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Osteociti: sono osteoblasti immersi nella matrice ossea. Accolti nelle lacune tra le lamelle della matrice.

Prolungamenti di cellule contigue entrano in contatto tramite giunzioni serrate attraverso cui avviene il

flusso di ioni e molecole. Partecipano alla conservazione della matrice ossea. La loro morte è seguita dal

riassorbimento.

Osteoclasti: cellule mobili, grandi e fortemente ramificate, hanno da due a 50 nuclei. Nelle regioni ossee

dove si nota riassorbimento osseo, gli osteoclasti sono accolti nelle lacune di Howship, depressioni

scavate enzimaticamente. Derivano dalla fusione di monociti e pertanto appartengono al sistema

fagocitario mononucleato. Hanno citoplasma acidofilo e presentano un orletto striato nei pressi della

matrice ossea che provoca un aumento dell’area assorbente.

la sostanza inorganica costituisce il 50 % della matrice ossea (calcio, sodio, magnesio,

Matrice ossea:

potassio) La matrice organica è data da collagene di tipo I e da sostanza fondamentale amorfa. la

durezza dell’osso dipende dall’associazione di fibre collagene con idrossiapatite.

Periostio ed endostio sono gli strati sulla superficie esterna ed interna dell’osso. Il primo è lo strato

esterno di fibre collagene e fibroblasti i cui fasci penetrano nella matrice ossea e sono chiamate fibre di

Sharpey. Lo strato interno è dato da cellule osteoprogenitrici. Il secondo tappezza le superfici interne

delle cavità contenute nell’osso composto da cellule osteoprogenitrici e la sua funzione più importante è

la nutrizione del tessuto osseo.

TIPI DI OSSIFICAZIONE:

intermembranosa: avviene in seno a membrane del tessuto connettivo concorre anche alla crescita

delle ossa corte ed inspessimento delle ossa lunghe.

1. gruppi cellulari si trasformano in osteoblasti

2. sintesi di osteoide

3. calcificazione

4. inglobamento osteoblasti che diventano osteociti

ossificazione condrale: interessa un segmento di cartilagine ialina la cui forma riproduce in miniatura

il modello osseo.

1. condrociti ipertrofizzano vengono distrutti e rimangono delle cavità

2. cellule osteoprogenitrici e capillari entrano negli spazi dei condrociti distrutti

3. formazione di matrice ossea sui resti di quella cartilagine

Pericondrio osso

cartilagine periostio

cartilagine

calcificata

canale midollare 4

ANATOMIA

Si occupa dello studio della conformazione e della struttura degli esseri viventi

strumenti per lo studio dell’anatomia sono:

immagini: visibili e strumentali: microscopia ottica, raggi x RMN ultrasuoni.

Terminologia:

Per un riferimento spaziale utilizzo dei piani perpendicolari tra loro. La posizione anatomica di

riferimento è di un soggetto anatomico in piedi con le mani e le braccia lungo i fianchi ed i palmi che

guardano in avanti. Rosso: piano mediano di simmetria o saggitale, il soggetto

viene tagliato in due meta speculari.

Verde: piano frontale o coronale: divide il soggetto in due

antimeri, anteriore e posteriore che non saranno mai

simmetriche

Blu: piano trasverso: divide il soggetto in due metà,

superiore ed inferiore.

Coppie di termini:

mediale/ laterale: rispettivamente avvicinamento ed

allontanamento dal piano saggitale.

cefalico/caudale: rispettivamente allontanamento dal piano

trasverso in senso superiore, ed in senso inferiore

distale/prossimale: zona più lontana e più vicina alla radice

di un arto.

Terminologia di movimento: schematizzazione dei

movimenti lungo i piani di riferimento

allontanamento dal piano saggitale abduzione

avvicinamento al piano saggitale adduzione

riduzione lunghezza di un arto flessione

movimento opposto alla flessione estensione

rotazione sul piano frontale torsione

movimento che esagera l’estensione iperestensione. 5

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

cellule: tessuti: associazione di organi: aggregazione

parti elementari cellule in gruppi di tessuti, sono unita

di organismi funzionali specializzati di lavoro

Sistemi: organi che hanno analogie strutturali

le unita cooperano per svolgere funzionali e stessa origine embriologica.

funzione comune Apparati: organi che hanno analogie funzionali ma

diversa struttura e/o origine embriologica

COSTITUZIONE GENERALE DEGLI ORGANI:

Gli organi si distinguono in pieni o cavi.Gli organi cavi si distinguono in organi dell’apparato

circolatorio e visceri. epitelio di rivestimento

tonaca mucosa lamina propria

VISCERI tonaca sottomucosa muscolaris mucosae

tonaca avventizia

tonaca muscolare

oppure tonaca sierosa mesotelio

strato sottoendoteliale

ORGANI CAVI

APPARATO CIRCOLATORIO

tonaca intima endotelio

strato sottoendoteliale

tonaca media

tonaca avventizia

Approfondimenti:

Tonaca mucosa: risulta costituita da epitelio di rivestimento che svolge funzioni nel mediare gli scambi

che si svolgono tra lume del viscere e sangue. Presenta una lamina propria con funzioni trofiche e di

sostegno per l’epitelio di rivestimento. Possiamo trovare nel suo spessore ghiandole intramurali o

extramurali. La muscolaris mucosae provvede ad assicurare una relativa indipendenza di movimento

rispetto alla motilità dell’organo.

Tonaca intima: corrisponde alla mucosa degli organi cavi, si trova negli organi dell’apparato circolatorio,

essa con la sua continuità impedisce la coagulazione del sangue.

Tonaca sottomucosa: risulta formata da connettivo lasso, manca nel cuore e nei vasi. E’ uno strato di

svincolo della mucosa rispetto agli strati più esterni.

Tonaca muscolare e tonaca media: assicurano motilità complessiva all’organo. Le fibre muscolari

presentano orientamenti diversi e consentono movimenti di tipo peristaltico e peristolico.

Tonaca avventizia: tessuto connettivo denso, forma l’avvolgimento esterno dei visceri cavi e dei vasi.

Assicura all’organo una relativa autonomia rispetto alle formazioni circostanti permettendo un

ancoraggio.

Tonaca sierosa: sostituisce l’avventizia, e contribuisce alla individualità complessiva e alla fissità degli

organi che avvolge. 6

Gli organi pieni risultano costituiti da:

capsula: è l’avvolgimento esterno dell’organo, costituita da connettivo denso che invia nell’organo

- setti di vario spessore fino a costituire un reticolo tridimensionale. L’insieme dei setti costituisce lo

stroma. Questo appare in alcuni organi come lobi e lobuli. Lo stroma rappresenta anche un

dispositivo di supporto per vasi e nervi.

parenchima: è lo spazio delimitato dallo stroma a cui spettano le funzioni caratteristiche

- dell’organo. APPARATO LOCOMOTORE

Risulta costituito da un insieme di organi che permette

mantenere la posizione statica

- permettere il movimento

-

L’apparato locomotore può distinguersi in due porzioni:

parte passiva: ossa e articolazioni

parte attiva: muscolare

Funzioni:

sostegno

- protezione

- sede emopoiesi

- deposito di calcio

- sistema di leve per amplificare le forze muscolari

-

Lo scheletro da la forma umana, togliendo i muscoli e le componenti viscerali dell’uomo rimane la

componente scheletrica che mantiene comunque un aspetto umano. Organi o altre unità funzionali

imprimono allo scheletro particolari forme.

CARATTERISTICA PRINCIPALE DELLE OSSA SONO

rigidità che mantiene la forma nel tempo

organi passivi di movimento

Lo scheletro si può dividere in due sezioni:

scheletro assiale: cranio, coste, colonna, sterno

- scheletro appendicolare

-

I collegamenti tra lo scheletro appendicolare ed assile avvengono tramite i cingoli o cinture (scapolare e

pelvica).

Generalità delle ossa:

Sono di colore bianco o giallastro ed ogni osso è modellato per rispondere alle esigenze funzionali e

meccaniche. Distinguiamo

ossa lunghe: un diametro prevale sugli altri due. Il corpo allungato è detto diafisi mentre le due

estremità sono dette epifisi.

ossa brevi: tutti i diametri sono equivalenti

ossa piatte: due diametri prevalgono sul terzo 7

Tutte le ossa sono rivestite dal periostio tranne nel punto in cui si inseriscono legamenti o in giunzioni

articolari. sezionate le ossa presentano cavità rivestite da endostio che contiene il midollo osseo.

Sulle ossa possiamo riconoscere sporgenze (processi, creste, spine, tuberosità,apofisi) oppure cavità

(articolari).

Le ossa possono essere pari se rispettano al specularità, oppure impari se non rispettano la specularità,

sesamoidi se sono in numero sovrannumerario ed inserite nello spessore dei tendini.

