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Sicuramente è bene avere alcuni presupposti teorici di riferimento nell’interpretazione dei sogni, e

tra questi troviamo l’idea che il sogno ha sempre un suo significato, l’idea secondo cui il sogno

costituisce un contributo essenziale per la conoscenza cosciente, per cui anche i sogni che

sembrano non comunicare nulla di nuovo devono essere tenuti in considerazione.

Con un sogno non trasparente non ci si deve imporre di comprenderlo e interpretarlo subito, ma

bisogna prendere in considerazione, con cura, il contesto, ovvero i legami associativi che sono

obiettivamente raggruppati in un’immagine onirica. Molti pazienti devono essere educati a un

lavoro del genere perché non abbiano questa tendenza a comprendere e interpretare subito,

soprattutto se hanno precedentemente avuto una preparazione falsa per le loro letture o analisi

interiori. Essi in questi casi cominciano con l’associare conformemente a una teoria, si sforzano di

comprendere e interpretare e ad un certo punto si bloccano. Vogliono arrivare “dietro” il sogno,

supponendo, erroneamente, che il sogno sia una facciata che nasconde il senso reale. In realtà

nella maggior parte dei casi la cosiddetta “facciata” non è proprio un inganno, ma corrisponde

all’interno, e l’immagine onirica manifestatasi coincide col sogno e non racchiude altro significato.

La facciata del sogno è una proiezione della nostra incomprensione, quindi è più esatto parlare del

sogno come un testo intellegibile perché noi non riusciamo a leggerlo; no si tratta di comprendere

qualcosa che potrebbe trovarsi dietro, ma di imparare a decifrarlo. Con le associazioni libere

emergono i complessi, ma raramente emerge il vero significato del sogno. Per comprendere il

sogno ci dobbiamo attenere solo alle immagini oniriche. Se al soggetto ad un certo punto non

viene in mente niente rispetto alle immagini oniriche, vuol dire che dietro l’immagine vi è qualcosa

di oscuro; in questi casi può essere utile chiedere al paziente “se io ignorassi il significato di questo

oggetto (es. tavolo d’abete), come mi descriverebbe l’oggetto e le sue particolarità per farmi capire

di cosa si tratta?”. In questo modo si riesce a stabilire il contesto complessivo dell’immagine onirica

e si può iniziare a fare un’interpretazione.

Ogni interpretazione è solo un’ipotesi, un puro tentativo di lettura di un testo ignoto. È raro quindi

che si possa interpretare con sicurezza un singolo sogno isolato, ma per avere una “relativa

sicurezza” bisogna attenersi ad una “serie di sogni”, giacchè i sogni successivi rettificano gli errori

d’interpretazione dei precedenti, e i contenuti e i motivi fondamentali si lasciano pian piano

individuare meglio.

Dal momento che i sogni ci permettono di renderci conto della nostra vita interiore e di quelle

componenti della personalità del paziente che nella vita diurna ci appaiono come sintomi nevrotici,

il paziente non può essere curato solo in base alla coscienza e in essa, ma ha bisogno di una cura

dell’inconscio. Ciò è possibile determinando un’assimilazione dei contenuti dell’inconscio da parte

della coscienza. Per assimilazione si intende una reciproca compenetrazione/fusione di elementi

coscienti e inconsci.

L’inconscio è un essere naturale moralmente, esteticamente e intellettualmente indifferente, che

diventa pericoloso quando la nostra importazione cosciente è radicalmente sbagliata; la sua

pericolosità aumenta quando noi lo reprimiamo, mentre diminuisce quando noi cominciamo ad

assimilare i contenuti che gli appartenevano; in questa maniera può scomparire progressivamente

la dissociazione della personalità tipica dei pazienti.

La vita psichica è un sistema che si autoregola, in equilibrio così come la vita del corpo, cosicché

per ogni iperfunzione si determinano delle compensazioni: il principio della compensazione è la

regola fondamentale del comportamento psichico; ciò che è in difetto in una parte, determina un

eccesso in un’altra. Così anche la relazione tra coscienza e inconscio ha carattere compensatorio.

Nell’interpretare un sogno è utile chiedersi : quale atteggiamento cosciente viene compensato nel

sogno? La compensazione non è il semplice appagamento illusorio di un desiderio, ma una realtà

effettiva che diventa più effettiva quanto più è rimossa: la sete non passa perché la si reprime. Il

contenuto del sogno va quindi considerato come un fatto reale e va accolto nell’atteggiamento

cosciente.

Un sogno non può mai essere interpretato con sicurezza senza che si abbia conoscenza generale

della situazione cosciente; solo in base a questa è possibile stabilire il significato, da attribuire ai

contenuti inconsci. Il sogno non è un evento isolato, staccato dalla vita diurna, ma anche se ci

appare come tale, è solo per effetto della nostra incomprensione, di un’illusione soggettiva, ma in

realtà fra coscienza e sogno vi è una stretta relazione causale di dipendenza.

Un’altra domanda fondamentale da porci quando analizziamo un sogno è non per quali causa, ma

per quale scopo il soggetto ha fatto quel dato sogno. Perché i contenuti onirici vengano assimilati,

è essenziale che non venga offeso alcun valore reale della personalità coscienza; bisogna quindi

vigilare attentamente affinchè i valori della personalità cosciente vengano mantenuti intatti. E’

indispensabile tenere conto anche delle visioni filosofiche, religiose e morali coscienti; e

considerare i simboli come espressioni di contenuti che non hanno ancora trovato un pieno

riconoscimento e una precisa formulazione concettuale nella coscienza, trattandoli come qualcosa

di relativo alla situazione attuale della coscienza del sognatore. Si deve ammettere la presenza di

simboli fissi, senza si loro infatti non sarebbe possibile trarre conclusioni su alcuna struttura

dell’inconscio, poiché non potremmo disporre di nessun dato che ci lasci fissare e designare.

Tuttavia nonostante vi siano dei simboli fissi, noi non possiamo avere la sicurezza completa che il

simbolo debba essere sempre interpretato in un dato modo. Conviene considerare il significato del

simbolo soprattutto nella sua relazione con la situazione cosciente, indagando ciò che le cose

significano per il paziente.

Spesso, fin dall’inizio del trattamento, si produce un sogno che rivela al terapeuta con piena

chiarezza l’intero programma dell’inconscio; ciò è reso possibile dalla conoscenza, del terapeuta,

del simbolo relativamente fisso; tuttavia non si può spiegare al paziente il significato più profondo

del sogno.

Il carattere nefasto dei sogni può essere tale da mettere in allarme, tuttavia ci sono certe persone

che fanno occasionalmente sogni angosciosi; quindi è utile esaminare più da vicino il significato

dei simboli che si presentano nel sogno (es. la madre simbolo di origine, natura, passiva entità

generatrice, grembo, funzione vegetativa, inconscio, ciò che è naturale e istintivo; oppure cavallo

simbolo del subumano, dell’animalesco).

CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA PSICOLOGIA DEL SOGNO

Il sogno non sembra di regola una componente intrigante della vita psichica cosciente, ma un

evento superficiale e apparentemente casuale; ciò perché non scaturisce da una continuità logica

ed emotiva chiaramente individuabile dell’esistenza, ma è un residuo di un’attività psichica che si

verifica durante il sonno. Quest’origine basta ad isolare il sogno da altri contenuti della coscienza.

In realtà però il sogno non è completamente distaccato dalla continuità della coscienza, infatti si

possono rintracciare in quasi tutti i sogni alcuni particolari che provengono da impressioni, pensieri,

stati d’animo del giorno o dei giorni precedenti. In questi limiti esiste una certa continuità, rivolta

prevalentemente all’indietro. Tuttavia il sogno ha anche una continuità rivolta in avanti; i sogni a

volte, infatti, provocano effetti notevoli sulla vita psichica cosciente che consistono in alterazioni,

più o meno evidenti, dello stato d’animo.

Molti sogni si sottraggono alla riproduzione subito dopo il risveglio, altri possono essere riprodotti

solo a patto di fedeltà dubbia, altri ancora sono riproducibili in maniera chiara e sicura, ma questi

sono nettamente in minoranza. Nel sogno il nesso rappresentativo è essenzialmente fantastico;

cioè il tipo di associazione che fornisce nessi di regola completamente estranei al pensiero della

realtà.

Il primo tentativo di scoperta sul sogno venne fatto da Freud. Egli mise a punto una tecnica che

permettesse di raggiungere lo scopo, ovvero di comprendere il significato del sogno. Alcune

argomentazioni a favore dell’idea che dietro il sogno ci fossero dei significati nascosti, venne

avanzata proprio da lui, il quale scoprì questo significato nascosto in maniera empirica e deduttiva.

Un’altra argomentazione a favore di ciò è il paragone tra la fantasia onirica e le fantasie dello

stesso soggetto in stato di veglia: quest’ultime non hanno solo un senso superficiale concretistico,

ma anche un senso psicologico profondo.

Il migliore argomento a favore dell’esistenza di un significato nascosto è stato comunque il

procedimento tecnico che mira a scomporre il contenuto onirico manifesto. Il sogno viene visto

come una creazione psichica, e, in quanto tale, deve avere una struttura che obbedisca alle leggi

di qualsiasi altra struttura psichica. Sappiamo che ogni struttura psichica, considerata dal punto di

vista causale, è la risultante di contenuti psichici precedenti; mentre considerata dal punto di vista

finalistico ha uno scopo suo nella vita psichica attuale. Lo stesso vale per il sogno. Se vogliamo

spiegare il sogno psicologicamente, dobbiamo sapere da quali vicende precedenti è composto; e

ciò rintracciando per ogni immagine onirica i suoi antecedenti. Tuttavia non basta comprendere i

suoi antecedenti, dato che soltanto la concorrenza di più cause può fornire una determinazione

plausibile delle immagini oniriche. La successiva raccolta di materiale segue lo stesso principio del

richiamare alla memoria, principio che è definito “metodo del ricordo spontaneo”. Questa raccolta

fornisce del materiale estremamente vario ed eterogeneo, il cui unico elemento comune è che si è

dimostrato legato in forma associativa con il contenuto del sogno, perché in caso contrario non

sarebbe stato riproducibile partendo dal contenuto del sogno. Nel raccogliere il materiale inerente

a un sogno ci spingiamo fin dove ci sembra necessario al fine di poter cavare dal sogno un

significato suscettibile di valorizzazione. Quando si vuole spiegare un fatto psicologico, bisogna

ricordare che l’elemento psicologico esige di essere considerato da un doppio punto di vista: quello

causale e quello finalistico. Per quanto riguarda quello finalistico esso rimanda al termine “finalità”

e riguarda la tendenza psicologia a un fine, a un senso finale; tutti i fenomeni psicologici hanno

insito un senso del genere, anche i fenomeni puramente reattivi, come ad esempio le reazioni

emotive (es. l’ira per un offesa ha il suo senso finale nella vendetta). Applicando al materiale

raccolto in riferimento al sogno un punto di vista causale, riduciamo il contenuto onirico manifesto

a certe tendenze o pensieri fondamentali rappresentati dal materiale.

Interpretando un sogno dal punto di vista causale, facciamo riferimento al metodo prevalentemente

usato da Freud, il quale riteneva che nei sogni i pensieri rimossi si esprimessero simbolicamente,

dal momento che questi pensieri sono incompatibili con il contenuto morale della coscienza, grazie

alla censura, che basa a che questo desiderio non penetri nella coscienza senza mascherarsi. La

considerazione finalistica del sogno che Jung contrappone alla concezione freudiana, significa che

i materiali restano i medesimi, cambia il metro con i quali si misura. Cioè ci si chiede a che serve

questo sogno? Che effetto vuole ottenere? Ci si chiede quindi quali siano il fine e la ragione,

poiché ogni struttura organizza consiste in una costruzione complicata di funzioni finalizzate, e

ogni funzione va disgiunta anche in una serie di fatti singoli orientati secondo un fine.

Il sogno ha una funzione equilibratrice dell’inconscio; i pensieri, le inclinazioni e le tendenze della

personalità umana troppo sottovalutate nella vita cosciente entrano in funzione per via d’allusioni

nello stato di sonno, durante il quale il processo cosciente è notevolmente disinnescato. Ma a che

serve un dato sogno se colui che sogna non capisce il sogno? Innumerevoli cose influenzano

l’uomo e possono convincerlo in maniera estremamente persuasiva, senza che siano

intellettualmente capite, basti pensare ai simboli religioso. La funzione dei sogni potrebbe essere

quella morale, ma molte persone che agiscono sempre in maniera morale portano alla luce

materiali immorali (ad es. Sant’Agostino era lieto di non essere responsabile dei suoi sogni di

fronte a Dio). Quindi la conclusione potrebbe essere che il sogno apporti in ogni situazione

psicologica cosciente tutti gli aspetti che sarebbero essenziali per esaminare la situazione da un

punto di vista totalmente diverso. In questo senso il sogno è un bilanciamento psicologico, una

compensazione indispensabile all’agire ordinato. È indispensabile, per trovare la giusta soluzione,

chiarirci tutti gli aspetti e tutte le conseguenze possibili di un problema; in chi sogna affiorano tutti i

punti di vista che durante il giorno sono stati considerati troppo poco o non lo sono stati affatto,

cioè quei punti di vista che erano troppo relativamente inconsci.

Quanto al simbolismo dei sogni la sua valutazione è diversissima a seconda che venga

considerato dal punto di vista causale o finalistico. La concezione causale di Freud prende le

mosse dalla bramosia , dal desiderio onirico rimosso. Per la concezione finalistica, invece, le

immagini del sogno hanno un loro proprio valore; l’elemento significante risiede nella diversità delle

manifestazioni simboliche nel sogno, non nella loro univocità ;mentre per la concezione causale si

tende all’univocità, ovvero a significati simbolici fissi. La concezione finalistica invece vede nella

mutata immagine onirica l’espressione di una mutata situazione psicologica, e per essa non

esistono significati simbolici fissi; per essa le immagini simboliche sono importanti di per sé, e il

significato sta in esse stesse , il simbolo del sogno ha il valore di una parabola: non nasconde, ma

insegna. Sicuramente, secondo Jung, per educare un’individualità alla sua completezza e alla sua

autonomia, ci occorre assimilare tutte le funzioni che finora sono state chiarite troppo poco o per

niente alla nostra coscienza; dobbiamo affrontare tutti gli aspetti inconsci delle cose che i materiali

onirici presentano.

La scienza ha preferito sempre la concezione causale di Freud, ma in realtà non è possibile

intendere la psiche solo causalmente, ma deve essere considerata anche finalisticamente.

Soltanto l’unificazione di questi due punti di vista può darci una comprensione più completa della

natura del sogno.

Altri problemi sui sogni riguardano quello della classificazione; esistono infatti secondo Jung dei

sogni tipici. Secondo Jung sono di fondamentale importanza i motivi tipici nei sogni, perché

permettono una comparazione con i motivi mitologici; parecchi di questi infatti si trovano nei sogni

di molti uomini e spesso hanno esattamente lo stesso significato. La comparazione tra i motivi

onirici tipici e i motivi mitologici porta a pensare che il pensiero onirico vada concepito come un

modo di pensare filogeneticamente più antico. E ciò non è sbagliato, perché come il nostro corpo

reca in sé le tracce della sua evoluzione filogenetica, così fa anche lo spirito; da qui l’ipotesi che il

linguaggio metaforico dei nostri sogni sia un relitto (resto) arcaico. Ad esempio il furto della mela è

un motivo onirico, e ritorna in molti sogni in varianti diverse; esso è un notissimo motivo mitologico

che troviamo nel racconto del Paradiso terrestre, ma anche in miti e favole. È una delle immagini

universali che possono riaffiorare in chiunque e in ogni epoca; in questo modo la psicologia del

sogno ci apre la strada a una psicologia comparata generale, che ci consente la comprensione

della struttura della psiche umana analoga a quella che ci ha fornito l’anatomia comparata sul

corpo umano.

Il sogno ha quindi un linguaggio metaforico per esprimere pensieri, giudizi, concezioni, direttive,

tendenze, che a causa della rimozione o semplicemente perché li abbiamo ignorati in precedenza,

erano inconsci. Poiché questi pensieri sono un contenuto dell’inconscio, e poiché il sogno è un

derivato dei processi inconsci, esso contiene una rappresentazione dei contenuti inconsci,

contenuti che sono stati scelti per via di associazione della situazione momentanea della

coscienza. Se vogliamo interpretare correttamente un sogno, dunque, occorre una conoscenza

approfondita della condizione momentanea della coscienza, dato che il sogno contiene

l’integrazione inconscia, cioè il materiale costellato nell’inconscio dalla situazione momentanea

della coscienza.

