punto in
cui fa perno sulla colonna: i condili occipitali
Tetto nasale Apertura nasale più alta e stretta
Dentatura Mascellare non prominente
Riduzione premolari e molari in lunghezza e larghezza
1>2>3
Mandibola Mento sfuggente Mento prominente
Planum alveolare Rami più massicci
Fossetta geniena Spina geniena (vi s’inseriscono i muscoli della lingua)
Spina scimmiesca Assente
Postura Clinograda Eretta
Unica curvatura della Cervicale convessità anteriore
colonna Dorsale concavità
Lombare convessità
Sacrale concavità, osso sacrale o coccige
Bacino Più allargato e svasato
Deambulazione Tibia e fibula oblique Tibia e fibula verticalmente sull’astragalo (calcagno),
Volta plantare: 1 in senso anteroposteriore e una
trasversale; 3 punti di appoggio
Riduzione falangi
Fulcro all’estremità metatarsale, resistenza sull’astragalo
potenza sul calcagno leva favorevole di 2 genere
1 fase talligrada 2 plantigrada 3 digitigrada
Sistema Frontale Mimici
muscolare Padiglione auricolare Sternocleidomastoide
Nucali Fonetici
Propulsori arti superiori e Pollici (adduttori e abduttori), presa di precisione
tronco: pettorale, deltoide, Anca: grande gluteo
gran pettorale, gran dorsale. Coscia: bicipite femorale (post) quadricipite (ant) tricipite
Temporale e massetere per la (si infila nel calcagno col tendine di Achille)
masticazione Gamba 1
Pellicciai
Mani e piedi Curvatura e lunghezza ossa
carpo
M. alluce e piede per piede
prensile
Sistema Bulbo olfattorio e corteccia Aumento capacità cranica
nervoso visiva più sviluppati Aumento di massa e complessità strutturale cerebrale
> sv frontale e prefrontale; parietale
1 Muscoli pellicciai: labbra, orbite, ciglia, non si inseriscono in nessun osso a differenza di quelli scheletrici
Fattore psichico: vita di relazioni con gli individui della stessa specie e con l’ambiente.
Jerison: quoziente di encefalizzazione. Propone il rapporto tra la massa dell’encefalo e il peso corporeo
0,12 = mammifero medio E
2,1 = antropomorfe ------------ 2/3
8 = uomo 0,12 p
Nella corteccia cerebrale si possono individuare aree motorie e aree sensitive. Scissura di Rolando, la
corteccia pre rolando è motoria, quella post rolandica è sensitiva. Le aree relative alle parti superiori
(masticazione, fonazione) si trovano nella parte più bassa della corteccia.
Linguaggio articolato la parte relativa al linguaggio si colloca nell’emisfero sinistro, le informazione
attraverso i suoni e le immagini arrivano nell’area di Wernicke, area per la comprensione che consente di
mettere in ordine le immagini per capirle. Attraverso il fascicolo arcuato le informazioni passano all’area
motoria da cui partono gli impulsi per i muscoli fonetici. Area di Broca.
Per il linguaggio sono necessarie strutture specifiche per la comprensione e per la produzione dei suoni.
Anatomicamente modificazioni della faringe e della laringe (abbassamento della laringe rispetto alle
antropomorfe e conseguente ampliamento della faringe). Il palato molle viene a trovarsi in alto si forma
una camera per l’emissione dei suoni.
Via respiratoria: naso, faringe, laringe, trachea.
Via deglutitiva: bocca, faringe, esofago.
Alla fonazione sono interessare la faringe la laringe e le corde vocali. I suoni sono resi possibili dal
funzionamento di tanti muscoletti. La fonazione è distintiva dell’uomo anche dal punto di vista anatomico.
Uomo 9.000.000.000 neuroni, antropomorfe 4-4,5.000.000.000, v’è un numero notevolmente maggiore di
fibre associative e di circonvoluzioni nel cervello umano.
La crescita pre e post-natale si allunga. Maturità sessuale a 8 anni nelle antropomorfe a 12-14 nell’uomo,
inoltre la sessualità si arricchisce e non è più legata a particolari periodi
Studi sull’affinità sierologica fra scimmie e uomo
Homo Pan Pongo Macaco Papio
Homo 100 85 71 64 65
Pan 63 100 85 74 72
Pongo 39 44 100 42 48
Siero uomo + antiscimpanzè = 2/3
“ scimpanzé + antiuomo = 6/7
“ Uomo + antiorango = 1/3
“ orango + antiuomo = 3/4
DNA denaturato: quando i filamenti della doppia elica sono separati dal calore, l’ibrido di DNA si forma
quando si fa “reagire” DNA umano con DNA denaturato di altra specie. Si accostano nei punti di maggiore
affinità ottenendo un DNA ibrido che viene nuovamente denaturato: tanto più alta è la temperatura
necessaria per questa seconda denaturazione maggiore è l’affinità fra le specie.
