ABFRACTION
L’abfraction appare come un difetto cuneiforme limitato all’area cervicale dei denti e può assomigliare
strettamente ad abrasione o erosione cervicale. Indizi per la diagnosi includono difetti che sono profondi ,
ristretti e a forma di V (che non permettono allo spazzolino di toccare la base del difetto) e spesso colpisce
un singolo dente con il dente accanto non colpito. In aggiunta lesioni occasionali sono sub gengivali, un sito
tipicamente protetto da abrasione ed erosione. Le lesioni colpiscono principalmente i premolari e i molari,
sono viste quasi esclusivamente sulla faccia vestibolare, e mostrano una più grande prevalenza nei pazienti
bruxisti. In tutte le forme di usura dentale, il processo procede tipicamente ad un ritmo lento che consente la
deposizione di dentina terziaria e previene l’esposizione pulpare, anche quando è presente un’stesa perdita di
struttura dei denti. In alcuni casi, e specialmente nella dentatura decidua, la perdita dei denti può procedere
ad un ritmo più accelerato che risulta in una vicina o netta esposizione della polpa. In una larga rivalutazione
di 448 pazienti con usura debtale, l’11.6% rivelava una leggera o netta eposizione della polpa. Inoltre,
l’ipersensibilità era il sintomo che si presentava in circa un terzo dei pazienti con usura dentale.
TRATTAMENTO E PROGNOSI
Normali livelli di attrito non richiedono terapia, con un intervento riservato a quei casi che creano un grado
patologico di perdita del dente. La presenza di usura dentale avanzata nei denti decidui sembra essere
correlata ad un successiva usura nell’età adulta , ipotizzando una continuazione delle cause scatenanti. Una
diagnosi precoce ed un intervento possono aiutare a preservare la dentatura permanente. Prima di ogni azione
definitiva, il clinico deve ricordare che l’usura dentale quasi sempre ha cause multifattoriali. Il fallimento nel
riconoscere le relazioni che intercorrono tra queste patologie può portare ad una terapia inappropriata e
fallimento di ogni tentativo di riparazione. L’intervento dovrebbe enfatizzare una diagnosi dettagliata, misure
preventive, e monitoraggio a lungo termine. Una terapia immediata dovrebbe essere diretta alla risoluzione
della sensibilità e del dolore dentali, ma identificare le cause della perdita di struttura dentale e proteggere la
dentatura rimanente sono anch’essi obiettivi importanti.
In pazienti affetti da erosione dentale, interventi preventivi dovrebbero tentare non solo di ridurre
l’esposizione all’acido ma anche migliorare la capacità della cavità orale di resistere agli effetti degli acidi.
Sull’esposizione ad un acido, la saliva ha l’abilità di ottenere la rimineralizzazione col tempo, ma i denti
sono vulnerabili all’abrasione prima del completamento di questa azione. I ricercatori hanno raccomandato
un minimo di un’ora di intervallo tra l’esposizione all’acido e lo spazzolamento nel tentativo di minimizzare
l’abrasione dello smalto indebolito. I pazienti con erosione dovrebbero limitare lo spazzolamento ad una
volta al giorno nella mattina a causa dell’aumentata vulnerabilità dello smalto inacidito all’abrasione e
all’attrito. Dentifrici poco abrasivi ed una guida professionale per prevenire uno spazzolamento
inappropriato, iperzelante o toppo frequente può assistere alla riduzione dell’abrasione associata. Il consumo
di sostanze tamponanti come latte e formaggio anche si crede possa essere di beneficio. Un’idratazione
appropriata è estremamente importante per mantenere un flusso salivare sufficiente. Una sospetta causa
comune di perdita di struttura dei denti è il diminuito flusso salivare secondario a disidratazione, spesso
associato a lavoro faticoso o attività atletiche e possibilmente complicate dall’uso di bevande dolci acide o
bevande sportive al posto dell’acqua. Le chewing gum sono state ipotizzate come un metodo per diminuire
l’erosione dentale per mezzo dell’aumentato flusso salivare dopo l’esposizione agli acidi, ma altri hanno
dimostrato che lo smalto ammorbidito dall’acido può essere danneggiato dagli adiacenti tessuti molli durante
il movimento di masticazione in questo tempo di vulnerabilità. I pazienti dovrebbero essere informati del
potenziale di perdita di struttura del dente associata all’abuso di cibi e bevande acidi (vino, bevande gasate ,
cibi conservati nell’acido acetico, frutti contententi citrato, succhi di frutta e dolci), il reflusso cronico e
inappropriate tecniche di igiene orale. I bite e la registrazione occlusale possono essere usati per rallentare
l’attrito notturno e proteggere i denti dall’esposizione frequente all’acido del reflusso o di fonti industriali.