Il sogno ha il compito di aggiustare la situazione, apporta ciò che manca per completare il quadro e

migliora l’atteggiamento. Per questo abbiamo bisogno dell’analisi dei sogni. Tutti i sogni sono

compensatori rispetto al contenuto della coscienza, ma non succede sempre che questa funzione

compensatrice emerga chiaramente. Il sogno libera automaticamente tutto ciò che è stato rimosso

o che è passato inosservato o che non si sapeva, tuttavia, il suo significato compensatore spesso

non è affatto evidente.

un’altra cosa da considerare è che ogni uomo rappresenta tutta l’umanità in un certo senso, per cui

ciò che è possibile in grande nella storia dell’umanità è possibile, in piccolo, nella storia di ogni

individuo. L’individuo ha bisogno a volte delle stesse cose di cui ha bisogno l’umanità, per cui non

c’è da meravigliarsi se le compensazioni religiose hanno grande importanza nei sogni; e ciò

accade probabilmente molto di più ai nostri giorni proprio in conseguenza del materialismo

imperante nella nostra concezione del mondo.

La concezione del processo onirico come un fatto di compensazione può corrispondere un po’ alla

natura del processo biologico. La concezione di Freud accoglie questa idea, infatti anche egli

attribuisce al sogno una funzione fondamentale nel mantenimento del sogno; egli riteneva che nei

sogni, determinati stimoli esteriori vengono trasformati per consentire al soggetto di continuare a

dormire. Tuttavia, Jung, evidenzia che vi sono numerosissimi sogni in cui gli stimoli intrapsichici

sono talmente perturbanti che scatenano reazioni affettive troppo intense e che fanno svegliare il

soggetto; anche se Freud spiegava questi sogni ritenendo che in questi casi il lavoro della censura

non era riuscito a reprimere l’effetto sgradito. Secondo Jung, quindi, l’idea freudiana secondo la

quale la funzione dei sogni è quella di prolungare il sonno e di appagare i desideri è poco corretta,

anche se l’idea di una funzione biologica compensatrice è sicuramente esatta. Questa funzione

compensatrice sta nel fatto che i sogni si comportano in modo da compensare la situazione

coscienze di volta in volta presenza. Quando ciò è possibile conservano il sonno, altre volte

quando i contenuti compensatori sono troppo intensi, lo interrompono anche.

Gli impulsi inconsci sono orientati ad un fine; ciò non significa che l’orientamento finalistico

dell’inconscio corre parallelamente alle intenzioni coscienti; di norma il contenuto inconscio, infatti,

è in contrasto con quello della coscienza, e ciò succede soprattutto quando l’atteggiamento

cosciente si muove in una direzione troppo esclusiva, pericolosa per le necessità vitali

dell’individuo. Più l’atteggiamento cosciente è unilaterale più viene sviata la via vitale e più è facile

che emergano sogni vivaci dal contenuto contrastante che esprimono l’autogoverno psicologico

dell’individuo. Le funzioni psicologiche reagiscono con mezzi di difesa adeguati a disturbi innaturali

e pericolosi. Il sogno rientra tra queste reazioni, e apporta alla coscienza il materiale inconscio in

una combinazione simbolica.

Il fatto che i processi psichici di compensazione siano quasi sempre di natura individuale,

costituisce un ostacolo per chi vuole dimostrarne il carattere compensatore. Ad esempio secondo

la teoria della compensazione si dovrebbe supporre che se un soggetto ha un atteggiamento

pessimistico verso la vita dovrebbe avere sogni molto allegri e ottimistici. In realtà ciò è vero se per

quel soggetto è ottenibile un certo incoraggiamento in senso positivo; viceversa , se egli ha una

natura un poì divers, potrebbe avere sogni dal carattere molto più pessimistico del suo

atteggiamento conscio. E’ difficile quindi stabilire una regola specifica per la compensazione

onirica; il carattere della compensazione è in un rapporto troppo stresso con l’individuo, per cui le

possibilità di compensazione sono infinite e inesauribili. Tuttavia la teoria della compensazione non

è l’unica teoria possibile del sogno, né può essa chiarire tutti i fenomeni della vita onirica. Il sogno

è un fenomeno straordinariamente complesso, così come i fenomeni della coscienza, e la funzione

dell’inconscio nela vita della psiche ha unìimportanza che oggi tendiamo a sottovalutar troppo. Le

influenze che l’inconscio esercita sulla vita psichica cosciente e sul suo funzionamento è

fondamentale.

Il sogno tuttavia può anche avere la funzione di un’idea guida o di una rappresentazione finalistica

d’importanza vitale superiore al contenuto della coscienza. In tutti i tempi e in tuti i popoli si è

considerato il sogno come un oracolo annunciatore di verità; e spesso è vero che il sogno avvia la

soluzione di conflitti e problemi attuali mediante simboli; in questo caso parliamo di funzione

prospettica. La funzione compensatrice incorpora nella situazione cosciente tutti gli elementi che il

giorno prima del sogno sono rimasti allo stato subliminale, o per rimozione o perché erano

semplicemente troopo deboli per raggiungere la coscienza; la compensazione va definita nel

senso di autogoverno dell’organismo psichico, finalisticamente. La funzione prospettica, invece, è

un’anticipazione di future azioni consce che affiorano nell’inconscio, uno schizzo preparatorio, un

progetto abbozzato. Si tratta di una precombinazione delle probabilità che può coincidere con il

comportamento reale delle cose, ma che non deve coincidere necessariamente in tutti i dettali. Il

fatto che spessissimo la funzione prospettica del sogno sia superiore a quella cosciente, è dovuta

al fatto che nel sogno si fondono elementi subliminali e tutte le percezioni, i pensieri e i sentimenti

che, per la loro debole accentuazione, sono sfuggiti alla coscienza.

Spesso accade che vi siano degli atteggiamenti dei soggetti poco adatti all’individualità del

soggetto, per cui l’inconscio cerca di esprimere meglio questa individualità; altre volte , invece,

accade che il sogno contribuisce con semplici frammenti all’atteggiamento cosciente perché già

questo è bene adattato alla realtà e soddisfa in maniera sufficiente anche l’essenza dell’individuo.

Soltanto la presenza di un atteggiamento cosciente insufficiente e difettoso ci deve far attribuire

all’inconscio un valore maggiore, ma solo una conoscenza esatta del carattere individuale

permette di dire se l’atteggiamento cosciente è effettivamente adeguato o meno. Se

l’atteggiamento cosciente è più o meno adeguato, il significato del sono si limita alla sua funzione

puramente compensatrice, e questa è la regola per l’uomo normale, in normali condizioni interiori

ed esteriori. Quando si devia dalla norma, cioè quando l’atteggiamento è inadeguato, la funzione

abitualmente solo compensatrice dell’inconscio diventa anche funzione guida, prospettica, in grado

di dare all’atteggiamento cosciente una nuova direzione, migliorata rispetto a quella precedente

[del tipo: non fai questo nella realtà? allora lo fai nel sogno (condizione normale); vuoi fare questo

nella realtà ma non lo fai perché pensi che non puoi? Allora il sogno ti dice come fare].

In molte persone l’atteggiamento cosciente rispetto all’adattamento al mondo circostante è tutt’altro

che difettoso, ma tuttavia, queste persone che all’esterno sembrano più valide di altre, e che

eccedono esteriormente, non sono interiormente all’altezza della loro figura esteriore, perciò

risultano difettose nell’espressione del proprio carattere; in questi casi l’inconscio ha una funzione

compensatrice in senso negativo : una funzione riduttiva. Sono state le ricerche di Freud a chiarirci

la funzione riduttiva dell’inconscio, quando diceva che i sogni sono i retroscena dei contenuti

rimossi personali e connessi con la sessualità infantile dell’individuo, e anche ricerche ulteriori

hanno fatto riferimento a questa idea; per cui la funzione riduttiva del sogno, riguarda un materiale

composto principalmente da rimozioni personali di desideri infantili sessuali, di pretese di potenza

infantili, di elementi concettuali, emotivi e pulsionali arcaici. La riproduzione di questi elementi, che

hanno carattere retrospettivo, ha l’obiettivo di minare la posizione troppo elevata dell’individuo,

riportandolo alla sua nullità umana e al suo condizionamento fisiologico, storico e filogenetico.

Ogni apparenza di falsa grandezza o importanza svanisce di fronte all’immagine riduttiva del

sogno, facendo affiorare un materiale che riporta al soggetto tutte le sue debolezze. In questo caso

si ha un sogno retrospettivo, all’indietro, che riconduce a un passato che si era creduto sepolto da

tempo.

Per rendere questi pazienti in grado di afferrare il sogno, occorre un certo appoggio da parte del

terapeuta; in questi casi l’errore più grande che il terapeuta può fare è quello di supporre che la

persona da analizzare possegga una psicologia simile alla sua. Tutto ciò che è inconscio è anche

proiettato, perciò almeno i contenuti più importanti dell’inconscio dovrebbero essere consci per

l’analista stesso, affinchè il suo giudizio non venga turbato da proiezioni inconsce.

Oltre ai sogni riduttivi, prospettivi o compensatori, troviamo anche il sogno di reazione. In questa

categoria rientrano tutti quei sogni che riproducono un’esperienza cosciente densa di affetti,

mettendo in luce il motivo per cui questi eventi sono riprodotti nel sogno con tanta fedeltà.

L’esperienza vissuta dispone di un aspetto simbolico che era sfuggito all’individuo, ed è

unicamente a causa di questo aspetto che l’evento viene riprodotto nel sogno. Determinati

processi obiettivi hanno dato origine a un trauma psichico le cui forme non sono esclusivamente

psichiche, ma rappresentano anche una lesione fisica del sistema nervoso (es. la guerra). Un

sogno di questo tipo è la riproduzione del trauma; il sogno riporta in apparenza un frammento

scisso, autonomo dalla psiche, ma diventa subito chiaro che l’assimilazione cosciente del

frammento riprodotto nel sogno non fa scomparire la scossa emotiva che determina il sogno. A

questo punto non è facile stabilire se un sogno è reattivo o si limita a riprodurre simbolicamente

una situazione traumatica. La risposta può venire dall’analisi, perché, se nel secondo caso la

riproduzione della scena traumatica cessa quando riceve l’interpretazione esatta, mentre se si

tratta di un sogno reattivo, la riproduzione continua anche in seguito all’analisi del sogno. I sogni

reattivi si trovano anche in presenza di stati fisici morbosi, quando per esempio violenti dolori

influenzano in maniera determinante il decorso del sogno. Spesso i sogni presentano un legame

interiore simbolico tra una malattia fisica e un problema psichico; in questi casi infatti il disturbo

psichico è espressione della situazione psichica, per cui i sogni evidenziano un problema del

funzionamento complementare tra corpo e psiche.

Un altro concetto importante è il fenomeno telepatico, il quale ha una grande influenza sui sogni.

Sul fatto che esista questo fenomeno non ci possono essere dubbi, tuttavia, è difficile definirne una

teoria. Lo stesso vale per la criptomnesia, fenomeno per cui viene alterata la memoria e un ricordo

perde col tempo il suo carattere mnestico, riaffiorando, invece, come se fosse una creazione

personale. La letteratura esistente sui sogni telepatici cita quelli in cui viene anticipata

“telepaticamente” una situazione a connotazione affettiva particolarmente intensa, una situazione

cioè che chiarisce il presentimento o la percezione a distanza di un dato evento. Un numero

minore, dei sogni, si contraddistingue per il fatto che il contenuto onirico manifesto contiene una

costatazione telepatica che si riferisce a qualcosa di assolutamente trascurabile; ad esempio il

volto di una persona sconosciuta e indifferente. Tuttavia anche questi sogni hanno dei contenuti

telepatici hanno un carattere di realtà che esclude che si tratti semplicemente di un caso.

Il sogno è un’autorappresentazione spontanea della situazione attuale dell’inconscio espressa in

forma simbolica, ciò non significa che , come affermava Freud, si tratti necessariamente di

soddisfazioni di desideri. Noi siamo inclini a pensare che il mondo sia come lo vediamo, e che

quindi gli uomini siano così come ce li immaginiamo. In realtà noi proiettiamo ingenuamente e

inconsciamente la nostra psicologia personale sul nostro prossimo; quando una persona viene da

noi percepita attraverso, principalmente, la nostra proiezione , si tratta di un imago o di un

portatore di imago/simbolo. Tutti i contenuti del nostro inconscio vengono continuamente proiettati

nel mondo circostante; ma fin quando non prendiamo coscienza del carattere proiettivo di una

qualità dell’oggetto siamo persuasi che essa appartiene realmente all’oggetto; quante volte ci è

capitato di vedere in un avversario i propri errori che non si vogliono riconoscere? È un dato di

fatto che i contenuti inconsci sono proiettati, e ciò provoca nell’uomo relativamente primitivo quel

tipo di relazione che Levy Bruhl ha chiamato “identità mistica” o “partecipazione mistica”. Ogni

persona normale della nostra epoca che non possieda spiccate capacità di riflessione, è legata al

mondo circostante da un sistema di proiezioni inconsce. Il carattere coatto di questi rapporti è

completamente inconscio in lui finchè “tutto va bene”, ma appena subentra un’alterazione mentale

paranoide, queste relazioni inconsce di carattere proiettivo emergono come altrettanti legami coatti

che però fornivano già il contenuto di queste proiezioni quando lo stato del paziente era ancora

normale. Fin quando l’interesse vitale, la libido, può avere bisogno di queste proiezioni come ponti

graditi e utili verso il mondo, queste proiezioni sono positive, se però la libido vuole imboccare un

altro sentiero, e diventa allergica a questi ponti, le proiezioni diventano il maggiore ostacolo,

perché si oppongono ad ogni liberazione effettiva dall’oggetto precedente. Si verifica allora che ci

si sforza di svalutare il più possibile l’oggetto precedente per poterne ottenere un distacco della

libido. Ma poiché l’identità precedente si fondava sulla proiezione di contenuti soggettivi, un

distacco completo è possibile solo se l’imago torna dall’oggetto al soggetto, ciò può avvenire solo

se la coscienza cosciente riconosce il valore simbolico dell’oggetto precedente.

Queste proiezioni sono frequenti, ma non se ne intuisce mai il carattere proprio perché non

vediamo la differenza tra l’oggetto in sé e la rappresentazione che ci facciamo di tale oggetto; in

realtà dovremmo comprendere che il sogno ha con l’oggetto un rapporto solo esteriore e molto

limitato. E che consiste in fattori caratteristici del soggetto che spesso hanno ben poco in comune

con l’oggetto reale.

Se il nostro sogno riproduce qualsiasi rappresentazione, si tratta di nostre rappresentazioni, che

sono state create da noi, secondo la totalità del nostro essere; sono fattori soggettivi che si

raggruppano nel sogno, non motivi esterni. Tutta la creazione onirica è soggettiva e il sogno è un

teatro in cui chi sogna è scena, attore, suggeritore, regista, autore, pubblico e critico

contemporaneamente; tutte e figure del sogno sono tratti personificati della personalità di chi

sogna. L’immagine di un oggetto, se da un lato è composta soggettivamente, dall’altro è

condizionata oggettivamente. Quando la riproduciamo in noi, produciamo qualcosa che è

condizionato oggettivamente e soggettivamente. Per decidere qual è predominante dobbiamo

vedere se l’immagine viene riprodotta grazie al suo significato soggettivo o oggettivo. Se sogno

una persona alla quale mi lega un interesse vitale, l’interpretazione al livello dell’oggetto è quella

più probabile (es. sogno di litigare con mia madre mia madre vera, la madre del sogno è

oggettivamente mia madre); se invece sogno una persona a me indifferente, con la quale non ho

realmente niente a che fare, l’interpretazione al livello del soggetto. Tuttavia quando sogniamo

questo tipo di persona, spesso succede che venga di colpo in mente qualcuno che è legato al

sognatore per qualche affetto, per cui la figura indifferente è in realtà una sostituzione di qualcuno

d’intensa tonalità affettiva: la sostituzione di una persona con un’altra persona indifferente è una

spersonalizzazione dell’effetto che prima era personale, in questo modo il valore affettivo è

diventato impersonale, cioè privo del legame personale con l’oggetto. Una volta ad esempio Jung

ebbe un conflitto con il signor A. , e si convinse che egli aveva più torto. Un giorno sognà che un

avvocato gli chiedeva 5000 franchi soltanto per una semplice consultaizone e che lui allora si

adirava,rifiutandosi di pagare. L’avvocato p una reminescenza irrilevante dell’epoca dei suoi studi,

ma l’epoca è importante per lui, perché in quell’epoca dovette affrontare numerosi conflitti, ed ebbe

numerosi contrasti, ad esempio quando difese la sua tesi. Procedendo quindi a livello dell’oggetto,

il signor A. è rappresentato nel sogno dall’avvocato, quindi è il signor A che ha esagerato con lui.

Non c’è dubbio che dietro l’avvocato si celi il signor A, ma va notato che tra le varie cose che Jung

associa all’avvocato, c’è anche il ricordo di quando egli era studente e di quando difendeva la sua

tesi, per cui il contrasto con il signor A è dovuto a una parte di Jung che avanza ostinatamente

pretese, e che quindi è la parte di Jung presuntuosa che cerca ancora una conclusione giusta. Se

un sogno ci fa vedere un errore che stiamo commettendo, ci fornisce la possibilità di migliorare il

nostro atteggiamento, e ciò quindi sarà un vantaggio per noi. Ma un risultato del genere si ottiene

solo se ricorriamo ad un’interpretazione al livello del soggetto (es. chi è l’avvocato? una parte di

me-interpr. Sogg. , non un oggetto a me indifferente interpr. Ogg.). L’interpretazione al livello del

soggetto può ovviamente non avere importanza nei casi in cui il contenuto onirico rappresenta

qualcosa di vitale importanza per noi, perché in questo caso la figura onirica sta per l’oggetto reale.