GENERALITA’ ARTICOLAZIONI

Collegano tra loro le ossa

Presentano un rapporto fisso o semifisso o mobile secondo uno o più piani spaziali.

Una classificazione generale può essere:

SINARTROSI articolazione per continuità

-

DIARTROSI articolazione per contiguità

-

A seconda del tipo di movimento abbiamo una classificazione funzionale in:

immobili

- parzialmente mobili

- mobili

-

Si rende necessaria inoltre una classificazione della forma dei capi articolari in relazione al tessuto

interposto.

1. articolazioni fibrose sono immobili o semimobili

2. articolazioni cartilaginee

3. articolazioni sinoviali

Fibrose: forma variabile, le superfici articolari hanno superficie allungata possono presentare margini

sottili o essere a forma di cavità

Cartilaginee: coste/manubrio sternale; occipitale/sfenoide

- sincondrosi;

il tessuto interposto è fibroso ma in quantità molto maggiore ed in associazione con altre

- sinfisi:

fibre

Sinoviali: solo le più rilevanti. In esse abbiamo la presenza della membrana sinoviale che produce un

liquido detto sinoviale, è ricca di vasi sanguigni capillari.

POSSIAMO DISTINGUERE

artrodie

ginglimo, laterale o angolare

condiloidee ed ellissoidee

a sella

enartrosi

ARTRODIE 8

Due capi articolari possono avere raggi di curvatura diversi. Se la contiguità articolare non è sufficiente

possono esserci degli aiuti per interposizione di dischi di tessuto cartilagineo fibroso. Articolazione per

contiguità in alcune posizioni possono non esserlo più per sostituzione del tessuto interposto tra i due

capi articolari. Le superfici cambiano e si rende necessaria l’interposizione di dischi articolari.

La riduzione degli attriti durante

il movimento è dato dalle cartilagini

sinoviali e dal liquido sinoviale.

Questo favorisce un minore dispendio

energetico e una minore usura

del materiale.

FORMA DELLE SUPERFICI ARTICOLARI

A seconda delle superfici articolari abbiamo diverse articolazioni sinoviali. Gli elementi tipici della

sinoviale sono le superfici articolari costituite da cavità glenoidea e da testa dell’osso.

La cartilagine articolare è un sistema complesso la cui organizzazione interna è costituita da quattro

strati diversi.

Capsula articolare: si trova in una sede dove non c’è movimento (manicotto che collega le due ossa

circondandole). E’ la sede di numerose terminazioni nervose e dà un monitoraggio della posizione del

braccio in quel momento.

Borsa acromiale: presenza di una mucosa secernente lipidi mucosi simili alla sinovia. Servono a limitare

gli attriti tra osso e capsula articolare. Le facce interne possono scivolare e questo limita l’attrito. Le

facce sono disposte in posti strategici.

Cartilagine articolare: tipo di connettivo caratterizzato da

bassa attività metabolica

- vasi solo in superficie o contenuti in cavità scavate nella cartilagine

- la cartilagine è capace di crescere o per apposizione o per crescita interstiziale

- alta resistenza alla pressione, tensione, e sollecitazione tangenziale. I meccanismi biologici che

- permettono questo sono che la matrice è costituita da diverse molecole in gel

cellule contenute in un materiale amorfo circondate da matrice

-

Classificazione, ialina, fibrosa, elastica 9

Caratteristiche specifiche della cartilagine ialina:

resistenza alle forze di compressione

⇒ non ossifica

⇒ la sua disposizione sulle superfici ossee è strategica

⇒ spessore che decresce con l’età

⇒ è priva di pericondrio

⇒ al microscopio trapassa nella sinoviale

Ad un analisi microscopica sono riconoscibili quattro zone:

zona 1: superficiale o tangenziale ( a contatto col liquido sinoviale e con l’osso) caratterizzata da cellule

piccole e ovali che si dispongono parallele alla superficie e sono circondate da fibre tangenziali di

collagene di tipo II ricoperte da un film proteico per proteggere da anticorpi anti-collagene II

zona 2: cellule più grandi e rotondeggianti, isolate o in gruppi isogeni. sono tipici condrociti circondati

da fibre collagene oblique.

zona 3: formata da cellule grandi e rotondeggianti con decorso radiale, perpendicolare alla superficie. Il

collagene è di tipo II con fibronectina

zona 4: raggiunge l’osso subcondrale cui è collegata da fasci fibrosi. Le due superfici sono percorse da

fini rilievi, solchi che si interdigitano.

NUTRIZIONE

Sono necessari meccanismi di diffusione per :

trasporto sostanze nutritizie e H2O dalla sinovia che è molto vascolarizzata

- liquido sinoviale

- vasi dell’ipocondrio

-

Le molecole diffondono all’interno della cartilagine con un coefficiente di diffusione che è ½ dell’acqua.

Il coefficiente di diffusione è fortemente influenzato dai glicosamminoglicani, piccoli aumenti della loro

concentrazione inducono grandi riduzioni del coefficiente.

Membrana sinoviale

E’ di derivazione embrionale mesenchimale. Borda le superfici non articolari sulle articolazioni sinoviali

borse e guaine tendinee. Secerne ed assorbe un liquido color albume d’uovo, lucente e liscia, forma

nella superficie interna pochi villi che aumentano con l’età. Si possono accumulare adipociti fino a

formare cuscinetti adiposi articolari. Il tessuto è molto variabile per spessore e numero di strati e i suoi

confini sono spesso indistinti. In linea generale possiamo riconoscere due lamine:

intima (cellulare) che è la più sottile

- sub intimale (fibrovascolare) che è la più spessa

-

Lamina intima

Strato cellulare sovrapposto senza lamina basale e giunzioni serrate (sono quindi cellule connettivali).

Lo spessore varia dai 20-40 mm. Le cellule si ritrovano immerse in una matrice amorfa specializzata o

contenente fibrille, ma relativamente prive di fibre collagene. la lamina può mancare in zone della

membrana sinoviale. In altri casi assume un aspetto endoteliale.

Aspetto morfologico: presenza di due tipi di sinoviociti A e B

La classificazione si basa su aspetti istochimici e genetici.

macrofagi, hanno lisosomi, capacita di migrare dalla zona sottintimale raggiungendo i

Sinoviociti A

vasi linfatici

fibroblasti specializzati prodotti dal midollo osseo, sangue vasi.

Sinoviociti B

Funzioni: il tipo A è coinvolto nella rimozione di detriti nel liquido sinoviale, trasporto nella zona

subintimale. Secrezione di :lubricina, enzimi litici, citochine, antigeni 10

Tipo B: coinvolte nella produzione di acido ialuronico, fibronectina, inibitori enzimatici, proteoglicani,

GAG.

Liquido sinoviale

Appare di colore chiaro o giallino, viscoso, leggermente alcalino allo stato di riposo dell’articolazione

che si riduce in attività. E’ costituito da diversi tipi cellulari ed è un dialisato del plasma sanguigno il cui

contenuto proteico contiene mucine e lubricina. Le proteine derivano in parte dal plasma e in parte

dalle cellule sinoviali.

Le sue funzioni sono di nutrizione e di lubrificazione dell’articolazione.

La presenza del liquido dipende da tre fattori. Il movimento articolare è facilitato dal mantenimento di

uno spazio liquido attorno ala cartilagine e alle superfici tendinee.

1. La pressione subatmosferica presente nella cavità a riposo che favorisce il passaggio all’interno

del dialisato plasmatici

2. L’aggiunta di acido ialuronico prodotto da sinoviociti contribuisce al mantenimento dell’acqua

in sede

3. La presenza di un ininterrotto e compatto strato di membrana sinoviale e pori di 0,1-0,5 micron

attraverso i quali le soluzioni ialuronate non passano.

Il liquido resta quindi nella cavità a dispetto delle grandi variazioni delle forze idrostatiche locali durante

il movimento.

ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE

Le vertebre sono tra loro in relazione attraverso i corpi e i processi articolari.

articolazioni che si realizzano tra i corpi vertebrali SINARTROSI

articolazioni che si realizzano tra i processi vertebrali DIARTROSI

Le possono essere dette INTERSOMATICHE

articolazioni che si realizzano tra i corpi vertebrali

se si realizzano tra due facce di vertebre contigue

Queste possono essere considerate come sinfisi

Oltre ai dischi intervertebrali consideriamo come mezzi di unione i legamenti longitudinali anteriori e

posteriori

Mezzi di unione:

dischi intervertebrali: si presentano a forma di lente biconvessa, distinguiamo due facce, superiore

- ed inferiore e una circonferenza. Evidenziano un nucleo polposo costituito da fibrocartilagine

ricca di gruppi isogeni e sostanza fondamentale. Il nucleo non si trova esattamente al centro ma si

trova dislocato verso la periferia. Nella parte periferica troviamo un anello fibroso

di fibrocartilagine ricco di fasci collagene. i dischi intervertebrali, seguendo il

contorno della faccia dei corpi delimitano parte della circonferenza dei fori

intervertebrali.

