Fisiopatologia dell'apparato digerente
L'apparato digerente svolge principalmente due funzioni: digestione e assorbimento. I liquidi e i prodotti che vengono prodotti dalla digestione dei cibi, infatti, vengono assorbiti e immessi nella circolazione venosa e linfatica. La maggior parte, attraverso il sangue portale, giunge al fegato dove queste sostanze assorbite vengono ulteriormente modificate. Il materiale restante che non è stato assorbito, invece, viene espulso meccanicamente all'esterno con le feci.
Oltre alla funzione di digestione e di assorbimento, bisogna poi ricordare la funzione endocrina dell'apparato digerente che infatti presenta cellule specializzate che secernono gli ormoni gastrointestinali. Parlando della patologia dell'apparato digerente, vanno distinte diversi tipi di alterazioni.
Alterazioni delle funzioni motorie
Dell'orofaringe e dell'esofago
Nella bocca si compiono due operazioni principali quali la masticazione e la deglutizione, operazioni che si è incapaci di svolgere durante il coma. Per disfagia si intende la difficoltà al transito del cibo attraverso la bocca, la faringe e l'esofago. Per acalasia dell'esofago si intende un disturbo caratterizzato dal ritardo di svuotamento dell'esofago per difetto di apertura del cardias. Esso si ha quando, in seguito alla deglutizione, lo sfintere non si rilascia ma anzi si contrae impedendo così al bolo di passare nello stomaco. La distensione dell'esofago, dovuto ad un ritardo o ad un ostacolo dello svuotamento, causa dolore retrosternale.
Un disturbo simile all'acalasia può insorgere tutte le volte che un processo patologico porti ad un restringimento della parte inferiore dell'esofago. Si parla in tal caso di stenosi esofagea. Essa può essere dovuta ad un difetto congenito di tipo malformativo o ad un processo tumorale che coinvolga l'esofago, e in particolare il cardias, in via primaria o secondaria.
L'esofagite da reflusso è causata da disfunzione dei meccanismi che sono preposti alla progressione unidirezionale del contenuto gastrico, frequentemente ma non sempre per la presenza di una ernia jatale, che compromette il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Nel reflusso, il materiale gastrico rigurgitato, che ha un basso pH e contiene enzimi proteolitici, viene a contatto con la mucosa esofagea sulla quale esercita un'azione lesiva. Questa persistente reazione flogistica a carico della mucosa esofagea può evolvere in ulcerazioni e nella metaplasia colonnare. Con questo termine si intende la comparsa di aree costituite da epitelio ghiandolare nel contesto della mucosa esofagea che, fisiologicamente, ha un rivestimento rappresentato da epitelio pavimentoso stratificato. Questa alterazione è nota come esofago di Barret ed è considerata una lesione preneoplastica visto che può evolvere nella comparsa di un adenocarcinoma.
Un'altra lesione che può riguardare l'esofago, infine, è l'ernia jatale, ossia la fuoriuscita della parte superiore dello stomaco dalla cavità addominale nella cavità toracica. Lo jato, infatti, è l'orifizio del diaframma che l'esofago attraversa nel congiungersi allo stomaco.
Dello stomaco
Una delle alterazioni più frequenti della motilità gastrica è il vomito, atto con il quale il contenuto dello stomaco segue una direzione opposta a quella normale e si svuota attraverso l'esofago, il faringe e la bocca. Esso inizia con un'inspirazione forzata, rilasciamento del fondo dello stomaco, contrazione della muscolatura addominale. A questo punto la respirazione si blocca e il contenuto gastrico viene spinto contro il cardias. Solitamente il materiale vomitato non penetra nelle vie aeree per la chiusura riflessa del glottide e per il sollevamento del palato molle.
Il vomito è accompagnato da stimoli vegetativi come ipotensione, pallore, sudore freddo e nausea. Il suo centro è localizzato nella sostanza reticolare bulbare.
Del intestino tenue
Diverse patologie bloccano o ostacolano il transito del contenuto intestinale. Esse sono:
- Le ernie. Per ernia si intende la fuoriuscita di un viscere dallo spazio in cui è racchiuso attraverso una porta erniaria preformata o delimitata da strutture anatomiche, ma il termine, anche se imprecisamente, viene frequentemente esteso alla fuoriuscita di un viscere attraverso un'apertura conseguente ad un trauma. I principali siti di formazione delle ernie sono i canali inguinali e femorali e l'ombelico. Il viscere che protrude può rimanere intrappolato ed andare incontro ad ischemia.
- Le aderenze. Tra le briglie aderenziali, dovute a interventi chirurgici soprattutto, può rimanere intrappolato un viscere con conseguente infarto.
- Le invaginazioni e i volvoli. L'invaginazione è un fenomeno dovuto ad un'onda peristaltica che spinge la parte cefalica di un segmento intestinale contratto nella parte caudale dilatata. Il volvolo invece è una torsione di un'ansa sul suo peduncolo mesenterico.
- I tumori.
- Le lesioni vascolari. Esse possono essere dovute ad occlusioni trombotiche o emboliche dei rami delle arterie mesenteriche. Si distinguono tre tipi di infarto intestinale:
- L'infarto transmurale o gangrena intestinale che interessa tutto lo spessore della parete.
- L'infarto murale in cui la lesione è a carico della mucosa, della sottomucosa e della muscolare. La sierosa è indenne.
- L'infarto mucoso in cui la lesione è limitata alla mucosa ed al massimo alla sottomucosa. Non è dovuta a completa ischemia ma a ridotto afflusso sanguigno.
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Anatomia umana - l'apparato digerente
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Anatomia umana - Apparato digerente
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Anatomia umana