La sensibilità dentale può essere ridotta attraverso l’uso di vernici, collutori, fluoruro di stannio, o
monofluorofosfato. Se inizialmente inefficaci, questi agenti possono essere combinati alla ionoforesi.
Una terapia restaurativa attiva è prematura nella presenza di usura dentale in corso e dovrebbe essere
posticipata fino a quando il paziente esprime grosse preoccupazioni estetiche, esibisce sensibilità dentale che
non risponde ad interventi conservativi, o dimostra usura progressiva e incontrollabile. Una volta indicato, il
minimo trattamento necessario a risolvere il problema dovrebbe essere implementato. In lesioni che si pensa
rappresentino abfracrion, materiali vetroionomerici sono raccomandati a causa della loro maggiore resilienza
che consente al materiale di flettersi col dente. Nelle aree di abrasione, un materiale con ottima resistenza al
processo di abrasione dovrebbe essere utilizzato. In denti isolati che continuano a perdere le restaurazioni di
V classe, è probabile una continua abfraction e il trauma occlusale dovrebbe essere eliminato. Il rimpiazza
mento dei denti posteriori persi ed evitare l’occlusione margine a margine limita gli affetti dell’attrito. La
perdita di struttura dentale può essere restaurata con resine composite, faccette, intarsi o corone intere. Le
procedure restaurative che non coinvolgono significativa rimozione della struttura del dente sono preferibili
in pazienti che mostrano estesa usura dentale.
Il corpo può adattarsi alla perdita di struttura dentale mediante continua eurzione del dente, deposizione
apposizionale di osso alveolare, e crescita scheletrica compensatoria. Se il processo di perdita del dente è
lento, la dimensione verticale spesso è mantenuta; in pazienti con distruzione rapida, la perdita di lunghezza
vestibolare avviene. Restaurazioni di estesa perdita di struttura del dente sono complesse e dovrebbero essere
eseguite solo dopo una valutazione complete del complesso dentoalveolare.
RIASSORBIMENTO INTERNO ED ESTERNO
In aggiunta alla perdita di struttura dentale che inizia sulle superfici di corona esposta, la distruzione del
dente può avvenire anche attraverso riassorbimento, che è compiuto da cellule collocate nella polpa dentale
(riassorbimento inerno) o nel legamento parodontale (riassorbimento esterno). Il riassorbimento interno è
relativamente raro, e molti casi si sviluppano dopo un insulto ai tessuti pulpari, come un trauma o pulpite
correlata a carie. Questo riassorbimento può continuare fino a quando la polpa rimane vitale e può risultare
in una comunicazione della polpa col PDL.
In contrasto, il riassorbimento esterno è estremamente comune; con una vicina esami nazione, tutti i pazienti
probabilmente hanno riassorbimento radicolare su uno o più denti. In una rivalutazione radiografica i 13263
denti, tutti i pazienti mostravano avere riassorbimento radicolare, e l’86,4 % dei denti esaminati dimostrava
riassorbimento esterno, con una media di 16 denti colpiti per paziente. La maggior parte delle aree di
riassorbimento sono medie e non hanno significato clinico, ma il 10% dei pazienti mostra una quantità
inusuale di riassorbimento esterno.
