Sommario
ANEMIE 2
Anemia da perdita acuta. 5
Anemia da carenza di ferro 6
Anemie megaloblastiche 12
Anemia da difettosa sintesi di Emoglobina 18
Anemie Emolitiche 26
Aplasia midollare 38
LE PORFIRÌE 40
ANEMIE
Che cosa vuol dire anemia?
Letteralmente significa riduzione della massa dei globuli rossi circolanti; ma calcolare la massa dei
globuli rossi è un lavoro notevole e quindi è più semplice prendere la quantità di globuli rossi per decilitro
come unità di misura.
Cosa ci interessa della riduzione della parte rossa del sangue?
Ci interessa l’effetto che questa riduzione ha, ovvero una ridotta ossigenazione dei tessuti; non è tanto il
numero dei globuli rossi che ci preme, quanto la quantità di emoglobina perché è responsabile
dell’apporto di ossigeno.
Potrei avere meno globuli rossi ma più grandi o più globuli rossi ma più piccoli e non cambierebbe nulla;
quindi ciò che è utile per definire l’anemia è la quantità di emoglobina riportata in gr/dL, quindi soggetta
alle variazioni di volume.
È bene conoscere quelle che sono le condizioni fisiologiche di variazione del volume; fisiologicamente
il volume plasmatico aumenta in gravidanza comportando di conseguenza una modesta riduzione dei
valori di emoglobina. Questo è vantaggioso perché da un lato diluisce i prodotti di scarto del feto e
dall’altro facilita la circolazione.
Sempre per motivi fisiologici possiamo avere anche contrazioni del liquido: qualunque tipo di stress sia
fisico sia psichico può portare ad un’aumentata velocità del circolo, ad un maggior afflusso sanguigno ai
reni e quindi a una maggior filtrazione renale che può non essere compensata da un maggior
riassorbimento di liquidi. quindi nelle condizioni di stress avremo un emoconcentrazione.
Esistono poi condizioni terapeutiche che modificano il volume di liquido, basti pensare ai soggetti affetti
da ipertensione arteriosa che vengono trattati con diuretici.
La classificazione delle anemie è importante per impostare una diagnosi e posso classificarle sulla base
delle caratteristiche dei singoli globuli rossi: µ 3
v VOLUME medio dei globuli rossi (MCV)→ 85-95 3
1. I globuli rossi possono essere più piccoli, al di sotto di 80µ in questo caso si parla di
anemia microcitica; basti pensare alla talassemia o più semplicemente ad una carenza di
ferro 3
2. in altri casi i globuli rossi possono avere un volume maggiore di 100µ : in questo caso si
definisce anemia macrocitica. 2
v QUANTITA’ di EMOGLOBINA
Un altro metodo per definire le anemie è guardare quanta emoglobina si trova dentro il globulo rosso.
I due parametri sono: →
- contenuto emoglobinico medio (MCH) dato dall’emoglobina espressa in gr/dL diviso il
µL
numero di GR espresso in milioni su (ne viene fuori un peso): 27.5-33.2
→
- massa emoglobinica corpuscolare media (MCHC) data dall’emoglobina espressa in gr/dL
diviso l’ematocrito: 33.4-35.5
Per esempio, nell’anemia microcitica il numero dei globuli rossi aumenta, quindi MCH è modificato
di più; nell’anemia sideropenica (microcitica) si riduce il numero dei globuli rossi e varia anche
MCH.
A seconda di questi parametri avremo anemie normocromiche o ipocromiche, ovvero con normale
o ridotta quantità di emoglobina dentro i globuli rossi rispettivamente.
Non si parla di anemia ipercromica, perchè il contenuto di emoglobina portato dai globuli rossi
normalmente è il massimo possibile.
v FISIOPATOLOGIA dell'anemia (cause che la determinano):
à
- anemia da perdita acuta un sanguinamento massivo determina l’anemia;
→
- anemia da insufficiente produzione (insufficienza midollare) l’insufficiente produzione
midollare può essere dovuta ad una ridotta quantità di cellule progenitrici dei globuli rossi
(eritroblasti). Questo può accadere nell’aplasia midollare in cui il midollo diventa grasso, nella
ipoplasia midollare in cui il midollo diventa povero di cellule, nella sostituzione midollare causata
da tumori solidi (ad esempio nel tumore della mammella o della prostata che hanno un grande
trofismo per il midollo osseo) o da neoplasie ematologiche come le leucemie acute in cui una
malattia ematologica sostituisce le cellule del sangue normali con quelle neoplastiche.