Legamento longitudinale anteriore: è un nastro fibroso che si trova sulla faccia

- anteriore dei corpi vertebrali

legamento longitudinale posteriore: si trova sulla faccia posteriore dei corpi

- vertebrali , si prospetta verso il canale vertebrale. legamento anteriore long

Le sono delle diartrosi tipo artrodie, che permettono un

giunzioni tra i processi articolari

movimento di scorrimento tra le superfici. I mezzi di unione sono dati da una capsula fibrosa e da

legamenti a distanza. 11

Legamenti a distanza:

legamenti gialli: di tessuto elastico, si estendono dalla faccia anteriore della lamina sovrastante al

⇒ margine superiore della lamina sottostante. La loro faccia anteriore è in rapporto con la dura

madre, quella posteriore con i muscoli spinali.

legamenti interspinosi: si fissano su due processi spinosi contigui

⇒ legamento sovraspinoso: si pone dietro a quelli interspinosi come un cordone fibroso che si

⇒ estende per tutta la colonna. Nel tratto cervicale prende il nome di legamento nucale.

legamenti intertrasversari: connettono i processi trasversi di vertebre vicine, presentando forma

⇒ e dimensioni variabili.

ARTICOLAZIONI CRANIOVERTEBRALI

Atloassiale mediana: avviene tra il dente dell’epistrofeo e l’atlante. E’ una diartrosi a ginglimo

- laterale. La parte anteriore dell’anello osteofibroso dell’atlante presenta la fossetta del dente. La

parte posteriore è costituita dal legamento trasverso dell’atlante.

Atloassiale laterali: avviene tra i processi articolari della 1-2° vertebra cervicale, sono artrodie. Le

- vertebre sono riunite dai legamenti atloassiali anteriori collaterali e posteriori.

Atrooccipitale: diartrosi condiloidee tra condili occipitale e cavità glenoidea sulle masse laterali

- dell’atlante. I mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare e dalle due membrane atlooccipitali

anteriore e posteriore.

ARTICOLAZIONI DEL TORACE

gruppo posteriore

costovertebrale

gruppo anteriore

sternocostale

⇒ intercondrali

⇒ sternali

Articolazioni costovertebrali (tra vertebre e coste)

Estremità posteriori delle coste entrano in rapporto con due punti articolari

costovertebrale propriamente detta: tra testa della costa e corpo vertebrale, è una artrodia doppia.

- Sulla testa della costa abbiamo due facce separate dalla cresta costale.

I mezzi di unione sono dati dalla capsula, che è uno strato fibroso sottile fissato al contorno delle

superfici articolari ed è rinforzata anteriormente dal legamento raggiato; altro mezzo è il legamento

interarticolare della testa, dalla cresta costale al disco intervertebrale.

costotrasversaria: artrodie tra i tubercoli delle prime dieci coste e i corrispondenti processi trasversi

- Le superfici articolari sono date da una faccetta convessa nella parte inferiore e mediale del

tubercolo costale e da una faccetta concava sul processo trasverso. I mezzi di unione sono dati

dalla capsula che posteriormente ispessendosi forma il legamento del tubercolo costale e

inferiormente il costotrasversario inferiore. Legamenti a distanza sono dati da: legamento del

che si porta dalla faccia posteriore del collo della costa alla faccia anteriore del

collo della costa

processo trasverso della vertebra corrispondente; dal

legamento costotrasversario anteriore,

margine superiore del collo della costa la margine inferiore del processo trasverso

sottostante;costotrasversario dalla faccia posteriore del

posteriore; legamento discocostale,

collo penetra nel canale vertebrale attraverso il foro intervertebrale e si fissa al margine posteriore

del disco.

Articolazioni sternocostale (tra coste e sterno)

Avvengono tra estremità anteriori delle prime sette cartilagini costali ed incisure sternali. Sono artrodie

semplici o doppie. Le superfici articolari sono date da due faccette convergenti a cuneo.

Mezzi di unione sono dati da:

capsula rinforzata anteriormente dal legamento raggiato sternocostale

- 12

legamento interarticolare sternocostale: lamina fibrocartilaginea che divide in due parti la cavità

- articolare e scompone l’articolazione in un artrodia doppia.

Articolazioni intercondrali

Avvengono tra cartilagini costali contigue ed effettuano una giunzione per mezzo di fasci fibrosi e

capsula articolare dipendente del pericondrio.

Articolazioni sternali

Una superiore che si verifica tra sinfisi, manubrio e corpo dello sterno e sono riunite per interposizione

di fibrocartilagine. Una inferiore che si verifica tra corpo e processo xifoideo ed è una sincondrosi che

nell’adulto si trasforma in sinostosi.

ARTICOLAZIONI ARTO SUPERIORE

della cintura toracica: sternoclavicolare, acromioclavicolare

parte libera dell’arto: scapolo-omerale, del gomito, radioulnare distale e prossimale, della mano

Articolazione sternoclavicolare

Tra estremità sternale della clavicola e il manubrio dello sterno e prima cartilagine costale. E’ un

artrodia doppia, articolazione a sella.

Nella clavicola la faccia articolare è una faccetta a squadra nella parte mediale della faccia inferiore.

Nello sterno la faccia articolare è data da un incisura non concordante.

Mezzi di unione sono

capsula articolare: ispessita anteriormente e in alto dove forma il legamento sternoclavicolare. La

- parte più superficiale del legamento è costituita da lunghi fasci che vanno a formare il legamento

interclavicolare.

legamento a distanza: è il legamento costoclavicolare tra angolo clavicolare e prima costa, si tende

- tra la faccia superiore della prima cartilagine costale e la tuberosità costale della clavicola.

Articolazione acromioclavicolare

Artrodia che connette la clavicola alla scapola. Faccetta articolare ovalare in cui è posto un disco

fibrocartilagineo.

Mezzi di unione:

capsula articolare: rinforzata superiormente dal legamento acromioclavicolare

⇒ legamento a distanza: unisce il processo coracoideo alla clavicola e si divide in due fasci

⇒ - legamento trapezoide: rappresenta il fascio anteriore e va dalla faccia superiore del processo

coracoideo alla tuberosità coracoidea della clavicola

- legamento conoide: è la parte posteriore, il suo apice si fissa alla radice del processo coracoideo

per inserirsi sulla tuberosità coracoide della clavicola.

Questa articolazione entra in gioco contemporaneamente alla sternoclavicolare e permette movimenti

di scorrimento.

Legamenti propri della scapola

coracoacromiale: è una benderella fibrosa triangolare che va dall’estremità dell’acromion al

- margine esterno del processo coracoideo. La faccia superiore è in rapporto con il deltoide.

Costituisce la volta fibrosa dell’articolazione scapolomerale

trasverso superiore: trasforma l’incisura scapolare in foro

- trasverso inferiore: si porta dal margine esterno della spina al collo della scapola.

-

Articolazione scapolomerale 13

E’ un enartrosi le cui superfici articolari sono date dalla testa dell’omero e dalla cavità glenoidea della

scapola. La testa dell’omero è rivestita di cartilagine ialina. Sul contorno della cavità glenoidea si fissa un

cercine fibrocartilagineo, il labbro glenoideo.

Mezzi di unione:

capsula articolare: è un manicotto fibroso il cui apice tronco si fissa al contorno della cavità

- glenoidea. La base del manicotto prende attacco sul collo anatomico dell’omero. A livello del solco

bicipitale si pone tra le due tuberosità e va a formare un tragitto osteofibroso per il passaggio del

tendine del capo lungo del bicipite. Il segmento anteroinferiore della capsula è rinforzato dai

legamenti glenoomerali.

legamenti a distanza: coracoomerale, è una spessa lamina fibrosa dalla base e dal margine laterale

- del processo coracoideo fino alla grande tuberosità dell’omero.

La membrana sinoviale che tappezza la faccia interna della capsula forma due diverticoli, il bicipitale ed

il sottoscapolare.

Articolazione del gomito

E’ un complesso articolare costituito da tre giunzioni

omeroulnare (ginglimo angolare): le superfici sono date dalla troclea omerale e incisura semilunare

- dell’ulna. La troclea è una puleggia divisa dalla lamina ossea che divide la fossa coronoideo da

quella oleocranica

omeroradiale (condiloartrosi): le superfici sono date dal condilo omerale e dalla fossetta del

- capitello radiale.

radioulnare prossimale (ginglimo laterale): le superfici sono date dall’incisura radiale dell’ulna e

- dalla circonferenza articolare del radio.

