Domande di anatomia
Domande precedenti
- Stomaco – vie motorie
- Ovaio – cervelletto
- Vena cava inferiore – midollo spinale
- Colonna vertebrale – cervelletto
- Intestino crasso – midollo spinale
- Ossa del cranio – utero
- Tiroide – utero
- Aorta – pancreas
- Laringe – bacino
- Duodeno (+ intestino tenue) – retina (+ occhio)
- Vene cave – tube uterine
- Sterno – ghiandola surrenale
- Cellule della corticale – caratteristiche delle cellule epiteliali
- Duodeno – pancreas
- Ipofisi – ovaio
- Cuore (in particolare atrio) – circolazione (vasi sanguigni)
- Midollo spinale – aorta
- Talamo – vena porta
- Pilastri mediali del diaframma – parte tendinea del diaframma
- Mesencefalo – cavità orale
- Trachea – bronchi extrapolmonari
- Polmoni – pleure
- Faringe – esofago
- Naso + seni paranasali – fegato
- Vie biliari – paratiroidi
Stomaco
Stomaco è situato tra l’esofago e l’intestino tenue, costituisce la parte più ampia e sacciforme del canale alimentare. Il bolo alimentare viene parzialmente digerito dai succhi gastrici e trasformato in chimo. Lo stomaco è posto sotto il diaframma, occupa l’epigastrio e parte dell’ipocondrio di sinistra ed è parzialmente coperto in alto dalla piccola ala (lobo sinistro) del fegato. Capacità di 1500-2000 ml. Presenta un orifizio di ingresso, il cardias, all’altezza di T11 e uno d’uscita, il piloro, ricoperto anteriormente dalla faccia anteriore del fegato.
È appiattito in senso dorsoventrale e presenta una faccia anteriore, una posteriore, un margine destro concavo (piccola curvatura), e un margine sinistro convesso (grande curvatura). Tra la piccola curvatura e il fegato è teso il legamento epatogastrico, che con l’adiacente legamento epatoduodenale forma il piccolo omento. Dalla grande curvatura origina il legamento gastrocolico, che, con l’adiacente legamento duodenocolico, scende per aderire alla tenia omentale del colon trasverso, formando la parte superiore del grande omento che si prolunga poi verso il basso fino al bacino ricoprendo le anse intestinali.
Lo stomaco è suddiviso in:
- Fondo: porzione cupoliforme situata al di sopra di un piano trasversale passante per il limite superiore del cardias. Posto in alto sotto il diaframma, è sospeso al diaframma dal legamento gastro-frenico. Dal suo margine sinistro origina il legamento gastro-splenico diretto alla milza. La sua cavità è occupata da una bolla d’aria (bolla gastrica).
- Corpo: parte intermedia dell’organo, che in basso e verso sinistra si continua con la porzione pilorica.
- Regione pilorica: si suddivide in antro e canale pilorico. L’antro mantiene le proprietà strutturali proprie dello stomaco, mentre il canale pilorico costituisce una regione di transizione dallo stomaco alla prima porzione del duodeno. Il canale pilorico termina con il piloro, restringimento anulare con funzione di valvola di comunicazione con il duodeno.
Lo stomaco è vascolarizzato da rami provenienti dal tronco celiaco. L’arteria gastrica di sinistra e quella di destra si anastomizzano. Le vene corrispondenti drenano alla vena porta direttamente o attraverso le vene mesenterica superiore e lienale. Lungo le due curvature sono localizzati anche linfonodi. L’innervazione comprende una componente ortosimpatica, che origina dal plesso celiaco, e una parasimpatica di origine vagale.
Le tonache mucosa e sottomucosa si sollevano in pliche ad andamento longitudinale. La mucosa è divisa in aree di forma poligonale, le areole gastriche, delimitate da solchi poco profondi e permanenti, ciascuna delle quali presenta numerose fossette gastriche. Considerata l’elevata acidità del succo gastrico e la presenza di enzimi proteolitici, il ruolo del muco è determinante nel proteggere la mucosa. La lamina propria connettivale è infarcita di ghiandole tubulari e contiene rari follicoli linfatici. In base alla morfologia e alla sede troviamo ghiandole cardiali, ghiandole propriamente dette (del fondo e del corpo) e ghiandole piloriche.