Ad ogni modo è possibile cadere in errore anche a causa della traslazione/ transfert. In questi casi

appena l’interpretazione a livello dell’oggetto comincia a diventare monotona e inconcludente è il

momento di intendere la figura del medico come un simbolo di contenuti proiettati che

appartengono al paziente. Se invece si riesce a elevare la figura del medico al livello del soggetto,

tutti i contenuti proiettati possono essere restituiti al paziente con il loro valore originario.

Solitamente noi siamo abituati a giudicare l’avversario; ma spesso in questo tendiamo a

confessare i nostri propri errori e difetti. Nonostante quindi i numerosi passi avanti e miglioramenti

nell’ambito della riflessione, non siamo ancora in grado di ammettere che, quando ad esempio ci

arrabbiamo, la nostra ira non è fuori. Il nevrotico ha un rapporto così intenso col mondo

circostante che non può evitare che le proprie proiezioni sfavorevoli influiscano sugli oggetti più

prossimi e che ne sorgano dei conflitti, egli perciò deve tenere conto, più dell’uomo normale, degli

effetti delle proprie proiezioni. L’uomo normale fa le stesse proiezioni, ma esse sono meglio

separate, quelle favorevoli sono proiettate in vicinanza e quelle sfavorevoli a maggiore distanza

( ciò che fanno gli altri è malvagio, ciò che facciamo noi è buono). Ora, normalmente, quando i

nostri rapporti rispondono alle nostra aspettative, e sono quindi portatori delle nostre proiezioni,

non vi sono problemi; ma se si prende coscienza di queste proiezioni è facile un peggioramento

del nostro rapporto con gli altri, perché non c’è quel ponte illusorio su cui odio e amore possono

rovesciarsi con effetto liberatorio, perciò si verifica una stagnazione della libido, per cui le

proiezioni sfavorevoli diventano coscienti. Mentre però il soggetto nevrotico si caratterizza per il

fatto di sentire il dovere di addossarsi tutte le colpe, bassezze, caratteristiche negative, che si

erano tranquillamente attribuite agli altri, per un uomo normale, è impossibile non avere un nemico

reale su cui addossare ogni malvagità, ed è impossibile ammettere che ogni caratteristica negativa

che ci irrita nel nostro prossima appartiene a noi. L’interpretazione al livello del soggetto non deve

essere esagerata. Sicuramente ciò che ci colpisce dell’oggetto sarà sicuramente una proprietà

reale dell’oggetto, ma più un’impressione è soggettiva e carica di connotazioni affettive, più la

proprietà va concepita come una proiezione. Dobbiamo distinguere le proprietà che realmente

appartengono all’oggetto, senza le quali la proiezione sull’oggetto non sarebbe probabile, e il

valore che quella proprietà ha per no; e non è escluso che sull’oggetto venga proiettata una

proprietà di cui non esiste traccia nell’oggetto stesso. Ciò si verifica quando la proprietà stessa è

inconscia nel soggetto, e influisce nell’inconscio dell’altro, e tutte le proiezioni causano delle

controproiezioni nel caso in cui la proprietà proiettata dal soggetto sia inconscia all’oggetto.

Anche se nell’oggetto si può reperire una traccia della proprietà proiettata, tuttavia il significato

pratico della proiezione è puramente soggettivo e carico del soggetto, in quanto la proiezione, da

parte del soggetto, di una traccia di proprietà esistente nell’oggetto ,le conferito un valore

eccessivo.

Quando una proiezione corrisponde a una proprietà realmente esistente nel soggetto, il contenuto

proiettato sussiste anche nel soggetto, dove forma una parte dell’imago dell’oggetto. L’imago

dell’oggetto è un’immagine alla base di tutte le percezioni, la cui vitalità autonoma resta inconscia

fino a quando coincide completamente con la vitalità dell’oggetto. L’autonomia dell’imago non è

riconosciuta dalla coscienza, ma proiettata inconsciamente sull’oggetto. L’imago inconscia alla

quale non corrisponde più alcun oggetto, diventa uno spirito morto ed esercita sul soggetto effetti

che non si possono concepire altro che come fenomeni psicologici. Le proiezioni inconsce del

soggetto, che hanno trasferito nell’imago dell’oggetto contenuti inconsci e l’hanno identificata con

l’oggetto, sopravvivono alla perdita reale dell’oggetto e hanno un ruolo importante nella vita dei

primitivi e dei popoli civilizzati, si ha nelle epoche antiche che in quella contemporanea.

L’uomo contemporaneo si è distinto dall’oggetto e ha guardato alla natura come qualcosa distinta

da sé. Tuttavia quando un oggetto è troppo intensamente accentuato, contrasta con ogni tentativo

di conseguire una differenziazione che dovrebbe iniziare con un distacco dall’oggetto.

Abbiamo quindi visto che Jung ha una concezione totalmente diversa da quella freudiana rispetto

al sogno. Egli vede il sogno come una risultante della psiche, perciò ritiene legittimo cercare nel

sogno tutto ciò che da epoca immemorabile ha avuto importanza nella vita dell’uomo, e non

considerare solo l’infanzia. Egli ritiene che il sogno sia una molteplicità di pulsioni, bisogni,

necessità, condizionamenti fisici e psichici, perciò nessuna semplice teoria pulsionale può mai

abbracciare la psiche umana nella sua interezza. Jung usa materiali tratti dalla filosofia, dalla

psicologia, dalla scienza, dalle religioni e dalla storia per rappresentare determinati nessi psichici,

in quanto ritiene che certe immagini si trovano da sempre nella psiche umana: la legge morale e il

concetto di Dio non sono piovuti all’uomo dal cielo, egli ha tutto in sé e perciò lo crea procedendo

da sé medesimo.

L’ESSENZA DEI SOGNI

La psicologia tratta di fattori irrazionali continuamente mutevoli, cioè della psiche, che è senza

dubbio l’elemento più impenetrabile e inaccessibile di cui il pensiero scientifico si sia mai occupato.

Tra i molti problemi di cui la psicologia si è occupata, troviamo il sogno. Esso ha realmente a che

fare con la salute e la malattia, e attinge al tesoro di percezioni subliminali, producendo perciò

cose di estremo interesse.

Il sogno è un frammento di attività psichica “involontaria” cosciente quel tanto che occorre per

essere riprodotto in stato di veglia. Tra i fenomeni psichici il sogno è quello che forse offre il

massimo di elementi “irrazionali”, e che quindi risulta meno trasparente e comprensibile. Esso è

una creazione singolare e strana, caratterizzata da una dubbia moralità, assenza di logica,

conformazione sgradevole, controsenso, assurdità. Per questo spesso lo si vede come privo di

senso e di valore.

Ogni interpretazione di un sogno è una dichiarazione psicologica rispetto a determinati contenuti

psichici del sogno. Non è priva di pericolo, perché il sognatore mostra sensibilità già rispetto alle

cose inesatte, figuriamoci di fronte a cose esatte. Ecco perché serve un enorme sforzo e un gran

tatto per non ferire l’amor proprio di un’altra persona, quando si fa un’interpretazione dei sogni.

Nei sogni vi sono spesso motivi onirici tipici, ad esempio il volare, il salire le scale, l’andare in giro

seminudi, la folla, la perdita di denti, l’albergo, la stazione, l’aereo, l’automobile, gli animali

inquietanti ecc. Questi motivi così frequenti non bastano perché se ne possa dedurre una qualche

regolarità nella struttura del sogno. Vi sono persone che, di quando in quando, fanno sempre lo

stesso sogno. Questo accade specialmente in età giovanile, e può durare per diversi decenni. Si

tratta spesso di sogni impressionanti che “devono pur voler dire qualcosa” per il soggetto. Questi

sogni inducono quindi a pensare che ci sia un qualche significato dietro questi sogni. In questi casi

allora si può: o prendere un libro dei sogni e profetizzare col suo aiuto eventi futuri in base agli

elementi tratti dai sogni, verificando poi l’interpretazione secondo la realizzazione successiva di tali

eventi (es. caduta dei denti= morirà qualcuno); oppure si ricostruiscono gli eventi antecedenti alla

base dell’insorgere di certi motivi. Freud si era tuttavia già reso conto che è impossibile interpretare

un sogno senza prendere in considerazione il soggetto che ha avuto il sogno. Le stesse parole che

vengono usate per descrivere un sogno, sono soggettive, sono ambigue, per cui dobbiamo essere

aiutati da chi fa il sogno per capirlo realmente. Jung, respingendo l’idea freudiana secondo cui tutti

i sogni sono una soddisfazione di desideri repressi, propone un metodo alternativo per stabilire il

significato del sogno: il rilevamento del contesto. Ogni volta che emerge dal sogno qualcosa di

particolare, si stabilisce attraverso le associazioni del paziente quale sfumatura di significato

assume per lui quel particolare. Il risultato chiaramente non sarà immediatamente comprensibile,

anzi spesso si otterrà un rimando a numerosissime possibilità. Il rilevamento del contesto è

comunque un lavoro semplice che precede la vera e propria interpretazione, che è ancora più

difficile e ardua. Essa presuppone penetrazione psicologica, capacità di combinare insieme cose

diverse, intuizione, conoscenza del mondo e degli uomini e soprattutto conoscenza di nozioni di

svariatissimi campi. Il sogno è un’espressione straordinariamente frequente e normale della psiche

inconscia, ci fornisce la maggior parte del materiale sperimentale a cui rincorriamo per indagare

l’inconscio; dal momento che il significato della maggior parte dei sogni non coincide con le

tendenze della coscienza , dobbiamo supporre che l’inconscio possieda una funzione autonoma. Il

sogno non obbedisce alla nostra volontà e spesso, anzi, è in contrasto con le intenzioni della

coscienza, poche volte, invece, coincide con il contenuto e la tendenza della coscienza.

Il comportamento del sogno è definito di “compensazione” : esso indica un paragone di punti di

vista diversi, dal quale emerge un equilibramento o una rettifica. A questo punto esistono tre

possibilità : 1) se l’atteggiamento della coscienza verso la situazione vitale è in larga misura

unilaterale, il sogno si situa all’estremità opposta, 2) se la coscienza ha un atteggiamento

relativamente vicino al “punto medio”il sogno si accontenta di varianti; 3) se l’atteggiamento della

coscienza è corretto (adeguato), il sogno coincide con la tendenza della coscienza e quindi la

sottolinea, senza perdere però la sua caratteristica autonomia.

sebbene nella maggioranza dei casi la compensazione mira a stabilire un normale equilibrio

psichico, dimostrandosi come una specie di autoregolatore del sistema psichico, tuttavia in certe

condizioni, come avviene nella psicosi, la compensazione porta verso un esito fatale, ad esempio

al suicidio o ad altre azioni estreme.

Spesso i sogni illuminano la situazione del paziente in un modo straordinario per condurre alla

guarigione, essi possono recare ricordi, giudizi, eventi, che riportano componenti inconsce nei

rapporti; e in questi casi è raro che la persona, aiutata da un espero nel seguire per un certo

periodo di tempo i suoi sogni, non comprenda il loro arricchimento e allargamento di orizzonte. Il

comportamento compensatorio quindi dischiude nuovi punti di vista e apre nuove strade che

aiutano l’individuo. Il concetto di compensazione è una sorta di processo evolutivo nella

personalità; dapprima le compensazioni non vengono ben comprese e rilevati dagli individui, solo

in seguito si comprende una sorta di piano dei sogni di compensazione e si capisce come siano

uniti da un rapporto reciproco ,subordinati a un fine comune; una lunga serie di sogni può essere

un processo di sviluppo o di coordinamento, definito da Jung processo di individuazione.

sicuramente è possibile che una lunga serie si goni raccolta fornisca , al di fuori della procedura

analitica, la possibilità di riconoscere un andamento evolutivo che lascia intravedere

un’individuazione, tuttavia sicuramente la procedura analitica consente una notevole

accelerazione. L’interpretazione dei sogni richiede anche una cultura specifica chiaramente,

nozioni adeguate di mitologia e di folcore, sulla psicologia dei primitivi e sulla scienza comparata

delle religioni.

Non tutti i sogni poi hanno la stessa importanza, i primitivi distinguevano tra sogni piccoli, ora

definiti insignificanti, e sogni grandi, ora definiti significanti. I piccoli sogni sono i frammenti della

fantasia che compaiono ogni notte, provengono dalla sfera soggettiva e personale, e il loro

significato si esaurisce nella vita quotidiana. Perciò questi sogni vengono dimenticati facilmente,

mentre ci sono i sogni grandi che spesso rimangono nella memoria per tutta la vita; spesso questi

sogni sono caratterizzati per il fatto di avere una particolarità: in questi affiorano immagini

simboliche che incontriamo anche nella storia dello spirito umano. Colui che sogna può

perfettamente ignorare l’esistenza di simili paralleli, ma essi contengono motivi mitologici o

“mitolgemi”, che vengono definiti da Jung archetipi. Con tale termine si intendono forme specifiche

e nessi figurativi rintracciabili in forma analoga non soltanto in tutti i tempi e in tutti i paesi, ma

anche nelle fantasie, nelle visioni , nelle idee illusorio e nei sogni individuali. La loro frequente

presenza dimostra che la psiche umana è in parte soltanto unica e soggettiva o personale,

dall’altra è collettiva e oggettiva. A tal proposito Jung parla di inconscio collettivo, molto più

profondo di quello personale, e da cui provengono i sogni di significato. Tali sogni si presentano

prevalentement nei periodi decisivi della vita, ovvero nella prima giovinezza, nella pubertà, a

mezzo cammino, cioè tra i 36 e i 40 anni, e prima della morte. La loro interpretazione spesso

risulta molto difficile perché il materiale che può mettere a disposizione il sognatore è molto ridotto,

perché non si tratta più di esperienze personali, ma di idee generali il cui significato deve essere

rintracciato nel senso che è loro caratteristico e non negli eventi personali. L0archetipo è

un’emozione collettiva, di una situazione tipica, fortemente caratterizzata dalla presenza di affetti,

che non riguarda prima di tutto la dimensione personale, ma che semmai diventa tale solo

successivamente; esso tratta un problema universalmente umano che è stato trascurato a livello

soggettivo e che perciò penetra nella coscienza a livello oggettivo. Il sogno utilizza figure collettiva

in quanto deve esprimere un problema umano eterno che si ripete all’infinito, e non una

perturbazione dell’equilibrio personale.

Tutti i momenti della vita individuale in cui le leggi universalmente valide del destino umano

infrangono le intenzioni, le aspettative e le visioni della coscienza personale, sono “stazioni” del

processo di individuazione. Questo processo è la spontanea realizzazione dell’uomo nella sua

interezza, più egli è puro e semplice Io, più si separa dal’uomo collettivo di cui egli fa parte, e viene

a trovarsi anche in contrasto con questo. Siccome tutto tende alla totalità (quindi al collettivo),

l’unilateralità della vita cosciente trova riscontro in una costante correzione e compensazione da

parte della natura universalmente umana, allo scopo di attuare un’integrazione dell’inconscio nella

coscienza, o ,meglio, un’assimilazione dell’Io in una più vasta personalità. Riflessioni del genere

soni inevitabili per spiegare i grandi sogni, in cui incontriamo il grande sabbio, l’uomo bestia, il

tesoro nascosto, l’albero, la fontana, la caverna, il giardino difeso da un muro, i processi di

trasformazione, che non hanno un punto di contatto con le bamalità della vita quotidiana. Poi gli

archetipi si assommano, si intessono e si frammischiano tra loro e con elementi individuali isolati.

Perchp se i sogni però sono compensazioni essenziali non sono comprensibili? Perché il sogno è

un fatto naturale, e la natura non tende completamente a mettere a disposizione i suoi frutti in

conformità con le aspettative dell’uomo. Spesso inoltre si pensa che la ocmpensazione è inefficace

se il sogno non è stato capito, ma la cosa non è così sicura, perché sono molte le cose che

operano efficacemente senza essere comprese.

Ad ogni modo la stragrande maggioranza dei sogni è quella dei sogni “medi”, in cui è possibile

riconoscere una certa struttura. Il sogno comincia ad esempio con un’indicazione di luogo (mi trovo

in una strada), segue poi la seconda fase dello sviluppo; poi la terza del culmine o della peripezie,

in cui accade qualcosa di decisivo e si verifica un cambiamento radicale, e infine si arriva all’ultima

fase che è quella della soluzione , ovvero il risultato prodotto dal lavoro onirico (vi sono sogni nei

quali la quarta fase comunque manca).