Mezzi di unione: abbiamo un unico manicotto per le tre articolazioni. Si inserisce in alto sul

capsula articolare:

⇒ capo omerale vicino alle superfici articolari. L’inserzione radioulnare della capsula ha luogo sul

contorno articolare. La capsula è rinforzata anteriormente e posteriormente da fasci non spessi.

Lateralmente troviamo invece:

A – legamento collaterale radiale: parte dall’epicondilo per dividersi in un fascio anteriore

davanti l’incisura radiale, mediale dietro l’incisura radiale, posteriore faccia esterna dell’olecrano

B – legamento anulare del radio: è un anello fibroso che decorre dal margine anteriore a quello

posteriore dell’incisura radiale dell’ulna andando a delimitare un anello dove ruota il radio.

C – legamento collaterale ulnare: ha forma di ventaglio e va dall’epitroclea al margine mediale

dell’incisura semilunare. E’ costituito da tre fasci, anteriore, posteriore più robusto e medio.

Possiamo dividere la membrana sinoviale in due segmenti il cui superiore appartiene alle articolazioni

omeroradiale ed omeroulnare. membrana interossea che va ad occupare lo spazio tra il radio e l’ulna.

legamento a distanza:

⇒ Il margine inferiore si fonde con la capsula articolare radioulnare distale. Superiormente

delimita un foro per i vasi ed i nervi. Tra processo coronoideo dell’ulna e faccia anteriore del

radio si pone la corda obliqua.

L’articolazione del gomito consente movimenti dell’avambraccio sul braccio e di pronosupinazione.

Articolazione radioulnare distale

E’ un ginglimo laterale. La faccia articolare si trova sul capitello ulnare, precisamente sulla circonferenza

articolare del capitello. Dal lato radiale la superficie articolare è data dall’incisura ulnare. Abbiamo la

presenza di un disco articolare con base esterna connessa al margine inferiore dell’incisura ulnare del

radio la cui funzione è di stabilire la concordanza tra estremità distale dell’ulna e ossa della fila

prossimale del carpo.

Mezzi di unione sono dati da: 14

capsula articolare: fissata sul contorno delle superfici articolari, continua in basso con la capsula

- fibrosa dell’articolazione radiocarpica

membrana interossea

-

L’articolazione entra in gioco nella pronosupinazione dell’avambraccio.

Articolazione radiocarpica

E’ una condiloartrosi. L’ulna non entra direttamente in gioco nell’articolazione. Dal lato prossimale la

cavità si presenta ovalare, slargata in senso trasversale. Dal lato distale scafoide e semilunare

corrispondono al radio mentre semilunare e piramidale al disco articolare.

Mezzi di unione sono dati da:

capsula articolare: provvista di legamenti di rinforzo è più spessa anteriormente

o I legamenti di rinforzo sono:

- legamento radiocarpico volare: dal processo stiloideo e faccia anteriore del radio, diretto

obliquamente e in basso per terminare sul semilunare.

- legamento radiocarpico dorsale: dal contorno posteriore superficie articolare radiale a faccia

dorsale semilunare.

- legamento collaterale radiale del carpo: dal processo stiloideo del radio discende incurvandosi

sul piano mediale e finendo sulla faccia radiale dello scafoide.

- legamento collaterale ulnare del carpo: dal processo stiloideo dell’ulna in basso per osso

pisiforme e piramidale.

ARTICOLAZIONI DELLA MANO

In direzione prossimo distale consideriamo:

Articolazioni intercarpiche:

1) reciproche della fila prossimale: tra scafoide , semilunare e piramidale, sono artrodie orientate

sul piano saggitale. La capsula articolare incompleta permette comunicazione col mediocarpica.

Sono presenti due legamenti interossei: tra scafoide e semilunare e tra semilunare e piramidale.

Tre legamenti volari: due profondi tra scafoide e semilunare e semilunare e piramidale; uno più

superficiale tra scafoide e piramidale. L’articolazione tra piriforme e piramidale è un artrodia.

Mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare e da legamenti a distanza.

2) Reciproche della fila distale: sono tre artrodie tra trapezio, trapezoide, capitato e uncinato. Le

superfici articolari sono piane, verticali. Mezzo di unione è dato da capsula articolare

incompleta. Nella parte fibrosa della capsula individuiamo vari legamenti distinti in interossei

volari e dorsali

3) Tra la fila prossimale e distale: avviene tra la fila distale e quella prossimale. Possono

considerarsi condiloartrosi. Mezzi di unione sono dati da una capsula ispessita a formare i

legamenti volare, dorsale e collaterali. Il legamento volare prende il nome di legamento raggiato

del carpo. Origina dalla faccia volare del collo dell’osso capitato per divergere in fasi superiori,

laterali e inferiori. I superiori si fissano a scafoide e piramidale; i laterali fan parte dei legamenti

intercarpali volari; gli inferiori si portano alla base del 2°-3°-4° osso metacarpale.

Le articolazioni del carpo entrano in gioco quando si compiono movimenti della mano

sull’avambraccio. Abbiamo movimenti di flessione ed estensione. L’articolazione radiocarpica compie

più flessione, mentre quella mediocarpica più estensione.

Articolazioni carpometacarpiche 15

Avvengono tra le ossa della fila distale del carpo e la base metacarpale. Distinguiamo l’articolazione

carpometacarpica del pollice che è a sella tra la faccia distale del trapezio e del primo metacarpo. La

capsula è inserita sul contorno articolare. Le restanti articolazioni sono artrodie. Mezzi di unione sono

dati dalla capsula fusa con quella delle vicine articolazioni. Lo strato fibroso è ispessito nei legamenti

carpometacarpici volari dorsali ed interossei.

Articolazioni intermetacarpiche

Sono artrodie che avvengono tra le basi delle ultime quattro ossa metacarpali. Mezzi di unione sono

dati da capsula e dal legamento traverso dei capitelli, teso a nastro dal secondo al quinto metacarpale. Si

puo considerare come un ispessimento dell’aponeurosi palmare che ricopre i muscoli interossei.

Articolazioni metacarpofalangee

Tra i capitelli delle ossa metacarpale e le basi delle prime falangi. La prima viene considerata un

ginglimo angolare, le altre condiloartrosi. Mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare ispessita sui

lati per formare i legamenti collaterali e accessori volari.

Articolazioni interfalangee

Riuniscono tra loro le falangi che formano lo scheletro delle dita.Sono ginglimi angolari. Mezzo di

unione è dato dalla capsula articolare che si inspessisce a formare legamenti collaterali.

ARTICOLAZIONI ARTO INFERIORE

cintura pelvica: anteriormente sinfisi pubica; posteriormente sacroiliaca

articolazioni della parte libera dell’arto:

• articolazione dell’anca

• articolazione del ginocchio

• articolazione tibiofibulare distale e prossimale

• articolazione tibiotarsica

• articolazione del piede

Articolazione sacroiliaca

Può considerarsi come una sincondrosi o artrodia atipica. Le superfici articolari sono date dalle faccette

articolari del sacro e anca che presentano doppia curvatura a S che limita lo scorrimento tra le due ossa.

Mezzi di unione:

Capsula articolare + legamenti periferici:

sacroiliaco anteriore: origina dalla faccia anteriore del sacro e termina sulla parte mediale della

- fossa iliaca.

sacroiliaco posteriore: presenta tre gruppi di fasci: fascio interosseo tra le tuberosità iliaca e sacrale

- si trova nel piano medio; fascio breve che congiunge le spine iliache posteriori si trova in un piano

superficiale; fascio lungo che connette la spina iliaca posterosuperiore al tubercolo della cresta

sacrale laterale.

Legamento a distanza

ileolombare: connette i processi costiformi della 4-5 vertebra lombare con la cresta iliaca fino alla

- faccia auricolare dell’anca.

sacrospinoso: margine laterale del sacro e coccige a spina iliaca ischiatica

- sacrotuberoso: spine iliache posteriori, termina sulla tuberosità ischiatica.

-

Sinfisi pubica

Unisce le due ossa dell’anca. 16

Le superfici articolari piane sono orientate a formare un interstizio per l’inserzione di un cuneo

fibrocartilagineo.

Unione è garantita dal disco interpubico e da un manicotto periarticolare con il legamento superiore del

pube ed il legamento arcuato.

Articolazione sacrococcigea:

Sinfisi tra apice del sacro e coccige, nell’adulto si presenta come sinostosi.

Mezzi di rinforzo:

legamento sacrococcigeo anteriore: faccia anteriore dell’ultima vertebra sacrale

- legamento sacrococcigeo laterale: con fasci esterni, medi ed interni

- legamento sacrococcigeo posteriore: con fascio superficiale e profondo

-

Questa articolazione consente la retropulsione del coccige.