Le ghiandole cardiali sono tubulari ramificate costituite da cellule mucoidi. Le ghiandole gastriche propriamente dette sono tubulari semplici e presentano un colletto, un fondo e un corpo. Il colletto è formato da cellule mucose. Lungo il corpo della ghiandola troviamo cellule principali e cellule parietali. Le cellule principali elaborano il pepsinogeno, precursore dell’enzima proteolitico pepsina. Le cellule parietali presentano canalicoli intracellulari e sono responsabili della secrezione dell’acido cloridrico e del fattore intrinseco di Castle, che si lega alla vitamina B12 favorendone l’assorbimento intestinale. Il fondo ghiandolare è formato da cellule principali e da cellule endocrine. A livello del piloro le fossette gastriche diventano più profonde e le ghiandole sono tubulari ramificate a secrezione mucoide e presentano cellule endocrine.
Le cellule ad attività endocrina fanno parte del sistema endocrino diffuso (SED). Si riconoscono cellule che producono amine e altre che producono numerosi ormoni peptidici. Tali cellule endocrine, per essere diffuse nella parete gastrica, in quella intestinale e tra gli elementi del pancreas esocrino, sono raggruppate nel cosiddetto GEPs (Gastro-Entero-Pancreatic system).
La tonaca mucosa è completata profondamente dalla muscolaris mucosae. La tonaca sottomucosa (connettivo lasso) ospita il plesso nervoso sottomucoso di Meissner. La tonaca muscolare, oltre agli strati circolare e longitudinale, presenta uno strato di muscolatura ad andamento obliquo. In corrispondenza del piloro la muscolatura circolare si ispessisce formando lo sfintere pilorico, che è uno sfintere anatomico, a differenza del cardias che è uno sfintere solo funzionale. Il peritoneo costituisce la tonaca sierosa. Lo stomaco è un organo intraperitoneale.
Vie motorie
Il compartimento effettore somatico comprende:
- Vie discendenti dalla corteccia telencefalica che trasmettono all’apparato assile ordini per l’esecuzione dei movimenti
- Sistemi di controllo essenziali per una corretta funzione motoria
Le vie discendenti coinvolgono 2 o più neuroni. Il primo motoneurone (superiore) si trova nelle aree motrici della corteccia telencefalica: da qui originano i fasci discendenti che proiettano al secondo motoneurone (inferiore) il cui assone esce dal SNC per andare a innervare direttamente le fibre muscolari. Tra i due neuroni ci possono essere stazioni intermedie.
Il principale e più voluminoso fascio di collegamento tra corteccia telencefalica e apparato assile è il fascio piramidale (decorre nelle piramidi bulbari), le cui fibre provenienti dalla corteccia hanno una prima interruzione sinaptica a livello della sostanza grigia del midollo spinale (fascio corticospinale) o dei nuclei motori dei nervi cranici (fascio cortico-bulbare). Tutti i movimenti sono sotto il controllo di queste vie, che sono molto importanti per la regolazione del tono muscolare e della muscolatura.
Il compartimento effettore somatico comprende vie di controllo del movimento che intervengono sulle vie discendenti di moto e sull’apparato assile, consentendo un’adeguata programmazione ed esecuzione dei movimenti complessi. Tra i sistemi che partecipano al controllo del movimento vi sono i gangli della base, il cervelletto, alcuni nuclei del talamo, il subtalamo, la sostanza nera. Le vie discendenti di moto diverse dalla via piramidale sono chiamate vie extrapiramidali (vie discendenti polineuroniche), in quanto non passano per le piramidi bulbari.
Via piramidale
Costituita da fasci corticobulbare (per i nuclei motori dei nervi cranici) e corticospinale (per i motoneuroni del midollo spinale). Le fibre di questi fasci originano dai neuroni piramidali delle aree motorie corticali. Dall’area motoria primaria originano le fibre piramidali di maggior calibro, che hanno la maggior velocità di conduzione dell’impulso.
Osservando le risposte motorie alla stimolazione della corteccia motoria primaria, è possibile distinguere sulla superficie corticale una mappa corporea (somatotopica), in scala ridotta e distorta (omuncolo motorio): i neuroni che stimolano movimenti degli arti inferiori si trovano medialmente, quelli per gli arti superiori e il volto lateralmente. La rappresentazione corticale delle diverse regioni corporee è proporzionale alla loro importanza funzionale, e non alla loro estensione territoriale.
La corteccia motoria primaria è in grado di stimolare la contrazione di singoli muscoli e di provocare movimenti complessi di intere articolazioni. Oltre ai nuclei del tronco encefalico e al midollo spinale, invia efferenze allo striato, al nucleo rosso e al talamo. Mediante il corpo calloso invia efferenze alla corteccia motoria primaria controlaterale.