48 cromosomi nelle antropomorfe e 46 nell’uomo. Ipotesi fusione di due cromosomi acrocentrici o fusione a
livello del n° 12 o 13. Crescita
Complesso di fenomeni attraverso i quali l’organismo passa dalla fase post-natale a quella adulta. Si basa sull’ osserva-
zione di caratteri somatici, fisiologici e psicologici.
Metodo trasversale: osservazione di più individui divisi per classi d’età
Metodo longitudinale: seguire la crescita degli individui (esposto a perdite di soggetti)
.
Nel periodo della pubertà le modalità di crescita sono molto variabili
Curve individuali o curve di distanza ascissa gli anni e ordinata il valore del carattere. Nella pubertà c’è
un’accelerazione della crescita.
Curva di velocità si vedono differenze tra due classi d’età. Incrementi diminuiscono con l’età.
Curva di crescita o di distanza la curva presenta cambiamenti nell’andamento, due curve a S una nella
fase pre-natale e una nella fase pre-pubertà e pubertà che presentano 3 punti di flesso.
.
Alternanza di periodi di allungamento e di ingrossamento
Valutazione della crescita metodo più ovvio: media dell’età considerata. Variabilità a livello individuale
che non è sintomatico di nessuna patologia.Comune media per i bambini di diversa età e valutare lo scosta-
mento quadratico dalla media () media comprende il 66% della popolazione.
Età staturale ed età ponderale: rispetto alla media della fascia d’età
Tipauxie differenza fra età staturale ed anagrafica di 1 anno
Disauxie “ “ “ “ “ 2 anni
Auxopatie “ “ “ “ “ 3 o + anni
Età scheletrica nella fase di crescita un buon metodo di valutazione è quello della comparsa dei denti: età
scheletrica dentari. Un altro la saldatura dei segmenti scheletrici, specialmente post-craniali, livello di ossifi-
cazione usando le radiografie.
Sviluppo dei caratteri sessuali secondari
Dosaggio degli ormoni sessuali. Adattamento umano
Dinamico: organismo o specie si rende flessibile e si adatta, ma è anche statico perché tende ad opporsi al-
l’ambiente che cambia l’adattamento non implica il concetto di evoluzione, l’ambiente cambia, adattando-
si l’organismo può evolvere.
Adattamento di tipo fisiologico reversibile sudorazione abbronzatura attraverso omeostasi fisiologica.
L’organismo mantiene le sue funzioni al cambiare dell’ambiente. Al cessare dello stress ritorna alle
condizioni precedenti. Meccanismi: quelli che danno l’omeostasi.
Adattamento fisiologico non reversibile si stabilisce durante lo sviluppo e continua nella vita. Es: suppo-
sto nelle popolazioni che si sono stabilite in alta quota da pochi secoli. Adattamento che mantengono nel cor-
so della vita. Adattamento fisiologico realizzato durante la crescita.
Adattamento genetico nel tempo si sono selezionate le caratteristiche adatte all’ambiente. Biston betularia.
Omeostasi genetica. Es popolazioni delle Ande rispetto all’ampiezza del torace, lo conservano anche se cam-
biano ambiente.
Adattamento culturale attraverso accorgimento della cultura. Es. occhiali, insulina. Correggere difetti o
adattamento a determinati ambienti, va ad accrescere le possibilità delle altre forme di adattamento.
Concetto di nicchia ecologica include il luogo in cui vive una certa specie e include il rapporto della specie
con quell’ambiente. Rapporto trofico e funzionale della specie con l’ambiente. La cultura è la nicchia ecologi-
ca dell’uomo perché ingloba i diversi ambienti.
Adattamento ai climi freddi:
LAPPONI: forse significato dispregiativo. SAMI: europoidi anche se hanno qualche aspetto che ri-
corda caratteristiche mongoliche
ESCHIMESI mangiatori di carne cruda. INUIT uomini nel gergo locale di origine mongolica
Gruppi sanguigni
Il sistema A, B, 0
1901 Landsteiner scoprì il primo sistema eritrocitario AB0. è formato da due antigeni A e
B danno 4 possibilità
1. A antigene A e anticorpo antiB
2. B antigene B e anticorpo antiA
3. AB antigeni AB e nessun anticorpo
4. 0 nessun antigene e antiA e antiB
i due anticorpi sono l’antiA = agglutinina α e antiB = agglutinina β. Sono anticorpi
naturali IgM. Nel sangue possono essere presenti anche anticorpi immuni IgG a peso
molecolare più basso di origine trasfusionale o materno-fetale (per fenomeni di
isoimmunizzazione) o prodotti grazie alla stimolazione di sostanze AB simili contenute
negli alimenti (per eteroimmunizzazione).