Articolazione coxofemorale

E’ una tipica enartrosi

Anca: cavità articolare emisferica (acetabolo)

Femore: testa femorale (3/4 sfera piena)

Non tutta la cavità partecipa all’articolazione ma solamente la parte centrale chiamata fossa

dell’acetabolo nella quale trova attacco il legamento rotondo. Non essendo corrispondenti le due

superfici articolari si necessita di un cercine cartilagineo, il labbro dell’acetabolo, che va ad ampliare la

cavità e fornisce un importante mezzo di unione tra femore ed anca.

Mezzi di unione sono dati da:

capsula articolare e legamenti di rinforzo:

- 1. legamento ileofemorale: a ventaglio si trova al di sotto della spina iliaca anteriore inferiore, i

due fasci (obliquo e verticale) si dirigono sulla linea intertrocanterica.

2. legamento pubofemorale: tratto pubico ciglio acetabolare, eminenza ileopettinea e termina al

davanti del piccolo trocantere.

3. legamento ischiofemorale: di forma triangolare si porta alla fossa trocanterica

4. zona orbicolare: dal margine dell’acetabolo e dal labbro, passa dietro il collo del femore.

legamento a distanza: è il legamento rotondo che dalla fovea capitis del femore si dirige con due

- radici ai bordi dell’incisura dell’acetabolo, si presenta piatto e laminare

La sinoviale è disposta come le diartrosi e forma una guaina completa intorno all’articolazione.

Articolazione del ginocchio

femore/patella artrodia

femore/tibia ginglimo angolare

Apparato legamentoso limita i movimenti alla sola flessoestensione. Svolgono un importante ruolo

statico

Le superfici articolari sono:

per il femore la superficie patellare e la superficie articolare dei condili

- per la tibia l’estremità superiore, la cavità glenoidea, le superfici articolari sono separate

- dall’eminenza intercondiloidea 17

Dato che le due superfici articolari non corrispondono abbiamo l’interposizione dei menischi. Essi si

distinguono in laterali e mediale e sono fissati sulla porzione intercondiloidea della tibia. Sono uniti tra

loro dal legamento traverso del ginocchio.

Mezzi di unione:

capsula articolare: manicotto fibroso, solido nelle parti laterali e posteriori e lasso anteriormente.

- Sul femore è inserzionata ai bordi della cartilagine d’incrostazione. Sulla tibia è fissata al margine

infraglenoideo. La sinoviale tappezza la parete interna e si prolunga anteriormente per formare la

borsa sinoviale sovrapatellare.

legamenti di rinforzo:

- • anteriore: nel tratto sotto patellare del tendine del quadricipite, è inclusa la patella. E’ separato

dalla tibia per l’inserzione di una borsa sinoviale e uno zaffo adiposo.

• posteriore: dato dai gusci dei condili, ispessimenti e dal legamento mediano. Quest’ultimo

occupa lo spazio intercondiloideo e le fibre vanno dal femore alle due ossa della gamba,

formando un arcata fibrosa. Il legamento arcuato e il legamento popliteo obliquo.

legamenti collaterali: sono robuste bande poste ai lati del ginocchio

- • collaterale tibiale: posto sul lato mediale si estende dal tubercolo sul condilo mediale del

femore al condilo mediale della patella.

• collaterale fibulare: dal condilo laterale del femore alla superficie laterale della testa fibulare.

legamenti crociati: sono intracapsulari, nel piano verticale tra i condili femorali, si presentano come

- corti e robusti incrociati a X.

• crociato anteriore: dall’eminenza intercondiloidea, si porta in alto ed in dietro per fissarsi alla

faccia mediale del condilo laterale del femore.

• crociato posteriore: parte posteriore dell’eminenza intercondiloidea si porta alla faccia laterale

del condilo mediale del femore.

Articolazione tibio-fibulare prossimale

E’ un artrodia tra la faccia fibulare della tibia e il corrispondente capitello fibulare.

Mezzi di unione:

capsula

- legamenti propri, distinti in anteriore e posteriore

- legamento interosseo

-

Articolazione tibio-fibulare distale

E’ una sinartrosi.

L’articolazione presenta una robusta lamina fibrosa tra le creste interossea della tibia e del perone. E’

perforata per il passaggio di vasi e nervi, costituisce un setto tra la loggia anteriore e posteriore della

gamba.

Articolazione tibiotarsica o talocrurale

Avviene tra la tibia, la fibula e l’astragalo.

Mortaio tibiofibulare estero più anteriormente con diametro maggiore traverso, la parete posteriore

è data dalla faccia inferiore della tibia.

laterale superficie mediale del malleolo fibulare

mediale superficie articolare del malleolo tibiale

La troclea astragalea è convessa in avanti, presenta una gola centrale.

Mezzi di unione:

capsula si trova inserita sui bordi del mortaio e sulla superficie articolare dell’astragalo.

- legamento mediale: triangolare, va dall’apice del malleolo e si divide in quattro fasci

- due anteriori, il tibionavicolare più superficialmente sulle facce dorsale ed interna dello

⇒ scafoide, ed il tibioastragaleo più profondo che occupa la faccia interna del collo astragalo. 18

uno medio: è il legamento tibiocalcaneale fissato al sostentaculum tali

⇒ uno posteriore: è il legamento tibioastragaleo posteriore che è la parte posteriore del

⇒ legamento deltoideo si inserisce dietro e sotto la faccetta articolare per il malleolo mediale

legamento laterale: si distingue in:

- legamento fibuloastragaleo anteriore: dal malleolo laterale alla faccia esterna dell’astragalo

⇒ legamento fibulocalcaneale: dal malleolo laterale alla faccia esterna dell’astragalo

⇒ legamento fibuloastragaleo posteriore: dal malleolo laterale al processo posteriore

⇒ dell’astragalo.

La membrana sinoviale riveste internamente la capsula. Anteriormente e posteriormente la capsula è più

lassa. Si possono eseguire solo movimenti di flesso estensione. Le porzioni laterali del mortaio

impediscono movimenti di lateralità. La troclea astragalea è più larga anteriormente.

GENERALITA’ DEI MUSCOLI

Organi di varia forma e volume costituiti da parti carnose da parti tendinee. Si inseriscono sullo

scheletro e con la potenza sviluppata dalla loro contrazione modificano l’orientamento degli organi

scheletrici. La massa contrattile può essere impiegata totalmente o parzialmente a seconda dell’effetto

della forza che si vuole ottenere. Il colore della parte carnosa dei muscoli è rossa. Si può distinguere

inoltre una parte biancastra destinata all’inserzione, sono questi i tendini. La definizione di capo di

origine e capo d’inserzione far riferimento all’elemento scheletrico che risulta mobile rispetto all’altro,

usualmente per gli arti mobili i capo d’origine è quello più prossimale.

Esistono diverse classificazioni.

Proprietà funzionali del muscolo Classificazione funzionale:

eccitabilità

- agonisti

-

contrattilità

- antagonisti

-

estensibilità

- fissatori

-

elasticità

- sinergisti

-

Classificazione morfologica: rotatori

-

appiattiti

- pronatori

-

allungati

- supinatori

-

digastrici

- adduttori

-

spirali

- abduttori

-

orbicolari

- di forma triangolare

- pennati

- che si incrociano

-

Nell’ambito di movimenti diversi lo stesso muscolo può agire ora come antagonista, ora come agonista,

fissatore o sinergista

Struttura del muscolo:

perimisio: membrana connettivale fibrosa esterna. Invia setti internamente al fascio muscolare che

- dividono la massa muscolare in fasci via via più minuti

endomisio: avvolge la singola la singola fibra muscolare

- 19

L’unita funzionale del muscolo striato è la fibra muscolare striata. Le fibre sono elementi perenni.

Queste possono assumere lunghezza variabile da pochi millimetri ad alcuni centimetri a seconda al tipo

di muscolo, all’età, alle condizioni di nutrizione ed all’esercizio.

Se osservata al microscopio la fibra, appare striata longitudinalmente e trasversalmente.

Possiamo distinguere due tipi di fibre muscolari:

fibre rosse: contengono molta mioglobina , più mitocondri ed enzimi ossidativi, la contrazione è

- lenta e più duratura.

fibre bianche: contengono meno mioglobina e la contrazione è più veloce e meno duratura.

-

La parte tendinea dei muscoli risulta costituita da tessuto fibroso denso a fasci paralleli. Le fibre

tendinee sono avvolte da una sottile lamina connettivale a fibre intrecciate, il peritenonio il quale

continua con il periostio a livello delle zone di attacco sullo scheletro e con il perimisio a livello del

corpo carnoso del muscolo.