Le fibre corticobulbari e corticospinali decorrono nella capsula interna del telencefalo. Le fibre corticobulbari terminano sui nuclei motori somatici dei nervi cranici (a parte il nervo ipoglosso e della parte inferiore del nucleo del nervo faciale, che sono innervati da fibre crociate). Nella parte alta del midollo allungato circa l’85% delle fibre corticospinali si incrocia (decussazione delle piramidi) e prosegue nel cordone laterale del midollo spinale. Il restante 15% rimane omolaterale e prosegue nel cordone anteriore.
Vie discendenti polineuroniche
Sono altri sistemi discendenti, che utilizzano come stazioni intermedie alcune strutture sottocorticali, attraverso i quali la corteccia telencefalica controlla i motoneuroni dell’apparato assile, in particolare per quanto riguarda alcune attività automatiche (es. deambulazione e postura). Queste vie vengono anche chiamate extrapiramidali: nella loro discesa al midollo spinale non passano per le piramidi bulbari. Tra questi troviamo:
- Il fascio cortico-rubro-spinale (crociato) controlla soprattutto il tono dei muscoli flessori.
- Il fascio cortico-reticolo-spinale (diretto e crociato) modula l’attività dei motoneuroni spinali; ha azione eccitatoria o inibitoria a seconda della parte di sostanza reticolare che viene attivata.
- Il fascio vestibolospinale (diretto) ha due componenti, mediale e laterale. Quella mediale è coinvolta nella regolazione dei movimenti riflessi della testa e del collo dovuti a stimoli provenienti dai recettori vestibolari; quella laterale attiva i motoneuroni dei muscoli estensori ad azione antigravitaria.
- Il fascio tettospinale controlla i movimenti della testa e del collo in risposta a stimoli visivi e uditivi. Attraverso queste vie il cervelletto partecipa al controllo discendente del movimento.
Sistemi effettori sottocorticali di controllo
I movimenti coordinati sono il risultato di una interazione armoniosa tra diverse strutture del sistema nervoso. Il midollo spinale contiene i neuroni motori e gli interneuroni che sono alla base dei riflessi spinali e dei pattern motori di base. Altre strutture sono fondamentali, cioè il cervelletto e i gangli della base.
I gangli della base sono costituiti da grossi nuclei di telencefalo basale, che comprendono il nucleo caudato, il putamen e il pallido. Funzionalmente vengono inclusi anche il nucleo subtalamico di Luys e la sostanza nera. Tutte queste formazioni sono collegate da una serie di circuiti riverberanti più o meno complessi che intervengono nella regolazione delle attività motorie. Questi circuiti cortico-sottocorticali connettono le aree motorie ed altre aree della corteccia con i gangli della base; le informazioni elaborate a livello dei gangli della base vengono, tramite il pallido, proiettate al talamo e tramite esso tornano nuovamente alla corteccia cerebrale.
La sostanza nera (utilizza la dopamina) si inserisce in questi circuiti con proiezioni nello striato, dando come risultato finale un’attivazione della corteccia cerebrale. Il subtalamo entra a far parte di questi circuiti di controllo con una via che lo collega al pallido nei due sensi. Tutto questo produce un delicato equilibrio che consente l’esecuzione di movimenti controllati. I gangli della base sono coinvolti nell’inizio e nel controllo del movimento, e hanno funzione cognitiva.
Il cervelletto è l’organo dell’equilibrio e svolge un ruolo cruciale nella coordinazione motoria e nella postura, ricevendo informazioni dai recettori vestibolare e muscolo-tendinei. Riceve informazioni dalla corteccia cerebrale (tramite i nuclei del ponte) sulla programmazione del movimento e le paragona con quanto è stato eseguito. Attraverso il talamo, il cervelletto può agire sulla corteccia motoria per eventuali correzioni dei piani motori e può modulare l’attività dei motoneuroni. Il cervelletto, potendo influenzare continuamente l’output delle aree motorie in virtù delle informazioni provenienti dai muscoli e dagli organi di senso, è in grado di effettuare gli ‘aggiustamenti’ necessari per il controllo della coordinazione e della precisione del movimento.
Anche le emozioni influenzano il comportamento motorio: alcune parti dell’amigdala, la parte ventrale dei gangli della base, alcune aree dell’ipotalamo, formano un sistema integrato che è in relazione con gli stati emotivi ed è in grado di influenzare il sistema motorio.