Abbiamo detto che il contnuto essenziale dell’azione onirica è una sorta di compensazione;

tuttavia, ci sono casi in cui le compensazioni diventano così minacciose che la paura che suscitano

provoca insonnia anche. Il sogno può quindi sconfessare una persona nella maniera più penosa,

oppure può sostenerla moralmente in modo apparentemente assai benevolo. Il primo caso si

verifica con le persone che hanno un’opinione di sé, il secondo con chi invece tende a sminuirsi

eccessivamente. Può capitare però che nel sogno l’individuo presuntuoso non venga

semplicemente umiliato, ma venga innalzato ad un’altezza inverosimile, fino al ridicolo, mentre

l’uomo troppo umile può essere abbassato in misura altrettanto incredibile.

Nelle persone che hanno qualche nozione, ma insufficiente, dei sogni e del loro significato, nasce

facilmente il pregiudizio che il sogno abbia effettivamente un fine morale, che metta in guardia,

rimproveri o consoli, predica ecc. L’opinione che l’inconscio la sappia più lunga puà indurre però ad

atribuire ai sogni decisioni e risoluzioni necessarie, e in seguito si prova chiaramente una

delusione quando i sogni diventano sempre più privi di senso. Quando esiste una certa

conoscenza della psicologia del sogno, si sopravvaluta facilmente l’inconscio, che compromette la

cosciente capacità di decisione. L’inconscio però funzione in maniera soddisfacente solo de la

coscienza assolve i suoicompiti fino al limite della possibilità. Ciò che manca ancora può forse

essere integrato da un sogno, oppure questo può continuare ad arrecare aiuto anche dove gli

sforzi consci hanno fallito, ma se l’inconscio fosse realmente superiore alla coscienza non sarebbe

assolutamente possibile comprendere in che consista infine l’utilità della coscienza e perché essa

stessa sia stata creta.

Nell’indagine dei sogni sicuramente si va incontro a problemi filosofici, che ci portano lontano o

addirittura contro problemi religiosi ; perciò, a maggior ragione, sarebbe infondato vantarci di

possedere fino ad ora una teoria o una spiegazione universalmente soddisfacente di questo

fenomeno tanto difficile da comprendere. La natura della psiche inconscia ci è ancora troppo

sconosciuta per poter avanzare affrmazioni di questo genere. È un settore in cui occorre svolgere

un enorme lavoro , senza pregiudizi e con grandi sforzi. Lo scopo della ricerca consiste infatti nel

giungere a poco a poco vicino alla verità, non nell’entrare in possesso di un’unica teoria.

IL LINGUAGGIO DEI SOGNI

1 INTRODUZIONE ALL’INTERPRETAZIONE CLINICA DEI SOGNI

L’opinione di Jung è che i processi onirici siano privi di distorsione, dotati di un’intenzionalità

propria e che questi favoriscono l’apprendimento e il completamento dello sviluppo individuale. Il

sogno è un’espressione naturale e necessaria della forza vitale, che si manifesta alla coscienza

durante il sonno e talora viene ricordato e raccontato al risveglio. Esso ha uno scopo, quello di

manifestare ed esprimere la forza vitale; esso ci da immagini di energia, che sintetizzano

espeienze passate e presenti, personali e collettive. Il sogno può essere usato per aver accesso

alle aree inconsce della vita, per trovare messaggi specifici di vario tipo, appropriati alla situazione

del momento, che possono aiutare il sognatore a risolvere problemi, a trovare l’aspirazione

artistica, nel suo sviluppo psicologico e nell’approfondimento spiritale. La funzione dei sogni è lo

sviluppo, il mantenimento e il ripristino dei processi, delle strutture e dell’organizzazione della

psiche. Dunque il sogno può essere usato anche per curare, in quanto porta alla coscienza

metafore e simboli di energia che sostengono e dirigono la vita personale, mostrano i modelli

sottostanti con i quali, per la nostra salute, dovremmo avere un rapporto più consapevole, e mostra

anche immagini dei modelli distorti: l’interazione tra modelli curativi e modelli disturbati da

un’indicazione rispetto alla psicoterapia.

Per il terapeuta ogni sogno veicola messaggi sulle strutture psichiche e sui complessi psichici del

sognatore, nel passato e nel presente; informa sulle dinamiche psicologiche, sui modelli, sulle

potenzialità del soggetto, sulle relazioni del sognatore con la idmensione spirituale, con il Sé e con

i modelli e le energie archetipiche.

Per l’interpretazione del sogno è di sicuro fondamentale ricorrere a prospettive diverse da quelle

della coscienza dualista che si accontenta di opposizioni (esterno- interno, soggetto- oggetto,

giorno-notte, vita-morte ecc), mentre occorre sviluppare anche una coscienza integrativa, che sia

in grado di integrare tali prospettive, che sia in grado di muoversi tra le molteplici forme di

consapevolezza magico- affettiva, corporea, mitologica, allegorica, simbolica e razionale. Quindi

per accostarsi adeguatamnente al sogno , occorre utilizzare diversi punti di vista, attingendo a tutti

i settori delle scienze morali; anche alle arti e alle prospettive spirituali.

2 IL LAVORO ONIRICO CON IL SOGNO NELLA PRATICA CLINICA

La comprensione clinica dei sogni esige pieno rispetto, empatia, comprensione sensibile,

intuizione, senso di espressione simbolica. Il terapeuta studiando può migliorare la sua percezione

dei molteplici aspetti e livelli della struttura drammatica del sogno e a lavorare meglio con il suo

simbolismo, oltre che familiarizzare con la poesia, con le fiabe, con la musica e la letteratura, con

le immagini delle arti visive. Sicuramente è importante la sensibilità del terapeuta nei confronti del

contenuto tematico e delle specifiche del protagonista e dell’azione, delle interconnessioni tra i

personaggi, delle forme e del contesto, dei ritmi degli eventi onirici, delle qualità di coerenza e

incoerenza, delle discrepanze nei temi, nelle immagini nelle azioni e nelle figure, sensibilità anche

rispetto alla dimensione e alla spazialità, alla consonanza o alla dissonanza all’interno del sogno, e

tra il sogno e la realtà condivisa, e la posizione cosciente del sognatore; infine sensibilità alle

relazioni all’interno del sogno e tra le immagini oniriche e il livello consapevole del sognatore.

Le indicazioni sull’interpretazione dei sogni possono servire a migliorare la tecnica, ma esse non

sostituiscono la capacità innata dell’interpretazione del sogno; inoltre l’applicabilità dei principi

dipende dal sentimento, dalla sensibilità e dall’intuizione del terapeuta.

L’approccio di Jung si basa sull’idea che il sogno sia un’espressione allegorica e simbolica della

situazione psicologica del sognatore, precisa e obiettiva, fatta su misura per la coscienza del

sognatore e del suo analista. Il sogno comunica informazioni a molteplici livelli sulla situazione

psichica attuale del sognatore, vista da una prospettiva ancora sconosciuta e inconscia. Nel

sogno, ciascun immagine rispecchiano aspetti dello stato psicologico del sognatore e

rappresentano un quadro simbolico dei modelli psichici attivi n quel momento; tutti gli aspetti del

sogno cooperano per comunicare un messaggio più profondo e tematico. Il sogno offre una

diagnosi, una prognosi, e il materiale e il momento opportuno per avvicinarsi alla realtà psicologica

del sognatore e dell’analista. Il sogno può mostrare infatti la forza dell’Io, la relazione tra l’inconscio

e la coscienza, ciò che la coscienza dovrebbe affrontare, le attuali capacità del sognatore, i

problemi che possono essere affrontati e il momento in cui affrontarli. I sogni aiutano a chiarire e

offrono insegnamenti, collaborano alla creazione di una fiducia di base e di un Io sufficientemente

sicuro da essere in grado di rispondere ai mutevoli messaggi del Sé. I sogni sostengono ogni

aspetto dello sviluppo psicoloico: le relazioni oggettuali, la strutturazione dell’Io, i rapporti con le

dinamiche inconsce e con figure e problemi interni ed esterni. Inoltre contribuisce alla risoluzione

del transfert sull’analista personale, dando informazioni sulla dinamica della relazione transferale e

sull’istanza interiore, cioè l’Io.

Il sogno individua i punti ciechi del sognatore, tuttavia parla con un linguaggio metaforico

,allegorico e simbolico, per questo il sognatore potrebbe no distinguere quali aspetti del sogno si

riferiscono alla realtà oggettiva “esterni” e quali sono i complessi proiettati o soggettivi interni. Il

lavoro sul sogno fa sì che venga offerto al sognatore un contesto diverso, che può essere sia la

situazione diadica, sia quella di gruppo. Il terapeuta aiuta l’emergere di associazioni e spiegazioni,

prepara il terreno per il messaggio del sogno, richiamando l’attenzione su aree importanti della

psicologia e del comportamento del sognatore che sono visibili agli altri ma non riescono ad essere

visti dall’osservatore.

Ci sono pazienti difficili che non sono in grado di considerare le figure del sogno come aspetti di se

stessi, questi sono disorientati dalla richiesta di immedesimarsi nel ruolo di una figura onirica, e

spesso quindi non riescono a prendere contatto con le ambivalenze della loro psicologia, né a

cogliere il messaggio globale del sogno. I sognatori spesso hanno la tendenza, inoltre, a seguire i

propri preconcetti, se il carattere compensatorio del messaggio dell’inconscio non viene messo a

fuoco dalle domande e dal rispecchiamento di un interlocutore; tuttavia, è anche vero che la piena

comprensione di un sogno da parte del terapeuta richiede necessariamente le associazioni e la

partecipazione emotiva del sognatore. Il terapeuta ha il compito di capire su quale nucleo tematico

deve focalizzarsi perché l’interpretazione sia assimilata in modo significativo dal sognatore. La

compara si una resistenza, spesso indica che si sta usando un approccio inappropriato o

sbagliato, e che quindi l’interpretazione non ha colto il sogno ed è sbagliata o, in se stessa, o nel

modo in cui è stata proposta. Quando ci si imbatte in una resistenza bisogna tornare indietro e

ricominciare da capo l’analisi del sogno, fermandosi sulla descrizione delle dinamiche psichiche

che viene proposta nell’immagine onirica, aspettando finchè queste metafore possano essere

assimilate; e anche se il lavoro sul sogno richiede molto tempo, in nessun caso si deve forzare la

resistenza. Con alcuni pazienti l’interpretazione dei sogni non è possibile, oppure si può fare solo

in forme modificate. Se vi sono sogni che si ripresentano ogni settimana o sogni con mescolanze

di immagini assurde, questi possono essere una sorta di difesa contro la consapevolezza deli

affetti e della relazione transferale. In questo caso è consigliabile prendere in considerazione solo

un frammento o un sogno breve e lavorare soltanto su questo, collegandone le immagini alla realtà

emotiva attuale e ai problemi di vita verso cui il materiale onirico richiama l’attenzione. Quando i

pazienti sono molto gravi nel loro mancato sviluppo tanto da essere scissi dalle proprie

associazioni emotive o incapaci di queste carenze, le interpretazioni possono essere una forma di

contenimento degli affetti scissi e pericolosi. In questi casi il sognatore si sente sicuro all’interno

della terapia perché questa diviene un contenitore, dove poter reagire alle immagini del sogno ed

esplorare insieme all’analista; qui potrà riflettere sui contenuti dei propri sogni con un interlocutore

empatico, fare associazioni su di essi, collegarli con eventi e modelli della vita quotidiana, trovare

spiegazioni oggettive, comunicare le proprie reazioni, e potrà quindi esprimere i suoi affetti

autentici e la sua propria individualità.

L’esame accurato di ogni sogno sa sempre dei frutti ed è sempre importante, spesso però manca il

tempo in terapia di interpretare ogni dettaglio di questi, poi il sogno potrà essere ripreso magari in

momenti diversi della vita del sognatore, ma in ogni caso sicuramente la forza numinosa del sogno

già basterà ad aiutare e sostenere il processo terapeutico, operando a livelli profondi della psiche

del sognatore prima e dopo la seduta analitica.

Sicuramente l’interpretazione del sogno dovrà essere fatta verificando responsabilmente i

significati dei sogni nei compiti e nelle relazioni di ogni giorno, creando un collegamento tra aspetti

diversi del funzionamento psicologico, aggregando insieme gli aspetti che si esprimono di volta in

volta nel sognatore. Bisogna astenersi dal cercare una comprensione del significato del sogno

troppo repentina, e dal ricorrere a equivalenze prefissate, cercando di comprendere anche quando

si realizzano delle proiezioni del proprio giudizio o il controtransfert al posto di un’autentica

comprensione. Per lavorare accuratamente all’interpretazione di un sogno, il terapeuta deve

prestare la massima attenzione al materiale immaginale nel suo specifico contesto e rimanere

nell’incertezza fino a quando non emerge nel sognatore una risposta associativa affettiva

corrispondente; occorre scoprire la qualità personale emotivamente significativa nel presente,

l’evento o il ricordo collegati con quella persona. Perciò qualunque interpretazione che non

ottenga il consenso del paziente, sarà sbagliata; tale consenso poi potrà anche non essere

razionale, a causa del desiderio, della paura e della resistenza da parte del sognatore, ma sarà

considerato comunque valido anche un assenso corporeo o viscerale, che faccia capire che si sia

fato centro (in quanto spesso il Sé corporeo sa perfino cose che l’Io cosciente ignora). L’idea che

l’analista si è fatto di un sogno deve rimanere solo un’ipotesi in attesa di conferma o di rifiuto da

parte del Sé del sognatore; sicuramente i sogni successivi potranno confermare o meno ,mettere

in discussione l’interpretazione e la comprensione di un sogno da parte del sognatore. Spesso

accade, quando l’analista compie un’interpretazione errata o il paziente non la comprende

adeguatamente, che lo stesso tema del sogno venga ripetuto in forma più drastica o anche più

drammatica. Prestare attenzione alla struttura drammatica del sogno aiuta il terapeuta anche ad

evitare di rimanere impressionato da elementi particolari, che possono aver colpito il sognatore

oppure a evitare di perdere di vista le immagini nel loro contesto globale.

Per rilevare il messaggio del sogno è fondamentale elaborarlo rispetto al suo specifico intento

drammatico, delle sue immagini, e delle sue implicazioni affettive e/ o sentimentali.

3 LA SITUAZIONE QUAL E’

Jung riteneva che il sogno fosse un prodotto della psiche, un processo involontario, non controllato

dalla prospettiva cosciente, che rappresenta la vera realtà interiore cosi com’è, e che apporta ciò

che manca per completare il quadro e così facendo migliora l’atteggiamento.

Ogni sogno presenta immagini che possono trasmettere informazioni al sognatore e/o al suo

terapeuta su cose sconosciute ma di vitale importanza, riguardanti il sognatore, o il suo terapeuta

o il processo della terapia. Il sogno compensa una carenza nella posizione cosciente del

sognatore, e può essere considerato come un messaggio proveniente da un’intelligenza superiore

che propone nuovi atteggiamenti significativi. Jung chiamava questa entità “Sé” o “Sé Guida”,

un’entità ipotetica esistente a priori dal quale proviene l’Io, principio direttivo dell’istinto

d’individuazione, spinta archetipica a “diventare quel che si è”, principio direttivo degli eventi della

vita e del materiale onirico, che ci forniscono i messaggi simbolici, allegorici e metaforici, che

contribuiscono al processo di individuazione.

L’io del sogno

A volte l’io del sogno può rappresentare il senso d’identità reale e percepito del segnatore che

agisce esattamente come il sognatore tende a fare; in questo caso il sogno può indicare effetti

controproducenti del suo comportamento abituale e delle sue buone intenzioni. L’Io del sogno

assomiglia al sognatore reale, ma riceve dall’inconscio rassicurazione o avvertimenti.

Altre volte accade che l’immagine del sognatore non corrisponda al senso d’identità empirico del

sognatore, per cui il sognatore appare come il Sé Guida lo vede rispetto alle sue potenzialità,

tendenze, debolezze, ancora però sconosciute o inconsce.

In genere le caratteristiche dell’Io del sogno possono essere valutate in base al tono del racconto,

alle qualità degli atteggiamenti e delle azioni, alle modalità di rapporto con altri aspetti e figure del

sogno; questi elementi possono essere descrizioni dell’Io del sognatore. La solidità e l’integrità

dell’Io dell’individuo si fonda sulla consapevolezza dei bisogni morali e decisioni appropriati. Le

immagini del sogno esprimono questa capacità o incapacità in termini di abilità esecutive:

amministrare, riferire, guidare, navigare, pilotare, curare ecc.

Altre volte il sogno può esprimere come il Sé vede l’identificazione del sognatore con un ideale

dell’Io o con una grandiosità eccessiva (Es. ero una principessa). In questi casi l’Io del sogno

incontra l’entità che lo rappresenta come figura separata da sé, con la quale si impegna una

relazione, senza identificarsi con essa. Oppure l’azione onirica può rappresentare un inseguimento

da parte di quella figura o il bisogno dell’Io di nutrirsene cc.

Volare, respirare sott’acqua, o altre capacità insolite dell’Io del sogno possono riguardare possibili

esperienze di distacco dal proprio corpo, in questo caso delle potenzialità. Altre volte queste

immagini possono riferirsi a delle dissociazioni difensive, con l’autoattribuzione eccessiva di poteri

irrealistici.