→
- anemia da inefficiente produzione (insufficienza midollare) midollo ricco di precursori della
serie rossa, ma incapaci di portare le cellule a maturazione terminale; per esempio in carenza di
vitamina B12 o di acido folico i globuli rossi non riescono a terminare il processo di maturazione.
Un altro esempio sono le malattie mielodisplastiche nelle quali per vari meccanismi i precursori
non riescono a portare a maturazione le cellule. →
- anemia da alterata sintesi dell'emoglobina se l'eritroblasto non riesce a sintetizzare
l’emoglobina, da una parte la cellula non matura, dall’altra anche quando va in circolo sarà povera
di emoglobina e quindi avremo anemia. Questo è tipico della carenza di ferro in cui viene meno
la sintesi dell’eme, oppure di malattie congenite come le emoglobinopatie (talassemie) nelle quali
la sintesi della parte proteica dell’emoglobina è danneggiata.
ài
- anemie da ridotta sopravvivenza dei Globuli Rossi globuli rossi hanno una vita media di 120
giorni, in caso di riduzione di questa tempistica si genererà anemia se non viene compensato da
una maggior produzione a livello midollare. Un esempio sono le anemie emolitiche
Come orientarsi in questa classificazione? Attraverso l’utilizzo di pochi test è possibile discriminare tra
un midollo produttivo o non produttivo. 3
→
- Anemia ipoproliferativa (midollo povero di precursori delle cellule rosse) scarsa presenza in
circolo del recettore solubile della transferrina (molecola trasportante il ferro che si trova in
prevalenza sulla membrana dei precursori dei globuli rossi) che risulterà quindi diminuito rispetto
ai valori normali, si evince che ci saranno pochi precursori dei globuli rossi nel midollo e pochi
→
globuli rossi giovani (reticolociti). Eritropoietina ormone prodotto dal rene in risposta
all’ipossia che aumenta in caso di ridotto trasporto di ossigeno; quindi in questo tipo di anemia
l'eritropoietina è aumentata.
→
- Eritropoiesi inefficacie caratterizzata da tanti precursori dei globuli rossi che però non arrivano
a maturazione, in questo caso il recettore solubile della transferrina è aumentato perché il midollo
è ricco di eritroblasti, ma i reticolociti sono diminuiti perché i globuli rossi non arrivando a
maturazione non vengono prodotti.
→
- Anemia emolitica midollo ricchissimo che cerca di compensare le perdite, quindi vi sarà un
aumento sia del recettore solubile della transferrina che degli eritrociti.
Quali sono i segni e i sintomi delle anemie?
Spesso i segni e i sintomi della malattia in medicina sono dovuti a meccanismi di compenso che
l'organismo mette in atto.
I meccanismi di compenso dell’organismo quando è in carenza di ossigeno sono i seguenti:
- Aumento della portata→ aumentando la velocità di circolo del sangue, i globuli rossi vanno più
rapidamente a prendere l’ossigeno da portare in periferia; per aumentare la portata del sangue
aumenta la frequenza cardiaca (tachicardia).
à
- Bilanciamento del flusso per preservare gli organi gerarchicamente più importanti (cuore, SNC,
reni…) avviene un bilanciamento del flusso con conseguente vasodilatazione splancnica e
vasocostrizione periferica. Infatti, il paziente anemico è pallido.
à
- Aumento della velocità del flusso un altro sistema per aumentare la velocità del sangue è quello
di ridurre le resistenze; quindi avviene una vasodilatazione e l’apertura di piccoli shunt artero-
venosi, che aumentano la velocità del circolo.
Tutti questi sono meccanismi di compenso immediato.
à
- Aumento della cessione con il passare del tempo anche il midollo stesso si prepara a modificare
i globuli rossi che trasportano l’ossigeno. Facendo riferimento alla curva di dissociazione
dell’emoglobina, il difosfoglicerato (DPG) condiziona l’affinità dell’ossigeno all’emoglobina,
quindi il paziente anemico da tempo, ha dei globuli rossi che contengono una quantità maggiore
di DPG, il quale facilita la cessione dell’ossigeno. Inoltre, le condizioni che determinano l’affinità
per ossigeno e quindi la posizione della curva di dissociazione dell’ossigeno, sono anche altri,
come la temperatura e il ph. In particolare, il ph acido favorisce la liberazione dell’ossigeno.
Ad esempio un anemico che cammina, avendo poco ossigeno, avrà dei muscoli che andranno più
4
facilmente in un metabolismo anaerobico e quindi produrranno più acido lattico, che acidifica
l’ambiente e questo facilita la cessione dell’ossigeno. Questi sono meccanismi di compenso
tissutali.