Gli anticorpi isoimmuni che si producono in madre 0 in presenza di feto A o B possono
passare nel feto e provocare la malattia emolitica neonatale.
Origine degli anticorpi (antiA e antiB) non molto chiara. Si pensa che la loro formazione
sia dovuta a stimolazione dei fattori antigeni ubiquitari A e B con cui il soggetto viene a
contatto che porterebbe immunizzazione dell’organismo verso la sostanza gruppo
specifica assente nei globuli rossi a partire dai primi mesi di vita. La quantità di antiA
antiB è elevata fin dall’infanzia e si mantiene elevata fino ai 50 anni per poi decrescere
negli anni successivi.
La popolazione europea reagisce in modo diverso all’antiA: l’80% reagisce fortemente
all’antiA e quindi vengono chiamati A il 20% reagisce debolmente e viene chiamato A .
1 2
Il fattore A si comporta come se fosse composto da due antigeni: A presente nei soggetti
A e A e A presente solo in A .
1 2 1 1
La specificità degli antigeni A e A è la stessa essendo le proporzioni stesse legate ad una
1
diversa quantità di siti antigeni (maggiore in A minore in A )
1 2
Antigene H è presente in tutti ma in quantità diverse 0> A > A B>B> A > A B
2 2 1 1
L’antigene H è presente in quantità proporzionalmente inversa a quelle di A e B come se
A+H e B+H non dovessero superare una quantità prestabilita. Le emazie A interagiscono
1
più fortemente con anti A e antiH delle emazie A a dimostrazione del fatto che gli
2
antigeni A e H non sono necessariamente complementari.
Antigeni A e B sono glicolipidi o glicoproteine insolubili in acqua, ma solubili in alcool.
a b c d
L’antigene A è composto da diversi componenti A- attivi (A A A A )
Anche i glicolipidi che compongono il fattore H (componente H-attiva) appartengono a 4
tipi H , H , H , H
1 2 3 4 c d
le componenti A e A sono ben presenti
in A , scarse o assenti in A . H e H4
1 2 3
sono presenti in A e non in A dove
2 1
sono trasformate nella sostanza A-
attiva.
A - A individuati anche in scimpanzé,
1 2
orango, gibbone
B presente in Orango, Gorilla e Gibbone
0 in scimpanzé
0 non reagiscono né con antisieri antiA né antiB né antiH. Contengono nel plasma
hh
anticorpi antiA, antiB, antiH. La mancanza delle proprietà antigeniche A, B, H viene
attribuita all’assenza del gene che regola la comparsa della sostanza H dalla quale si
formano gli antigeni A e B.
REGOLE DI COMPATIBILITÀ TRASFUSIONALE
Bisogna evitare che i globuli rossi del donatore siano agglutinati dalle agglutine del
ricevente.
La presenza nel siero dei pazienti di anticorpi antiA e/o antiB provoca l’agglutinazione e
la lisi delle emazie trasfuse se queste possiedono l’agglutinogeno corrispondente. Le
emazie A iniettate in riceventi B o 0 sono agglutinate dagli antiA presenti. Il sangue
trasfuso si dice incompatibile.
REGOLE DI COMPATIBILITÀ DI OTTEMBERG
1. le trasfusioni tra individui dello stesso gruppo sono tutte compatibili
2. il sangue 0 può essere teoricamente trasfuso a tutti in quanto non contiene
agglutinogeni che possano reagire con gli anticorpi antiA e antiB. I soggetti di
questo gruppo sono donatori universali.
3. i soggetti AB possono ricevere sangue A,B,0 dato che non hanno anticorpi
naturali e sono detti ricevitori universali.
Genetica del sistema AB0
Il sistema AB0 è regolato da 3 geni allelomorfi al cromosoma 9 che vengono trasmessi
secondo le leggi di Mendel. Il gene A condiziona la sintesi dell’antigene A Il gene B
condiziona la sintesi dell’antigene B e il gene 0 non condiziona la sintesi di alcun fattore
ed è detto inefficiente o amorfo.
I geni A e B sono isovalenti mentre 0 è recessivo.
Il fattore A2 è sotto controllo di un gene A2 che è recessivo rispetto ad A1, senza
dominanza su B e dominante su 0.