A volte l’Io del sogno è solo un osservatore passivo, non viene coinvolto attivamente. Questa

posizione distaccata implica un atteggiamento di distanza rispetto ai problemi descritti nel sogno

o ,nei casi più gravi, tratti dissociativi di personalità.

Altre volte il sogno presenta al sognatore frammenti d’identità disseminati o conflittuali, che hanno

con lui un rapporto ancora incerto. Ciò accade spesso ai soggetti borderline che hanno una scarsa

coscienza dell’azione, dell’affettività, dell’intenzione, dell’identità individuale a cui i sogni si

presentano. Accade che non è presente un Io del sogno come entità totale, ma solo l’allusione a

un testimone inconscio, qualcuno di ignoto che mette ordine (“c’è un cucchiaio, una pentola, il

cucchiaio viene girato”). Queste immagini sono una descrizione metaforica della situazione

psicologica del paziente.

Altri sognatori nei sogni si presentano direttamente a pezzi (“ sono sotto un albero, tagliata in

pezzi). In questo caso il processo di frammentazione ha trovato espressione in immagini di un Io

incarnato in modo inadeguato; ciò può succedere con i pazienti borderline, con i pazienti con

particolari turbamenti emotivi, nel lavoro analitico quando si aprono ferite regressive e si verifica

uno smembramento dell’identità dell’Io.

In altre occasioni l’Io del sogno sembra rappresentare il Sé, la parte più profonda, vera ed eterna.

Nel caso in cui l’Io del sogno oda una voce imperativa, è importante scoprire a chi appartenga

quella voce e quali siano le sue qualità, in quanto può appartenere al Sé o all’Ombra, ingannevole

e predatrice.

Possibilità di sviluppo mediante il lavoro sul sogno

È essenziale confrontare la posizione e l’azione dell’Io del sogno con gli atteggiamenti e il

comportamento tenuti coscientemente dal sognatore, scoprendo così eventuali discrepanze e

avere un’indicazione sul passo successivo nello sviluppo psicologico. Se ad esempio la posizione

cosciente è poco sviluppata o frammentaria, il sogno sostiene lo sviluppo presentando il materiale

che deve essere affrontato in quel momento. Raggiungere nuove comprensioni più sostenere o

mettere in crisi una posizione egoica coerente o difensiva; in entrambi i casi è necessario che la

posizione cosciente sia aperta e disponibile all’assimilazione delle metafore, dei simboli onirici

nell’esperienza cosciente, in quanto solo in questo modo si potrà favorire efficacemente lo sviluppo

della personalità e offrire il suo aiuto nelle relazioni interpersonali. Ciò che viene visto o raggiunto

nel sogno deve ancora trovare la sua realtà nella vita diurna. Assolvere un compito, eseguire una

certa azione, raggiungere un livello di comprensione in un sogno, non impica necessariamente la

sua realizzazione nella vita diurna; le ricompense del sogno sono solo possibilità e non realtà. Gli

eventi onirici indicano la via, ciò che è più probabile che si sviluppi nella situazione attuale. Il

soggetto nel sogno più correre il rischio e assolvere un compito difficile, oppure fare un passo

falso. Questi esiti sono metafore rispetto a ciò che è accaduto o sta accadendo al di fuori della

consapevolezza, perciò inizialmente il sognatore non comprendere la natura dell’evento,

l’immagine onirica. L’esito indicato nel sogno può essere anche modificato o evitate su mutano le

consapevolezza e le capacità del sognatore.

L’esito del sogno non va considerato fisso o inalterato, a meno che non vi sia un’esplicita

indicazione in tal senso nella struttura drammatica stessa del sogno, come immagini di eventi

naturali e incontrollabili che accadranno inevitabilmente. La realizzazione concreta di un sogno

dipende dalla risposta e dall’atteggiamento che l’Io conscio assume verso gli elementi indicati dal

sogno. I sogni con esiti apparentemente disastrosi possono rappresentare le paure del sognatore,

o la situazione psicologica del Sé, oppure delle conseguenze che il sognatore presume.

Raramente il sogno dice all’Io diurno cosa deve fare; anche quando nel sogno si risolve un

problema, si rappresenta solamente una possibilità che in quel momento è disponibile. Il sogno

indica la realtà psicologica a cui il sognatore si oppone, che cosa occorrerebbe fare in accordo o

contro l’atteggiamento e le posizioni abituali, e quali potrebbero essere gli effetti di quella posizione

o di quell’atteggiamento. Il sognatore poi però è libero di trarre le sue proprie conclusioni, di

prendere decisioni e di agire.

Quindi nel sogno vediamo espresse le potenzialità e le tendente di sviluppo, le conseguenze della

situazione psicologica del sognatore, materiale della vita esterne, delle relazioni del sognatore, ciò

di cui si deve prendere coscienza per integrare i livelli del soggettivo e dell’oggettivo. I sogni

possono quindi allarmarci e costringerci a interrogarci sui nostri atteggiamenti soggettivi o sulle

situazioni esterne in cui siamo coinvolti, ad esempio un sogno allarmante o che sconvolge un

situazione familiare può indurci a considerare alcuni aspetti della realtà esterna o problemi di

rapporto che avevamo ignorato.

Il LINGUAGGIO DEI SOGNI

L’immagine

Il sogno avviene durante uno stato alterato di coscienza; si tratta di un “processo primario”,

staccato dalle categorie razionali di spazio e tempo, in cui viene integrato materiale del passato,

del presente e del futuro, usando informazioni familiari e non che possono derivare anche da livelli

archetipici che sono totalmente sconosciuti al sognatore. I sogni ci giungono mediante immagini

sensoriali, prevalentemente visive. Questa forma di comunicazione è definita “primaria”: perché “in

essa un a proprio inconscio preme verso il divenire della forma”, perché è un’attività fondante per

altre forme di consapevolezza, perché è simile alla modalità percettiva del bambino. Le immagini

oniriche sono disponibili a tutti, ma il loro significato si esprime in immagini metaforiche, allegoriche

o simboliche. Le immagini allegoriche sono quelle in cui il messaggio può essere tradotto in

concetti razionali e in parole; le immagini simboliche sono quelle che rinviano a un contenuto

sovraumano e solo parzialmente comprensibile. Per avere accesso a questo livello di

comunicazione è necessario combinare la logica razionale con una sintonia artistica, emotiva e

intuitiva; in quanto soltanto il sentimento e l’intuizione possono orientarci nei confronti degli aspetti

simbolici. Sembra che il sogno usi immagini significative specificamente per il sognatore e per il

terapeuta, molte volte. I limiti del terapeuta pongono un limite alle immagini dei sogni del suo

cliente, ed è come se il sogno emergesse da una dimensione razionale comune. In molti sogni

viene considerata solo una singola immagine, ma in questi casi è comunque da questa che

bisogna partire.

L’allegoria

Le immagini oniriche diventano metafore. Descrizioni di una cosa mediante l’immagine di un’altra.

Quando sono inserite nella trama delle associazioni, spiegazioni e amplificazioni che hanno

evocato. Questa trama, a volte, fornisce il contesto e il significato psicologico delle immagini.

Quando le immagini metaforiche indicano contesti che possono essere compresi ed espressi

razionalmente, le consideriamo allegoriche. Quando il loro contesto significativo va ben oltre la

comprensione razionale, parliamo di simboli.

Gli aspetti allegorici di un sogno descrivono situazioni oggettive, esterne o soggettive, interne, che

devono essere attenzionate dal sognatore; essi riguardano eventi esterni attuali che hanno per lui

un significato psicologico o situazioni psicologiche interiori che il Se Guida invita a esaminare in

quel dato momento. Il sogno svela, mediante analogia, ciò che la coscienza diurna non può vedere

direttamente. Le descrizioni allegoriche rimandano a fatti e a dinamiche psicologiche

razionalmente incomprensibili, che sono stati trascurati o al di fuori della coscienza. Anche se il

messaggio può servirsi di metafore, di un linguaggio poetico ecc, le sue immagini si riferiscono a

una situazione che può essere verbalizzata nel linguaggio della coscienza razionale. Esse

possono essere chiaramente interpretate, comprese e riferite alla situazione attuale di vita del

sognatore. La sua tematica fa riferimento ad eventi esterni, sul piano oggetti, o a complessi, eventi

interni e a dinamiche psicologiche, sul piano soggettivo.

I simboli

I simboli rinviano a qualcosa di sconosciuto, che tuttavia deve essere riconosciuta. Essi rinviano al

significato esistenziale o anche sovrapersonale , al regno dello spirito. Essi riguardano la

dimensione trascendente ed esprimono il bisogno di dare un senso alla vita, attraverso o oltre

l’esperienza dei bisogni istintuali- sensoriali. Questa dimensione simbolica rimane nella sfera

dell’intuizione. Le immagini simboliche indicano contenuti che possono essere conosciuti solo

parzialmente.

I rebus

Lavorare con l’allegoria è come comprendere un rebus; il rebus è la rappresentazione per

immagini di una proposizione. Le immagini possono suggerire delle sillabe, parole o idee, e anche

se il rebus appare come un’assurda mescolanza di sequenze insensate, tradotto in termini di suoni

comunica un significato intellegibile (es. deer-cervo – più “p U” e un’immagine di una pillola-pill 

dear pupil).Il sogno generalmente non trasmette messaggi concettuali chiari, la sequenza di

immagini che esso mostra appare spesso confusa, priva di logica concettuale e di significato.

Tuttavia, come in un rebus, è possibile trovare un significato psicologico di traduzione delle singole

immagini, sulla base delle associazioni del sognatore, e del significato generale, condiviso

collettivamente. È fondamentale tenere in considerazioni che i significati delle immagini sono

determinati dai significati offerti dal sognatore, in quanto le interpretazioni varieranno in funzione di

questi. Se ad esempio troviamo nel sogno un fiore, che rimanda alla crescita e al rigoglio, o un

diamante, che rimanda a una sostanza indistruttibile, dura e al nucleo della personalità (al Sé), non

sarà così per un sognatore identificato molto con i filosofi orientali, anzi, le implicazioni su citate

potrebbero essere rovesciate. Per elaborare in modo adeguato un sogno, quindi, è necessario

valutare con attenzione le associazioni del sognatore, i suoi valori, la sua posizione cosciente, e il

suo modo di vedere, poiché è molto probabile che rispetto a questi elementi il sogno sia

compensatorio o complementare.

5 ASSOCIAZIONE, DELUCIDAZIONE, AMPLIFICAZIONE: IL CAMPO DEL SOGNO

i significati e le implicazioni dei vari motivi del sogno non sono mai fissi, ma variano in base alle

reazioni del sognatore rispetto a questi, e si esprimono nelle associazioni e delucidazioni

personali.

Le associazioni

I primi attori che devono essere sempre considerati prima di tentare ogni tipo di interpretazione,

sono le associazioni personali del sognatore. Associazione è qualsiasi idea, ricordo, nozione,

reazione che venga in mente al sognatore durante l’elaborazione del sogno e della sua immagine

specifica. Le associazioni non sono necessariamente valutazioni razionali o giudizi, e spesso

possono sembrare casuali e privi di logica (es. la scrivania può essere: quella del padre, quella di

un negozio, quella della soffitta, quella in cui studiavi, può evocare il panno con cui lo puliva la

mamma ecc..). Per costruire adeguatamente il significato di un sogno, è essenziale che ogni

associazione venga esplorata per svelarne il nucleo emotivo e l’importanza psicologica.

Associazioni e delucidazioni possono essere suscitate attraverso alcune domande anche. Per

collegare l’immagine alla realtà psicologica personale, il terapeuta deve indagare gli eventi, le

emozioni, i sentimenti che vengono in mente al sognatore in connessione con l’immagine onirica

stessa. La sincronicità della carica emotiva e dell’immagine indica la problematica psicologia che

deve essere esplorata analiticamente, cioè qualsiasi associazione che ha un0intensa carica

emotiva deve essere collegata alla situazione psicologica presente e passata del sognatore e

possiede un significato psicologico attuale. Le associazioni alle immagini e le reazioni affettive che

si verificano nel sogno mostrano in che modo sono connesse con i contesti attuali della vita del

sognatore, ai ricordi passati, ai ricordi infantili e alle specifiche esperienze della relazione paziente-

terapeuta (dinamiche transferali).

Quando associazioni, delucidazioni e implicazioni contengono implicazioni apparentemente

diverse, bisogna cercare un punto di intersezione tra loro.

L’associazione alle immagini del sogno è libera all’inizio, ma ben focalizzata intorno ad un

problema o ad un complesso significativo appena viene toccato un affetto. Solo quando viene

toccato un affetto possiamo pensare che abbia luogo l’esperienza del nucleo essenziale della

realtà psicologica, insieme al complesso attivato. La sola comprensione intellettuale non è

sufficiente. A volte capita, durante il sonno, che il sognatore si blocchi e non sia capace di produrre

più associazioni; ciò può avvenire o perché il materiale è troppo psicologicamente forte, o perché

la libera immaginazione disponibile non riesce ad essere sufficiente all’attività associativa. A volte

occorre interpretare il blocco, oppure eluderlo chiedendo delle delucidazioni. Alcune domande

possono aiutare a tenere una certa distanza necessaria per continuare il lavoro sul sogno,

spostano l’asse dall’associazione alla delucidazione :” se stesse accadendo a qualcun altro lei

come si sentirebbe?”.

La delucidazione

Mentre le associazioni prescindono dalla razionalità, la delucidazione è espressione di dati di fatto

generalmente accettati e condivisi, e comunica dei significati razionali. Esprime ciò che l’immagine

rappresenta nei termini della sua funzione, del suo significato oggettivo, per il sognatore e per il

collettivo. Come l’associazione può indicare un significato allegorico o simbolico. Delucidazioni e

associazioni devono essere sempre collegate, ricercandone l’intersezione psicologicamente

significativa.

Le delucidazioni sono oggettiva- collettiva (es. la penna per scrivere e disegnare); o soggettiva-

individuale (es. la penna per scrivere e disegnare come mezzo di autoespressione; per scrivere i

compiti).

Per un’adeguata delucidazione bisogna evitare di dare i significati per scontati, evitare di giungere

a conclusioni premature. Il terapeuta deve porre attenzione alla discrepanza tra una lettura privata

delle immagini e quella collettiva- oggettiva. Possono anche esserci delle discrepanze tra

spiegazioni collettive individuali; la realtà di un oggetto, o la sua funzione, più essere vista dal

sognatore in modo coerente con la visione collettiva, oppure in maniera totalmente diversa; questa

differenza, informa su un complesso sottostante del sognatore e può confermare il suo isolamento

dalla realtà collettivamente condivisa.

Non solo il sognatore può avere una spiegazione personale diversa da quella collettiva, ma il

terapeuta stesso può averne un’altra, diversa sia da quella del sognatore che da quella collettiva.

Quando ci sono discrepanze tra le spiegazioni del sognatore e quelle di altri, o tra le sue

associazioni e la spiegazione reale, è richiesta una maggiore abilità clinica per comporre tali

discrepanze mediante comprensione.

In generale la spiegazione individuale deve essere considerata sempre per prima. Se questa

contrasta con quella collettiva (es. una penna viene descritta come uno strumento per ferire il

fratello minore) allora quel tipo di spiegazione deve essere trattato come un’associazione.

Emozioni e reazioni corporee

Affetti o reazioni corporee che emergono all’interno di un sogno, come quelli che emergono

quando il sogno viene raccontato, devono essere trattati come se fossero un’immagine, come una

parte del sogno, e richiedono ugualmente le associazioni del sognatore. Anche le reazioni di

questo genere hanno luogo nel terapeuta, e possono essere rilevanti per il sogno del paziente. Le

reazioni affettive sono spesso la via più diretta che unisce il sogno e la realtà emotiva attuale.

Spesso inducono ricordi intensi intorno alla rappresentazione onirica del complesso attivato in quel

momento nel sognatore (es. sentimento di colpa per aver ricevuto dei gioielli in dono, scoperta del

panico nel parlare della propria riflessione = ricordi di invidia dei genitori e ferite dell’infanzia sulle

sue capacità e sul sentimento del sé). Particolari posizioni corporee in un sogno, o mentre si lavoro

in un sogno, sono molto significative e possono essere riattualizzate nella seduta, conducendo

spesso direttamente all’emozione espressa nel messaggio onirico (es. sogna di avere le mani

intrecciate, nella seduta lo rifà e suda  amozione uguale a quella che prova quando chiede un

aumento in ufficio e uguale a quella che provava da bambino quando suo padre alcolizzato

tornava a casa).

tutto quello che accade in coincidenza con il sogno o nell’ambiente in cui viene raccontato il sogno,

è ugualmente importante. Eventi sincronici sono manifestazioni del campo totale di cui il sogno è

un’espressione particolare e parziale. Possono indicare le dinamiche archetipiche di base che si

riferiscono al sogno e che sono in esso implicate.