Terminazioni nervose per il controllo dell’attività muscolare

L’espansione terminale di un neurite motore, prende il nome di placca motrice. Un muscolo ha sempre

molte più fibre muscolari di quante fibre motorie riceve, perciò una fibra forma più placche motrici e

controlla più fibre muscolari.

Si definisce come unità motoria, l’insieme di un motoneurone e delle fibre muscolari che esso innerva.

I muscoli, sia nel corpo carnoso che nei tendini contengono propriocettori, ossia organelli di senso

capaci di registrare la tensione e le modificazioni di tensione proprie del muscolo. i fusi neuromuscolari

sono corpuscoli affondati nel connettivo del muscolo disposti lungo l’asse longitudinale in parallelo con

le fibre del muscolo.

SISTEMI FASCIALI

Le fasce sono lamine connettivali che avvolgono singoli muscoli o gruppi di muscoli. Al di sotto del

tessuto connettivo lasso sottocutaneo si trova in tutte le regioni del corpo una fascia comune che

avvolge gli organi sottostanti ed emana sue dipendenze in profondità che si inseriscono a segmenti

scheletrici e sono destinate a separare muscoli o gruppi di muscoli. Vengono cosi a definirsi delle logge

fibrose che accolgono oltre ai muscoli ed ai tendini, anche i vasi ed i nervi. In alcuni settori del corpo,

particolarmente a livello delle articolazioni, tratti di tessuto fibroso denso, delimitano canali

osteofibroso nei quali scorrono i tendini.

FASCE DEL COLLO

Possiamo riconoscere tre aponeurosi o fasce cervicali

1) Cervicale superficiale: posta subito al di sotto della pelle circonda il collo come un manicotto.

Medialmente troviamo la linea alba cervicale data dall’incrocio delle fibre dei due lati. Portandosi

lateralmente incontra lo sternocleidomastoideo e si sdoppia per avvolgerlo. Posteriormente i due

foglietti si riuniscono. Raggiunto posteriormente il trapezio si divide in due lamine, profonda e

superficiale, e che si fissano sui processi spinosi delle vertebre cervicali.

Consideriamo due circonferenze e due superfici

inclinata dall’avanti in dietro, il punto più alto corrisponde alla protuberanza occipitale

- superiore:

esterna, il più basso alla sinfisi mentoniera.

incisura giugulare, margine anteriore della clavicola margine posteriore della spina scapolare

- inferiore:

superficie esterna in rapporto con la pelle

superficie interna: si dipartono tre prolungamenti.

1. vertebrale: setto posto tra fascia cervicale superficiale e processi trasversi della colonna cervicale

2. sottomandibolare: corrisponde alla regione sopraioidea e si divide in due foglietti 20

3. paratiroideo: dietro e medialmente alla paratiroide

2) Cervicale media: spazio compreso tra il muscolo omoioideo si estende dall’osso ioide allo sterno e da

una scapola all’altra.

faccia anteriore rapporti con fascia cervicale superficiale

faccia posteriore rapporto con laringe, tiroide trachea esofago

margini laterali corrisponde ai muscoli omoioidei

margine inferiore da una scapola all’altra, medialmente fissata sull’incisura giugulare, sul margine

posteriore della clavicola

3) Cervicale profonda

Situata davanti ai muscoli prevertebrali.

faccia anteriore in rapporto con faringe ed esofago

faccia posteriore ricopre i muscoli prevertebrali

margine alto che si porta alla base dell’occipitale

margine laterale che si portano ai processi trasversi delle vertebre.

Logge a livello cervicale:

1a) sottocutanea: tra pelle e fascia cervicale superficiale

2a) tra fascia cervicale superficiale e fascia cervicale media

3a) in avanti fascia cervicale media, dorsalmente fascia prevertebrali: contiene tiroide, laringe, trachea,

esofago,carotidi.

4a) tra faccia prevertebrali e colonna cervicale

FASCE DEI MUSCOLI DELLA SPALLA

Sono tre fasce e si distinguono in:

fascia deltoidea

- fascia sopraspinata, sottospinata

- fascia sottoscapolare

-

Alla radice dell’arto superiore si trova la cavità ascellare che a braccio abdotto risulta come una piramide

quadrangolare con apice diretto in alto e medialmente, e base in basso e lateralmente.

Vengono cosi a costituirsi quattro pareti: anteriore, posteriore, mediale e laterale.

Parete anteriore: data dal muscolo grande pettorale , succlavio e piccolo pettorale

⇒ Parete posteriore: data dal muscolo sottoscapolare, grande rotondo e grande dorsale

⇒ Parete mediale: convessa, faccia esterna prime 4-5 coste con corrispondenti intercostali esterni

⇒ e muscolo dentato anteriore.

Parete laterale: è la più ristretta ed è data dal solco intertubercolare dell’omero, dal muscolo

⇒ coracobrachiale e dal capo breve del bicipite.

L’angolo diedro tra parete posteriore e mediale della cavità si continua in una fessura esterna fino al

margine mediale della scapola ed è occupata da connettivo lasso.

L’apice della cavità corrisponde ad un canale che comunica con la fossa sopraclavicolare maggiore.

Passaggio ai rami del plesso brachiale e vasi ascellari.

La base a braccio abdotto si presenta quadrilatera allargata trasversalmente, costituisce la fossa ascellare.

Il lato anteriore è dato dal margine inferiore del grande pettorale e va a costituire il pilastro anteriore

dell’ascella. Il lato posteriore è dato dal gran dorsale e grande rotondo e costituiscono il pilastro

posteriore dell’ascella.

La fascia ascellare ha forma quadrilatera e concava ed è collegata alla cute da trabecole fibrose del

connettivo sottocutaneo. 21

Anteriormente seguita nella fascia di rivestimento del grande pettorale e nel legamento sospensore

dell’ascella. Nell’area centrale la fascia si presenta più sottile per il passaggio di rami vascolare e nervosi.

Questa prende il nome di lamina cribrosa ascellare ed è circondata da due ispessimenti:

l’arco fibroso ascellare

- arco fibroso brachiale

-

Nella cavità ascellare sono accolti in seno a tessuto connettivo fibroso e a tessuto adiposo i rami del

plesso brachiale, i vasi ascellari e i linfonodi ascellari.

Ai muscoli della spalla sono annesse borse mucose per facilitare lo scorrimento dei piani muscolari.

Troviamo:

borsa sottotendinea sottoscapolare

- borsa del bicipite

- borsa sottoacromiale

- borsa sottocoracoidea

-

FASCE E BORSE BRACCIO ED AVAMBRACCIO

Nel braccio troviamo:

borse: bicipitoradiale

- borsa coracobrachiale

- borsa sottotendinea

-

I muscoli del braccio sono ricoperti dalla fascia brachiale. E’ un manicotto completo che superiormente

continua nella fascia ascellare e inferiormente nella fascia antibrachiale. Dalla superficie interna si

staccano due setti:

laterale: si inserisce al labbro laterale del solco bicipitale

mediale: si fissa al labbro mediale del solco bicipitale. Suddivisione in due logge, anteriore e

posteriore

Nell’avambraccio:

Muscoli avvolti da fascia antibrachiale

Riconosciamo estremità superiore che prosegue nella fascia brachiale ed estremità inferiore che

prosegue nelle fasce della mano con tre ispessimenti

legamento palmare del carpo: al di sopra dell’articolazione radiocarpica

legamento trasverso del carpo: teso tra eminenze ossee nella mano per delimitare il solco del carpo. La

faccia anteriore dà origine ad alcuni muscoli dell’eminenza tenar. La faccia profonda delimita il canale

del carpo ed emette un setto che divide il condotto in una parte laterale e una mediale. Il margine

inferiore si fonde con l’aponeurosi palmare e lateralmente si fissa ai tubercoli dello scafoide.

legamento dorsale del carpo: ispessimento della fascia antibrachiale posto sull’articolazione radiocarpica.

Due facce e quattro margini. La faccia profonda invia setti che si fissano ai margini delle docce che

solcano le estremità inferiori del radio e dell’ulna. In questo modo si delimitano sei canali osteofibrosi

per i tendini dei muscoli estensori.

1° tendini abduttore lungo ed estensore breve

2° tendini estensore radiale lungo e breve del carpo

3° tendine estensore lungo del pollice

4° tendine estensore comune delle dita ed estensore proprio dell’indice

5° tendine estensore del mignolo

6° tendine estensore ulnare del carpo

Sono rivestiti da guaine mucose o sinoviali.

FASCE DELLA MANO

Distinguiamo nella mano l’aponeurosi palmare, robusta membrana fibrosa che si trova nel sottocutaneo

tra eminenza tenar ed ipotenar. Essa presenta una base distale ed un apice prossimale. L’apice segue il

tendine del muscolo palmare lungo. 22

La faccia superficiale è unita alla cute da tratti fibrosi.