Frequenze geniche
Per determinare la struttura genetica di una popolazione rispetto ai gruppi sanguigni si
calcolano le frequenze dei geni che regolano i gruppi partendo dalle frequenze
fenotipiche.
Popolazione in equilibrio genico
Ap B q 0 r dove p,q,r sono le frequenze dei geni.
P + q + r = 1 (Bernstein)
Le frequenze geniche si rapportano tramite:
isogene: linee che collegano zone in cui si hanno le stesse frequenze geniche del
sistema AB0. consentono di individuare graficamente popolazioni che
presentano uguale incidenza per un determinato gene.
Triangolo di Steng: rapporto per coordinate triangolari tenendo presente la
proporzione del triangolo equilatero per cui un punto giacente all’interno dista
perpendicolarmente dai 3 lati 3 segmenti che sommati insieme danno la misura
dell’h del triangolo. La distanza di ogni punti interno dai 3 lati può esprimere
l’intensità delle frequenze geniche che si vogliono rappresentare per una
determinata popolazione.
Assumendo come centro della distribuzione dei vari gruppi umani in un triangolo
equilatero il punto in cui le coordinate siano date dalle frequenze dei geni A,B,0
nell’umanità è:
r = 0,64 distanza dalla base per la frequenza genica di 0
p = 0,24 “ “ lato dx “ “ “ di A
q = 0,12 “ “ lato sx “ “ “ di B
si tracciano per questo punto le perpendicolari ai lati dividendo il triangolo in 6 settori.
Ciascuno di questi settori risulta caratterizzato dall’alta o bassa frequenza si un det gene
a seconda della posizione nel triangolo. I 3 settori superiori sono caratterizzati da molto r
e i tre inferiori da poco.
DISTRIBUZIO NE DEL SISTEMA AB0 NELL’ UMANITÀ
Gene 0 frequenza più elevata ca 65%. I valori più alti si hanno fra gli indigeni delle
aree meridionali dell’america del Nord e del centro e sud america. Si trovano anche alte
frequenze fra le popolazioni periferiche di più continenti: regioni SO Afr; N Aus; NO Eu
(Islanda, Irlanda) e in certe aree insulari o montane del mediterraneo. In Europa
diminuiscono da O a E.
Gene A frequente soprattutto in eu. 2 zone separate da una linea in dir N-S dal mar
Baltico alle regioni del Nord Adriatico. A O della linea il gene A presenta alte frequenze
mentre a E diminuiscono a vantaggio del B.
Alto in America e nel vicino Oriente. In Asia 18-20%, cala nel SE As, Aumenta verso N.
valori elevati negli amerindi del Nam. Afr 10-20%
A1 principalmente in Eu, vicino Oriente, Afr sett, nelle restanti pop è raro o assente.
Gene B 2 aree di ma intensità. Asia O e N india. Anche in O Af e Egitto. In Eu aumenta
da O a E. elevato nell’E del mediterraneo. Assenti negli indigeni americani e negli
aborigeni australiani.
IN ITALIA: da N a S cala A e aumentano 0 e B (AB resta invariato)
Sardegna: molto elevato 0 e più basse A e AB, cala molto A da N a S della
Sardegna, mentre aumenta 0.
Italia settentrionale ha caratteristiche delle’EU CO, mentrela C e S hanno le
caratteristiche dell’area mediterranea.
FATTORI DI DISTRIBUZIO NE DEGLI ANTIGENI NELL’UMANITÀ
1. selezione naturale:
ipotizzata selezione a favore di 0 per incompatibilità materno-fetale, ma data la
bassa frequenza alcuni non prendono in considerazione questa ipotesi.
ipotetica diversa incidenza delle malattie nei gruppi di individui.
Vaiolo: i soggetti A in cui manca antiA sarebbero più suscettibili al vaiolo di chi
possiede un antigeno A-simile.
Peste: il bacillo di questa malattia possiederebbe una sostanza H-simile e il virus
del vaccino contro la peste conterrebbe una sostanza A-simile. Il gruppo 0
sarebbe più debole verso la peste e A più forte.
Cancro: A più sensibile
2. isolamento genetico o effetto Wright
l’isolamento può spiegare l’assenza di A e B in alcuni gruppi umani, qualora
nelle popolazioni iniziali fossero presenti pochi individui A o B.
3. migrazioni e incroci
le migrazioni dei popoli in epica preistorica e storica sono state un grande fattore
di variazione per le frequenze geniche della popolazione di un territorio a motivo
degli incroci che ne sono seguiti.
E’ probabile che popolazioni asiatiche ricche di B si siano diffuse in Eu
contribuendo a determinare il gradiente che si osserva per le frequenze di A e B
in senso O-E nel continente eurasiatico.
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