Antonello da Messina: Tecnica fiamminga e sintesi italiana
Contesto storico
Nel meridione d'Italia i secoli XIV e XV furono complessi: le lotte tra le dinastie degli Angiò e degli Aragonesi, insieme alle lotte locali tra i baroni, provocarono un grave stato di crisi. Nel 1442 Alfonso d'Aragona riunisce le corone di Napoli e Sicilia dopo aver scacciato dalla città partenopea Renato d'Angiò. Fino a questa data il Meridione era rimasto isolato dalla storia culturale d'Italia anche se erano penetrate influenze francesi (attraverso gli Angiò) e spagnole (attraverso gli Aragonesi). In entrambi i casi l'area meridionale era venuta a contatto con la pittura fiamminga. In questo contesto si formò Antonello da Messina.
Biografia di Antonello da Messina
Antonello da Messina è il soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (Messina, 1429 o 1430 – Messina, febbraio 1479). Raggiunse il difficile equilibrio di fondere la luce, l'atmosfera e l'attenzione al dettaglio della pittura fiamminga con la monumentalità e la spazialità razionale della scuola italiana. I suoi ritratti sono celebri per vitalità e profondità psicologica. Mescolava il colore veneto, il disegno toscano, la luce e i dettagli fiamminghi con una sintesi eccezionale. Si formò alla bottega di Colantonio, un pittore attivo a Napoli, tra il 1445 e il 1455. Qui venne in contatto con la pittura fiamminga, spagnola e provenzale, presente sia nelle collezioni reali sia nell'esempio tangibile di artisti stranieri operanti nella corte angioina prima e in quella aragonese poi.
Opere principali
Crocifissione di Sibiu
Sono stati ipotizzati suoi viaggi nelle Fiandre. La cosiddetta Crocifissione di Sibiu, del 1460 circa e conservata al Muzeul de Artă di Bucarest, inaugurò forse uno dei temi base della sua produzione, quella del martirio di Cristo. In essa Antonello inserì il paesaggio della sua città natale. Vi si possono individuare, infatti, le emergenze naturali e monumentali della città e del porto di Messina: a destra il monastero basiliano di San Salvatore e, più in fondo, il forte di Matagrifone o Rocca Guelfonia. Al centro del braccio di mare, però, appaiono le isole Eolie, in realtà non visibili da Messina, in quella posizione.
Madonna Salting
Al 1460 circa gli viene attribuita l'esecuzione della cosiddetta Madonna Salting, in cui l'iconografia e lo stile fiammingo sono uniti a una maggiore attenzione alla costruzione volumetrica delle figure, derivata da Piero della Francesca. L'opera, probabilmente legata alla devozione privata, mostra la Madonna a mezzo busto col Bambino in braccio mentre viene incoronata come Regina del cielo. Il Bambino tiene in mano una melagrana, simbolo della fertilità e della regalità di Maria, ma anche della Passione per il colore rosso degli acini, come il sangue. Il velo trasparente della Vergine rappresenta un brano di alto virtuosismo, così come la fine descrizione dei gioielli e del broccato. L'opera è conservata a Londra, National Gallery.
Ritratto d'ignoto marinaio
Tra il 1465 e il 1470 circa realizzò il Ritratto d'ignoto marinaio del Museo Mandralisca di Cefalù. Nei ritratti Antonello, a differenza degli italiani che utilizzavano la posa medaglistica di profilo, adottò la posizione di tre quarti, tipicamente fiamminga, che permetteva una più minuta analisi fisica e psicologica. Rispetto ai fiamminghi guardò meno al dettaglio e più alla caratterizzazione psicologica e umana degli effigiati.
Schema compositivo nei ritratti
Lo schema compositivo di questo ritratto venne confermato nei ritratti successivi: il personaggio è inserito in uno sfondo scuro con il busto tagliato sotto le spalle, testa girata verso destra mentre gli occhi guardano direttamente lo spettatore, cercando un contatto mentale con lui; la luce illumina il lato destro del volto mentre il lato sinistro è in ombra. Nei ritratti successivi dispose sempre uno zoccolo di marmo in basso (un parapetto) con un cartiglio dipinto che riporta firma e data, tipico elemento fiammingo.
L'uomo raffigurato è posto leggermente in scorcio rispetto all'osservatore, con la testa ulteriormente piegata verso sinistra; indossa un berretto nero ed una pesante cappa rossa solcata da pieghe verticali sopra una camicia bianca di cui si intravede appena l'orlo sopra il colletto, l'abbigliamento tipico dell'alta borghesia mercantile del Quattrocento. La posa di tre quarti, lo sfondo scuro, l'affaccio su una balaustra (sulla quale è illusi...
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