I sogni banali

Nessun sogno o frammento di sogno può essere considerato banale, in quando ogni sogno getta

luce su qualche punto cieco del sognatore e può indirizzare verso comprensioni importanti al livello

dell’oggetto e al livello del soggetto. Con i piccoli brani e i sogni frammentati spetta al terapeuta

stimolare l’emergere di ulteriori informazioni e di materiale associativo incoraggiando l’uso

dell’immaginazione, anche se quest’attività all’inizio può sembrare al sognatore una semplice

invenzione. Nella fantasia o invenzione è attiva la funzione mitopoietica dell’inconscio, non meno

che nell’atto del sognare, perciò anche la storia più deliberatamente inventata porta i segni

involontari della psiche inconsce del suo autore. Spesso, per stimolare tale attività, il terapeuta può

chiedere il “come” e il “perché” di tali evenienze e/o incoraggiare associazioni e delucidazioni

aggiuntive.

Fantasia, immaginazione e messa in atto

Ogni sogno può essere amplificato anche dal sognatore stesso prolungandolo e ampliandolo

attraverso l’uso di diverse tecniche immaginative. Ciò può avvenire o permettendo che si

presentino immagini all’occhio interiore, o inventando per completare le parti mancanti della storia.

Ogni parte di sogno può essere il punto di partenza da cui ampliare il sogno con nuove immagini;

proseguendo l’azione per vedere che sviluppo potrebbe esserci, andando all’indietro per vedere

quale sia stata l’origine della situazione di apertura. Finché il sognatore rimane aperto al sogno e

torna coscientemente nella dimensione spazio/temporale onirica, non si deve temere che il

messaggio onirico possa essere distorto. L’immagine e le immagini che emergono in questo modo

sono anch’esse prodotto dell’inconscio e ne trasmettono i messaggi, a prescindere dalle idee

coscienti del sognatore. Un metodo molto utile è quello di invitare il sognatore ad immaginare di

guardare la situazione onirica che si deve esplorare, e osservare gli ulteriori sviluppi dell’azione, o

ad immaginare di mandare indietro il film per vedere come l’azione si sviluppa dall’inizio. Questi

ampliamenti personali del sogno sono utili quando esiste qualche dubbio sul senso di un’azione o

implicazione onirica. Un’altra tecnica consiste nel chiedere al sognatore di porre il sogno su un

palcoscenico; cioè il sognatore interpreta o mima le varie parti oppure, se si tratta di una terapia di

gruppo, assegna ai vari membri il ruolo di vari personaggi. Il sognatore può interpretare il ruolo dei

personaggi o degli oggetti oppure nel caso del gruppo assegna questi ruoli e lui po’ partecipare

oppure essere solo regista, e in questo modo, iniziando preferibilmente soltanto con la mimica, i

gesti e in maniera non verbale, puù evitare ogni intellettualizzazione o interpretazione e

spiegazione razionale prematura, lasciando che l’inconscio si esprima il più possibile attraverso

movimenti, gesti, espressioni facciali. L’attenzione del sognatore viene focalizzata sul modo in cui

la scena viene sentita nel corpo, sia che venga rappresentata , sia che sia mimata in solitudine o

osservata da altri.

Un’ulteriore tecnica è quella di chiedere di descrivere o di immedesimarsi con un personaggio del

sogno, di associare a esso, o di fargli delle domande se si tratta di un trattamento con il singolo

caso.

Affetto e sentimento

Le tonalità affettive del sogno possono andare da reazioni soggettive, che hanno origine da

complessi, a giudizi che valutano in modo apparentemente oggettivo la situazione onirica. Il

giudizio del sognatore sul suo sogno, così come la reazione che induce su chi ascolta, può rivelare

una risposta complessuale, inappropriata o distorta della situazione oggettiva presente. Ma può

anche esprimere un giudizio di valore, anch’esso complessuale, che è appropriato e concordante

con il creatore del dramma onirico, cioè il sé. Nella valutazione iniziale di un sogno, il fatto che una

situazione onirica appaia “buona” o “cattiva” non significa che essa viene sentita buona o cattiva

dal sognatore; cioè la valutazione soggettiva può non essere in linea con quella oggettiva. Quando

la reazione dell’ascoltatore è in disaccordo con quella del sognatore , si deve attenzionare la

discrepanza (es. sognare di essere su un vulcano in eruzione ed essereallegri e divertiti).

L’amplificazione

L’amplificazione è l’allargamento del contesto personale del sogno con motivi paralleli e

corrispondenti nel mito, nella fiaba, nell’arte e nella letteratura: il deposito culturale delle immagini

archetipiche. È una delucidazione in termini mitologici. Mettendo l’accento su questi motivi

tradizionali e collettivi, l’amplificazione chiarisce il significato archetipico. I miti rinviano oltre se

stessi, verso la dimensione simbolica transpersonale o sovrapersonale. Il nostro sapere inconscio

attinge evidentemente da questo strato.

È importante tenere a mente che tali amplificazioni, provenienti comunque da una fonte diversa da

quella del sognatore stesso, possono essere applicate solo in via ipotetica e talora neanche così. A

volte l’analista deve evitare di imporre le proprie conoscenze ed essere risposto a ritirarle fino a

quando il suo contributo non colga il segno. Ma in molti casi è anche clinicamente errato proporre

un’amplificazione archetipica, in quanto può apparire all’analizzando come un allenamento del

terapeuta del rapporto personale; o può confondere il livello a cui il paziente sta lavorando, o

indurlo ad occuparsi di elementi mitologici al posto di continuare un accurato lavoro analitico. Il

paziente può avere bisogno, altre volte, invece, di sentire una storia mitologica che corrisponda e

dia un qualche ordine alla sua confusione e al suo dolore, per riuscire a sopportarlo meglio, per cui

è una questione di valutazioni cliniche. In ogni caso l’analista deve cercare di capire in quali modi il

motivo mitologico si inserisce nei problemi e nei modelli di vita del sognatore, e per farlo è guidato

dal contesto e dalla prospettiva forniti dalle associazioni e spiegazioni personali del sognatore, che

determineranno i modo in cui l’amplificazione mitologica deve essere intesa.

Le risposte del terapeuta

Le reazioni dell’analista mentre un sogno viene raccontato o elaborato, possono essere indotte dal

sogno o dal sognatore, e forniscono materiale che svela i modelli affettivi costellati dal campo del

sogno. Il materiale controtransferale e le associazioni del terapeuta possono quindi indicare delle

dinamiche nascoste e a volte sostituirsi alla mancanza di associazione immediata del sognatore. È

importante però che il terapeuta controlli le proprie reazioni controtrasnferali e sappia distinguerle

da quelle che sono legate alla sua complessità personale, e che quindi appartengono solo a lui. È

importante quindi attendere finchè si stabilisca il contesto del sognatore, in quanto solo dopo

un’attenta valutazione di questo si può decidere se i contributi associativi e amplificatori del

terapeuta, che emergono come elementi del controtransfert, appartengono effettivamente al

materiale del sognatore o sono problemi personali del terapeuti attivati per risonanza con i

complessi del sognatore. Solo con la precauzione e con un’attenta distinzione di possono evitare

gli errori di prendere contributi importanti delle nostre reazioni, o di attribuire al paziente i nostri

problemi.

6 COMPENSAZIONE E COMPLEMENTARITA’: LIVELLI DELL’OGGETTO E DEL SOGGETTO

compensazione e complementarità

l’elaborazione dei sogni nel tempo stabilisce un equilibrio tra modelli psichici costantemente in

mutamento, tra l’impulso individuale alla consapevolezza e l’esperienza dell’ambiente esterno.

Jung ha parlato di sogni che compensano o completano la situazione cosciente, di sogni che

aggiustano una prospettiva diversa dalla posizione cosciente, a volte anche in contrasto con

questa, di sogni che mettono in discussione e tendono a modificare l’orientamento conscio, di

sogni più o meno sconnessi rispetto alla posizione cosciente. Si tratta di sogni prospettici, cioè che

anticipano nell’inconscio future realizzazioni coscienti e che forniscono soluzioni del conflitto in

forma allegorica o simbolica. Poi ci sono i sogni paralleli, in cui il significato coincide con

l’atteggiamento della coscienza. Poi ci sono i sogni che completano la situazione, quando i sogni

agiscono come se le nostre visioni coscienti fossero incomplete e avessero bisogno di essere

integrate; tra questo tipo di sogni troviamo quelli di compensazione e quelli complementari. In

entrambi troviamo la funzione equilibratrice dei punti di vista della coscienza. Nella compensazione

viene messo in evidenza l’opposto polare della posizione cosciente, cioè viene mostrato l’aspetto

che potenzialmente non viene preso sufficientemente in considerazione. Nella complementarità

viene aggiunto un pezzo mancante, non necessariamente un opposto polare. Esso tende a

completare e ad ampliare le nostre vedute; ci dice “ guarda anche questo e quest’altro”. La

complementarità e la compensazione hanno la funzione di correggere i nostri punti ciechi,

entrambe allargano la consapevolezza e superano le posizioni rigide a favore del cambiamento e

della crescita della personalità.

Nel creare e migliorare e ampliare la nostra consapevolezza, il sogno può metterci di fronte

immagini di situazioni attuali, affetti personali e tratti caratteriali che tendiamo a trascurare perché

non siamo capaci di vederli o non ce ne curiamo. Esso può allargare le nostre vedute facendo

affiorare esperienze affettive del passato che sono state rimosse e i probabili sviluppi futuri della

nostra situazione attuale. Queste esperienze passate possono essere indicate direttamente al

sogno, oppure raggiunte mediante associazioni e delucidazioni che il sogno stimola.

I sogni spesso indicano aspetti trascurati che hanno un valore positivo quando l’Io è odiato o

svalutato e l’Ombra è generalmente positiva. Queste immagini rivelano aspetti della psicologia del

sognatore che devono essere integrati nella coscienza per sostenere delle aree che hanno

bisogno di essere rafforzate oppure per completare il senso d’identità del sognatore.

I sogni paralleli sono quelli in cui vengono confermate le posizioni coscienti del sognatore, che non

sono state stabilite saldamente. Ad esempio se un soggetto è ambivalente rispetto ad un’azione

nel sogno il fare quella cosa fa sì che venga ottenuto un successo: il sogno sostiene una posizione

o intenzione del sognatore ancora non consolidata.

Livelli dell’oggetto e del soggetto nei sogni

La consapevolezza di una probabile funzione complementare a volte ci permette di decidere se un

sogno debba essere considerato al livello del soggetto o dell’oggetto. Se io sogno di essere

minacciato da un amico di cui ho sempre avuto qualche sospetto, e interpreto il sogno al livello

dell’oggetto non otterrò alcuna informazione; se invece lo interpreto al livello del soggetto,

quell’amico potrebbe essere una parte aggressiva di me che minaccia il mio funzionamento

globale, anche se nel sogno è proiettata sull’amico. La proiezione è una tendenza inconscia

ancora irrealizzata, vista nell’immagine di un oggetto o di una persona esterne che il sognatore

rappresenta in modo particolarmente adeguato. Se guardiamo il sogno dal punto di vista del

soggetto, può esprimere una personificazione di aspetti e personalità parziali inconsce, pulsioni,

affetti ecc, nelle immagini e persone del azione onirica.

Quando il sogno ripete eventi diurni, deve essere inteso sempre sul piano del soggetto, perché

preso sul piano dell’oggetto è solo una ripetizione di qualcosa di noto e ricordato. Fa eccezione il

sogno in cui vengono portati residui diurni dimenticati o minimizzati, o quelli associati a sentimenti

eccessivamente negati. Un sogno può richiamare alla consapevolezza un qualcosa che ,se

considerato attentamente, può modificare la visione che il sognatore ha della situazione;

sottolineando questo particolare trascurato il sogno può completare la situazione.

La drammatizzazione

Nella loro provocazione compensatoria i sogni spesso sembrano esagerare e drammatizzare

eccessivamente (ad es. il sogg. Vuole rimuovere certe sue qualità: sogna di uccidere la persona su

cui queste qualità vengono proiettate). Il sogno compensa e completa sopravvalutando

unilateralmente nella stesa misura in cui il sognatore sottovaluta e viceversa ( più il sognatore

sottovaluta più il sognatore sopravvaluta e viceversa).

Per quanto riguarda i sogni sessuali, quando sogniamo ad esempio di essere a letto con qualcuno,

dobbiamo considerare questo qualcuno allegoricamente e simbolicamente come una figura interna

o una personalità parziale che rappresenta le qualità e gli atteggiamenti di vita attribuiti a quella

attraverso l’associazione, la delucidazione e l’amplificazione. Es andare a letto con vanità,

gentilezza o qualsiasi altra caratteristica che vi si attribuisca.

E’ importante considerare incompleta la comprensione di un sogno a meno che non si sia arrivati

ad un’informazione che mette in luce un punto cieco , o che mette in discussione una posizione

unilaterale della coscienza del sognatore (o dell’analista). Ogni volta che si presentano possibilità

diverse o conflittuali d’interpretazione, molto probabilmente si devono considerare appropriate

quelle più in disaccordo con la posizione e la prospettiva del sognatore. Ciò chiarisce come mai

non sia possibile dare un’interpretazione adeguata ad un sogno senza un altrettanto adeguata

conoscenza del sognatore, dei suoi problemi e del suo funzionamento psicologico.

Applicazione del principio di compensazione e complementarità in sognatori con un Io poco

sviluppato o frammentario

Nella pratica clinica spesso si incontrano sognatori che hanno un’identità cosciente frammentaria o

poco sviluppata; ciò perché hanno vissuto in un ambiente primario troppo minaccioso, non hanno

avuto la possibilità di proteggersi, ecc. I principi di compensazione e della complementarità dei

sogni si applicano anche in questi casi, ma bisogna essere molto prudenti. L’emozione indotta

nell’Io del sogno da una figura/situazione deve essere trattata separatamente da quella attribuita

alla figura stessa o proiettata su di essa; il secondo aspetto potrà essere affrontato quando il

sognatore avrà sviluppato una minima capacità di integrare contenuti psicologici che sono estranei

e negativi per l’immagine di sé o per l’ideale dell’Io. Ad esempio: nel sogno il soggetto è

rimproverato dalla madre. Bisogna affrontare prima il senso di rabbia che deriva dal rimprovero, e

che il sognatore può ricordare di aver vissuto nella vita reale con la madre. Il fatto di affrontare le

qualità egodistoniche come “altre” rispetto al sognatore, e occuparsi delle sue reazioni emotive a

quelle qualità , contribuisce a creare un adeguato senso d’identità e a correggere l’inappropriata

percezione della realtà oggettiva. Solo dopo si possono affrontare le tendenze critiche e tiranniche

del sognatore stesso, per renderlo consapevole anche di quelle caratteristiche che sono state

proiettate sulla figura della madre reale e su altre persone che hanno nei confronti del sognatore

un ruolo autoritario, genitoriale o terapeutico. I sogni delle persone con un Io frammentato o poco

sviluppato raffigurano forze che il sognatore non è generalmente in grado di interare, ma che

mostrano all’analista ciò che si deve elaborare, compensando o completando in questo modo la

posizione conscia del terapeuta rispetto all’analisi. I sogni possono anche aiutare il sognatore a

percepire il proprio sviluppo potenziale e le forze che lo impediscono. Una serie di sogni nell’arco

di mesi o anni può aiutare a mostrare di volta in volta la parte che deve essere elaborata e il

momento per l’elaborazione dei vari aspetti.

7 LA STRUTTURA DRAMMATICA DEL SOGNO

La struttura del dramma onirico

Per delineare il significato psicologico del messaggio onirico, è sempre utile cercare una struttura

generale del sogno o di una serie di sogni, in quanto ciò permette di cogliere il tema o le

dimensioni complessuali della psicologia del sognatore, che il sogno cerca di mettere in luce; e

mostra anche l’interazione drammatica delle energie costellate, chiarendo figure e immagini

oniriche, qualità e direzione dell’azione. Ciò che accade e che non accade e sarebbe richiesto dal

contesto, le caratteristiche insolite dei personaggi, della situazione, degli eventi e dell’azione,

esigono attenzione; e in questo senso può essere utile raggruppare mentalmente le immagini

secondo qualità di somiglianza o differenza.

Spesso il contenuto principale del dramma onirico include immagini poste come protagonista e

antagonista; essi ritraggono fattori opposti della psicologia del sognatore, che devono essere

riconosciuti, elaborati coscientemente e anche riequilibrati. Queste polarizzazioni sono

frequentemente il nucleo fondamentale del significato del sogno, possono riferirsi a qualcosa di

distinto dall’Io, a qualche lato di cui l’Io del sognatore deve pendere coscienza, a problemi che

devono essere affrontati nel modo appropriato; e tali opposti possono essere poi in aperto conflitto

o in qualsiasi altro tipo di relazione.

La struttura drammatica

La struttura del sogno generalmente viene individuata osservando la sequenza con cui compaiono

i suoi elementi drammatici di base, che si esprime sinteticamente nella forma del dramma greco

classico: esposizione, peripezia, crisi e lisi, che possono tradursi approssimativamente come

situazione, sviluppo, crisi e conclusione. Ciò suggerisce che gli archetipi o le strutture profonde

dell’organizzazione mentale, aiutano la coscienza diurna a ricordare e ordinare gli stati onirici,

hanno un’attitudine particolare verso quel tipo di rappresentazione drammatica debole o

inesistente. Altre volte i sogni possono presentarsi o essere ricordati come flash di un’immagine

odi un evento e possono avere di per sé un valore diagnostico e richiedono un ulteriore

approfondimento. Anche quando viene ricordata soltanto un’immagine o una singola espressione

sensoriale, esplorarle attraverso le associazioni, le delucidazioni e le amplificazioni può essere

utile per trovare un rapporto significativo di queste con la vita del sognatore.