Lo stesso vale per la temperatura, perché la temperatura più alta facilita la cessione di ossigeno.
Molti sintomi o segni sono legati ai suddetti meccanismi di compenso:
- pallore: dato dalla vasocostrizione; nei pazienti con anemia emolitica subentrerà anche l’ittero
per l’aumentata distruzione dei globuli rossi;
- tachicardia ed extrasistole: quando c’è tachicardia, soprattutto nei pazienti adulti, specialmente
se il circolo coronarico è in crisi (aterosclerosi), si avranno più facilmente extrasistole;
- soffi funzionali: se la quantità di sangue che fluisce attraverso le valvole è maggiore, essendo
queste non dilatabili, vi sarà un flusso vorticoso che genera un soffio funzionale dato
dall’aumentata velocità del sangue. Come comprendere se si tratta di un soffio dovuto ad
un’alterazione della valvola o di un soffio dovuto ad un’aumentata velocità? Mettendo il paziente
sdraiato sentirò il soffio, nel momento in cui si siede improvvisamente il flusso cambia e il soffio
sparisce se è funzionale (se invece il problema è della valvola perché per esempio è stenotica, il
soffio rimane anche da seduto);
- astenia: la mancanza di ossigeno porta anche dei danni evidenti a livello del SNC, per cui un
paziente ipossico è astenico;
- riduzione della memoria e della capacità di concentrazione, acufeni, vertigini. Nei pazienti
più gravi vi è una sensazione di pulsazione nelle orecchie, dovuta al passaggio vorticoso di sangue
all’interno della carotide nel punto in cui passa all’interno della rocca petrosa;
- riduzione della resistenza agli sforzi dovuta all’ipossigenazione muscolare. Vale per tutti i
sintomi sopra descritti, ma questo ultimo in particolare non è tanto misura del livello di anemia
ma della velocità con la quale si è instaurata: se l’anemia s’instaura molto lentamente, tutti i
meccanismi di compenso possono aiutare a sopportare l’ipossia, ma soprattutto il paziente senza
accorgersene restringe il proprio raggio d’azione, se invece l’anemia s’instaura bruscamente, non
avremo ancora meccanismi di compenso efficaci e quindi il sintomo sarà molto evidente.
Anemia da perdita acuta.
Di fatto non è un'anemia, poiché è una perdita di liquidi in toto quindi sia globuli rossi, sia globuli bianchi,
sia piastrine.
Non sarà quindi subito evidente l’anemia perché i rapporti percentuali tra la parte liquida e la parte
corpuscolata sono inalterati. Ci vorrà del tempo perché l’organismo raccolga i liquidi, li riporti nel circolo
e si manifesti l’anemia.
Quando viene perso volume, avremo per prima cosa vasocostrizione generalizzata in maniera da
mantenere l’afflusso di sangue agli organi ma soprattutto al SNC; l’afflusso di liquidi è un meccanismo
abbastanza lento (6-12 ore), quindi se non si interviene avremo uno shock emorragico (shock da carenza
di volume). La risposta vagale intensa alla riduzione del volume, si manifesta con il pallore e
5
vasocostrizione, astenia, sudorazione, tachipnea (fame d’aria), tachicardia, sonnolenza, amaurosi.
Inizialmente l’emocromo sarà normale, più tardi comparirà anemia normocitica e normocromica.
Il midollo cercherà di compensare quindi vi sarà reticolocitosi, cioè avremo in circolo globuli rossi
giovani con aumento anche dei globuli bianchi e delle piastrine.
I sintomi della perdita di sangue sono i seguenti:
→
- fino a 500 ml nessun segno, occasionali sincopi (infatti 400 ml di sangue si utilizzano nelle
donazioni)
→
- 1000 ml paucisintomatico, con lieve ipotensione posturale, tachicardia da esercizio
→
- 1500 ml ipovolemia significativa, giugulari collassate
→
- 2000 ml riduzione della gittata cardiaca, nonostante i meccanismi di compenso; avrò anche una
riduzione della pressione arteriosa a riposo, il polso non lo percepisco più, avrò la cute fredda e sudata
à
- 2500 ml morte per shock ipovolemico.
Questa perdita acuta di sangue di fatto non è grave per l’anemia ma è grave per la perdita di volume.
Anemia da carenza di ferro
FERRO, FABBISOGNO E SEDI
Quanto ferro abbiamo? 35mg/kg per le donne, 50mg/kg per gli uomini, con una distribuzione del ferro
che è prevalente nell'emoglobina, quindi nel sangue circolante e nel midollo. Un 30% del ferro è presente
nei tessuti di deposito, quindi nel sistema monocitico-macrofagico; 2% è labile, quindi circolante. Meno
dello 0.5% sta come cofattore di enzimi.