La faccia profonda è unita a l legamento trasverso del carpo.

Nella mano troviamo cinque fasce:

fascia eminenza tenar: ricopre i muscoli sottostanti

- fascia eminenza ipotenar: al margine mediale del 5° metacarpale

- fascia palmare profonda: al di sopra delle ossa metacarpali e muscoli interossei.

- fascia dorsale superficiale: è sottile e si unisce in alto al legamento dorsale del carpo.

- fascia dorsale profonda: profondamente ai tendini estensori e superficialmente rispetto alle ossa

- metacarpali e muscoli interossei dorsali.

FASCE DEI MUSCOLI ANTEROLATERALI DELL’ADDOME

Avvolgono i muscoli anterolaterale addominali e si presentano come fasce superficiali e profonde.

Riconosciamo:

1. fascia che ricoprendo l’obliquo esterno si porta sul grandorsale prendendo in basso aderenza al

legamento inguinale

2. tra obliquo esterno ed interno

3. tra obliquo interno e trasverso

Fascia trasversale:

si trova profondamente al muscolo trasverso, di forma quadrangolare, è sottile al di sopra dell’ombelico

e si ispessisce via via che scende.

margine superiore: continuazione nella fascia diaframmatici

- margine inferiore: fissato al tubercolo pubico, cresta pettinea, margine posteriore del legamento

- inguinale. Il tratto che si attacca alla cresta pettinea chiude dorsalmente la lacuna dei vasi

costituendo il setto femorale

superficie esterna: in rapporto con il foglietto posteriore della guaina del retto addominale.

-

La fascia viene sospinta attraverso il canale inguinale nella borsa scrotale per costituire la tonaca

vaginale comune.

Presenza di due legamenti:

benderella ileopubica: fascio fibroso che origina dal tubercolo pubico e dalla cresta ileopettinea

⇒ portandosi in alto e in fuori.

legamento interfoveolare: tra le fossette inguinali mediale e laterale, forma con il suo margine

⇒ laterale il contorno mediale dell’anello inguinale addominale.

Guaina dei muscoli retti dell’addome

Aponeurosi dei muscoli, obliquo esterno, interno, trasverso.

Distinguiamo un foglietto anteriore, posteriore, un margine mediale e uno laterale.

Non è completa superiormente e si mette direttamente in contatto con le cartilagini costali

Obliquo esterno: davanti al retto si incarica sulla linea mediana con la controlaterale per formare la linea

alba.

Obliquo interno: divisa in due lamina; una che passa davanti al muscolo e si unisce all’aponeurosi

dell’obliquo esterno. Si osserva questa disposizione solo nei 3/5 superiori del muscolo. Anche lui

termina raggiungendo la linea alba

Trasverso: nei 3/5 superiori dietro al muscolo retto e si unisce alla lamina posteriore formando il

foglietto posteriore della guaina. Nei 2/5 inferiori del muscolo retto si unisce all’aponeurosi dell’obliquo

interno.

La guaina posteriore del muscolo retto muta la propria costituzione al confine dei 3/5 superiori con i

2/5 inferiori. Superiormente è formata dall’aponeurosi dell’obliquo interno. Inferiormente dall’obliquo

interno e trasverso.

Nel passaggio tra i due dispositivi vediamo un arcata con concavità verso il basso. 23

Linea alba: rafe tendineo posto sulla linea mediana della parete addominale. Si estende tra i due muscoli

retti dal processo xifoideo al pube. Data dall’inserzione dei fasci dell’aponeurosi dell’obliquo e

trasverso.

Ombelico: orifizio dove nel feto passano le arterie ombelicali, la vena ombelicale e l’uraco. Si chiude a

causa della caduta del cordone ombelicale. A volte nell’adulto si può trovare un residuo di cordone

ombelicale chiamato anello ombelicale.

LEGAMENTO INGUINALE

Nastro tendineo teso tra la spina iliaca anteriore superiore ed il tubercolo pubico. Corrisponde alla piega

dell’inguine. esso può considerarsi la parte terminale dell’aponeurosi dell’obliquo esterno.

margine anteriore: prosegue in alto nell’aponeurosi dell’obliquo esterno e da attacco

⇒ inferiormente alla fascia lata

margine posteriore: attacco per la fascia trasversale

⇒ faccia superiore: attacco laterale a fasci dei muscoli obliquo interno e trasverso. Medialmente

⇒ forma il pavimento del canale inguinale

faccia inferiore: unita lateralmente alla fascia iliaca forma medialmente il margine superiore

⇒ della lacuna dei vasi

Medialmente il legamento presenta due inserzioni, una per il tubercolo pubico, un'altra per la cresta

pettinea.

Quest’ultima viene chiamato legamento lacunare: In esso possiamo riconoscere una base , un apice, una

faccia superiore, una inferiore, n margine anteriore e uno posteriore. La base forma il contorno mediale

dell’anello femorale. La faccia superiore corrisponde alla cavità addominale. La faccia anteriore è in

rapporto con la fascia pettinea. Il margine anteriore prosegue nel legamento inguinale.

CANALE INGUINALE

Situato al di sopra della metà mediale del legamento inguinale. Sito di passaggio per il funicolo

spermatico o legamento rotondo dell’utero.

Si presenta di lunghezza di 4-5 centimetri con un orifizio di entrata profondo e uno sbocco superficiale.

Questo sbocco superficiale si può distinguere in:

anello inguinale sottocutaneo: costituito da un pilastro mediale e da un pilastro inferiore. Tra i due

- pilastri, profondamente, troviamo il legamento inguinale riflesso che origina dall’obliquo esterno e

si porta sul margine superiore del ramo superiore del pube e sulla cresta pettinea. In

corrispondenza del contorno superiore troviamo delle fibre arcuate che dalla spina iliaca si portano

verso il muscolo obliquo esterno.

anello inguinale addominale: si trova 15 millimetri al di sopra del punto medio del legamento

- inguinale, visibile come depressione sulla faccia posteriore della parete addominale e prende il

nome di fossetta inguinale laterale.

La parete anteriore del canale inguinale è costituita dall’aponeurosi dell’obliquo esterno e dalle fibre

arcuate. La parete posteriore è rinforzata dalla fascia trasversale e rinforzata in diversi punti dal

legamento interfoveolare e dalla benderella ileopettinea.

La falce inguinale, è una lamina fibrosa tra tendine congiunto e fascia trasversale. Si presenta di forma

triangolare con base fissata alla cresta pettinea e margine libero concavo.

Tra falce e legamento interfoveolare troviamo la fossetta inguinale mediale che corrisponde ad un

punto debole della parete posteriore del canale inguinale. La parete superiore del canale inguinale è data

dal margine inferiore dei muscoli obliquo interno e trasverso. La parete inferiore è data dalla faccia

superiore del legamento inguinale. 24

FASCE ARTO INFERIORE

- Fascia femorale: riveste i muscoli superficiali della coscia. In alto è fissata al legamento inguinale ed al

corpo del pube ed alla branca ischiopubica. Si dipartono due setti, uno laterale ed uno mediale, che

dividono la coscia in una loggia anteriore ed una posteriore

-Fascia crurale: avvolge i muscoli della gamba. Continua in alto con la fascia lata. Prende inserzione

sull’estremità prossimale della tibia, testa fibula e rotula. Dalla superficie interna si distaccano due setti

intermuscolari che terminano uno sul margine anteriore e l’altro sul margine laterale della fibula.

La gamba viene cosi suddivisa in tre logge.

SCHEMA RIASSUNTIVO APPARATO MUSCOLARE

MUSCOLI DELLA TESTA

Possono essere distinti in estrinseci od intrinseci a seconda che prendano origine in parti diverse della

testa ed inserzione sulle ossa del cranio oppure che abbiano sia origine che inserzione sulle ossa del

cranio. La muscolatura intrinseca è data dai muscoli pellicciai e da muscoli masticatori.

Muscoli mimici:

MUSCOLO EPICRANICO

Sottile formazione muscoloaponeurotica posta sulla volta cranica. Risulta costituito da tre porzioni:

muscolo frontale: pari, appiattito, origine dalla galea e si inserisce sulla faccia profonda della cute in

- corrispondenza del sopracciglio.Contraendosi sposta il avanti il cuoio capelluto e corruga la fronte

muscolo occipitale: pari, origina dal margine posteriore dell’aponeurosi epicranica, si inserisce sui

- 2/3 laterali della linea nucale superiore . Contraendosi sposta in dietro il cuoio capelluto.

aponeurosi epicranica: lamina fibrosa che ricopre la volta e le parti laterali del cranio.