Nel dramma teatrale troviamo l’esposizione (presentazione del tema), la peripezia (lo sviluppo), la

crisi (ostacolo) e la lisi (risoluzione) o catastrofe, in modo sequenziale. Nel sogno succede spesso

che queste parti possono essere sovrapposto o condensate insieme, tuttavia, allo scopo di

comprendere il sogno, è estremamente utile separare e distinguere questi quattro elementi

strutturali.

Ogni dramma si apre con una situazione problematica, che è portata all’attenzione dello spettatore

dall’esposizione, e che si colloca in una specifica dimensione spazio- temporale con specifici

personaggi: questa è il tema della rappresentazione, punto di partenza per lo sviluppo che seguirà.

Nel sogno generalmente scopriamo la questione problematica esaminando la situazione

d’apertura. Esplorare il significato psicologico delle associazioni affettive e delle delucidazioni

connesse con la particolare connessione del sogno nel tempo e nello spazio e con le

caratteristiche delle persone presenti e del loro rapporto con il sognatore è ciò che ci consente di

comprendere il contesto psicologico/simbolico del sogno. L’esposizione dl sogno formula quindi il

tema di cui il sogno tratta.

Nel sogno la situazione psicologica è rappresentata quindi dalla collocazione geografica in cui il

sogno si apre e dalla situazione iniziale del dramma stesso. La comprensione di questa situazione

ci dirà l’argomento del sogno. Senza comprendere il contesto fornito dall’esposizione, rischiamo di

interpretare piccoli dettagli o frammenti senza cogliere il problema globale a cui si riferiscono; per

questo sempre importante chiarire quanti più dettagli possibile della scena di apertura e le relative

associazioni, delucidazioni e amplificazioni (se si tratta di un contesto mitologico) in riferimento alla

scena di apertura.

La peripezia o lo sviluppo rappresenta l’inizio del movimento della condizione statica: le tendenze,

le dinamiche e le possibilità rispetto al problema indicato nell’esposizione/contesto. Il significato

dell’azione che si sviluppa deve essere compreso “traducendo” l’azione attraverso associazioni,

delucidazioni e amplificazioni.

La crisi è il culmine del dramma, il punto di massima tensione tra le dinamiche opposte e

minacciose. Essa indica le possibilità estreme, positive e negative o addirittura da incubo,

potenzialmente inerenti allo sviluppo del sogno.

Infine la tisi o la catastrofe indicano come la crisi può essere risolta. Quando si tratta di una

catastrofe essa indica l’improbabilità di una soluzione favorevole data la situazione attuale del

sognatore, ed essa può tentare di svegliare la coscienza del sognatore con un avvertimento

urgente o preannunciandogli una situazione immodificabile.; quando si tratta di una lisi essa

mostra la possibile via d’uscita, la direzione o nuove possibilità che devono essere create o

scoperte.

Quando abbiamo davanti un sogno lungo è utile all’inizio sintetizzarlo (ciò può essere fatto

mentalmente al terapeuta oppure può essere richiesto al sognatore stesso) per chiarire gli

elementi essenziali, i dettagli significativi nello schema drammatico globale; più avanti invece

potranno essere trattati gli specifici dettagli.

Il contesto quindi indica le radici passate del problema attuale; lo sviluppo indica il movimento o le

tendenze che derivano dal problema e portano a una situazione di stallo o a un pericoloso blocco;

la crisi rappresenta il punto culminante in cui le forze conflittuali si oppongono con la massima

tensione, e in cui si deve prendere una decisione e si deve dar luogo ad una svolta, mostra

presente o futuro, ciò a cui tende lo sviluppo o che è già in corso di realizzazione; infine la liti indica

sempre il futuro, ciò che pur non essendo ancora esistente, si sta preparando, è possibile o è

probabile, quindi può essere visto come qualcosa di profetico. Tuttavia si può essere sicuri che un

messaggio preannunciava un evento esterno oggettivo solo a posteriori, perciò è preferibile

trattare le apparenti profezie come possibilità psicologiche nella sfera soggettiva, che possono

indicare quale risposta sia potenzialmente disponibile di fronte ad una sfida o quale potrebbe

essere un modo di uscire dalla difficoltà; ma in ogni caso esse devono essere ancora attualizzate

nella vita reale. Prendendo sul serio il messaggio onirico e trasferendolo nella vita reale si possono

trasformare in realtà cosciente gli aspetti favorevoli della funzione prospettica e evitare quello su

cui il sogno ci lancia un avvertimento. Tutto ciò perché on è sufficiente risolvere un problema

solamente nel sogno, deve seguire un’attività equivalente nella vita diurna; occorre quindi vivere

con le immagini e i messaggi dei sogni e tentare di elaborarli con responsabilità e realisticamente

nella vita diurna. Il sogno mostra dove siamo, quanto possiamo essere fuori posto e quali

possibilità e vie ci si aprono; se non tentiamo di sperimentare queste vie percorrendole, e lottando

con le difficolta che si presentano, il messaggio del sogno cadrà nel vuoto.

8 MOTIVI MITOLOGICI

I sogni possono avere i contenuti e la struttura di motivi specifici appartenenti al bagaglio

mitologico dell’umanità. Si tratta di immagini archetipiche, modelli fondamentali di ordine e forma, e

simboliche, in quanto descrivono nel migliore dei modi la natura dello spirito, che accennano ad un

significato trascendente ed esprimono i modelli collettivi intorno ai quali si costellano (si trovano

nei) i complessi di ogni sognatore.

Questi motivi mitologici che compaiono nei sogni rappresentano per la coscienza dell’uomo i

principi fondamentali della forma e del senso, i modelli ordinatori della dimensione transperoanale

e sovrapersonale, ritrovati, espressi e celebrati in ogni epoca in riti, arte, leggende, fiabe e

presentazioni storiche. Rappresentano i modi in cui l’inconscio collettivo dell’umanità nelle sue

diverse espressioni culturali, ha risposto sul piano spirituale, filosofico, sociale, etico ed estetico, ai

grandi temi dell’esistenza. Le immagini mitiche che emergono nella coscienza onirica sono

strutturate da principi formali di base irrappresentabili : gli archetipi; i quali sono sottesi ai nostri riti

religiosi, alle nostre emozioni e al nostro comportamento. La loro comparsa nei sogni permette il

confronto diretto con gli elementi generali, numinosi, transpersonali e irrappresentabili che

strutturano l’attività e la coscienza dell’uomo (modelli di vita, morte, rinascita, infanzia, sviluppo,

sacrificio, conflitto, sofferenza, relazione ecc). Le strutture mitologiche offrono orientamento, senso

e guida nella sfera psichica soggettiva, nelle relazioni interpersonali e negli eventi esterni. Essi

sono utili quando sono compresi e assimilati nella situazione psicologica ed esistenziale del

sognatore. Tali motivi, che emergono spontaneamente nel sogno dall’inconscio collettivo, nella

maggior parte dei casi possono, tuttavia possono rimanere sconosciuti al ricercatore. Se

assomigliano a parti di miti o fiabe esistenti essi possono essere dei prodotti narrativi creati o

scoperti dall’individuo in risonanza( eco) con i temi esistenziali attivamente presenti nella

psicologia del sognatore. Le immagini archetipiche sono rappresentazioni di forze che sfuggono

alla volontà e al controllo e alla comprensione personale, perché operano nella dimensione della

coscienza indipendente dai limiti spazio- temporali che noi conosciamo, infatti ci mettono in

contatto con la dimensione dello spirito e dell’esperienza spiritual. I motivi archetipici indicano

potenzialità di sviluppo ancora irrealizzate, e anche quando troviamo immagini terrificanti, è

compito del terapeuta ricordarsi che le energie archetipiche inizialmente negative sono destinate a

diventare fattori di guarigione, costruttivi se l’atteggiamento personale cosciente del sognatore le

accetta responsabilmente.

Riconoscere i motivi mitologici

È facile riconoscere i motivi mitologici quando un sogno presenta elementi che non sono

razionalmente possibili nei termini della realtà di ogni giorno. A volte i personaggi appaiono o

agiscono in modo strano, come avviene solo per magia nel mito e nelle fiabe; questa magia si può

manifestare ad esempio attraverso la metamorfosi (es. fiori che parlano come esseri umani,

animali che si trasformano in principi).

La mera irrazionalità e il caos non devono essere confusi con i temi mitologici e le fiabe; quando si

tratta di motivi mitici e fiabeschi anche se sembrano irrazionali, in realtà mostrano una coerenza

formale interna, globale e una loro logica. Sta al terapeuta riuscire a cogliere tali differenza con la

sua affinata sensibilità ed esperienza. Quando manca coerenza nelle immagini del sogno o

vengono rappresentati elementi caotici, è possibile che si tratti anche di soggetti borderline o

psicotici.

Nei sogni, le immagini archetipiche rigide, fatali o distruttive è indicativa anche di distanza o

dissociazione del sognatore o del terapeuta dall’energia in questione, e fino a quando persiste

questa dissociazione, l’energia non può essere incanalata costruttivamente. La comparsa di temi

mitici di distruzione (es. inferno, caos di battaglia) può indicare anche fasi critiche di transizione nel

processo analitico con esito incerto.

I motivi mitologici si riconoscono per la loro qualità destinale, drammatica e coinvolgente. Spesso

la loro comparsa nei sogni ha un tono peculiare di distacco alle cose terrene, una numinosità che

crea un senso di reverenza nel sognatore e/o nell’analista.

Spesso l’azione mitica del sogno si svolge in ambienti storici e culturali diversi da quello attuale,

oppure in una dimensione spazio- temporale totalmente fantastica. Questi elementi avvertono della

presenza di un complesso lontano dalla consapevolezza cosciente del sognatore quanto il tempo e

il luogo lo sono dalla realtà attuale.

di fronte a dinamiche mitologiche/archetipiche, i nostri giudizi sui comportamenti devono essere

guidati da modalità adeguate al mondo della fiaba o del mito, più che dall’ordinaria razionalità (es.

sognare una creatura faunesca che gioca vicina al cratere di un vulcano fa pensare ai seguaci di

Dionisio, perciò è importante porre l’attenzione al livello archetipico del messaggio onirico, il quale,

in questo caso, potrebbe sottolineare l’aspetto sessuale). Ogni sogno contiene allegorie e simboli

che richiedono attenzione e comprensione, ma gli elementi archetipici che compaiono nei sogni

richiedono necessariamente la conoscenza da parte del terapeuta dei numerosi motivi del bagaglio

mitologico dell’umanità. I terapeuti devono sviluppare la propria familiarità con questo materiale,

senza accontentarsi di un’unica mitologia; in questa maniera sarà possibile avere il materiale

adeguato per amplificare un’ampia gamma di sogni degli analizzandi.

L’interazione di materiale archetipico e personale

L’amplificazione è un metodo per arrivare alla comprensione del sogno mediante il collegamento

dei suoi motivi dal significato mitologico generale e il materiale mitologico esistente. Invece di

ridurre il sogno a eventi infantili o a qualche problematica attuale della vita del soggetto, si fa

riferimento a miti e legende tradizionali al fine di stabilire la probabile rilevanza di una data storia.

Così si integra il complesso personale con il suo nucleo archtipico. Senza un’adeguata

conoscenza mitologica, gli elementi cruciali di un sogno possono andare perduti o essere ridotti o

fraintesi e considerati solo come distorsioni razionali e personali, oppure potrebbero non essere

notati aspetti del sogno che si discostano da quel modello mitologico, che invece sono importanti

perché ogni variazione richiama inevitabilmente ad elementi cruciali della psicologia del sognatore

che esigono un’attenta esplorazione. Inoltre spesso accade nella pratica clinica che il livello

personale e quello archetipico si manifestano simultaneamente nei sogni della stessa notte e che

quindi temi e sogni grandi compaiano insieme a temi e sogni piccoli.

Quando ci troviamo di fronte ad eventi che sono razionalmente impossibili nei termini della nostra

realtà quotidiana, ma son coerenti con le dinamiche mitiche e fiabesche, siamo di fronte ad un

motivo magico- mitologico , e i nostri abituali criteri razionali di valutazione devono quindi essere

modificati. Un comportamento assurdo nella realtà quotidiana può essere possibile, sensato e

anche utile o necessario in un particolare mito, e magari non in un altro. In ogni singolo sogno,

dobbiamo distinguere quali modi particolari di reagire e di comportarsi siano adeguati alla

situazione mitologica che abbiamo davanti. Dobbiamo sempre identificare l’azione, il movente, la

meta della storia specifica a cui si riferiscono la struttura e gli eventi del sogno, attraverso

l’amplificazione mitologica e attraverso la fantasia, cioè l’immaginazione attiva o guidata. In ogni

sogno il significato di un’immagine sarà determinato da quel che è e dalle associazioni che suscita

nel sognatore. In ogni caso solo quando le associazioni del sognatore coincidono con

l’amplificazione del terapeuta e sembrano adattarsi allo stesso mitologema, lo stesso motivo può

essere usato per l’interpretazione. Se ciò non succede il terapeuta deve continuare la sua ricerca,

e sarebbe inappropriato utilizzare quello che lui ritiene essere il mitologema adatto senza tenere in

considerazione se le associazioni del sognatore, in quanto significherebbe inserire un elemento

estraneo nel materiale del sognatore. Quando la struttura della storia non può essere individuata

con l’amplificazione che la collega a una leggenda o ad un motivo esistente, il contesto

drammatico può essere scoperto mediante l’immaginazione attiva o guidata. Il sognatore viene

incoraggiato a completare la vicenda onirica con la fantasia o con l’invenzione, le quali

prescindono sempre dalle intenzioni del sognatore e completano la trama del sogno.

Il sogno ci offre un’immagine del motivo che accompagna la situazione attuale del sognatore, o

addirittura tutta la sua vita; ma riferirsi solo alla dimensione archetipica non consente

un’interpretazione adeguata. Perché l’immagine simbolica possa assumere una rilevanza

soggettiva essa deve essere collegata con il materiale personale, con azioni e atteggiamenti reali.

Questa personalizzazione può essere compiuta grazie ai sogni ordinari, personali e non

archetipici, allegorici che si presentano a volte anche in concomitanza con quelli archetipici, e/o

mediante le associazioni personali al sogno archetipico stesso. Generalmente, per ogni grande

sogno archetipico, c’è un certo numero di sogni piccoli personali. Se il terapeuta cede alla

tentazione di ignorare o trascurare questi a favore del materiale archetipico, rischia di perdere

l’ancoramento personale; e addirittura a volte può essere impossibile comprendere la rilevanza del

dramma archetipico se non viene realizzata un’adeguata elaborazione di materiale personale.

Un’adeguata personalizzazione si realizza distinguendo e poi rimettendo in relazione elementi

archetipici e personali contenuti nello stesso sogno.

Le conclusioni cui si giunge attraverso l’esplorazione delle implicazioni transferali del sogno, sia sul

piano personale che su quello archetipico, dovrebbero essere verificate mediante altri metodi,

come quello della messa in scena, dell’immaginazione attiva o guidata, l’accurata sollecitazione di

associazioni, delucidazioni e amplificazioni, per collocare opportunamente nella realtà del

sognatore le immagini simboliche e allegoriche comparse nel sogno.

Il modo in cui il messaggio debba essere comunicato al sognatore dipende anche dallo stile e dal

giudizio clinico del terapeuta stesso. A volte sogni ambientati in un contesto storico, quando

vengono elaborati come difficoltà attuali e ferite infantili e amplificati per mezzo della fantasia e

dell’immaginazione guidata, possono rivelare elementi percepitici come ricordi di una vita

precedente. Queste esperienze spesso liberano intense cariche affettiva, e quindi l’idea dl

sognatore di avere memoria di una vita passata deve essere rispettata; tuttavia deve rimanere in

rapporto con il materiale e che questo venga compreso nella sua dimensione allegorica e/ o

simbolica , in riferimento all’attuale situazione psicologico- esistenziale del sognatore.

Trattare i motivi mitologici

Vi sono alcuni passi da considerare per affrontare l’aspetto mitologico del materiale archetipico.

1. Il mitologema deve essere riconosciuto come tale. E questo non è sempre acile, in quanto i

personaggi mitologici non appaiono necessariamente nei loro costumi storici, né in storie

esattamente uguali a quelle che leggiamo; generalmente se ne presentano frammenti o vi sono

variazioni del tema (es. Cupido può sparare con una pistola, e l’eroe Sole può apparire nelle vesti

di Superman). Questi motivi mitici devono essere separati dalle connotazioni sociali, politiche,

culturali del passato ed essere riconosciuti nelle loro analogie attuali, talora abbreviate o distorte.