Per mantenere questo dosaggio di ferro abbiamo bisogno di assumere circa 1 mg di ferro al giorno, il
fabbisogno dipende però anche dai momenti della vita, per esempio nell'adolescenza che è la fase di
rapido accrescimento dell'individuo, o durante il ciclo mestruale e soprattutto durante la gravidanza vi è
necessità di una quota maggiore di ferro.
Di tutto il ferro che introduciamo con l’alimentazione ne assorbiamo circa il 10% che può salire al 20%
nei momenti di massima necessità.
L'assorbimento del ferro è finemente regolato; di fatto quando si rompono i globuli rossi il ferro viene
riassorbito, e quel poco di ferro che perdiamo, fatta eccezione per il ciclo mestruale e per sanguinamenti,
è dovuto alla desquamazione della pelle e delle mucose. Tutto il resto del ferro, che deriva dal
metabolismo dei globuli rossi, viene riassorbito nei macrofagi e incorporato come ferro di deposito,
quindi nuovamente messo a disposizione per le esigenze.
ASSORBIMENTO DEL FERRO E REGOLAZIONE 6
L’assorbimento del ferro avviene nell'ileo e nella parte iniziale del digiuno come ferro ferroso, quindi
come ferro bivalente, oppure viene direttamente assorbito come ferro eminico, cioè legato
all'emoglobina. Il problema è che il ferro che viene introdotto con l’alimentazione generalmente è
trivalente e deve essere ridotto a ferro bivalente, processo sa che avviene grazie all'acidità dello stomaco.
Alcune sostanze che possiamo trovare nelle verdure come i tannati, i fitati, gli ossalati e i fosfati, chelano
il ferro e lo rendono indisponibile all'assorbimento
Quindi un'alimentazione vegana o strettamente vegetariana non è l'ideale per l'organismo. L'uomo è
onnivoro e deve mangiare carne per mantenere l'assorbimento del ferro.
Quindi il ferro viene assorbito una volta che è ridotto a ferro bivalente. Le cellule delle cripte del duodeno
hanno un recettore sulla loro superficie che si chiama recettore dei metalli bivalenti (DMT1) che capta il
ferro che gli arriva dallo stomaco e lo porta dentro la cellula.
A questo punto il ferro può seguire due strade:
ñ viene trasferito dalla cellula dentro il sangue portale,
ñ rimane dentro la cellula come deposito.
Cos'è che stabilisce se il ferro verrà portato nel torrente circolatorio o se verrà trattenuto nella cellula?
Lo stabilisce la disponibilità di una pompa chiamata ferroportina, che prende il ferro dalla cellula e lo
porta nel sangue portale. Se questa pompa è bloccata il ferro rimane nella cellula. E quando è bloccata?
Quando i depositi di ferro dell'organismo sono ricchi. Questa è la prima regolazione dell'assorbimento
del ferro che incontriamo. Se i depositi sono saturi, e l'organismo dispone di quantità adeguate di ferro,
la ferroportina sarà inibita e il ferro rimane nella cellula.
Ma non può rimanere nella cellula sotto forma di ferro bivalente, perché è tossico. Quindi viene
ritrasformato in ferro trivalente che si lega alla molecola adibita al deposito di ferro, la ferritina.
Il ferro che rimane bloccato nelle cellule come ferro ferritinico verrà poi perso dall'organismo quando le
cellule della base delle cripte maturano e desquamano. Quindi il ferro che non viene assorbito, verrà
perduto con le feci.
Quando il ferro si accumula dentro la cellula, il nucleo riceve l'informazione di non codificare per la
sintesi del trasportatore dei metalli bivalente e quindi vi sarà minor assorbimento di ferro.
L'epcidina, una proteina di origine epatica, controlla il metabolismo del ferro inibendo la produzione di
ferroportina. L'epcidina è una molecola filogeneticamente molto antica presente anche negli organismi
monocellulari, dove ha l'effetto di controllare la cellula batterica sottraendo ferro. Quindi è una proteina
che si correla all'infiammazione.
Ma cosa determina la sintesi di epcidina? Avendo visto il ruolo che svolge nell’immunità e nella difesa
dalle infezioni batteriche, possiamo dedurre che sia indotta da citochine infiammatorie, ed
essenzialmente da IL-1, prodotta da monociti macrofagi, e IL-6 prodotta dai linfoci
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Anemie emolitiche
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Anemie - classificazione, con epigenetica e imprinting
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L'esame emocromocitometrico nelle anemie
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Farmaci contro le anemie