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Il segmento esterno è unito mediante un breve ciglio al segmento interno, ricco di mitocondri e

membrane del reticolo endoplasmatico granulare, e continua restringendosi in una fibra esterna alla

quale segue la parte del corpo cellulare contenente il nucleo. L’insieme di questa parte dei

fotorecettori è disposto a formare lo strato dei granuli esterni. A essa fa seguito l’assone, o fibra

interna, che termina con una espansione sinaptica a forma di bulbo (sferula) nei bastoncelli,

allargata e ramificata (pedicello) nei coni. La fibra interna e le espansioni sinaptiche costituiscono

lo strato plessiforme interno, insieme con i dendriti delle cellule bipolari e delle cellule orizzontali

del sottostante strato dei granuli interni. Lo strato plessiforme interno fa seguito ai granuli interni

ed è costituito dall’intreccio degli assoni delle cellule bipolari, dei prolungamenti delle cellule

amacrine e dei dendriti delle cellule gangliari che tutte insieme danno luogo a un sistema di

connessioni sinaptiche che si risolve in un potenziale di azione che si propaga lungo l’assone della

 

cellula gangliare da qui decorre (amielinico) nello strato delle fibre ottiche giunge alla papilla

del nervo ottico e (attraversata la lamina cribrosa della sclera) entra a costituire il nervo ottico.

MEZZI DIOTTRICI DELL’OCCHIO

 Cornea Mezzi di rifrazione che convergono i

 Umore Acqueo raggi luminosi sulla retina

 Cristallino

 Corpo Vitreo

Formano, nel complesso, un sistema di lenti convergenti che, nel caso del cristallino, è capace di

modificazioni attive ed è pertanto un dispositivo di messa a fuoco. Questo sistema è fornito di un

diaframma (l’iride) che regola la quantità di luce che può giungere alla retina.

L’umore acqueo è un liquido trasparente che riempie la camera anteriore e la camera posteriore

dell’occhio.

Il cristallino è una lente biconvessa perfettamente trasparente, posta subito dietro l’iride, del

diametro di circa 10 mm. La sua circonferenza è detta equatore. È rivestito da una capsula elastico

costituita da sottili fibre collagene.

Il corpo vitreo occupa la cavità del bulbo posteriore al cristallino, pari a circa 4/5 dell’intera cavità

del bulbo, ed è una massa gelatinosa delimitata da uno strato più denso, la membrana vitrea, a

contatto con la membrana limitante interna della retina. È percorso in senso antero-posteriore dal

canale ialoideo (percorso nel periodo prenatale da un’arteria).

APPARATO MOTORE DELL’OCCHIO

Il bulbo oculare può essere ruotato, scivolando nel tessuto connettivo lasso posto fra la sclera e il

corpo adiposo dell’orbita, per azione di sei muscoli striati volontari, i muscoli estrinseci del bulbo

oculare, che compongono l’apparato motore. Viene comunemente considerato fra i muscoli

estrinseci del bulbo anche un muscolo accessorio per i movimenti di rotazione verso l’alto o verso il

basso, il muscolo elevatore della palpebra superiore.

Cinque dei muscoli estrinseci prendono origine da una formazione tendinea anulare comune (anello

di Zinn) che si inserisce sul fondo dell’orbita circoscrivendo il foro ottico. Sono i quattro muscoli

retti: superiore, inferiore, mediale e laterale e il muscolo obliquo superiore. I muscoli retti hanno

azione antagonista determinando i primi due la rotazione dell’occhio verso l’alto o verso il basso, i

secondi la rotazione in direzione laterale (temporale) o mediale (nasale). Dall’anello tendineo

origina anche il muscolo elevatore della palpebra superiore.

APPARATO PROTETTORE DELL’OCCHIO

Le sopracciglia, le palpebre, la congiuntiva e l’apparato lacrimale coadiuvano con ruoli diversi alla

funzione visiva e proteggono l’occhio dagli agenti esterni, costituendo l’apparato protettore

dell’occhio.

Le sopracciglia sono due rilievi cutaneo-muscolari arcuati che sormontano l’arcata sopraccigliare

dell’osso frontale, la cute è provvista di peli rigidi e corti, disposti obliquamente. La loro funzione

consiste soprattutto nell’impedire che il sudore della fronte raggiunga gli occhi.

Le palpebre sono due pieghe cutanee sottili e mobili provviste di scheletro fibromuscolare e poste al

davanti dell’occhio. La palpebra superiore è più ampia e mobile grazie al muscolo elevatore della

palpebra superiore. Presentano un margine libero che alle due estremità, mediale e laterale, si unisce

con la palpebra opposta nelle commensure palpebrali. Presso l’angolo mediale è presente un rilievo,

la papilla lacrimale. Il margine palpebrale presenta due o tre file di peli rigidi e ricurvi, le ciglia,

più lunghi a livello della palpebra superiore e provvisti alla base di ghiandole sudoripare modificate.

Posteriormente all’emergenza delle ciglia sboccano le ghiandole tarsali di Meibomio, che

producono sebo. Le palpebre accolgono la porzione palpebrale del muscolo orbicolare dell’occhio.


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AUTORE

Exxodus

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Anatomia umana sull'apparato visivo contenente le principali nozioni su: gli organi responsabili della vista, l'occhio (il bulbo oculare) descritto sia dal punto di vista anatomico sia funzionale, la cornea, la sclera, la suddivisione delle tre tonache sovrapposte che costituiscono la parete del bulbo oculare e le loro caratteristiche, l'apparato motore dell'occhio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in informazione scientifica sul farmaco
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Di Dino Gaetana.

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