-

MUSCOLI ESTRINSECI DEL PADIGLIONE AURICOLARE

muscolo auricolare anterosuperiore: nella regione temporale, davanti e superiormente al padiglione

- auricolare. Distinguiamo una parte superiore ed una inferiore tra le quali decorre il ramo parietale

dell’arteria temporale superficiale. Si inserisce sulla faccia laterale del padiglione auricolare in

corrispondenza dell’elice.

muscolo auricolare posteriore: dorsalmente al padiglione auricolare, formato da un fascio

- superiore e da un fascio inferiore

MUSCOLI DELLE PALPEBRE

muscolo orbicolare dell’occhio: ha forma di anello ellittico disposto intorno alla rima palpebrale,

- distinguiamo una parte orbitarla, una parte palpebrale e una parte lacrimale.Con la sua azione il

muscolo determina la chiusura della rima palpebrale

muscolo corrugatore del sopracciglio: lamella a concavità inferiore situata nel sopracciglio. Origina

- dall’estremità mediale dell’arcata sopraccigliare in corrispondenza del foro sovraorbitario. Con la

sua azione porta medialmente e in basso la cute del sopracciglio.

Muscoli delle labbra

Caratteristica generale di questo gruppo muscolare è la grande mobilità 25

MUSCOLO ZIGOMATICO

Faccia laterale osso zigomatico si inserisce alla faccia profonda della cute e della mucosa labiale in

corrispondenza della commessura. Sposta in alto e in dietro la commessura labiale

MUSCOLO QUADRATO DEL LABBRO SUPERIORE

Costituito da una porzione zigomatica, infraorbitaria ed angolare. L’origine è dalla faccia laterale

dell’osso zigomatico, dal margine infraorbitario al di sopra del foro infraorbitario, dal processo frontale

dell’osso mascellare.

MUSCOLO CANINO

Al di sotto del foro infraorbitario si inserisce alla cute e alla mucosa della commessura labiale.

MUSCOLO BUCCINATORE.

Lamina che va in gran parte a costituire la guancia. Origina dalla faccia esterna del processo alveolare

superiore, dalla tuberosità mascellare, dall’uncino pterigoideo, dal rafe pterigomandibolare. I fasci

convergono verso la commessura labiale dove si inseriscono profondamente alla cute e alla mucosa. La

superficie esterna è ricoperta dalla fascia buccinatoria. Con la sua azione favorisce la masticazione.

Muscoli Masticatori

Sono in numero di quattro per lato. Presentano innervazione comune da parte della branca

mandibolare del 5° paio di nervi cranici.

MASSETERE

Robusta lamina muscolare, di forma quadrangolare sulla faccia laterale della mandibola. Costituito da

una parte superficiale ed una profonda.

Origine:

parte superficiale: dai 2/3 anteriori del margine inferiore dell’arcata zigomatica

parte profonda: dai 2/3 posteriori del margine inferiore dell’arcata zigomatica e dalla faccia mediale

dell’arcata stessa.

Inserzione: faccia esterna della mandibola. Rivestito esternamente dalla fascia masseterina sulla quale

decorrono il prolungamento anteriore della ghiandola parotide e il condotto parotideo. Profondamente

prende rapporto con il corpo adiposo della guancia.

Funzione: permette i movimenti di lateralità della mandibola

Innervazione: V nervo cranico

TEMPORALE

Si trova nella fossa temporale e ha forma triangolare con base in alto e apice in basso

Origine: linea temporale inferiore e dalla parete mediale dell’osso temporale, dalla faccia mediale

dell’arcata zigomatica

Inserzione: processo coronoideo della mandibola. E’ rivestito dalla fascia temporale

Funzione: eleva la mandibola

Innervazione: V nervo cranico

PTERIGOIDEO ESTERNO (laterale)

Origine:

capo superiore: cresta infratemporale e faccia sfenomascellare della grande ala dello sfenoide. 26

capo inferiore: faccia laterale della lamina laterale del processo pterigoideo, dal processo piramidale

dell’osso palatino e dalla tuberosità mascellare.

Inserzione: fossa pterigoidea del collo del condilo mandibolare e disco dell’articolazione

temporomandibolare.

Funzione: lateralità della mandibola

Innervazione: V nervo cranico

PTERIGOIDEO INTERNO (mediale)

Origine: fossa pterigoidea, processo piramidale del palatino e tuberosità mascellare

Inserzione: faccia mediale dell’angolo mandibolare e del ramo fino al livello del foro mandibolare.

Azione: contraendosi eleva la mandibola

Innervazione: V nervo cranico. Muscoli del collo

Possono essere distinti in posteriori, anteriori e laterali. Quelli posteriori si collocano in uno strato

profondo e in uno strato superficiale. I muscoli anteriori comprendono i muscoli sopraioidei,

sottoioidei, prevertebrali. Muscoli laterali sono il platisma, lo sternocleidomastoideo e gli scaleni.

ANTERIORI:

- sopraioidei

DIGASTRICO

Teso tra il processo mastoideo del temporale e la fossetta di gastrica della mandibola, ha due ventri e

forma un arcata a concavità volta verso l’alto.

Origine:

ventre posteriore, incisura mastoidea

ventre anteriore, fa seguito al tendine intermedio fissato sull’estremità laterale dell’osso ioide con un

anello fibroso.

Inserzione: il tendine intermedio è fissato sull’osso ioide e delimita con il margine posteriore del

muscolo miloioideo e al nervo ipoglosso posti superiormente, il triangolo dell’arteria linguale.

Innervazione: nervo faciale e ramo mandibolare del trigemino.

Azione: innalza l’osso ioide, abbassa la mandibola ed estende la testa.

STILOIDEO

Si trova al di sopra del ventre posteriore del digastrico.

Origine: processo stiloideo

Inserzione: corpo dell’osso ioide vicino al grande corno.

Innervazione: ramo del nervo faciale

Azione: sposta l’osso ioide in alto e in dietro

MILOIOIDEO

Lamina quadrilatera al di sopra del ventre anteriore del muscolo digastrico.

Origine: lungo la linea miloioidea

Inserzione: rafe miloioideo e faccia anteriore del corpo dell’osso ioide. Il rafe è una lamina fibrosa

sagittale. Il muscolo partecipa alla formazione del pavimento della cavità buccale.

Innervazione: ramo mandibolare del trigemino.

Azione: sposta in alto e in avanti l’osso ioide e solleva la lingua cooperando nella deglutizione.

- sottoioidei 27

Sono disposti in uno strato superficiale e uno profondo. Il primo è dato dai muscoli sternoioideo e

omoioideo, il secondo dai muscoli sternotiroideo e tiroioideo.

STERNOIOIDEO

Origine: faccia posteriore del manubrio sternale, parte posteriore della capsula dell’articolazione

sternoclavicolare ed estremità sternale della clavicola.

Inserzione: margine inferiore del corpo dell’osso ioide.

Azione: contraendosi abbassa l’osso ioide.

Innervazione: primi tre nervi cervicali attraverso l’ansa dell’ipoglosso.

OMOIOIDEO

E’ un muscolo digastrico formato da un ventre inferiore e da un ventre superiore, tra loro uniti da un

tendine intermedio.

Origine:

ventre inferiore, margine superiore della scapola, interno incisura scapolare

ventre superiore, continua dal ventre inferiore per fissarsi al margine inferiore dell’osso ioide

Inserzione: osso ioide, tra i due muscoli omoioidei è tesa la fascia cervicale media.

Azione: agisce abbassando l’osso ioide e tendendo la fascia cervicale media.

Innervazione: primi tre nervi cervicali.

STERNOTIROIDEO

Posto profondamente allo sternoioideo.

Origine: faccia posteriore del manubrio sternale.

Inserzione: linea obliqua della cartilagine tiroidea

Azione: abbassa la cartilagine tiroidea e quindi la laringe

Innervazione: primi tre nervi cervicali

TIROIOIDEO

Fa seguito allo sternotiroideo e ricopre la cartilagine tiroidea e la membrana tiroioidea.

Origine: linea obliqua della cartilagine tiroidea

Inserzione: margine inferiore del corpo e al grande corno dell’osso ioide.

Azione: abbassa l’osso ioide e innalza la laringe

Innervazione: primi nervi cervicali LATERALI:

PLATISMA

Accolto in uno sdoppiamento della fascia superficiale del collo

Origine: 2a costa e superficie anteriore della spalla

Inserzione: cute della regione masseterina, commessura labiale e faccia esterna del corpo della

mandibola.

Azione: tende la cute del collo e abbassa la mandibola

Innervazione: ramo cervicale del nervo faciale

STERNOCLEIDOMASTOIDEO

Nella parte anterolaterale del collo e presenta inferiormente due distinti capi di origine.

Origine:

capo sternale: parte alta della faccia anteriore del manubrio dello sterno 28


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia Umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Mezzogiorno Antonio.

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