Questa operazione implica un’adeguata familiarità con i temi principali delle tradizioni mitologiche

appartenenti a epoche e cicli culturali diversi e una conoscenza della religione e dell’antropologia

comparata.

2. Per trattare i materiali mitologici occorre la comprensione psicologica dei loro significati simbolici

tradizionali. Il significato tradizionale è equivalente alla delucidazione sul piano personale (es. La

morte generalmente si riferisce alla dissoluzione di un modello esistente). Ogni simbolo ha un

grande numero di significati possibili, per questo è richiesta familiarità con questi significati, e un

approfondito studio psicologico per poter accostare il significato tradizionale rilevante alla sua

espressione attuale, particolare, in un sogno moderno.

£. Bisogna avere capacità immaginativa per adattare quei significati generali alla situazione

specifica del sognatore per messo delle sue personali associazioni e delucidazioni (es. il diavolo

può rappresentare un aspetto rimosso, un tentatore, un predatore ). Bisogna tenere in

considerazione le associazioni del paziente, e trovare una connessione tra il significato simbolico e

il contesto personale, avendo sensibilità sia rispetto alla dimensione archetipica, sia a quella

personale e ai loro punti di intersezione.

Alcuni motivi particolari

Esistono alcuni temi fondamentali che si riferiscono alla vita, inteso come processo scandito da

diversi stadi o transizioni. Compaiono frequentemente nei sogni quando viene presentato

l’orientamento generale di vita del sognatore; tra questi troviamo la vita come rappresentazione

teatrale, il viaggio, il fiume, trasformazioni alchemiche e biologiche, la danza, temi riguardanti la

professione, la famiglia ecc. Questi temi sembrano emergere quando vi sono dei problemi rispetto

all’adeguata preparazione, all’impegno e alla capacità di decidere o di partecipare con la piena

intenzionalità dell’Io ai compiti assegnati dal destino. Altri grandi temi attorno cui creiamo e

scopriamo le nostre mitologie individuali sono quelli legati ai ritmi e agli sviluppi archetipici

dell’esistenza: nascita, allattamento, caduta dei enti, maturazione, separazione, diventare genitori

ecc. , tutte esperienze che segnano pulsazioni al cambiamento e alla trasformazione. In queste

esperienze archetipiche, così come nei sogni e nelle fantasie e nelle visioni che abbiamo di esse,

le dimensioni simboliche e trascendenti si mescolano con quelle personali- biografiche e a queste

riconducono.

Il teatro della vita

Il dramma teatrale ritrae lo schema essenziale, ritualizzato della vita. Il motivo del teatro della vita è

un rituale archetipico. Nei sogni l’Io può apparire mentre si produce una recita/ danza/ concerto,

oppure mentre si osservano queste prestazioni in un teatro /cinema /tv ecc. L’io del sogno può

essere un osservatore lontano, non coinvolto nell’azione, oppure un testimone coinvolto. Se si

partecipa alla rappresentazione come attore vi è un’esigenza di assumere un ruolo più attivo e

consapevole nel dramma della vita. Quando il tema è posto negativamente il sogno può suggerire

che il sognatore mette in atto o interpreta un ruolo stereotipato.

Quando nei sogni appare il motivo di “assistere ad uno spettacolo” (film, commedia, sognare di

sognare), viene presentato un altro grande tema dell’esistenza. Il messaggio è: questo è lo

spettacolo, questa è la tua vita. Sogni infantili ricorrenti hanno lo stesso significato. L’aspetto

messo in scena è il motivo della nostra vita o di quel particolare momento della vita. Un sogno

all’interno di un sogno ci riferisce un problema sconosciuto, ma cruciale per il sognatore che ha un

significato esistenziale e archetipico.

La nascita

La nascita rappresenta la prima incarnazione del tema esistenziale. Il passaggio dalla dimensione

intrauterina all’inizio del parto è vissuto generalmente come una transizione da uno stato

indisturbato di unità cosmica a uno stato di inghiottimento in un sistema chiuso, con l’esperienza di

non avere via d’uscita, ed è analogo alla sensazione di morte- rinascita. L’uscita dal canale del

parto è infatti sia morte sia liberazione. È poco sorprendente il fatto che il modo in cui è stato

vissuto il proprio processo di nascita o come viene ricordato nel corso della regressione

terapeutica, nella fantasia o nel sogno abbia un’importanza fondamentale per il modo in cui il

soggetto percepisce la vita stessa e la propria identità. Anche tutti gli altri modelli del processo

biologico- archetipico sperimentati nella prima infanzia hanno effetti profondi e duraturi. Nel caso in

cui i sogni presentano questo tema è richiesto un approccio fondato sull’esperienza vissuta sul

piano corporeo e/o nell’attività immaginativa. Ad esempio quando i pazienti fanno riferimento ad

una posizione corporea nel sogno, può essere utile sperimentarla concretamente per scoprire cosa

essa evoca.

I bambini

Siano essi reali, neonati o altro, essi si riferiscono al bambino interiore/ al livello infantile del

sognatore e a tutto ciò che è rimasto incompiuto e/o ancora sta compiendo o deve compiere un

processo di crescita. In positivo esso indica potenzialità e possibilità, qualcosa che ancora non è

maturato o realizzato nella vita del sognatore, capacità di crescita e rinnovamento, senso di

meraviglia, connessione con la sfera transpersonale, espressione emotiva libera e spontanea,

esibizionismo positivo ecc. In senso negativo esso rappresenta immaturità, onnipotenza infantile e

infantilismo. Spesso il sogno del bambino può richiamare al bambino danneggiato e ferito che c’è

nel sognatore e a ricordi traumatici d’infanzia che possono essere messi in luce se viene esplorato

ciò che il bambino sente o vive nel sogno.

Per determinare il significato dell’immagine onirica del bambino è utile indagare l’età del bambino,

o chiedendola al sognatore direttamente, oppure, se egli non riesce ad individuarla, chiedendo

cosa associa all’età di quel bambino quando questa viene chiesta.

Gli animali

Le figure degli animali si riferiscono a un livello affettivo e pulsionale pre-razionale. La natura

particolare della qualità pulsionale si esprime in base al carattere che viene associato all’animale

dal sognatore, sul piano archetipico, mitologico e in base a tradizioni religiose, popolari e collettive.

I culti animali pre- giudaici e precristiani credevano nell’essenza divina in ogni specifico animale

(es. il falco è nella mitologia egizia acutezza della vista; il lupo è per i romani forza aggressiva; la

volpe è nelle fiabe una guida; il serpente è potere trasformativo e immortalità, ma per i cristiani

pericolo e tentatore). Quando si ha a che fare con gli animali si devono sempre considerare le

amplificazioni mitologiche oltre alle associazioni e alle delucidazioni personali del sognatore. A

volte quest’ultime sono simili alle amplificazioni mitologiche, altre volte le amplificazioni le

completano con motivi importanti di cui il sognatore non era a conoscenza.

Ad ogni modo è importante considerare l qualità particolare o il tipo di affetto o di pulsione

istintuale che vuole raggiungere la coscienza nella forma dell’animale onirico. Sul piano mitologico,

nelle fiabe e nel folclore, variano le modalità di relazione con gli animali: a volte devono essere

temuti ed evitati, o uccidi, altre volte protetti. È sempre importante prestare attenzione ai loro

messaggi o intenti, perché in un modo o nell’altro hanno sempre qualche contributo significativo da

offrire.

Interpretare il materiale mitologico

Interpretare o no il materiale mitologico a un analizzando in una determinata situazione è una

scelta che è legata all’opportunità clinica. In genere si sconsiglia di sottolineare o illustrare il

materiale delle amplificazioni con il racconto di una storia, tranne che non vi sia una precisa

ragione, finchè non sono stati elaborati gli aspetti personali, riduttivi e transferali. L’amplificazione

potrebbe infatti distogliere dalle dinamiche del qui e ora della situazione ed essere anche usata per

tenere distante o razionalizzare un problema. Può essere inoltre impiegata per provocare

idealizzazione e invidia nei confronti del terapeuta, o per evitare difficili problemi di

transfert/controtransfert attraverso un allontanamento dalla situazione terapeutica. L’amplificazione

può così sostituire l’elaborazione del materiale personale necessario per strutturare l’Io ed

esplorare i complessi inconsci del paziente.

Per il resto l’amplificazione può favorire l’inflazione, perché può incoraggiare l’idealizzazione con i

grandi modelli mitici, ma dato che l’Io del sognatore viene portato più vicino al Sé può essere

opportuna.

l’amplificazione può dare sostegno a un Io molto fragile e può avere quindi una funzione

terapeutica; a volte raccontare una storia mitologica può anche far si che si possa parlare

direttamente all’inconscio dell’analizzando, presentandogli un modello curativo e un’atmosfera di

sostegno.

L’analista deve sempre valutare sempre le implicazioni delle amplificazioni sul materiale personale;

esse possono essere un potente metodo terapeutico, ma è importante saperle impiegare

adeguatamente, considerando le gravi conseguenze che queste, nel bene e nel male, possono

avere.

9 ASPETTI TECNICI

La sequenza temporale

Nei sogni le immagini possono apparire in una simultaneità temporale o spaziale, eventi che

generalmente si susseguono possono presentarsi contemporaneamente, quella che nella vita

diurna sarebbe vista come una relazione di causa- effetto diviene una relazione sequenziale. Per

tali motivi quando incontriamo sequenzialità o simultaneità nei sogni, generalmente devono essere

considerate come rappresentative di una relazione sequenziale. Quando x è simultaneo a y (cioè x

accade nello stesso momento di y) è possibile quindi che tra i due termini vi sia una relazione di

causa – effetto , la cui direzione deve essere determinata.

La funzione di rivalutazione del sogno

Spesso i sogni tendono a riformulare o correggere un punto di vista erroneo, si tratta spesso di un

caso particolare di compensazione, solo che al posto di mostrare una visione generale dell’altro

lato, viene indicato direttamente l’errore (es. qualcosa che viene rifiutato o temuto viene

rappresentato come un elemento di grande valore, una figura ritenuta di sostegno viene

rappresentata da un criminale o un ladro). Questo materiale deve essere valutato sia in base agli

standard di valore del sognatore che quelli collettivi, sia in base al contesto drammatico e alla

probabile funzione compensatoria. Solo allora si può stabilire cosa viene mostrato come giusto e

come sbagliato, e si può capire quale strada il sogno stia indicando.

Un altro particolare tipo di sogno è quello in cui si presenta l’intruso; questo rappresenta una

qualità di energia psichica temuta e dissociata pertanto dalla coscienza. Quando compare in

sogno, permette al sognatore di prendere coscienza della sua paura e della svalutazione, e quindi

di fare un confronto con le qualità rappresentate dall’intruso, consentendo un lento processo di

trasformazione di una relazione cosciente tra il senso d’identità del sognatore e quelle specifiche

qualità (es. una donna prossima alla morte per un cancro in fase terminale sogno che un estraneo

tentava di entrare in casa: la dimensione spirituale chiedeva di essere accolta, ascoltata e

riconosciuta, ma suscitò timore per ciò che implicava per la sognatrice).

I resti diurni

Nel dare forma ai suoi messaggi, il sogno impiega liberamente le immagini appropriate senza

considerare la sequenza temporale, e non c’è alcuna differenziazione tra passato, presente e

futuro; pertanto le immagini adatte possono essere prese da ogni luogo o tempo. Quindi anche

quello che è accaduto il giorno prima può essere usato nel sogno per le metafore e i simboli

mediante i quali il sogno si esprime, indipendentemente dall’importanza reale dell’evento per il

sognatore. Il resto diurno dovrà essere tenuto in connessione con quello specifico punto cieco

verso cui richiama l’attenzione, pertanto è utile considerare la sua somiglianza o differenza rispetto

al ricordo dell’evento reale; ogni deviazione, infatti, fornirà la chiave per comprendere l’elemento

rilevante del messaggio. Quando il sogno riproduce esattamente l’evento diurno, senza alcune

distorsione, ciò indica generalmente che l’immagine del resto diurno esprime allegoricamente un

contenuto soggettivo (es 1. un signore ebbe un diverbio col signore R. Nel sogno si ripete il fatto

ma R. appare molto gentile. Pu essere, se il sognatore ha una posizione cosciente di fastidio verso

la durezza del signor R, che R sia effettivamente più gentile di come il sognatore lo vede e che la

durezza sia quella propria del sognatore, una volta proiettata; oppure può essere, se il sognatore

di sforza di assumere una visione comprensiva della situazione) che il signor R sia troppo duro e

che il sognatore troppo gentile proietti su di lui tale gentilezza. Es 2: il sognatore torna in sogno

sulle sedia del dentista da cui è stato il giorno prima, al posto di dire “tenta la bocca molto aperta” il

dentista dice “tenga la bocca costantemente aperta” = metafora che indica i messi con i quali viene

afferrata e integrata la realtà per iniziare la metabolizzazione).

Serie di sogni

I sogni si spiegano in modo sequenziale lungo una serie che evolve con regolarità; essi tendono a

formulare un racconto continuo, che fornisce all’Io conscio il tipo di informazioni che gli sono

necessarie nel processo evolutivo. Se la coscienza assimila i messaggi del sogno e risponde a

essi, i sogno rispondono a loro volta alle nuove posizioni raggiunte dalla coscienza.Quando vi

sonodei problemi esistenziali cui la coscienza non risponde, i sogni si ripresentano. A volte di

ripropongono nella stessa forma, altre volte le immagini diventano più numerose, grandi o

minacciose, fino a portare agli incubi; questi e i sogni ricorrenti meritano un’attenzione urgente. I

sogni successivi abbastanza spesso devono essere considerati alla stregua di quelli precedenti

che possono aver trattato lo stesso argomento o uno simile. Uno o più temi centrali vengono

sviluppati nel corso del tempo, ed è se, nella serie dei sogni, l’inconscio fosse capace di anticipare

future azioni consce.; ecco perché si parla anche di funzione prospettica del sogno. Generalmente

questa elaborazione non avviene secondo una progressione lineare, ma seguendo piuttosto un

movimento circolare o a spirale intorno a un nucleo tematico centrale, gettando luce su un certo

tema da diverse angolazioni psicologiche. Il sogno 1 presenta un certo tema, il sogno 2 ne solleva

uno apparentemente diverso, il sogno 3 presenta un’altra angolazione, quello 12 richiama al primo,

il 14 al secondo ecc. Questa circumambulazione del campo psichico del sognatore fa quindi

emergere ripetutamente i complessi cruciali e svolge su di essi un’elaborazione che si fonda sullo

stato precedente della coscienza. Affiora un modello di totalità in cui vengono mostrati i diversi

aspetti di temi, con tutte le loro varianti da una molteplicità di punti di vista. Stare al passo con le

immagini di una serie di sogni significa stare al passo con la vita stessa e con il processo di

individuazione.

Variazioni su un tema

Un altro tipo di raggruppamento temprale sui sogni vede il suo sviluppo in base a variazioni intorno

a un tema centrale. I sogni che avvengono durante la stessa notte o che vengono ricordati e

raccontati al terapeuta nella stessa seduta (anche se non sono stati fatti la stessa notte)

probabilmente si raggruppano intorno ad un tema comune che elaborano in modo diverso.

Anche i comportamenti o e situazioni reali concomitanti all’attività onirica o al racconto di un sogno

devono essere considerati e trattati come associazioni o amplificazioni significative (es. prima della

seduta una pazienta entra e non chiude la porta, durante la seduta solleva il problema della paura

del successo, da qui il terapeuta la interroga sul suo comportamento precedente e viene associato

al fatto che da piccola non doveva chiudere nessuna porta in quanto significata negare la

dimensione privata e rappresentava quindi una minaccia di violazione). Nella dimensione del

sogno, non vi sono criteri razionali di spazio, tempo e causalità, pertanto si possono riferire anche

ad avvenimenti della vita reale che ancora non sono avvenuti e di cui ,quindi, non si può avere

nessuna consapevolezza. Sogni diversi raccontati o ricordati insieme probabilmente riguardano gli

stessi temi, anche se le loro immagini sembrano non rivelare questa somiglianza, allo stesso

modo, i sogni che avvengono in sequenza temporale tendono a mettere in evidenza e a sviluppare

i problemi sollevati dai sogni precedenti. Per cui Jung crede nel principio per cui un altro sogno può

comunicare un messaggio identico o simile da un punto di vista leggermente diverso, spesso è

possibile gettare luce su un sogno altrimenti oscuro esaminano quello con il quale è connesso

simultaneamente o sequenzialmente. In una serie di sogni si possono trovare denominatori

comuni, temi centrali o polarizzazione di opposti a cui i singoli sogni si riferiscono come variazioni

su un unico tema.

Gli inbuci


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicodinamica del sogno per l’esame della professoressa Piazza. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Il sogno nell’antica Grecia, tre tipi di sogni: 1. I sogni profetici per diretto influsso divino; 2. I sogni profetici grazie all’azione della mente che entra in sintonia con il disagio divino; i sogni
causati da torti emozioni psichiche dovute all’entusiasmo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alibaba2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica del sogno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Piazza Antida.

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