Il potenziale di riassorbimento è inerente al tessuto parodontale di ciascun paziente, e questa suscettibilità
individuale al rassorbimento è il fattore più importante nel grado di riassorbimento che ci sarà dopo uno
stimolo. I fattori riportati aumentare la severità del riassorbimento esterno sono cisti, trauma dentale,
eccessive forze meccaniche (terapia ortodontica), eccessive forze occlusali, innesto di osso alveolare, squlibri
ormonali, sbiancamento intracoronale di un dente senza polpa, coinvolgimento locali di HZV, malattia di
Paget dell’osso, trattamento parodontale, infiammazione periradicolare, pressione dal dente conficcato,
riimpianto dentale, tumori. Molte cause sono state chiamate idiopatiche, perché non possono essere trovati
dei fattori che spieghino il riassorbimento accelerato. Quando le radiografie prima del trattamento di un
paziente affidato mostrano un grado di riassorbimento che va oltre a quello visto normalmente, il clinico
dovrebbe realizzare i potenziali rischi coinvolti nelle procedure che sta iniziando (ortodontiche) che sono
note per essere associate ad un aumentato rischio di riassorbimento esterno.
CARATTERISTICHE CLINICHE E RADIOGRAFICHE
Il riassorbimento della dentina o del cemento può presentarsi su ogni sito in contatto con tessuto molle vitale.
Il riassorbimento interno è di solito asintomatico e scoperto mediante radiografie di routine, il dolore può
essere riportato se il processo è associato a significativa infiammazione pulpare. Due principali modelli sono
visti :
1. Riassorbimento infiammatorio
2. Rimpiazza mento o riassorbimento metaplastico
Nel riassorbimento infiammatorio, la dentina riassorbita è rimpiazzata da tessuto di granulazione
infiammato. Sebbene il modello possa coinvolgere ogni porzione del canale, la zona cervicale è coinvolta più
di frequente (e l’infiammazione pulpare è solitamente causata da invasione batterica). Il riassorbimento
cointinua fino a quando la polpa rimane vitale; tipicamente, la polpa coronale è necrotica, con la porzione
apicale che rimane vitale. I risultati ai test pulpari sono variabili. In questo modello l’area di distruzione
solitamente appare come un’allargamento della camera pulpare o del canale uniforme, bene circoscritto
simmetrico e radiotrasparente. Quando colpisce la popla coronale, la corona può mostrare una discromia rosa
(dente rosa o Mummery) come il processo di riassorbimento vascolare si approccia alla superficie. Quando
avviene nella radice, l’originale contorno del canale è perso e una dilatazione radiografica balloniforme del
canale è vista. Se il processo continua, la distruzione eventualmente può perforare la superficie laterale della
radice, che può rendere difficile distinguere dal riassorbimento radicolare esterno. Sebbene molti casi siano
progressivi, alcuni casi sono temporanei e di solito si sviluppano in denti traumatizzati o in quelli che hanno
subito di recente terapia ortodontica o parodontale.
Il rimanente modello di riassorbimento interno è chiamato rimpiazza mento o riassorbimento metaplastico.
In questa forma, porzioni delle pareti pulpari dentinali sono riassorbite e rimpiazzate da osso o osso simile a
cemento. Radio graficamente, il rimpiazza mento appare come una dilatazione del canale, che è rimepito con
un materiale che è meno radiopaco della dentina circostante. Poiché una zona centrale della polpa è
rimpiazzata dall’osso, l’aspetto radiografico spesso dimostra un’obliterazione parziale del canale. Il margine
della distruzione è meno definito di quello visto nel riassorbimento infiammatorio.
In contrasto il riassorbimento esterno tipicamente apppare come una perdita di struttura del dente che<
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