Ovaio
La gonade femminile è posta sulla parete laterale nella fossetta ovarica, che è limitata in avanti dal residuo dell’arteria ombelicale e in dietro dall’uretere con l’arteria iliaca esterna. L’ovaio è in contatto con il foglietto peritoneale posteriore del legamento largo dell’utero, è discretamente mobile ma viene mantenuto in sede da:
- Legamento utero-ovarico
- Legamento sospensore dell’ovaio
- Mesovario
Nel mesovario decorrono i vasi arteriosi che penetrano nell’ovaio in corrispondenza dell’ilo dell’organo: arteria ovarica, ramo dell’aorta addominale, ramo ovarico dell’arteria uterina omolaterale. Dall’ilo fuoriescono anche le vene (plesso pampiniforme) che sbocca nella vena ovarica (che drena il sangue nella vena cava inferiore a destra e nella vena renale a sinistra). I vasi linfatici ovarici drenano la linfa nei linfonodi lombo-aortici e pelvici.
Dimensioni, aspetto e posizione dell’ovaio si modificano durante la vita dell’individuo. Consistenza dura. Il rivestimento più esterno è epitelio “germinativo”. Al di sotto dell’epitelio germinativo vi è un sottile strato connettivale (tonaca albuginea) cui fa seguito la regione esterna dell’ovaio (la corticale), e la regione interna (la midollare), senza limiti netti fra le due regioni. Nella corticale, ricca di cellule, sono contenuti i gameti femminili, nella midollare prevalgono vasi sanguigni e linfatici. In tutto l’ovaio è abbondante il connettivo, più denso nella corticale e più lasso nella midollare.
Gli oociti sono contenuti in strutture follicolari denominate follicoli ovarici; sono circa 400.000 nella donna giovane. Ad ogni ciclo alcuni follicoli primordiali iniziano il ciclo maturativo, ma usualmente solo uno giunge a completa maturazione mentre gli altri degenerano. La corticale dell’ovaio è sede di attività endocrina (estrogeni e progesterone) sotto il controllo dell’asse ipotalamo-ipofisario.
Sono distinguibili due fasi che si susseguono in modo ciclico sotto il controllo degli ormoni ipofisari e divise tra loro da una terza fase corrispondente al flusso mestruale. La fase follicolare (estrogenica o pre-ovuolatoria) si protrae dall’inizio del ciclo (subito dopo il flusso mestruale) fino all’ovulazione ed è caratterizzata da un alto tasso di FSH ipofisario che stimola la maturazione dei follicoli e la produzione di estrogeni da parte delle cellule che circondano i follicoli medesimi formandone le teche di rivestimento. La fase luteinica (progestinica) si protrae dall’ovulazione fino al termine del ciclo (cioè alla fase mestruale successiva) ed è caratterizzata da un alto tasso di LH ipofisario che stimola la maturazione dei corpi lutei (derivati dai follicoli che hanno “ovulato”) e la produzione di progesterone da parte delle cellule luteiniche di origine granulosa dei corpi lutei medesimi.
Cervelletto
Il cervelletto è l’organo dell’equilibrio, che riceve informazioni dai recettori vestibolari e dai recettori muscolo-tendinei. Paragona l’intenzione con la prestazione, cioè riceve informazioni dalla corteccia cerebrale sui programmi del movimento e li paragona con quanto del movimento è stato eseguito. È situato dorsalmente al tronco encefalico (dal quale è diviso dal IV ventricolo), nelle fosse cerebellari dell’osso occipitale, separato dai lobi occipitali del telencefalo per mezzo del tentorio del cervelletto.
Tre fasci di fibre (peduncoli cerebellari superiore, medio e inferiore) lo uniscono al tronco encefalico. Peso: 150 g (maschio); può essere suddiviso in due emisferi separati da una parte assile (verme) centrale. La superficie presenta dei solchi che la suddividono in lobi e lobuli. La sostanza grigia si trova in superficie (corteccia cerebellare) ed è ripiegata a fisarmonica in lamelle. La presenza di alcuni solchi più profondi permette di distinguere diverse parti. In profondità si trova la sostanza bianca, che sotto la corteccia assume, in sezione, l’aspetto dei rami di un albero, immersi nella sostanza bianca, si trovano raggruppamenti di neuroni (nuclei grigi) denominati nucleo del tetto, nucleo globoso, nucleo emboliforme e nucleo dentato.
Anatomicamente e funzionalmente si può dividere in cervelletto in:
- Archicerebello: anche definito lobulo flocculare
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